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marzo 2015

Primi piatti/ Salato

Zuppa di cannellini, calamari e merluzzo al timo

 

Eccomi a scrivere a tarda sera.

Preparo il post in velocità dopo aver docciato e messo a nanna le mie ragazze.

Durante il giorno le cose da fare sono tantissime, siamo state travolte letteralmente da questo grande e bellissimo progetto che è IFOOD.

Dietro a questo progetto, negli ultimi mesi, davvero tanto lavoro. Una squadra grandiosa ed affiatata che non si è fermata un attimo.

Io sono ancora incredula. Di tanto in tanto mi fermo ad ammirarlo, le foto bellissime, le ricette, i racconti…

E mi sento grata.

Enormemente grata e onorata per aver potuto partecipare e contribuire a tutto questo.

GRAZIE a tutti!

So che ho stalkerato un po’ di persone nelle ultime settimane ma, dite la verità, non è bellissimo?

 

Voi dite comfort food e io penso ad una zuppa.

Cosa c’è di meglio per coccolarsi di una zuppa calda e profumata?

Questa, con fagioli cannellini, profumatissimi calamaretti e morbido merluzzo, vi assicuro, è una delizia.

Dai, dai, ricettina!

 

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ZUPPA DI CANNELLINI, CALAMARETTI E MERLUZZO AL TIMO

Ingredienti

Per 4 persone

200 g di fagioli cannellini secchi

700 g di calamaretti

200 g cuore di merluzzo

1 scalogno

2 spicchi d’aglio

alga kombu un pezzetto

½ bicchiere di vino bianco qb

sale integrale qb

pepe bianco qb

olio evo qb

timo fresco qb

trito di ( peperoncino, pomodoro secco)

 

Preparazione

Mettete i fagioli cannellini in ammollo in acqua fredda seguendo le indicazioni sulla confezione (io 12 ore e con 2-3 cm di alga kombu). Trascorso il tempo di ammollo, eliminate l’acqua e risciacquateli bene. Metteteli in una pentola, copriteli con acqua fredda, portate a bollore e lasciateli cuocere per circa 50-60 minuti (lasciate cuocere con l’alga, la potete eliminare a fine cottura).

Nel frattempo pulite i calamaretti e tagliateli a striscioline. Tritate aglio e scalogno, fateli appassire in una casseruola con poco olio evo, unite anche i calamaretti, poi sfumate con il vino bianco, salate e fate evaporare.

Tagliate il cuore di merluzzo a pezzettoni e passatelo in una padella antiaderente con pochissimo olio e uno spicchio d’aglio, fatelo rosolare velocemente.

Eliminate l’alga kombu dai fagioli ed uniteli ai calamaretti, aggiungete anche il merluzzo, poco brodo vegetale, il trito di peperoncino e pomodoro secco (a piacere) regolate di sale e lasciate insaporire a fuoco medio.

A fine cottura unite il timo fresco ed il pepe.

Servite con un ‘giro’ d’olio e fette di pane tostato aromatizzato all’aglio.

 

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Io oggi di corsissima finisco di preparare la torta per la mia amica Stefania

che questa settimana ha compiuto gli anni, stasera si festeggia!

Domani mattina alzataccia e partenza per Milano!

Mi incontro con le amiche blogger di Bloggalline ed IFOOD

ad un evento di cui vi racconterò la prossima settimana, ma che nel frattempo potrete seguire nei social!

Buon fine settimana gente!

 

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Diario

IFood, Infinito Amore per il Cibo

 

 E poi il giorno arriva, finalmente.

IFOOD   é online!

Un progetto nato da obiettivi condivisi.

Un gruppo di blogger affiatato, unito dalla stessa grande passione e da spirito di condivisione.

Per il cibo, ma non solo.

L’incontro casuale e fortunato di una blogger e un editore.

E un’idea.

Che viene pensata, disegnata, sognata, discussa … e poco a poco prende forma.

Entusiasmo a mille, poche ore di sonno, tanta, troppa è l’adrenalina in circolo.

Le ore al pc, i messaggi, le chat, gli incontri e le trasferte, l’attesa è enorme per questo momento.

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Ma cos’è IFOOD?

Un portale, ed un network di blogger.

Appassionate di cucina, CIBO e tutto quello che ruota attorno ad esso.

Tante rubriche, tante voci, ricette, racconti, fotografie, e tanto, tanto entusiasmo.

“Blogger e food blogger innamorati della cucina che raccontano quello di cui avete bisogno. È fatto di posate, ingredienti, persone. Dell’errore che ha fatto realizzare un’indimenticabile ricetta. Del rumore della crosta del pane. Delle mani infarinate, degli odori che rimandano ad un viaggio, al piatto assaggiato in un mondo lontano.”

 

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IFOOD, INFINITO AMORE PER IL CIBO

Dove i blogger ci mettono la faccia, si sporcano le mani, il grembiule, le idee.

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GRAZIE.

