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novembre 2012

Dolce

DI COMPLEANNI E …NON TIRAMISU’ ALLA MELAGRANA

 



Oggi sono al lavoro… anzi, a dirla tutta ho iniziato ieri con la base della torta e con  altri dolcetti che sto sperimentando…
 
Carola il 3 Dicembre compie 10 anni…piccola, grande tappa, ed oggi pomeriggio, con qualche giorno di anticipo, abbiamo organizzato la festicciola con le sue compagne di classe.
 
Solo femmine quest’anno. Ha deciso lei, e va bene così.
 
Del resto anche a me a volte piace uscire con le mie amiche, solo donne.
Quante chiacchiere, e risate. Ci vuole ogni tanto.
 
Poi a quest’età con i maschi le ragazzine hanno davvero un rapporto di amore e odio…ma poi, solo a quest’età???…
 
Insomma, non è che devo preparare cibo per un esercito… sono in tutto 10 bambine, ma mi piace che le cose siano fatte per benino…
 
Spero di produrre una torta decorata degna di essere almeno fotografata…oggi la completo e nei prossimi giorni la vedrete (forse…)…spero di non ‘litigare’ troppo con la pasta di zucchero…non sono molto attrezzata e mi devo arrangiare con quello che ho….ad esempio, il cordoncino che si fa per decorare la torta tutto attorno…quello che ho fatto lo scorso anno aveva l’aspetto di una salsiccia, non era bello uniforme nel diametro…un po’ più ciccione qui, più smilzo di là…si, ‘na bella salsiccetta!
 
Poi ho scoperto che esiste la sugar gun, ed insieme  a lei un universo di attrezzi che io non saprei nemmeno dove mettere nella mia cucina…
 
Se proprio la trovo orribile (la salsiccetta) userò un nastro…
 
 
Oggi un dolcetto, ma semplice, semplice.
 
Che ho preparato con i la melagrana ed i savoiardi home made (questi qui).
 
Non è un frutto che si vede molto spesso nella preparazione di dolci. E’ particolare ed un po’ asprigno.
 
Bisognerebbe però riscoprirlo perché ha davvero tante proprietà.
Sembra riesca a proteggere il cuore contro la formazione di placche aterosclerotiche ed alleviare i disturbi legati alla menopausa, come l’osteoporosi, l’artrite e la depressione (cavolo allora devo darci dentro con il melograno…).
Oltre ad essere efficace contro l’insorgenza dei tumori, la melagrana sembra riesca ad erigere una barriera protettiva contro l’Alzheimer, attaccando le proteine nocive. Non cosucce insomma.
Quindi, oggi un dessert davvero semplicissimo. 
Sulle quantità di zucchero e savoiardi andate un po’ ad occhio ed a vostro gusto, mi riusciva difficile scrivere 10 o 12 savoiardi ed anche sullo zucchero c’è a chi l’asprigno piace, a chi meno…
 
Adesso vi lascio e vado a sporcarmi le mani di farina!!!
 
Buona giornata gente!
 
…io tra poco avrò la casa invasa da pischelle..

 

NON TIRAMISU’ ALLA MELAGRANA
 
Ingredienti:
 
Savoiardi qb
2 melagrana
Zucchero di canna qb
200 ml panna da montare
250 g yogurt greco
Zenzero qb
Cannella qb



 



Sgranate le melagrana. 
Tenetene una parte per la decorazione dei bicchieri, diciamo metà. 

L’altra parte frullatela con il mixer ad immersione aggiungendo pochissima acqua e dello zucchero di canna.
 
Poi passate questo succo al setaccio per eliminare i semini e versatelo in una piatto fondo, servirà per inzupparci i savoiardi.
 
Preparate la crema montando prima la panna, poi aggiungete anche lo yogurt e lo zucchero di canna insieme alle spezie, quantità a vostra discrezione, io ne metto una generosa spolverata.
 
Adesso iniziate a comporre i bicchieri, mettendo sul fondo dei savoiardi inzuppati nel succo di melagrana, alcuni chicchi di melagrana e poi crema. Ancora uno strato di savoiardi, chicchi e crema.
 
Finite decorando con dei chicchi di melagrana.
 






Diario/ Dolce

PENSANDO A NATALE…E I BISCOTTI SPEZIATI

Cosa volete che vi dica…mi sono arresa anch’io al Natale.
 
Avete iniziato quasi tutte ad addobbare i vostri blog con nevischio che cade, alberelli, stelline, a preparare dolci natalizi ed omini di pan di zenzero…

…e i negozi? Ci sono le renne in peluche da fine ottobre!!!
…io avevo ancora le mezze maniche a fine ottobre…
 
Insomma, mi sono decisa ed ho preparato i miei semplicissimi biscotti speziati con tanto di foto natalizie…che dite, era ora???
 
Questi biscotti non arrivano da una ricetta in particolare, ci sono arrivata un po’ per volta, provando questa e quella ricetta, mescolando gli ingredienti a mio gusto e  ne è venuta questa, che è diventata la mia.
 
Il risultato è un biscotto friabile, profumato, rustico e casalingo, perfetto per l’inzuppo.
 
Natale. Ho letto davvero tante opinioni in questi giorni, chi lo ama, chi non vede l’ora che le festività passino veloci…a me le feste natalizie piacciono molto, anche se anni fa, le feste, le passavo praticamente lavorando. 
 
A dire il vero era il periodo in cui lavoravo di più in assoluto…ma mi piaceva ugualmente. Ho bei ricordi del Natale, da bambina ed anche da adulta. 
 
