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febbraio 2013

Biscotti e Frolle/ Colazione e merenda/ Dolce

Quadrotti all’uvetta e l’abbattitore di temperatura

 



Finalmente riesco a raccontarvi di questo macchinario delle meraviglie arrivato nella mia cucina, l’abbattitore.

Il post di oggi è un po’ lungo, ma sicuramente interessante, e comunque non mi sarebbe stato possibile riassumerne la descrizione in poche parole.
Confesso che erano anni che ne sentivo parlare, già da quando anni fa, mio marito ha conseguito l’attestato HACCP.
Poi l’ho visto utilizzare da cuochi e pasticceri in diverse trasmissioni, e poi diversi mesi fa ho iniziato a sentir parlare di questo.
Il primo abbattitore domestico presente sul mercato. FRESCO.
E l’ho desiderato.
Mi sono informata e visitato il sito, ma ho dovuto soprassedere e posticipare l’acquisto perché erano in preventivo altre spese in famiglia.
Ed ecco che a dicembre succede una cosa. Mi arriva una mail. Da Irinox.
Mi dicono che hanno visitato il mio blog e che desiderano incontrarmi per propormi un prodotto.
Lui, FRESCO.
Eccolo arrivare a casa mia.

Lo sto provando amici, funzione per funzione, ed è strepitoso!

Vi riporto una frase di Allan Bay.

“Quando arriva una nuova attrezzatura in cucina, veramente nuova…dobbiamo cercare di capire se e quanto questa procedura possa modificare, nel senso di migliorare, il nostro modo di cucinare.

Bene, nessuna nuova attrezzatura ha e avrà un impatto così forte come l’abbattitore di temperatura.”



 
Fresco, come appena fatto
 
Sapete di cosa si parla quando si dice “abbattitore”?
E cosa vuol dire abbattere?

Cosa sono il congelamento? E cos’è la surgelazione?

Noi siamo quello che mangiamo, io ci credo fortemente, è il motto del mio blog.

E troppo spesso la mancanza di tempo ci porta a fare la spesa di corsa, comperando alimenti troppo industrializzati, conservati con sostanze che magari nemmeno conosciamo e che sono anche molto dannose per il nostro organismo.
Dovremmo rifornirci di cibi freschi, di stagione, completi di tutti i loro nutrienti e delle loro proprietà organolettiche.
Spesso le vitamine ed i fitochimici presenti nei prodotti freschi si alterano facilmente a causa della loro non corretta conservazione.

Queste qualità possiamo mantenerle inalterate. Con FRESCO.

E’ importante sapere che:

·Un alimento posto per un’ora ad una temperatura tra 25° – 35° (temperatura ambiente) subisce un processo di invecchiamento pari a quello patito dallo stesso alimento lasciato 5 giorni ad una temperatura di 3° C.

