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agosto 2013

Salato

FILEJA c’’a ‘nduja, MELANZANE, PEPERONI e CIPOLLA DI TROPEA… e BUON FINE SETTIMANA!


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




Ho portato a casa poche cose dalla Calabria.

Quasi tutte da mangiare ^_^.

La cipolla di Tropea, (ben due trecce, ché di più in macchina non ce ne stavano…), la treccia di aglio, la treccia di peperoncini piccanti, l’origano secco, marmellate, sottoli, la ‘nduja di Spilinga e questa pasta.

La Fileja è una pasta tipica calabrese, ottenuta con il semplice impasto di farina di grano duro e acqua.

Non manca mai nel menu dei ristoranti, e la potrete trovare servita con vari condimenti.

Si produce nella provincia di Vibo Valentia, ma per tradizione locale si prepara in casa. 
Gli ingredienti sono farina, acqua e sale.

La forma di questo tipo di pasta è avvitata ed allungata, lunghezza di circa 8-10 cm, la sua superficie ruvida, cosa tipica della pasta lavorata a mano, che permette al sugo di legarsi perfettamente.

La ricetta sembra semplice, e mi piacerebbe provare a farla.
Si setaccia la farina di grano duro sul tavolo e si aggiunge acqua poco per volta, finché l’impasto risulta liscio e morbido. Poi viene diviso in pezzi e si ricavano dei piccoli rotolini della lunghezza di circa 10 cm, si infarinano e si attorcigliano in una sorta di bastoncino detto dinaculu, molto simile ai comuni bastoncini di legno per gli spiedini, e con una piccola pressione si fanno rotolare sul piano di lavoro, una volta avanti ed un’altra indietro. 
Si sfilano dal bastoncino e, prima di procedere alla cottura, vanno lasciati asciugare su un piano coperto da un canovaccio infarinato o su un cesto di vimini.

Questa, già pronta all’uso, ho pensato di condirla con tutti i sapori che mi ricordano la mia Calabria, cioè le melanzane, i peperoni piccolini e dolci che vedete nella foto, la cipolla di Tropea e la ‘nduja.

Per chi non la conoscesse, la ‘nduja è una sorta di salume tipico del paese di Spilinga in provincia di Vibo Valentia.

Viene preparata con carne di maiale, sale e peperoncino.

Nasce come prodotto povero, in origine infatti veniva prodotta dai contadini per poter utilizzare le parti di scarto del maiale, si univa il peperoncino per insaporire ed il sale per conservare. 
Era un ottimo condimento per insaporire piatti poveri, come verdure, pane e pasta.

Insomma, un piccolo tributo alla regione che mi ha ospitata e dove ho passato una bellissima vacanza.. 

Fileja c’’a ‘nduja, a modo mio!

Buon fine settimana!

FILEJA c’’a ‘nduja, MELANZANE, PEPERONI e CIPOLLA DI TROPEA

Ingredienti  (per 2 persone):

180 gr pasta tipo fileja
1 melanzana lunga
2 peperoni piccoli (io del tipo nella foto che ho trovato in Calabria)
1 cipolla rossa di Tropea
2 cucchiaini di ‘nduja
2 cucchiai di ricotta biologica
Olio EVO qb
Parmigiano Reggiano
Sale rosa dell’Himalaya qb
Origano secco  qb
Origano fresco alcune foglioline per decorare


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Lavate e tagliate le melanzane a cubetti piccoli; lavate anche i peperoni, eliminate i semini e tagliateli a listarelle.

Tagliate a fettine sottili la cipolla di Tropea e fatela appassire in una padella con poco olio EVO, aggiungete anche le melanzane, lasciatele cucinare una decina di minuti e poi aggiungete anche i peperoni. Regolate di sale.

Mescolate la ricotta con la ‘nduja ed aggiungetele alle verdure, fate amalgamare il tutto e nel frattempo cucinate la pasta in acqua bollente salata, seguendo il tempo di cottura.

Scolatela leggermente al dente conservando  poca acqua di cottura nel caso fosse troppo asciutta, finite la cottura spadellandola con il sugo di verdure piccante ed il Parmigiano Reggiano.



