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giugno 2015

Piatti unici/ Primi piatti/ Salato

Zuppa di merluzzo, fagiolini, taccole e ceci

 

 

Oggi una ricetta che potete trovare anche su Territori Coop.

Una zuppa gustosissima, nutriente e sana.

Perché le zuppe non hanno davvero stagione, almeno per me!

Buon inizio di settimana a tutti!

Non so per voi, ma per me le zuppe non hanno davvero stagione.

Comfort food per eccellenza, quando arriva la stagione fredda, un bel piatto di zuppa è un ottimo modo per affrontarla e ristorarsi, sia fisicamente che psicologicamente.
Il sobbollire lento, gli aromi ed il profumo che si sprigionano ed avvolgono la casa, e una bella scodella di zuppa calda servita con del pane raffermo ed abbrustolito.
Ma, lasciatemelo dire, è un vero peccato vederle scomparire dalle nostre tavole con l’arrivo della stagione calda.

Io le trovo perfette anche in primavera ed in estate, magari servite tiepide o addirittura fredde, con del pane tostato condito con poco olio, e profumato con aglio ed altre aromatiche.
La nascita della zuppa è strettamente legata all’esigenza di utilizzare un alimento molto importante, il pane.

Infatti, il nome zuppa risale al gotico suppa, il cui significato è fetta di pane inzuppato, nome molto simile nelle altre lingue europee, soupe in francese, Suppe in tedesco e sopa in spagnolo. Durante il Medioevo infatti il pane aveva la funzione di piatto, veniva servita una larga fetta di pane sopra la quale si appoggiavano le altre pietanze, come la carne o il pesce. Alla fine del pasto questo pane era intriso dei liquidi e condimenti e veniva donato alla servitù che lo cuoceva con acqua e verdure ottenendo una zuppa calda e profumata.

Se in origine preparare una zuppa significava mettere nella pentola ciò che c’era in dispensa per necessità, oggi può davvero diventare un’arte culinaria divertente e semplice, spaziando tra le infinite possibilità e combinazioni che ci permette l’enorme assortimento di prodotti stagionali, spezie ed aromi a nostra disposizione.

Spesso sono dei piccoli capolavori di gusto, create con tecniche ed ingredienti semplici. Grazie poi alle influenze etniche, è possibile arricchirle di sapori e profumi nuovi, creando accostamenti insoliti e straordinari che vanno ad aggiungersi alle ricette della tradizione regionale italiana.

L’ideale è sempre utilizzare prodotti che la stagione ci offre, per sfruttarne al meglio le proprietà benefiche e nutrizionali. In questo caso fagiolini e taccole poveri di proteine ma ricchi di fibra e minerali si sposano molto bene con i ceci, chiamati anche la carne dei poveri, che di carboidrati e proteine sono invece molto ricchi.

Altro alimento molto importante da inserire nella propria alimentazione per una dieta sana è certamente il pesce; il merluzzo nello specifico ha carni con un bassissimo contenuto di grassi, ma con un buon apporto di grassi Omega 3, quelli che aiutano a ridurre il colesterolo cattivo e ad aumentare quello buono, è inoltre molto ricco di proteine e vitamine del gruppo B, oltre che di importanti minerali quali fosforo, iodio, ferro e calcio.

Insomma, utilizzando con un po’ di creatività e fantasia ed i prodotti che la stagione ci offre, possiamo racchiudere in una zuppa un vero concentrato di sapori e proprietà benefiche per il nostro organismo.

 

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ZUPPA DI MERLUZZO, FAGIOLINI, TACCOLE E CECI

 

Ingredienti

Ingredienti per 4 persone

500 g merluzzo

350 g fagiolini

350 g taccole

300 g ceci (precotti)

1 patata media

½ cipolla

1 lt brodo vegetale (preparato con carota, sedano e cipolla)

1 spicchio d’aglio

Pomodori pelati qb

Olio evo qb

Sale integrale qb

Pepe bianco qb

Basilico fresco qb

Prezzemolo fresco qb

Preparazione

Lavate e spuntate i fagiolini e le taccole, eliminate eventuali filamenti e tagliateli a pezzetti (leggermente obliqui).

Lessateli in acqua bollente salata per circa 15 minuti, scolateli al dente e teneteli da parte.