·Un cibo cotto se mangiato appena cotto è ottimo, ma se non consumato subito inizia ad invecchiare, e questo a causa di:
-evaporazione, un cibo lasciato raffreddare a temperatura ambiente, tramite l’evaporazione, perde sapore, profumi, la sua qualità.
-proliferazione batterica, a temperatura ambiente i batteri si moltiplicano in modo esponenziale, il cibo perde il colore, sapore, invecchia.
-ossidazione enzimatica, a temperatura ambiente gli enzimi presenti negli alimenti ossidano velocemente provocando perdita e alterazione di colore degli alimenti (fatta la prova con gli spinaci ed i fagiolini, mai avuto un verde così brillante!)
E’ bene ricordare che frigorifero e freezer sono stati ideati per la sola conservazione, il frigo per prodotti freddi ed il freezer per prodotti surgelati.
NON sono adatti al raffreddamento dei prodotti.
Introdurre in frigorifero o in freezer cibi a temperatura ambiente è decisamente dannoso per gli alimenti già presenti al loro interno.
Rompe la catena del freddo, alterando e degradando i prodotti già in fase di conservazione.
Per questo motivo nasce l’abbattitore.
Il suo principio è l’abbattimento rapido della temperatura, ovvero raffreddare rapidamente i prodotti alimentari subito dopo la cottura, portandoli da +300°C fino a -40°C, bloccandone la proliferazione batterica e la degradazione enzimatica e mantenendone intatto il gusto, la fragranza e la naturale morbidezza.
Chiariamo poi la differenza tra congelamento lento e surgelazione rapida.
La qualità della surgelazione è proporzionale alla rapidità con cui avviene, cioè più rapido è il congelamento, migliore sarà la qualità del prodotto una volta scongelato.
Con la surgelazione rapida si evita la formazione di macrocristalli di ghiaccio negli alimenti i quali, aumentando il loro volume provocano la rottura delle fibre, la lacerazione vera e propria dell’alimento al suo interno con la conseguente perdita, in fase di scongelazione, dei liquidi che contengono le sostanze nutritive, causando anche perdita in quanto a colore, forma e consistenza.
Irinox è leader degli abbattitori rapidi di temperatura professionali ed è oggi presente sul mercato anche con il primo abbattitore per uso domestico.
Domestico solo per le dimensioni, ci tengo a precisarlo.
E’ poco più grande di un normale microonde, e non è finita qui!
Vogliamo parlare di tutte le altre funzioni?
Io pensavo facesse solo questo, abbattimento e surgelazione rapidi. Invece no.
Le funzioni sono ben 7, dal freddo veloce al caldo lento.
1.   Abbattimento rapido della temperatura 
Raffredda velocemente le pietanze calde, bloccando la proliferazione batterica, e  garantendo così che rimangano fresche e fragranti per 5-7 giorni.
2.   Surgelazione rapida
Più rapido è il congelamento, migliore è il mantenimento della qualità del prodotto. Allo scongelamento le pietanze saranno fresche, gustose e consistenti come se non fossero mai passate dal freezer.
3.   Scongelamento controllato 
Permette di scongelare gli alimenti più rapidamente in maniera uniforme e senza parziali cotture, mantenendone la naturale umidità e fragranza.
4.   Raffreddamento bevande 
Vino e bevande passano da temperatura ambiente a quella di servizio, perdendo un grado al minuto. Si può così evitare di affollare il frigo ed essere sempre pronti in caso di ospiti inattesi.
5.   Cottura lenta a bassa temperatura 
Il segreto di molti chef? Questo tipo di cottura, che non supera i 75°, cuoce dolcemente carne e pesce, ne esalta il sapore, conservandone tutta la naturale umidità, consistenza e proprietà nutritive.
6.   Lievitazione naturale
Mantiene costante la giusta temperatura di lievitazione di pane, pizze, brioches, permettendo di concludere in modo ideale il ciclo di fermentazione del lievito, rendendo gli impasti molto più digeribili.
7.   Piatto pronto 
    Offre la comodità di uscire la mattina, conservare il piatto come fosse in frigorifero e trovarlo caldo, come appena uscito dal forno.
Vi sembrano pochi questi vantaggi? A me sembra straordinario.

Utilizzare FRESCO consente di mangiare cibi più sani, perché permette di mantenere a lungo gli alimenti, nel frigorifero e nel freezer, conservando le loro vitamine e principi nutritivi.

La qualità, i colori, i profumi, l’aspetto e la consistenza dei cibi rimangono inalterati.
Questo per 5-7 gg, se la conservazione avviene in frigorifero a +3° C e per 8-10 mesi se la conservazione avviene in freezer a -18° C.
Ma vogliamo parlare anche del risparmio?
Di tempo, perché è possibile cucinare quando di tempo ne abbiamo a disposizione per poi conservare gli alimenti o in frigorifero (dopo averli abbattuti) o in freezer (dopo averli surgelati rapidamente).
Di denaro perché si può acquistare quando è più conveniente farlo, in stagione, e conservare gli alimenti nel modo più corretto e salutare.
E i surgelati! Non ne avete più bisogno. Ve li preparate voi, con FRESCO!
Avete mai analizzato il prezzo dei surgelati? Fatelo.
Poi aggiungete a questo il fatto che non siete nemmeno certi di quello che ci trovate all’interno (vedi scandalo lasagne alla carne di cavallo..:-/)  e proverete il desiderio inarrestabile di prepararveli da soli!
Anche se noi in famiglia non consumiamo pesce crudo, ritengo davvero importante ricordare, che l’unico metodo per consumare il pesce crudo in totale sicurezza è il congelamento a -20°C al cuore per almeno 24 ore.
Il surgelamento rapido di FRESCO elimina completamente il rischio di Anisakis, mantenendo intatti sapore e consistenza delle carni.
A questo proposito vi lascio un link interessante a Mare Magazine che ha scritto un interessante articolo “Come ti abbatto l’anisakis”, protagonista FRESCO.
Io lo sto provando e ne sono entusiasta. So già che non riuscirò a separarmene.
I cibi sono decisamente un’altra cosa se abbattuti appena cotti.
E’ un altro pianeta cucinare con questo supporto accanto, decisamente.
Oggi dei biscotti che ho spudoratamente tentato di copiare dalla mia Pasticceria preferita, la Pasticceria Adriana.
Non so nemmeno come li chiamano, sono dei quadrotti composti da due strati di frolla con un ripieno di confettura ed uvetta.
Il risultato mi ha ampiamente soddisfatta, sono diversi da quelli assaggiati da Adriana, ma molto molto buoni!

