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2016

Primi piatti/ Salato

Paccheri al forno, con Radicchio Rosso di Treviso IGP, salsiccia e ricotta

 

La pasta al forno!

Amo la pasta al forno. Una delle preparazioni più comfort per me quando fa freddo.

Comodissima quando si hanno ospiti o si ha poco tempo. Si prepara in anticipo e poi si riscalda, ed è pure più buona il giorno dopo!

Ho avuto la fortuna di provare dei meravigliosi prodotti lattiero-caseari in arrivo direttamente dalla Sardegna e mi sono dilettata a utilizzarli in varie preparazioni durante questi giorni di festa.

La ricotta ha incontrato il mio amato Radicchio Rosso di Treviso tardivo IGP, e sono nati così questi paccheri al forno con Radicchio Rosso di Treviso IGP, salsiccia e ricotta Arborea.

Come state trascorrendo questi giorni di festa?

Io godendomi la nuova casa, passando la mattina in pigiama, magari a fare i biscotti che non sono riuscita a preparare prima di Natale, ascoltando musica.

Preparativi e  progetti per fine anno?

Ancora nessuno.

Ho solo un buon proposito per il nuovo anno.

Leggerezza.

Sparsa e in abbondanza.

 

 

PACCHERI AL FORNO, al RADICCHIO ROSSO di TREVISO IGP, SALSICCIA E RICOTTA

Ingredienti:

500 g di Paccheri di Gragnano

600 g di Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

2 salsicce di buona qualità

250 g di ricotta Arborea

1 spicchio d’aglio

qb  noci

25 g di burro

25 g di farina

250 g di latte

qb curcuma

qb di olio extravergine di oliva

qb sale

qb pepe

qb Parmigiano Reggiano grattugiato

 

Preparazione:

  1. Lavate ed asciugate il radicchio. Tritatelo in piccoli pezzi e fatelo appassire in una padella antiaderente con poco olio e lo spicchio d’aglio privato dell’anima e tritato. Sbriciolate le salsicce ed unitele al radicchio, regolate di sale e lasciate cuocere. Una volta cotto unite la ricotta, mescolate bene regolate di pepe e tenete da parte.
  2. Portate a bollore l’acqua e cuocete i paccheri, avendo cura di scolarli un po’ al dente. Versate il ripieno di radicchio, salsiccia e ricotta in una sac à poche. Cospargete di pezzetti di burro una pirofila e disponete i paccheri sul fondo. Tagliate la punta della sac à poche e farcite i paccheri con il ripieno.
  3. Preparate la besciamella alla curcuma: in un pentolino fate sciogliere il burro a fuoco dolce, unite la farina mescolando con la frusta. Quindi versate il latte freddo, continuando a mescolare finché inizia a bollire. Salate, abbassate la fiamma e continuate a cuocere per circa 15 minuti mescolando di tanto in tanto. A fine cottura, unite la curcuma e il pepe.
  4. Versate la besciamella sui paccheri, cospargete con il Parmigiano Reggiano grattugiato e le noci tritate. Cuocete in forno a 180-190° per circa 15-20 minuti, comunque fino a quando la superficie sarà bella dorata e croccante.

 

Buon anno nuovo gente!

Siate felici e leggeri!

Cioccolato/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Torta glassata al cioccolato

 

Questa cosa del blog fermo per un mese non mi piace.

No, no … proprio per niente. Devo rimediare.

Questo sarà uno dei buoni propositi per il nuovo anno.

Dedicare più tempo al blog, a me stessa, a ciò che mi piace fare.

Questo mese è volato, tra riunioni, contest, eventi vari, e il trolley sempre lì, aperto e pronto ad essere riempito.

Ma adesso pausa, Natale, famiglia, relax, niente sveglia e scadenze.

Almeno per un po’, e si respira.

Non so se riuscirò a passare da questa parti con un’altra ricetta prima di fine anno.

Chissà.

Per ora vi lascio questa torta glassata al cioccolato, facilissima e molto buona, perfetta da colazione e merenda che, con una ganache golosa e alcuni zuccherini natalizi sbrilluccicanti, diventa bellissima da portare in tavola anche durante le feste natalizie.

“Vi auguro sogni a non finire,

la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.

Vi auguro di amare ciò che si deve amare,

e di dimenticare ciò che si deve dimenticare.

Vi auguro passioni,

vi auguro silenzi,

vi auguro il canto degli uccelli al risveglio,

e risate di bambini.

Vi auguro di resistere all’affondamento,

all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca.

Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.”

