Monthly Archives:

aprile 2015

Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi/ Qualcosa di rosso

Cestini di pasta fillo, fragole, robiola e lemon curd

 

Eccomi, eccomi…

Non sono morta. Riemergo da alcuni giorni di lavoro e di influenza.

Colpo di coda dell’inverno e qualche virus rompiscatole ancora nell’aria.

Passo davvero di corsa, con un dolcino velocissimo.

Vi piace la pasta fillo? A me da impazzire!

Ultimamente ho faticato tantissimo a reperirla, nemmeno surgelata al supermercato riuscivo più a trovarla. Girati tutti, sparita. Mi ero quasi arresa.

Poco tempo fa però, ho avuto l’occasione di assaggiare una torta alle mele buonissima da un’amica.

Due erano le cose: o la trovavo o me la dovevo preparare io a casa.

Per fortuna, dato che tempo non ne ho tantissimo in questo periodo, l’ho trovata!

La pasta fillo mi ricorda uno dei luoghi più amati delle mie vacanze estive, la Grecia.

Phyllo, significa foglia; è una sorta di pasta sfoglia priva però di grassi, che viene preparata in numerosi e sottili fogli separati tra loro.

Si può utilizzare in tantissime preparazioni, sia dolci che salate, cotte in forno o fritte.

I dolcini che vi propongo oggi sono più difficili da spiegare che da fare.

Una delizia leggera e croccante!

Ricettina?

 

DSC_0518_cestini_fillo_fragole

 

CESTINI DI PASTA FILLO, FRAGOLE, ROBIOLA E LEMON CURD

 

Ingredienti

Per 12 cestini

1 rotolo di pasta fillo

1 cestino di fragole

300 g robiola

300 ml panna fresca

60 g zucchero a velo

burro qb

Lemon curd

2 limoni biologici grandi

2 uova biologiche

80 g burro

130 g zucchero

1 cucchiaino di amido di mais

Preparazione

Lemon curd

Lavate bene i limoni, grattugiate la buccia (soltanto la parte gialla) e spremete il succo (dovreste ottenere circa 120 g di succo).

Sciogliete il burro a bagnomaria, unite lo zucchero, il succo, la buccia di limone, e l’amido setacciato. Aggiungete anche le uova leggermente sbattute.

Fate cuocere a fiamma media per circa 10 minuti, togliete dal fuoco, fate raffreddare e poi riposare in frigorifero.

Per i cestini

Accendete il forno a 180°C.

Fate sciogliere poco burro su una piccola padella e spennellate tutti i fori di uno stampo da muffin.

Srotolate la pasta fillo sul piano di lavoro pulito, tagliatela a quadrati leggermente più grandi dei fori dello stampo da muffin (circa 14-15 cm) ed iniziate a disporre all’interno di ogni foro dei quadrati di pasta precedentemente spennellati di burro; sovrapponete 4 o 5 fogli in modo sfalsato.

Lavate le fragole, tamponatele e tagliatele a pezzettini.

Mescolate bene la robiola con 30 g di zucchero a velo, mettetene una cucchiaiata dentro ad ogni cestino, un cucchiaino anche di lemon curd e finite con le fragole a pezzetti. ripiegate la pasta fillo sopra alla farcia, spennellando di burro per farla aderire.

Infornate a 180°C per circa 10 minuti, comunque fino a quando saranno belli dorati.

Montate la panna insieme al restante zucchero a velo.

Fate intiepidire leggermente i cestini e serviteli cosparsi di zucchero a velo, ed una cucchiaiata abbondante di chantilly.

NOTE:

Questi cestini vanno consumati appena dopo la cottura.
Se preferite prepararli in anticipo, potete in alternativa cuocere i cestini senza ripieno, e farcirli prima di servirli con yogurt greco mescolato con zucchero a velo e lemon curd (quantià a vostro piacere), finendo con delle fettine di fragole, zucchero a velo e chantilly.

 

 

DSC_0515_cestini_fillo_fragole

DSC_0520_cestini_fillo_fragole

In alternativa,

cuocere i cestini senza ripieno e riempirli all’ultimo con yogurt greco,

lemon curd e fragole fresche.

DSC_0534_cestini_fillo_fragole_yogurt

 

Buon LUNGO fine settimana!

roby-antracite-300x75

Antipasti/ Piatti unici/ Salato

Quiche di riso e orzo agli agretti e provolone

 

“L’uomo veramente libero è colui che rifiuta un invito a pranzo

senza sentire il bisogno di inventare una scusa”

Jules Renard

Non so se è così anche per voi, ma per me la primavera è la stagione della rinascita, la attendo sempre con tanta impazienza.

