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gennaio 2013

Salato

VORREI PIU’ TEMPO…CROSTONI CON CASATELLA, SALSICCIA E ORIGANO FRESCO








Questo antipasto, o spuntino pomeridiano…vedete un po’ voi..J…è davvero veloce sia da preparare che da consumare.
Non vi lascio nemmeno le quantità, qui onestamente si va ad occhio….forse non si può nemmeno considerare una ricetta tanto è semplice e veloce.

E’ un po’ come me in questi giorni…fugace.

Mi dovete scusare se manco nei vostri blog, è una cosa che mi manca molto, mi piace visitare gli amici, leggere i racconti, le ricette e lasciare il mio saluto…ma arrivo ad accendere il PC ad orari assurdi in questi giorni (in questo momento sono le 24.00…) e sono davvero troppo stanca per rimanere collegata a lungo…
Intanto vi lascio qualche nota sull’ORIGANO che ho messo in questi crostoni…ci sta benissimo con la salsiccia!

Vi confesso che io lo utilizzavo sempre e solo per la pizza, essiccato….

Ma ho scoperto che la pianta dell’origano è bellissima, resistente (la mia in questo periodo è fuori, e resiste benissimo alle intemperie..). 

Le foglie sono molto profumate, ricche di olii essenziali ed utilizzarlo fresco è davvero un’altra storia. Provatelo.

E’ interessante sapere che è un tonico stimolante, è una pianta che ha molta energia.

Stimola le funzioni digestive, è diuretico ed è un calmante della tosse e degli attacchi asmatici. Nella medicina cinese viene utilizzato per trattare la febbre e le affezioni cutanee ad esempio.

Fresco è ottimo nelle insalate, nel minestrone, ma anche nelle macedonie di frutta.

Se possibile, evitate di lavare le piante che contengono oli essenziali (salvia, menta, basilico, origano..) perché perdono moltissimo il loro profumo, sarebbe opportuno strofinarle poco con un panno umido (tenendole ben lontane dai pelosi, come il mio Eliot, che amano irrorarle con la loro pipì…).

Vi auguro una buona giornata!!!



CROSTONI CON CASATELLA, SALSICCIA E ORIGANO FRESCO

Ingredienti:

Pane integrale o ai cereali
Salsiccia (buona!)
Formaggio Casatella DOP ( o stracchino)
Olio evo qb
Origano fresco qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb




Tagliate il pane a fette e passatelo al forno, funzione grill per pochi minuti.

Private la salsiccia del budello e sbriciolatela, mescolatela in una ciotola con il formaggio Casatella (oppure stracchino), regolate con poco sale rosa (dipende da quanto salata è la vostra salsiccia!), e poco olio evo.

Spalmate questo composto sulle fette di pane e passatele nuovamente sotto al grill del forno.

Una volta sciolto il formaggio e tostate bene, sfornatele, spolveratele con poco pepe e guarnitele con alcune foglioline di origano fresco.




Ringraziamenti:

Ringrazio con tutto il cuore Giovanna del blog Pasta e non solo e Inco del blog Dolce Hobby per il premio Dardos che mi hanno assegnato.




Lo accetto con il cuore, e per il valore del premio stesso mi sento molto onorata, ma come ho spiegato in precedenza non ne rispetterò le regole, sia per mancanza di tempo, sia perché riassegnarlo a mia volta ad altri blog mi metterebbe in difficoltà, per il fatto di doverne scegliere alcuni e tralasciarne altri.

Vi ringrazio tantissimo, e spero non i offendiate…
Primi piatti/ Salato

UNA GIORNATA DAVVERO ‘PIENA’ E…..VELLUTATA DI PISELLI SECCHI ‘SPEZZATI’ AL ROSMARINO

 




Ieri (anzi oggi ché sto scrivendo il post di sera e ne programmo la pubblicazione…) è stata una giornata decisamente intensa.
 
Ho fatto tante cose, conosciuto persone…è stata una giornata davvero ‘piena’.
 
Devo dire che ho anche mangiato un buonissimo panettone preparato da un simpaticissimo food blogger, che già conoscevo (via blog), ma che ho avuto il piacere di conoscere di persona….guarda che ti chiamo per la pasta madre che mi hai promesso Francesco!
 
Poi, la sera, il corso sulle spezie che sto terminando, e che mi sta entusiasmando tanto.
 
Non mi dilungherò molto con il post, ma vi lascio qualche utile indicazione sul rosmarino, spezia locale dalle proprietà davvero importanti.
 
Il nostro insegnante l’ha definito ‘il ginseng nostrano’.
 
E’ una pianta molto solare, maschile, che fiorisce tutto l’anno. Una delle piante aromatiche più antiche, già Greci ed Egizi conoscevano le sue proprietà.
E’ un ottimo tonico generale, esercita un’azione stimolante e fortificante,  risulta quindi perfetto nei casi di affaticamento fisico e mentale.
 
Svolge un’azione antibatterica ed antinfiammatoria.
 
E’ un ottimo depuratore del fegato (fluidifica i succhi biliari), organo che risente moltissimo di tutti gli effetti dovuti allo stress, ha inoltre spiccate proprietà digestive e carminative, che favoriscono l’eliminazione dei gas intestinali.

E’ perfetto abbinato ai legumi.
 
Ed eccolo qui, in una vellutata che mi fa molto casa.
Perché ho imparato a farla da mia mamma, fatta proprio così.
Semplice, nutriente, buona.
Fa freddo e la sera cosa c’è di meglio di un buon piatto di zuppa o vellutata calda per coccolarsi?
 
Ciao!

