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novembre 2012

Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Di compleanni. Non Tiramisù alla melagrana

 

Oggi sono al lavoro, anzi, a dirla tutta ho iniziato ieri con la base della torta e con  altri dolcetti che sto sperimentando.
Carola il 3 Dicembre compie 10 anni, piccola, grande tappa, ed oggi pomeriggio, con qualche giorno di anticipo, abbiamo organizzato la festicciola con le sue compagne di classe.
Solo femmine quest’anno. Ha deciso lei, e va bene così.
Del resto anche a me a volte piace uscire con le mie amiche, solo donne.
Quante chiacchiere, e risate. Ci vuole ogni tanto.
Poi a quest’età con i maschi le ragazzine hanno davvero un rapporto di amore e odio … ma poi, solo a quest’età?
Insomma, non è che devo preparare cibo per un esercito, sono in tutto 10 bambine, ma mi piace che le cose siano fatte per benino.
Spero di produrre una torta decorata degna di essere almeno fotografata. Oggi la completo e nei prossimi giorni la vedrete (forse) spero di non ‘litigare’ troppo con la pasta di zucchero, non sono molto attrezzata e mi devo arrangiare con quello che ho, Ad esempio, il cordoncino che si fa per decorare la torta tutto attorno, quello che ho fatto lo scorso anno aveva l’aspetto di una salsiccia, non era bello uniforme nel diametro, un po’ più ciccione qui, più smilzo di là … si, proprio ‘na bella salsiccetta!
Poi ho scoperto che esiste la sugar gun, ed insieme  a lei un universo di attrezzi che io non saprei nemmeno dove mettere nella mia cucina.
Se proprio la trovo orribile (la salsiccetta) userò un nastro.
 Oggi un dolcetto, ma semplice, semplice.
Che ho preparato con i la melagrana ed i savoiardi home made (questi qui).
Non è un frutto che si vede molto spesso nella preparazione di dolci. E’ particolare ed un po’ asprigno.
Bisognerebbe però riscoprirlo perché ha davvero tante proprietà.
Sembra riesca a proteggere il cuore contro la formazione di placche aterosclerotiche ed alleviare i disturbi legati alla menopausa, come l’osteoporosi, l’artrite e la depressione.
Oltre ad essere efficace contro l’insorgenza dei tumori, la melagrana sembra riesca ad erigere una barriera protettiva contro l’Alzheimer, attaccando le proteine nocive. Non cosucce insomma.
Quindi, oggi un dessert davvero semplicissimo.
Sulle quantità di zucchero e savoiardi andate un po’ ad occhio ed a vostro gusto, mi riusciva difficile scrivere 10 o 12 savoiardi ed anche sullo zucchero c’è a chi l’asprigno piace, a chi meno…
Adesso vi lascio e vado a sporcarmi le mani di farina!
Buona giornata gente!

 