Diario/ Travel

LE NOSTRE VACANZE. CALABRIA, EOLIE.

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

Anche le vacanze sono finite.

Siamo ormai rientrati alla quotidianità.

Quindici giorni passati senza orologio, senza televisore, senza connessione WI FI, a dirla tutta anche senza telefono, ché nel nostro residence non si pigliava una cippalippa, e quasi senza cucinare.

Insomma abbiamo davvero staccato la spina e ricaricato le batterie.

Ci siamo riempiti gli occhi con l’azzurro del cielo e del mare, abbiamo assaporato frutta e verdura piene di sole, abbiamo ammirato paesaggi suggestivi.

E, cosa non da poco, eravamo in ottima compagnia.

Di amici…vecchi e nuovi!

Insomma, oggi niente ricette, ma solo le foto della nostra vacanza in Calabria.

“Da Capo Vaticano a Capo Suvero sono 50 chilometri di spiaggia

ove acque e terra sono dipinti di tali luci che nessuna tavolozza saprebbe riprodurre”

Luigi Vittorio Bertarelli (fondatore del Touring Club Italiano)

Il paesaggio è meraviglioso, un tratto di costa con spiagge bianche e scogliere a picco sul mare con vista sulle Eolie e sulla Sicilia.

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

tramonti indimenticabili
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

il mio fornitore di frutta e verdura a S. Nicolò di Ricadi, direttamente dal produttore al consumatore

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

recupero creativo vecchie biciclette

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

non ho fotografato molto cibo, ma la pizza con peperoni e ‘nduja…

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

questi danno dipendenza

 

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Tropea

 E’ arroccata su un faraglione e perdersi nel dedalo di vicoli e stradine è una continua scoperta.

Ci sono dei punti panoramici bellissimi da cui si può ammirare in tutta la sua bellezza la spiaggia e l’Isola Bella, un promontorio di arenaria sormontato dalla chiesa di S. Maria dell’Isola.

La cipolla rossa di Tropea* I.G.P. la potete trovare ovunque, intrecciata, in marmellata, nei piatti dei tanti ristorantini, nella pizza (buonissima), persino nel gelato.

Poi non dimenticate di assaggiare la ‘nduja, il salume originario di Spilinga, è piccantissimo e da spalmare. E’ davvero buono e versatile, si può spalmare sulle bruschette, ma anche utilizzare per condire la pasta insieme a delle verdure.
Io me ne sono portata a casa un bel vasetto!
Insieme a un paio di trecce di cipolle, aglio e peperoncini!

* (Wikipedia) La cipolla rossa di Tropea viene prevalentemente prodotta tra Briatico e Capo Vaticano nel comune di Ricadi. Le particolari sostanze contenute nei suoli di questa zona la rendono dolce e non amara.

Questo ortaggio contiene vitamina C, vitamina E, ferro, selenio, iodio, zinco e magnesio. La forma è rotonda od ovoidale.

Il bulbo ha molti effetti benefici; uno di questi è il potere antisclerotico che porta beneficio per il cuore e le arterie, e previene il rischio di infarto.

È composta da varie tuniche concentriche carnose di colorito bianco e con involucro rosso; è coltivata in queste zone da oltre duemila anni, importata dai Fenici, e da oltre un secolo, ora abbinata al turismo, contribuisce allo sviluppo economico della zona. 

La dolcezza dell’ortaggio dipende dal microclima particolarmente stabile nel periodo invernale, senza sbalzi di temperatura per l’azione di mitezza esercitata dalla vicinanza del mare, e dei terreni freschi e limosi, che determinano le caratteristiche pregiate del prodotto. 

Una delle sue proprietà è quella di essere un sedativo naturale, utile a conciliare il sonno.

Hai capito!…ecco perché avevo sempre un gran sonno in vacanza…

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 

 

La Chiesetta di Piedigrotta – Pizzo Calabro

 

E’ uno dei siti più visitati della Calabria.

Tra mito e leggenda si racconta che sia frutto del voto di alcuni pescatori che si sono salvati dal naufragio della nave nelle acque antistanti.

La costruzione è interamente scavata nel tufo.

Se volete maggiori dettagli cliccate qui.