VELLUTATA DI PISELLI SECCHI ‘SPEZZATI’ AL ROSMARINO
 
Ingredienti per 4 persone:
 
300 gr piselli secchi spezzati biologici
1 carota biologica
1 costa di sedano
½ cipolla
Olio evo qb
Brodo vegetale 1 lt
Parmigiano Reggiano 4 cucchiai
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Curcuma qb
Rosmarino qb


 



Lavate i piselli sotto l’acqua corrente poi lasciateli in ammollo coperti d’acqua per almeno 3 ore. Cambiate l’acqua almeno 2 volte.
 
Metteteli in una pentola con la carota, la cipolla ed il sedano lavati tocchetti. Lasciate cucinare per almeno un’ora.
 
Dovranno diventare morbidi ed arrivare quasi a disfarsi.
 
5-10 minuti prima di terminare la cottura aggiungete anche il rametto di rosmarino.
 
Regolate di sale, togliete il rametto di rosmarino, lasciando parte delle foglie, frullate tutto con il mixer ad immersione.
 
Aggiungete il Parmigiano Reggiano, mescolate bene e servite nei piatti spolverando con poco pepe, curcuma ed un rametto di rosmarino.
Dolce

‘VUOI CHE MUORO?’…..CUPCAKE AL CIOCCOLATO E PANNA CON FROSTING AL MASCARPONE E TORRONE

 




AH!AH!AH!…Scusate, sto guardando Crozza che imita i giudici di Masterchef…anzi BastardChef…è fantastico!!! 

Per poco non cado dalla sedia con l’imitazione finale di Joe Bastianich…ah!ah!ah!…’Vuoi che muoro?’…

Non riesco ancora a caricare il video, non so perché….andatevelo a riguardare sul sito de La7 qui, giusto per sganasciare un pochino…ché ridere fa tanto bene alla salute!



In questo periodo muffin e cupcake li farei di continuo…mi danno troppa soddisfazione, ‘sti dolcetti! 
 
Di solito non ci vado sempre così pesante con i dolci, nel senso che cerco di evitare i frosting al burro, un po’ troppo americani e ciccionissimi… certo sono buoni, ma esageratamente calorici…
 
..è che avevo questo torrone, residuo delle ceste natalizie.
 
Nessuno qui a casa intendeva mangiarlo così, e di buttarlo non se ne parla davvero…
 
Di solito se mi avanza del torrone, lo utilizzo per preparare un semifreddo ma, siccome avevo una confezione di mascarpone nel frigorifero che attendeva giusta collocazione, e dato che avevo programmato di fare dei muffin…insomma ecco che sono usciti questi cupcake!
 
Se siete a dieta, lasciate perdere! Perché qui di calorie non so quente, ma ce ne sono ‘na botta…anche perché, mangiato uno non sarete soddisfatti, ne vorrete subito un altro!
 
Vi auguro un felice week end!!!

CUPCAKE AL CIOCCOLATO E PANNA CON FROSTING AL MASCARPONE E TORRONE
 
Ingredienti (per 12 cupcake):
 
Cupcake

180 gr farina di farro biologica
20 gr farina di riso biologica
2 uova biologiche
100 gr cioccolato fondente al 70%
100 ml panna fresca
150 gr zucchero di canna integrale
80 gr burro biologico
1 cucchiaino lievito in polvere
½ cucchiaino bicarbonato
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya
 
Frosting

120 gr mascarpone
100 ml panna fresca
100 gr torrone morbido ( più qualche pezzetto per decorare)
2 cucchiai zucchero a velo


 



Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, una volta sciolto aggiungete la panna e tenete da parte.
 
In una terrina mescolate il burro ammorbidito con lo zucchero, montatelo bene con la frusta elettrica, poi aggiungete le uova, una per volta sempre continuando a  mescolare.
 
Setacciate le farine con il lievito, il bicarbonato, il sale ed aggiungete al composto di burro e uova, poco per volta.
 
Mescolate bene, poi aggiungete anche il cioccolato con la panna e versate con un cucchiaio (o con il dosa-gelato) il composto nella teglia per muffin già preparata con i pirottini di carta.
 
Riempite solo per ¾, altrimenti in cottura deborderanno.
 
Cuocete in forno, già caldo, a 180° per circa 20-25 minuti.
 
Fate la prova stecchino al centro di un cupcake, dovrà uscire asciutto.
Per il frosting, montate la panna, poi aggiungete il mascarpone, lo zucchero e per ultimo il torrone passato al mixer e tritato finemente.
 
Mettete il frosting in una sac à poche e decorate i cupcake. 
 
Io ho messo come decoro finale un pezzettino di torrone sopra ogni cupcake.


Diario/ Salato

RIFLESSIONI SULL’IGNORANZA E…PENNE INTEGRALI AL TOPINAMBUR, CASATELLA E SEMI DI PAPAVERO






Sto guardando ‘Le invasioni barbariche’, ospite Tiziano Ferro.

Sta parlando dell’omosessualità, delle unioni gay.

Onestamente, io vorrei tanto che l’Italia fosse un paese meno ipocrita, meno ignorante.

Io ho amici gay, e sono persone meravigliose, normalissime.
Ho lavorato per un gay, ho avuto colleghi gay.

Detesto i pregiudizi, i pregiudizi portano alle classificazioni.
Questo è giusto, questo non lo è. Questo è normale, questo no.

In fondo non sono questi i pregiudizi che poi hanno condotto persone malate a compiere orrori come la Shoah?…

Vi racconto un episodio dello scorso anno.
Gli incontri di catechismo di Carola prevedono anche degli incontri tra genitori e parroco…durante uno di questi incontri il parroco parlava di ‘normalità’. 

Spiegava cosa dire ai figli, cosa era normale, secondo lui, e cosa no.

