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agosto 2014

Diario/ Travel

London calling, una Londra formato famiglia.



Confesso che non è stato facile studiare un programma londinese che, con soli quattro giorni a disposizione, fosse soddisfacente per tutta la famiglia.

L’importante è decidere subito cosa assolutamente non si può perdere, e cosa invece si può scartare.

Nel nostro programma (un po’ militare…), data la presenza delle due ragazzine, non sono mancate pause tra una visita e l’altra, con passeggiate nel verde dei parchi che sono davvero splendidi (per la polpettina…), e un po’ di shopping (per la pre-adolescente 11enne…leggasi Hollister, Superdry, Topshop, Dr Martens etc etc etc…).

Non è stata una vacanza da foodie, alla ricerca di quel certo ristorante o locale, tutt’altro. Se un posto ci ispirava ci fermavamo, punto.  Il bello è anche questo in fondo.
Scoprire posticini e luoghi un po’ a caso.
Quindi il mio consiglio è, ok le indicazioni, ma lasciatevi anche condurre dalla città e scopritela voi la vostra Londra!

In ogni caso, non lo so se è stata fortuna, ma abbiamo mangiato sempre bene.

E nonostante il poco tempo, non ci siamo fatti mancare nulla.

Musei, cattedrali e chiese, mercatini e negozi, parchi e scoiattoli, ristoranti e street food, attrazioni varie, per quello che non siamo riusciti a vedere, è cosa certa, torneremo!

Le foto sono parecchie, quindi mettetevi comodi e andiamo!

LA NOSTRA LONDRA.

Nella Londra con bimbi e ragazzi al seguito non può mancare, assolutamente, una visita al Natural History Museum.

E’ un museo immenso.  Assomiglia ad una cattedrale romanica, la facciata è ornata con una serie di animali, estinti ad est e ancora esistenti ad ovest, questo crea una particolare continuità con quello che il museo custodisce.

Nella Central Hall sarete accolti da “Dippy”, la riproduzione in gesso dell’enorme scheletro di un diplodocus di 150 milioni di anni fa.

L’atmosfera qui dentro è un po’ quella del film “Una notte al museo”.

Non abbiamo potuto evitare di dedicare un pensiero a Robin Williams, mancato pochi giorni prima.

Note: Ottima la caffetteria interna!
Buonissimi anche gli hot dog al food truck all’esterno del museo (dentro ad una fragrante baguette! Non con il pane molliccio che a me non piace!) .

 

 Kensington Gardens, Kensington Palace, Hyde Park

Che dire. Passare un pomeriggio qui, a passeggiare, visitare, smangiucchiare qualcosa, è assolutamente rilassante.

 

  

Nota: consigliata visita al Palazzo e sosta ‘coffee or tea’ all’Orangerie.

South Kensington

A spasso per S.K. ci siamo fermati per una piccola pausa da Muriel Kitchen  (il Red Velvet Cupcake è buonissimo!).

Qui un mio piccolo pensiero è andato alle amiche di pollaio, le Bloggalline .

Consigliata sosta assaggio da Bubbleology. A Londra potete provare il bubble tea, il tè con le bollicine. Una bevanda di origine thai a quanto ho capito, con latte e perle di tapioca.

Nota: sorry niente foto, me lo sono bevuto e basta!

Westminster Abbey

Antico luogo d’incoronazione dei sovrani inglesi, è una chiesa grandiosa, davvero bella. Affascinante perdersi nella visita guidata, e nel racconto della storia che è passata qui dentro.

 Nota: consiglio assolutamente, anche solo per una pausa coffee or tea (insieme ad un dolcetto!) la caffetteria interna ‘Cellarium’, ottima!

 Big Ben & House of Parliament

Con il Tower Bridge, il Big Ben, è il simbolo di Londra.  Almeno per me.  Davvero un’emozione trovarsi proprio sotto al rintocco del suo enorme orologio.

 


La foto di rito alla cabina telefonica rossa mica poteva mancare no?

