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settembre 2013

Diario/ Salato

COLTELLI, e ricordi sparsi…..PASSATELLI AL CURRY con SUGHETTO DI ‘CAPAROSSOLI’ (VONGOLE VERACI) e ZUCCHINE

 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



A me i coltelli hanno sempre fatto un po’ di paura.
 
Abbastanza paura.
 
Nonostante cucinare mi sia sempre piaciuto, e lo abbia sempre fatto spesso, non ho mai dato molta importanza ai coltelli.
 
Poi, certi coltelli, lo confesso, un pochino li temevo.
 
Il trinciante ad esempio, quello che viene definito il coltello da cuoco.
Non si può farne a meno.
 
Questo coltellone graaaande, pesaaaante ed affilato.
 
Coltello universale, adatto a tritare erbe, tagliare verdure, trinciare carne e pesce.
 
Al corso per cuoco all’alberghiero ho dovuto affrontare e superare i miei timori.
 
All’inizio ci hanno fatto tagliare l’impossibile.
Era tutto un tagliare…. filanger, bậtonnetjuliennechifonnadebrunoisemirepoix…ricordo all’inizio gli sguardi disperati/divertiti degli chef…^_^
 
E’ come nel film “Julie & Julia”, avete presente la scena del taglio della cipolla???
 
Io mi sono subito attrezzata con i 5–6 coltelli indispensabili, per esercitarmi a casa, ma anche perché provavo ormai vergogna aprendo il cassetto in cucina….
 
Tagliare, tagliare, tagliare…non c’è altro modo per acquisire manualità.
 
E’ molto importante usare un coltello adatto e ben affilato, ci si fa male molto più spesso a casa, con coltelli non idonei e non professionali.
Perché tutta ‘sta storia?
Perché tagliando le zucchine mi sono venute a mente queste cose e non ve le avevo mai raccontate…tutto qui.
 
Pensieri e ricordi sparsi.
 
 
Sui passatelli.
 
Io li ho mangiati per la prima volta a casa di mio marito, circa 17 anni fa. 
 
La mamma di mio marito, Bertilla (si chiamava così mia suocera…) ha una sorella che abita in Romagna dalla quale ha imparato a prepararli e la ricetta è la sua, trovata appuntata in un quadernino di ricette.
 
Per farli ci vorrebbe un attrezzo particolare, che difficilmente si riesce a reperire al di fuori della Romagna, il ferro per i passatelli, ma riescono molto bene anche con un semplice schiacciapatate con dei fori abbastanza grandi.
 
In Romagna, i passatelli, sono il piatto delle feste, insieme ai cappelletti in brodo.
 
Io li ho preparati al curry (nota contaminata e fusion..), saltati in un sughetto di vongole veraci che a Venezia chiamiamo caparossoli.
 
 
Vaty, un altro piattino contaminato per te!
 
…ma quanto mi piace questo contest?????
 
…e se non ce l’avete ancora, uscite subito a comperare il coltello trinciante!!

 
PASSATELLI AL CURRY con SUGHETTO DI ‘CAPAROSSOLI’ (VONGOLE VERACI) e ZUCCHINE
 
Ingredienti (per 4 persone):
 
Passatelli
3 uova biologiche (non troppo grandi)
120 g ca. Parmigiano Reggiano
120 g ca. pane grattugiato (meglio se di tipo ferrarese)
1 limone biologico qb (buccia grattugiata)
Curry qb
brodo vegetale qb
Caparossoli in bianco (alla venexiana)
1 kg vongole veraci (caparossoli)
2 spicchi d’aglio
Olio EVO qb
Vino bianco secco qb
Pepe qb
Prezzemolo fresco qb
 
Per finire il piatto
1 zucchina
Farina di riso biologica qb
 


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
Caparossoli (vongole veraci) in bianco
Fate rosolare per qualche minuto gli spicchi d’aglio schiacciati in una pentola capiente con l’olio EVO.
 
Eliminate l’aglio ed unite le vongole, lavate e spurgate*, coprite e lasciatele cuocere finché saranno tutte aperte (ci vorranno circa 10 minuti).
 
Aggiungete poco vino bianco, il pepe e lasciate cuocere ancora altri 5 minuti.
Non è necessario aggiungere sale perché nell’aprirsi le vongole rilasceranno un  delizioso e sapido sughetto.
 
Per ultimo unite il prezzemolo.
 
Sgusciate ¾ delle vongole, lasciate le altre integre, faranno da decorazione.
 
Filtrate il sughetto di cottura, per eliminare eventuali impurità, e rimettetelo sul fuoco in un pentola pulita. 
Fatelo addensare leggermente aggiungendo poca farina di riso, unite anche le vongole le zucchine tagliate a julienne, fate saltare brevemente e tenete da parte.
 
Passatelli
Impastate tutti gli ingredienti insieme, fino ad ottenere un composto omogeneo ed abbastanza solido.

Conviene aggiungere gli ingredienti secchi alle uova leggermente sbattute, se dovesse risultare troppo morbido, aggiungete poco pane e poco parmigiano (in parti uguali), fino ad ottenere un composto abbastanza compatto.
 
Fate riposare per un po’ in frigorifero (almeno un’ora).
 