È la stagione delle passeggiate, delle corsette mattutine, delle erbette spontanee da raccogliere, della frutta colorata, dei fiori e dei profumi nell’aria.

Le giornate decisamente più lunghe e tante ore in più da potersi godere all’aria aperta.

In primavera, in cucina, ci si può davvero sbizzarrire con frutta e verdura; andare a fare la spesa è un vero piacere, tante sono le verdure e i legumi freschi a disposizione.

Gli agretti, noti anche con il nome di barba di frate, sono una verdura tipica primaverile, un vero toccasana per la salute, disintossicanti e poveri di calorie, si possono anche mangiare crudi.

Io li preferisco lessati o cotti al vapore, conditi semplicemente con sale, pepe, olio e limone; si prestano molto bene alla preparazione di quiche, torte salate e frittate.

Questa quiche la potete servire come antipasto, magari insieme ad una insalata con rucola e misticanza, oppure anche come secondo o piatto unico accompagnandola ad una insalata magari un po’ più robusta.

Ricettina?

 

DSC_0487_quiche_agretti_provolone

 

QUICHE DI RISO E ORZO AGLI AGRETTI E PROVOLONE

Ricetta brisée di M. Roux dal libro “Frolla e Sfoglia”

Ingredienti

Pasta brisée

150 g farina d’orzo biologica

100 g farina di riso biologica

160 g burro biologico freddo

1 uovo biologico

1 cucchiaio late freddo

½ cucchiaino sale

semi di sesamo nero e bianco

Farcia

3 uova biologiche

200 ricotta di mucca biologica

50 ml panna fresca

50 g Grana Padano grattugiato

50 g provolone piccante

sale e pepe qb

1 limone non trattato (buccia)

1 mazzetto di agretti

Preparazione

Pasta brisée

Potete prepararla a mano impastando velocemente tutti gli ingredienti, oppure utilizzare la planetaria (con il gancio) . Se lo fate a mano mettete in una terrina la farina precedentemente setacciata, fate una fontana e mettete il burro al centro, ben freddo e tagliato a pezzetti, il sale e l’uovo. Lavorate velocemente fino ad ottenere un composto grumoso, quindi aggiungete il latte e lavorate bene fino ad ottenere un impasto compatto. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e fatela riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Preriscaldate il forno a 190°.

Stendete la brisée su una spianatoia infarinata in una sfoglia di circa 3 mm di spessore. Adagiatela su uno stampo imburrato ed infarinato (o foderato di carta forno), fatela aderire bene e ritagliate i bordi. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e mettete in frigorifero per una decina di minuti.

Procedete con la cottura in bianco, coprendo il fondo del vostro guscio di brisée con della carta da forno coperta con dei pesi (io fagioli secchi). Cucocete in forno ben caldo a 190° per 15 minuti. Estraete del forno.

Con la pasta avanzata potete ritagliare dei piccoli rombi, cospargerli di semi di sesamo nero e bianco, e ‘fissarli’ passando sopra delicatamente il matterello. Potete distribuirli intorno alla quiche come a formare una decorazione del bordo, oppure semplicemente disporli su una teglia coperta di carta forno e cuocerli per pochi minuti in forno bene caldo.

Farcia

Eliminate le radici degli agretti e lavateli bene sotto l’acqua corrente per eliminare tutta la terra. Lessateli in acqua bollente salata per 3-4 minuti. Scolateli e tuffateli in acqua fredda (io nell’abbattitore di temperatura) sia per fissare il colore verbe brilante che per fermare la cotttura. Scolateli e spuzzateli di succo di limone. Tenete da parte.

Sbattete le uova, unite la ricotta, la panna, il Grana Padano grattugiato, sale pepate e sbattete bene, unite anche il provolone tagliato a pezzetti e della buccia di limone grattugiata a piacere.

Versate il composto sulla base della quiche, disponete gli agretti lessati a ciuffetti.

Infornate per altri 30-35 minuti circa.

 

NOTE:

Potete preparare la pasta brisée anche utilizzando il robot da cucina, versate tutti gli ingredienti ed il burro ben freddo tagliato a pezzetti, azionate fino a quando si formerà una palla.
Michel Roux non ne sarebbe felice, ma quando c’è poco tempo anche questo è concesso!