Lavate le patate, sbucciatele, tagliatele in 4 e cuocetele a vapore.

In una padella con poco olio evo fate soffriggere l’aglio privato dell’anima e tritato (oppure schiacciato nel caso preferiate dare solo sapore e toglierlo), tagliate il cuore di merluzzo a cubotti e fatelo dorare ed insaporire per alcuni minuti. Spegnete e tenete da parte.

In una casseruola abbastanza capiente, fate soffriggere i ceci con poca cipolla tritata, unite qualche mestolo di brodo e fate insaporire. Unite anche i pelati tagliati grossolanamente, i fagiolini e le taccole lessati precedentemente, e le patate cotte al vapore e tagliate a dadini.

Salate unite altro brodo, i pezzettoni di merluzzo e lasciate insaporire bene.

Verso fine cottura unite le erbe aromatiche spezzettate e pepate.

Servite con un filo d’olio ed una fetta di pane tostato, meglio se insaporito strofinandolo con uno spicchio d’aglio.

 

 

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Potete leggerla anche su

 

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Colazione e merenda/ Dolci da credenza e crostate/ Senza categoria

Banana bread con yogurt al cocco

 

 

“…come un istinto a sopravvivere
e a difendermi
come la musica
punto ad espandermi
partiamo, andiamo
è la chimica degli elementi
È la scienza, bellezza!
si procede per esperimenti
questo è un grande giorno da vivere
io ci voglio credere
questo è un grande giorno da vivere
senza limiti senza fiato
tutto giusto tutto sbagliato
mi devo muovere
sento un formicolio…
eh
ho agitato così tanto la lattina
che…attenzione
può scoppiare con la minima pressione …
eh
se salterò per aria
o scoprirò la formula
se ho perso la memoria
è solo per scoprire un mondo nuovo…”

 da “E’ la scienza, Bellezza!”  di Lorenzo Cherubini Jovanotti

 

Oggi va così….e se avete due minuti andate ad ascoltarvi questa canzone!

Il Banana bread è un plumcake profumatissimo nel cui impasto vengono utilizzate delle banane molto mature. Tipica preparazione dei paesi anglosassoni, soprattutto Stati Uniti e Australia, viene normalmente consumato a colazione o durante il brunch nel fine settimana.

Come tutti i plumcake è un dolce abbastanza umido che si conserva bene per diversi giorni, inoltre, se doveste averne a casa, è un ottimo modo per utilizzare delle povere banane dimenticate ed annerite!

Ricettina e non se ne parla più!

 

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BANANA BREAD CON YOGURT AL COCCO

 

Ingredienti

Dose per uno stampo da plumcake da 30 cm

200 g farina di farro biologica

70 g farina di riso biologica

250 g zucchero di canna integrale

250 g banane molto mature (2 grandi ca)

60 g olio di semi di girasole

120 g uova intere biologiche (2 uova medie)

80 g yogurt al cocco biologico

½ bustina cremor tartaro (o lievito in polvere per dolci)

10 g bicarbonato di sodio

1 presa sale

cocco rapé per cospargere qb (facoltativo)

Preparazione

Versate tutti gli ingredienti nella planetaria con gancio a foglia (o nel cutter), comprese le banane schiacciate con una forchetta, e lavorare velocemente fino ad ottenere un impasto abbastanza morbido.

Fate riposare l’impasto per una decina di minuti circa.

Nel frattempo accendete il forno a 170° e portatelo a temperatura.

Imburrate ed infarinate lo stampo da plumcake oppure rivestitelo con della carta forno.

Versate l’impasto, e praticate una sorta di ‘taglio’ centrale con una spatola umida (in cottura si formerà il taglio tipico del plumcake).

Infornate a 160° per 30 minuti, poi abbassate la temperatura a 130 e continuate per altri 25-30 minuti. Fate comunque sempre la prova stecchino al centro per verificare la cottura.

Dieci minuti prima di sfornarlo cospargete a piacere di cocco rapè quindi terminate la cottura.

Sfornate e fate raffreddare prima di servire.

NOTE:

Potete consumarlo a temperatura ambiente oppure riscaldando leggermente le fette, servendole poi a piacere con burro e confetture.