Prendete l’impasto e tagliatelo a pezzettoni,passatelo nello schiacciapatate (con dei fori abbastanza grandi).
 
Si formeranno dei ‘vermicelli’ che farete cadere nel brodo bollente.
 
Sono pronti dopo pochissimi minuti di cottura.
 
Scolateli e versateli nella padella con il sughetto di vongole veraci e zucchine, spadellate brevemente, unite del prezzemolo fresco, e servite con una grattugiata di pepe.
 
 
Curiosità e note
Le pevarasse in Veneto sono le vongolette; un altro tipo di conchiglie della stessa famiglia sono i caparossoli, conosciuti ovunque come vongole veraci.
 
Per la ricetta sopra potete usare sia le une che le altre.
 
*Prima della  cottura, ricordatevi di lavare bene i gusci, grattandoli sotto l’acqua corrente, poi fatele spurgare per qualche ora in acqua salata (io cambio l’acqua anche 4 volte), in modo che depositino la sabbia trattenuta nelle valve.
 
Allo stesso modo si possono preparare anche i peoci, ovvero le cozze.
 
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
….taglia, taglia, taglia, taglia…..
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 
 
 
Con questa ricetta partecipo al contest di Vaty
 
 
Il mio contest!
Colazione e merenda/ Diario/ Dolce

“QUALUNQUE COSA TU POSSA FARE…INCOMINCIALA!”…..FOCACCIA DOLCE CON L’UVA NERA

 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



“QUALUNQUE COSA TU POSSA FARE,
O SOGNARE DI FARE,
INCOMINCIALA.
L’AUDACIA HA IN SE’ GENIO, POTERE E MAGIA.
INCOMINCIALA ADESSO.”   
 
J. W. GOETHE
 


Sapete vero che io ogni tanto vado di aforismi…
 
Se mi piacciono gli aforismi!!….ne ho pure attaccati alle pareti di casa…
..ma questo forse ve lo avevo già detto..!?
 
Ci sono delle frasi a cui sono molto legata, che sono come dei mantra, e che viaggiano con me, nella mia borsa, appuntate nella mia vissutissima Moleskine.
 
Rileggerle mi piace, mi dà carica, sicurezza, serenità, allegria.
 
Oggi, mi è capitata in mano questa, e spero che leggendola qualcuno di voi faccia quella cosa che vorrebbe fare ma ancora non si è deciso, o faccia quella telefonata ché non è mai il momento giusto, o faccia quel viaggio che aveva posticipato…
 
…insomma vi auguro con tutto il cuore di INCOMINCIARE quello che sognate o semplicemente desiderate fare.
 
Non rimandate, INCOMINCIATELA.
 
 
E una ricetta di una semplicità estrema.
 
Ho utilizzato una farina di tipo 1, macinata a pietra, ho provato anche con la farina integrale ma il risultato non è stato granché (in poche parole non lievita ‘na cippalippa!), con questa il risultato invece è ottimo e, per me che non utilizzo farine di tipo 0 o 00, si tratta di un un buon compromesso. 
 
Sofficissima e fragrante, con una bella crosticina in superficie!
 
Vi auguro un felice settimana.
 
Un pensiero va alle mie amiche VatyGabilaMonicaPatriziaGianlySandra, che insieme ad altre blogger sono in viaggio per Cagliari al MED DIET CAMP “Mediterranean Diet and enhancement of traditional foodstuff – MedDiet” 
 
WE ARE WHAT WE EAT – SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO.
 
Buon divertimento ragazze!!!
 
Ascoltate bene che poi diffondete!
 

FOCACCIA DOLCE CON L’UVA NERA
 
Ingredienti:
 
500 g di farina tipo 1 (macinata a pietra)
15 g di  lievito di birra
250 g di acqua tiepida
100 g di zucchero di canna (più poco per finire)
450 – 500 g di uva nera
50 g burro biologico 
1 presa di sale rosa dell’Himalaya
 
 
 
 
Disponete la farina mescolata con lo zucchero in una terrina, fate un buco al centro con le dita e versateci  dentro il lievito sciolto in poca acqua tiepida.
 
Iniziate a lavorare con le mani, aggiungendo la restante acqua poco per volta.
 
Impastate bene, poi aggiungete anche il burro ammorbidito e tagliato a tocchetti, la presa di sale, e portate l’impasto su una spianatoia. 
 
Impastate energicamente per almeno 10 minuti affinché il lievito si attivi.
 
Lasciate lievitare per almeno 2 ore in una terrina, coperto con un canovaccio.
 
Riprendete l’impasto e stendetelo sulla spianatoia allargandolo prima con le mani e poi con l’aiuto del matterello. 
 
Dategli la forma di un rettangolo, della dimensione della teglia che utilizzerete. 
 
Adagiatelo sulla teglia rivestita di carta forno.
 
Lavate ed asciugate bene i chicchi d’uva, disponeteli sull’impasto facendo una piccola pressione.
 
Lasciate lievitare per un’altra ora coperto.
 
Tracorso il tempo spennellate con il burro fuso rimasto e cospargete con lo zucchero di canna.
Cucinate in forno già caldo a 220 ° per circa 20 minuti.
La superficie dovrà dorare bene e diventerà bella croccante.
 