Da provare il tartufo cioccolato-nocciola tipico di Pizzo Calabro…io me lo sono mangiato pure al pistacchio ed al limoncello!

 
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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Eolie

 Se vi trovate nelle vicinanze, non potete mancare una visita alle Eolie, anche se fugace.

Dal nostro residence, ogni sera potevamo ammirare lo spettacolo del sole che tramontava su Stromboli, potevamo non andarci?

Purtroppo questo giro lo abbiamo fatto tutto in una giornata, con partenza da Tropea, ma la giornata, vi assicuro, che è stata bellissima.

Le Eolie ci hanno conquistati, e la voglia di tornarci per una vacanza è tanta.

Lungo il tratto di mare per raggiungere Vulcano, abbiamo anche potuto godere della compagnia dei delfini che saltavano giocosi sulla scia della barca, bellissimo!

(io ero impegnata a tenere in braccio la piccola, ché altrimenti non li avrebbe potuti vedere, Carola ha fatto un video in cui si vedono abbastanza bene, ma causa onde non riusciva a tenere ferma la macchina e assicuro che vi verrebbe il mal di mare se lo ve lo facessi vedere qui, pertanto meglio lasciarvi una foto dal web và!)

 
Delfini tra Panarea e Stromboli – foto da Wikipedia
 

Noi abbiamo visitate solo tre isole, Vulcano e Stromboli, con i vulcani ancora attivi (eccome!), con tappa intermedia alla bellissima Lipari, regno delle piante di cappero, della malvasia e della pietra pomice.

 in navigazione

 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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Vulcano

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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in questo bar al porto di Vulcano,
una granita al caffè con panna spettacolare, vedere più sotto…

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 

 

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…e mi sono dimenticata di fare la foto prima di iniziare a mangiarla

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 

Lipari

 
 
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piante di cappero ovunque
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

 

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foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

Salina vista da Lipari
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

pietra pomice

 

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Stromboli
…lo scoppio! Lo vedete il fumo nero?
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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..no, no, non è la Santanché!

Sono io, sono io!!! :))

 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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Qui da Nonna Antonia arancini buonissimi!
Non li ho fotografati.
Si, lo so, sono una food blogger del cavolo.
Io ho assaggiato quelli al ragù, al pollo al curry e al pistacchio!
Da provare, assolutamente.
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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Qualcosa però c’è che non mi è piaciuto.

La poca cura di questo bellissimo territorio.

Le strade pericolosamente dissestate, i marciapiedi invasi dalle sterpaglie, le spazzature un po’ ovunque, i numerosissimi scheletri di cemento, tristi testimoni di abusi edilizi…

Un vero peccato.

TAPPA COMFORT IN TOSCANA – L’OSTERIA del CAVALLINO BIANCO

 Lasciate stare gli autogrill se siete di passaggio in autostrada a Barberino del Mugello.

Fate una tappa all’Osteria del Cavallino Bianco, ne vale la pena!

Uscite a Barberino del M., a soli 3 km dal casello raggiungete il centro dove si trova l’Osteria.

Io da diverso tempo desideravo andarci, devo dire che le ottime recensioni lette sono state ampiamente confermate.

Innanzitutto voglio sottolineare la disponibilità e gentilezza dei titolari.

Avevamo prenotato per le 13.00 – 13.30, molto ottimisti sulle condizioni del traffico in autostrada. Purtroppo siamo arrivati alle quasi alle 15.00…ci saremmo accontentati anche di un piatto di affettati toscani considerato l’orario, invece, cucina aperta!

Gli affettati toscani, la selezione di bruschette, i tagliolini ai funghi porcini (da urlo, forse i più buoni mai mangiati), le pennette strascicate (ragù, panna e funghi porcini….buonissime), le tagliate, assaggiata sia alla rucola e grana che all’ortolana, e i dolci. La torta al cioccolato è buonissima!

Insomma, non potevamo finire la vacanza in modo migliore!!

Noi ci torniamo di sicuro!


 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 

Purtroppo manca la foto della fantastica torta al cioccolato…è stata divorata subito!

Ve l’ho detto che sono una food blogger del cavolo.