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Biscotti e Frolle/ Dolce

Pensando a Natale. Biscotti speziati

Cosa volete che vi dica, mi sono arresa anch’io al Natale.
Avete iniziato quasi tutte ad addobbare i vostri blog con nevischio che cade, alberelli, stelline, a preparare dolci natalizi ed omini di pan di zenzero…
E i negozi? Ci sono le renne in peluche da fine ottobre!
Io avevo ancora le mezze maniche a fine ottobre…
Insomma, mi sono decisa ed ho preparato i miei semplicissimi biscotti speziati con tanto di foto natalizie…che dite, era ora?
Questi biscotti non arrivano da una ricetta in particolare, ci sono arrivata un po’ per volta, provando questa e quella ricetta, mescolando gli ingredienti a mio gusto e  ne è venuta questa, che è diventata la mia.
Il risultato è un biscotto friabile, profumato, rustico e casalingo, perfetto per l’inzuppo.
Natale. Ho letto davvero tante opinioni in questi giorni, chi lo ama, chi non vede l’ora che le festività passino veloci…a me le feste natalizie piacciono molto, anche se anni fa, le feste, le passavo praticamente lavorando.
A dire il vero era il periodo in cui lavoravo di più in assoluto…ma mi piaceva ugualmente. Ho bei ricordi del Natale, da bambina ed anche da adulta.
Adesso che ho due bambine mi impegno affinché il loro Natale sia magico…
Da quest’anno in realtà ne ho una che non crede più a Babbo Natale, la più grande ovviamente.
Mio fratello continuava a dirmi “Ha quasi 10 anni! Glielo dovete dire che Babbo Natale non esiste, quando lo scoprirà si incavolerà con voi!”…io non ho voluto prendere questa decisione…l’ha fatto la maestra di religione, un giorno, qualche settimana fa. Carola è arrivata a casa dicendo “Confessalo mamma, Babbo Natale siete voi! Non puoi negare, me lo ha detto la maestra Patrizia!”
Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente la maestra Patrizia per aver rivelato loro l’arcano. Io non ne avevo il coraggio. Non avevo il coraggio di toglierle la magia..forse ho paura che cresca in fretta, forse…
Comunque, si. A me piace il Natale.
Vorrei lasciarvi un passaggio tratto da un libro che sto leggendo.
Il libro della Luciana, la Littizzetto.
Adoro questa donna. Mi fa morire dal ridere. E voglio proprio questo adesso, farvi ridere, o perlomeno sorridere…
“LETTERINA DI NATALE” tratto da “Madama Sbatteflay” 
“Caro Babbo Natale, Babbioncello bello, ciccione nostro che sei nei cieli…
Sarai stanco anche tu Babbione mio bello. Ma la Fornero ha detto che non puoi andare ancora in pensione. Ti tocca tirare la slitta per un bel po’.
Dice che è un patto generazionale per dare un futuro a Gesù Bambino. 
Dille di sì, per carità, se no si mette a piangere.
Caro il mio Babbo, nessuno pensa mai a te, che vivi in un posto lontano da tutto, tra muschi e licheni, e pieno di capanne dove Filippa Lagerback va a masticare le gomme.
Te lo dico subito: quest’anno vedi di non buttarti dal camino che sotto non è morbido. Sotto è duro, Babbo.
Sotto, minchia, Babbo mio, trovi il suppostone di Monti, a punta in su, che se ci cadi sopra, dopo rischi di camminare a gambe larghe come i lottatori di sumo.
……..
Tu che sei buono….porta delle labbra alla Santanchè, che ne ha poche. Forse si saranno consumate. E levane un po’ alla Minetti che ne ha troppe e affaticate.
…noi ti diamo anche uno che ha il nome da re magio, Marchionne. Prenditelo pure, se gli dici che lavori gratis viene a fare la Panda a Oslo e ti fa anche le slitte 4×4. 
….
Se vuoi anche la Gelmini basta fare un fischio. Lei scava un tunnel e arriva da sola.
Ah, prenditi anche Calderoli, fa compagnia.
Quando gli passi accanto grida ‘Padania!’ e si agita come i pupazzetti degli autogrill.
E infine, da parte degli inglesi, ti regaliamo Pippa Middleton, che non serve a un tubo, ma se la metti come ultima renna almeno quando viaggi ti vedi un bel culo…..”   Luciana Littizzetto
Se non ci fosse lei a sdrammatizzare questo triste paesaggio politico (politico?) che è l’Italia….
Vi auguro una splendida, anche se piovosa, giornata!!!

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Primi piatti/ Salato

Risotto affumicato alla polvere di liquirizia

Sapete cos’è uno ‘swap party’  vero?
Letteralmente in italiano significa ‘scambio’, ‘baratto’.
Vanno molto di moda ultimamente.
A me onestamente non piacciono molto gli scambi di abiti ed accessori…solo l’idea di indossare i vestiti dentro cui ci ha vissuto, sudato e chissà cos’altro ha fatto qualcun’altra, mi mette abbastanza a disagio…si, sono leggermente schifiltosa su queste cose, lo so.
Non ho mai amato nemmeno scambiarmi vestiti con le amiche, finché si tratta di una borsa ok, la posso prestare ma altro no, non mi va.
Mi ricorda il fastidio che provavo quando andavo a giocare a bowling e dovevo infilare le scarpette in cui ci avevano infilato centinaia di piedi sudaticci, o gli scarponi da sci a noleggio…
Ma a voi non da fastidio? A me tantissimo, davvero.
Ritornando al mio SWAP, mi piace molto farlo di generi alimentari con le amiche.
Parlavo con la mia amica Susy, di cibo e ricette.
Lei mi raccontava che non trovava il cardamomo, che aveva visto su alcune ricette nel mio blog, e mi parlava con entusiasmo della polvere di liquirizia che io da tempo cercavo per preparare ‘sto benedetto risotto… e quindi, secondo voi, cosa abbiamo fatto?
Ma un food-swap!
Io le ho portato un cestino di cachi (ve l’ho detto che l’albero quest’anno è stato super generoso..), un  sacchetto di nocciole (sempre del nostro albero) ed il cardamomo, in cambio lei mi ha portato della polvere di liquirizia e della crema di pistacchio pura con la quale devo iniziare a sperimentare qualche ricettina che mi frulla nella testa.
Troppo bello! Così si che mi diverto un sacco!
E i vestiti, no. Scusate, ma quelli non riesco a scambiarli.
Poi, sinceramente, considerata la mia età, ormai il vintage ce l’ho già in armadio!
Parlando della ricetta, io in realtà avevo in mente il risotto al limone con la liquirizia, Susy però mi ha consigliato questa.
E’ meraviglioso. Un risotto semplicemente meraviglioso. Grazie Susy!
Voi provatelo e poi mi dite cosa ne pensate!
Quello al limone è solo rinviato, ad uno dei prossimi post!
Ciaooooooo!