 
 
 
 
 
 
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Eventi

COSMOFOOD – Food, Beverage & Technology ….e ricettina en passant, PORRI E PATATE AL GRATIN

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




Oggi ricettina veloce-veloce, che qui a casa nostra si fa spesso (il gratin è gettonatissimo…).
Ma ne parliamo dopo.
 
 
Mi fa davvero piacere parlarvi di questa Fiera.
 
La prima edizione dCOSMOFOOD, Fiera sulle eccellenze del settore food, beverage & technology che si terrà nella mia Regione, il Veneto, e più precisamente a Vicenza.

La prima Fiera del settore in Veneto!
 
Gli espositori saranno 260, suddivisi in 6 aree tematiche: FOOD, WINE, BEER, TECHNOLOGY, RESTAURANT, BIO.
 
A COSMOFOOD il visitatore avrà contatto diretto con i produttori ed i migliori fornitori del settore ristorazione e tecnologia.
 
All’interno della Fiera ci sarà un’area dedicata agli eventi e sarà possibile partecipare a corsi di degustazione, seminari, dimostrazioni in diretta e work shop.
 
La Fiera COSMOFOOD è aperta agli operatori di settore ed al pubblico, si terrà a Vicenza dal 16 al 19 Novembre 2013.
 
Secondo voi potrei mancare?
Nuuuuuu…
Io ci vado ;-)…
 
Voi per programma ed informazioni, non dimenticate di consultare  il sito web e la pagina Facebook di COSMOFOOD. 
 
 
 
Collaboro con la Fiera Cosmofood di Vicenza


La ricetta di oggi è semplicissima, veloce e si può fare ovviamente con molte altre verdure di stagione.

Io alla semplice besciamella ho aggiunto della panna acida che, nell’aprire il frigorifero, mi è venuta incontro..si, si, stava per scadere…e a me non piace buttare via il cibo.

Le mie amiche bloggalline mi sono venute in aiuto…“Con i porri! Con i porri!”…in realtà mi consigliavano un risotto, ma alla fine è finita qui dentro e CI STAVA BENISSIMO!


PORRI E PATATE AL GRATIN
 
Ingredienti:
 
800 gr patate
2 porri belli grossi
Timo qb
70 gr burro biologico
50 gr farina di riso biologica
5 dl latte
150 gr panna acida
50 gr Parmigiano Reggiano
Olio EVO qb
Noce moscata qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 
Lavate le patate e lessatele intere e con la buccia.
Immergetele in acqua fredda, salata, per circa 20-25 minuti. 
 
Provate a verificare la cottura infilzandone una con uno stecchino, dovranno essere tenere ma belle consistenti ancora.
 
Fatele raffreddare, sbucciatele e tagliatele a fette non troppo sottili.
 
Mondate i porri ed affettateli a rondelle non troppo sottili. 
 
Fateli appassire leggermente in una padella antiaderente con una noce di burro, poco olio EVO e alcune foglioline di timo. 
 
Salate, pepate e tenete da parte.
 
Ora preparate la besciamella. Fate fondere il burro a fuoco medio in un pentolino, versate la farina fuori dal fuoco e mescolate bene con la frusta. 
 
Aggiungete il latte a filo sempre mescolando e rimettete sul fuoco. 
Aromatizzate grattugiando della noce moscata, salate, pepate e sempre mescolando portate a cottura. 
Quando sarà addensata, aggiungete parte del Parmigiano (tenetene da parte poco per spolverare) e la panna acida. Mescolate bene.
 
Imburrate leggermente una pirofila, disponete le fettine di patate e porri alternandole a vostro piacere, coprite il tutto con la besciamella-acida, livellatela bene con una  spatola, spolverate con il restante Parmigiano Reggiano ed infornate a 200° per circa 15-20 minuti.
 
Decorate con foglioline di timo.
 
 
 
 
…e RICORDATE!!!
food, beverage & technology 

a Vicenza dal 16 al 19 Novembre 2013.




Dolce

AMICIZIE CONTAMINATE……PANNA COTTA ‘MONT BLANC’ AL PROFUMO DI FAVA TONKA



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




Già la parola mi piace tanto.

E devo dire che la sento molto mia.

Io, che ho una dispensa piena zeppa di spezie, e che senza la mia aiuola di erbe aromatiche non potrei cucinare.

Io, che le metto davvero ovunque, nella mia cucina, che considero abbastanza semplice e tradizionale.

Questo contest non poteva che piacermi tantissimo.

Per quello che trasmette dal punto di vista culinario, ma anche e soprattutto dal punto di vista relazionale e culturale.

Scambi e mescolanze di sapori, nuovi profumi, nuovi accostamenti.
E’ un po’ come l’incontro con Vaty.

Lo confesso, a me piaceva tanto tanto già prima, seguendola nel suo blog

Ma avere la fortuna di incontrarla, sollevarla…si avete capito bene sollevarla…ché io per la felicità…quando ci siamo viste per la prima volta a Roma, all’esterno del Ristorante Da Carlone, l’ho abbracciata e sollevata…ti ricordi???

..beh, incontrarla mi ha confermato tutto quello che è Vaty.