Ad un certo punto dice: “Vogliamo parlare dell’omosessualità? Al giorno d’oggi ce ne sono molti di omosessuali, ma non possiamo mica dire che sono normali!”…”EHH???”….Secondo voi sono riuscita a tenere la bocca chiusa? Naaaa

Di fronte ad una sala piena di genitori muti, gli ho chiesto se stava scherzando, con quale potere si arrogava il diritto di dire cosa è normale e cosa non lo è.

Gli ho spiegato che io mai e poi mai avrei insegnato a mia figlia che gli omosessuali non sono normali.

E che se un giorno mia figlia avesse scoperto di esserlo, avrei desiderato che si sentisse libera di parlarmene e di vivere la sua vita alla luce del sole, senza per questo sentirsi diversa, o doversene vergognare.

L’unico genitore che ha parlato mi ha detto “Beh, allora sarai anche d’accordo sul fatto che si possano sposare..”…ed io “E perché no, scusa?”.

Il parroco non mi ha risposto. Ha semplicemente cambiato discorso.
Certo, non tutti i preti sono uguali. 
Poi sono semplici persone, e le persone sbagliano.

Ma, vi confesso, che la sola idea che venga delegata l’educazione etica e morale dei ragazzini a persone che la pensano ancora così mi terrorizza, nel modo più assoluto.
‘Ho un segreto 
Ognuno ne ha sempre uno dentro. 
Ognuno lo ha scelto o l’ha spento. 
Ognuno volendo e soffrendo 
E nutro un dubbio 
non sarà mai mai mai inutile ….
Ti verrò a prendere con le mie mani 
Sarò quello che non ti aspettavi 
Sarò quel vento che ti porti dentro 
E quel destino che nessuno ha mai scelto 
E poi l’amore è una cosa semplice e adesso..adesso…adesso te lo dimostrerò’


“L’amore è una cosa semplice”  Tiziano Ferro 


Passiamo alla ricetta?

I topinambur ve li ho già proposti altre volte, mi piacciono tanto.

In questa pasta integrale, con la cremosità della Casatella erano davvero ottimi secondo me.

Ovviamente, potete anche usare un altro formaggio morbido, tipo lo stracchino ad esempio.

Vi auguro una buona giornata!

PENNE INTEGRALI AL TOPINAMBUR, CASATELLA E SEMI DI PAPAVERO

Ingredienti per 2 persone:

160 gr penne integrali biologiche
300 gr topinambur
100 gr formaggio Casatella Trevigiana DOP
1 spicchio aglio
olio evo qb
Parmigiano Reggiano 2 cucchiai
prezzemolo qb
semi di papavero qb
sale rosa dell’Himalaya qb
pepe bianco qb





Pulite i topinambur, eliminate la buccia, ed immergeteli in acqua e limone perché, come i carciofi, tendono ad annerire.

Tagliateli a piccoli pezzettini e fateli stufare in una padella con l’aglio sbucciato e schiacciato. 

Aggiungete poca acqua, coprite e lasciate cucinare per circa 15 minuti.

A fine cottura, quando saranno belli morbidi, regolate di sale, pepe ed aggiungete anche il prezzemolo tagliuzzato grossolanamente. 

Aggiungete la Casatella a ‘fiocchi’ e coprite, con il calore il formaggio inizierà a sciogliersi.

Cucinate la pasta in acqua bollente salata.

Scolatela al dente, versatela nella padella con il Parmigiano Reggiano ed amalgamate il tutto velocemente.

Servite nei piatti cosparso con semi di papavero ed altro prezzemolo fresco.

Dolce

ANCORA RADICCHIO , MA NEL DOLCE!!!….CROSTATA AL RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO E CREMA PASTICCERA

 
 





Qui a Treviso finalmente c’è il sole!!
 
…e sono chiusa in casa perché polpettina ha nuovamente la febbre…mal di gola…ma si può??? Uffa…
Vabbè, speriamo sia un raffreddamento di passaggio, con il tempo orribile e la nebbia dei giorni scorsi non c’è molto da sorprendersi che i piccoletti si becchino dei malanni….
 
Ma passiamo alla ricetta. Mancava vero? J
Un dolce fatto con il radicchio!!! 
Confesso che ero leggermente perplessa la prima volta che l’ho assaggiata, ma è davvero particolare, e buona.
Non avendo una ricetta precisa da cui partire, ho fatto diverse prove prima di arrivare a questa che, secondo me (e secondo i miei assaggiatori), è quasi perfetta (dico quasi perché si può sempre migliorare…giusto?).
In questa ultima versione ho aggiunto anche poca arancia candita che ci sta bene, ma è ottima anche senza.
Quella che io avevo avuto occasione di mangiare era molto più rossa, cioè era stata preparata con molto più radicchio. 
Vedete un po’ voi, in base ai vostri gusti. Nel caso potete semplicemente aumentate la quantità di radicchio nella farcia per renderla più colorata.
Spero vi piaccia…io vado a misurare la febbre a polpettina e vi auguro una
FELICE GIORNATA! J

 

 

CROSTATA AL RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO E CREMA PASTICCERA
 
Ingredienti:
 
Pasta frolla
250 gr farina integrale biologica
100 gr burro biologico
100 gr zucchero di canna integrale
1 uovo biologico
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon biologica
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya
 
Crema pasticcera
250 ml latte
80 gr zucchero di canna integrale
2 tuorli (uova bio)
20 gr farina di riso biologica
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon biologica
 
Farcia
200 gr radicchio di Treviso tardivo già lavato
2 cucchiai miele acacia
1 arancia biologica (succo e buccia grattugiata)
1 manciata arancia candita (facoltativa)
1 manciata mandorle a lamelle


 
Pasta frolla
 
Setacciate la farina in un recipiente o su un piano di lavoro, unite lo zucchero, il sale ed il burro a tocchetti. 
Lavorate con le punte delle dita velocemente per incorporare il burro alla farina fino ad ottenere un composto granuloso, tipo ‘briciole’. 
 
