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febbraio 2014

Biscotti e Frolle/ Colazione e merenda/ Dolce

Galani di farro al forno (Chiacchiere)

  
No, no, davvero.
Di friggere non ho voglia in questi giorni.
Poi mi puzza la casa per una settimana e con la scusa di questi benedetti open space, la puzza te la ritrovi ovunque, e le tende puzzano per settimane.
E i capelli?
Ecco, mi tocca rilavarmi pure i capelli, ché detesto andare in giro con la puzza di fritto addosso!
Insomma, io ve lo confesso, se ho voglia di una frittella, questo carnevale, io vado in uno dei miei posticini preferiti e me la mangio già bell’e pronta, ecco.
Ma i galani (si pronuncia senza la ‘l’, gaeani).
Intanto, per chi non lo sapesse ancora, a Venezia si chiamano così, quelli che in altre parti d’Italia vengono chiamati crostoli (a Treviso), chiacchiere, frappe, cenci…e chi più ne ha…
Tornando ai galani, li ho visti più volte in vendita in negozi e pasticcerie con la dicitura ‘cotti in forno’….
Poi succede che li vedo in vendita anche nel supermercato di prodotti biologici, preparati con farina di farro e sempre cotti in forno…insomma, io li dovevo fare, ecco.
Ispirata da una ricetta che ho trovato nel mensile di ricette che trovo alla Coop “fior fiore IN CUCINA” (febbraio 2014), ho deciso di provare a farli!
Io ho modificato la ricetta secondo i miei gusti, e secondo ciò che avevo in casa!
La ricetta prevedeva solo farina, e di tipo ’00’, io invece ho usato farina di farro con aggiunta di poco amido poi, dato che non avevo in casa nemmeno un limone, ho usato il lime ed invece di mettere il Marsala (che non mi piace tanto…) ci ho messo il rum (quasi dei mojito galani insomma), ma ci sarebbe stata benissimo anche la grappa, che qui in Veneto usiamo molto nei dolci.
Io li volevo rusticotti, non troppo sottili, come quelli che ho assaggiato al super biologico insomma…quindi ho tirato la sfoglia a mano, con il mattarello.
Se li volete più sottili, è preferibile tirare la sfoglia con macchina per la pasta!
Allora cosa fate? Li provate?
Buon fine settimana!!

 

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Contorni/ Primi piatti/ Salato

Eccol cavolo! Foglie al pesto invernale e cavolo nero al forno ‘alla Jamie’

 


Quando, la scorsa settimana, ho letto questa cosa su un settimanale femminile (Gioia), ho sorriso.
Abbiamo delle materie prime meravigliose, che però spesso non apprezziamo a sufficienza, che forse un pochino snobbiamo, o che semplicemente non ci ricordiamo di usare in modi diversi…
Foglie di kale.
E’ semplicemente il nome del cavolo nero.
Il nuovo superfood d’America.
Di tutti i vegetali, sembra sia il più in voga fra i newyorkesi.
E’ ricco di vitamina C, ha proprietà antitumorali ed antinfiammatorie.
E allora vogliamo metterlo solo nella zuppa? Naaaaaaaa
Al corso di cucina naturale avevo imparato la ricetta del pesto invernale, fatto proprio con il cavolo nero, e questa ricetta è di Linda Busato, la cuoca che teneva il corso.
La pasta che ho usato l’ho presa dal mio spacciatore di cose buone (leggasi generi alimentari) è una pasta prodotta da un pastificio pugliese, semola di grano duro a lenta essiccazione, buonissima, e un formato molto accattivante ed originale, foglie di ulivo….e mi sa che proverò anche a farla a casa.
La cosa divertente è che dopo aver pranzato con questa pasta sono passata nel blog di un’amica, che aveva appena postato delle Linguine al pesto di cavolo neroClaudia è una bravissima cuoca, ma la maggior parte di voi la conoscono già, mica ve la devo presentare…lei è davvero una garanzia!…con i primi piatti, secondo me, in modo particolare!
Leggevo poi che lo chef stellato Jamie Oliver lo cucina arrosto, con olio e semi di sesamo…ed ecco due ricette con un unico ingrediente.
Lui per la precisione lo infila direttamente nel forno a 220° cosparso di olio, sale e semi di sesamo, io ho preferito sbollentarlo un po’ prima di infilarlo in forno.
Ciao!
 