QUADROTTI ALL’UVETTA
Ingredienti:
Biscotto
200 g farina di orzo biologica
100 g farina integrale biologica
100 g zucchero di canna integrale
160 g burro biologico
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon
1 uovo biologico
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya
Farcia
100 g uvetta sultanina
80 g composta o confettura di frutta  (io mista, uva, arance e prugne)
 


Preparate la frolla, lavorando con le dita le due farine con il burro fino a formare delle briciole, poi aggiungete anche lo zucchero, il sale, la vaniglia e per ultimo l’uovo.
Lavorate bene fino  a formare una palla che dividerete a metà stendendole con il matterello su un foglio di carta forno dove avrete disegnato (sul retro) un rettangolo (dovrete farne due di uguali).
Spalmate la composta di frutta sopra uno dei due strati di frolla, poi cospargete anche con l’uvetta, precedentemente ammollata in acqua e strizzata bene.
Coprite con il secondo strato di frolla, facendo attenzione durante l’operazione perché molto fragile.
Schiacciatelo un po’ per farlo aderire bene, se volete renderlo dorato spennellatelo con del tuorlo sbattuto.
Passatelo in frigo per almeno una mezz’ora (io nell’abbattitore per 10 minuti), questo facilita la fase successiva.
Ricavate i biscotti, tagliandolo a cubotti,  disponeteli in una teglia foderata di carta forno e cuocete a 200° per circa 15 minuti.
 
Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Di merende sane … Mini plum cake al pistacchio e nocciolata

 

 
Quando ho letto il post di Cristina su questo contest ho pensato subito che avrei voluto partecipare anche io ed ho iniziato a pensare alla merenda che avrei preparato.E’ mia ferma convinzione che è fondamentale dare ai bambini cibi semplici, sicuramente moltissima frutta e dolci possibilmente casalinghi.E che a volte è solo la pigrizia che ci fa comperare prodotti confezionati ed industriali.E allora ho pensato che il plum cake è un dolce davvero facile da preparare, che chiunque in dieci minuti dieci lo può infornare…e non serve nemmeno la frusta, potete anche mescolare gli ingredienti con un semplice cucchiaio di legno. Non ci sono davvero scuse.Questi due sapori, insieme, sono una vera delizia.

La crema di pistacchi si sposa alla perfezione alla Nocciolata e le farine di orzo e riso rendono questo dolce profumato e leggero.

Ho preparato le monoporzioni che il contest richiede, ma anche il plum cake nella dimensione tradizionale.

Mi dispiace non poter postare la foto di una fetta, ma questo dolce l’ho portato integro a casa di amici ieri pomeriggio e, credetemi, la fetta era uno spettacolo…sbucavano gocce di Nocciolata dall’impasto, buonissimo!