Jacques Brel

 

TORTA GLASSATA AL CIOCCOLATO

Ingredienti:

200 g di farina macinata a pietra tipo 1 per dolci lievitati

150 g di zucchero

80 g di nocciole tostate

80 g di mandorle

100 g di burro morbido

10 g di lievito per dolci

2 uova medie biologiche

qb di latte (ca 5-6 cucchiai)

1 presa di sale

3 cucchiai di cacao amaro in polvere

150 g di cioccolato fondente al 70%

60 ml di panna fresca

qb di zuccherini decorativi natalizi

Preparazione:

  1. Accendete il forno a 180°. Montate il burro morbido con 100 g di zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Unite le uova, una presa di sale, la farina setacciata con il lievito ed il cacao amaro e mescolate bene. Tritate nocciole e mandorle con il restante zucchero. Aggiungetele al composto ed unite anche il latte, amalgamate aiutandovi con una spatola. Tritate 50 g di cioccolato fondente ed unitelo all’impasto, mescolate.
  2. Imburrate ed infarinate bene uno stampo lavorato (va bene anche da ciambella) di circa 20-22 cm di diametro. Versate l’impasto, livellatelo bene e infornate a 180° per circa 50 minuti. Fate la prova stecchino per verificare la cottura, infilato al centro del dolce dovrà uscire bello asciutto.
  3. Fate riposare la torta per una decina di minuti e poi sformatela su un piatto. Lasciatela raffreddare. Preparate la ganache, facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente rimasto tritato. Quando sarà bene sciolto unite la panna e mescolate bene. Versate la ganache sulla torta e cospargetela a piacere con zuccherini natalizi.

 

 

Con questa manina per #foodinhands della mia amica Vaty, vi auguro ogni cosa bella!

Buon Natale gente!

 

Cioccolato/ Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Fluffosa marmorizzata al cappuccino e vaniglia

 

“Il mondo è una torta piena di dolcezza.”

Charles Baudelaire

Post veloce, anzi velocissimo.

Devo ancora prepararmi il trolley ché oggi (tra poco) si parte ed è tardi, anzi no è tardissimo.

Mi aspettano Bologna, il Cioccoshow, le amiche e colleghe e la presentazione di un bellissimo libro Le Fluffose.

Passo al volo insomma e vi lascio, cosa vi lascio?

Ma una fluffosa, claro que si!

Questa è marmorizzata, con due impasti che si mescolano, al cappuccino e vaniglia.

Per evitare l’uso di latticini ho utilizzato una bevanda di riso, che voi potete tranquillamente sostituire con altro tipo di bevanda, di avena o di soia ad esempio.

Ottima da inzuppo, anche senza nessuna guarnizione sopra.

Ma con la panna, eh con la panna…

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FLUFFOSA MARMORIZZATA AL CAPPUCCINO E VANIGLIA

Ingredienti:

300 g di farina macinata a pietra per dolci lievitati

300 g di zucchero semolato

6 uova biologiche

130 g di olio di semi di girasole

180 g di latte di riso (o altro tipo, ad es. avena)

1 bustina di lievito per dolci

1 bustina di cremor tartaro

1/2 cucchiaino di polvere di vaniglia biologica (o i semi di mezza bacca)

4 cucchiaini di caffè liofilizzato

1 presa di sale

250 ml di panna fresca

2 cucchiai di zucchero a velo

qb cacao amaro

Preparazione:

  1. Separate i tuorli dagli albumi. Setacciate insieme in una grande ciotola la farina, il lievito ed il sale. Dividete il composto a metà e versatene una parte in una seconda ciotola. Scaldate leggermente il latte di riso e dividetelo in due bicchieri. Fate un buco al centro nella prima ciotola, versate nell’ordine 3 tuorli, la vaniglia, 65 g di olio di semi emulsionato con metà latte di riso leggermente tiepido. Fate un buco al centro anche nella seconda ciotola e versate 3 tuorli, 65 g di olio di semi emulsionato con il latte di riso tipeido in cui avrete sciolto precedentemente il caffè liofilizzato.
  2. Montate gli albumi insieme al cremor tartaro. Mescolate entrambi i composti con la frusta (prima quello chiaro e poi quello al caffè per non macchiarlo). Versate metà albumi in ciascuna ciotola e mescolate delicatamente con una frusta per non smontare gli impasti. Versateli in modo alternato in uno stampo da chiffon cake (con i piedini), senza imburrarlo né infarinarlo, in modo tale da formare l’effetto marmorizzato. Infornate a 160° (forno ben caldo) per 1 ora e 15 minuti. Sfornate e capovolgete a testa in giù. Fate raffreddare bene la torta prima di sformarla. Montate la panna con lo zucchero a velo e decorate la torta utilizzando una sac à poche con bocchetta a vostro piacere (io a stella), cospargete infine con cacao amaro e servite.

