Monthly Archives:

marzo 2013

Salato

BUONA PASQUA!!!……RISOTTO CAPESANTE E BRUSCANDOLI …. e CAPESANTE GRATINATE



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Avrei voluto provare a fare la colomba…ma con i lievitati in questo periodo mi è stato, non difficile, ma IMPOSSIBILE, anche solo azzardare qualche esperimento…ho ammirato i lavori di tante amiche blogger. 
Letto con assoluta venerazione e stima ad esempio il post con il resoconto del lavoro di Michela, assolutamente fantastica. 

Io i suoi post li prendo sul serio, so che con i lievitati ci vuole dedizione, tempo..cose che io in questo periodo davvero non ho. 
Quindi niente focacce né colombe questa Pasqua.

E allora un bel risotto!
Di quelli pasquali, con prodotti di stagione, sia del mare che della terra.

E di quelli stra- buoni (come direbbe la mia figliola pre-adolescente..), di quelli che vi fanno fare una gran figura, ché le capesante hanno un gusto davvero speciale!

L’idea era di fare il risotto con gli asparagi e le capesante (o coquilles Saint Jacques).

Poi però, rientrando a casa, mi viene in mente di dare uno sguardo in giardino, nei soliti posti dove solitamente sbucano..ed eccoli!

Eccoli che sono spuntati! Timidamente hanno già messo la testa fuori

I bruscandoli! E io che faccio? Li lascio lì? Ma certo che no!

Forse molte di voi non li conoscono, perché ho scoperto che questa pianta alimurgica (piante di cui vi ho parlato anche qui) è presente nel Nord Italia, ed è forse la più conosciuta ed utilizzata.

Il nome comune è Luppolo, mentre in dialetto veneto si chiamano Bruscandoli (o Bruscandoi).

I germogli primaverili possono essere lessati in acqua e conditi, oppure si possono passare in padella con olio e cipolla come base per risotti e frittate.
Le inflorescenze femminili, presenti a settembre, si usano per aromatizzare birra, liquori e grappe.

Una nota interessante che ho trovato riguarda le proprietà medicinali di questa pianta.
Nei tempi antichi si consigliava, a chi soffrisse di insonnia, di riempire il cuscino del letto con le infruttescenze secche del Luppolo che contengono sostanze che hanno proprietà calmanti e ormoni vegetali simili agli estrogeni.
Posandovi la testa, infatti, l’insonne avrebbe trovato presto sollievo.
Presenta inoltre proprietà calmanti del sistema neuro-gastrico.


Ovviamente se non potete reperire i bruscandoli, questo risotto è ottimo con gli asparagi, sia bianchi che verdi. Garantito!

E poi una ricettina sciué-sciué, le capesante gratinate

 BUONA PASQUA!

RISOTTO CON BRUSCANDOLI E CAPESANTE

Ingredienti (per 4 persone):

320 gr riso Carnaroli
6 Capesante o coquille Saint Jaques (comunque almeno 1 a porzione)
bruscandoli una generosa manciata (o asparagi bianchi o verdi)
1 scalogno (grosso, altrimenti 2)
1 spicchio aglio
olio evo qb
sale rosa dell’Himalaya qb
1 lt brodo vegetale
pepe nero qb
Parmigiano Reggiano qb (facoltativo, non tutti lo amano con il pesce..io si!)
Burro biologico una noce per mantecare




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
Bruscandoli 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



In una padella a parte fate cuocere con poco olio evo e lo spicchio d’aglio schiacciato, le capesante precedentemente lavate bene e tagliate a listarelle. 

Cucinatele per pochissimi minuti, tenetele da parte.

Lavate accuratamente i bruscandoli e tagliateli a pezzetti piccoli. 
Tritate lo scalogno e mettetelo a rosolare con poco olio evo, aggiungete anche i bruscandoli, fateli appassire ed aggiungete il riso. 

Fatelo tostare per alcuni minuti e regolate di sale.

Aggiungete il brodo, e continuate ad  aggiungerne fino a cottura ultimata, facendo attenzione a non fare asciugare troppo il riso, per mantenerlo bello all’onda.

A fine cottura aggiungete il Parmigiano il burro e le capesante, mantecate bene e servite con una grattugiata di pepe nero.




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



CAPESANTE GRATINATE

In una terrina mescolate del pane grattugiato, del prezzemolo tritato, del Parmigiano Reggiano grattugiato, dell’aglio tritato (privato dell’anima), regolate di pepe e sale. Aggiungete  un po’ d’olio e mescolate bene.

Lavate le capesante sotto l’acqua corrente per rimuovere eventuali residui di sabbia.

Disponetele su una teglia e ricopritele con la farcia preparata, versate sopra ciascuna un filo d’olio.
Infornate a 200° (forno ben caldo) e fate cuocere per 10-15 minuti.
La farcia dovrà essere bella dorata.

Nota: è necessario avere a disposizione una fetta di pane per la scarpettanon è permesso lasciare nemmeno un goccino di sugo nella conchiglia! 🙂

Salato

VIAGGIARE, ALMENO CON I SAPORI…RANA PESCATRICE AL CURRY E ANACARDI


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Mi piace tanto viaggiare. Ma tanto tanto…

Mi ritengo fortunata perché qualche viaggio l’ho pure fatto negli anni passati…

Tra quelli del cuore

….l’Australia, girata per un intero mese, assaporata nella sua selvaggia bellezza, le metropoli, le città  ed i suoi contrasti.

Ma anche il viaggio di quando ero poco più che una ragazza, da sola, in California, dai parenti americani scoperti dopo anni di oblio…questa prima o poi ve la racconterò perché è davvero una bella storia…

E New York, meravigliosa. O la si ama o la si odia, New York. 

E l’Europa. Parigi, più volte, e la Grecia, la Spagna…

Ma tra i tantissimi posti che non ho ancora visitato ce n’è uno che mi affascina particolarmente, l’India.

E’ un viaggio impegnativo, sicuramente non leggero, e che spero di poter fare, prima o poi.

E mi piace la cucina indiana. Mi piacciono i colori, i sapori, i profumi. Le spezie.

Uno dei piatti più conosciuti è forse il Chicken tikka masala, meglio conosciuto come Pollo al curry.