A tutti quelli che lo hanno reso possibile,

in particolar modo alle mie amiche admin, ad Andrea Pucci e tutto lo staff di NetAddiction,

e a tutte le amiche/ci blogger di Bloggalline (e non) che ci hanno seguite

e ci seguiranno in futuro in questa meravigliosa avventura!

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Biscotti e Frolle/ Dolce

Torta fregolotta

 

 

La torta Fregolotta è un dolce tipico della Marca Trevigiana, e più precisamente di Castelfranco Veneto.

E’ simile alla Sbrisolona di Mantova, ma da non confondere con quest’ultima perché gli ingredienti sono un po’ diversi.

Il nome deriva dalla sua consistenza decisamente friabile, fregola in Veneto significa infatti briciola.

La storia di questo dolce risale ai primi del ‘900, quando iniziò ad essere preparata e venduta nel forno della famiglia Zizzola, che ancora oggi la produce in un moderno stabilimento.

Ma il suo ideatore rimane misterioso, si sa soltanto che zia Evelina, sorella del fondatore Angelo Zizzola, ebbe la ricetta di questa frolla particolare da un’amica, cuoca presso una nobile famiglia di Treviso.

Esiste una versione priva di burro (che non ho ancora provato…), nella quale si aggiungono tre o quattro cucchiai di panna liquida.

 

Dedico questo dolce alle mandorle a Ventura la mia frutta secca, 

avete visitato il loro bellissimo sito appena rinnovato?

Un ringraziamento speciale per la pagina dedicata a noi foodblogger,

insieme ad altre amiche, ci sono anch’io.

Grazie Ventura la mia frutta secca! …solo la frutta più buona!

Se non lo avete ancora fatto, correte a farvi un giretto nel sito!

Tante informazioni utili sulla frutta secca (che fa benissimo!) e tante ricette!

 

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TORTA FREGOLOTTA

Ingredienti

Dose per uno stampo da 28 cm di diametro

300 g mandorle

250 g zucchero

150 g farina di riso biologica

150 g farina macinata a pietra tipo 1

200 g burro biologico (ammorbidito)

2 uova + 2 tuorli (biologiche)

un pizzico di sale integrale

½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon (o buccia di limone)

burro e farina per la teglia

zucchero per cospargere la torta (io anche zucchero in cristalli)

Preparazione

Fate bollire dell’acqua in un pentolino, raggiunto il bollore tuffate le mandorle per un minuto. Scolatele, asciugatele un po’ e spellatele. Distribuitele su una teglia e fatele asciugare per un po’ nel forno ben caldo. Tritatele nel mixer, ma non troppo finemente.

Mescolate la mandorle tritate alle due farine, allo zucchero, la vaniglia ed il sale.

Fate una fontana sul piano di lavoro, mettete al centro il burro ammorbidito ed a pezzetti e le uova. Con le mani amalgamante gli ingredienti poco per volta, ma non troppo acuratamente, cercate di formare dei grossi ‘bricoloni’ di impasto.

Imburrate e infarinate uno stampo (preferibilmente a cerniera) e versate poco impasto. Pressatelo leggermente sul fondo poi sbriciolate sopra il rimanente distibuendolo in modo uniforme. Cospargete con lo zucchero (io anche con dei cristalli di zucchero) ed infornate a 180° per circa 40 minuti.

Fate raffreddare e cospargete a piacere con zucchero a velo. Raffreddandosi diventa croccante e friabile, e difficile da tagliare con il coltello. Va quindi tagliata, anzi spezzata in modo irregolare.

 

Qui nella Marca Trevigiana si trova in commercio anche la versione al Radicchio di Treviso tardivo IGP

 

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Buona settimana gente!

 

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Salato/ Secondi di pesce

Baccalà alla vicentina, la ricetta della mamma

 

 

Il Baccalà.

Da precisare intanto che qui in Veneto, quando parliamo di baccalà, intendiamo lo stoccafisso, ovvero un merluzzo nordico e, precisamente, il Merluzzo Artico Norvegese che anzichè salato, viene seccato ai venti del Nord.

E’ interessante sapere che lo stoccafisso è un’importante voce delle esportazioni di diversi paesi, in particolare della Norvegia ma, soprattutto, che i due terzi delle suddette esportazioni sono verso l’Italia.

Ricette del baccalà alla vicentina ne troverete tantissime e leggermente diverse tra loro, se volete quella originale andate sul sito della Confraternita del Bacalà.

Il titolo del loro articolo incipit della ricetta a me fa morire dal ridere‘Una mummia commestibile? Il baccalà’.

Ecco, a mio avviso, rende davvero bene l’idea.

Un pesce legnoso, duro e stopposo, grazie a queste ricette tradizionali, viene tramutato in piatti meravigliosi.

Varianti insomma ne troverete tante.

C’è chi lo lascia in pezzi grossi e consiglia quindi di non romperlo, chi mette meno acciuga e cipolla, chi mette l’aglio e chi no, chi la farina non la mette, insomma di tutto e di più.

Su alcune cose però non si transige. Il pesce dev’essere di eccellente qualità (la Ragno delle Isole Lofoten è considerata la qualità migliore), così come l’olio, di cui il piatto abbonda.