 

 

FOGLIE AL PESTO INVERNALE  

Ingredienti (per 4 persone):
320 gr foglie d’ulivo di semola di grano duro (a lenta essicazione)
Pesto invernale
350 g di cavolo nero
50 g Parmigiano Reggiano
50 g di gherigli di noce
20 g di pinoli (io anacardi)
1 spicchio d’aglio
Olio EVO qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
 
 
 

 

 
 
 
Lavate bene il cavolo nero ed eliminate il gambo.
Sbollentatelo in acqua bollente leggermente salata per una decina di minuti.
Scolatelo bene e passatelo al mixer con tutti gli altri ingredienti.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e conditela con il pesto.
 
 
 
Nota:
con questa quantità, io ho preparato anche un risotto il giorno successivo.
 
 
 
CAVOLO NERO AL FORNO ‘alla JAMIE’
Ingredienti:
Cavolo nero
Semi di sesamo qb
Sale qb
Pepe qb
Olio EVO qb
Lavate bene il cavolo nero ed eliminate il gambo.
Sbollentatelo in acqua bollente leggermente salata per una decina di minuti.
Scolatelo e disponetelo in una pirofila, salatelo, e cospargete con i semi di sesamo ed un filo d’olio.
Passatelo in forno a 180° per 10- 15 minuti.
A fine cottura pepate e servite.

 

 
 
 
 
 
Contorni/ Diario/ Salato

Cultura, ecco cosa serve. Indivia belga gratinata con crescenza e pistacchi

 
 

Io mi incavolo quando mi guardo attorno, quando leggo.
Mi incavolo se penso all’enorme patrimonio artistico italiano, e a quanto poco viene investito per promuoverlo, proteggerlo, preservarlo.
Mi incavolo quando leggo dei tagli alla scuola, all’istruzione, alla cultura.
Ricordo lo slogan della campagna di un ex ministro alla cultura, “Con la cultura non si mangia”.
Poi è seguito un altro ministro….quello dei neutrini che passano sotto al tunnel, e giù tagli…
Io credo che impoverendo la cultura di impoverisce anche la democrazia.
La democrazia secondo me si fonda sulla cultura.
Cultura significa memoria storica, significa capacità critica sulle cose che ci circondano ed avvengono.
Investire sulla cultura significa formare degli italiani preparati, capaci, per costruire, magari, una democrazia migliore, domani.
Ma forse è proprio questo che vogliono evitare.
Un popolo stolto si manovra più facilmente.


“La fortuna di un popolo dipende dallo stato della grammatica.
Non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio”
Fernando Pessoa – poeta
“Un paese ignorante è un paese che con maggiore difficoltà
può uscire dalla crisi che ci attanaglia”
Umberto Galimberti – filosofo
“Una società che non comprende ciò che legge
e che non sa utilizzare le proprie conoscenze matematiche
per interpretare i numeri riportati sui giornali o che sente in televisione,
è una società schiava di chi la governa.”
Roberto Saviano – scrittore
 
 
Ricetta facilissima, velocissima e gustosissima!
Buon fine settimana.
 

 

INDIVIA BELGA GRATINATA con CRESCENZA e PISTACCHI
Ingredienti:
indivia belga
Crescenza
Pistacchi qb
Olio EVO qb
Burro qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Brodo vegetale qb (1 carota, 1 costa sedano, ½ cipolla)
 
 
 
 
 
Lavate e tagliate a metà i cespi di indivia.
Fateli cucinare coperti in una casseruola, con poco brodo vegetale, per circa 15 minuti.
Scolateli e disponeteli su una pirofila leggermente imburrata, spalmate su ogni mezzo cespo della Crescenza, salate e cospargete con i pistacchi tritati grossolanamente.
Fate gratinare in forno a 190° per una decina di minuti.
Pepate e servite caldi.
nota: non indico quantità perché credo che in questo caso non siano necessarie.
 
 
Cioccolato/ Diario/ Dolce/ Torte

Double chocolate di California Bakery

 

Ci sono tanti tipi di persone.

Ci sono persone che vedono il bicchiere mezzo pieno, e persone che invece lo vedono mezzo vuoto.

Ci sono persone che amano di più i gatti, ed altre che invece senza un cane non potrebbero vivere (poi ci sono anche quelle che se potessero metterebbero su una fattoria, eccomi qua!).