 

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Salato

OK, ADESSO VADO IN VACANZA ANCH’IO! …..PARMIGIANA DI PEPERONI ALLA BURRATA; FRISELLE INTEGRALI AI POMODORINI GIALLI E FRIGGITELLI


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Si.

E’ giunto il momento delle vacanze.

E quest’anno, scusatemi, mi permetto di dire che ce le meritiamo davvero.

La scorsa estate sono saltate, e con le tante cose accadute e fatte quest’anno siamo giunti a questo agosto bollente leggermente affaticati.

Si parte.

Valigie quasi pronte, bestiole sistemate (alias per chi passa di qua per la prima volta, 1 labrador e 2 porcellini d’India), casa affidata ai nonni…insomma, si parte.

Io porto con me il PC e tutto il resto…ma non so se riuscirò a collegarmi, tutto dipende dalla rete, se ci sarà la possibilità magari posterò pure qualche foto e ricettina sciuè-sciuè da vacanza…tipo queste che vi propongo oggi.

Insomma, BUON AGOSTO!!!


…e.…NON ABBANDONATE GLI ANIMALI, OK???

UNA BESTIOLA ADOTTATA E’ PER LA VITA.




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



PARMIGIANA DI PEPERONI ALLA BURRATA

Ingredienti (per 4 persone):

3-4 peperoni rossi e gialli
1 burrata
2 pomodori cuor di bue (a seconda della dimensione..)
Parmigiano Reggiano qb
Olio evo qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco
Erbe aromatiche: origano, basilico, menta



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


Lavate i peperoni, eliminate il picciolo, i semini e le parti bianche all’interno, poi arrostiteli (vedere qui come).

Lavate ed affettate i pomodori.


Una volta arrostiti e tagliati in falde, disponetene uno strato in una pirofila, sale e pepate, poi fate uno strato di fettine di burrata, uno con i pomodori, spezzettate sopra poche foglie di erbe aromatiche, un filo d’olio e continuate gli strati. Finite con uno strato di peperoni, cospargete con del Parmigiano Reggiano e passate in forno soltanto pochi minuti con la funzione grill.


Dovranno solo sciogliersi leggermente la burrata e gratinarsi leggermente il parmigiano.



FRISELLE INTEGRALI AI POMODORINI GIALLI E FRIGGITELLI

Ingredienti (per 4 persone):

4 friselle integrali
1 decina di friggitelli
pomodorini gialli qb
Parmigiano Reggiano qb
olio evo
1 spicchio d’aglio
sale rosa dell’Himalaya qb
pepe bianco qb
erbe aromatiche: basilico, origano, menta ( a piacere)



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

Ammollate le friselle, disponetele su un piatto e versate sopra poca acqua finché si ammorbidiranno un po’ (oppure passatele sotto l’acqua corrente avendo l’accortezza di scolarle subito).

Lavate e mondate i friggitelli, eliminate il picciolo ed i semini interni facendo una piccola incisione sulla lunghezza.

Tagliateli a rondelle e fateli saltare velocemente a fuoco vivace in una padella con lo spicchio d’aglio, poco olio evo, sale e pepe.

Eliminate l’aglio e tenete da parte.

Lavate e tagliate i pomodorini a spicchi, conditeli in una terrina con olio, sale e pepe (a piacere poco aglio tritato, io si!) e le erbe aromatiche spezzettate con le dita.

Unite il Parmigiano Reggiano a scaglie ed i friggitelli, mescolate bene e disponete sulle friselle.

Finte con un filo d’olio evo.
Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

APPUNTI, BAMBINI E ……… CROSTATA INTEGRALE ALLA CREMA E NOCI PESCHE

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


“Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: a essere contento senza motivo,

a essere sempre occupato con qualche cosa,

e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.”

Paulo Coelho

 

Sto sfogliando la mia vissutissima Moleskine.

E’ sempre con me, ci scrivo di tutto.

Prima di avere il telefono che fa le foto, scrivevo di più. Adesso, spesso, faccio foto a quello che mi interessa.

Una ricetta in una rivista dal parrucchiere, un articolo, un libro da comperare prossimamente…

Non so se sia un bene, prima scrivevo invece di premere un tasto, mah?

Una cosa però è rimasta uguale a prima.