Di versioni ne esistono diverse. Tra l’altro la versione originale prevede pure il pomodoro, che spesso non viene utilizzato.

Beh, ho voluto modificare la ricetta con una mia interpretazione.

Pesce al posto del pollo e qualche cosina in più (tipo gli anacardi, che secondo me hanno un loro perché qui dentro!) e qualcuna in meno (ad esempio il pomodoro).

Della salsa vi scrivo la ricetta a parte. 
Questa ricetta arriva direttamente dalla dispensa del corso di cucina naturale che ho seguito un paio di mesi fa.
E’ ottima, ed è perfetta per condire semplicemente il riso o altri cereali e legumi.

Ale, questa ricetta international è per il tuo contest, spero sia abbastanza internazionale, abbastanza rivisitata ed abbastanza etnica!

Ciao!

RANA PESCATRICE AL CURRY E ANACARDI

Ingredienti (per 4 persone):

600 gr rana pescatrice
1 spicchio aglio
anacardi circa 60 gr
olio evo qb
zenzero fresco (3 cm)
sale rosa dell’Himalaya qb
3 cipollotti di tropea ( o cipolla)
1 mela (io golden)
farina di riso qb
200 ml latte di soia
200 ml brodo vegetale
curry qb
prezzemolo qb
gomasio qb
250 gr Riso basmati
Preparate la salsa di curry mela e cipolla (vedi ricetta sotto). In questo caso ho utilizzato il cipollotto di Tropea, ma il procedimento è lo stesso.
Pulite bene la rana pescatrice e tagliatela a piccoli pezzi.
Mettetela a cucinare in una padella con poco olio evo e lo spicchio d’aglio schiacciato.
Se necessario aggiungete pochissima acqua.
Eliminate lo spicchio d’aglio ed aggiungetela alla salsa di curry, mela e cipolla.
Fatela insaporire per pochi minuti ed aggiungete anche gli anacardi tritati grossolanamente e lo zenzero grattugiato.
Servite con il riso basmati lessato (condito solo con pochissimo olio evo) ed una spolverata di gomasio e prezzemolo (a piacere).

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


SALSA di CURRY, MELA E CIPOLLA

Ingredienti:
2 cipolle (io dorate)
1 mela
1 cucchiaio farina di riso o d’orzo
Olio evo o di girasole qb
Curry qb
200 ml latte di soia
200 ml brodo vegetale
Sale rosa dell’Himalaya qb

Tagliate le cipolle a fettine sottili (o tritatele, a seconda dei vostri gusti) e fatele appassire in una casseruola con poco olio evo e brodo. 
Unite anche la mela sbucciata e tagliata a dadini. 
Fate cucinare per 5 minuti circa. 
Poi aggiungete anche il resto del brodo, il latte di soia e la farina, lasciate cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti. 
Salate e solo alla fine, a fuoco spento aggiungete il curry (io abbondante…).

E’ una salsa perfetta anche per condire cereali lessati e legumi.



Con questa ricetta partecipo al contest di Ale del blog Dolcemente Inventando ovvero i pasticci di Ale
Il mio nuovo contest di ricette internazionali...

Ringraziamenti:

Un grazie speciale ad una nuova amica blogger, Martina, del blog La mia cucina improvvisata, per questo premio che ha voluto assegnarmi.

Lo accetto solo con il cuore, non ne seguo le regole, avendo deciso già tempo fa di non accettare più premi, a causa della mia difficoltà nel scegliere altri blog a cui ri-assegnarlo ed anche e soprattutto per mancanza di tempo.

Spero tu non ti offenda, io ti ringrazio comunque tantissimo.

Biscotti e Frolle/ Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

SEGUENDO LE STAGIONI EDUCHIAMO IL GUSTO…..CROSTATA RICOTTA E LEMON CURD

 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca?

“La gente deve rifiutare di danneggiare se stessa ed il pianeta comprando contro natura.

Si fanno viaggiare le merci per mezzo mondo, e così dobbiamo chiederci quanta chimica c’è nelle fragole che ci propongono in questa stagione.

Io acquisto una quota di biologico e una quota di prodotti del territorio.

Dobbiamo cercare solo cose che ci fanno bene.

La stagionalità è entusiasmante, ci fa riscoprire verdure come le rape, le bietoline.

Sogno il giorno in cui dai banchi della grande distribuzione vedrò scomparire quei pomodori pallidi tirati avanti con la chimica violenta.

Cosa mangi quando mangi quel pomodoro lì?”

FABIO PICCHI – Ristorante Cibreo Firenze

 

“I mercati contadini poi sono il massimo. In quelli veri, dove i contadini vendono esclusivamente merci da loro prodotte, si ha immediatamente il senso della stagione: pochi prodotti in inverno; un’esplosione di colori e forme in primavera-estate.

Non ci saranno fragole a gennaio e l’occhio più attento, unito ad un’assidua frequentazione, potrà apprezzare con il passare delle settimane le diverse varietà di frutta e verdura che si succedono in vendita. Il mercato non è soltanto uno dei luoghi migliori dove ri-educarsi al cibo; è un concentrato di socialità con le sue regole ed i suoi ritmi.

E’ il vero piacere di fare la spesa, imparando tra l’altro ad ottimizzare secondo i propri reali bisogni e non sprecare con acquisti inutili che finiranno nella spazzatura.”

CARLO PETRINI – Slow Food

 

Ho voluto iniziare questo post così, semplicemente perché credo molto in tutto questo, molte di voi ormai lo sanno bene.

E queste due citazioni mi sono sembrate perfette per tradurre quello che secondo me è ormai un’esigenza comune.

Le ho lette nell’inserto de La Repubblica dello scorso giovedì, ‘La guida del gusto’, il cui titolo era ’La riscossa dei mercati’.

In primo piano il tema della stagionalità e della spesa a chilometro zero, se ne elencavano tutti io vantaggi, per il portafoglio e soprattutto per la salute.

Io non mi voglio dilungare troppo, ma se siete sensibili a questo tema e vi interessa trovare vicino a voi un mercato o bottega consultate il sito di Fondazione Campagna amica, un progetto di Coldiretti, nato alcuni anni fa, che ha di fatto anticipato i tempi, parlando di filiera corta, spesa consapevole e stili d’acquisto responsabili.