 

DSC_0501quiche_agretti_provolone

 

Buona settimana gente!

 

roby-antracite-300x75

Biscotti e Frolle/ Dolce/ Qualcosa di rosso

Shortbread con fragole e chantilly al limone

 

Gli shortbread sono dei tipici biscotti scozzesi, molto burrosi e friabili.

Molto diffusi anche nel Regno Unito, lo shortbread tradizionale va preparato di norma mescolando una parte di zucchero, due di burro e tre parti di farina.

Le forme tradizionali sono tre, shortbread fingers, quella rettangolare e spessa, bucherellata con i rebbi di una forchetta, round shortbread, quella rotonda, come questi ed infine la petticoat tails, un unico grande biscottone rotondo tagliato in spicchi.

Short, termine ormai un po’ in disuso, sta per friabile, ed infatti la particolarità di questi biscotti è, oltre alla burrosità, la friabilità che si forma dopo il  loro raffreddamento.

Questa ricetta arriva dal calendario di ‘Jamie Magazine’, io ho usato due tipi di farina, ché la 00 non la utilizzo, e messo la buccia di limone nella chantilly.

Shortbread + chantilly + fragole = piatto vuoto in un nanosecondo.

 

DSC_0533_shortbread_chantilly_fragole

SHORTBREAD CON FRAGOLE E CHANTILLY AL LIMONE

Dal Calendario di Jamie Magazine

Ingredienti

Per 8-10 porzioni

100 g burro biologico (morbido)

55 g zucchero semolato

100 g farina macinata a pietra (tipo 1 per dolci)

50 g farina di riso biologica

½ cucchiaino di polvere di vaniglia

300 ml panna fresca

30 g zucchero a velo

buccia di mezzo limone non trattato

200 g fragole

Preparazione

Nella planetaria (o in un recipiente) lavorate insieme con la foglia (o frusta K) il burro morbido e lo zucchero, fino ad ottenere una crema morbida.

Unite la vaniglia e le due farine setacciate, formate l’impasto e create un salsicciotto. Avvolgetelo nella pellicola trasparente, fatelo riposare e rassodare per almeno un’ora in frigorifero.

Accendete il forno a 180°C.

Affettate il salsicciotto in fettine da 1 cm circa, quindi disponetele su una teglia coperta di carta forno.

Infornate per 8-10 minuti, fino a quando saranno leggermente dorati. Sfornate e fate raffreddare nella teglia, sono molto fragili, si induriranno raffreddandosi.

Montate la panna con lo zucchero e velo e la buccia di limone.

Servite gli shortbread con la panna spalmata all’interno e qualche fettina di fragola.

NOTE:

Li potete conservare in una scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica.

 

 

DSC_0528_shortbread_chantilly_fragole

DSC_0530_shortbread_chantilly_fragole

Buon fine settimana gente!!!

 

roby-antracite-300x75

Dolce/ Torte

Torta magica alle mele caramellate

 

Confesso che questa torta mi ha subito conquistata.

La prima torta magica che ho fatto era questa qui, e mi è piaciuta tantissimo.

E’ come avere tre torte in una sola. Impasto unico, ma a fine cottura e riposo presenta tre diversi strati e consistenze.

Una base densa come un flan, una parte centrale cremosa ed uno strato (superiore) con una consistenza simile al pan di Spagna.

Il segreto sta tutto nel rispettare alcuni semplici accorgimenti e passaggi durante la preparazione e cottura.

Per prima cosa è importante rispettare la dimensione dello stampo consigliato per quella quantità di impasto;  incorporare gli albumi a neve con una frusta, delicatamente, evitando di scioglierli nell’impasto, e lasciando anche dei grumi più grossi che si potranno lisciare eventualmente con un coltello se rimarranno sulla superficie all’interno dello stampo; rispettare i tempi di cottura, che preferibilmente non deve essere in forno ventilato (in questo caso abbassate di 10°C); non togliete la torta dallo stampo prima di averla fatta raffreddare e rapprendere completamente, ve tenuta in frigorifero almeno 2 ore prima di sformarla; se la farete riposare una notte in frigorifero sarà ancora più buona!

Ma com’è possibile questa magia?

I tuorli, sbattuti con lo zucchero, il burro, la farina ed il latte vanno a creare i due strati inferiori della torta magica, il flan e la crema. Mentre gli albumi montati a neve che rimangono in superficie, vanno a creare il pan di Spagna.