NOTE:

Dose per uno stampo da chiffon cake da 26 cm.

Potete tranquillamente utilizzare anche la farina 00.

 

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Se vi trovate dalle parti di Bologna

sabato 19 Novembre dalle 12.00 alle 13.00

non perdetevi la presentazione de

Le Fluffose con Monica e Valentina.

Buon fine settimana gente!

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blogtour/ Diario/ Travel

Una giornata (bellissima) da Poli Distillerie #grappaioliperungiorno

 

Sono ormai passate alcune settimane.

Ultimamente ho dei tempi biblici nel pubblicare sul blog. L’ho scritto più volte e ormai sarete anche annoiati nel leggerlo. Mi manca il tempo.

Ma potevo non raccontare questa bellissima giornata trascorsa in quel di Schiavon presso Poli Distillerie?

Hastag della giornata #grappaioliperungiorno … si, si avete capito bene, abiti e scarpe comode (questo diceva la mail invito), ci siamo rimboccati le maniche e lavorato tra caldaiette fumanti ed alambicchi!

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La giornata è iniziata di buon’ora con la calda e familiare accoglienza della famiglia Poli e dei suoi collaboratori, un caffè tutti insieme e si inizia con la visita.

Ascoltare Jacopo Poli che racconta la storia della sua famiglia, le origini contadine, le tradizioni, osservare gli oggetti che ci circondano e che raccontano anni di storia, tenacia e passione, è un vero piacere. Una famiglia che ha visto la sua storia sempre in questi luoghi, spostandosi di soli 18 km in ben 600 anni.

Dal primo commercio di cappelli in paglia e vino nell’antica Osteria ‘Al Cappello’ (dove oggi ha sede la stessa distilleria) alla produzione della Grappa, le cui conoscenze e tradizione si tramandano di generazione in generazione, fino all’apertura della Distilleria, nel 1898.

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Ma partiamo dalla base.

La grappa è l’acquavite italiana che si ottiene distillando la vinaccia, ovvero la parte solida dell’uva, buccia e vinaccioli.

L’impiego di una materia prima solida, a differenza delle altre acqueviti che si ottengono invece da materie prime liquide, trova sicuramente spiegazione nella cultura rurale che prevede di non sprecare nulla di quanto la natura ci mette a disposizione.

Dell’uva, una volta ricavato il vino, rimane la vinaccia, con la quale nel corso dei secoli si è sviluppata la tradizione della produzione della grappa.

Tra i fondamenti della famiglia Poli l’utilizzo di materia prima sana e freschissima e la distillazione immediata.

Presso la Distilleria Poli sono funzione 5 alambicchi a ciclo discontinuo per la distillazione artigianale della Grappa, per un totale di 12 caldaie a vapore e 4 caldaie a bagnomaria.

Il vecchio misuratore fiscale, perfettamente funzionante.

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Ma è tempo di indossare i grembiuli e i guantoni, tocca a noi!

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La vinaccia, fresca e appena separata dall’uva, va caricata nei cesti (4 per ogni caldaietta), che vengono calati uno sopra l’altro all’interno di ciascuna caldaietta e si procede alla ‘cotta’.

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Questo processo dura circa 3 ore e da 100 kg di vinaccia di ottengono dai 3 ai 5 litri di grappa.

Una volta terminato, si procede allo svuotamento delle caldaiette, estraendo un cesto alla volta.

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Non potete immaginare il profumo inebriante di questi vapori, a fine giornata ne avevo capelli e abiti impregnati!

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E non si butta nulla! Le vinacce esauste si impiegano in altri modi: con i semi di ottiene l’olio di vinacciolo mentre le bucce si trasformano in concime, oppure, se essiccate diventano panetti combustibili.

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Il distillato che si ottiene si compone (e viene diviso) in 3 parti, la testa (10%), il cuore (75%) e la coda (15%).

La bravura del distillatore sta nella capacità di riconoscere e separare testa e coda, ed eliminarli. La Grappa si ottiene dalla parte centrale, il cuore, in cui sono concentrate tutte le sostanze più nobili.

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In questa giornata ogni senso è stato stimolato.

La possibilità di affondare le mani nella vinaccia fresca, venire avvolti dall’inebriante vapore che esce dalle caldaiette, annusare e tentare di percepire la differenza tra testa, cuore e coda della grappa, e poi degustare.