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Salato/ Secondi di pesce

Calamari ripieni alle code di gambero, feta e spiancino

Che periodo convulso.
Tante cose a bollire in pentola e poco tempo.
E una famiglia da seguire, tra riunioni a scuola, l’iscrizione alla scuola media per Carola e tanti altri cambiamenti che ci aspetteranno durante l’anno in corso.
Ma ve le racconterò con calma, perché il tempo non c’è ora.
Non trovo il tempo per fermarmi, riordinare le idee e scrivere quello che vorrei con le parole giuste.
Sono sempre di corsa, affannata.
Questo piatto l’ho cucinato quasi a mezzanotte, ieri sera, poi l’ho cacciato dentro alla macchina delle meraviglie che è arrivata a casa nostra, l’abbattitore di temperatura, raffreddandolo velocemente per poterlo mettere subito nel frigorifero e consumarlo il giorno successivo.
Anche di questo vi parlerò al più presto, è un mondo che mi si è aperto.
Il primo abbattitore per uso domestico.
E allora, sull’onda del poco tempo di questo periodo, un piatto veloce, i calamari ripieni.
Sono davvero versatili e potete riempirli a vostro gusto e piacimento, io li preparo in base a quello che ho in dispensa, ed a seconda delle verdure di stagione.
Questa era la prima volta che utilizzavo  la feta nel ripieno e mi è piaciuta molto.
Buon venerdì!


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Primi piatti/ Salato

Tortiglioni di grano khorasan al ragù di lupini

 

Credo che tutti voi abbiate letto su giornali e rete in merito alla truffa delle lasagne alla carne di cavallo spacciate per carne di manzo.
Ne ha parlato molto esaustivamente, come del resto fa sempre, Günther nel suo blog Papille Vagabonde, qui e qui.
Sono coinvolte importanti e note aziende dell’industria alimentare.
Come sottolinea Günther, e questo è anche il mio pensiero, qui non si deve parlare soltanto di truffa, ma di un vero attentato alla salute pubblica.
A parte il fatto che io carne di cavallo non ne compero, non ne cucino, né tanto meno ne mangio, e che mi girerebbero un tantino le scatole se qualcuno me la rifilasse a mia insaputa, rimane la certezza del pericolo che si corre.
C’è il pericolo concreto che questa carne contenga un farmaco antinfiammatorio che viene somministrato ai cavalli, il fenilbutazone, il cui utilizzo è ovviamente vietato negli animali destinati all’uso alimentare.
Il sospetto, terrificante, è il seguente “ l’ipotesi che la carne di cavallo nelle lasagne provenga da cavalli non destinati alla produzione alimentare. Si tratta  di animali  da corsa, trotto o utilizzati come animali da compagnia appartenenti a privati cittadini che arrivati a fine carriera vengono macellati in modo fraudolento per essere  inseriti sempre in modo fraudolento nel circuito della carne di cavallo alimentare”.
Tutto l’articolo qui.
Detto questo rimane anche il fatto che ridurre il consumo di carne può solo giovare alla nostra salute, anche l’UNEP United Nations Environment Programme  invita a fare questo, potete trovare maggiori approfondimenti a riguardo qui.
Questo farà bene alla nostra salute, ed anche al Pianeta.
Ma perché tutto questo discorso e questo invito alla riflessione?
Per introdurvi una ricetta che mi ha entusiasmata enormemente.
Me l’ha suggerita Samuele, l’erborista che ha tenuto il corso sulle spezie da me frequentato di recente.
Ho scoperto grazie a lui che i lupini e la soia hanno tutte le proteine nobili della carne e che con i lupini potevo preparare un ragù buonissimo.
E quindi?
Ecco a voi il ragù di lupini!
Pertanto cari amici, potete utilizzare questo ragù vegetariano, ma pieno di proteine nobili, nella pasta, nei cereali e ci potete condire anche le vostre lasagne, fatte in casa of course!
Ricetta delle lasagne quiqui e qui…non dite che è difficile perché non è vero, dovete solo attrezzarvi con una bella macchina per tirare la pasta, la mia è stagionata ragazzi, a manovella!
E allora cosa aspettate?
Basta con i cibi pronti, considerato come stanno le cose, oltre ad essere costosi, non sono nemmeno sicuri.
Se vi volete bene, fatevi le lasagne, fatevi la besciamella e consumate meno carne!
Buona giornata!

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Antipasti/ Salato

Whoopie pie alla ricotta e salame

 