Adesso che ho due bambine mi impegno affinché il loro Natale sia magico
Da quest’anno in realtà ne ho una che non crede più a Babbo Natale, la più grande ovviamente.
Mio fratello continuava a dirmi “Ha quasi 10 anni! Glielo dovete dire che Babbo Natale non esiste, quando lo scoprirà si incavolerà con voi!”…io non ho voluto prendere questa decisione…l’ha fatto la maestra di religione, un giorno, qualche settimana fa. Carola è arrivata a casa dicendo “Confessalo mamma, Babbo Natale siete voi! Non puoi negare, me lo ha detto la maestra Patrizia!”
 
Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente la maestra Patrizia per aver rivelato loro l’arcano. Io non ne avevo il coraggio. Non avevo il coraggio di toglierle la magia..forse ho paura che cresca in fretta, forse… 
 
Comunque, si. A me piace il Natale.
 
Vorrei lasciarvi un passaggio tratto da un libro che sto leggendo. 
Il libro della Luciana, la Littizzetto. 
Adoro questa donna. Mi fa morire dal ridere. E voglio proprio questo adesso, farvi ridere, o perlomeno sorridere…
 
“LETTERINA DI NATALE” tratto da “Madama Sbatteflay” 
 
“Caro Babbo Natale, Babbioncello bello, ciccione nostro che sei nei cieli…
Sarai stanco anche tu Babbione mio bello. Ma la Fornero ha detto che non puoi andare ancora in pensione. Ti tocca tirare la slitta per un bel po’.
Dice che è un patto generazionale per dare un futuro a Gesù Bambino. 
Dille di sì, per carità, se no si mette a piangere.
Caro il mio Babbo, nessuno pensa mai a te, che vivi in un posto lontano da tutto, tra muschi e licheni, e pieno di capanne dove Filippa Lagerback va a masticare le gomme.
Te lo dico subito: quest’anno vedi di non buttarti dal camino che sotto non è morbido. Sotto è duro, Babbo.
Sotto, minchia, Babbo mio, trovi il suppostone di Monti, a punta in su, che se ci cadi sopra, dopo rischi di camminare a gambe larghe come i lottatori di sumo.
……..
Tu che sei buono….porta delle labbra alla Santanchè, che ne ha poche. Forse si saranno consumate. E levane un po’ alla Minetti che ne ha troppe e affaticate.
…noi ti diamo anche uno che ha il nome da re magio, Marchionne. Prenditelo pure, se gli dici che lavori gratis viene a fare la Panda a Oslo e ti fa anche le slitte 4×4. 
….
Se vuoi anche la Gelmini basta fare un fischio. Lei scava un tunnel e arriva da sola.
Ah, prenditi anche Calderoli, fa compagnia.
Quando gli passi accanto grida ‘Padania!’ e si agita come i pupazzetti degli autogrill.
E infine, da parte degli inglesi, ti regaliamo Pippa Middleton, che non serve a un tubo, ma se la metti come ultima renna almeno quando viaggi ti vedi un bel culo…..”   Luciana Littizzetto 
 
 
Se non ci fosse lei a sdrammatizzare questo triste paesaggio politico (politico???..) che è l’Italia….
 
Vi auguro una splendida, anche se piovosa, giornata!!!

BISCOTTI SPEZIATI
 
Ingredienti:
 
100 g farina di grano saraceno
50 g farina di riso biologica
20 g farina integrale biologica
80 g burro biologico
100 g zucchero di canna integrale Mascobado
2 uova biologiche
½ cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
3-4 bacche di cardamomo
1 pizzico di sale
Granella di zucchero qb
 
 


Lavorare bene lo zucchero con il burro morbido, aggiungere poi un uovo ed un tuorlo e mescolare bene con un cucchiaio di legno. 

Tenere l’albume da parte.
 
Aggiungere le farine stacciate, il bicarbonato, il sale, la cannella, lo zenzero ed i semini frantumati delle bacche di cardamomo, mescolare bene. Aggiungere anche il cacao ed amalgamare bene.
 
Trasferire l’impasto nella spianatoia, se dovesse essere troppo appiccicoso, aggiungere ancora un po’ di farina. 
 
Stenderlo sulla spianatoia infarinata e ritagliare i biscotti nella forma che desiderate. E’ un impasto abbastanza morbido quindi aiutatevi con una spatolina per sollevare i biscotti e disporli nella teglia coperta di carta forno.
 
Spennellateli con l’albume rimasto e cospargeteli con la granella.
 
Affinché mantengano la forma in cottura, ripongo la teglia per 30 minuti circa in frigorifero.
 
Informare per 10 minuti circa a 180°, forno già caldo.
 
N.B. Non so dirvi se si possono conservare e per quanto in una scatola di latta …quando li faccio durano il tempo di un soffio.



 
Con questi biscotti partecipo all’iniziativa di Maria Pia ed Elisabetta 
del blog  Ma come cucini?!  
 