Ma vogliamo parlare dell’aperitivo?

Airone Rosso , aperitivo ottenuto per infusione in Grappa e vermouth di spezie ed erbe aromatiche, è legato all’affascinante storia della Moto Guzzi Airone Sport 250cc con la quale Toni Poli realizzò il suo sogno compiendo dei tour davvero avventurosi.

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L’assaggio è sempre un duro lavoro. Eh si. Ma andava fatto.

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Dopo un piacevolissimo pranzo tutti insieme, la cui conclusione ha visto l’assaggio di un ottimo Panettone (il Grappolone!) accompagnato dai liquori Bomb e Ciok, la fregolotta irrorata di grappa (voi non potete capire, va assaggiata!) e la patata americana cotta al vapore dentro alle caldaiette (potete immaginare di addentare una patata americana e sentire l’esplosione di tutti gli aromi della grappa in bocca?) si continua il nostro percorso di scoperta.

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Scesi nella sala degustazioni abbiamo potuto assaggiare un prodotto dalla lunga gestazione, (imbottigliato il 13 giugno 2016, dopo ben 21 anni di paziente attesa) il  Poli Esprit De Pauillac, un’acquavite di vinaccia del più prestigioso vino del mondo, il Château Lafite Rothschild – Premier Cru di Pauillac – Medoc.

Una sola parola. Meraviglia!

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Il percorso museale presso Poli Distillerie è stupendo. Uno spazio espositivo ampio, bello e curato dove si è accompagnati nel percorso da chiare e dettagliate spiegazioni.

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Cosa dire di questo alambicco mobile con caldaiette a vapore di fine ‘800?

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Le bottiglie!

Il fascino assoluto di questa collezione. Le forme, la grafica delle etichette e il suo evolversi nel corso degli anni, raccontano ed evocano tempi passati e lunghe tradizioni.

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Bellissima la Grappateca, la più ampia collezione di Grappe conosciuta in Italia. Io qui ci sarei rimasta delle ore ad ammirare bottiglia per bottiglia.

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Non sono mancate le sorprese per noi, dopo il lavoro alle caldaiette, anche la prova di tentare di ricreare un blend utilizzando diversi tipi di campioni. Diciamo che non è andata benissimo, non è affatto facile. Vanno allenati olfatto e gusto. Insomma rimandate alla prossima!

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Non posso che ringraziare la famiglia Poli per questa meravigliosa giornata e la loro calorosa accoglienza, Jacopo, la moglie Cristina, i fratelli Barbara e Andrea e i loro collaboratori, in particolare Lorna per la sua simpatia e perfetta organizzazione.  I miei compagni di avventura, Elisabetta, Monica, Elisa e Davide.

A voi non posso che suggerire una visita.

Se passate da queste parti mettetela in programma, rimarrete affascinati da quello che scoprirete e dalle persone che con tanta passione e tenacia portano avanti una tradizione di famiglia, ricca di storia e saperi.

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“Il segreto per distillare una buona grappa è semplice:

bastano vinacce fresche e cento anni di esperienza”

Alla prossima, buon fine settimana!

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Cioccolato/ Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Crumble di susine rosse, cacao e nocciole alla salsa di soia per il contest #Kikkomania

 

 

Dopo un primo piatto (vi ricordate le lasagnette al cacao?) per il contest #Kikkomania ho deciso che la seconda ricetta sarebbe stata un dolce!

Eh niente!

A me il cacao con la salsa di soia piace troppo e ci sono ricascata!

Questo dolce è la semplicità assoluta.

Pochi ingredienti, poche facili mosse per un dolce al cucchiaio davvero delizioso.

La ricetta completa del CRUMBLE DI SUSINE ROSSE, CACAO, NOCCIOLE E SALSA DI SOIA Kikkoman la trovate su IFOOD.

 

Con questo post io partecipo al premio speciale food photography del Contest #Kikkomania.

 

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Buon fine settimana gente!

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Diario/ Travel

Metti una domenica a Combai, passeggiando nel bosco e raccogliendo Marroni IGP

 

Di queste meravigliose colline, famose per la produzione del Prosecco DOCG, vi ho parlato poco tempo fa su IFOOD.

Ma l’articolo non è bastato per raccontarvi tutto di questi luoghi.

Tantissimi sono i borghi da visitare, ricchi di storia, cultura e tradizioni, e numerosi i prodotti tipici da scoprire e assaporare.