Infine, per quanto riguarda la preparazione, durante la cottura il pesce non si deve muovererimestare.

Io vi propongo la ricetta che fa da sempre mia mamma.

Nella ricetta originale la cottura dovrebbe essere sul fuoco, lenta e molto lunga, intorno alle 4 ore.

Per praticità mia mamma lo cuoce al forno e, con il suo sistema (pratico, veloce ed economico), secondo me viene perfetto.

Morbido, ma con una crosticina spettacolare in superficie.

 

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BACCALA’ ALLA VICENTINA

Ingredienti

Dose per 6 persone

600 g di stoccafisso secco

250 g di cipolle bianche

4-5 acciughe

5 dl ca di latte

40 g Grana Padano grattugiato

farina qb

prezzemolo fresco tritato qb

olio evo qb (ca 200- 250 ml)

sale qb

pepe qb

Preparazione

Ammollate lo stoccafisso in acqua per 48 ore, cambiando l’acqua frequentemente (ca ogni 4 ore). Eliminate la pelle e le spine, quindi tagliate la polpa del baccalà a pezzetti.

Tritate le cipolle. Scaldate poco olio in una padella antiaderente e fate sciogliere le acciughe, unite le cipolle tritate e lasciate cuocere per una decina di minuti. A cottura ultimata, a fuoco spento, unite anche il prezzemolo tritato.

Infarinate leggermente i pezzi di baccalà (che devono essere belli asciutti), avendo cura di eliminare la farina in eccesso. In una pirofila fate uno strato con qualche cucchiaiata di soffritto, quindi disponete sopra tutti i pezzi di baccalà infarinato. Versate sopra le cipolle, l’olio EVO, quindi anche il latte (deve coprire tutto a filo), il Grana Padano grattugiato, salate e pepate.

Infornate la pirofila a 170° C per un’ora coperta con un foglio di alluminio. passato il tempo, togliete l’alluminio e continuate la cottura per altri 20-30 minuti. Dovrà asciugare e fare una bella crosticina sopra.

E’ consigliabile farlo riposare una notte prima di servirlo.

Servitelo caldo, accompagnato con della polenta a fette passata sulla griglia.

 

Il baccalà alla vicentina nella versione di mamma Anna.

 

 

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Buona settimana!

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Biscotti e Frolle/ Dolce

Rose del deserto ai mirtilli e cioccolato bianco

 

 

Questi biscotti sono forse tra i primi che ho provato a fare taaaanti anni fa.

Sono tanto facili quanto buoni.

Si chiamano Rose del deserto proprio perché nell’aspetto ricordano la formazione minerale dalla forma curiosa, tipica del deserto.

Sono sempre perfetti.

Per la colazione, per il tè del pomeriggio, per la merenda a scuola delle bimbe.

Io mi diverto a provare la stessa ricetta utilizzando ingredienti un po’ diversi.

Cambio tipo di farina, ché io la 00 anche no, poi faccio abbinamenti diversi, in questo caso mirtilli e cioccolato bianco.

Si conservano bene in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.

Io non vi ripeto la solita storia, che non ho tempo, che sono di corsa e bla bla bla, non voglio diventare pesante e noiosa.

In realtà è davvero così.

Settimane frenetiche, tante ore davanti al pc e poche davanti ai fornelli.

Un po’ mi pesa non avere molto tempo per cucinare.

Ma ne vale la pena.

Quello che bolle in pentola è davvero grandioso.

Insomma, voi leggetevi la ricetta dei biscotti intanto, presto potrò raccontare tutto!

 

 

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ROSE DEL DESERTO AI MIRTILLI E CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti

Dose per circa 15 biscotti grandi

150 g farina di avena biologica

100 g farina di mais biologica tipo fioretto

150 g burro biologico

2 uova biologiche

100 g zucchero di canna

50 g zucchero mascobado

½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

1 cucchiaino di cremor tartaro

1 manciata di mirtilli disidratati

1 manciata di gocce di cioccolato bianco

corn flakes qb

zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione

Accendete il forno a 180°C.

Nella planetaria con la frusta, lavorate il burro morbido con lo zucchero di canna ed il mascobado. Aggiungete le uova e continuate a impastare, unite le farine, la vaniglia ed il cremor tartaro e lavorate bene. Unite anche le gocce di cioccolato e i mirtilli.

Foderate due teglie con la carta forno. Versate dei corn flakes in un piatto e, con l’aiuto di un cucchiaio (o di un cucchiaino se volete farli più piccoli), prendete poco impasto (sarà abbastanza morbido) formando delle palline che farete rotolare sui cork flakes. Sistemate le ‘palline’ sulla teglia ben distanziate tra loro, perché si allargheranno in cottura.

Cuocete a 180°C per circa 20 minuti.

Sfornate a fate raffreddare bene. Appena sfornati sono molto fragili, diventeranno croccanti raffreddandosi.

Cospargete a piacere con zucchero a velo (io no in questo caso)

NOTE:

Si conservano bene in una scatola di latta.

 

 

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Buona settimana gente!

 

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CONSIGLIA Frittata di zucchine