 
Non è un post romantico sul Natale..ma io sono così, tendo a scherzare un po’ su tutto…mi perdonate? 
L’aneddoto però ve l’ho raccontato…più grave di così..
mia figlia non crede più a Babbo Nataleeeee… :-/ …
 
 
 
Il libro che scelgo è…ma è difficile caspita!!! 
Sono tutti bellissimi…
Ok, scelgo “Marie-Claire Fresh+Fast, cibo semplice e deliziosamente sano”
 
Primi piatti/ Salato

RISOTTO AFFUMICATO ALLA POLVERE DI LIQUIRIZIA

Sapete cos’è uno ‘swap party’  vero?
Letteralmente in italiano significa ‘scambio’, ‘baratto’.
Vanno molto di moda ultimamente.
A me onestamente non piacciono molto gli scambi di abiti ed accessori…solo l’idea di indossare i vestiti dentro cui ci ha vissuto, sudato e chissà cos’altro ha fatto qualcun’altra, mi mette abbastanza a disagio…si, sono leggermente schifiltosa su queste cose, lo so.
Non ho mai amato nemmeno scambiarmi vestiti con le amiche, finché si tratta di una borsa ok, la posso prestare ma altro no, non mi va.
Mi ricorda il fastidio che provavo quando andavo a giocare a bowling e dovevo infilare le scarpette in cui ci avevano infilato centinaia di piedi sudaticci, o gli scarponi da sci a noleggio…
Ma a voi non da fastidio? A me tantissimo, davvero.
Ritornando al mio SWAP, mi piace molto farlo di generi alimentari con le amiche.
Parlavo con la mia amica Susy, di cibo e ricette.
Lei mi raccontava che non trovava il cardamomo, che aveva visto su alcune ricette nel mio blog, e mi parlava con entusiasmo della polvere di liquirizia che io da tempo cercavo per preparare ‘sto benedetto risotto… e quindi, secondo voi, cosa abbiamo fatto?
Ma un food-swap!
Io le ho portato un cestino di cachi (ve l’ho detto che l’albero quest’anno è stato super generoso..), un  sacchetto di nocciole (sempre del nostro albero) ed il cardamomo, in cambio lei mi ha portato della polvere di liquirizia e della crema di pistacchio pura con la quale devo iniziare a sperimentare qualche ricettina che mi frulla nella testa.
Troppo bello! Così si che mi diverto un sacco!
E i vestiti, no. Scusate, ma quelli non riesco a scambiarli.
Poi, sinceramente, considerata la mia età, ormai il vintage ce l’ho già in armadio!
Parlando della ricetta, io in realtà avevo in mente il risotto al limone con la liquirizia, Susy però mi ha consigliato questa.
E’ meraviglioso. Un risotto semplicemente meraviglioso. Grazie Susy!
Voi provatelo e poi mi dite cosa ne pensate!
Quello al limone è solo rinviato, ad uno dei prossimi post!
Ciaooooooo!


RISOTTO AFFUMICATO ALLA POLVERE DI LIQUIRIZIA
Ingredienti per 4 persone:
360 g di riso Carnaroli
½ cipolla
2 cucchiai olio evo
1,5 lt brodo vegetale biologico
100 g scamorza affumicata
2 cucchiai Parmigiano Reggiano
Polvere di liquirizia qb







 
Tagliate finemente la cipolla e fatela soffriggere con poco olio evo nella pentola, poi aggiungete anche il riso a fatelo tostare bene.
Iniziate ad aggiungere il brodo vegetale e regolate di sale. Continuate la cottura mescolando sempre ed aggiungendo il bordo poco per volta, per circa 15 minuti.
Grattugiate la scamorza ed il Parmigiano, aggiungeteli al riso a fuoco spento, mantecando bene, aggiungete anche poco pepe ed un po’ (1 cucchiaino) di polvere di liquirizia, coprite e fate riposare per 2 minuti.
Servite nei piatti cosparso con poca polvere di liquirizia.
 
Salato

DURA FARE IL GIUDICE…STUFATO DI SEPPIE E TOPINAMBUR

 
 





Allora, io ve lo confesso.
 
E’ stata dura, davvero dura.
 
Sapevo che sarebbe stato un compito difficile. Per questo ho seguito il blog di Morena durante tutto il mese, visionavo le ricette un po’ per volta e pensavo che in questo modo sarebbe stato più semplice poi decidere.
 
Non è stato così, è stato difficile comunque.
 
Sto parlando del mio ruolo di giudice insieme a Monica (in quanto vincitrici del contest del mese scorso su Muffin e Cupcake)del contest di Morena in Cucina – La Mela.
 
Tante belle ricette, anche molto originali e ho faticato non poco a decidere.
 
Del resto dovevo nominare solo 3 di voi…
Spero di averlo fatto nel migliore dei modi. Vi posso assicurare che l’impegno ce l’ho messo tutto, ho letto e guardato una per una tutte le 103 ricette…mi ci sono volute più di due ore…
 
Insomma, complimenti a tutti/e e vinca la ‘MELA’ migliore!!!  
 
Passiamo alla ricetta.
Questa l’ho pescata su un ‘La Cucina Italiana’ di Gennaio 1996, l’avevo contrassegnata con un bel post-it che faceva capolino nell parte alta del giornale. 

Faccio questo per segnare le ricette che voglio fare…in poche parole, sto tanto attenta a non consumare e sprecare la carta e poi finisce che forse sono la maggiore consumatrice di post-it del Triveneto…post-it ovunque, siamo fatti anche di contraddizioni…
 
Comunque, piaciuta tantissimo e soprattutto facile da far paura, soprattutto se riuscite a trovare un pescivendolo umano che vi fa trovare le seppie già eviscerate e prive degli occhi, togliere il becco poi è un giochino da ragazzi…
 
Provate e poi mi dite!

Buona giornata!

 

STUFATO DI SEPPIE E TOPINAMBUR
 
Ingredienti per 4 persone:
 
6-7 seppie
400 g topinambur
Aglio 2 spicchi
Prezzemolo qb
Olio evo
Sale rosa dell’Himalaya qb
pepe qb









Pulite le seppie, evisceratele e togliete occhi e becco. Lavatele bene sotto l’acqua corrente e tagliatele a pezzettoni.
 
Mettetele ad insaporire in un tegame con olio evo e l’aglio, privato dell’anima e tritato.