Una bella idea per portare chi produce più vicino possibile ai consumatori.

 

Ma parliamo di questa torta.

Tutto parte dalla ricetta del lemon curd.

A questo si è aggiunta la voglia di crostata, e mi sembrava bella l’idea della ricotta come fondo…una sorta di cheese cake, ma con il fondo di frolla.

La frolla poi mi è piaciuta un sacco.

Da quando ho provato la farina d’orzo, non riesco a smettere di usarla, mi piace troppo.

Insomma, ve lo confesso, non ha avuto nemmeno il tempo di respirare questa torta, è finita subito!

Ma per Pasqua la devo rifare!!

CROSTATA RICOTTA E LEMON CURD

Ingredienti:

Pasta frolla

150 g farina d’orzo biologica

100 g farina di riso biologica

125 g burro biologico

1 uovo biologico

100 gr zucchero di canna

½ cucchiaino polvere di vaniglia bourbon

1 presa sale rosa

Farcia

250 g ricotta biologica

1 uovo

4 cucchiai yogurt bianco

4 cucchiai di zucchero

½ cucchiaino polvere di vaniglia bourbon

Lemon Curd

2 limoni  NON trattati

2 uova biologiche

70 g burro biologico

120 g zucchero a velo (ma anche normale)

½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon

½ cucchiaino di amido di mais





foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 


Preparate il lemon curd  in anticipo, anche il giorno prima.

Lavate bene i limoni, grattugiate tutta la buccia, solo la parte gialla e spremete il succo. Filtratelo e tenetelo da parte.

In un pentolino adatto al bagnomaria sbattete con la frusta lo zucchero con le uova, aggiungete anche il succo e la buccia dei due limoni, l’amido di mais e la vaniglia.

Mettete il pentolino a bagnomaria dentro ad un pentolino più grande con un fondo di acqua bollente.

Scaldate sul fornello a bagnomaria e continuate a sbattere con la frusta fino a che la crema non si è addensata.

Togliete la crema dal fuoco e aggiungete il burro a temperatura ambiente tagliato in piccoli pezzetti.

Mescolate bene e versate nel vasetto precedentemente sterilizzato (io no perché è stata consumata tutta, tutta..).

Si può conservare in frigo per non più di due settimane, ma vi sfido a riuscirci.

Per il procedimento della frolla vedete qui  o qui.

Io in questo caso l’ho preparata con il robot da cucina. Ho semplicemente messo tutto dentro, ho fatto andare a tutta velocità, non appena si forma una palla, l’ho tirata fuori e messa a raffreddare nell’abbattitore per 10 minuti. Non avendolo fatela riposare almeno un’ora nel frigorifero.

Accendete il forno a 180°.

Stendetela con il matterello direttamente sulla carta forno, sollevatela e sistematela dentro alla tortiera (io D. 24 cm).

Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta ed infornatela qualche minuto, giusto il tempo di preparare la crema di ricotta.

Lavorate in un una ciotola la ricotta, lo yogurt, la vaniglia, lo zucchero e l’uovo. Mescolate bene.

Estraete la crostata dal forno e versate la crema di ricotta. Livellatela bene ed infornate per 30 minuti circa a 180°.

Fatela raffreddare e spalmate sopra un  generoso strato di lemon curd.

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
Con  questa ricetta partecipo al
COLORS & FOOD di Marzo,
il BIANCO E IL GIALLO

 

Salato

FA FREDDO, QUINDI…..PASTA E FAGIOLI ALLA TREVISANA

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Si lo so, il calendario dice che è primavera.

Ma qui al Nord fa ancora parecchio freddo. Vento pioggia e temperature decisamente bassine, quindi.

Dai, ci sta. Ci sta ancora, la pasta e fagioli!

E siccome mi stavo dimenticando di postarla prima che finisca la stagione fredda e non si trovi più il radicchio di Treviso tardivo, eccola qui.

Questo secondo me è il piatto unico per eccellenza.

Ed è forse l’unico piatto che si trova un po’ in tutta Italia, in tutte le tradizioni regionali.

A Venezia si serve in semplicità, aromatizzata con un rametto di rosmarino.
Qui a Treviso invece, in stagione (di radicchio), si serve così, su un fondo di radicchio di Treviso tardivo.

Io preferisco prepararla con i borlotti e, come dice Allan Bay (l’ho letto in un suo articolo..), anche secondo me viene meglio con i fagioli secchi piuttosto che con quelli freschi.

Sui legumi.

Sono alimenti che dovremmo mettere in tavola almeno tre volte la settimana, i vegetariani dovrebbero farlo anche tutti i giorni.

Contengono carboidrati complessi, proteine ad alto valore biologico, acidi grassi insaturi (omega 3 e omega 6) utili per controllare il colesterolo, minerali e fibre alimentari.

Sono molto ricchi di calcio, ferro, potassio e vitamine del complesso B.

Se li consumate poco a causa della scarsa digeribilità, provate ad utilizzare l’alga kombu per ammollo e cottura, elimina questi inconvenienti e dona anche un ottimo sapore.

Buon inizio settimana!!!


PASTA E FAGIOLI ALLA TREVISANA

Ingredienti (per 4 persone):

300 gr fagioli borlotti secchi
160 gr pasta secca (io Mafaldine di semola di grano duro di Gragnano)
1 cipolla
1 costa sedano
1 carota
Alga kombu (4 cm circa)
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe nero qb
Olio evo qb
100 gr pancetta  tritata (facoltativa, io non l’ho messa)
Parmigiano Reggiano
1 cespo ai radicchio di Treviso Tardivo



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


Lasciare in ammollo i fagioli per una notte.

Buttate l’acqua dell’ammollo, sciacquateli bene e metteteli in una pentola coperti d’acqua e con un pezzetto di alga kombu (circa 1 cm a persona). 

Fate cuocere a fuoco medio per circa due ore.

Eliminate l’alga kombu, e dividete i fagioli in due pentole.

Una metà tenetela da parte, l’altra metà unitela alle verdure, sedano, carota e cipolla che avrete fatto appassire in poco olio evo (con la pancetta, se la utilizzate).
Fate insaporire bene insieme, poi frullate il tutto con il mixer ad immersione.