Questa versione con le mele caramellate mi fa sbarellare, rende l’idea?

 

DSC_0501_torta_magica_mele_caramellate

 

TORTA ‘MAGICA’ ALLE MELE CARAMELLATE

Dal libro ‘Torte magiche’ di C. Huet-Gomez

Ingredienti

Dose per uno stampo da 24 cm

Mele caramellate

3 mele Royal Gala

30 g di zucchero semolato

20 g burro leggermente salato

Torta

4 uova biologiche (a temp. ambiente)

120 g zucchero

125 g di burro biologico

1 cucchiaio di estratto di vaniglia (liquido)

90 g farina tipo 1 macinata a pietra (per dolci)

25 g farina di riso biologica

500 ml latte (a temp. ambiente)

1 presa sale

Mele disidratate

1 mela Royal Gala

Salsa al caramello

200 g zucchero semolato

100 ml acqua

vaniglia qb

Preparazione

Per le mele caramellate

Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a piccoli pezzetti e mettetele in una padella con lo zucchero. Fatele cuocere fino a caramellarle, poi unite il burro leggermente salato, mescolate bene e tenete da parte.

Per la torta ‘magica’

Accendete il forno a 160°.

Separate gli albumi dai tuorli. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare chiari e spumosi.

Sciogliete il burro ed unitelo al composto insieme con l’estratto di vaniglia. Aggiungete anche la farina setacciata ed il sale. Sbattete poco, poi versate anche il latte tiepido, poco per volta e sempre sbattendo.

Montate gli albumi e, con l’aiuto di una frusta, uniteli all’impasto.

Foderate con la carta forno uno stampo di 24 cm di diametro, distribuite le mele caramellate sul fondo, quindi versate sopra l’impasto. Livellate con una spatola ed infornate per 55 minuti.

Appena sfornato il dolce sarà ancora abbastanza liquido. Deve riposare e rapprendersi.

Fatelo raffreddare e poi riposare in frigorifero per almeno 2 ore.

Per le mele disidratate

Lavate e affettate la mela intera, a fettine abbastanza sottili (senza sbucciarla o eliminare il torsolo).

Disponete le fette su una teglia rivestita di carta forno, e cuocete a 90° per almeno 2 ore.

Per la salsa al caramello

Mettete lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso, lasciatelo sciogliere lentamente senza mescolare. A parte scaldate l’acqua con la vaniglia. Quando lo zucchero si sarà sciolto e sarà diventato di colore ambrato, unite l’acqua bollente facendo attenzione a non scottarvi, e mescolate energicamente con una frusta. Fate raffreddare.

Servite la torta con le mele disidratate ed una ‘colata’ di salsa al caramello.

 

 

DSC_0512_torta_magica_mele_caramellate

DSC_0510_caramello_torta_magica

DSC_0516_torta_magica_mele_caramellate

Quella goccia di salsa al caramello che cola, non vi fa venire l’acquolina in bocca?

A me si!

 

roby-antracite-300x75

Primi piatti/ Salato

Risotto con fave e seppie

 

Che sia un caso?

Certo che no. La natura non fa nulla ‘a caso‘.

Il fatto che fave, piselli e fagioli siano tra i prodotti di stagione in primavera…

Lo sapevate che contengono L.Dopa, precursore dell’adrenalina, l’ormone che ci rende più reattivi e con tanta voglia di fare?

…e in primavera ci sentiamo sempre tutti un po’ stanchi e giù di tono.

Le fave sono molto ricche di proteine e povere di grassi. Grande fonte di ferro e di acido folico, contengono anche elementi che aiutano ad abbassare il colesterolo.

Insomma, non resta che approfittare di questo periodo in cui si possono trovare fresche e sbizzarrirsi con tante diverse preparazioni.

Oggi io vi propongo un risotto sbirciato su Sale & Pepe.

Ricettina suvvia!

 

DSC_0332_risotto_fave_seppie

RISOTTO CON FAVE E SEPPIE

Ingredienti

Dose per 4 persone

340 g di riso Carnaroli

800 g fave fresche (da sgusciare)

400 g seppie (medie)

1 cipolla

½ bicchiere di vino bianco (secco)

prezzemolo e menta freschi qb

olio evo qb

1 lt brodo vegetale (1 carota, e costa sedano, ½ cipolla)*

1 noce di burro per mantecare

1 spicchio d’aglio

sale integrale qb

pepe bianco qb

farina di riso qb

olio di semi di arachide qb

 

Preparazione

Sgusciate le fave e lessatele in acqua bollente salata per 5-6 minuti. Scolatele ed eliminate la buccia; riducete metà delle fave in purea utilizzando il mixer ad immersione o anche i rebbi di una forchetta.