Uno di questi piccoli borghi è Combai, piccola frazione di Miane (l’antica Combajo, ‘in cima alla valle’), arroccata in una zona collinare della verdissima Valsana e nota per un prodotto speciale, il Marrone di Combai IGP , eccellenza locale a cui è dedicata una festa che dura un intero mese, trasformando  il paese in un vero e proprio spettacolo a cielo aperto.

In passato, per le popolazioni locali, i castagneti rappresentavano una vera e propria risorsa e fonte di sostentamento. Furono qui introdotti nel Medioevo e, recentemente, questa coltivazione è stata valorizzata con il riconoscimento del marchio IGP al Marrone di Combai.

L’atmosfera del paese durante la Festa è molto suggestiva e lo scenario tutto attorno da favola.

Spettacoli, passeggiate naturalistiche nei boschi castagneti, bancarelle di prodotti locali e di artigianato lungo le strade del paese, mostre di arti e mestieri e la possibilità di degustare tante delizie locali a base di marroni, dalle lasagne al gelato, dallo spezzatino alla Combaiota, la birra di Marroni.

La mia domenica a Combai, insieme ad altri blogger e instagrammer, è iniziata con una meravigliosa escursione nel bosco tra i castagneti, accompagnati da una guida locale.

Un sentiero a dir poco ‘incantato’.

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Lungo il percorso, nel silenzio del bosco, abbiamo imparato cose interessantissime.

Il castagno è una pianta secolare che può arrivare a 30 mt. di altezza.

Arrivato a 80 anni, il castagno inizia a ‘scavarsi’ e fessurarsi al suo interno,

non ha molte radici pertanto, diventato molto pesante, tende a cadere.

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Tanti i personaggi, folletti e leggende ad animare questo bosco.

Al Mazharol è un folletto magico, si racconta che chi calpesta per errore le sue impronte

rischia di perdersi nei boschi, e che si diverta a far imbizzarrire i cavalli.

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Ma voi sapete distinguere una castagna da un marrone?

Il marrone è leggermente più grosso e schiacciato ed è facilmente riconoscibile

osservando la forma della ‘cicatrice’ che rimane sulla sua parte inferiore.

Nel marrone è più grande e rettangolare, mentre quello della castagna è più piccola e tondeggiante.

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Il marrone è una varietà creata dall’uomo. È un innesto fatto sull’albero di castagna.

Si presta molto bene all’utilizzo in cucina, si sbuccia più facilmente e ha un sapore più dolce.

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Lungo il percorso, nel cuore del bosco, il piccolissimo borgo medievale di Colmellere.

Il primo insediamento qui risale a prima dell’anno mille.

Si possono ammirare la case con le caratteristiche terrazze in legno, i pioi, che venivano utilizzate per

seccare le castagne al sole, il forno esterno e il grande gelso nel mezzo del borgo,

albero benaugurante, sotto il quale si predevano importanti decisioni.

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La vista da borgo Colmellere è meravigliosa.

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Lungo la passeggiata non ci siamo fatti mancare qualche sosta per fotografare

angoli deliziosi e particolari della vita rurale molto suggestivi.

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Il protagonista della Festa. Il Marrone di Combai IGP.

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Bellissima e da non perdere la passeggiata e visita al parco didattico dedicato ai più piccoli, Comby.

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Tornando al paese il paesaggio intorno a noi è meraviglioso.

Vigneti ordinati, colline verdeggianti e una splendida vista su Combai.

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Arrivati all’ora di pranzo, ci accoglie un paese festoso ed affollato.

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Tante le bancarelle di prodotti locali ed artigianali, salumi, formaggi tipici,

frutta, verdura, eccellenze locali e artigianato.

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A pranzo avrete l’imbarazzo della scelta. Un menu completo a base di marroni.

Il pasticcio, gli gnocchi, tortelli, il rotolo, lo spezzatino con marroni e polenta, il mondoi,

una minestra di castagne secche accompagnata dalle sbrise (funghi pleurotus), tipica di questa zona.

Non può mancare poi un sacchettino di marroni!

Le rostidore giganti sono un vero spettacolo, durante i giorni della festa

arrostiscono circa 70 quintali di marroni.

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Ma il gelato ai Marroni?

No, non si può spiegare, va assaggiato!

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Il programma è ricchissimo, tanti anche gli itinerari sportivi e storici, tra questi vi segnalo il sentiero ‘La strada del la fan’ (fame), che racconta le vicende della prima guerra mondiale quando gli austriaci constrinsero donne e bambini a costruirla per poter trasportare i cannoni con cui sparare agli italiani barricati oltre il fiume Piave.

Tra le tante cose in programma, venerdì 28 ottobre, vi suggerisco anche Spettacoli di mistero.