Io scrivo le cose buffe che dicono le mie bambine.

Sapete, le prime parole storpiate, le frasi improvvise ed inaspettate che ti fanno morire dal ridere, e che non vuoi dimenticare.

E siccome io, di memoria, non è che ne abbia così tanta, allora meglio scriverle, così non me le dimentico.

Le sto leggendo ora, e rido da sola.

I bambini sono fantastici, non credete?

La loro logica mi fa impazzire.

La loro immaginazione mi fa sbellicare dalle risate.

E allora leggo, torno indietro con gli anni e rido.

 

Carola (oggi 10 anni)

” Pinni nunni” (a piedi nudi)

“Facenno Mamma?” (“cosa stai facendo mamma?”)

“Dui” (tutto quello che era maggiore di uno…)

“Mamma, ma che freddo questa aria confezionata.”

…osservando attenta le orecchie del nonno

“Nonno, guarda che ti devi tagliare i capelli delle orecchie sai!”

“lo so mamma, puzzo da calabrone..” (quando doveva farsi il bagnetto le dicevo che puzzava da caprone..)

“Facciamo biscoteca!” (..facciamo discoteca, ovvero mettiamo della musica!)

“Tu risolvi tutto con Bah” (a sua sorella…vedere sotto significato di “Bah”…)

 

Serena (oggi 4 anni)

“Tintama” (altalena)

“Brumma” (automobile)

“Callo” (cavallo)

“Pussone” (sapone)

“Bah!” (quando qualcosa non le va affatto o deve protestare…)

“Mamma, ma perché la luna è rotta?” (…osservando la luna a spicchio..)

“Non voglio quello quadrato papà, voglio quello cerchiale” (chiedendo una bottiglietta di succo di frutta..)

“Se sono al sole il gelato si scioglie, ma se sono all’ombra mamma, si addura”

Scegliendo gli scarponi per la montagna…

“Ho già la tuta rosa fucsia mamma, se prendiamo anche gli scarponi rosa sembro un maiale..”

“Se vieni dentro al filo della mia radio…tuncituncitun!” ….per spiegare che dentro al filo delle cuffiette passa la musica…

 

Questa è solo una piccola parte. Come faccio ad annoiarmi?

 

“Nella vita dei bambini sono le minuzie che contano.”

Antonio Gramsci

 

 


 

CROSTATA INTEGRALE ALLA CREMA E NOCI PESCHE

 

Ingredienti:

Pasta Frolla

150 g farina integrale biologica

100 g farina di riso biologica

120 g burro biologico

1 uovo biologico

120 g zucchero di canna

Zeste limone biologico

1 presa sale rosa dell’Himalaya

Crema

½ lt. Latte intero

4 tuorli piccoli (uova biologiche, altrimenti 3 grandi)

1 bacca vaniglia

130 g zucchero a velo

3 cucchiai fecola di patate

1 noce burro biologico

3 noci pesche

Mandorle a lamelle qb


 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 

Crema

Aprite la bacca di vaniglia, estraete i semini e versateli in 2/3 del latte, insieme alla bacca stessa. Mettete sul fuoco e portate al limite dell’ebollizione.

Eliminate la bacca.

Stemperate la fecola di patate nel latte rimasto, mescolando bene con la frusta, unite il tutto al latte caldo e rimettete sul fuoco mescolando sempre , per altri 5 minuti ca, fino ad ottenere una crema densa.

Incorporate poco per volta anche i tuorli che avrete precedentemente sbattuto in una ciotola, e lasciate sul fuoco a fiamma bassa per altri 2-3 minuti.

Infine unite il burro e mescolate bene.

 

Pasta frolla

Setacciate la farina in un recipiente o su un piano di lavoro, unite lo zucchero, il sale ed il burro a tocchetti.

Lavorate con le punte delle dita velocemente per incorporare il burro alla farina fino ad ottenere un composto granuloso, tipo ‘briciole’.

Poi aggiungere l’uovo leggermente sbattuto e la polvere di vaniglia, impastare velocemente con le mani fino a formare una palla.

Se l’impasto dovesse risultare troppo colloso, aggiungete poca farina.