Regolate di sale e pepe ed unite i due preparati.

A parte cucinate la pasta, scolatela al dente ed unitela ai fagioli, fate insaporire pochi minuti sul fuoco.

In ogni piatto fate un fondo con una brunoise di radicchio di Treviso (io in realtà l’ho tagliato un po’ più grosso, mi piace di più…), versate sopra la pasta e fagioli, spolverizzate con il Parmigiano Reggiano, un filo d’olio e a piacere una grattugiata di pepe.

ALGA KOMBU:

E’ un dono dei giapponesi, serve a rendere più digeribile il piatto.

Viene venduta in fogli ed è molto utilizzata per la caratteristica di ridurre la formazione di gas intestinali, se aggiunta nella cottura dei legumi.

Contiene glutammato naturale e rappresenta un’importante fonte di iodio.

Migliora pertanto sia la cottura che la digeribilità dei legumi in genere.

Ha anche proprietà disintossicanti, emollienti e depurative.

Si può eliminare a fine cottura o frullare insieme. Io preferisco toglierla.


Cioccolato/ Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

PRIMAVERA? PLUM CAKE AL CAFFE’, CIOCCOLATO BIANCO AL PROFUMO DI CARDAMOMO

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
E’ arrivata la primavera.Ma io sono chiusa dentro casa da una settimana ormai.

Dallo scorso sabato, quando mi sono dilettata ad andare a raccogliere rosolacci…

Non che sia colpa dei rosolacci.

Avevo già mal di gola la sera prima, ma io alla scorribanda nei campi mica ci potevo rinunciare.

Insomma, oggi c’è una bellissima giornata, e la osservo dalla finestra, purtroppo.

Questa mattina sono dovuta uscire mezz’ora per portare Carola dal pediatra, ché non vogliamo farci mancare nulla e si è ammalata pure lei, e mi sembrava di essere un vampiro tanto mi dava fastidio la luce…la luce che mi dava fastidio!!! A me?

Devo stare davvero male!

Insomma, le forze torneranno un po’ alla volta.

Intanto vi lascio un dolce che ho fatto la scorsa settimana.

Tutto è nato dal caffè.

Mi stavo sistemando gli appunti del corso sulle spezie e ho voluto provare a fare il caffè con il cardamomo, un semino nella polvere del caffè, buonissimo.

Da qui a metterli insieme dentro ad un dolce il passo è stato davvero breve.

Ed eccolo qua. Semplicissimo e davvero profumato.
N.B. non badate alla foto..i miei problemi a fotografare ‘robe lunghe’ persistono e ancora non riesco a trovare un’inquadratura che mi soddisfi.

Dato che sto sistemando gli appunti, qualche informazione sul CARDAMOMO non guasta vero?

Il cardamomo è originario dell’India meridionale dove cresce in modo spontaneo.

Viene chiamato ‘pepe d’India’ ed è uno degli ingredienti della ben nota spezia indiana chiamata curry.

Una delle proprietà più importanti del cardamomo è quella digestiva (eupeptica, stimolante, carminativa).

Stimola in generale la digestione, evita il gonfiore addominale se aggiunto a cibi tipo legumi e verdure cotte, e blocca la proliferazione batterica.

Aiuta denti e gengive, è infatti molto attivo nel contrastare la formazione della carie.

Previene o elimina l’alitosi, è sufficiente masticare semplicemente uno o due semini.

Fare gargarismi con un infuso di cardamomo procura benefici in caso di tosse e raffreddore.

Ha anche proprietà antidepressive ed è perfetto per combattere la stanchezza che accompagna gli stati influenzali.

Da provare: mettere un semino di cardamomo nella polvere del caffè o in infusione con il tè.

 

 

PLUM CAKE AL CAFFE’, CIOCCOLATO BIANCO AL PROFUMO DI CARDAMOMO

Ingredienti:

220 g farina d’orzo biologica

100 g burro biologico

100 g panna fresca

1 yogurt al caffè

150 g zucchero di canna

2 cucchiai malto d’orzo

3 uova

100 g cioccolato bianco di qualità

5 capsule di cardamomo

½ bustina lievito per dolci

1 pizzico sale

 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 

Accendete il forno  a 180°.

Con la frusta elettrica montate il burro morbido con lo zucchero ed il malto d’orzo.

Lavoratelo per una decina di minuti, poi incorporate le uova, una alla volta continuando a montare con la frusta.

Poi aggiungete la panna, lo yogurt, mescolate bene.

Incorporate ora la farina setacciata con il lievito ed il sale, per ultimo il cioccolato grattugiato (o le gocce di cioccolato) ed il cardamomo (i semini che si trovano dentro alle capsule, vanno pestati con il mortaio prima dell’uso).

Versate l’impasto in uno stampo da plum cake foderato di carta forno, livellatelo bene ed infornate a 180° per circa 45-50 minuti.

Fate la prova ‘stecchino’ al centro per verificare la cottura.

Servitelo raffreddato e cospargetelo di zucchero a velo.

roby-antracite-300x75

Antipasti/ Primi piatti/ Salato

ANDARE AD ERBETTE E….TORTA SALATA INTEGRALE CON ROSOLACCE, FETA e RICOTTA


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Ve ne avevo accennato sabato (qui) della mia scorribanda nei campi…

Era qualche giorno che lo volevo fare, anzi temevo fosse pure tardi, ormai.

Già da una settimana, dalla finestra di casa, vedevo gruppetti di donnine chinate con borse belle piene che si dedicavano alla raccolta, invece.

Invece ce n’erano ancora tantissime.

Sto parlando delle piante alimurgiche, o meglio conosciute come erbe spontanee.

L’utilizzo alimentare delle piante spontanee è stato definito infatti fitoalimurgia, dal greco phytón, ovvero pianta e dal latino alimenta urgentia, cioè alimentazione in caso di necessità, urgenza alimentare.

A me piacciono molto e trovo che sia molto importante preservare la conoscenza di queste erbe spontanee ed il loro utilizzo in cucina.  

Un tempo era normale utilizzare queste erbe, anzi erano una componente essenziale ed insostituibile per il sostentamento delle popolazioni, soprattutto per quelle rurali.