Unite i topinambur, pelati e tagliati a pezzettoni, regolate di sale e pepe, coprite con un coperchio e lasciate stufare a fuoco medio per circa 30 minuti.
 
A fine cottura aggiungete una generosa manciata di prezzemolo tritato.
 
Radicchio di Treviso/ Salato

CREMA DI RADICCHIO DI TREVISO E RICOTTA e GENTE DEL FUD

 
 

E’ arrivato!!!

Il mio kit di benvenuto nella community di Gente del Fud.

Avete presente i bambini con il regalo da scartare??? 

Uguale.


 
 
 
Ringrazio davvero tanto Giorgio Marigliano e Valentina per l’accoglienza. 
Mi sembra davvero di entrare in una grande famiglia.
 
Ho ammirato questo progetto del Pastificio Garofalo fin dall’inizio.
 
Trovo che voler riscoprire prodotti dimenticati, sostenere le eccellenze del nostro territorio, è ammirevole. 

Poi, il coinvolgere nel progetto i food-blogger, e questo anni fa, quando il fenomeno era ancora agli esordi, secondo me è realmente avere la capacità di guardare avanti.
 
Farne parte, per me, è un onore e desidero davvero dare il mio contributo a questo bellissimo progetto. 
 
Intanto mi godo il mio kit….e sono felice!!!
 
…..Ma davvero pensavate di poter iniziare la settimana senza il radicchio???
 
Eh no!!! Oggi ve lo schiaffo dentro ad una crema, o vellutata…come la volete chiamare.
 
Una cosa è certa, credetemi, è davvero buona, avvolgente e sostanziosa.
 
Io ho preso spunto da un bellissimo libro di ricette dedicato interamente al radicchio di Treviso, “Un fiore d’inverno nel piatto” (qui), ho rispettato abbastanza la ricetta, purtroppo per mancanza di tempo e prole molto affamata, non ho filtrato la crema dopo averla frullata con il mixer, le esigenze della famiglia mi hanno costretta a rinunciare alla perfezione estetica
 
Nel libro questa crema è presentata dentro ad una coppa di pane, bellissima.
 
Buona giornata amici!



CREMA DI RADICCHIO DI TREVISO E RICOTTA
 
Ingredienti per 4 persone:
 
200 g radicchio di Treviso tardivo
200 g di radicchio di Treviso precoce
1 porro
1 cipolla
1 dl panna  (ricetta originale) io: 100 gr ricotta biologica
Latte qb (facoltativo)
Olio evo qb
½ lt Brodo vegetale biologico
1 cucchiaio di farina (io di riso biologica)
2 cucchiai di Parmigiano Reggiano (mia aggiunta)
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe qb



 
Pulite porro e cipolla e tritateli finemente. Fateli rosolare a fuoco dolce in una casseruola con poco olio evo.
 
Lavate bene il radicchio e tagliatelo a julienne (listarelle), unitelo alle verdure nella casseruola e continuate la cottura mescolando sempre, per evitare che bruci.
 
Fatelo stufare un po’ poi aggiungete un po’ di brodo, lasciate cuocere.
 
A parte scaldate e la ricotta con poco latte (o brodo), mescolatela bene con la frusta, aggiungete anche la farina di riso e poi, su questa sorta di roux ottenuto, aggiungete ancora brodo.
 
Unitelo al composto con il radicchio e fate cucinare almeno 20 minuti.
 
Frullate tutto con il mixer ad immersione ed eventualmente passate tutto in un passino a trama sottile (io, causa mancanza di tempo e prole affamata, ho saltato questo passaggio).
 
Regolate di sale e pepe ed aggiungete anche il Parmigiano Reggiano.
 
Servite decorando con un filo d’olio ed una piccola brunoise di radicchio tardivo.
 
 
Salato

LA SEMPLICITA’….TORTIGLIONI DI KAMUT ALLO ZAFFERANO E FUNGHI PLEUROTUS

 
 





Non è necessario spendere un sacco di soldi per preparare un piatto con i funghi. 
A me piacciono davvero tutti i funghi, anche i pleurotus, che qui in Veneto chiamiamo con un nome buffo, ‘sbrise’.
 
Certo, i porcini sono meravigliosi, ma i pleurotus mi sorprendono sempre. Sono buoni, economici e si trovano in commercio per buona parte dell’anno.
 
Si prestano alla preparazione di tanti piatti, nei primi, ovviamente come contorno, ma anche come secondo.
 
Si! Avete capito bene, come secondo.
 
Mia mamma, quelli più ciccioni e grandi li preparava e li prepara tuttora panati, esattamente come una cotoletta ed il risultato è una finta-bistecca vegetale buonissima.
 
Hanno incredibili proprietà dimostrate. Ve ne riporto solo alcune trovate nel web, altre info se vi interessa qui

“Il fungo Pleurotus ha numerose interessanti proprietà biologiche dimostrate: elimina il Colesterolo “cattivo LDL” in eccesso, aumenta invece il Colestrolo buono HDL. Contrasta e riduce le placche di arteriosclerosi. Fa pulizia dei grassi nel sangue, nel fegato ed anche nelle pareti delle arterie. Questa proprietà deriva dalla lovastatina di cui è ricco. E’ un ottimo epatoprotettore. E’ un fludificante del sangue, perchè riduce l’aggregazione delle piastrine.”


 
Ho dei ringraziamenti da fare.
Voglio ringraziare Lalexa del blog Pappa Geniale 
per aver pensato a me ed al mio blog per il premio Simplicity.
 