Diversamente, se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete 1-2  cucchiai di acqua fredda. Avvolgete la frolla nella pellicola e riponetela a riposare nel frigorifero per circa 1 ora.

Metodo furbo: 

in assenza di tempo si può preparare utilizzando il robot da cucina, versando tutti gli ingredienti insieme ed azionandolo fino a formare la palla di pasta frolla. Non far andare troppo a lungo per non scaldare troppo l’impasto. Il risultato è ottimo comunque.

Infarinate leggermente il piano di lavoro, lavorate un po’ la pasta ed iniziate a stenderla con il mattarello (io lo faccio sopra il foglio di carta forno dandogli la forma della tortiera che utilizzo).

Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta, coprite con della carta forno e versate sopra dei fagioli secchi,  fate cuocere per circa 10 minuti in forno ben caldo.

Estraete dal forno, versate sopra la crema, livellatela bene con una spatola e disponete le pesche che avrete lavato e tagliato a fettine sottili.

Finite con le mandorle a lamelle, infornate per altri 35 minuti.

 

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Salato

FUSILLOTTI MAZZANCOLLE E PEPERONI ARROSTITI…E SALICORNIA, NOOOO NON TUTTO INSIEME EH!

 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 


E’ tutto vero.

Quello che si dice del trasloco.

E’ faticoso. Tanto faticoso.

Tutti quegli oggetti da impacchettare, abiti da riporre, cose da scartare, la confusione, la stanchezza…

Ma poi, dopo giorni, settimane, mesi anche, a sistemare, dipingere, smontare, cucire, incollare, inventare…finalmente la casa prende forma.

Si eliminano cose superflue e si tengono solo quelle che meritano nuova vita, magari con un recupero creativo e casalingo.

Allora la stanchezza se ne va ed arrivano nuove energie.

E’ così che mi sento ora, anche se le ferie ancora non le abbiamo fatte, non sono stanca.

Si, non ho una manicure perfetta, altro che french….c’è l’aiuola aromatica da sistemare, c’è da dipingere, da cucire, incollare…beh anche cucinare ché mica è chiusa la cucina qui!

E vedere una libreria, smontata, ridipinta, rimontata e riempita mi dà soddisfazione.

Vedere pian piano i libri al loro posto, le tende appese, l’erba del giardino che si riprende, le bambine felici per le loro nuove camerette, i nostri amici pelosi a loro agio, il poter finalmente cenare fuori tutte le sere, beh, mi dà carica.

E la luce. La luce che c’è qui mi riempie gli occhi, mi fa felice.

 

Questa pasta, anzi una di queste due, nasce un po’ per caso.

I peperoni adesso io li compero e cucino spessissimo. E’ il loro momento e io li adoro.

L’idea era di preparare la pasta con peperoni arrostiti e gamberi o mazzancolle.

Dal pescivendolo però, c’era questa benedetta piantina che mi guardava, io gli chiedo ‘Scusi, ma questa è la salicornia?’,  lui, ‘Si signora, è un’alga che mi arriva pochissime volte l’anno, la provi, va sbollentata e ci può fare la pasta o il risotto’ potevo non provarla? Ne avevo già sentito parlare, ma non l’avevo mai trovata in vendita. (e comunque NON è un’alga..)

Una volta a casa ho seguito le indicazioni del pescivendolo, sbollentandola per circa 8 minuti, ma dopo essermi consultata con le mie amiche BLOGGALLINE, la carissima e preparatissima Ada del blog Siciliani creativi in cucina, mi dice che è davvero troppo, che va cucinata molto meno e che è buonissima anche cruda.

Allora, che ho fatto?

Ormai quella me la sono mangiata com’era, un pochino stracotta…

Ma sono tornata a prenderne un altro mazzetto, e con le mazzancolle tenute da parte ho preparato la pasta cucinandola molto meno.

Confesso, ho provato  a mangiarla cruda come consigliato da Ada, ma per me è troppo forte il gusto, ho preferito sbollentarla per un paio di minuti.

Che dirvi, se siete curiosi è da provare, quindi se vedete una pianta carnosa nel banco del pesce chiedete lumi, probabilmente è lei!
Tante amiche stanno partendo per le vacanze e colgo l’occasione per salutarle.