Purtroppo la loro conoscenza è legata ad antichi saperi, che venivano tramandati dagli anziani e che si rischiano di perdere in questo mondo ormai davvero troppo globalizzato, secondo me.

Io, purtroppo, non ne conosco molte, solo alcune, quelle che mi ha insegnato a riconoscere mia mamma, forse le più comuni.

Ogni anno mi ripropongo di frequentare un corso sul tema, quest’anno l’avevo pure trovato, ma purtroppo si svolgeva un po’ troppo distante da casa mia…un vero peccato.

Anche perché saper riconoscere le specie non è cosa da poco, è assolutamente sconsigliato improvvisare, esattamente come per i funghi.
Raccogliere la pianta sbagliata può creare seri problemi, potrebbe essere tossica. Inoltre è importante raccoglierle in luoghi possibilmente lontani da aree trafficate o in campi coltivati dove si conoscono le operazioni che vengono effettuate.

Il Papaver rhoeas L. il cui nome comune è Rosolaccio, in Veneto viene chiamato Rosoe o Rosoline. 
E’ un infestante dei cereali, ed è una pianta diffusa in tutta Italia.

A fine inverno e primavera si possono facilmente trovare le rosette basali che sono belle croccanti.

Qui in Veneto normalmente viene utilizzata cotta, da sola o mescolata ad altre erbe, e si utilizza per la preparazione di torte salate, risotti, minestre o semplicemente come contorno.

Vi lascio un passaggio che ho trovato in rete e che mi piace molto.

“Chi conosce le erbe spontanee le considera una risorsa perché arricchiscono la tavola di “nuovi sapori” da riscoprire. Queste piante danno al palato sensazioni rustiche e arcaiche dimenticate dalla selezione operata dall’uomo che ha privilegiato altri aspetti (la resa, il gusto standardizzato, le qualità estrinseche, ecc.) appiattendo e omologando le caratteristiche organolettiche dei cibi, creando una sorta di “addomesticamento dei gusti.
La natura ci mette a disposizione queste verdure nei campi, sul ciglio delle strade di campagna, nei boschi e negli incolti, in gran quantità nella bella stagione, ma anche durante i mesi invernali. Un tempo presenza abituale sulle tavole, sono oggi meno diffuse ed è un peccato visto che le erbe spontanee, oltre a essere buone, sono spesso ricche di sostanze nutraceutiche.”

Con parte del raccolto ho fatto la più classica delle preparazioni, vuoi perché siamo prossimi a Pasqua, vuoi perché ci stanno davvero bene, eccole qui dentro ad una torta salata, una simil-torta Pasqualina!

Se rustico è l’interno, rustico è anche il guscio perché adoro la brisée integrale!

Ciao!

TORTA SALATA INTEGRALE CON ROSOLACCE, FETA e RICOTTA

Ingredienti:

Pasta brisée
250 gr farina integrale biologica
120 gr burro biologico
70 gr acqua ghiacciata
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya

Farcia
500 gr rosolacce lessate
100 gr feta
100 gr ricotta biologica
1 uovo biologico
1 cipollotto di tropea
Sale rosa qb
Pepe qb
Pane grattugiato qb
Semi di sesamo per decorare
Olio evo qb



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


Pasta Brisée – metodo tradizionale
Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, mettete al centro una presa di sale ed il burro freddo tagliato a pezzettini. Amalgamate insieme burro e farina lavorando con le dita velocemente, aggiungete anche l’acqua fredda al centro ed impastate fino ad ottenere un composto bello omogeneo. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e riponetela in frigorifero almeno per un’ora. (Io la faccio il giorno prima se posso).

Pasta Brisée – metodo furbo/veloce
Mettete tutti gli ingredienti dentro al robot da cucina.
Azionatelo alla massima velocità. Quando si sarà formata una palla, estraetela, avvolgetela nella pellicola e riponetela in frigorifero almeno per un’ora.
Accendete il forno a 180°.

Prendete la pasta e stendetela con il matterello (spessore di circa 3 mm). 

Considerate la larghezza della teglia che utilizzerete e fate in modo che il vostro cerchio sia largo abbastanza per ripiegarla sopra la farcia.

Sistemate la pasta all’interno della teglia foderata di carta forno.

Fate appassire in una padella, con poco olio evo, lo speck tagliato a cubetti ed il cipollotto tritato grossolanamente.

Aggiungete anche le rosolacce precedentemente lessate e tagliuzzate, e fate insaporire.

In una terrina mescolate la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, regolate di sale e pepe. 
Aggiungete anche le rosolacce con il soffritto di cipollotto e pancetta ed amalgamate bene.

Cospargete sul fondo della torta poco pane grattugiato (così la brisée rimarrà bella croccante) e sopra il composto di rosolacce.

Ripiegate la pasta eccedente verso l’interno.

Io ho utilizzato i ritagli di pasta per creare alcune decorazioni.

(Se preferite lucidarla spennellate con dell’uovo sbattuto, io non l’ho fatto perché a me la brisée integrale piace abbia un aspetto ruvido e rustico)

Cospargete con i semi di sesamo ed infornate per circa 40-45 minuti a 180°.


 Area di ‘scorribanda’….

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

Rosolaccio o ‘Rosolina’
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

parte del raccolto…
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
lessate e fumanti….
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

...dentro all’abbattitore!
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
Dolce

TIRAMISU’ con SAVOIARDI HOME MADE per il GIVEAWAY DI VALENTINA

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca



Ci ho pensato parecchio.

Da quando la mia amica Valentina ha presentato il Giveaway per il primo compleanno del suo blog, ci ho pensato un sacco…

Si, perché…checcavolo! Lo avevo già postato il tiramisù…

Allora pensa e ripensa, ho valutato la possibilità di preparare un’altra torta, un altro dolce…ma poi sono giunta alla conclusione che, no!

Il mio dolce del cuore è questo e non c’era altra via che ri-postarlo.

Ci sono tanti dolci che amo…le crostate, le torte di mele in genere…ma il tiramisù, il tiramisù!

Il tiramisù è davvero il top per me.

Da quando poi lo preparo con i savoiardi fatti in casa è anche meglio.
Il non plus ultra, secondo me.