Lavate le seppie, pulitele eliminando gli occhi, il becco e l’osso. Separate i tentacoli dal corpo e riducete quest’ultimo a striscioline.

Saltate le striscioline di seppia in una padella antiaderente con pocho olio evo ed uno spicchio d’aglio schiacciato, cuocete brevemente, salate e pepate.

Tritate finemente la cipolla e fatela appassire in una pentola con alcuni cucchiai di olio evo; aggiungete il riso e fatelo tostare bene per un paio di minuti mescolando. Sfumatelo con il vino bianco e fatelo evaporare bene; unite la purea di fave, salate ed iniziate a bagnare il riso con il brodo, poco per volta, portandolo a cottura mescolando e non facendolo asciugare troppo.

Arrivato a cottura, mantecate con il burro, unite prezzemolo e menta spezzettati e le seppie saltate in padella.

Passate velocemente i tentacoli nella farina di riso e friggeteli in abbondante olio di arachidi.

Servite il riso con una macinata di pepe, prezzemolo e menta freschi ed i tentacoli di seppia fritti.

 

DSC_0329_risotto_fave_seppie

DSC_0325_risotto_fave_seppie_2

Buon inizio settimana gente!

 

roby-antracite-300x75

Antipasti/ Greenery mood/ Salato

Uovo in crosta su insalatina, avocado, mela verde, bacon e mandorle

 

“Rispetto l’uovo per il genio che dimostra in tutti i tipi di cottura.

Mi sembra che sia un alimento sottovalutato,

invariabilmente messo in ombra da ingredienti costosi e di lusso.”

Michel Roux

Amo le uova, credo di averlo già detto tante volte.

Nella mia cucina ci sono sempre. Rigorosamente biologiche.

Perché biologiche?

Perché sono uova di galline felici. Galline che possono stare all’aperto, libere di muoversi e razzolare; alimentate in modo naturale senza impiego di antibiotici.

Sono uova sane.

Quando acquistate le uova, controllate il codice identificativo.

Lo ‘0’ identifica le uova biologiche, niente cure antibiotiche e densità nel pollaio accettabile ed etica.

Poi man man o che il numero aumenta, da ‘1’ a ‘3’, peggiorano le condizioni di vita delle galline, e di conseguenza anche la qualità del prodotto finale, l’uovo.

Si, costano un po’ di più,è vero. Ma in tutta onestà io risparmio su altre cose, non sulla salute.

Ricordate che il guscio è una barriera naturale contro germi e batteri; non utilizzate uova con il guscio danneggiato.

Le uova vanno controllate, quindi sgusciate in una ciotolina per verificare che siano fresche, poi unitele al vostro composto, impasto o altro.

Le uova vanno tenute in un posto fresco, ma andrebbero tolte dal frigorifero un paio d’ore prima del loro utilizzo per consumarle al meglio.

Gli albumi si possono conservare per qualche giorno in frigorifero e per alcune settimane in congelatore; gli albumi vecchi di qualche giorno sono perfetti per preparare meringhe, pavlova e macaron.

Questa ricetta l’ho sbirciata in libreria, in un libro sfogliato che non ho acquistato e di cui non ricordo il titolo…

L’ho ovviamente modificata perché sono andata a memoria.

Antipasto? Secondo? Piatto unico?

Quello che preferite, cambierete le quantità di conseguenza.

Dai, ricetta!

 

DSC_0516_uovo_in_crosta_insalatina

UOVO IN CROSTA SU INSALATINA, AVOCADO, MELA VERDE, BACON E MANDORLE

Ingredienti

Dose per 4 persone

Per le uova in crosta

4 uova biologiche (+ 1 per la panatura)

4 cucchiai di pane grattugiato

2 cucchiai di farina di riso

3 cucchiai di mandorle a lamelle

olio di semi di arachide per friggere

sale e pepe qb

Per l’insalata

insalatina mista (misticanza, rucola..)