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Salato/ Secondi di pesce

Dura fare il giudice. Stufato di seppie e topinambur

 
Allora, io ve lo confesso.
E’ stata dura, davvero dura.
Sapevo che sarebbe stato un compito difficile. Per questo ho seguito il blog di Morena durante tutto il mese, visionavo le ricette un po’ per volta e pensavo che in questo modo sarebbe stato più semplice poi decidere.
Non è stato così, è stato difficile comunque.
Sto parlando del mio ruolo di giudice insieme a Monica (in quanto vincitrici del contest del mese scorso su Muffin e Cupcake)del contest di Morena in Cucina – La Mela.
Tante belle ricette, anche molto originali e ho faticato non poco a decidere.
Del resto dovevo nominare solo 3 di voi…
Spero di averlo fatto nel migliore dei modi. Vi posso assicurare che l’impegno ce l’ho messo tutto, ho letto e guardato una per una tutte le 103 ricette…mi ci sono volute più di due ore…
Insomma, complimenti a tutti/e e vinca la ‘MELA’ migliore!!!
Passiamo alla ricetta.

Questa l’ho pescata su un ‘La Cucina Italiana’ di Gennaio 1996, l’avevo contrassegnata con un bel post-it che faceva capolino nell parte alta del giornale.

Faccio questo per segnare le ricette che voglio fare, in poche parole, sto tanto attenta a non consumare e sprecare la carta e poi finisce che forse sono la maggiore consumatrice di post-it del Triveneto, post-it ovunque, siamo fatti anche di contraddizioni…

Comunque, piaciuta tantissimo e soprattutto facile da far paura, soprattutto se riuscite a trovare un pescivendolo umano che vi fa trovare le seppie già eviscerate e prive degli occhi, togliere il becco poi è un giochino da ragazzi.
Provate e poi mi dite!
Buona giornata!

 

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Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Crema di radicchio rosso di Treviso e ricotta e Gente del Fud

  

E’ arrivato!  Il mio kit di benvenuto nella community di Gente del Fud.
Avete presente i bambini con il regalo da scartare? Uguale.  
Ringrazio davvero tanto Giorgio Marigliano e Valentina per l’accoglienza.
Mi sembra davvero di entrare in una grande famiglia.
Ho ammirato questo progetto del Pastificio Garofalo fin dall’inizio.
Trovo che voler riscoprire prodotti dimenticati, sostenere le eccellenze del nostro territorio, è ammirevole.
Poi, il coinvolgere nel progetto i food-blogger, e questo anni fa, quando il fenomeno era ancora agli esordi, secondo me è realmente avere la capacità di guardare avanti.
Farne parte, per me, è un onore e desidero davvero dare il mio contributo a questo bellissimo progetto.
Intanto mi godo il mio kit….e sono felice!!!
Ma davvero pensavate di poter iniziare la settimana senza il radicchio?
Eh no!
Oggi ve lo schiaffo dentro ad una crema, o vellutata, come la volete chiamare.
Una cosa è certa, credetemi, è davvero buona, avvolgente e sostanziosa.
Io ho preso spunto da un bellissimo libro di ricette dedicato interamente al radicchio di Treviso, “Un fiore d’inverno nel piatto” (qui), ho rispettato abbastanza la ricetta, purtroppo per mancanza di tempo e prole molto affamata, non ho filtrato la crema dopo averla frullata con il mixer, le esigenze della famiglia mi hanno costretta a rinunciare alla perfezione estetica.
Nel libro questa crema è presentata dentro ad una coppa di pane, bellissima.
Buona giornata amici!