Insomma Valentina, è questa la mia Ricetta che Vale, il mio Dolce con la ‘D’ maiuscola e non potevo che ri-postarla per partecipare al tuo Giveaway!

Ti auguro con tutto il cuore di avere sempre la stessa passione di oggi e spero che questa passione ti porti lontano, dove tu desideri.

Hai talento amica e te lo meriti davvero!

Un abbraccio!


TIRAMISU’ con SAVOIARDI HOME MADE
Ingredienti:
16 savoiardi grandi home made (ricetta qui)
3 uova biologiche (di cui si utilizzano 3 tuorli e 1 albume)
150 gr zucchero di canna
caffè (l’equivalente di 1 moka da 6)
½ bicchierino rum (o marsala, se preferite)
50 gr acqua
500 gr mascarpone
cacao amaro qb

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca


Preparate il caffè versatelo in un piatto, unite il rum e fatelo raffreddare.
Procedete con la pastorizzazione delle uova.

Separate i tuorli dagli albumi e conservatene soltanto uno, che monterete a neve con un pizzico di sale.

Poi montate i tuorli con 50gr dello zucchero della ricetta, finché non saranno ben gonfi. Teneteli da parte.

Versate i restanti 100gr di zucchero e l’acqua in un pentolino e mettetelo sul fuoco, a fiamma medio/bassa, dovrebbe raggiungere i 121°.

Ovviamente non tutti dispongono del termometro, io ad esempio,
 quindi usate un metodo casalingo, cioè controllate lo sciroppo, quando inizierà a fare le bolle, spegnete, temperatura raggiunta.

Versate ½ di questo sciroppo negli alb
umi montati e continuate a sbattere con la frusta finché gli albumi saranno ben gonfi e raffreddati.

Rimettete sul fuoco lo sciroppo affinché ritorni a temperatura.

Versatelo nei tuorli e sbattete fino a rigonfiare il composto e a farlo raffreddare.
Amalgamate i due composti insieme con una spatola mescolando dall’alto verso il basso.

Lavorate il mascarpone con una spatola ed unitelo alle uova pastorizzate, mescolando bene.


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca


Procedete adesso a comporre il dolce. 

Immergete velocemente i savoiardi nel caffè e disponeteli nella teglia (io 20 x 30 cm) cercando di non lasciare spazi vuoti, versate uno strato di crema aiutandovi con la spatola, poi ancora savoiardi e finite con uno strato di crema lisciandolo meglio che potete con la spatola.

Spolverizzate abbondantemente con il cacao amaro e riponete in frigorifero.

Io con questi savoiardi, che sono abbastanza spessi, faccio due strati e viene bello alto. 

Poi, poco prima di servirlo (è molto più buono se consumato il giorno successivo alla preparazione), lo cospargo nuovamente di cacao perché tende ad inumidirsi.




Con questa ricetta partecipo al Giveaway della mia amica Valentina del blog La Ricetta che Vale per il primo compleanno del suo blog.


Il mio 1° Giveaway

Greenery mood/ Salato

FINALMENTE IL SOLE E DUE INSALATE…SPINACINO, UOVO SODO, PANCETTA CROCCANTE E CARCIOFINI, SCAGLIE DI PARMIGIANO REGGIANO E SESAMO

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




Ieri c’era il sole.
Anche oggi in realtà ce n’è un poco. 
Va e viene, ma non piove ed è già qualcosa.

E questa mattina presa dall’entusiasmo, nonostante il mal di gola ed altri piccoli acciacchi, ho pensato di andare ad erbette con mamma, figlia grande e cane.

Il raccolto consisteva in due borse belle piene…il ‘poi’ è stato un po’ un lavoraccio… 
Si, perché raccoglierle è pure divertente, ma il lavoro più ingrato consiste nel pulirle bene dalle radici e terra, lavarle accuratamente, cucinarle etc..

Però la soddisfazione alla fine è tanta.

Nei prossimi giorni qualche spiegazione in più e ricettina in tema.

Oggi passo qui davvero velocemente e vi lascio due insalate semplicissime ma di stagione.

Non le ho ideate io.

Me le hanno servite come antipasto in due ristoranti diversi (anzi un agriturismo ed una trattoria…sapete che a me piacciono i posti ruspanti..), e mi sono piaciute entrambe moltissimo.

Non c’è modo migliore di aprire un pasto, secondo me, se non con un’insalata di stagione.
Non ho indicato delle dosi, mi sembrava un po’ assurdo, ma soltanto il procedimento, anche se è davvero molto semplice e magari non ce n’era bisogno.

Nota: le mie foto non sono uno spettacolo, le faccio ancora con la compattina...ma ho catturato  il sole, una bellissima e rigenerante luce!
Primavera in arrivoooooo….

Ciao! J




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

INSALATA CON SPINACINO, UOVO SODO E PANCETTA CROCCANTE

Ingredienti:

spinacino da crudo
uovo sodo
una fetta di pancetta tipo bacon (spessa)
aceto balsamico (facoltativo)
sale rosa dell’Himalaya qb
pepe bianco qb
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Lavate bene gli spinacini.

Tagliate l’uovo grossolanamente e tenete da parte.

Tagliate la pancetta a dadini e saltatela in una padella antiaderente fino a farla diventare bella croccante.

Mescolate insieme lo spinacino, l’uovo e la pancetta.

Condite a piacere e servite.

INSALATA DI CARCIOFINI, SCAGLIE DI PARMIGIANO REGGIANO E SESAMO

Ingredienti:

Carciofi piccoli dolci
Parmigiano reggiano
Prezzemolo fresco
Semi di sesamo o gomasio qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Olio evo qb
2 limoni biologici




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Eliminate le foglie esterne dei carciofi e le punte, tagliateli a metà e metteteli in ammollo una decina di minuti almeno con dell’acqua acidulata con il succo di un limone.  

Tagliateli a fettine abbastanza sottili, conditeli con le scaglie di Parmigiano Reggiano, le zeste ed il succo del limone, il gomasio (o i semi di sesamo tostati precedentemente), il prezzemolo, poco sale ed olio evo.