Ritiro il premio solo con il cuore e rispetterò soltanto le prime due regole, perché la terza, come ho già spiegato in altri post, mi riesce difficile da rispettare, non mi sento di scegliere alcuni blog e tralasciarne altri, scusatemi, spero di non offendere nessuno.
 
Rispondere alla domanda cos’è la semplicità:
 
E’ una giornata normale, come tutte le altre, sono le mie bambine che mi abbracciano, le mie mani che impugnano una spatola per mescolare l’impasto di una torta, è lo sguardo del mio cane che mi parla, è il tramonto semplice e meraviglioso che ho fotografato qualche sera fa e che dedico a te Lalexa ed a tutte le amiche/i che ho conosciuto grazie a questa bellissima esperienza che si chiama blog.
 
Dedicare un’immagine a chi ci ha donato il premio…


 
 
 
Non è semplicemente splendido?  
 
 
 



TORTIGLIONI DI KAMUT ALLO ZAFFERANO E FUNGHI PLEUROTUS
 
Ingredienti per 4 persone:
 
360 g tortiglioni di kamut biologici
250 g funghi pleurotus
1 spicchio d’aglio
1 bustina di zafferano
olio evo qb
prezzemolo fresco qb
origano fresco qb
sale dell’Himalaya qb
pepe qb
parmigiano Reggiano qb




Pulite e tagliate a pezzettoni i funghi, saltateli in una padella con poco olio evo, l’aglio privato dell’anima e tagliuzzato finemente (se non vi piace molto, mettetelo schiacciato e poi toglietelo a fine cottura dei funghi) . 
 
Regolate di sale e pepe e verso fine cottura aggiungete anche la bustina di zafferano precedentemente sciolta nell’acqua.
 
Cuocete la pasta e scolatela al dente.
Versatela nella padella e fatela insaporire bene mantecandola con il Parmigiano Reggiano e, a fuoco spento, aggiungete prezzemolo ed origano.
 
Più semplice di così!!!



Dolce

DI LIBRI E …. CUPCAKES ALLE CASTAGNE CON GLASSA AL LIMONE E ARANCIA CARAMELLATA

 



Adoro questo libro.
 
Forse tra i libri di cucina che ho, è il mio preferito.
 
Quante volte lo prendo e lo sfoglio, gustandomi…si , posso davvero dire gustandomi ogni pagina.
 
Sto parlando di ‘Marie Claire – KITCHEN’ di Michele Cranston e fotografie di Petrina Tinslay.
 
E’ un vero corso di cucina, tantissime ricette base, fruibilissime e di facile esecuzione.
 
E le foto, meravigliose.
 
Forse questo è il libro che mi ha fatto scoprire la passione per la fotografia, il voler capirci di più, della luce, delle composizioni, degli abbinamenti.
 
…lo sto studiando attentamente anche per capire come cavolo devo fotografare una pirofila….sapete vero della mia insoddisfazione quando fotografo robe lunghe tipo pirofile o plumcake…ma mi applico, chissà che prima o poi io ottenga risultati per lo meno decenti.
 
Comunque sono partita da qui per questa ricetta, potete vedere nelle foto che vi posto, la pagina con i dolcetti alle castagne. 
Sono onesta, ne ho rispettato solo l’aspetto, perché la ricetta l’ho davvero stravolta.

Le uova da 6 le ho fatte diventare 3, alla pure di castagne in scatola ho preferito la polpa di castagne bollite, la quantità di mandorle l’ho ridotta per aggiungere un po’ di farina di riso, lo zucchero non semolato ma integrale di canna Mascobado, che ha dato un tocco davvero speciale all’impasto, infine ho aggiunto il cacao amaro. 

Insomma un’altra cosa. Non perché non ritenessi valida la ricetta che propone il libro. Anzi.
 
Solo che il bello è anche questo, secondo me. 
Trovare l’ispirazione da un libro o rivista, ed elaborare secondo la propria fantasia, gusto, a volte anche secondo quello che si ha a disposizione nella dispensa. 
 
Piccola nota informativa sullo zucchero di canna integrale Mascobado.
 
Nelle Filippine Mascobado è il nome dello zucchero estratto dalla canna.
E’ uno zucchero integrale prodotto in modo artigianale semplice. Si spremono le canne e si concentra il succo per evaporazione dell’acqua, usando come combustibile i residui di canna (bagassa).

In questo modo trattiene tutti i principi nutritivi che normalmente si perdono con la raffinazione dello zucchero bianco. 

E’ ricco di Sali minerali, in particolar modo di ferro.

Non è ovviamente sbiancato chimicamente e la naturale presenza di melassa gli conferisce un colore scuro.

E’ molto buono, ha un gusto speciale, con un leggero retrogusto di liquirizia, ottimo nella preparazione dei dolci, nelle macedonie, nello yogurt naturale.
Io uso questo

E’ davvero buono ed acquistandolo si aiutano almeno un po’ paesi in via di sviluppo.
 
Ciao!!


CUPCAKES ALLE CASTAGNE CON GLASSA AL LIMONE E ARANCIA CARAMELLATA
 
Ingredienti:
 
Cupcakes
200 g castagne lessate
60 g mandorle
1 vasetto yogurt alla vaniglia
1 vasetto farina di riso biologica
½ vasetto olio evo
1 bustina lievito per dolci
3 uova biologiche
2 vasetti di zucchero di canna integrale Mascobado
2 cucchiai cacao amaro in polvere
 
Glassa
125 g zucchero a velo
Succo limone qb
 
Scorza arancia caramellata
Due arance non trattate
Zucchero (io di canna)
 


Cupcakes
Lavate bene ed incidete le castagne, fatele bollire per circa 40 minuti. 
Scolatele e sbucciatele. Passatele con lo schiacciapatate per ottenere la polpa.