1 avocado

1 mela Granny Smith

70 g pancetta stufata (tipo bacon)

mandorle a lamelle qb

sale integrale qbpepe bianco qb

olio evo qb

1 lime

Preparazione

Per le uova in crosta

Preparate le uova sode. Mettete le 4 uova in una pentola sui fuoco medio coperte con abbondante acqua fredda. Appena l’acqua bolle, abbassate la fiamma (cuocendo in acqua in forte bollizione gli albumi diventano grumosi) e continuate la cottura per 6 minuti (dopo che l’acqua ha iniziato a bollire). Trasferitele in acqua fredda e sgusciatele.

Tritate nel mixer le mandorle insieme al pane grattugiato.

Sbattete l’uovo rimasto in un piatto fondo con sale e pepe, versate la farina di riso in un piatto e il pane grattugiato con le mandorle in un altro. Passate le uova prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel mix di pane grattugiato e mandorle.

Scaldate bene l’olio (quando è pronto, immergendo uno stecchino di legno si formeranno delle bollicine tutto attorno) quindi friggete le uova per un paio di minuti, avendo cura di girarle per farle dorare da tutti i lati. Scolatele e fatele asciugare su della carta per fritti.

Per l’insalata

Lavate accuratamente le insalatine e la rucola. Sbucciate l’avocado, eliminate il nocciolo e tagliatelo a fettine. Lavate bene la mela, eliminate il torsolo e tagliatela a fettine sottili. Uniteli all’insalata.

Fate rosolare la pancetta in una padella antiaderente (o al forno) fino a farla diventare bella croccante; tostate le mandorle a lamelle in un altro padellino antiaerente.

Condite l’insalatina con sale, pepe ed un’emulsione di olio evo e lime.

Presentazione del piatto

Servite con un fondo di insalata un uovo in crosta tagliato a metà, finite con del bacon croccante e mandorle tostate.

 

DSC_0523_uovo_in_crosta_insalatina

Buon fine settimana gente!

 

roby-antracite-300x75

 

Dolce/ Torte

Torta paradiso

 

 

Un dolce delizioso che mi riporta indietro nel tempo in un battibaleno.

Questa è davvero la torta dell’infanzia, morbida, profumata, che quando è in forno riempie la casa di un meraviglioso profumo.

La Torta Paradiso, farcita con una profumata crema al latte.

Questa ricetta è una via di mezzo tra quella di Assunta che potete trovare su IFOOD e quella che ho nelle mie dispense di scuola.

Io l’ho decorata con ovetti di cioccolato fondente confettati e le margheritine del mio giardino.

Semplice, buonissima e di sicuro effetto!

Vi lascio alla ricetta e vi auguro giornate di sole e cielo azzurro, da trascorrere sereni con i vostri cari e vostri amici.

 

DSC_0495_torta_paradiso

 

TORTA PARADISO

Ingredienti  – Dose per uno stampo di circa 20 – 22 cm

Per la Torta Paradiso

150 g fecola di patate

120 g farina di riso biologica

200 g burro biologico (morbido)

100 g uova intere biologiche ( 2 uova medie)

80 g tuorli ( 4 tuorli)

250 g zucchero a velo (+ altro per cospargere la torta)

1 presa sale

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

buccia di limone non trattato qb

4 g cremor tartaro

Per la crema al latte

250 ml latte

25 g amido di mais

70 g zucchero

⅓ di cucchiaino da caffè di agar agar

⅓ cucchiaino polvere di vaniglia bio

150 panna fresca

 

Preparazione

Per la Torta Paradiso

Accendete il forno a 170°.

Montate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con metà dello zucchero e la buccia di limone. Dovrà diventare bello morbido e chiaro, una crema soffice.

A parte montate le uova con il restante zucchero, unite anche i tuorli, continuate a montare fino a quando diventeranno gonfi e spumosi.

Unite poco per volta il composto di uova al burro, alternandolo agli ingredienti secchi che avrete precedentemente setacciato. Mescolate delicatamente per amalgamare bene tutto.

Imburrate ed infarinate uno stampo di circa 20 – 22 cm, oppure rivestitelo con la carta forno (io la ritaglio a misura e la fisso con un velo di burro sulla tortiera). Versate l’impasto e livellatelo bene con una spatola.

Infornate a 170 – 175°C per circa 40 – 45 minuti (ma verificate la cottura perché dipende molto dal tipo di forno). Fate la prova stecchino al centro del dolce per verificare se ben cotta.