Oggi poche parole.
Vi propongo una ricettina che mi ha dato un sacco di soddisfazione.
Dei dolcetti vi avevo già parlato qui, ma nel libro che ho a casa non ci sono solo ricette dolci, certo sono la maggioranza, ma ce ne sono anche di salate.
Una è questa, e sono buonissimi!
Credetemi, sono davvero facili da preparare, non serve nemmeno lo stampo, io ho seguito le indicazioni del libretto (che vi riporto sotto), niente di più semplice!
Per farcirli dovete solo sbizzarrirvi!
Vi lascio alcune immagini del nostro giretto a Venezia durante il week end.
Sabato abbiamo visitato la Scuola Grande di S. Rocco, per chi non la conoscesse, qualche info qui la cui intera decorazione pittorica è opera di Jacopo Robusti, detto Tintoretto. Un’impresa pittorica immensa, durata circa 25 anni.
Visita davvero interessantissima, soprattutto perché ci ha accompagnati una bravissima guida, Monica, mamma di un compagno di Carola.
I bambini (gruppo del catechismo) erano affascinati dalle sue spiegazioni, a conferma del fatto che per avere l’attenzione dei bambini bisogna anzitutto trasmettere passione ed emozioni.
Capacità che alcune (forse troppe) insegnanti purtroppo hanno perduto.
Se così non fosse le loro proteste contro i tagli alla scuola pubblica non andrebbero a danneggiare direttamente i bambini.
E invece, il nostro corpo docente ha deciso di protestare sospendendo, tra le altre cose, i viaggi di istruzione e le uscite didattiche programmate ad inizio anno scolastico.
I miei complimenti per il messaggio che passate ai bambini.
Sarebbe quanto meno opportuno trovaste il coraggio di spiegarglielo voi il vostro nobile gesto.
Chiedo scusa per questa parentesi, ma quando mi frullano, mi frullano.
Buon inizio settimana!

 

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Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Profumo di terre lontane …Torta rovesciata ‘Caraibi’ alle banane e cioccolato

 

Mi piacciono tanto le torte rovesciate.
E avevo voglia di preparare una torta rovesciata.

Avevo sbirciato una ricetta in un libro di cucina, in libreria.

Non l’ho acquistato. A volte in alcuni libri, di ricette che mi piacciono ce ne sono poche e considerato che occupano molto spazio in casa e non costano nemmeno poco, di solito li sfoglio con attenzione così da poter capire se sarà un libro a cui attingere molte idee oppure no.

Sinceramente non ricordo nemmeno di chi fosse questo libro, in ogni caso la sola cosa che ho copiato è quella di mettere le banane in una torta rovesciata, niente di più.

Sono partita da una mia ricetta base (torta rovesciata all’ananas), volevo abbinare però anche il cioccolato che con le banane ci sta benissimo ed avevo appena acquistato la farina d’orzo, se non l’avete mai provata, fatelo. E’ buonissima.

Mentre lo mescolavo, l’impasto emanava un profumo meraviglioso, ero davvero inebriata dai profumi della farina d’orzo, della vaniglia, del rum e del caramello che stavo preparando.

Non vi dico di più, è molto buona.

Io ne ho la certezza quando una torta a casa non arriva a vedere la luce del giorno successivo.

Perché Torta Caraibi?

Perché banane, cioccolato, vaniglia, rum e caramello mi hanno fatto pensare a qualcosa di esotico, in un attimo la mente era laggiù!

Baci e buon fine settimana!

 

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Piatti unici/ Salato

Niente cuoricini. Gâteau di patate, funghi chiodini, primosale e rose di Speck Trentino

 
Lo so è San Valentino. E a me queste feste un po’ troppo commerciali non piacciono molto.
Come non mi piace la festa della donna, e non mi va di festeggiare per forza, le trovo ricorrenze ‘imposte’.
Scusatemi, non sono poco romantica, è che preferisco di gran lunga un regalo, un fiore o una cena a sorpresa, in giorni inaspettati, o uscire con le mie amiche in un giorno qualsiasi, senza trovare i locali pieni di gruppetti di galline starnazzanti…mi fa tristezza.
E poi l’amore, insomma l’amore bisognerebbe festeggiarlo ogni giorno, sempre, non mi va di fare il regalino perché me lo dicono.
Sono una rompiscatole, lo so, ne sono consapevole…
Insomma, niente dolci, niente cuoricini.
Un secondo, anzi un piatto unico, ché c’è tutto qui dentro!
E lo speck, LO SPECK!
Orca miseria. Me lo sono dimenticato!
Doveva andare dentro al gâteau … e me ne sono ricordata che era già nel forno, sob!
La mia ben radicata ‘vocina’ problem solving mi ha suggerito di servirlo all’esterno!
Quindi amiche/i, dedico questo gâteau con rose di speck a tutti voi, ed ai Valentina/o che oggi festeggiano l’onomastico, in particolar modo alle care amiche Valentina dei blog La ricetta che Vale, A spasso per ingredienti, e Ritroviamoci in Cucina.
E poi ai miei amori. Le mie bambine, Carola e Serena, mio marito Roberto, i miei genitori, mio fratello, le mie amiche ed amici, e per ultimo, ma non perché meno importante, a Eliot, il mio amico peloso. Grazie perché hai sempre un sorriso (si i cani sorridono!) ed una scodinzolata per tutti noi!