Un donna solare, intelligente, simpatica, generosa, delicata e forte al tempo stesso.
Che ha tante cose da dare, e che merita di riceverne anche di più.

Questo è un dolcino semplice Vaty.

Semplicemente contaminato.

La panna cotta, un dolce di origine italiana, profumata con la fava tonka *, originaria del Venezuela, che con il suo aroma tra la vaniglia e la mandorla, gli conferisce un tocco esotico.

E la guarnizione Mont-blanc. Qui l’origine è pure incerta, e si giocano la paternità Francia e Piemonte.

Che dici? Contaminato abbastanza?

E’ tutto per te cara AMICA!

Per te che non so come fai a fare tutte quelle cose insieme.
Per te che trovi sempre il tempo per un aiuto o un consiglio.
Per te che fai delle foto poetiche.
Per te così italiana e così esotica.
Per te che quando il mio cellulare suona e leggo il tuo nome, sono felice.

Grazie per la tua amicizia, per la nostra amicizia. 
Contaminata. ^_^

PANNA COTTA ‘MONT BLANC’ AL PROFUMO DI FAVA TONKA

Ingredienti (per 8 stampini):

Panna cotta
350 gr panna fresca 
150 gr latte 
30 gr zucchero
1 cucchiaino raso di agar agar
una grattugiata generosa di fava tonka

Mont Blanc
200 gr castagne pelate morbide (confezionate)
100 ml latte
Rum qb
2 cucchiai di zucchero di canna

Ganache al cioccolato (senza panna)
100 gr cioccolato fondente al 70 %
1 noce di burro



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

Panna cotta
Mettere in un pentolino il latte, la panna e l’agar agar (a freddo, altrimenti non si scioglie bene).

Fate scaldare a fuoco medio, mescolate bene ed aggiungete anche lo zucchero e la fava tonka grattugiata.

Portate ad ebollizione, poi spegnete il fuoco.

Versate negli stampini (io di silicone) e fate raffreddare (io nell’abbattitore, in pochissimi minuti), poi fate riposare in frigorifero per un paio d’ore.

Mont Blanc
Mettete le castagne in un pentolino coperte con il latte e lo zucchero.

Fate cucinare lentamente, mescolate di tanto in tanto, assorbiranno tutto il liquido.

Fate raffreddare, aggiungete poco rum a piacere e passate con lo schiacciapatate (io per riuscire a fare un lavoro di ‘fino’, essendo molto piccoli gli stampini, prima le ho passate con lo schiacciapatate e poi con uno spremi-aglio).

Ganache al cioccolato senza panna
Fate sciogliere il cioccolato fondente con una noce di burro a bagnomaria.

Assemblate il dolce
Create una base di ganache al cioccolato aiutandovi con un cucchiaio.
Togliete la panna cotta dallo stampino e disponetela con delicatezza sul letto di cioccolato, decorate in modo disordinato (chè io le cose troppo perfette….) con il Mont blanc.


*FAVA TONKA

(A me l’ha portata una cara amica da Parigi, Daniela, ne avevo parlato qui.)

La fava tonka è originaria del Venezuela. 

L’albero che la produce raggiunge l’altezza di 25 metri e cresce anche in Amazzonia, Colombia e Guyana.

Il frutto sembra un piccolo mango, che, una volta essiccato assomiglia ad una patata rinsecchita.

Al suo interno ci sono due  semi oblunghi di circa 3 – 4 cm, la fava tonka.

L’utilizzo in cucina è abbastanza recente e poco diffuso, precedentemente veniva utilizzata solo in profumeria e nella produzione di alcuni tipi di tabacco.

Ne basta pochissima, grattugiata.
Il suo profumo ricorda quello della vaniglia e della mandorla insieme, va da sé che, è perfetta in creme e cioccolato.

Ha proprietà toniche, narcotiche e carminative.

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NOTA del 23 Settembre 2013:

E’ ufficiale SONO UNA FOOD BLOGGER CIALTRONA!!!

C’E’ UNA BRICIOLA DI MONT BLANC SUL BORDO DEL PIATTOOOO!!!! O_O

Ma come ho fatto a non vederla??

Ecco, avrei potuto farmi aiutare con un ritocco photoshop, ma barare non mi piace, preferisco tenere questa imperfezione…

Vaty, mi vuoi bene lo stesso??? 

😀

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Con questa ricetta partecipo al contest di Vaty,
La Cucina che unisce più Tradizioni



Il mio contest!