Poi aggiungere l’uovo leggermente sbattuto e la polvere di vaniglia, impastare velocemente con le mani fino a formare una palla. 
 
Se l’impasto dovesse risultare troppo colloso, aggiungete poca farina. 
 
Diversamente, se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete 1-2  cucchiai di acqua fredda. Avvolgete la frolla nella pellicola e riponetela a riposare nel frigorifero per circa 1 ora.
 
Metodo furbo: in assenza di tempo si può preparare utilizzando il robot da cucina, versando tutti gli ingredienti insieme ed azionandolo fino a formare la palla di pasta frolla. Non far andare troppo a lungo per non scaldare troppo l’impasto. Il risultato è ottimo comunque.
 
Infarinate leggermente il piano di lavoro, lavorate un po’ la pasta ed iniziate a stenderla con il mattarello (io lo faccio sopra il foglio di carta forno dandogli la forma della tortiera che utilizzo).
 
Crema Pasticcera
 
Mettete il latte in un pentolino con metà dello zucchero e la polvere di vaniglia e portatelo a ebollizione.
In una ciotola capiente montate i tuorli con la metà restante dello zucchero, poi aggiungete anche la farina setacciata e continuate a mescolare.
 
Versate il latte bollente a filo sulla crema continuando a mescolare con la frusta, quando avrete versato ed incorporato tutto, rimettetela sul fuoco, continuate a mescolare finché si sarà addensata. Tenete da parte.
 
Farcia
 
Riducete il radicchio lavato in brunoise (listarelle piccolissime)  e mettetelo a stufare su una padella con il miele ed il succo d’arancia. Fate appassire e ridurre il sugo.
Tenete da parte.
 



Prepariamo la torta…
Una volta foderata la tortiera con la pasta frolla (io con queste dosi ho preparato una torta di 20 cm di diametro e 4 tortine monoporzione usando la teglia per i muffin) , mescolate la crema pasticcera con il radicchio stufato nel miele e succo d’arancia, aggiungete anche la buccia dell’arancia grattugiata e (facoltativa) l’arancia candita.
Versate nel guscio di pasta frolla, livellate bene e cospargete (io solo al centro) con le mandorle a lamelle.
Cucinate in forno ben caldo a 180° per circa 20 minuti.
Va servita fredda.


Salato

CHANGE YOUR PERSPECTIVE….E CAVOLETTI DI BRUXELLES ALL’ARANCIA E SEMI DI SESAMO

 
 


Change your perspective
“abbiamo camminato sulle pietre incandescenti
 abbiamo risalito le cascate e le correnti
 abbiamo attraversato gli oceani e i continenti
 ci siamo abituati ai più grandi mutamenti
 siamo stati pesci e poi rettili e mammiferi
 abbiamo scoperto il fuoco e inventato i frigoriferi
 abbiamo imparato a nuotare poi a correre
 e poi a stare immobili….
 nessuno si disseta ingoiando la saliva
 ci vuole pioggia,
 vento
 e sangue nelle vene
 e sangue nelle vene
 e una ragione per vivere
 per sollevare le palpebre
 e non restare a compiangermi
 e innamorarmi ogni giorno ogni ora
 ogni giorno ogni ora di più…”
 
 
Voglio partecipare così al compli-blog della mia amica Elle del blog Limone & Stracciatella.
 
Questa canzone è perfetta per come mi sento in questo momento della mia vita. 
Senza parlare del fatto che adoro Lorenzo Cherubini. 
Lo stimo molto, come persona e come artista.
 
Ecco vorrei davvero non stare mai immobile.
Immobile a rimuginare su cose che non hanno affatto importanza.
Immobile e buttare via le giornate, la vita. Così preziosa.
Non voglio nemmeno compiangermi.
E voglio entusiasmarmi.
Voglio innamorarmi.
Ogni giorno di più.
Della mia famiglia.
Delle mie passioni.
Dei miei amici.
Dei miei difetti, si anche dei miei difetti, ché ormai fanno parte di me…
Di nuove esperienze.
Nuove avventure.
Nuove sfide.
Credo che questo atteggiamento possa giovare sempre.
Possa assicurare positività.
E sono più che certa che la positività possa portare nuove opportunità.
Io ci credo.  😉
Felice compli-blog Elle!!!
My first giveaway
 
Ricettina?
 
Beh…che cavoli e cavoletti hanno ottime proprietà antiossidanti sono certa lo sapete già. Vero?
 
Questo è davvero un contorno semplice e veloce da preparare, che sono certa farà piacere i cavoletti anche a chi non ne ama il gusto un po’ amaro (io ne vado matta!). 
 
L’arancia ci sta benissimo, e conferisce un aroma particolare che si sposa perfettamente con i semi di sesamo…insomma provatela! 
Ci si mette più tempo a parlarne che a farla! 😉
 
Buona giornata! 😉



CAVOLETTI DI BRUXELLES ALL’ARANCIA E SEMI DI SESAMO
 
Ingredienti:
 
500 gr di cavoletti di Bruxelles
1 arancia biologica (comunque non trattata)
½ limone biologico
2 cucchiai di semi di sesamo
olio evo
sale rosa dell’Himalaya
pepe nero
 
 
 
 
 
Pulite i cavoletti di Bruxelles, eliminando le foglie esterne più dure, lavateli e cucinateli in acqua bollente salata per circa 15 minuti (comunque finché saranno abbastanza teneri).
 
