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luglio 2014

Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Torta rovesciata all’ananas caramellato e zenzero, con crema di yogurt al cocco

 

 

Piove, piove, piove e ancora piove…

Ma dopo tutta l’acqua scesa in inverno non ci avevano assicurato che sarebbe stata un’estate secca??
Poveri meteorologi, non vorrei essere nei loro panni…non ci si capisce più nulla!
Oggi passo davvero di corsa.
Ricetta di una torta al volo e via!
Sul mais.
Lo sapete che l’essere umano coltiva il mais da 7500 anni?
E’ un cereale con un elevato potere energetico, ricchissimo di sostanze minerali e proteine.
Forse nessun cereale come il mais ha salvato interi popoli dalla carestia e dalla fame.
Qui in Veneto è una vera tradizione, come si dice?
Che siamo polentoni?
A me piace tantissimo anche nei dolci, e spesso lo uso per torte e biscotti.
Andiamo alla ricetta?

 

TORTA ROVESCIATA ALL’ANANAS CARAMELLATO e ZENZERO con CREMA  di YOGURT al COCCO
Ingredienti:
Torta
180 g farina macinata a pietra (io Petra 5)
50 g farina di mais fioretto biologica
130 g zucchero di canna
125 g burro biologico
3 uova biologiche
4 cucchiai yogurt naturale
½ bustina di polvere lievitante naturale (cremor tartaro)
1 cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon (o i semini di 1 bacca)
3-4 cm di radice di zenzero fresco
½ ananas fresco grande (5/6 fette ca) *
per il caramello
80 g zucchero di canna
20 g burro
Crema di yogurt al cocco
200 ml panna fresca
100 g yogurt greco
4 cucchiai di zucchero a velo
3 cucchiai di cocco disidratato grattugiato
 
 
 
 



Crema di yogurt al cocco

Montate la panna con lo zucchero.
Unite lo yogurt greco ed il cocco disidratato, mescolate bene con una spatola.
Coprite con della pellicola per alimenti e conservatela in frigorifero fino al momento di servire.
Prepariamo la torta.

Accendete il forno a 180°.
Tagliate l’ananas a fette orizzontali dopo aver eliminato la buccia e la parte dura centrale. *
Serviranno 4 o 5 fette intere (a seconda del diametro dell’ananas) per il fondo della tortiera ed un’altra da ridurre a dadini ed unire all’impasto.
Montate in planetaria (o con la frusta elettrica) le uova e lo zucchero.
Unite poi lo yogurt, il burro sciolto e fatto raffreddare e la radice di zenzero grattugiata.
Infine unite anche le farine setacciate insieme alla polvere di vaniglia ed al cremor tartaro, mescolate bene con una spatola ed aggiungete anche l’ananas tagliato a dadini.
 
 
 
 
 
 
 
Preparate il caramello facendo sciogliere lo zucchero insieme al burro in una piccola padella.
Rivestite il fondo di una tortiera (io a cerniera D 25 cm) con un disco di carta forno, imburrate ed infarinate i bordi, quindi versate il caramello sul fondo e successivamente le fette di ananas fresco.
Versate sopra l’impasto, livellatelo bene e cucinate in forno a 180° per circa 1 ora.
Sfornatela e toglietela subito dalla tortiera, eliminando anche la carta forno.
Fatela raffreddare e servitela a piacere con la crema di yogurt al cocco. (…ma è buona anche da sola!)
*NOTE: Potete utilizzare anche l’ananas in scatola, ma garantisco che con l’ananas fresco è tutt’altra cosa.
 
 
 
 
 
 
 

 

Diario/ Piatti unici/ Salato/ Secondi di carne

Peperoni cornetti ripieni di cous cous, pollo al curry e mandorle … e le gonne di Stella Jean

 
  
Il cous cous.
Evoca notti sahariane di luna e di stelle.
La magia di un tè nel deserto.
E’ un piatto mutevole, cambia sembianza, può essere tunisino, algerino, marocchino, libanese.
Preparato con gli ortaggi, con la carne, il pesce, con i ceci e le verdure.
Ma anche freddo, con le verdure fresche, che in Libano chiamano taboulé, oppure il mestuf, cous cous dolce con il miele e la frutta, sia fresca che secca.
Poi succede che incontra un peperone, e ci salta dentro.
Trasformandosi in felice contaminazione.
 