Come variante provate ad unire all’impasto gocce di cioccolato fondente (o a scaglie) o frutta secca.

 

 

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A presto gente!

 

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Colazione e merenda/ Dolce/ Qualcosa di rosso

Pancakes di avena e riso allo yogurt con sciroppo d’acero, fragole e pistacchi

“Buon viaggio
Che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo
L’incanto sarà godersi un po’ la strada
Amore mio comunque vada
Fai le valigie
E chiudi le luci di casa

Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Non c’è niente di più vero
Di un miraggio
E per quanta strada ancora c’è da fare
Amerai il finale

Share the love…

Chi ha detto
Che tutto quello che cerchiamo
Non è sul palmo di una mano
E che le stelle puoi guardarle
Solo da lontano

Ti aspetto
Dove la mia città scompare
E l’orizzonte è verticale
Ma nelle foto hai gli occhi rossi
E vieni male

Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Che sei ci pensi siamo solo di passaggio
E per quanta strada ancora c’è da fare
Amerai il finale

Share the love…

In fondo è solo un mare di parole
E come un pesce puoi nuotare solamente
Quando le onde sono buone
E per quanto sia difficile spiegare
Non è importante dove
Conta solamente andare
Comunque vada
Per quanta strada ancora c’è da fare

Share the love…

Buon viaggio
Che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
E siamo solo di passaggio
Voglio godermi solo un po’ la strada
Amore mio comunque vada
Buon viaggio

Share the love…”

“Buon viaggio (share the love)”  Cesare Cremonini

 

Oggi apro così, con una canzone che mi fa allegria, e al tempo stesso mi fa riflettere.

 

Confesso che non sono una patita dei pancakes a colazione.

Io di prima mattina sono più una da pane e marmellata a dire la verità…

Però i pancakes mi piacciono molto, come merenda di metà o tarda mattinata o nel pomeriggio.

Se poi sono preparati con farine buone e profumate, ed accompagnati con frutta fresca, diventano uno spuntino delizioso!

Di ricette ce ne sono tante, una l’avevo pubblicata tempo fa, qui, questa di oggi prevede l’utilizzo del latticello (l’introvabile buttermilk!), se non riuscito a reperirlo (come la sottoscritta) si può preparare in modo del tutto casalingo mescolando latte e yogurt bianco intero nella stessa quantità. Io infatti ho messo direttamente le dosi di latte e yogurt perchè da tempo ormai li faccio così!

Forza! Andiamo a fare merenda!

 

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PANCAKES DI AVENA E RISO ALLO YOGURT CON SCIROPPO D’ACERO, FRAGOLE E PISTACCHI

 

Ingredienti

Ingredienti per ca 6 pancakes

100 g latte

100 g yogurt

1 uovo biologico

60 g farina d’avena

60 g farina di riso

30 g zucchero di canna

30 g olio di semi di girasole

1 cucchiaino di cremor tartaro

½ cucchiaino di bicarbonato

⅓ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

1 presa sale

Per accompagnare

fragole qb

pistacchi qb

sciroppo d’acero qb

Preparazione

Riunite in una ciotola tutti gli ingredienti secchi.

Mescolate il latte e lo yogurt.

In un’altra ciotola sbattete il tuorlo con l’olio e la miscela di latte e yogurt (latticello casalingo).

Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi e mescolate con la frusta. Non serve mescolare a lungo.

Montate a neve l’albume ed unitelo all’impasto mescolando delicatamente dall’alto verso il basso.

Scaldate una padella antiaderente (possibilmente dal fondo un po’ spesso), versate un fiocchetto di burro ed eliminate l’eccesso con della carta cucina.

Versate un paio di cucchiaiate di impasto per volta e lasciate cuocere per 2-3 minuti a fuoco medio per ogni lato, fino a quando saranno belli dorati.

Servite con sciroppo d’acero, fragole fresche e pistacchi leggermente tritati.

NOTE:

Se volete dei pancakes perfettamente tondi e tutti uguali potete aiutarvi utliizzando un coppapasta, vi basterà posizionarlo nella padella e versarci dentro due cucchiaiate di impasto, sfilarlo una volta cotto bene il primo lato e girare successivamente il pancake per cuocerlo anche dall’altro lato.