LOVE, LOVE, LOVE…everyday!



 

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Colazione e merenda/ Dolce

Alla fine ci sono cascata … Castagnole alla ricotta



Ebbene si, sono capitolata.
Non avevo nessuna voglia di friggere.
L’avevo anche detto più volte nei commenti lasciati ad alcune amiche blogger.
Ma voi imperterrite da oltre una settimana avete continuato a postare fritti di carnevale di ogni sorta e tipo.
Chiacchiere, frittelle, castagnole… alle mele, integrali, con la ricotta, con il cioccolato…insomma, mi avete tentata in ogni modo.
E ci siete riuscite, cavolo!
Ieri sono tornata a casa ed avevo tutto per fare le castagnole.
Ricetta vista dalla mia amica (mitica) Martina, ogni sua ricetta è una garanzia.
Quindi?
Fuori l’olio che si frigge!
Ma vi confesso con tutto il cuore che, poi, nel guardare la cucina schizzata d’olio, la puzza ovunque, capelli, tuta, tende, il lavello pieno di cose da lavare, tutto il fornello da sgrassare…vi ho pensate o voi amiche blogger friggitrici scatenate…ehhhhh se vi ho pensate! Mannaggia!
E allora mi sono detta: “Ma adesso ‘ste donne troveranno pace fino a Pasqua?”
Alla puzza si aggiunge il fatto che ne ho mangiate una vagonata, come ha detto Martina, sono come le ciliegie, una tira l’altra!
Per la ricetta originale andate qui….io ho fatto alcune modifiche, lime al posto di limone ed arancia, farine di farro e riso insieme e l’aggiunta dell’uvetta.
Alla fine non so nemmeno se chiamarle castagnole…mah…sembrano quasi delle piccole frittelle tanto sono morbide, comunque da provare, sono buonissime!


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Diario/ Primi piatti/ Salato

Di programmi mancati e … Crema di baccalà

 

Mai fare dei programmi quando si hanno dei bambini per casa.