Salato

Farrotto allo zafferano, zucchine, ceci e menta



Settembre.
Le giornate hanno iniziato ad accorciarsi, ve ne siete accorti?
Forse, dell’autunno, è la cosa che mi pesa maggiormente.
Si, perché tutto sommato, a me piace settembre.
L’aria frizzante la mattina, i colori degli alberi, la copertina sul letto, indossare nuovamente jeans e maglioncini abbandonati a maggio/giugno…
Ma la luce…beh, la luce mi manca.
Abituarmi alle giornate che si accorciano non è facile per niente.
Del resto è una cosa fisiologica, in presenza della luce il nostro organismo secerne la serotonina, che  migliora l’umore, regola l’appetito ed il piacere, mentre con l’arrivo dell’autunno, riducendosi le ore di luce, produce melatonina, che invece accentua il bisogno di riposo (ecco cos’è tutto ‘sto sbadigliare..), abbassa il tono dell’umore (palline che frullano..) ed aumenta l’appetito…si avete capito bene, aumenta l’appetito.
In particolare la voglia di dolci e di carboidrati. Pericoloso.
Come superate voi tutto questo?
Io faccio il pieno di sole appena posso.
Ogni bella giornata è preziosa per sfruttare il beneficio dei raggi di sole.
E riprendo a camminare.
Stare all’aria aperta e in mezzo alla natura aiuta molto.
Il sole scalda la pelle, ma non solo.
Allontana la malinconia, la stanchezza, ci avete fatto caso?
Io, poi, mi devo coccolare anche con il cibo, ed aumento il consumo di alimenti che stimolano la produzione di serotonina.
Quindi via libera ai cereali integrali, miele, marmellate, legumi e frutta e verdura di stagione, semi oleosi e frutta in guscio, ché la natura ci regala tutta l’energia di cui abbiamo bisogno, ecco perché io lo ripeto sempre, i cibi vanno mangiati nel periodo giusto.
Lo sapete che i pistacchi sono utili per rasserenare l’umore e ridurre l’ansia?
Che le castagne stimolano la produzione di serotonina e migliorano l’umore?
Che le pere forniscono un’ottima riserva di energia per contrastare la spossatezza autunnale?
E poi il cioccolato!
Un pezzetto(ne) di cioccolato fondente mi fa stare bene!
Il piatto di oggi, per me, è una coccola.
Semplice, ma ricchissimo di nutrienti e vitamine.
Io ho usato dello zafferano speciale.
Quello che mi ha inviato (con altri prodotti) per aver vinto questo contest qui con questa ricetta qui…la mia carissima amica Roberta del blog The Dreaming Seed.
Uno zafferano biologico in stimmi. Meraviglioso.
Lo zafferano è ricco di carotenoidi e ricchissimo di vitamine A, B1 e B2.
Migliora il tono dell’umore (è un ottimo anti-depressivo!) ed è antiossidante.
Sembra addirittura che inibisca il deposito delle proteine responsabili dell’Alzheimer.
Insomma:  ZAFFERANO = ANTIDEPRESSIVO NATURALE, ANTISTRESS, RILASSANTE, DIGESTIVO
Però.
Ricordate che alcune spezie vanno usate con cautela.
Lo zafferano è tra queste, non è un caso che venga venduto in piccolissime dosi.
Si, anche perché è costoso…
Ma è bene sapere che 10 g possono provocare l’aborto, e 20 g possono essere una dose letale.
Si, avete capito bene, letale.
Il consumo giornaliero ideale dovrebbe essere al max. di 1,5 gr.
Sono stata pesanta?
Eh vabbè, ma tutti ‘sti corsi e tutti ‘sti appunti li dovrò pur condividere con qualcuno no???

FARROTTO ALLO ZAFFERANO, ZUCCHINE, CECI E MENTA
Ingredienti (per 4 persone):
300 gr farro perlato biologico
4-5 zucchine piccole
150 gr ceci biologici (lessati)
1 bustina di zafferano (io in stimmi biologico) *
1 cipolla di Tropea
Brodo vegetale qb
Parmigiano Reggiano qb
Olio EVO qb,
Menta fresca qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
 
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 
 
Lavate bene il farro sotto l’acqua corrente e cuocetelo in acqua bollente salata secondo le indicazioni sulla confezione (io 20 minuti).
Tagliate la cipolla non troppo sottile, lavate e tagliate le zucchine a rondelle.
Fate rosolare la cipolla in una padella con poco olio EVO, aggiungete le zucchine e fatele saltare a fuoco abbastanza vivace girandole spesso.
Unite i ceci scolati dall’acqua della confezione e lo zafferano sciolto in poco brodo vegetale (io ho messo gli stimmi frantumati in una tazza, li ho coperti con del brodo vegetale e li ho lasciati riposare un’ora).
Regolate di sale e pepe e fate insaporire bene.
Unite il farro, le foglie di menta spezzettate e poco brodo vegetale e amalgamate bene.
Mantecate con il Parmigiano Reggiano e servite caldo.
 
 
 
 
Happiness is HOME MADE.
E ricevere un pacchettino che contiene queste cose deliziose
GRAZIE Roberta!
 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
Diario/ Dolce

UN ANNO DI BLOG … PROFITEROLE.

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 



E’ passato un anno.Chi l’avrebbe detto che sarebbe passato così in fretta.

Che poi, a dire il vero, è stato abbastanza faticoso quest’anno…probabilmente è l’intensità con la quale l’ho vissuto, che l’ha fatto volare.

Mi sembra ieri che, decisissima ad aprirlo, ho iniziato a studiare video-tutorial su YouTube per capire come fare e, nonostante la mia ‘mbranataggine, ci sono pure riuscita, da sola.

Il blog è sempre lo stesso.

Certo qualche miglioria c’è stata, ma niente altro.

Avevo anche pensato di rinnovarlo, affidarmi a qualcuno di più esperto, ma…vuoi per mancanza di tempo, vuoi perché sono affezionata a questa foto con il vassoio-découpage-casalingo, è rimasto così…chissà, magari prima o poi mi decido e vi sorprendo con effetti speciali.