 

 

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Buona settimana gente!

 

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Dolce/ Qualcosa di rosso/ Torte

Victoria Sponge Cake

 

 

Dura ripartire dopo questo lungo fine settimana ed un mercoledì che sembra un lunedì.

Va beh, oggi iniziamo con un po’ di storia, che dite?

La storia di una torta slurposiSSima.

Creata intorno al 1840 dalla dama di compagnia della Regina Vittoria, tale Anne Russel, duchessa di Bedford, questa torta  entrò ben presto a far parte di un rito che ancor oggi è rispettato e seguito nel Regno Unito. La duchessa di Bedford inventò infatti il rito dell’afternoon tea, servendo insieme all’amata bevanda dolci vari e sandwich.

Chiamata anche Victoria Sandwich, la Victoria Sponge Cake ricorda molto la Madeira Cake.  Il nome è ovviamente dedicato alla Regina Vittoria che durante l’afternoon tea amava consumare una fetta di questa torta. Una base di pan di Spagna arricchito da burro nell’impasto, farcita come un sandwich con confettura di frutta e crema al burro. Una torta che si presta per essere farcita nei più svariati modi.

Non è una torta complicata e non richiede particolari attenzioni, se non che è preferibile cuocere i due strati separatamente in due teglie.

A me onestamente non piace che la farcia all’interno sia perfetta, quindi volutamente ho evitato l’uso della sac à poche, spalmando la chantilly con una spatola a mò di muratore con la cazzuola!

L’effetto strabordante della farcia mi piace da morire!

Potete  utilizzare ovviamente della confettura confezionata, ma vi assicuro che farcita con una confettura di fragole fatta in casa il profumo ed il gusto sono davvero altra cosa!

Ho trovato diverse ricette nel web, ma poi mi sono basata su quella del Cavoletto, interpretandola a mio modo.

 

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VICTORIA SPONGE CAKE

 

Ingredienti

Per la Victoria sponge cake

150 g farina macinata a pietra per torte

70 g farina di riso biologica

220 g di zucchero semolato

220 g burro biologico (morbido)

4 uova biologiche medie

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

1 cucchiaino di cremor tartaro (o lievito per dolci)

Per la confettura di fragole

500 g fragole

300 g zucchero semolato

½ limone non trattato

½ cucchiaino di agar agar

Per la Chantilly

300 g panna fresca

50 g zucchero a velo (+ altro per finire)

Preparazione

Per la confettura di fragole

Lavate le fragole velocemente sotto l’acqua corrente, tamponatele leggermente per eliminare l’eccesso di acqua.

Eliminate la parte verde e tagliatele in piccoli pezzetti. Versatele in una ciotola e copritele con lo zucchero, la buccia di limone ed il succo. Coprite con pellicola alimentare e fatele riposare una notte in frigorifero.

Trascorso il tempo di riposo, avrete un composto molto liquido e profumatissimo. Versatelo in una casseruola, unite l’agar agar e mettete sul fuoco, Fate sobbollire per circa 40 minuti, seguendo sempre la confettura e mescolando di tanto in tanto (eliminando la schiuma se necessario).

Versate nel vasetto e fate raffreddare. (se la consumate subito con la torta non serve fare la procedura di sotto vuoto.)

Per la Victoria sponge cake

Accendete il forno a 180°C.

Sbattete il burro morbido con lo zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso e chiaro. Unite le uova, una alla volta; aggiungete il successivo solo quando il precedente è ben amalgamato all’impasto.

Setacciate le farine con il lievito e la polvere di vaniglia, quindi unitele a burro e zucchero mescolando con una spatola, incorporandole bene.

Foderate con la carta forno due stampi con bordo amovibile (diametro 20-22 cm), versate metà impasto su ciascuno e livellate bene con una spatola.

Infornate a 180°C per circa 20-25 minuti.

Fate raffreddare completamente.

Assemblaggio del dolce

Montate la panna fresca con lo zucchero a velo.

Spalmate generosamente con la confettura di fragole la parte inferiore della torta, coprite con una generosa dose di chantilly e coprite con l’altro disco di torta. Cospargete generosamente di zucchero a velo.

 

 

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Alla prova costume pensateci un altro giorno!

 

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