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dicembre 2015

Biscotti e Frolle/ Colazione e merenda/ Dolce

Buon Natale!

 

 

Oggi niente ricetta.

Di ritorno da un bellissimo fine settimana a Cortina D’Ampezzo e la presentazione de IL GUSTO DELLA TERRA, passo davvero di corsa.

Non riesco a curare di più il mio ‘povero’ blog in questo periodo.

Ma come potevo non passare per gli auguri, anche se velocissimi?

 

“Caro Babbo Natale, io vorrei che quest’anno per Natale tutti diventassero più buoni

e io più figa (questo lo chiedo ogni anno però…).

Se pensi che, anche per te che sei babbo, esaudire questo desiderio sia proprio una mission impossible,

calami pure giù dalla canna fumaria un assegno da 5.000 euro che me lo faccio bastare.”

Luciana Littizzetto

…scherzetti a parte

BUON NATALE e BUONE FESTE A TUTTI!

La ricetta dei biscotti la trovate QUI.

Per decorarli preparate la glassa, montando un albume ed aggiungendo poco per volta dello zucchero a velo (circa 150 g, comunque 4 volte il peso dell’albume) e poche gocce di limone.

Se desiderate potete anche colorarla utilizzando del colorante alimentare in gel.

Versate la glassa in una sac à poche con bocchetta piccola liscia, decorate e cospargete con zuccherini a vostro piacere e lasciate asciugare.

 

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A presto gente!

 

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Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Ravioli di patate e ricotta con radicchio rosso di Treviso tardivo IGP e pastin

La mia ricetta per Territori Coop questo mese è una pasta fresca ripiena.

Un  primo piatto perfetto per il menu delle feste, con un prodotto di stagione,

vera eccellenza tutta italiana, il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP.

Con questa ricetta ringrazio e saluto Territori Coop. Per ora. Insomma io mi auguro sia soltanto un arrivederci.

Nel frattempo seguirò il portale, come ho sempre fatto!

A volte è necessario rallentare il ritmo, ridurre gli impegni, ed in questo momento per me è necessario.

Quindi GRAZIE a tutto lo staff di Territori per la bella esperienza e…

ARRIVEDERCI!

La ricetta anche qui su Territori Coop

 

Un primo piatto tradizionale e semplice arricchito dal sapore particolare del ‘Fiore rosso d’inverno’

In generale, la pasta ripiena conta innumerevoli declinazioni e varietà, ogni Regione e addirittura provincia possiede la sua tradizione ed un proprio tipo di pasta ripiena.
Basti pensare al tortellino conteso da Bologna e Mantova, agli anolini nel Parmense, gli agnolotti Piemontesi, i pansoti Liguri, i cialzons in Carnia, i tortelli in Emilia e Lombardia, i ravaioli nelle Marche, ai culurgiones della Sardegna. Diversi nella forma, nella tecnica di preparazione e nel ripieno, questi sono solo alcuni tipi di pasta ripiena della tradizione gastronomica regionale italiana.

Difficile stabilire le origini della pasta ripiena. Le prime tracce sembra risalgano al 1100, ma è soltanto intorno al 1300 che compare a Bologna una preparazione simile a quella che conosciamo oggi, ovvero un involucro di pasta, tirata sottile, ad avvolgere un ripieno.
Il nome ‘raviolo’ potrebbe derivare dal latino ‘rabiola’ (piccola rapa) e non è chiaro se si trattasse effettivamente di pasta ripiena o di una sorta di gnocchetti nel cui impasto venivano utilizzati ricotta e foglie di rapa.

In ogni caso, quando parliamo di ravioli, sembra essere opinione consolidata, che il ripieno debba essere di magro, formaggi e verdure.
Come quelli che vi propongo, per il cui ripieno ho utilizzato ricotta e patate, un raviolo delicato che ben si sposa con un condimento saporito e particolare preparato utilizzando il radicchio di Treviso tardivo ed il Pastin.