 

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Primi piatti/ Salato

La semplicità. Tortiglioni di grano khorasan allo zafferano e funghi pleurotus

  



Non è necessario spendere un sacco di soldi per preparare un piatto con i funghi.
A me piacciono davvero tutti i funghi, anche i pleurotus, che qui in Veneto chiamiamo con un nome buffo, ‘sbrise’.
Certo, i porcini sono meravigliosi, ma i pleurotus mi sorprendono sempre. Sono buoni, economici e si trovano in commercio per buona parte dell’anno.
Si prestano alla preparazione di tanti piatti, nei primi, ovviamente come contorno, ma anche come secondo.
Si! Avete capito bene, come secondo.
Mia mamma, quelli più ciccioni e grandi li preparava e li prepara tuttora panati, esattamente come una cotoletta ed il risultato è una finta-bistecca vegetale buonissima.
Hanno incredibili proprietà dimostrate. Ve ne riporto solo alcune trovate nel web, altre info se vi interessa qui.
“Il fungo Pleurotus ha numerose interessanti proprietà biologiche dimostrate: elimina il Colesterolo “cattivo LDL” in eccesso, aumenta invece il Colestrolo buono HDL. Contrasta e riduce le placche di arteriosclerosi. Fa pulizia dei grassi nel sangue, nel fegato ed anche nelle pareti delle arterie. Questa proprietà deriva dalla lovastatina di cui è ricco. E’ un ottimo epatoprotettore. E’ un fludificante del sangue, perchè riduce l’aggregazione delle piastrine.”


 
Ho dei ringraziamenti da fare.
Voglio ringraziare Lalexa del blog Pappa Geniale
per aver pensato a me ed al mio blog per il premio Simplicity.
 
Ritiro il premio solo con il cuore e rispetterò soltanto le prime due regole, perché la terza, come ho già spiegato in altri post, mi riesce difficile da rispettare, non mi sento di scegliere alcuni blog e tralasciarne altri, scusatemi, spero di non offendere nessuno.
Rispondere alla domanda cos’è la semplicità:
E’ una giornata normale, come tutte le altre, sono le mie bambine che mi abbracciano, le mie mani che impugnano una spatola per mescolare l’impasto di una torta, è lo sguardo del mio cane che mi parla, è il tramonto semplice e meraviglioso che ho fotografato qualche sera fa e che dedico a te Lalexa ed a tutte le amiche/i che ho conosciuto grazie a questa bellissima esperienza che si chiama blog.
Dedicare un’immagine a chi ci ha donato il premio.

 
 
 
Non è semplicemente splendido?
 
 
 

 

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Colazione e merenda/ Dolce

Cupcakes alle castagne con glassa al limone e arancia caramellata

 

Adoro questo libro.
Forse tra i libri di cucina che ho, è il mio preferito.
Quante volte lo prendo e lo sfoglio, gustandomi…si , posso davvero dire gustandomi ogni pagina.
Sto parlando di ‘Marie Claire – KITCHEN’ di Michele Cranston e fotografie di Petrina Tinslay.
E’ un vero corso di cucina, tantissime ricette base, fruibilissime e di facile esecuzione.
E le foto, meravigliose.
Forse questo è il libro che mi ha fatto scoprire la passione per la fotografia, il voler capirci di più, della luce, delle composizioni, degli abbinamenti.
…lo sto studiando attentamente anche per capire come cavolo devo fotografare una pirofila….sapete vero della mia insoddisfazione quando fotografo robe lunghe tipo pirofile o plumcake…ma mi applico, chissà che prima o poi io ottenga risultati per lo meno decenti.
Comunque sono partita da qui per questa ricetta, potete vedere nelle foto che vi posto, la pagina con i dolcetti alle castagne.
Sono onesta, ne ho rispettato solo l’aspetto, perché la ricetta l’ho davvero stravolta.

Le uova da 6 le ho fatte diventare 3, alla pure di castagne in scatola ho preferito la polpa di castagne bollite, la quantità di mandorle l’ho ridotta per aggiungere un po’ di farina di riso, lo zucchero non semolato ma integrale di canna Mascobado, che ha dato un tocco davvero speciale all’impasto, infine ho aggiunto il cacao amaro.

Insomma un’altra cosa. Non perché non ritenessi valida la ricetta che propone il libro. Anzi.