 
 
“Credo che la moda possa essere innovativa 
quando si pone come ponte tra culture diverse.” 
 
Stella Jean


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Diario/ Dolce

Torta Madeira semplice e ‘vestita a festa’…e come le parole ci condizionano

 
 
 
Forse non ne siamo abbastanza consapevoli, ma siamo fortemente condizionati.
Dai pregiudizi.
Dai luoghi comuni.
Dalle parole.
Le parole ci condizionano. Le parole di ogni giorno.
Quelle che probabilmente ci dicevano i nostri genitori quando eravamo ragazzini (e non le sopportavamo…), e che adesso…e manco ce ne rendiamo conto, ripetiamo a nostra volta ai nostri figli…
Vi è mai capitato di pensare, magari proprio mentre state dicendo qualcosa ai vostri figli/e, “Omadonnasantissima!!! Sto parlando come mia mamma!!!” O_o…
Mi ha fatto molto riflettere lo spot di Verizon, colosso delle telecomunicazioni americane che ha fatto un video, nel quale ripercorre la vita di una bambina, dalla sua infanzia all’adolescenza.
“Chi è la mia bella bambina?”, “Tesoro, non sporcarti il vestitino..”, “Fai attenzione con il trapano, è meglio se lo passi a tuo fratello..”
Frasi che probabilmente ogni bambina avrà sentito almeno una volta nella vita…
E che, secondo alcune statistiche, sembra possano indurre molte ragazzine ad allontanarsi dalle materie scientifiche, come la matematica, la fisica, l’ingegneria…
Reshma Saujani, fondatrice di Girls Who Code, è la voce narrante del video, sue queste parole:
“Le nostre parole possono avere un grande impatto. 
Non è forse il momento di dirle che è carina ma anche intelligente? 
Incoraggiate il suo amore per la scienza e le tecnologia, 
ispiratela affinché cambi il mondo!”

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Diario/ Piatti unici/ Salato/ Secondi di pesce

Polpo e riso basmati al limone e sedano

“Dietro di noi si stendeva la baia, liscia come una lastra, 

tutta permeata di quell’azzurro incredibile…”

“Che gioia avere una barca tutta per sé! 
La gradevole sensazione di potenza mentre spingi i remi e senti la barca filare avanti 
con quel fruscio d’acqua saettante come quando si taglia la seta; 
il sole che ti scalda dolcemente la schiena 
e frantuma la superficie del mare in cento colori diversi..”
La buganvillea che ricopriva rigogliosa il balconcino sulla facciata era tutta adorna,
come per una festa di carnevale, dei suoi violacei fiori a forma di lanterna.”
 
 

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Travel

Magica Karpathos

 

Non era la nostra prima vacanza in Grecia.

Prima ci sono state Atene, Paros, Santorini, Naxos, più di una volta Mykonos.

Ma Karpathos. Karpathos ci è entrata nel cuore.

Non starò a farvi descrizioni geografiche e turistiche con cartine e quant’altro, quelle le potete tranquillamente trovare googlando.

Vi farò fare un viaggio virtuale in quest’isola ricca di natura incontaminata, paesini arroccati tra le montagne, rocce a picco sul mare, baie dai colori che tolgono il fiato, profumo di pino, mirto ed erbe aromatiche lungo la strada, tradizioni forti e radicate, bellezze storiche e naturali, cibo semplice e genuino, gente locale gentile, ospitale e sincera.

Una parola per descrivere Karpathos? AUTENTICA.

Siete pronti a fare questo viaggio con me?

 

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CONSIGLIA Couscous dolce con sorbetto al cetriolo