Ci sono persone che in generale vedono il buono nel prossimo, ed altre (per fortuna poche…) che invece vedono sempre il marcio (che sia perché il marcio ce l’hanno dentro?).

Ci sono persone che sono felici dei successi altrui (se poi queste sono amiche ancora di più!), ed altre persone che l’essere felici per il prossimo lo chiamano essere ruffiani ed opportunisti (O_O…Houston! Abbiamo un problema!)

Ci sono persone che amano Sanremo e lo guardano nonostante le polemiche e tutto il resto, altre che invece proprio no.

Ci sono persone che amano il cioccolato, ed altre che non lo amano affatto.

Ecco.

Questo è un post di pensieri sparsi e disordinati (ma lucidi!) e sicuramente NON è un post per chi NON ama il cioccolato!

No, non lo è.

Questa torta arriva direttamente da un libro che mi ha catturata ed emozionata.

CALIFORNIA BAKERY i dolci dell’America.

Non è solo un libro di ricette.

E’ molto di più. Un romanzo, ma di storie vere, vissute.

E’ una storia di passioni.

Un libro che ci ha unito tra amiche, in discussioni, prove, addirittura nell’acquisto solidale di stampi!!

Lo confesso, amo anche il materiale di questo libro, il cartoncino opaco della copertina, i colori, le foto.

Questa è la prima ricetta che ho fatto.

Sublime.

L’ho preparata per portarla a casa di amici ma, alla protesta delle mie bambine che ne reclamavano ancora, ho dovuto rifarla il giorno successivo…il che mi è andato anche bene, perché ho potuto fotografare la fetta!

Perfetta per regalarsi una coccola, perfetta da mangiare in divano aspettando Sanremo.

Io Sanremo lo guardo e mi piace pure!

Si, è vero, tutta la polemica sui compensi, sugli ospiti etc etc…

Ma io col Festival di Sanremo ci sono cresciuta, fa un po’ parte del mio Dna, del mio essere italiana.

Insomma, vi saluto e preparo il divano!

 

DOUBLE CHOCOLATE di CALIFORNIA BAKERY

Ingredienti:

Impasto

200 g burro temperatura ambiente, molto morbido (io biologico)

300 g zucchero semolato

3 uova (io biologiche)

1/3 dei semi di un baccello di vaniglia

Ingredienti Secchi

80 g di cacao amaro

120 g farina (io di grano tenero tipo 1 macinata e pietra)

2,5 g lievito (io cremor tartaro)

2 g sale

45 ml di caffè espresso forte

5 g caffè solubile forte

5 ml liquore al caffè (io liquore al cioccolato)*

125 g yogurt greco

Decorazione

200 g confettura (io di lamponi)

200 g crema al cioccolato fondente

50 g nocciole tritate

4-5 rametti di ribes

300 g cioccolato fondente

70 ml panna fresca

100 gr mascarpone

NOTA: ho barrato quello che era indicato nella ricetta che io non ho utilizzato.

 
 
 
 
 

Imburrate ed infarinate uno stampo di 20- 22 cm di diametro.

Versate in una ciotola la farina, il cacao, il lievito ed il sale setacciati e mescolateli con un cucchiaio.

Preparate in un bicchiere l’infusione di caffè, mescolando il caffè espresso con quello solubile, il liquore al caffè (io al cioccolato) ed i semi del baccello di vaniglia.

Mettete in una ciotola il burro e lo zucchero e lavorateli con un cucchiaio finché sono ben amalgamati e continuate a montarli finché non iniziano a cambiare colore (il composto deve diventare più chiaro).

Aggiungete un uovo alla volta (solo quando il precedente è ben incorporato) e mescolate con cura fino al completo assorbimento.

 
 
 
 
 
 

Aggiungete un terzo degli ingredienti secchi, metà dello yogurt, un altro terzo degli ingredienti secchi e lo yogurt, terminate con gli ingredienti secchi rimasti, mescolando bene tra un passaggio e l’altro con un cucchiaio.

Aggiungete l’infuso di caffè mescolando bene.

Versate l’impasto (molto cremoso) nello stampo, livellatelo con una spatola e cuocetelo in forno ben caldo a 170° per i primi 30 minuti, poi abbassate a 160° per altri 25 minuti (ogni forno è diverso da un altro, io ho dovuto allungare la cottura di altri 30 minuti).