La cosa certa è che tante sono le cose accadute, le esperienze vissute, e tante le persone entrate nella mia vita.

Alcune anche quelle perse lungo la strada.

Succede, e spesso non sappiamo nemmeno il perché.

Ma sono poche (a volte, magari, è pure una fortuna…), molte invece sono quelle arrivate.

Mai avrei pensato che un blog potesse portarmi a tutto questo.

Certo, pensavo alla condivisione, ad un sorta di diario delle mie ricette…ma che da un commento si potesse passare ad una mail, che la mail diventasse poi una telefonata, addirittura un incontro, un abbraccio ed una, anzi tante belle amicizie, no, non lo credevo davvero.

Quest’anno ho fatto tante cose che desideravo fare, ho imparato molto, incontrato ed abbracciato persone stupende e ne sono soddisfatta.

Cosa dire, se non che sono immensamente felice di aver deciso, a settembre dello scorso anno, di aprire questo piccolo spazio personale?

Di essermi detta, “Ecchesarà mai?? Me lo apro io da sola ‘sto benedetto blog!!”

No, non farò Giveaway o Contest per l’occasione.

Solo un post per ricordare alcuni dei momenti belli vissuti quest’anno ed un dolce per festeggiare.

Un semplice e golosissimo Profiterole.

Grazie a tutti.

A quelli che mi seguono, a quelli che non lo fanno più, a quelli che commentano e a quelli che non lo fanno, che però, anche in silenzio, ci sono.

 

GRAZIE.

PROFITEROLE
 

 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 

PASTA CHOUX

Ricetta tratta dal libro “ Pasticceria – le mie ricette di base” di Maurizio (Black) Santin 

Ingredienti:

240 g acqua

150 g farina (io di farro biologica)

120 g burro (io biologico)

4 uova (io biologiche)

Sale qb (io rosa dell’Himalaya)

In un recipiente portate l’acqua a bollore con il burro ed il sale; fuori dal fuoco aggiungete in una sola volta la farina setacciata e mescolate con una frusta.

Continuando a mescolare riportate sul fuoco fino a quando l’impasto si staccherà dalle pareti della pentola.

Lasciate intiepidire ed aggiungete le uova, uno alla volta, mescolando bene.

Quando l’impasto sarà omogeneo, aiutandovi con una tasca da pasticceria (sac à poche), formate i bignè su una placca foderata con carta forno.
Bagnatevi un dito con l’acqua ed appiattite il ciuffetto che si forma sopra al bignè (questa è una mia aggiunta, imparata all’alberghiero..).

Cuocete a 180° (forno già caldo) in forno ventilato per circa 20-25 minuti. Saranno pronti quando avranno un bel colore nocciola.

Lasciate raffreddare su una gratella per favorire l’evaporazione dell’umidità residua.

(Potete prepararli in anticipo e conservarli in un luogo fresco prima di guarnirli ma anche nel congelatore.)

 

CHANTILLY

Ricetta tratta dal libro “ Pasticceria – le mie ricette di base” di Maurizio (Black) Santin

Ingredienti:

250 g panna liquida

75 g zucchero a velo

1 baccello di vaniglia

Incidete il baccello di vaniglia ed estraete i semini.

In una ciotola fredda o nel bicchiere della planetaria versate la panna liquida ed i semini di vaniglia, montate con la frusta.

Aggiungete poco per volta lo zucchero a velo e continuate a montare finché non avrà raggiunto una consistenza spumosa e morbida.

Conservate coperta con della pellicola in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.

 

COPERTURA

300 g cioccolato fondente al 70%

100 g panna liquida

1 noce di burro

 

Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato spezzettato con la noce di burro.

Una volta sciolto aggiungete anche la panna, mescolate bene e fate raffreddare leggermente.

Assemblare il dolce

Aiutandovi con un coltellino appuntito fate un piccolo forellino sul fianco di ciascun bignè.

Riempite una sac à poche con la chantilly (beccuccio sottile) e, dal foro laterale riempite bene i bignè.

Posizionate i vostri bignè a piacere sul piatto di portata e finite coprendo con la ganache al cioccolato fondente.

 

 

 

Dove sono io c’è anche lui. …o forse dove c’è CIBO?

 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 
 
IL RADUNO DELLE BLOGGALLINE A ROMA – APRILE 2013
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

 

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IL CORSO ALL’ISTITUTO ALBERGHIERO
 
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Bevande Aperitivo/ Dolce/ Greenery mood/ Salato

LA MENTA, COME FAREI SENZA? …oggi tripla ricetta: MOJITO, ZUCCHINE ALLA MENTA E MUFFIN INTEGRALI CON SALSA di NOCI PESCHE E MENTA

 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
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foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
La prima cosa che ho fatto, non appena preso possesso della nuova casa, è stata quella di fare una bella aiuola aromatica in giardino, davanti alla porta della cucina.
 
Non so voi, ma io, senza erbe aromatiche, non riesco a cucinare.
 
Uso tantissimo le spezie in generale, e moltissimo quelle nostrane, le erbe aromatiche.
 