Unite alla polpa delle castagne le mandorle tritate finemente e lo yogurt, mescolate bene.

Lavate ed asciugate il vasetto di yogurt perché serve da misurino per gli altri ingredienti.

Ora aggiungete anche le uova, una alla volta, mescolando sempre bene.

Poi aggiungete anche la farina, lo zucchero, il lievito il sale, il cacao e l’olio avendo sempre cura di amalgamare bene un ingrediente per volta.

Versate il composto nella teglia apposita da cupcakes nei cui fori avrete posizionato i pirottini di carta. 

Riempite il pirottino solo per ¾ della profondità, altrimenti lievitando si uniranno uno con l’altro.

Infornate a 180° per circa 20 minuti. Io faccio sempre la prova stecchino al centro per verificare la cottura.

Sfornateli e fateli raffreddare.   

    
Glassa
Versate lo zucchero a velo in una ciotola ed aggiungete poco per volta il succo di limone, sempre mescolando. Per 125 g di zucchero a velo dovrebbe bastare 1 cucchiaio di succo di limone, io però preferisco aggiungerlo poco per volta e mi fermo quando ottengo la consistenza che mi serve.
 
Scorzette di arancia candite
Prendete delle arance non trattate, biologiche, per evitare che ci siano sulla buccia residui di pesticidi e cere.

Tagliate a listarelle la buccia di arance (preferibilmente con la buccia grossa) poi lasciatele  per 3 giorni in un recipiente coperte d’acqua fredda, cambiandone l’acqua almeno due volte al giorno (mattino  e sera).

Trascorso questo tempo, scolatele e sbollentatele leggermente, scolate nuovamente e pesatele. 
Mettetele in una padella con pari quantità di zucchero semolato (io di canna) e cuocetele sul fuoco, sempre mescolando (circa ½ ora), finché lo zucchero, che si sarà sciolto, non torni a cristallizzare.

Spegnete il fuoco e mettetele a raffreddare su una teglia rivestita di carta forno.
Una volta pronte si potranno anche coprire con cioccolato fondente fuso e conservare in una scatola ermetica.
 

P.S. questo sopra è il procedimento classico, lungo, se avete tempo è il migliore. Per queste scorzette, io di tempo non ne avevo. 

Procedimento alternativo furbo: Le ho semplicemente lavate molto bene e tuffate in acqua bollente, facendole sobbollire per 5 minuti, per ben 3 volte. 

Ovvero si fanno sobbollire, poi si scolano, e si tuffano in altra acqua bollente nuova (alternando magari 2 pentolini). Dopo la terza volta, si scolano, si asciugano un po’ tamponandole con della carta cucina e si mettono ad asciugare in una teglia rivestita di carta forno coperte di zucchero di canna.


 
 




Dolce

SAVOIARDI…I MIEI.



 



I Savoiardi sono dei biscotti la cui origine non è certa. 
Sembra però nascano nel tardo Medioevo alla corte di Amedeo di Savoia. 
 
In occasione della visita del Re di Francia venne chiesto al pasticcere di corte di creare un dolce indimenticabile. Il nome ‘Savoiardi’ fu dato proprio in omaggio ai Savoia. 
 
Ebbero un enorme successo e divennero il dolce rappresentativo del Piemonte per eccellenza.
 
Sembra però che la vera prima traccia storica dei savoiardi sia in una lista della spesa per un banchetto di nozze a Venezia, nel 1722 (non me lo sono inventato, ho trovato la notizia in rete!!!).
 
Piccolo cenno storico per dei biscotti che io utilizzo moltissimo.
 
Sono necessari per la preparazione del tiramisù, della charlotte, della zuppa inglese (variante al tradizionale Pan di Spagna), ma anche di tantissimi dessert al cucchiaio, considerato che si prestano perfettamente all’inzuppo.
 
…a me onestamente piacciono tanto anche come semplice accompagnamento ad una cioccolata calda o ad una mousse.
 
Potevo preparare i dolci qui sopra senza prima postare la ricetta dei  savoiardi? Direi di no.
 
Se guardate in rete ce ne sono una miriade, di ricette.
Ho fatto diversi esperimenti nel tempo, modificandola un po’, ma alla fine preferisco questa, per ora.
Dato che “solo gli stupidi non cambiano idea”, non è detto che sia la definitiva.
 
N.B.: La lunghezza dei biscotti la decido in base all’utilizzo. Se mi servono per preparare tiramisù o altro dolce da fare in una pirofila preferisco farli di 10 cm, se invece servono per altro o da consumare da soli li faccio un po’ più corti. Ma questa è una mia abitudine…
 


COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: 
 
Vi chiedo un aiuto per un’amica che ha qualche problemino con il suo blog e che io, imbranata che sono con la tecnologia, non sono in grado di aiutare.

Sto parlando di Thais del blog Cucina Mon Amour.
Purtroppo da ieri non riesce più a caricare foto nel suo blog, le compare un avviso che lo spazio a disposizione è completo e che è necessario fare un upgrade dello spazio di archiviazione…in buona sostanza la proposta che le fanno è di acquistare lo spazio…
 
Se qualcuna/o di voi è in grado di darle un consiglio su come risolvere la cosa, vi prego di andare a trovarla e lasciarle un messaggio.
 
Vi ringrazio in anticipo per l’aiuto…..mamma che nervi sentirmi così ‘mbranata con ‘ste cose!!
 
Buona giornata!!!