Diario/ Dolce/ Eventi

BLOGGALLINE – IL RADUNO E’ REALTA’ …..MUFFIN CIOCCOLATO BIANCO E MIRTILLI


 


Ancora non ci credo onestamente.

Mi sembra impossibile.

Ma ho acquistato il biglietto del treno, prenotato l’hotel. 

ROMA, 26-27 Aprile 2013.

Come è nato tutto ve l’ho raccontato qui, l’8 Marzo, Festa della Donna, e non potevamo farci regalo più bello!

In questi giorni alcune delle protagoniste, insieme a me, di questa avventura ne hanno parlato nei loro post, RobertaMonicaBerryVatyMonica, ma anche M4ryPatty, uno più bello ed emozionante dell’altro. 
Ma del resto sono mie AMICHE, io mi emoziono a leggere quello che scrivono…

’Amiche?  Ma se non le hai mai incontrate?’ penserà qualcuno….

Si, AMICHE.
Perché in questi mesi ho imparato a conoscerle attraverso quello che leggevo nei loro blog, attraverso i loro commenti, alcune anche attraverso il telefono…AMICHE.

E poi ci sono anche tutte le altre che ho conosciuto (virtualmente) da poco e che si sono unite a noi con tanto entusiasmo, rendendoci davvero felici.


Insomma, in pochi giorni da quel fatidico 8 Marzo, il gruppo è aumentato moltissimo. 
Il gruppo aperto su Facebook al fine di organizzare al meglio il raduno e condividere le informazioni, conta ormai 206 blogger (cifra in continuo aumento..).

Non tutte riusciranno ad organizzarsi per questa data purtroppo, sarebbe stato chiedere troppo, ma ci saranno altre occasioni, altre città, ne sono certa!


QUINDI…



Se non siete su Facebook, per avere informazioni sul programma potete contattare:

la sottoscritta oppure:
Vaty del blog  A thai Pianist
Berry del blog Mirtillo e Lampone                
Roberta Paris del blog The Dreaming Seed                     
Monica Pennacchietti del blog L’Emporio 21

Sulla ricetta.

Non è certo una ricetta nuova, molte di voi li avranno già fatti, ma sono un classico che io amo molto, una merenda che preparo spesso per la mia famiglia, e che ancora non avevo postato.

Poi, dato che mi sono anche cimentata nella foto con il fiocchetto, mi sembravano perfetti per un regalino virtuale.

Un regalino per qualcuno che voglio ringraziare.

Grazie alle donne di cui ho parlato sopra, le mie AMICHE blogger, per aver voluto realizzare con tanto entusiasmo questo ritrovo.

Grazie anche alle altre blogger che non ho nominato, ma che si sono unite a ruota al gruppetto iniziale, e che si stanno dando da fare per l’organizzazione del raduno.

Grazie a tutti, blogger e non (vero Daniela, Marinella e Tiziano?) perché continuate a seguirmi e commentare i miei post.

Grazie a tutti, perché, me ne sono resa conto poco fa, siete ormai più di 300…

LAST BUT NOT LEAST, un ringraziamento speciale a mio marito, che ha capito quanto importante era per me partecipare a questo raduno, e che non ha protestato, nonostante sia nel bel mezzo del ponte del 25 aprile…

GRAZIE <3!


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


MUFFIN CIOCCOLATO BIANCO E MIRTILLI

Ingredienti (per 12 muffin):

120 gr farina integrale biologica
100 gr farina di riso biologica
125 gr yogurt ai mirtilli
125 gr mirtilli freschi
100 gr cioccolato bianco di qualità
½ vasetto di olio semi di girasole
80 gr zucchero di canna
2 uova biologiche
1 cucchiaino lievito
½ cucchiaino bicarbonato
1 presa sale
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Dividete gli ingredienti secchi da quelli umidi.

Grattugiate il cioccolato ed aggiungetelo al composto secco. 

Infine aggiungete gli ingredienti umidi e mescolate bene.

Unite anche i mirtilli lavati ed asciugati e, aiutandovi con un cucchiaio (o con il dosa-gelato), versate l’impasto nella teglia per muffin già rivestita con i pirottini di carta.

Riempite i pirottini per ¾, non di più, altrimenti in cottura debordano dallo stampino.
Infornate a 180° per 20 minuti.

nota: quello impacchettato è stato decorato con della semplice glassa di zucchero ed un mirtillo.

Salato

DI CIBO SANO, HOME MADE … NUGGETS DI POLLO al forno

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

“Voti ogni volta che fai la spesa, voti ogni volta che schiacci il telecomando,

ogni volta che vai in banca, sono voti che dai al sistema.”

padre comboniano Alex Zanotelli

Chi mi segue da un po’ già lo saprà che non amo affatto i prodotti ‘pronti’, sia quelli nel banco frigo che surgelati.
Le aziende che li producono non fanno affari con me.
Innanzitutto sono costosi, fateci caso alla differenza prezzo tra il prodotto fresco e quello pronto/surgelato, enorme.
Poi, cosa non da poco, NON SAPETE COSA CI METTONO DENTRO.
E, cosa assurda, sembra non lo sappiano (o ci provano..) nemmeno le aziende produttrici.
Questo alla luce delle giustificazioni che hanno avanzato per giustificarsi (‘non ne sapevamo nulla’….cit. caso carne di cavallo trovata su prodotti che avrebbero dovuto contenere soltanto manzo).
Nello specifico per preparare i nuggets, cotolette e altri prodotti pronti con la carne di pollo, non ci sono pezzi di pollo intero, eh no.
Viene utilizzato un impasto di pollo (dove finisce dentro di tutto, ossa, occhi e quant’altro…)  tritato, aromatizzato e ricompattato. ‘Na bella schifezza insomma.
Come dice Martina, vedere cosa ci finisce dentro fa passare davvero la voglia di mangiarli.
Ma.
Visti i post di Martina prima e Michela poi.
Eccoli qui, HOME MADE, con dei VERI pezzi di petto di pollo.
Io a dire il vero già facevo qualcosa di simile, il petto di pollo panato con i corn flakes e cotto al forno (visto da Benedetta Parodi…qualcosa si impara pure da lei, nonostante continui a cucinare con la besciamella pronta…Benedetta, Benedetta….), ma si sa, ai bambini i bocconcini piacciono di più.
Insomma il successo è garantito!
Io ne ho preparati parecchi e una parte li ho surgelati con FRESCO, risultato perfetto perché riposti poi nel sacchetto gelo, sono rimasti staccati uno dall’altro, così al bisogno posso cucinarne solo la quantità che mi serve e rimettere gli altri nel congelatore. Cosa che non succede congelando, la carne diventa un blocco unico che poi devi scongelare interamente.
In tema di qualità del cibo che mangiamo, vi lascio il link di un blog  qui, conosciuto grazie alla mia amica Roberta.
Leggetelo, fa davvero riflettere.
Decidiamo di ‘buttare dentro di noi’ solo cose sane, non ci vuole poi così tanto impegno.