Oltre a profumare e colorare le pietanze hanno tantissime proprietà benefiche.
 
La menta è favolosa.
 
E’ molto facile da coltivare, è perenne e resistentissima.
 
In inverno la vedrete seccare e sparire, ma poi vi sorprenderà rispuntando a primavera più rigogliosa che mai.
 
E’ preferibile coltivarla in vaso perché tende ad ibridizzare, è infatti chiamata la ‘dannazione del botanico’ proprio perché ne esistono tantissime varietà.
 
L’unica che non si ibridizza è la menta piperita, la varietà maggiormente diffusa ed utilizzata.
 
La menta ha davvero tantissime proprietà.
 
Il suo principio attivo è un olio essenziale, il mentolo, ma contiene anche vitamina C e sostanze antibiotiche.
 
E’ carminativa (accelera i processi digestivi), anti-fermentativa, antisettica, è un potentissimo antibatterico (soprattutto per stomaco ed intestino) ed ha anche ottime proprietà sedative (utile nei casi di mal d’auto, d’aereo, di mare).
 
Ricordate però che è un blando eccitante, quindi è sconsigliato assumerla nelle ore serali, inoltre può interferire con alcune cure omeopatiche, pertanto in questo caso chiedete consiglio al vostro medico.
 
Secondo me in cucina, come aromatizzante, è unica.
 
Con alcune pietanze si sposa alla perfezione.
 
Con i carciofi, ad esempio, è anche d’aiuto perché evita la fermentazione ed i gas intestinali.
 
L’avete mai provata con le fragole? Perfetta.
 
Io la uso davvero tanto e, siccome tra un po’ arriverà il freddo e se ne andrà in letargo, ho deciso di approfittarne per postare alcune ricette sia dolci che salate di quest’estate che avevo in archivio.
 
Che dirvi ancora???
Portate pazienza perché questo post è lunghino…e poi..
 
Poi, preparatevi un buon Mojito, principe dei cocktail estivi, e passate un felice fine settimana!!!
…ovviamente, o ve lo bevete a casa, oppure fate guidare qualcun’altro!

MOJITO
 
Una cosa che ho molto apprezzato al corso per cuoco è stata la parte di sala-bar, che prevedeva lezioni su caffetteria, snack e cocktail.
 
Io sono mezza astemia, nel senso che non bevo vino, né birra, ma riesco a bere i superalcolici (con molta moderazione ovviamente, perché a me un Mojito fa girare subito la testa di brutto..).
 
Vi capita di associare il cibo o le bevande a qualcosa? 
Sia un luogo o altro…beh, a me il Mojito ricorda le feste e gli aperitivi estivi (sarà che io lo Spritz non lo bevo..), le vacanze a Formentera, ma anche i pre-cena casalinghi….
 
Comunque, ho imparato che nella preparazione dei cocktail è importante rispettare l’ordine degli ingredienti.
 
Nel caso del Mojito, è interessante sapere che la ricetta originale prevede l’utilizzo della hierbabuena, che però cresce solo a Cuba e che possiamo sostituire con la menta  fresca. 

Ricordate che gli ingredienti non vanno schiacciati, ma mescolati o shakerati ( a parte la pressione iniziale per amalgamare il succo del lime con lo zucchero). 

Nel caso la menta venisse pestata, rilascerebbe un aroma troppo amaro.
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
Ingredienti (per una porzione):
 
½ lime
1 cucchiaino di zucchero di canna
4-5 foglie di menta piperita
5-6 cubetti di ghiaccio
4 cl rum bianco
Acqua tonica
Tagliate il lime a cubetti grossolani e metteteli nel bicchiere, aggiungete lo zucchero e pressateli (non pestate!) leggermente. Aggiungete anche le foglie di menta spezzettate con le mani ed il ghiaccio che dovrebbe essere rotto grossolanamente nell’incavo della mano con un pestello. Ovvero, cubetto nel palmo, colpetto e via!
Non lo fa nessuno, ma mi hanno insegnato che andrebbe fatto così.
Aggiungete il rum e, se avete a disposizione un Boston shaker, shakerate poco (3-4 colpi).
Versate nel bicchiere, aggiungete poca acqua tonica con foglie di menta e servite con due cannucce corte.
 
 
 
ZUCCHINE ALLA MENTA
 
Non vi indico quantità precise perché credo non servano in questo caso.
La quantità di menta dipende dai vostri gusti e comunque non deve coprire il sapore delle zucchine, poche foglie possono bastare.
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
 
 
Ingredienti:
 
zucchine
menta fresca
olio EVO
aglio
sale rosa dell’Himalaya
pepe bianco
 
Lavate le zucchine, tagliatele a metà e poi a fettine oblique non troppo sottili.
 
Sbucciate e schiacciate lo spicchio d’aglio, fatelo rosolare in una padella con poco olio EVO, aggiungete le zucchine e fatele cuocere a fiamma vivace mescolando ogni tanto affinché non si attacchino (se necessario aggiungete pochissima acqua).
 
Aggiungete le foglie di menta lavate e spezzettate, fate insaporire bene, salate, pepate e servite belle calde.
 