Qui a Treviso viene chiamato ‘fiore rosso d’inverno’.
E’ il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP, una raffinatezza gastronomica, l’unica cicoria che non arriva in tavola direttamente dalla terra, ma che deve subire un trattamento laborioso, abilmente ‘forzato’ e al tempo stesso naturale.
Leggermente amarognolo, squisito e croccante, si raccoglie a novembre, generalmente dopo due gelate.
Il freddo ne blocca la crescita e grazie al successivo ‘imbianchimento’, ovvero l’immersione delle radici in acqua corrente ad una temperatura costante tra i 10 e i 12 gradi ed al buio, la pianta si risveglia e si rigenera, sviluppando un nuovo ‘cuore’ di foglie che, in assenza di luce, crescono prive di clorofilla, con il tipico colore rossastro.

Il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP non è una semplice insalata da contorno, trova innumerevoli utilizzi in cucina, addirittura nei dolci.

Nel condimento di questi ravioli, al radicchio ho abbinato il Pastin, una specie di grossa salsiccia preparata con carne di maiale, speziata e salata, preparazione antica e tipica del Bellunese, nel caso vi sia impossibile reperirlo, potete sostituirlo con una salsiccia di buona qualità.

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RAVIOLI DI PATATE E RICOTTA CON RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO IGP e PASTIN

 

Ingredienti

Dose per 4 persone

Per la pasta

300 g farina per pasta tipo 00

3 uova biologiche medie

Per il ripieno

300 g di patate (di montagna) cotte al vapore

150 g ricotta morbida

50 g Grana Padano grattugiato

Noce moscata qb

Sale qb

Per il condimento

1 cespo grande di radicchio di Treviso tardivo IGP

1 scalogno

150 g di pastin (o salsiccia di buona qualità)

Sale qb

Pepe bianco qb

Olio evo qb

Grana Padano qb

Preparazione

Per i ravioli:

Setacciate la farina e formate una fontana, rompete le uova, uno alla volta, in una ciotola e versatele al centro della fontana. Iniziate ad amalgamare le uova sbattendole con una forchetta e incorporando la farina poco per volta.

Una volta assorbite, iniziate a lavorare l’impasto con le mani, fino a quando otterrete una pasta omogenea e liscia. Copritela con della pellicola trasparente e fatela riposare per 30 minuti.

Trascorso il tempo di riposo, tagliatela ricavandone dei panetti. Passateli nell’apposita macchina sfogliatrice, senza ripassarla più volte né ripiegarla su se stessa, infarinandola ad ogni passaggio e diminuendo lo spazio tra i rulli fino allo spessore desiderato ( io la penultima posizione).

Se non disponete della macchina sfogliatrice, potete anche stenderla con il matterello, ponete il panetto sul piano accuratamente infarinato e tiratela, ruotando la sfoglia, fino ad avere un disco dallo spessore uniforme e sottile.

Preparate il ripieno, schiacciando le patate con l’apposito schiacciapatate direttamente dentro ad una terrina, unite la ricotta, la noce moscata, il sale ed il Grana Padano grattugiato. Mescolate bene amalgamando il composto.

Ricavate delle strisce di sfoglia, disponetele sul piano di lavoro infarinato e, aiutandovi con un cucchiaino, distribuite dei mucchietti di ripieno, in fila e distanziati tra loro.

Inumidite la sfoglia spennellandola delicatamente con poca acqua, appoggiate sopra un’altra striscia, premete tutto intorno ai mucchietti per fare uscire tutta l’aria, quindi sigillate facendo una leggera pressione.

Tagliate i ravioli utilizzando uno stampino oppure una rotella dentellata. Trasferiteli man mano in una teglia infarinata.

Per il condimento.

Lavate accuratamente il radicchio di Treviso tardivo e tagliatelo in piccoli pezzi. Sbucciate e tritate lo scalogno e fatelo rosolare con poco olio evo in una padella capiente. Unite il pastin (o la salsiccia) sbriciolato e lasciate cuocere per alcuni minuti, quindi aggiungete il radicchio, regolate di sale e portate a cottura.

Lessate i ravioli, in abbondante acqua salata, per circa 10 minuti.

Scolateli e trasferiteli nella padella con il condimento, unite Grana Padano grattugiato, il pepe e saltate velocemente affinché si insaporiscano bene (se necessario unite poca acqua di cottura), quindi servite.