Divertitevi, riposatevi, ridete, mangiate bene, fate tutto quello che vi piace di più.

La prossima settimana siamo in partenza, ma io cercherò di seguire il blog…non assicuro nulla, ma forse sarò qui.

BUONE VACANZE!

DOPPIA RICETTA:

FUSILLOTTI MAZZANCOLLE E PEPERONI ARROSTITI E SALICORNIA

 

Ingredienti (per 4 persone):

340 g fusillotti di grano duro

300 g mazzancolle fresche

1 cipollotto

1 spicchio aglio

2 peperoni (io uno giallo ed uno rosso)

1 mazzetto di salicornia o asparago di mare

Olio evo

Sale rosa dell’Himalaya qb

Pepe bianco qb
Origano fresco qb

Per prima cosa dovete arrostire i peperoni.

 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

I metodi che io utilizzo sono due.

Il primo è lavarli, inforcarli (vedi foto) e passarli sopra al fuoco del fornello finché saranno diventati belli neri ed abbrustoliti, poi metterli subito-subitodentro ad un sacchetto di plastica (quelli per conservare gli alimenti), lasciarli riposare e raffreddare lì dentro.

Una volta raffreddati si potranno sbucciare con molta facilità.

Il secondo metodo, più semplice secondo me (perché mentre si abbrustoliscono io posso fare altro. Lavateli bene, eliminate il picciolo, le parti bianche all’interno ed i semini, tagliateli in falde abbastanza larghe e mettetele con l’esterno (buccia) verso  l’alto in una teglia coperta di carta forno.

Passateli in forno ben caldo (180°-200°) per circa 30-40 minuti, comunque finché saranno belli abbrustoliti (io gli ultimi 10 minuti uso la funzione grill), estraeteli e coprite la teglia con dell’alluminio o con un’altra teglia, lasciateli raffreddare.

Poi potete procedere a sbucciarli ed a tagliarli a seconda dell’utilizzo che ne farete.

Se dovete usarli come contorno, sono perfetti tagliati a listarelle non troppo sottili e conditi con poco olio evo, sale, pepe e foglie di menta spezzettate.

 

Fusillotti con i peperoni

Lessate la pasta e scolatela al dente (tenete poca acqua di cottura).

Sgusciate le mazzancolle, eliminando testa, coda ed il carapace.

Eliminate anche il budello che ha un sapore un po’ sgradevole.

Saltatele molto velocemente in padella con uno spicchio d’aglio schiacciato (o tritato se vi piace) e poco olio evo finché avranno un bel colore rosato, eliminate l’aglio.

Fate appassire il cipollotto tritato in una padella con poco olio evo, aggiungete i peperoni precedentemente arrostiti e tagliati a listarelle, le mazzancolle, regolate di sale e pepe, versate i fusillotti e spadellate velocemente aggiungendo poca acqua di cottura.

Io l’ho servita con poche foglioline di origano fresco.

 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 

Fusillotti mazzancolle e salicornia o asparago di mare

Lessate la pasta e scolatela al dente (tenete poca acqua di cottura).

Sbollentate la salicornia per pochissimo, 2-3 minuti, in acqua non salata ovviamente.

Tagliatela a tocchetti (io ho eliminato il fusto che era un pochino legnoso) e saltatela in una padella dove avrete precedentemente fatto appassire poco cipollotto tritato, aggiungete le mazzancolle precedentemente cotte (vedi sopra ricetta con peperoni), aggiungete la pasta cotta al dente, spadellate velocemente e servite.

 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 

Note dal web:

La salicornia europea è una pianta succulenta della famiglia delle Chenopodiacee (non un’alga come molti la definiscono erroneamente, compreso il mio pescivendolo..), molto diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, e cresce su suoli salini, in prossimità  di stagni e paludi.

Come suggerisce il nome, questa pianta ha un elevato contenuto salino e di iodio e si può consumare cruda o cotta.

Questo dipende molto dal vostro palato.

Cruda mantiene intatte tutte le sue caratteristiche e sa davvero di mare, l’alternativa è sbollentarla per pochi minuti (2-3), o saltarla velocemente in padella a fiamma vivace.

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
Salicornia – Foto dal web
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