SAVOIARDI
 
Ingredienti (per circa 30 biscotti):
 
2 uova biologiche + 2 tuorli
100 g zucchero a velo
120 g zucchero (io di canna)
50 g farina (io di riso biologica)
250 g fecola di patate
½ bustina lievito in polvere
1 pizzico sale



 




Separate i tuorli dagli albumi. 

Montate in una ciotola i tuorli e metà dello zucchero a velo con le fruste elettriche alla massima velocità, fino a farle diventare belle spumose. 

Aggiungete anche lo zucchero di canna (tenendone da parte 1/3 per cospargere i biscotti) e mescolate bene. 
 
Montate a neve ferma gli albumi. 
Aggiungete metà degli albumi al composto e mescolate dall’alto verso il basso con un cucchiaio di legno. 
 
Setacciate la farina con la fecola, il sale ed il lievito e  incorporate bene mescolando sempre dall’alto verso il basso. Finite aggiungendo il resto di albume.
 
Riempite con il composto una sac à poche con bocchetta liscia e diametro di 1 cm e formate, su una teglia coperta di carta forno, tante strisce lunghe circa 6 cm (vedete voi la lunghezza, se devo utilizzarli per il tiramisù li faccio anche di 10 cm), ben distanziati tra loro perché in cottura l’impasto si allargherà un po’.
 
Spolverizzate prima con lo zucchero di canna e poi con lo zucchero a velo rimasti, infornate a 180°, per circa 15 minuti. 

Devono essere belli dorati. 

Sfornate e fate raffreddare su una gratella.



 
 

Piatto di OVVIO
Patty mi ha chiesto dove avessi trovato il piatto con la stampa jeans (qui), beh, provengono entrambi da una scorribanda fatta domenica pomeriggio nel negozio di Roveredo (PN). :-/

Salato

DI RICICLO e….POLPETTE DI QUINOA E SEDANO RAPA SPEZIATE





Oggi polpette. 
Ma delle polpette..come dire, alternative?
 
Avevo sbirciato una ricetta di polpette con la quinoa sfogliando una rivista nella sala d’aspetto del mio dentista, ma non ho avuto il tempo di scrivermi qualche appunto.
E’ troppo preciso il mio dentista con gli appuntamenti…
Non mi ricordavo gli ingredienti, così ho dovuto sperimentare un po’, anche per necessità di dispensa…a volte dal bisogno di smaltimento e riciclo ne escono cose deliziose..
 
La quinoa mi era avanzata, il sedano rapa, onestamente, c’è finito dentro perché era bell’e pronto trifolato e mi pareva ci stesse bene insieme. Infatti.
 
E sapete cosa vi dico? Buone.
 
La quinoa si presta davvero a tante preparazioni, e nella polpetta..hi!hi!hi!hi! (…ghigno malefico di mamma..) se la sono mangiata anche le due pesti.
 
Io le ho cucinate al forno.
Primo perché non friggo tantissimo, odio l’odore di fritto che invade la casa.
Secondo perché le polpette cotte al forno mi piacciono.

Diventano belle croccanti fuori, rimangono morbide dentro e si possono mangiare più spesso perché più leggere di quelle fritte.
 
E nel piatto, cosa vedete ancora…cosa vedete??
 
Il radicchio tardivo ragazze/i…è arrivato!
Arriva il freddo e con il freddo, anche LUI!
 
Non l’ho nemmeno condito per la foto. A dirvi la verità è buonissimo anche così, senza nessun condimento.
 
Adesso preparatevi perché ve lo troverete spesso qui da me, forse troppo spesso…ma dovete sopportarmi perché io da ora a fine stagione ce l’avrò sempre in casa!!!   
…spero non la prendiate come una minaccia…  
Buona giornata gente!
 

 

POLPETTE DI QUINOA E SEDANO RAPA SPEZIATE

 
Ingredienti:
 
200 g di quinoa
½ sedano rapa
Prezzemolo fresco
Olio evo
Curry qb
Curcuma qb
Pepe qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pane integrale grattugiato qb
Parmigiano Reggiano 2 cucchiai
Ricotta biologica 2 cucchiai
1 uovo biologico

 
 
 
Lessate la quinoa in acqua salata, cuoce in 15 minuti dal bollore. Scolatela e tenetela da parte.
 
Sbucciate e tagliate a dadini il sedano rapa, stufatelo in un tegame coperto con poco olio evo e acqua, deve diventare bello morbido. Una volta cotto schiacciatelo con i rebbi di una forchetta.
 
In una terrina mescolate la quinoa, il sedano rapa ridotto in purea, la ricotta, mescolate bene, poi anche l’uovo, il Parmigiano, il prezzemolo, il curry e la curcuma (qui dipende dalle vostre papille, io abbondo perché ci piace il gusto speziato) regolate di sale e pepe e mescolate ancora. 
 
Se dovesse risultare troppo molle per formare le polpette aggiungete un po’ di pane grattugiato.
Iniziate a formare le polpette, prelevate un cucchiaio di composto e con le mani umide formate una pallina che passerete nel pane grattugiato.
 
Riponetele tutte in una teglia coperta di carta-forno, fatele cuocere per circa 25 minuti a 180°. 

Devono risultare belle dorate.



Con questa ricetta partecipo al Contest di SQUISITO 
che scade il 30 Novembre 2012.


contest polpette
Diario

“CHE COS’E’ UN BAMBINO?”….GIORNATA DEI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

So che è tardi, ma in questa giornata dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza mi fa piacere postare qualcosa che parli dei bambini.
E degli adulti che un giorno diventeranno.

Adoro i libri illustrati, i libri per i bambini.
Alcuni non sono soltanto per bambini, come questo secondo me.
Offre molti spunti di riflessione.
Libro bellissimo, intenso di Beatrice Alemagna bravissima autrice ed illustratrice, si intitola ‘Che cos’è un bambino?’.