Note, canti e racconti nella quiete dei boschi di Combai. La notte si illuminerà di storie e parole tra i sentieri accompagnata da echi di personaggi fantastici, streghe e fate, Bazhalis e Mazharol, Barba Zhucon e l’oscuro Babau.

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E quindi?

Cosa state aspettando?

#VisitCombai

La 72^ Festa dei Marroni IGP di Combai

dal 7 ottobre al 1 novembre 2016

Voi non perdetevela, QUI tutto il programma della Festa!

Ringrazio

Pro Loco di Combai  Pro Loco Unpli Veneto e l’Associazione Marroni di Combai IGP

per questa bellissima giornata.

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credits @zetagroupcomunicazione

 

Per Info e prenotazioni:
Pro Loco Combai
Tel. e Fax 0438 960056
Cell. 347 9544623
e-mail: proloco@combai.it
www.combai.it

 

 

A presto gente!

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È stagione di/ Primi piatti/ Salato/ Senza categoria

Lasagnette al cacao con zucca e mazzancolle alla salsa di soia Kikkoman

 

 

Non so a voi, ma a me l’intrigante sapore della salsa di soia piace tantissimo.

Certo è perfetta se utilizzata nei piatti asiatici ma, credetemi, va assolutamente provata anche in altre preparazioni!

Per il contest #Kikkomania ho voluto sperimentare, preparando una ricetta un po’ fusion.

 

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Il cioccolato  si sposa bene con la salsa di soia.

Appurato questo, la scelta di due ingredienti che amo molto e che sono abbastanza dolci per essere abbinati alla sapidità della salsa di soia, zucca e mazzancolle.

Et voilà.

E’ uscito questo primo piatto.

La ricetta completa delle mie LASAGNETTE AL CACAO CON ZUCCA, MAZZANCOLLE E SALSA DI SOIA la trovate su IFOOD cliccando QUI.

Con questo post io partecipo al premio speciale food photography del Contest #Kikkomania.

 

 

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Ciao gente, a presto!

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Colazione e merenda/ Diario/ Dolce/ Qualcosa di rosso

Confettura di lamponi e vaniglia

 

Ecco, lo sapevo che sarebbe successo.

Mi succede ogni anno.

Dovrei mettermi la scadenza nel calendario, proprio come faccio con le persone.

Si, per ricordarmi del compleanno del blog!

Il 12 settembre ben 4 anni.

E io non me ne ricordo mai.

MannaggiaMMè!

Sono immersa in una marea di scatoloni, pulizie e chi più ne ha…ché domani ci trasferiamo nella nuova casa, quindi nessun dolce per festeggiare.

Non ne ho avuto davvero il tempo.

Mi tocca fare l’alternativa e usare una ricetta che avevo pronta nell’archivio.

Va bene lo stesso vero?

Io vi lascio e scappo via.

Dicono che il trasloco sia una delle cose più stressanti in assoluto.

Beh. Hanno davvero ragione!

 

“Chiunque a un certo punto della vita mette su casa.

La parte difficile è costruire una casa del cuore.

Un posto non soltanto per dormire, ma anche per sognare.

Un posto dove crescere una famiglia con amore, un posto non per trovare riparo dal freddo,

ma un angolino tutto nostro da cui ammirare il cambiamento delle stagioni;

un posto non semplicemente dove far passare il tempo,

ma dove provare gioia per il resto della vita.”

Sergio Bambarén (Il guardiano del faro  2002)

 

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CONFETTURA DI LAMPONI E VANIGLIA

Ingredienti:

1 kg lamponi

800 g zucchero

1 limone (il succo)

1 cucchiaino raso di polvere di vaniglia (o i semini di un baccello)

1 cucchiaino raso di agar agar

Preparate i barattoli (vedi note).

 

Preparazione:

Lavate velocemente i lamponi sotto l’acqua corrente fredda e tamponateli delicatamente.

Poneteli in un tegame da confettura insieme allo zucchero, il succo del limone e la polvere di vaniglia.

Poertate ad ebollizione a fiamma vivace, avendo cura di seguire la cottura mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.

Eliminate l’eventuale schiuma che si potrebbe formare sulla sueprficie aiutandovi con una schiumarola.

Sciogliete l’agar agar in una tazza mescolandolo con poca confettura calda quindi unitelo alla confettura sul fuoco e mescolate bene.

Togliete dal fuoco e versate nei barattoli (con questa quantità di frutta io ne ho ottenuti 4 di medi).