Controllate la cottura infilando uno stecchino al centro della torta, dovrà uscire bello asciutto.

Sfornate il dolce e fatelo raffreddare per almeno 20 minuti prima di toglierlo dallo stampo.

 
 
 
 
 

Tagliatelo a metà e farcite con la confettura di lamponi.

Ricomponetelo e preparate la ganache.

Fate sciogliere il cioccolato fondente spezzettato e la panna in un pentolino a bagnomaria.

Togliete dal fuoco, aggiungete il mascarpone, e mescolate bene fino ad ottenere una ganache bella lucida ed omogenea.

Versate la ganache sulla torta e spalmatela in modo irregolare creando l’effetto spennellata disordinata con un coltello a lama larga.

Io non li ho messi (non li ho trovati), ma sopra, secondo me, sono perfetti dei rametti di ribes.

 
 
 

 

 
 

 

Nota: io ho utilizzato la planetaria, ovviamente se ce l’avete, utilizzatela!

Partite da burro e zucchero e man mano unite gli ingredienti secchi ed il resto, seguendo il procedimento.

* ricetta del liquore al cioccolato a breve sul blog.

 

 
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Cioccolato/ Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Qualcosa di rosso/ Torte

Tarte al cioccolato, ganache al mascarpone, cioccolato bianco e lamponi

 
 
 

Io ve lo dico.
 
Non sono una da feste tipo S. Valentino.
 
Non nel senso che non sono romantica.
 
Ma perché le trovo troppo commerciali, leggermente imposte insomma…
 
L’Amore, in generale intendo, va celebrato ogni giorno, non credete?
 
L’Amore per gli amici, per la propria famiglia, per i figli, il proprio compagno o marito, per gli amici ‘pelosi’ o ‘piumati’, cani, gatti, criceti, pappagalli…beh, considerate le mode bizzarre, dovrei anche aggiungere ‘squamati’…che c’è pure chi si tiene in casa pitoni e camaleonti…
 
Ma anche l’amore per il proprio lavoro, le proprie passioni e passatempi, l’amore per lo sport, per la natura, l’AMORE per la vita.
“Distratto passeggi dentro il mondo

 

e speri che il tempo passi accanto rubando da te un solo respiro…
Ecco che, tutto sembra possibile
se ti lasci guardare da un mondo che vive 
trovando negli occhi un senso di pace…
Ecco che, tutto è così incredibile
e sai lasciarti cadere come ti piace e grida il tuo nome e ricorda la pace “
da “Ecco che” Elisa
 
 
 


E una torta, semplicemente deliziosa.
Io cerco sempre di attenermi alla stagionalità dei prodotti, ma in questo caso ho fatto uno strappo alla regola, e mi sono concessa i lamponi.
Mi perdonate?
Qui sopra sono assolutamente perfetti.
Vi auguro un sereno fine settimana!!


TARTE AL CIOCCOLATO, con GANACHE AL MASCARPONE, CIOCCOLATO BIANCO E LAMPONI
 
Ingredienti:
 
Frolla al cioccolato
 
150 g farina di grano khorasan biologica
50 g farina di riso biologica
50 g cacao amaro
1 uovo biologico
100 g zucchero semolato
100 g burro biologico
½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato di sodio
 
Farcia
 
200 g mascarpone
80 ml panna fresca
100 g cioccolato bianco
2 cucchiai di zucchero a velo
50 g cioccolato fondente al 70%
confettura di lamponi qb (3 cucchiai ca)
Lamponi freschi
 
 
Frolla
 
In una terrina lavorate con le mani il burro e l’uovo insieme (materia grassa) fino ad amalgamarli bene (si, lo so, ci si impiastriccia e ci si unge…ma il mio “Chef-insegnante preferito” mi ha insegnato che si fa così.
 
A parte, setacciate tutti gli ingredienti secchi ed uniteli al composto di uova e burro, lavorate bene con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigorifero per almeno mezz’ora.
 
Accendete il forno a 180°.
 
Prendete la pasta frolla, appiattitela leggermente con il matterello, e stendetela dandole una forma rettangolare.
 
Imburrate ed infarinate bene uno stampo per tarte (io 35 x 11 cm con il fondo estraibile), e adagiate delicatamente la frolla. Fatela aderire bene ai bordi e poi livellateli aiutandovi con un coltello.
 