“CHE COS’E’ UN BAMBINO?”

‘Un bambino è una persona piccola piccola.
E’ piccolo solo per un po’, poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.    
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia.

I bambini hanno fretta di diventare grandi.
Alcuni bambini crescono, sembrano felici e pensano:
“Che bello essere grandi, essere liberi, decidere tutto da soli!”
Altri bambini, diventati adulti, pensano esattamente il contrario:
“Che fatica essere grandi, essere liberi, decidere tutto da soli!”

Un bambino ha piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie,
ma non per questo ha idee piccole.
Le idee dei bambini a volte sono grandissime,
divertono i grandi, fanno spalancare la bocca e dire: “AH!”

I bambini desiderano cose strane: avere le scarpe che brillano,
mangiare zucchero filato a colazione, 
ascoltare la stessa storia tutte le sere.

Anche i grandi hanno strane idee in testa: 
farsi il bagno tutti i giorni,
cucinare i fagiolini al burro, dormire senza il cane giallo.
“Ma come si fa?” chiedono i bambini.

I bambini piangono perché un sasso è scivolato nell’acqua,
perché lo shampoo pizzica gli occhi, perché hanno sonno, perché fa buio.
Piangono forte, per farsi sentire bene.
Per consolarli ci vogliono gli occhi gentili.
E una lucina vicino al letto.

I grandi invece, amano dormire al buio.
Non piangono quasi mai, neppure se lo shampoo entra nel naso, e se capita, piangono piano.
Tanto piano che i bambini non se ne accorgono,
o fanno finta di non vedere niente.

I bambini assomigliano alle spugne.
Assorbono tutto: il nervosismo, le cattive idee, le paure degli altri.
Sembrano dimenticare, ma poi rispunta tutto dentro la cartella, o sotto le lenzuola,
oppure davanti a un libro.
I bambini vogliono essere ascoltati con gli occhi spalancati.

I bambini posseggono delle cose piccole, proprio come loro:
un piccolo letto, piccoli libri colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; 
talmente grande che le città non esistono,
gli autobus salgono su nello spazio e le scale non finiscono mai.

Ai bambini, si sa, non piace andare a scuola.
Ai bambini piace annusare l’erba chiudendo gli occhi,
correre dietro ai piccioni gridando,
ascoltare la voce lontana delle conchiglie,
arricciare il naso davanti allo specchio.

Ci sono bambini di tutti i tipi,
di tutti i colori,
di tutte le forme.
I bambini che decidono di non crescere,
non cresceranno mai.
Avranno un mistero dentro di sé.
Allora anche da grandi si commuoveranno per le piccole cose:
un raggio di sole o un fiocco di neve.

Ci sono bambini strani, bassi, tondi, silenziosi.
Bambini con gli occhiali, sulla seggiola a rotelle.
Bambini con l’apparecchio per i denti che scintilla al sole.

Ci sono bambini faticosi, odiosi,
che non vogliono mai andare a dormire,
bambini viziati che fanno solo quello che vogliono,
bambini che a volte rompono i piatti, le scodelle e tutto il resto.

Tutti i bambini sono persone piccole
che un giorno cambieranno.

Non andranno più a scuola ma la lavoro,
forse saranno felici, forse avranno la barba o i baffi all’insù,
o i capelli tinti di verde.
Forse faranno i capricci per delle cose strane come
un telefono che non suona o il traffico.

MA CHE IMPORTA PENSARCI ADESSO??

Un bambino è una persona piccola.
Ora, per addormentarsi, ha bisogno degli occhi gentili.
E di una lucina vicino al letto.’

Beatrice Alemagna



Per quanti non la conoscessero vi ricordo la Mostra internazionale di Illustrazioni per l’Infanzia ” Le Immagini della Fantasia”, che si svolge a Sarmede (TV), qui tutte le informazioni.

Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Torta integrale alle arance caramellate

25 Novembre GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Ne hanno parlato nel loro blog PaneAmoreCeliachia, Ellen e Alice, le ringrazio per questo e mi sembrava davvero giusto parlarne anche qui.
Anche solo per passare l’informazione a più persone possibile, anche solo per riflettere almeno un attimo su questi tristi e terribili numeri. Non accade magari dentro le nostre mura domestiche, ma a volte più vicino di quanto pensiamo…o temiamo.
Vi riporto i dati scritti da Alice nel post, fanno rabbrividire.
“Vi dò solo pochi numeri, che riguardano il territorio italiano e non un posto sperduto chissà dove; dall’inizio dell’anno in Italia (ribadisco!) sono scomparse più di 100 donne per mano della violenza maschile; una donna su tre fra i 16 ed i 70 anni d’età ha subito nella sua vita un’aggressione da parte di un uomo, e nel 63% dei casi alla violenza hanno assistito i figli (dati ISTAT).”
Io sono senza parole.
Oggi una torta. A me questa torta piace moltissimo perché adoro gli agrumi, tutti.
E’ davvero un tripudio di profumi e sapori.
L’impasto non è troppo dolce ma speziato e con l’aroma dell’arancia, la copertura di arance caramellate, secondo me, la rende irresistibile…voi provatela, poi mi dite se vi piace!
E’ davvero di semplice esecuzione. L’unica difficoltà è far stare appoggiate al bordo della tortiera le fette di arancia, ma vi ho scritto con la ricetta il mio trucchetto per evitare il misero crollo.

Buona giornata!

 

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CONSIGLIA Couscous dolce con sorbetto al cetriolo