 

Preparazione dei barattoli:

Scaldate il forno a 110° per una ventina di minuti, mettete dentor i barattoli puliti e lasciateli dentro per almeno 5 minuti. Toglieteli a fateli raffreddare su uno strofinaccio.

Versate quindi la confettura o marmellata nei barattoli avendo cura di riempirli fino al bordo (aiutatevi con un piccolo mestolo per evitare di sporcare il bordo). Avvitate i coperchi e girate i barattoli sottosopra posizionandoli in un luogo buio (o coperti da uno strofinaccio), lasciandoli raffreddare completamente.

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Il prossimo post dalla casetta nuova!

A presto (speriamo!) gente!

 

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Diario

IFoodStyle dal Web alla Tavola – il numero zero!

Era da tempo che aleggiava nell’aria questo piccolo, grande progetto.

Era lì, in paziente attesa, fino a quando è arrivato il momento giusto.

Facciamolo.

Detto fatto. Redazione creata, primo gruppo di foodblogger contributor e via, si inizia!

Il nuovo grande progetto che nasce dalla meravigliosa community di foodblogger di IFOOD!

IFOODSTYLE dal WEB alla TAVOLA il numero zero è online!

Grande l’emozione di aver potuto partecipare al primo numero!

Un GRAZIE speciale a tutta la redazione (non li elenco tutti, andate di corsa a leggere chi sono!) che si sono fatti in quattro per portare a termine questo progetto, alle ‘colleghe’ contibutor di questo numero e a tutte quelle che lo saranno per i prossimi!

Troverete non solo ricette e foto di piatti di stagione, ma anche recensioni, interviste, viaggi suggestivi nei borghi d’Italia più belli, lo speciale dedicato alla colazione e … beh, direi basta anticipazioni…

Di seguito un paio di foto della mia ricetta, le CIAMBELLINE di FARRO all’UVA CARAMELLATA, e ora andate di corsa a scoprirlo voi!  :))

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I sogni diventano realtà quando ci sono la passione

e la volontà di realizzarli.

E noi continuiamo a sognare!

“Se puoi sognarlo, puoi farlo.”

Walt Disney

Cliccate sull’immagine e correte a sfogliarlo!

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Keep on dreamin’ gente!

 

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Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Torta delizia al limone

 

In auto di ritorno da una bellissima giornata trascorsa a Trento e al Muse.

Alla radio la trasmissione Decanter con Luisanna Messeri, un po’ chiacchiero con mio marito, un po’ ascolto, un po’ mi distraggo.

Ho l’occhio che mi si chiude di tanto in tanto, dopo la levataccia della mattina e la scarpinata della giornata.

Ma poi questa ricetta. “Eccovi un dolcino al limone” dice Luisanna, e mi sveglio di colpo!

Mi annoto gli ingredienti e il procedimento, nei giorni successivi mi procuro subito i limoni naturali. Quelli belli grossi, con la foglia.

Io c’ho questo vizio, difficilmente non modifico una ricetta. E l’ho fatto pure questa volta, perdonami Luisanna, ma ci ho messo il mio zampino.

Non so descrivervi il profumo pazzesco che si è sprigionato mentre bollivano i limoni.

La casa ne era invasa.

Se come me amate agrumi e limoni, dovete assolutamente provarla.

Niente burro, né olio e come risultato una torta che si scioglie in bocca ad ogni morso.

Certo un po’ difficile sformarla e ricavarne una fetta intatta tanto è morbida, ma oltre che facilissima da preparare, una assoluta delizia.

Talmente deliziosa che l’ho dovuta chiamare ‘Torta delizia al limone‘.

Se volete la ricetta integra ascoltate il podcast della trasmissione Decanter del 19 agosto 2016. Io comunque ho aggiunto soltanto vaniglia, amido di mais, sale ed ho utilizzato cremor tartaro e bicarbonato al posto del tradizionale lievito per dolci.

Ah! Io non ce lo avevo in casa ma, a mio avviso, insieme alla fetta di torta ancora tiepida, una pallina di gelato alla vaniglia, insomma, è la morte sua!

 

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TORTA DELIZIA AL LIMONE

Ingredienti

5 limoni biologici (non trattati)
6 uova biologiche
300 g zucchero semolato
80 g farina di mandorle
50 g amido di mais
1 bustina cremor tartaro
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 presa sale
½ cucchiaino di polvere di vaniglia
zucchero a velo qb

Preparazione

Lavate accuratamente i limoni e metteteli a bollire in abbondante acqua per circa 1ora e mezza.

Trascorso il tempo, scolateli e lasciateli raffreddare leggermente, quindi tagliateli a pezzettoni (buccia compresa!) eliminando tutti i semi e frullateli nel cutter riducendoli ad una crema.