Ciao!

 

NUGGETS HOME MADE al forno

Ingredienti:

1 petto di pollo intero, disossato

2 uova biologiche

sale rosa dell’Himalaya qb

pane grattugiato qb

corn flakes qb

olio evo qb

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 

Tagliate il pollo a cubetti.

In una ciotola sbattete le uova con un po’ di sale.

In un piatto  fondo unite il pane grattugiato ed i corn flakes schiacciati grossolanamente con le mani. Anche se rimane qualche pezzetto più grande va bene così.

Passate i cubetti di pollo prima nell’uovo e poi nel composto di pan grattato e corn flakes facendo aderire bene la panatura.

Mettete i cubetti in una teglia coperta di carta forno, irrorate con un filo di olio ed infornate (forno ben caldo) a 200° per circa 15 minuti e comunque fino a completa doratura.

OPPURE … li potete friggere in olio di arachide. Ovviamente sono ottimi!

FRESCO
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
NUGGETS IN FASE SURGELAZIONE
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

..E SURGELATI!
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

roby-antracite-300x75
Diario/ Dolce/ Eventi

LA NASCITA DELLE ‘BLOGGALLINE’ E….TORTA DI PERE, MELE E ZENZERO DI M4RY

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Vi sarete chieste come è nata la cosa.

8 marzo, Monica  scrive in chat ad alcune di noi, ValentinaRobertaMonicaVaty e la sottoscritta.

Le era successa una cosa spiacevole, aveva trovato la foto di una sua ricetta nel blog di un tizio (l’ennesimo.), si c’era il link al suo blog, ma il tizio in questione non aveva chiesto il permesso di usare il suo materiale…
..ecco fateci un giro anche voi e controllate se ha usato anche materiale vostro, qui
Che senso ha poi aprire un blog per postare roba di altri…mah? 
Valla a capire te la gente.

Comunque, dall’avviso e richiesta di consigli, si passa alla consulenza su muffin in corso (Monica li stava preparando), interviene la preparatissima pasticcera Vale, e da li si comincia a parlare (chattare) tutte insieme, è davvero fantastico, sembra di essere vicine, e invece.

Qualcuna scrive che sarebbe davvero bello incontrarsi, Vaty propone Milano, Vale a Milano fatica un pochino ad arrivare, e Monica molto ‘democraticamente’ propone Roma…una cascata di parole e io scrivo ‘..ma che figata è parlare tutte insieme????..pensa quando ci vediamo..altro che galline starnazzanti..noi insieme facciamo concorrenza ad un pollaio intero!!!’

poi da disquisizioni su una ganache per i muffin, viene naturale comunicare l’idea alle altre amiche…arriva Berry, che si dice entusiasta dei meeting tra GALLINE… a da qui il passo è stato ovviamente molto breve…Berry propone di creare un gruppo su FB per comodità, e propone il nome di BLOGGALLINE…approvato all’unanimità.

Ecco fatto.

Aperto il gruppo, invitate altre blogger amiche e inizio del progetto.

Riusciremo nel nostro intento?
Io lo spero tantissimo.

Quindi ad aprile, Roma, se tutto va bene, tenetevi pronti.
MEETING DELLE BLOGGALLINE!!!


Ricetta. Non è mia, ma di M4ry.

Appena ho letto il suo post, gli ingredienti, la sua descrizione della torta, viste le sue foto, me ne sono innamorata.

Ho deciso che l’avrei fatta al più presto.

Adoro le torte con le mele e le pere. 
E M4ry ha ragione, questa è la torta PERFETTA.

La ricetta è praticamente la sua, fatta eccezione per la farina (io ho usato l’integrale), lo zucchero (io sempre integrale di canna) ed il limone (io lime…ma perché il limone non ce l’avevo..).

M4ry, è semplicemente meravigliosa! 
…e Riccardo (figlio della mia cara amica Gianna) mi ha dato un 10 e lode per questa torta!….beh, il merito è tuo amica!

Buona domenica!!! BLOGGALLINE e non.


AVVISO ALLE ALTRE AMICHE CHE NON SONO SU Facebook, 
ovviamente l’invito è anche per voi!!! 
Mi vengono subito in mente SabinaElyEli, la stessa M4ry…il desiderio di incontrarci è grande, speriamo di riuscire a farlo! 🙂


TORTA DI PERE, MELE E ZENZERO DI M4RY

Ingredienti:

2 mele golden
2 pere abate
120 gr farina integrale
200 gr zucchero di canna + 2 cucchiai
100 gr burro
3 uova biologiche
125 gr yogurt greco
1 bustina lievito
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya
1 lime
zenzero fresco qb
zucchero a velo per decorare.

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


Accendete il forno a 180°.

Sbucciate le mele e le pere e tagliatele a piccoli cubetti, mettetele in una ciotola con il succo del lime, due cucchiai di zucchero e lo zenzero grattugiato (io parecchio!).

Mettete burro morbido e lo zucchero in una ciotola. Montateli con la frusta elettrica, aggiungete anche le uova e lavorate ancora.

Il composto deve diventare bello gonfio e spumoso.

Aggiungete anche la farina ed il lievito setacciati, il sale e lo yogurt, mescolate bene.
Aggiungete infine le mele e pere e mescolate bene.

Versate in una tortiera foderata di carta forno (io di 24 cm), livellate bene il composto ed infornate per circa 35-40 minuti.

Fate sempre la prova stecchino al centro della torta per verificare la cottura.

Fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo.

CONSIGLIA Tartellette con confettura di latte e miele