Ne sapete qualcosa?
Allora, venerdì sera avevo programmato di andare in centro a Treviso per ascoltare Beppe Grillo, ore 21.00 Piazza dei Signori.
Forse me la sentivo che sarebbe successo qualcosa perché nel pomeriggio avevo accennato questa cosa su FB ad alcune amiche blogger…e avevo scritto ‘Vorrei andarci stasera…bambine permettendo..’
Carola dormiva fuori perché era stata invitata da un’amica a passare la notte da lei,  Serena si pensava di portarla a dormire dai nonni, noi due liberi di andare in centro, mangiare qualcosa di veloce ed ascoltare il Beppe Nazionale.
Ma.
Nel tardo pomeriggio mi chiama mia mamma, ‘Roberta, a scuola c’è stato un allarme pediculosi e mi sembra di aver visto qualcosa in testa a Serena..’…’Noooooo, i pidocchi noooo!’…
Uscita di corsa, direzione farmacia, speso ben 40 euro tra shampoo vari e pettinino apposito, preleva la prole dai nonni e corri a casa.
Morale: altro che Beppe Grillo … ho passato la serata a ‘spidocchiare’ Serena…
Fortunatamente era stata appena colonizzata…trovate solo due bestiole e qualche ovetto. Che schifo!
Ovviamente al trattamento è stata sottoposta tutta la famiglia, me compresa, con esito fortunatamente negativo.
Una domanda.
Ma un tempo i pidocchi non comparivano solo con il caldo, ad inizio o fine scuola?…mi sa che questi nuovi tipi di pidocchi geneticamente modificati (io era dai tempi in cui andavo alle elementari che non ne vedevo, ma sono microscopici gente…ci vuole davvero la lente di ingrandimento per vederli…) li sguinzagliano le case farmaceutiche, e noi giù a spendere una ‘botta di soldi per eliminarli…40 euro!
Giusto per ricordarlo,ché io ci sono ancora attaccata affettivamente alle lire…trattasi di 80.000 lire.
Ma come faccio adesso a proporvi una zuppa dopo avervi fatto venir voglia di grattarvi in testa?
Dovete scusarmi, ma ormai lo sapete che sono così, qui si parla della vita reale, di quello che accade in una famiglia ogni giorno…che c’è un sacco di gente che mai confesserebbe che i loro figli si sono beccati i pidocchi, manco fosse una vergogna…
Vabbè, ricetta dai!
Insomma vi propongo una zuppa-crema buonissima.
Adoro il baccalà ed adoro le zuppe, quindi questa è una vera coccola per me.
La cosa più difficile è lavare bene il baccalà e portare pazienza con l’ammollo e il cambio dell’acqua. Se non lo farete rimarrà davvero troppo salata.
La provate?
L’ho già fatto qualche post fa un giochino simile, ma Giu del blog Mela Cannella mi ha girato queste domande e mi fa piacere rispondere.
1.Ti consideri di più un genio della cucina o casalinga/o disperata/o
Naaa, casalinga disperata no.
Però credo che ogni donna che è in grado di preparare dei piatti gustosi e belli con quello che ha a disposizione in dispensa sia un vero genio della cucina.
2.Qual’è la tua ricetta migliore?
Le lasagne, in tutte le versioni, con la pasta fatta il casa.
3.La ricetta che ti riporta all’infanzia?
La frittura di pesce. Fatta con il pesce acquistato al mercato del pesce di Rialto, a Venezia.
4.Qual’è il tuo prossimo acquisto per la cucina?
La cucina!!!!
Ah!Ah!Ah!…e dopo la cucina la planetaria.
5.Il miglior dolce che hai mai mangiato?
Sarò anche banale, ma…il tiramisù.
6.Una ricetta della nonna che vorresti condividere?
Della zia va bene lo stesso? Mia zia Carla, la mia zia più amata, faceva un ragù buonissimo, almeno così io me lo ricordo…ma non ho la sua ricetta purtroppo.
7.Come coinvolgeresti un bambino nella cucina?
Mani in pasta. Frolla e biscotti! Ma è anche molto bello, potendo, far loro raccogliere la verdura nell’orto e poi cucinarla insieme, per abituarli al cibo sano.
8.Miglior associazione libro-cibo
Joanne Harris ‘Chocolat’…
“C’è un alone di stregoneria in tutta la cucina: la scelta degli ingredienti, il modo in cui vengono mescolati, grattugiati, sciolti, le infusioni e come si insaporiscono, le ricette prese da vecchi libri, gli utensili tradizionali – il pestello e il mortaio – gli stessi con cui mia madre preparava l’incenso, adibiti a uno scopo più domestico, le spezie e gli aromi che perdono la loro raffinatezza e lasciano il posto a una magia più primitiva e sensuale. E’ quella specie di fugacità di tutto questo ciò che mi delizia: tanta cura amorevole, tanta abilità ed esperienza riposte in un piacere che dura solo un momento, e che pochi apprezzeranno davvero.”
 9.Miglior associazione film-cibo
‘Le fate ignoranti’ di Ferzan Ozpetek
La scena del pranzo…

 10.Il piatto d’eccellenza per sedurre
Risotto con le capesante.
11.Di un ti voglio bene a qualcuno di speciale
A mio marito, che da buon cancerino ha il suo caratterino, ma che ha anche molta pazienza con una sagittario rompiscatole come me.
Grazie perché assaggi fiducioso tutto quello che ti presento, perché attendi con calma che io finisca di fare le foto ai piatti prima di poter pranzare, perché resisti alla golosità quando ti lascio i messaggi sopra alle torte ‘Non toccare!
Devo fotografarla!’…scherzi a parte, grazie. TI LOVVO!

 

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Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Corsi finiti, si torna in cucina. Torta di grano saraceno con pere e confettura di mirtilli

 

Ho terminato i corsi che stavo seguendo, vi confesso una cosa.

Bellissimi, ma sono contenta che siano terminati.

Semplicemente perché ho bisogno di fermarmi un po’.

Queste ultime settimane le ho vissute correndo e non mi piace per niente vivere così freneticamente.