NOTE:

Setacciate sempre la farina quando preparate la pasta fresca, otterrete un impasto più morbido
Non mettete sale nell’impasto, i granelli potrebbero ‘stracciare’ la pasta mentre la tirate, sarà sufficiente salare l’acqua di cottura.
Infarinate leggermente la rotella dentellata o lo stampino che utilizzerete per ritagliare i ravioli, eviterete che si attacchino alla sfoglia.

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Trovate la mia ricetta su Territori Coop, cliccando qui

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A presto!

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Antipasti/ Greenery mood/ Piatti unici/ Salato

Crab & avocado sandwich a San Diego: la #California con Morato

 

8 blogger, 8 ricette ed 8 tappe da Nord a Sud per scoprire la #CALIFORNIA , accompagnandovi in un tour virtuale, per il concorso #italialovesamerica di Morato Pane.

Il racconto delle varie tappe nei post delle amiche blogger che mi hanno preceduta, mi ha fatto in parte ripercorrere un viaggio studio fatto tanti anni fa quando, appena ventenne, sono partita alla volta di S. Francisco.
Primo volo aereo, primo viaggio da sola, quasi due mesi distante dalla famiglia e ad attendermi parenti americani che non avevo mai incontrato.
Ho visitato diverse località, ma solo fino a Big Sur, ero troppo giovane e timorosa per andarmene a spasso per la California tutta sola, quindi spingermi oltre e portarvi virtualmente a S. Diego, nella settima tappa di questo viaggio, per me è un enorme piacere!

Per respirare a fondo l’atmosfera californiana, bisogna davvero cavalcare l’onda e raggiungere S. Diego!
Città dall’influenza messicana, movimentata, giovane, ricca e curata, con le sue lunghe e sconfinate spiagge, le alte palme ai lati delle strade, il clima mite durante tutto l’anno, S. Diego è la città californiana per eccellenza.

San Diego collage_2foto credits Lucia e Valentina de Pianeta cucina e i suoi satelliti

 

Situata poco sopra al confine messicano, S. Diego un tempo era una Missione francescana, di cui conserva ancora le atmosfere tra gli edifici della città vecchia, il suo cuore messicano infatti pulsa ancora nella Old Town.
Da Balboa Park con i suoi innumerevoli musei e spazi espositivi, alla vita notturna del Gaslamp Quarter con i suoi ristoranti e locali, la Jolla, il quartiere ‘gioiello’ con le sue spiagge scogliose, passando per Mission Bay e le sue 27 miglia di spiaggia, e arrivando a Coronado Island ed alla sua bellissima spiaggia, insomma S. Diego con il suo mix di storia, natura, sport e movida, offre tantissimo al visitatore ed è davvero una tappa imperdibile!

Il legame degli abitanti con il mare è molto forte a S. Diego, anche nella cucina. Perché non proporvi quindi un sandwich dove il granchio, è abbinato all’avocado, frutto di cui la contea di S. Diego è uno dei maggiori produttori?

 

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CRAB & AVOCADO SANDWICH a SAN DIEGO: la #CALIFORNIA CON MORATO

 

Ingredienti

Ingredienti per 4 persone

1 confezione di American Sandwich Classico Morato

700 g di chele di Granciporro (oppure polpa di granchio confezionata)

8 fette di Emmental (o altro formaggio filante)

3 avocado maturi

1 limone biologico

2 lime

7-8 pomodori datterino

1 cipollotto

Sale qb

1 Peperoncino verde Jalapeno (facoltativo)

foglie di insalata qb (scarola o gentile)

Pepe bianco qb

Olio evo qb

Preparazione

Preparate la salsa guacamole: sbucciate 2 avocado, eliminate il nocciolo e schiacciate la polpa con i rebbi di una forchetta.

Unite il succo dei lime, il cipollotto tritato, i pomodori datterino tagliati a piccoli cubetti ed il peperoncino jalapeno tagliato a pezzetti (se desiderate un guacamole piccante), regolate di sale e pepe e tenete da parte.

Se utilizzate le chele di granchio, lessatele per 10-12 minuti, fatele raffreddare un po’ quindi , utilizzando uno schiaccianoci, rompetele per estrarne la polpa. Eliminate eventuali cartilagini e fate attenzione ad eliminare tutte le schegge.

Condite con sale, pepe, succo e un po’ di scorza grattugiata del limone (nel caso utilizziate polpa di granchio confezionata, eliminate il liquido, strizzatela bene, controllate che non ci siano cartilagini, e condite come sopra).