Scolateli e fateli saltare in una padella con poco olio evo. Aggiungete anche il succo d’arancia, del limone e la buccia dell’arancia tagliata a listarelle sottili.
 
Unite anche i semi di sesamo e fate saltare i cavoletti affinché si ricoprano completamente. 
 
A fuoco spento salate e pepate.
È stagione di/ Salato

NEVE, FREDDO E….VELLUTATA DI FUNGHI PLEUROTUS E PATATE AL PROFUMO DI CURCUMA





Ieri nevicava in montagna, se nevicava!
 
Carola ha fatto le sue tre ore di corso, ma noi abbiamo rinunciato a sciare. 
 
Un po’ per le pessime previsioni meteo, un po’ perché a Cortina c’era pure la coppa del mondo di sci femminile, quindi piste affollate e parzialmente chiuse…meglio un giretto in centro ;-)…
 
La strada che dalle piste porta al centro città è di poco passaggio e molto suggestiva. 
 
Tutte casette coccole ed una chiesetta che si confondeva con il paesaggio. 
 
Tutto bianco.
 
…e che fatica ritornare indietro in salita ragazzi!!!
 
Comunque con la neve che mi sono beccata ieri la voglia di zuppe e vellutate non può che aumentare quindi, ecco quella che ho fatto un paio di giorni fa.
 
Seguendo i consigli del mio insegnante erborista, pepe e curcuma alla fine ;-)!
 
E’ davvero semplice e gustosa.
 
Un ottimo modo per utilizzare i funghi pleurotus (da noi in Veneto chiamati ‘sbrise’) che, secondo me, sono un pochino sottovalutati.
 
Felice lunedì a tutti! 😉

 

VELLUTATA DI FUNGHI PLEUROTUS E PATATE AL PROFUMO DI CURCUMA

 

 
Ingredienti (per 4 persone):
 
450 gr funghi pleurotus
2 patate medio-grandi
1 spicchio aglio
brodo vegetale biologico qb
prezzemolo fresco qb
sale rosa dell’Himalaya qb
gomasio qb
pepe bianco qb
curcuma qb
olio evo qb
Parmigiano Reggiano grattugiato 3 cucchiai
 
 
 
 
 
Lavate e tagliate a tocchetti piccoli i funghi.
 
Una parte (circa 1/3) metteteli a stufare in una padella con poco olio evo e lo spicchio d’aglio privato dell’anima e tritato.
 
Fate cucinare e a fine cottura regolate di sale e pepe, aggiungete anche il prezzemolo tritato grossolanamente. Tenete da parte.
 
Mettete i restanti funghi in una pentola con le patate sbucciate e tagliate a pezzettini, aggiungete il brodo vegetale e fate cucinare per almeno 20 minuti. 
 
Aggiungete poco sale rosa, brodo se necessario e frullate tutto con il mixer ad immersione.
 
Aggiungete poco olio evo, il Parmigiano grattugiato e mescolate bene.
 
A fuoco spento aggiungete il pepe, servite nei piatti finendo con una cucchiaiata di funghi trifolati al centro, ed una spolverata di gomasio e curcuma.
 
Chiesetta
 
Dimora per uccellini…azzurra!!
 
Ma quanto carina è questa casa???
Tanta neve…
 
Macaron???
 
 
CIAO 😉 !!!
Cioccolato/ Dolce

PA-RA-DI-SI-A-CI DAVVERO!!!…MINI PLUM CAKE AL DOPPIO CIOCCOLATO E WHISKY








Buongiorno!
Finalmente il post l’ho scritto comodamente di mattina.
Durante la settimana sono costretta a scriverlo la sera (tardi di solito…) e programmarne la pubblicazione ad una certa ora del giorno successivo…
Oggi invece l’ho scritto dopo essermi alzata un po’ più tardi ed aver fatto colazione con le bambine (marito stamattina al lavoro…).
Avevo bisogno di dormire.

Poi la sorpresa aprendo il balcone.
Le previsioni dicevano brutto tempo…invece ho trovato il sole.
Cosa c’è di meglio del sole il sabato mattina?

Ricetta?

Quando giovedì ho visto il post della mia amica Patrizia del blog I Dolci nella Mente, mi sono segnata subito la ricetta con l’intenzione di provarla al più presto.
Adoro i plum cake. 
Adoro il cioccolato.
Potevo non rifarla? Naaaaa
Ieri dovevo preparare un dolce da portare a cena la sera dai miei…pronto e fatto!
Siccome non sapevo quanto sarebbe evaporato il whisky in cottura ho preferito non fare un cake intero. 
Così ho diviso l’impasto ed ho utilizzato questi simpatici stampini monoporzione che avevo a casa, e ne ho preparati 5 con whisky e 5 senza.
Secondo me, onestamente, avrebbero potuto mangiare quelli con il whisky anche le bambine, perché se nei sentiva l’aroma, ma non si sentiva per nulla l’alcool.

Vi riporto la ricetta di Patrizia, con le mie modifiche (tra parentesi) e aggiunte (asteriscate).
Comunque aveva perfettamente ragione Patty dicendo che sono PA RA DI SI A CI!
Grazie Patty!!! Sei sempre una garanzia!!!
Buon week end amici!