Forate il fondo con i rebbi di una forchetta, copritelo con della carta forno  e riempite con fagioli secchi (cottura in bianco o cieca). Cuocete a 180° per circa 25 minuti.
 
Sfornate e fate raffreddare.
 
Nota: con questa quantità di frolla ho fatto anche una quindicina di biscottini (cotti a 180° per circa 7 minuti).
 
 
 
 
 
 
 
 
Ganache al mascarpone e cioccolato bianco
 
Sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria.
 
Lavorate il mascarpone per ammorbidirlo ed unite il cioccolato sciolto, mescolate bene.
Montate la panna con lo zucchero a velo ed unitela al mascarpone.
 
Spalmate il fondo della tarte con la confettura di lamponi, poi spalmate sopra la ganache al mascarpone, livellandola bene con una spatola.
 
Lavate delicatamente i lamponi e sistemateli sulla tarte.
Fate sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria e, con l’aiuto di un conetto di carta forno, fate scendere delle striscioline di cioccolato sulla tarte.
 




 

 

 
 
 
Con questa ricetta partecipo al Contest di Imma del blog Dolci a go go.
 
 
 
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Primi piatti/ Salato

Lasagne di grano khorasan ai carciofi e Montasio

 
 


“La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, 
ma dà anche piacere, 
perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.” 
 
Pellegrino Artusi
 
Certo prendere le lasagne pronte al banco frigo…e chi non lo ha fatto almeno una volta?
 
Ma volete mettere la soddisfazione di preparare la pasta in casa?
 
E’ semplice in fondo, io lo dico sempre, a volte è davvero solo questione di pigrizia..
 
Tirate fuori la spianatoia, fate la vostra fontana di farina, rompeteci dentro le uova fresche ed iniziare ad impastare.
 
Sembra che impastare aiuti anche a combattere la depressione…lo leggevo ieri, in realtà parlavano del pane, ma poco cambia a mio avviso.
Siamo poco abituati ai lavori manuali.
Ai nostri figli sbucciamo la mela fino a che non se ne vanno di casa.
 
E’ un po’ triste non trovate?
A me fare la pasta dà tanta soddisfazione.
 
Sono rimasta incantata dal post di una cara amica, Maddalena, sulla pasta fatta in casa.
Vi invito ad andare a leggere i suoi consigli, utilissimi e chiari, qui.
Come ripieno per queste lasagne, ho scelto un ortaggio di stagione che amo molto, il carciofo.
 
I carciofi sono buonissimi, gustosi, ed hanno proprietà meravigliose.
 
Io me lo ripeto sempre, la natura non fa nulla a caso, ed ogni stagione ha le sue verdure, per un motivo ben preciso.
I carciofi contengono una sostanza aromatica, la cinarina, che conferisce il tipico sapore amaro e molte delle loro proprietà benefiche.
 
Hanno pochissime calorie ed oltre ad avere molte fibre, hanno una buona quantità di potassio, calcio, magnesio, ferro.
 
Ricerche recenti hanno dimostrato che mangiare carciofi (se crudi ancora meglio) contribuisce molto al benessere del nostro organismo ed a prevenire alcune malattie.
 
Hanno ottime proprietà digestive e diuretiche, toniche e disintossicanti.
Stimolano il fegato, contribuiscono alla purificazione del sangue, e permettono di abbassare i livelli di colesterolo.
Allora, che dite? Ricettina? 

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Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Risotto al Radicchio variegato di Castelfranco IGP e mandorle tostate



“SE NON TROVI OSTACOLI, 
VUOL DIRE CHE HAI SBAGLIATO STRADA”
 