Solo che il bello è anche questo, secondo me.
Trovare l’ispirazione da un libro o rivista, ed elaborare secondo la propria fantasia, gusto, a volte anche secondo quello che si ha a disposizione nella dispensa.
Piccola nota informativa sullo zucchero di canna integrale Mascobado.
Nelle Filippine Mascobado è il nome dello zucchero estratto dalla canna.
E’ uno zucchero integrale prodotto in modo artigianale semplice. Si spremono le canne e si concentra il succo per evaporazione dell’acqua, usando come combustibile i residui di canna (bagassa).

In questo modo trattiene tutti i principi nutritivi che normalmente si perdono con la raffinazione dello zucchero bianco.

E’ ricco di Sali minerali, in particolar modo di ferro.

Non è ovviamente sbiancato chimicamente e la naturale presenza di melassa gli conferisce un colore scuro.

E’ molto buono, ha un gusto speciale, con un leggero retrogusto di liquirizia, ottimo nella preparazione dei dolci, nelle macedonie, nello yogurt naturale.

E’ davvero buono ed acquistandolo si aiutano almeno un po’ paesi in via di sviluppo.

Ciao!

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Biscotti e Frolle/ Dolce

I Savoiardi. I miei.


I Savoiardi sono dei biscotti la cui origine non è certa.
Sembra però nascano nel tardo Medioevo alla corte di Amedeo di Savoia.
In occasione della visita del Re di Francia venne chiesto al pasticcere di corte di creare un dolce indimenticabile. Il nome ‘Savoiardi’ fu dato proprio in omaggio ai Savoia.
Ebbero un enorme successo e divennero il dolce rappresentativo del Piemonte per eccellenza.
Sembra però che la vera prima traccia storica dei savoiardi sia in una lista della spesa per un banchetto di nozze a Venezia, nel 1722 (non me lo sono inventato, ho trovato la notizia in rete!!!).
Piccolo cenno storico per dei biscotti che io utilizzo moltissimo.
Sono necessari per la preparazione del tiramisù, della charlotte, della zuppa inglese (variante al tradizionale Pan di Spagna), ma anche di tantissimi dessert al cucchiaio, considerato che si prestano perfettamente all’inzuppo.
A me onestamente piacciono tanto anche come semplice accompagnamento ad una cioccolata calda o ad una mousse.
Potevo preparare i dolci qui sopra senza prima postare la ricetta dei  savoiardi? Direi di no.
Se guardate in rete ce ne sono una miriade, di ricette.
Ho fatto diversi esperimenti nel tempo, modificandola un po’, ma alla fine preferisco questa, per ora.
Dato che “solo gli stupidi non cambiano idea”, non è detto che sia la definitiva.
N.B.: La lunghezza dei biscotti la decido in base all’utilizzo.
Se mi servono per preparare tiramisù o altro dolce da fare in una pirofila preferisco farli di 10 cm, se invece servono per altro o da consumare da soli li faccio un po’ più corti. Ma questa è una mia abitudine.
 

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Salato/ Secondi vegetariani

Di riciclo. Polpette speziate di quinoa e sedano rapa

 

Oggi polpette.
Ma delle polpette, come dire, alternative?
Avevo sbirciato una ricetta di polpette con la quinoa sfogliando una rivista nella sala d’aspetto del mio dentista, ma non ho avuto il tempo di scrivermi qualche appunto.
E’ troppo preciso il mio dentista con gli appuntamenti.
Non mi ricordavo gli ingredienti, così ho dovuto sperimentare un po’, anche per necessità di dispensa. A volte dal bisogno di smaltimento e riciclo escono cose deliziose.
La quinoa mi era avanzata, il sedano rapa, onestamente, c’è finito dentro perché era bell’e pronto trifolato e mi pareva ci stesse bene insieme. Infatti.
E sapete cosa vi dico? Buone.
La quinoa si presta davvero a tante preparazioni, e nella polpetta..hi!hi!hi!hi! (…ghigno malefico di mamma..) se la sono mangiata anche le due pesti.
Io le ho cucinate al forno.
Primo perché non friggo tantissimo, odio l’odore di fritto che invade la casa.
Secondo perché le polpette cotte al forno mi piacciono.
Diventano belle croccanti fuori, rimangono morbide dentro e si possono mangiare più spesso perché più leggere di quelle fritte.
E nel piatto, cosa vedete ancora, cosa vedete?
Il radicchio tardivo!
Arriva il freddo e con il freddo, anche LUI!
Non l’ho nemmeno condito per la foto. A dirvi la verità è buonissimo anche così, senza nessun condimento.
Adesso preparatevi perché ve lo troverete spesso qui da me, forse troppo spesso, ma dovete sopportarmi perché io da ora a fine stagione ce l’avrò sempre in casa!
Spero non la prendiate come una minaccia.
Buona giornata gente!