MINI PLUM CAKE AL DOPPIO CIOCCOLATO E WHISKY

Ingredienti:

160 g di farina (io di farro biologica)
20 g di amido di mais
3 uova intere biologiche
170 g di zucchero (io di canna integrale)
150 g di burro (io 80 gr burro biologico)
½ vasetto yogurt naturale biologico
100 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di coccolato bianco
2 cucchiai di cacao amaro
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
100 ml di whisky
un cucchiaino di essenza di vaniglia ( io un cucchiaino scarso di polvere di vaniglia bourbon biologica) 
un pizzico di sale

*mia aggiunta




Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente con il burro, tenete da parte. 
Setacciate in una ciotola gli ingredienti secchi, farina, amido di mais, cacao, lievito e bicarbonato. Con le fruste elettriche sbattete in un’altra ciotola le uova con lo zucchero fino ad ottenere una crema densa e liscia.

Aggiungete poco per volta gli ingredienti secchi già setacciati e per ultimo il cioccolato sciolto.

Incorporate al composto anche il whisky, un pizzico di sale, la polvere di vaniglia ed amalgamate bene il tutto.

Trasferite l’ impasto in uno stampo da plum cake (io in piccoli stampini monoporzione, ne ho fatti 10) precedentemente imburrato e infarinato, oppure rivestito di carta forno.

Distribuite sulla superficie il cioccolato bianco spezzettato grossolanamente.
Infornate (forno già caldo) a 180° per circa 35/40 minuti verificando comunque la cottura con la prova stecchino.

Sfornate e lasciate raffreddare.

Diario/ Salato

NOVITA’ E….RISO SELVAGGIO AL SUCCO D’ARANCIA, CECI E SEMI DI ZUCCA

 





Ho un po’ di novità da raccontarvi…no, non si tratta di quella telefonata di cui vi avevo parlato qui, purtroppo stiamo ancora aspettando sviluppi e conferme, ma non disperiamo
 
No, si tratta di due corsi ai quali mi sono iscritta.
 
La scorsa settimana ho iniziato a frequentare un corso sulle spezie. Ho già seguito due lezioni e sono davvero super-entusiasta!
 
Sto imparando tantissime cose, ad esempio che tanti prodotti sarebbe meglio eliminarli dalla propria alimentazione (per alcuni l’ho già fatto, per altri lo farò, gradatamente), o almeno ridurne molto il consumo.
 
Sto imparando le proprietà delle varie spezie, come capire se sono fresche, il modo corretto di utilizzarle. E mi sono resa conto che le utilizzavo in modo non corretto.
 
Ad esempio, lo sapete che le spezie non vanno mai cotte, ma vanno utilizzate solo a fine cottura (a fuoco spento)? 
 
Io no onestamente. A dire il vero, sia lo zafferano che il curry li ho sempre messi a fine cottura, ma nessuno mi aveva detto che cotti perdono tutte le loro proprietà.
 
Anche il pepe va utilizzato a crudo, se cotto diventa tossico. 
Lo sapevate? Io no.
 
Lunedì sera l’insegnante, un naturopata ed erborista davvero bravo, simpatico e preparato, ci ha portato una scatola delle meraviglie…stracolma di spezie di ogni tipo
 
Ha fatto passare i sacchettini con i vari tipi di pepe…ragazzi, sono rimasta con il naso schiaffato dentro al sacchetto del pepe di Szechuan per un tempo infinito…finché non ho incrociato lo sguardo della compagna accanto che diceva “Aò, me lo vuoi passare quel sacchetto o devo venire  a strappartelo dalle mani?”…insomma ho dovuto separarmene…
 
Poi, la prossima settimana, inizierò un’altro corso di cucina naturale, i temi principali saranno cereali, legumi, tofu, seitan, PASTA MADRE!!!
 
Non sto nella pelle! 
Sono davvero contenta e un po’ per volta vi parlerò delle cose che apprendo, delle ricette che imparo. 
La conoscenza va diffusa, altrimenti che bello è?
 
Ho imparato davvero tante cose nel corso degli anni e continuo ad impararne, anche da amiche blogger che per me sono fonte di continua ispirazione, tipo lei, la mia cuoca-blogger-consapevole, e non potrei imparare senza diffondere a mia volta quello che so.  
Ultimamente ho voglia di cucinare con gli agrumi.
 
Facendo la spesa al supermercato la scorsa settimana, mentre io scorrazzavo tra gli scaffali, Carola, che per le riviste è peggio di me, ha trovato in esposizione un giornale di cucina della Coop. 
L’ho sfogliato molto velocemente e ho sbirciato parecchie ricettine che mi ispiravano. Insomma preso! 
 
Tra i temi gli agrumi, e questa ricetta con il riso.
 
Leggermente modificata, aggiunta dei semi di zucca, del gomasio, della curcuma (…dopo che ho appreso quanto bene fa alla salute adesso la metterò anche nel caffè). 
Beh, ottimo. Sia caldo che freddo. 
 
Si, perché quello avanzato l’ho mangiato io il giorno successivo senza riscaldarlo (ché non avevo tempo!) ed era buonissimo!
 
Vi auguro un felice venerdì!!! 

RISO SELVAGGIO AL SUCCO D’ARANCIA, CECI E SEMI DI ZUCCA
 
Ingredienti per 4 persone:
 
300 g riso Long & Wild (miscela di riso Thai e riso selvatico Zizania)*
300 g ceci precotti biologici
½ limone biologico
½ arancia biologica
olio evo
1 cucchiaio di prezzemolo fresco
curcuma qb
una manciata semi di zucca
gomasio qb **
pepe bianco qb
*(oppure 150 gr di riso Venere e 150 gr di riso Basmati)
 
 
 
Cuocete il riso in acqua bollente salata seguendo il tempo di cottura indicato nella confezione (se utilizzerete metà riso Venere e metà Basmati, dovrete cucinarli separatamente perché hanno dei tempi di cottura diversi).
 