 

The London Eye

Allora, è vero, è un po’ costosetto il giretto qui sopra. Il tempo era pure abbastanza bruttino, ma giudicate voi dalle foto, e valutate se ne vale la pena.

A noi è piaciuto tantissimo!

Potersi godere Londra dall’alto è stato davvero stra-bello (subisco l’influenza di una pre-adolescente…pertanto scusatemi ma qui lo ‘stra’ ci stava!).

Credo che con una giornata di sole o la sera sia ancora meglio!


 

 

Tower of London

E’ considerata la più bella fortezza medievale d’Inghilterra. E’ stata palazzo, fortezza, prigione e luogo di esecuzione.

                                   La mia passione per i food truck si fa sentire.

C’è tantissimo da vedere, consigliata la visita di mattina, e dedicarle una mezza giornata!

Quella distesa rossa è formata da tantissimi fiori in ceramica.  BLOOD SWEPT LANDS AND SEAS OF RED, commemorazione della prima guerra mondiale.

Dal 1485 è sorvegliata da un corpo speciale, gli Yeoman Warders o ‘Beefeater’  (si, mangiatori di manzo, ma non amano affatto questo appellativo.)

Il monumento sul luogo dove si trovava il patibolo ed avvenivano le esecuzioni.

Questo furbacchione ha fregato il panino ad una turista…

Scartato e pappato!

Tower Bridge

“Papy, me lo dai un passaggio?”

…e avanti con i food truck! Ce ne sono ovunque, li adoro!

Attraversato il ponte, consigliata sosta da The Draft House, ottimi hamburger ed insalate, bella atmosfera,  e soprattutto personale sorridente e gentile!

Nota: in questa zona consigliato giretto anche al Meltby Street Market, solo il sabato (dalle 10.00 alle 16.00)!

The Shard, il grattacielo più alto della capitale, progettato da Renzo Piano.

Borough Market

E’ il paradiso degli amanti del cibo e di tutto quello che ci gira intorno! Sui banchetti ogni genere di prodotto e cucina.

Da Borough Kitchen mi è scappato un piccolo acquisto.  No, no, non la pentola in ghisa!  Ryanair non consentiva.

Non potevo assaggiare tutto (mannaggia!)…  Ottimi i noodles, le sweet potatoes fries e buonissimissimi gli sweet coconut pancakes!

Qualcuno del posto mi ha detto che questi pancake sono la cosa più buona di tutto il mercato (dalla fila che c’era immagino di si!)

 

 British Museum

Il British meriterebbe, solo lui, una visita di un paio di giorni.

Non avendo tutto questo tempo a disposizione, decidete a quale parte dedicare più attenzione.  Io subisco il fascino dell’Antico Egitto e giù di lì…

Comunque, anche solo Ramesses II e la stele di Rosetta meritano una giretto qui dentro!

  

Pioggia in arrivo…

                Occasione perfetta per acquistare un ombrellino Union Jack!

  

 

Buckingham Palace, St. James’s Park  

“Mamma!!! Muoviti che sta per diventare rosso!!!”

 

 

 

Soho, Mayfair, Covent Garden

Qui è tutto un entrare ed uscire dai negozi.  Ce ne sono per tutti i gusti (e tasche!).

Harrods, il department store che si vanta di vendere qualsiasi cosa, e in effetti…

Un po’ kitsch forse, ma un girettino da Harrods va fatto, anche solo alle Food Halls del piano terra, ed al reparto Gifts per prendere la classica borsetta in plastica che, costicchia, ma dura una vita!

Io sono rimasta delusa da Hamley’s, il grande negozio di giocattoli, non mi è piaciuto molto. Forse perché ho fatto il confronto con FAO Schwarz di NY.

Consigliati in questa zona:

Cape Town Fish Market,  5 Argyll Street – sushi, fish and chips e piatti misti di pesce, ottimo.

Kua ‘Aina 26 Foubert’s Place – hamburger ed insalate Hawaii style.