 

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Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Torta integrale alle arance caramellate

25 Novembre GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Ne hanno parlato nel loro blog PaneAmoreCeliachia, Ellen e Alice, le ringrazio per questo e mi sembrava davvero giusto parlarne anche qui.
Anche solo per passare l’informazione a più persone possibile, anche solo per riflettere almeno un attimo su questi tristi e terribili numeri. Non accade magari dentro le nostre mura domestiche, ma a volte più vicino di quanto pensiamo…o temiamo.
Vi riporto i dati scritti da Alice nel post, fanno rabbrividire.
“Vi dò solo pochi numeri, che riguardano il territorio italiano e non un posto sperduto chissà dove; dall’inizio dell’anno in Italia (ribadisco!) sono scomparse più di 100 donne per mano della violenza maschile; una donna su tre fra i 16 ed i 70 anni d’età ha subito nella sua vita un’aggressione da parte di un uomo, e nel 63% dei casi alla violenza hanno assistito i figli (dati ISTAT).”
Io sono senza parole.
Oggi una torta. A me questa torta piace moltissimo perché adoro gli agrumi, tutti.
E’ davvero un tripudio di profumi e sapori.
L’impasto non è troppo dolce ma speziato e con l’aroma dell’arancia, la copertura di arance caramellate, secondo me, la rende irresistibile…voi provatela, poi mi dite se vi piace!
E’ davvero di semplice esecuzione. L’unica difficoltà è far stare appoggiate al bordo della tortiera le fette di arancia, ma vi ho scritto con la ricetta il mio trucchetto per evitare il misero crollo.

Buona giornata!

 

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È stagione di/ Salato

VELLUTATA DI ZUCCA, RICOTTA E PORCINI

 



Avete passato un buon fine settimana? Spero di si! 

Il mio è stato abbastanza movimentato…tante cose da fare e poco tempo tra le mura domestiche.
 
Non ho avuto infatti molto tempo per cucinare, mi rifarò durante la settimana… 
..tra l’altro ho comperato un altro libro di dolci….io per un periodo non ci devo più andare in libreria, altrimenti mando in rovina la famiglia…
 
Tentazione peggiore delle scarpe per me, i libri. Soprattutto quelli di cucina.
 
La ricetta di oggi. 
Una vellutata che adoro, l’avrete già vista in tanti altri blog e riviste…non è una cosa nuova…l’abbinamento zucca e porcini è ben consolidato! 
 
Vi lascio la mia versione, che arriva da un numero de La Cucina Italiana del 2002. Io la preparo con qualche piccola variante (la ricetta originale prevedeva la zucca rosolata nel vino bianco, il burro e l’aggiunta di coppa a dadini rosolata in padella) l’ho alleggerita un po’, a me piace così!

Ciao gente!

 


VELLUTATA DI ZUCCA, RICOTTA E PORCINI
 
Ingredienti per 2 persone:
 
400 g zucca cotta al vapore
1 porro
100 g ricotta biologica
brodo vegetale biologico qb (circa ½ litro)
1 porcino piccolo
1 spicchio aglio
Prezzemolo fresco
Olio evo qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe qb
 
 


Lavate e tagliate a rondelle il porro, fatelo stufare con poco olio evo in una pentola, poi aggiungete la zucca schiacciata con una forchetta ed anche il brodo vegetale.
 
Lasciate cuocere ed insaporire un po’, poi aggiungete la ricotta e frullate con il mixer ad immersione.
 
Regolate di sale e pepe.
 
Pulite il porcino togliendo con il coltello la parte dura del gambo, poi pulitelo bene con della carta cucina umida. 
Tagliatelo a fettine e fatelo saltare pochissimo in una padella con lo spicchio d’aglio, solo a fine cottura aggiungete il prezzemolo fresco spezzettato con le dita.
 
Servite la zuppa nei piatti guarnendola al centro con i porcini trifolati.
CONSIGLIA Torta di mais