 
 
MUFFIN INTEGRALI AL CIOCCOLATO BIANCO CON SALSA DI NOCI PESCHE E MENTA


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Ingredienti:
 
Muffin (circa 12)
 
150 g farina integrale biologica
100 g farina di riso biologica
100 g zucchero a velo
40 g zucchero mascobado
½ bustina di lievito in polvere
2 uova biologiche (medie)
170 g yogurt greco
70 g burro biologico
100 g cioccolato bianco di qualità
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon
1 goccio latte
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya
 
Salsa alle noci pesche e menta
 
4 noci pesche (2 a pasta gialla e due a pasta bianca)
3 cucchiai di zucchero di canna
Acqua qb
Foglie di menta qb
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
Accendete il forno a 180°.
 
Preparate i muffin mescolando in una ciotola le due farine, lo zucchero (due tipi), la vaniglia ed il lievito.
 
In un’altra sbattete leggermente le uova, aggiungete il burro fuso (raffreddato) , lo yogurt greco, il pizzico di sale.
 
Mescolate bene ed unite agli ingredienti secchi.
 
Se l’impasto risulta un po’ troppo asciutto aggiungete un po’ di latte, quanto basta per ammorbidirlo, per ultimo unite il cioccolato tritato grossolanamente.
 
Versate a cucchiate negli appositi stampini per muffin (io di silicone) e riempite per ¾ ed infornate a 180° (forno ben caldo) per circa 20 minuti. Fate comunque la prova stecchino al centro per verificare che siano ben cotti.
 
Sfornate e lasciate raffreddare.
 
Preparate la salsa.
 
Lavate e tagliate le noci pesche. Una parte a dadini ed una parte a fettine sottili.
Fate rosolare i dadini in una padella con lo zucchero, poca acqua e le foglie di menta lavate e spezzettate, cuocete finché si disferanno leggermente, passatele al mixer per ridurle in salsa. 
 
Riportate sul fuoco ed aggiungete le fette di pesca, lasciate cuocere leggermente e spegnete.
 
Servite i muffin accompagnati dalla salsa, alcune fettine di noce pesca e decorate con delle foglie di menta fresca.
Salato

UN CONCERTO CHE AVREI VOLUTO VEDERE E…..SPAGHETTI FETA, LIMONE E BASILICO alla GORDON RAMSAY


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 





Ok, lo ammetto.


Io non amo particolarmente le ricette di Gordon Ramsay.

E non ho nessun libro di ricette di Gordon Ramsay.

Ecco, ve l’ho detto.

A dire il vero mi è anche simpatico, nonostante la sua rudezza.

Adoro sostare in libreria nel reparto libri di cucina, li prendo, mi siedo comodamente sul divanetto della libreria, sfoglio, leggo, ammiro…

Ma nessun libro di Gordon mi ha ancora convinta all’acquisto.

Cosa vi devo dire? 

Io mi impegno, li guardo e riguardo, ma poi non li compero e poche ricette mi ispirano davvero… 

Non so dirvi il perché.
Si va anche a periodi, almeno io si.
E poi, mai dire mai. Ché solo gli scemi non cambiano idea!

Magari nelle mie prossime sessioni in libreria scatterà la scintilla!

Però una ricetta l’ho sbirciata in libreria, questa pasta.
Se ricordo bene, lui utilizzava delle linguine ed i pinoli, che io non amo molto e ho sostituito con le mandorle a lamelle.

Una pasta facile, veloce, solare…giusto in tempo prima che finisca l’estate.


E un piccolo tributo al grande Lorenzo.
Un concerto che avrei voluto vedere dal vivo…
Un grande Lorenzo Cherubini…e finalmente qualcosa di decente alla RAI….^-^
“Vorrei dirvi una cosa, rispetto all’aria che tira.
A quello che dicono.

Io ho l’impressione…credo che…POSSIAMO FARCELAAA!!!” 
Lorenzo J.

…se lo dice lui io ci credo! ^_^







SPAGHETTI FETA, LIMONE E BASILICO alla GORDON RAMSAY
Ingredienti (per 4 persone):

300 gr spaghetti  di farro biologici
1 limone biologico (succo e buccia)
200 gr feta
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano
Mandorle a lamelle qb
5-6 foglie di basilico fresco
Olio EVO qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




Iniziate sbriciolando la feta in piccoli pezzetti.

Lavate bene il limone, grattugiate la buccia e spremetene il succo.

Lavate anche il basilico, asciugatelo tamponandolo un po’.

Tostate le mandorle a lamelle in una padella antiaderente, facendo attenzione perché si scuriscono molto velocemente. 

Tenete tutti gli ingredienti da parte.

Cucinate gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata.

Scolateli al dente e conservate poca acqua di cottura, vi servirà per amalgamare gli ingredienti con la pasta.

Versate gli spaghetti in una padella, conditeli con l’olio, la feta, le mandorle, il basilico, il Parmigiano, la buccia ed il succo di limone (tenete da parte solo poca feta e basilico per finire il piatto). 

Aggiungete poca acqua di cottura, quanta ne basta per spadellare velocemente il tutto, amalgamare gli ingredienti ed evitare che asciughi troppo.

Servite subito nei piatti guarnendo con della feta sbriciolata, foglie di basilico e un giro d’olio.




CONSIGLIA Torta panna e limone