Pizza Express 10 Dean Street – non posso dire che è la pizza italiana, ma è buona. Pasta croccante e ben lievitata. Consigliati anche i dolci.  Inoltre, al piano interrato, c’è una sala dove tengono concerti Jazz. Il calendario è interessantissimo, se amate il genere date uno sguardo qui e prenotate per tempo perché fanno il tutto esaurito! Noi la prossima volta lo facciamo!


Camden Town & Market


Si tratta in realtà di quattro mercati collegati tra loro. Perdersi qui in mezzo per almeno una mezza giornata è assoultamente consigliato.

Cibo etnico di ogni tipo! Mangiare in riva al fiume seduti su un mezzo scooter è un’esperienza da fare!

Insegne pazzesche.  Le avrei fotografate tutte.

E personaggi assolutamente pittoreschi.

 

Pausa coffee allo Starbucks, terrazza con vista sul mercato e all’interno pareti affrescate sulla storia e info sul Regent’s Canal,  mentre si fa la coda, ci si fa anche una cultura!

Notting Hill 

Sono assolutamente banale, lo so. Ma adoro il film omonimo con Julia Roberts ed Hugh Grant.

Ritrovarmi a girovagare tra le bancarelle e casette colorate dove hanno girato il film è stato speciale.

 Durante la settimana di ferragosto, l’affollamento alle bancarelle e negozi era onestamente fastidioso, quindi io ho sbirciato, ma zero shopping.

Gelato Mio, consigliata tappa! Ottimo gelato italiano!

 

RECIPEASE 

 

Una tappa è d’obbligo allo store-scuola di cucina-cafe dello Chef Jamie Oliver, a Notting Hill Gate.

 Entriamo?

 

 

 

Io ci sono incappata per puro caso ed ho avuto la fortuna di trovare una lezione in corso. Consigliatissimo!
Sia per chi è un po’ fanatico (come me) ma anche per chi non lo è! Per pausa lunch, brunch, dinner, ma anche solo per sbirciare!

 

E’ ufficiale! Voglio un food truck!

Ciao Londra!

Mi sei piaciuta troppo!

Info varie sul viaggio:

Volo Ryanair

Trasferimento da Stansted Airport e Victoria Station con Terravision Bus (più convenienti dello Stansted Express e soprattutto ci ha portati diretti a Victoria Station)

Travel Card: l’abbiamo preferita all’Oyster Card perché abbiamo utilizzato tantissimo i mezzi per spostarci, e non volevamo avere il pensiero di doverla ricaricare. Abbiamo preferito i bus alla metro, ci si gode la vista della città (dal piano superiore) e sono comodissimi!

Memo: ricordate di portare una fototessera!

Noi l’abbiamo fatta a Victoria Station.

London Pass: valutate se vi conviene farlo. Per noi ad esempio non lo era. Molti musei sono gratuiti, quindi dipende da quanti musei a pagamento intendete visitare. Fatevi un programmino, e i vostri calcoli! Sul web ho notato che la consigliano per evitare le code. Noi durante la settimana di ferragosto e senza Pass, di code ne abbiamo fatte ben poche, e comunque sempre molto veloci.

 

Bye!

 
Contorni/ Salato

Melanzane perlina al rosmarino … la semplicità

 
 
 
Eccomi di ritorno.
Ma non ancora con il post su Londra, portate pazienza, le foto da sistemare sono parecchie!
Oggi andiamo di semplicità assoluta.
 
 
 
“Non ricordo assolutamente il primo piatto che ho cucinato. 
Ricordo però che, da subito, ho avuto un grande rispetto per la semplicità. 
Io non amo i pasticci, non capisco perché bisogna affogare i piatti nelle salse. Dovremmo imparare a usare un po’ meno di tutto, alleggerire, togliere, ridurre…
L’improvvisazione presuppone la conoscenza della materia… 
Come si fa a cucinare qualcosa di memorabile, se non vai al mercato a fare la spesa, se non scegli personalmente gli ingredienti, li tocchi, li guardi, li selezioni…Che senso ha proporre i tortelli alla zucca quando non è la stagione della zucca? La cucina italiana ha la sua forza nel patrimonio e nella varietà dei prodotti. 
Non c’è bisogno di andare tanto in giro, 
basta mettere insieme i sapori dell’Alto Adige con quelli della Sicilia…
Più fusion di così!” 
Gualtiero Marchesi
 
 
 

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Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Noci pesche caramellate, gelato allo yogurt e salsa di mango

 

“Mollate le cime,

allontanatevi dal porto sicuro.