 
Oggi un aforisma.
Lo sapete ormai vero che io spesso mi appoggio alle pillole di saggezza.
Onestamente non so chi l’abbia scritto, lo confesso.
Aiuta a non mollare, a crederci.
Perché qualunque situazione ci si trova ad affrontare.
Qualunque problema, scelta, o svolta.
Ecco, io credo (o forse voglio credere), che se risulta complicato, difficile, tortuoso, un bel casino insomma.
Ecco, allora forse è la strada giusta.
Perché nessuno ci regala niente, e i colpi di chiulo, certo esistono, ma sono davvero rari.
Il resto uno se lo deve guadagnare, non credete?
Ok…accantonato il momento ‘riflessione’, possiamo passare alla ricetta, vi va?
Un piatto di una semplicità unica.
Perché il solo ed unico protagonista è un prodotto di stagione meraviglioso.
Questo radicchio oltre ad essere bellissimo (non sembra un fiore?) ha proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative.
Facilita la digestione, la funzione epatica e stimola la secrezione biliare.
Quando lo acquistate fatte attenzione che le foglie non siano appassite o troppo bagnate, il contenuto vitaminico è strettamente collegato alla sua freschezza.
E’ ottimo sia cotto che crudo, è importante però che la cottura sia veloce, al fine di salvaguardare le vitamine ed i sali che contiene.
Si, il piatto è un pochino monocromatico ma, dal punto di vista del sapore, non ha bisogno assolutamente di nessuna ulteriore aggiunta, quindi io l’ho lasciato così, nella sua meravigliosa semplicità.
Buon fine settimana!



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Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Cake pops e il ciambellone di Maurizio ‘Black’ Santin

 
Cosa volete che vi racconti?
Che non ne posso più di tutta questa pioggia?
Che con tutta questa umidità sono in seria difficoltà con il rito mattutino del trucco e parrucco?
…e i miei capelli prendono una forma non ben definita a mo’ di casco di banane..
Che quando ho il raffreddore il trucco non mi si attacca alla faccia e, nonostante il mio impegno, non ci riesco davvero ad ottenere un qualche significativo cambiamento grazie all’utilizzo di spazzole, phon, piastre, pennelli e spugnette…
Naaaaaaaa…..non voglio annoiarvi con cose così poco originali.
Parliamo di ordine (oggi nemmeno i miei discorsi seguono un qualche ordine…che sia sempre l’umidità?!).
Le mie cartelle di archivio ricette sono un vero disastro…
Urge assolutamente un intervento per sistemarle e per stabilire una qualche forma di programmazione…
Questa ricetta ad esempio era li che aspettava, poverina, da inizio dicembre….
Prima volta che li preparavo i cake pops..quale occasione migliore se non la festicciola di compleanno della mia pischella più grande???
Sono partita da una base sicura.
Il ciambellone di Maurizio ‘Black’ Santin.
Ricetta tratta dal suo libro ‘Pasticceria le mie ricette di base’, che ho rispettato nelle quantità, e modificato solo nel tipo di ingredienti.
Potete preparare i cake pops con una qualsiasi torta da colazione o da inzuppo.
Se non li avete mai preparati, io ve li consiglio.
Il divertimento è assicurato, e non solo per i più piccoli.
 

CAKE POPS e  IL CIAMBELLONE DI MAURIZIO ‘BLACK’ SANTIN
Ciambellone di Maurizio Santin (da “Pasticceria le mie ricette di base”)
Ingredienti:
300 g farina (io di farro biologica)*
250 g zucchero (io di canna)
4 uova (io biologiche)
1 bicchiere di olio di semi (io di girasole biologico)
½ bicchiere di latte
7 g di lievito in polvere (io polvere lievitante naturale – cremor tartaro)
5 g di sale (io rosa dell’Himalaya)
aroma a piacere (io polvere di vaniglia bourbon biologica)
*(per prepararlo al cacao, ho ridotto la dose di farina  ed aggiunto il cacao in polvere, 270 gr farina – 30 gr cacao in polvere)
 
 
 
 
 
Accendete il forno a 180°.
Sbattete i tuorli con lo zucchero e l’aroma (io vaniglia), nella planetaria se ne disponete oppure con la frusta elettrica.
Montateli fino ad ottenere un composto spumoso e soffice.
Aggiungete l’olio, il latte e mescolate ancora.
Come ultima cosa unite la farina setacciata (io due volte) con il lievito (io anche con il cacao), aiutandovi con una spatola.
Montate gli albumi a neve ferma, ed incorporateli al composto precedentemente ottenuto.
Versate in uno stampo da ciambellone (dose per diametro di 28 cm) imburrato ed infarinato, cuocete in forno a 180° per circa 40-45 minuti.
Controllate sempre la cottura con uno stecchino (dovrà uscire asciutto), lasciate raffreddare prima di sformare.
 