Tostate le fette di pane su un solo lato, disponete le fette di emmental sulla fetta inferiore di ciascun sandwich e passatela sotto al grill per alcuni minuti affinché si sciolga leggermente.

Disponete sopra al formaggio una foglia di insalata (precedentemente lavata ed asciugata), abbondante salsa guacamole, della polpa di granchio e finite con delle fette sottili di avocado. Spalmate poco guacamole sulla seconda fetta quindi chiudete il sandwich e servite subito.

 

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Il sandwich ve lo offro io,

voi lasciatevi catturare dall’aria rilassata e vacanziera che si respira a S. Diego,

immaginatevi seduti in un locale sulla baia, ad ascoltare musica, guardando i surfisti che cavalcano le onde dell’oceano, in attesa del tramonto.

Magari il sogno si realizza quindi forza! Cosa aspettate a partecipare?

 

Qui  il regolamento completo!
Avete tempo fino al 14 Dicembre 2015!

L’ottava e ultima tappa del nostro viaggio sarà con Vatinee a Palm Springs!
Stay tuned!

 

#sponsorizzato Morato Pane

 

 

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Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Crostata meringata di grano saraceno e mele

 

“Il problema non è diventare grandi, ma dimenticare di essere stati piccoli.”

da ‘Il Piccolo Principe’  Antoine de Saint-Exupéry

 

Necessità estrema di prendersi del tempo.

Di fermarsi un attimo. Dedicarsi alla famiglia, a se stessi. Smettere di correre insomma.

Basterebbe ricordare quando, da piccoli, non c’era il problema del tempo, niente orologio, niente telefono.

Anche stare un fine settimana a casa, fare le cose che più ci piacciono, leggere, ascoltare musica, ma anche a non fare nulla.

Fare un dolce poi è terapeutico.

Accendere il forno, preparare una crostata per profumare la casa e accompagnare il tè del pomeriggio.

Forse riuscirò a fermarmi un secondo durante questo lungo fine settimana…chissà.

Se a voi viene voglia di fare un dolce, io vi suggerisco questo.

Mele, mele, mele!

Non mi stancano mai nei dolci, e in questa crostata meringata sono perfette.

Non è dietetica affatto eh … buona però si, garantisco!

 

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CROSTATA MERINGATA DI GRANO SARACENO E MELE

 

Ingredienti

Dose (stampo rotondo 24 cm oppure stampo rettangolare )

Per la frolla

140 g farina di riso biologica

120 g farina di grano saraceno biologica

140 g burro biologico

130 g zucchero semolato

4 tuorli (uova biologiche)

½ cucchiaino di polvere di vaniglia

1 presa sale

Per il ripieno

marmellata di limoni o arance (4 cucchiai ca)

2- 3 mele (io Stark)

Per la meringa

3 albumi

100 g zucchero semolato

qualche goccia di limone

Preparazione

In un contenitore, lavorate velocemente con la punta delle dita, le due farine setacciate, con lo zucchero, il sale, i tuorli la vaniglia e il burro morbido e tagliato a pezzi.

Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela riposare in frigorifero per una mezz’ora.

Imburrate ed infarinate uno stampo dal fondo amovibile, stendete la pasta frolla (1 cm di spessore ca) e adagiatela sullo stampo, facedola aderire bene alle pareti. Ritagliate la pasta in eccesso.

Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e cospargete con alcune cucchiaiate di marmellata di arance o limoni. Sbucciate e affettate le mele, quindi disponetele sulla crostata, finite con un po’ di marmellata ed infornate a 180° per circa 30 minuti.

Estraetela dal forno e fatela raffreddare un po’.

Montate gli albumi a neve ferma, unendo poche gocce di limone e lo zucchero poco per volta, sollevando la frusta dovrà fare il ‘becco’.

Distribuite a cucchiaiate sulla crostata, cercando di arrivare fino al bordo della torta (la meringa in cottura si ritira leggermente), cospargete di zucchero a velo e infornate nuovamente per 10 minuti a 150°. Utilizzate la funzione grill gli ultimi minuti, per scurire leggermente la meringa.

 

 

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Buon fine settimana luuungoooo!!

A presto

 

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CONSIGLIA Torta di mais