Scolate il riso al dente e mescolatelo con i ceci sgocciolati, il succo spremuto dell’arancia e del limone, poco olio evo, una spolverata di curcuma, una presa di gomasio e pepe qb.  
 
Mescolate bene ed aggiungete anche un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato. Servite subito nei piatti.
 
E’ ottimo consumato caldo, ma molto buono anche freddo (il giorno successivo).
 
**GOMASIO
 
Il gomasio è una polvere condimento di semi di sesamo tostati e sale. 

Proviene dal Giappone. Goma significa sesamo, shio significa sale.

È salutare e versatile, si può utilizzare per insaporire pietanze di qualsiasi tipo. Ottimo sulle insalate, le verdure bollite, i cereali ed i legumi. 
E’ indicato utilizzarlo anche al fine di evitare eccessi di sale nelle pietanze.
Il sesamo è un seme ricco di preziose sostanze, sali minerali come calcio, ferro, potassio e fosforo, vitamine, aminoacidi e acidi grassi polinsaturi.
Per questi motivi è un alimento completo, facilissimo da preparare e poco costoso. 
Lo trovate nei negozi biologici, io a volte lo preparo in casa, altre lo acquisto già pronto.
Per prepararlo servono semi di sesamo biologici e sale marino integrale.
Questo è tutto ciò che vi occorre….insieme ad un mixer. 
I giapponesi utilizzano il suribachi e il surikogi, il primo è un mortaio di terracotta, il secondo un pestello di legno tozzo.
Ma in mancanza di questi due oggetti, va benissimo un comune mixer o frullatore (io non ho né il suribachi e tantomeno il surikogi…:-)). 
Per ottenere circa 100 grammi di gomasio occorrono 7 cucchiai di sesamo e 1 cucchiaio di sale.
Le proporzioni da osservare sono sempre da un minimo di 6 parti di sesamo a 1 di sale, a un massimo di 20 parti a 1.
Lavate il sesamo, asciugatelo e mescolatelo al sale marino integrale.
Stendete il composto su una teglia da forno e fate tostare a 100°  per max 15 minuti (non fatelo mai fumare o abbrustolire perché potrebbe rilasciare il sesamolo, sostanza amara e tossica). 
Una volta tostato il tutto, fate raffreddare. 
Versate il composto nel mixer e frullate fino a quando otterrete una polvere non troppo fine e leggermente oleosa. 
Potrete conservarlo in un barattolo di vetro posto in frigorifero per otto giorni.
Info trovate qui.
 
 
Dolce

RICICLO ‘VENEZIANO’ E….TORTA NICOLOTTA (DI PANE)








Oggi vi propongo un dolce tipico veneziano, di riciclo, povero.
 
Prende il nome dalla Parrocchia di San Nicolò dei Mendicoli (mendicanti), una delle più antiche chiese di Venezia (VII sec.), con campanile duecentesco e dipinti della scuola del Veronese, nella cui antica comunità, fatta per lo più di gente umile (pescatori e artigiani), era usanza fare questo dolce.
 

Questa torta veniva preparata per la festa di San Nicolò, parrocchia dei Nicolotti, antichi rivali degli abitanti di Castello, i Castellani.

A base di pane raffermo, è un dolce povero, un riciclo del pane raffermo.

Si dice che, nei tempi passati, la Nicolotta fosse distribuita al venerdì mattina presso tutti i conventi di Venezia, ai poveri della città.

Dolce povero si, ma ricco di sapore grazie agli aromi, ai semi di finocchio e alla grappa che non manca quasi mai nei dolci tradizionali veneti.

Io alla ricetta originale faccio diverse aggiunte a seconda della frutta secca che ho in dispensa…in questo caso ho aggiunto anche le gocce di cioccolato ed il cardamomo…

..lo so, avete ragione, non è più una torta Nicolotta, è più una Torta dei Dogi adesso…ma, facciamo così, vi lascio la ricetta originale e le mie aggiunte / modifiche, poi fate un po’ voi ;-)!


Buon giovedì! ^_^

 


TORTA NICOLOTTA (DI PANE)
 
Ingredienti:
 
400 g pane raffermo (io di cereali e integrale)
½ lt latte (ricetta originale 1 lt latte, no acqua)
½ lt acqua
3 uova biologiche (ricetta originale 5)
40 g burro (ricetta originale 100 gr)
120 g zucchero di canna (ricetta originale 220 gr zucchero semolato)
120 g uvetta (ricetta originale 200 gr)
Scorza grattugiata 1 limone(io no)
1 dl rum
pane grattugiato per spolverare (io no)
 
Mie aggiunte
2 cucchiai zucchero integrale Mascobado
100 g albicocche secche
2 manciate mandorle a lamelle
2 cucchiai gocce di cioccolato
3 bacche cardamomo
 




Versate il rum in una ciotola e mettete ad ammollare sia l’uvetta che le albicocche secche tagliate a pezzetti.
 
Tagliate il pane a pezzetti piccolissimi e mettetelo in una terrina capiente. Fate bollire il latte mescolato con l’acqua, spegnete il fuoco e scioglietevi lo zucchero ed il burro, quindi versatelo sul pane raffermo.
 
Quando il latte sarà assorbito completamente (dopo circa ½ ora), unitevi anche le uova leggermente sbattute, e la frutta secca ammollata e strizzata. Unite anche le gocce di cioccolato, le mandorle e le bacche di cardamomo di cui avrete polverizzato i semini.
 
Mescolate bene e versate in una tortiera foderata di carta forno (io 24 cm).
Io non ho utilizzato il pane grattugiato, ma ho cosparso la superficie con zucchero di canna.
 
Infornate a 180° per circa 1 ora.
 