Poi finisce che non riesco ad assaporare fino in fondo le cose che sto facendo per la troppa stanchezza.

E devo ancora riuscire a ricopiare tutti gli appunti…si, perché io sono di quelle persone che prendono un sacco di appunti, scrivendo in modo disordinato e che poi hanno la necessità di ricopiarli e riordinarli, sempre stata così, anche a scuola.

Da questo punto di vista sono davvero poco ecologica, perché consumo parecchia carta e inchiostro.

Adesso c’è anche la voglia di provare nuove ricette, nuovi ingredienti…ed ecco questa torta. Ricetta originale di Linda, l’insegnante. Buonissima.

Un cenno veloce su Linda, una donna davvero simpatica, genuina, divertente.

Linda Busato, esperta di cucina naturale, in passato cuoca presso un ristorante biologico vegetariano ed attualmente cuoca presso un asilo nido.

Ha scritto anche un bel libro che si chiama “Oltre 100 ricette per MANGIARE FUORI CASA”.

Confesso che l’idea di mettere il grano saraceno a crudo mi lasciava un po’ perplessa, considerate poi che la ricetta originale di Linda prevedeva 100 gr di grano saraceno decorticato…io l’ho un po’ modificata.

E ci ho messo il burro!!! Che qui secondo me ci stava meglio dell’olio, lo chiamava proprio questa torta!

Insomma, spazzolata in men che non si dica!

Rustica, non troppo dolce e tutti quei granellini croccanti sotto ai denti, buona-buona.

Provatela!

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Antipasti/ Salato/ Secondi di carne

L’importanza di un sorriso. Involtini di cavolo verza con ricotta e soppressa

 


Il post di oggi nasce da una cosa che mi è accaduta ieri mattina.
Non ve l’ho ancora raccontato, ma da un paio di mesi sto prestando servizio presso un ufficio pubblico, al centralino ed accoglienza clienti.
Oggi, una ragazza che avevo salutato al suo ingresso, di ritorno dall’ufficio presso il quale si era recata, si è fermata allo sportello e mi ha detto che desiderava ringraziarmi.
Ringraziarmi?  “Per cosa?” ho detto io.
Per il mio sorriso. Ha detto proprio così, che è bello essere accolti con un sorriso e che non le succedeva spesso.
Sono rimasta allibita.
L’ho ringraziata, stupita in quel momento per la cosa.
Ma poi ho riflettuto.
Quante volte vi capita di entrare in un ufficio, in un negozio e trovare persone ‘ingrigite’ che non vi salutano, non vi guardano in viso mentre vi parlano….e un sorriso? Ma figuriamoci!
Io allora vorrei scrivere questo messaggio per le persone che lavorano a contatto con il pubblico, in negozio, in ufficio.…sorridere non costa nulla, fa bene alla muscolatura facciale, combatte lo stress, ci rende più belli, è terapeutico…
Il sorriso e la risata sono tra le attività più benefiche per la nostra salute ed il nostro benessere.
Quando ridiamo o sorridiamo il nostro cervello rilascia endorfine, gli ormoni della felicità, che hanno la capacità di alleviare il dolore ed equilibrare il tono vitale del corpo.
E ricordatevi che, oltre ai vostri occhi, anche la vostra voce ‘sorride’. Ché si sente chiaramente all’altro capo del filo se avete la palle girate e non fate nulla per nasconderlo. Non è simpatico per chi vi sta chiamando, per niente.
Quindi riflettete. Il sorriso fa bene, è contagioso, quando iniziate, non smettereste più….poi magari un giorno incontrerete anche voi una ragazza come quella che ha ringraziato me stamattina, illuminandovi la giornata!
Della ricetta vi dico poco.
Vado matta per tutte le crucifere.
Si, puzzicchiano un pochino quando le cuocete, ma fanno troppo bene alla salute per rinunciarci, per cui vale la pena arieggiare un po’ i locali pur di mangiarle!
Nel ripieno potete davvero mettere quello che volete.
Io amo la ricotta ed è un’ottima base a cui potete aggiungere funghi, la salsiccia, il macinato di carne, il pollo…è una ricetta un po’ svuota-frigo, ci si mette quello che avanza.
Non ci ho ancora provato, ma secondo me si presta molto bene anche per essere riempita con dei cereali.
Voi provatela e poi mi dite!
Buona giornata!
 

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