Prendete con le vostre vele i venti.

Esplorate. Sognate.

  Scoprite.”
 
Mark Twain
Ok, oggi passo davvero a salutare.
Vi auguro un buon ferragosto.
Che voi partiate oppure no.
Godete di ogni istante.
Godete del sole, di un aperitivo al tramonto, delle chiacchiere con gli amici, di una gita fuori porta, di una passeggiata con il vostro cane, di una nuotata in piscina, di un gelato fresco e morbido…
Io ve ne lascio uno che potete preparare a casa mooooolto velocemente.
Avevo visto la ricetta dalla mia amica Mary ed anche da Stefania.
Ho apportato delle piccole modifiche…adoro il gelato allo yogurt!
Credetemi, ottimo gelato, anche senza la gelatiera!
Voi provatelo se vi va, io torno presto!



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Salato

Tacos di ceci e mais con chili bianco di tacchino e guacamole






Ho provato per la prima volta la cucina messicana tanti anni fa.

Ero poco più che una ragazzina, 20 anni, partita da sola alla volta degli Stati Uniti.

Più precisamente, il viaggio l’ho fatto da sola…laggiù mi aspettavano dei parenti.

Ve ne ho parlato qui.

In California la cucina messicana e la lingua spagnola sono ovviamente di casa.

Io la cucina messicana l’ho subito adorata!
Amo il piccante, si capisce??

Mentre studio il programma militare che avremo la prossima settimana a Londra (pochi giorni e troppissime cose da vedere-fare-visitare-assaggiare…), appunto indirizzi di locali e ristoranti che vorrei provare…

La cucina etnica avrà sicuramente la priorità su tutto, cucina messicana compresa!
Io per ora torno a studiare e vi lascio una ricettina facile e veloce!

Idea presa da La cucina naturale, adattata e modificata secondo i miei gusti.

Più lunga da descrivere che da eseguire, quindi provatela!!

Se vi avanza impasto (a me ne è avanzato…) ricavate tanti triangolini, cucinateli come i tacos e serviteli come chips per il guacamole.

Se riesco passo per un’altra ricettina prima della partenza! ^_^

Buon fine settimana!








TACOS di CECI e MAIS con CHILI BIANCO di TACCHINO e GUACAMOLE

Ingredienti:

Tacos (per 8 tacos)

140 g. farina di ceci
60 g. farina di mais fumetto 
6 cucchiai olio EVO
Sale integrale qb
Pepe qb
Acqua qb

Chili bianco di tacchino

500 g. fesa di tacchino
1 cipolla rossa
1 spicchio aglio
½ peperone rosso
½ peperone giallo/verde
1 cucchiaino di semi di coriandolo macinati
1 cucchiaino di cumino in polvere
Paprica dolce qb
½ peperoncino (sbriciolato o in polvere)
Sale integrale qb
Olio EVO qb
Prezzemolo fresco qb

Salsa Guacamole

2 avocado maturi
1 pomodoro maturo
1 peperoncino jalapeno o altro (a piacere)
1/2 cipolla (io rossa)
1 spicchio aglio
1 lime (o limone non trattato)
Sale e pepe qb
e … del cipollotto affettato per finire (facoltativo)






Tacos

In un contenitore mescolate le due farine, unite una presa di sale, il pepe e l’olio.
Unite dell’acqua poco per volta, fino a quando otterrete un impasto abbastanza consistente (simile alla pasta frolla). 
Formate una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e fatela riposare in frigorifero per una mezz’ora.