E’ ottima fredda.


[Foto: Chiesa di San Nicolò - piantina]
San Nicolò dei Mendicoli, Campo San Nicolò, 1907 Dorsoduro  – Venezia
Venezia - San Nicolò
Germano Manganaro – Flickr

                                        Foto dall’album di Germano Manganaro

Vorrei segnalarvi un blog di cui ha parlato Ely.

Non appena ho letto la presentazione di Ely sono corsa a trovare Elisabetta e Chiara, perché ho conosciuto alcune famiglie con il problema dell’autismo e so che non è certo semplice affrontare questa realtà. 


Il loro blog è davvero speciale, e vi riporto solo un passaggio della loro presentazione, è meglio di qualsiasi presentazione che io potrei fare:

“Perché questo non è un blog che parla solo di moda, ricette di cucina, libri, musica e tutto ciò che può essere legato al turismo.

E’ un blog che sempre, in qualsiasi istante, non dimentica cosa vuol dire vivere giorno dopo giorno con una persona autistica; sa quanta fatica, quanto impegno e quanto sacrificio siano necessari.

E’ un blog che, fra una ricetta e l’altra, fra un rossetto ed un trucco all’ultima moda, vi parlerà anche di scene di ordinaria vita quotidiana con un ragazzino autistico di 12 anni, Luca, il figlio di Elisabetta.”

Vi invito a visitare ed a far conoscere Turismo, autismo & dintorni by Wisteria Blue.



Grazie!

 

Salato

DI RICICLO E…QUICHE DI PANE CARASAU CON INDIVIA BELGA E SALMONE AFFUMICATO

 





Inizio il post ringraziandovi per ieri.
 
Siete arrivate qui in tante a lasciare commenti entusiasti per il tiramisù ed i savoiardi.
 
Mi ha fatto davvero piacere, soprattutto perché si tratta di una ricetta e di un dolce che adoro davvero.
 
E’ stato il primo dolce che ho preparato quand’ero ragazzina, sono affezionata a questa ricetta. Oltre al fatto che mi piace davvero ed il solo vederne una fetta mi provoca la bavetta immediata
 
Non finirò mai di scriverlo, un blog può essere fatto con tutto l’amore e la passione del mondo ma se non è letto, non è seguito, non è vivo…quindi se io sono ancora qui, se faccio i salti carpiati per cucinare, e fotografare, e scrivere, e postare il tutto, facendo anche le ore piccole, è perché ci siete voi.
 
E quante cose ho imparato, e provato in questi mesi. 
 
La condivisione con voi è preziosa. La stessa ricetta del tiramisù è frutto della condivisione con amiche blogger, la pastorizzazione delle uova l’ho letta sul blog di Monica, poi su altri e mi sono incuriosita.
La curiosità. Lo scambio. E’ questo il bello. 
 
Il blog per me si è rivelato essere una scuola, una scuola di cucina, di tradizioni, italiane e non, di culture, di caratteri, di amicizia e di vita. 
 
Quindi GRAZIE.
 
E mi scuso se in questi ultimi giorno sono stata meno presente sui vostri di blog. Ho avuto davvero poco tempo, e prometto che mi rifarò in settimana. Mi mancano i miei giretti, i miei copia e incolla nella cartella delle ‘ricette da fare’….
 
 
Oggi vi propongo una ricetta riciclona, a dirvi la verità non è che il salmone mi fosse avanzato, a noi piace anche semplicemente su una fetta di pane tostato con una fettina di limone…ma è interessante provare, sperimentare…
 
A dirla tutta quello che avevo in abbondanza era il pane carasau, che quando lo comperi ti vendono certe confezioni enormi…
 
Insomma, ecco qui una sorta di quiche, ma fatta con il pane carasau. 
Le dosi onestamente sono approssimative perché in questi casi vado un pochino a occhio.
 
Io con queste dosi ho preparato due cocottine piccole ed una piccola pirofila (15×15 cm).
 
Piaciute tanto. Un antipasto veloce e d’effetto.
 
Se vi piace il curry, abbondate, ci sta davvero bene, e FA bene.
 
Buona giornata!!!  

QUICHE DI PANE CARASAU CON INDIVIA BELGA E SALMONE AFFUMICATO
 
Ingredienti per 4 persone:
 
Pane carasau qb
Salmone affumicato qb (io circa 80 gr)
2 piccoli cespi di indivia belga
200 g Ricotta biologica
1 uovo
olio evo qb
Parmigiano Reggiano 3-4 cucchiai
Curry qb
sale rosa dell’Himalaya qb
pepe bianco qb




Ammorbidite il pane carasau con poca acqua (io lo spruzzo con le dita, non va immerso altrimenti si spappola..)) , ungete  con pochissimo olio evo
le cocottine o la pirofila e foderatela con il pane carasau, anche con due strati.
 
Tagliate e lavate l’indivia, fatela appassire in un tegame con poco olio evo. 
 
Lavorate la ricotta in una ciotola, unite l’uovo leggermente sbattuto, regolate di sale e pepe. 
 
Unite l’indivia ed il salmone tagliato a tocchetti.
 
Unite anche il curry ed il parmigiano Reggiano, mescolate bene.
 
Versate il composto nelle cocotte foderate di pane carasau e passate in forno a 180° per circa 15-20 minuti.
 
Siccome la maggior parte delle spezie perde le proprietà durante la cottura, io ho spolverizzato ogni cocotte con altro curry e poco Parmigiano una volta sfornate. 





Con questa ricetta partecipo alla raccolta di 
Dauliana del blog Cucchiaio e Pentolone
la nuova raccolta
 
CONSIGLIA Crostata salata di carote