 

 
 
Cake Pops
Alcune fette di ciambellone
Ricotta biologica qb
Confettura di albicocche qb
Codette colorate per decorare (o palline, cocco rapé….)
Cioccolato fondente al 70 %
Bastoncini per Cake Pops
 
 
 
 
 
 
In una ciotola, sbriciolate le fette di ciambellone con le mani.
Aggiungete qualche cucchiaio di confettura e di ricotta, impastate con le mani, fino ad ottenere un impasto bello compatto.
Formate delle palline compattando bene l’impasto, infilate su ciascuna lo stecchino, disponetele su una teglia e fatele riposare in frigorifero per una mezz’ora.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato, precedentemente spezzettato.
Immergete nel cioccolato i cake pops nel cioccolato fuso, fate sgocciolare il cioccolato in eccesso e passateli sulle codette o nella finitura che avete a disposizione.
Fate raffreddare in posizione verticale (se non disponete dell’apposito sostegno, potete utilizzare un pezzo di polistirolo o un vasetto).
 
 
 
 
 
 
 
 
Note: 
Non indico quantità precise, io ho aggiunto alcuni cucchiai di confettura e di ricotta (in parti uguali) fino a quando non ho ottenuto la consistenza giusta.
Il composto non deve essere troppo molle ma abbastanza compatto da poterci formare delle palline.
 
 
 
Diario/ Piatti unici/ Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Riso venere al Radicchio tardivo, calamari e gamberi ‘impacchettati’

 

Non posso che iniziare questo post con dei ringraziamenti.
In questi ultimi mesi ho lavorato a questo piccolo ed entusiasmante progetto insieme a delle amiche.
Ci sentivamo quotidianamente, a tutte le ore del giorno….ed anche a notte inoltrata…
Per decidere su questo o quello, passarci il testimone su una cosa da finire, o da decidere..
La cosa bella è che eravamo sempre d’accordo, nonostante non fossimo poche…
E allora sapete che vi dico?
Che è bello lavorare con donne così!
E che non è vero che le donne non fanno squadra, a volte la fanno e si divertono pure!
Quindi GRAZIE!
Grazie alle mie compagne di avventura, e a tutte le bloggalline che hanno deciso di seguirci in questo progetto.
Sulla ricetta non vi dico molto, solo che io adoro sia i calamari che i gamberi e che insieme al riso venere secondo me ci stanno benissimo!
Scappo, e di corsa! Sperando che il maltempo ci dia un po’ di tregua, vi auguro un sereno fine settimana!


RISO VENERE AL RADICCHIO TARDIVO, CALAMARI E GAMBERI ‘IMPACCHETTATI’
Ingredienti:
200 g riso nero venere
350 g calamari freschi
150 g code di gambero (3 a porzione)
1 cespo di radicchio di Treviso tardivo IGP
alcune fette di pancetta stufata (tipo bacon)
 2 spicchi aglio
Olio EVO qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Curcuma qb
 
 
 
 
 
 
 
Fate bollire il riso in acqua salata secondo i tempi di cottura indicati nella confezione.
Scolatelo e tenetelo da parte.
Pulite i calamari, eliminando la pelle, il becco, le interiora e gli occhi, lavateli con cura sotto l’acqua corrente e tagliateli ad anelli.
Fate rosolare uno spicchio d’aglio schiacciato in poco olio EVO, unite i calamari e fateli cuocere per una decina di minuti (facoltativo, sfumateli con poco vino bianco e fate evaporare).
In un’altra padella fate soffriggere uno spicchio d’aglio tritato (io elimino l’anima dell’aglio) in poco olio EVO, unite il radicchio tardivo tagliato a pezzettini piccoli e fatelo stufare, salate e pepate. Tenete da parte.
Sgusciate le code di gambero, lavatele ed avvolgetele nelle fettine di pancetta stufata (io le ho divise a metà perché erano troppo alte), disponetele su di una teglia coperta di carta forno e cuocetele in forno a 180° per una decina di minuti.
Usate la funzione grill per gli ultimi minuti di cottura, dovranno essere belli dorati e croccanti.
In una padella capiente o in un wok, saltate velocemente il riso insieme al radicchio stufato ed i calamari (tenendone da parte alcuni per la decorazione del piatto, io tengo i tentatoli e qualche anello), solo a fine cottura pepate e unite della curcuma (quantità a vostro piacere).
Se vi va di presentare il piatto in modo diverso, utilizzate un coppa-pasta per dare una forma elegante al riso.
Infine decorate con i calamari e con i gamberi ‘impacchettati’.
 
 
 
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