Sfornate e fate raffreddare.

Per la Crema al latte

Mescolate il latte con l’amido setacciato (a freddo), unite l’agar agar, lo zucchero il miele e la vaniglia.

Mettete sul fuoco mescolando con una frusta. Continuate fino a quando la crema si addenserà.

Togliete dal fuoco e fate raffreddare.

Montate la panna ed unitela delicatamente alla crema di latte con una spatola.

Assemblaggio del dolce

Tagliate la torta a metà.

Spalmate delicatamente la crema sopra la metà inferiore, coprite e livellate bene i bordi con una spatola.

Cospargete abbondantemente con lo zucchero a velo.

Fatela riposare in frigorifero prima di consumarla.

Se consumata il giorno successivo è ancora più buona.

 

 

DSC_0499_torta_paradiso

DSC_0519_torta_paradiso

DSC_0516_torta_paradiso

 

BUONA PASQUA!

 

roby-antracite-300x75

 

 

Greenery mood/ Primi piatti/ Salato

Risi e bisi

 

 

Un piatto che adoro. Riso e Piselli.

Io sono di parte.

Si, perché il riso lo amo tanto.

Questo poi è un piatto che, confesso, preparo anche in inverno con i piselli surgelati.

Non è la stessa cosa, ok…ma anche se non utilizzate i baccelli nella preparazione, viene buonissimo comunque.

Risi e bisi è una ricetta della tradizione veneta, se ne trovano diverse varianti soprattutto nelle zone di Venezia e Vicenza.

Tipico piatto primaverile ed estivo, proprio perché la ricetta originale prevede l’utilizzo dei piselli freschi e delle bucce. Non si butta nulla.

Tradizionalmente questo piatto veniva offerto al Doge il 25 Aprile, giorno della Festa di San Marco, ed è ancora diffuso nei territori anticamente dominati dalla Serenissima, Grecia, Turchia e Libano.

La cosa curiosa è che potrebbe anche essere un piatto di origine bizantina. La Serenissima aveva infatti intensi scambi commerciali con l’Oriente, dove il riso viene solitamente abbinato alle verdure.

Io di solito prediligo il Carnaroli per i risotti, in questa ricetta però, a metà strada tra la minestra ed il risotto, è consigliato l’utilizzo del Vialone nano, proprio per la sua caratteristica di assorbire bene il condimento.

Dovrete pertanto fare attenzione alla preparazione, portando il riso a fine cottura alla giusta consistenza, né troppo asciutto, né troppo brodoso.

Ricettina?

DSC_0401_risi_e_bisi

RISI E BISI

Ingredienti

Dose per 4 persone

1 kg di piselli freschi (con i baccelli)

1 lt ca di brodo vegetale (carota sedano e cipolla)

1 cipolla dorata

350 g riso (preferibilmente Vialone nano)

40 g burro biologico

60 g pancetta in una sola fetta

prezzemolo fresco qb

50 g Grana Padano grattugiato

olio evo qb

sale qb

pepe bianco qb

Preparazione

Preparate un brodo vegetale con una carota, una costa di sedano e una cipolla.

Sgranate i piselli e metteteli da parte. Lavate bene i baccelli (bucce dei piselli) e lessatele per circa mezz’ora in acqua salata; scolateli, frullateli a passate la purea ottenuta al setaccio. Aggiungete questa purea al brodo vegetale che avete preparato (io ne metto solo una parte).

In una pentola dal fondo spesso fate rosolare la cipolla tritata con poco olio evo. Unite la pancetta tagliata a dadini, fate rosolare per qualche istante e poi unite il riso. Fatelo tostare bene, quindi aggiungete anche i piselli sgranati. Iniziate a bagnare con il brodo caldo, un mestolo alla volta.

Portate il riso a cottura, aggiungendo il brodo poco per volta, man mano che quello aggiunto in precedenza sarà ben assorbito. Toglietelo dal fuoco al dente e non asciutto, deve rimanere bello morbido.

Mantecate con il burro ed il Grana Padano, unite il prezzemolo fresco, una grattugiata di pepe e servite subito.

NOTE:

La ricetta originale prevede l’utilizzo di vino bianco secco per sfumare il riso. Io non amo molto il vino in questo risotto e non lo utilizzo.

 

DSC_0398_risi_e_bisi

 

A presto gente!

 

roby-antracite-300x75

 

CONSIGLIA Tartellette con confettura di latte e miele