Trascorso il tempo, dividete l’impasto in 8 parti e stendetele con il matterello una per volta su un ripiano leggermente infarinato.

Dovete ricavare dei dischi del diametro di circa 10 cm ciascuno.

Scaldate una padella antiaderente e possibilmente dal fondo abbastanza pesante.

Cucinate i dischi un minuto per ciascun lato, quindi disponeteli ancora caldi su un matterello (io l’ho tenuto sospeso appoggiando le estremità a due ciotole) perché possano prendere la forma tipica dei tacos.

Chili bianco di tacchino

Tagliate la carne a piccole listarelle; lavate e tagliate a dadini i peperoni, tritate la cipolla e l’aglio.

Fate scaldare dell’olio EVO in una padella antiaderente, soffriggete cipolla ed aglio, quindi unite la carne e fatela cucinare a fuoco vivace.

Aggiungete anche i peperoni e le spezie, regolate di sale e pepe e lasciate cucinare, aggiungendo pochissima acqua se necessario.

A fine cottura aggiungete il prezzemolo fresco spezzettato con le dita.









Salsa Guacamole

Sbucciate gli avocado, eliminate il nocciolo e schiacciate la polpa grossolanamente con i rebbi di una forchetta.

Lavate e tagliate a piccoli dadini il pomodoro, tritate la cipolla, l’aglio ed il peperoncino, uniteli alla polpa di avocado e mescolate bene.

Lavate bene il lime (o il limone), grattugiate la buccia e spremetene il succo.
Uniteli alla salsa, regolate di sale e pepe, mescolate e conservate in frigorifero fino al momento di servire.

Quindi…

Riempite i tacos con il chili di tacchino ben caldo, della salsa guacamole e, a piacere, con dei cipollotti affettati.












Io studio un po’ prima della partenza…^_^

Diario/ Dolce

Pancakes d’orzo e riso con confettura di albicocche al lime e mandorle

 
Tra i miei ricordi d’infanzia, nelle serate di giugno, ci sono le lucciole, tante lucciole. Tutte queste lucine intermittenti che vagano sull’erba, un incanto ammirarle immersi nell’oscurità.
Poi le farfalle, numerose e variopinte; le libellule; tantissimi pipistrelli che svolazzavano sopra le nostre teste facendosi enormi scorpacciate di insetti fastidiosi come le zanzare.
E le rane, che cantavano e si tuffavano dentro ai fossati.
Sempre più raro poterli osservare ed ascoltare, lo avete notato?
Leggevo un articolo di Telmo Pievani su ‘La Lettura’ de Il Corriere della Sera.
Il titolo è abbastanza inquietante, “Salviamo gli insetti o sarà troppo tardi per l’uomo”.
Rende bene l’idea del pericolo al quale potremmo andare incontro con l’estinzione della microfauna, causata dalle attività della nostra specie.
Vi riporto alcuni passaggi, per l’articolo completo andate qui.
“Gli impatti umani sulla biodiversità animale sono diventati una forma di cambiamento ambientale globale, che ben presto avrà ripercussioni sulla nostra salute.”
“Gli insetti, per noi icona di diversità e di resistenza, si associano al crollo: un terzo sono in calo; farfalle e falene sono diminuite del 35%. Per api e coleotteri la situazione è ancora più grave, perdiamo ogni anno dalle 11 mila alle 58 mila specie.”
“La diversità è il combustibile dell’evoluzione: se scarseggia, il motore del cambiamento si inceppa. Le cause sono molteplici….la deforestazione e la frammentazione degli habitat; la diffusione di specie invasive tramite viaggi e trasporti; la crescita della popolazione umana; l’inquinamento da attività agricole e industriali; lo sfruttamento intensivo con la caccia e la pesca. Un cocktail micidiale per le faune.”
“…un pianeta con meno biodiversità, dominato da poche specie opportuniste e infestanti che hanno perso i loro predatori, è a sua volta più vulnerabile.”

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CONSIGLIA Torta panna e limone