Accendete il forno a 180°.

Separate i tuorli dagli albumi.

Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema soffice e spumosa. Unite la farina di mandorle, l’amido di mais, cremor tartaro, bicarbonato, la polvere di vaniglia, la ‘crema’ di limoni bolliti, una presa di sale e mescolate bene.

Montate a neve gli albumi ed uniteli all’impasto mescolando delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola per non smontarlo.

Foderate di carta forno uno stampo rotondo, possibilmente a cerniera (la torta è molto morbida ed è più semplice sformarla), versate l’impasto, livellatelo con la spatola ed infornate a 180° per circa 1 ora sulla parte più bassa del forno.

Fate la prova stecchino per verificare la cottura, infilatelo al centro del dolce, dovrà uscire asciutto.

Estraete dal forno e fate raffreddare un po’, quindi sformatela delicatamente e cospargetela di zucchero a velo.

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La vita va avanti, ma non dimentichiamo chi sta vivendo ore tragiche,

a cui seguiranno giorni, mesi ed anni molto difficili.

Mi permetto quindi di ricordarvi questa iniziativa bellissima,

idea del blogger Paolo Campana

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Tutte le info  QUI e QUI .

Grazie

Buon fine settimana gente!

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Dolci al cucchiaio e semifreddi/ Senza categoria

Gelato alla banana e cardamomo (senza gelatiera)

 

“Per realizzare grandi cose,

non dobbiamo solo agire, ma anche sognare;

non solo progettare, ma anche credere.”

Anatole France

Non sono ancora riuscita a sistemare le fotografie dell’#ifoodraduno2016, sono davvero pessima in questo periodo.

Forse ci riuscirò a breve, chi lo sa? Nel frattempo voi andate a sbirciare qui le bellissime foto della visita e cena presso la Cantina Arnaldo Caprai!

Non sto cucinando molto in questo periodo, pranzi e cene molto estivi, pesce, cereali e legumi ma poi tanta frutta, verdura e … si! Gelato!

Confesso che spesso lo prendiamo pronto nella gelateria di fiducia, ma quando posso e, in questo caso, se ho banane un po’ troppo mature, aggiungo pochi ingredienti et voilà!

Un gelato home made buonissimo pronto in un batter d’occhio!

Il blog vi saluta per qualche settimana, io non sto facendo valigie, né buttando guide lonely planet in borsa, questo agosto rimaniamo qui.

Magari faremo qualche gita fuori porta, giornate al mare con gli amici che rimangono in città, ma l’attività principale sarà il nostro grande progetto.

La nostra casa.

Eh si, dopo tanta attesa, anni di progetti, sogni, eccola quasi pronta ad accoglierci.

Manca davvero pochissimo, quindi per noi agosto sarà un mese di scatoloni, space clearing (ché eliminare il superfluo, in tutti i sensi, fa soltanto bene!), pennelli, carta vetrata e vernici per rinnovare alcuni mobili, fatica ma anche tanta, tanta soddisfazione.

La nostra casa ci aspetta e i viaggi possono attendere.

Voi postate tante foto sui social così viaggerò un po’ anch’io con voi!

Buon agosto e buone vacanze a tutti!

 

La base è sempre quella del gelato furbo senza gelatiera, qualche piccola aggiunta/variante e il gioco è fatto.

Andiamo a vedere come ho preparato questo gelato alla banana e cardamomo?

 

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GELATO ALLA BANANA E CARDAMOMO  (senza gelatiera)
Ingredienti
4 banane
200 g yogurt greco
250 g latte condensato
250 g panna fresca
5-6 capsule di cardamomo
3 cucchiai rum
1 limone
Preparazione
Sbucciate 3 banane e schiacciate la polpa con i rebbi di una forchetta. Spremete il limone e versate il succo sulle banane affinché non anneriscano.
In una bastardella in metallo mescolate il latte condensato e lo yogurt, unite le banane schiacciate, il rum e i semini di cardamomo che avrete pestato in un mortaio.
Mescolate bene.
Montate la panna ed unitela al composto di banana, amalgamate bene, versate in una vaschetta di metallo o comunque idonea al freezer e riponete in freezer.
Estraete ogni ora e mescolate bene con una forchetta affinché non si formino cristalli troppo grandi e il gelato rimanga morbido e cremoso.
Effettuate questo passaggio almeno 4 volte.
Servite con delle fettine di banana.

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Bianco e legno. Luce, tanta luce.

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Adoro le piastrelle dei bagni … se un giorno vedrete questo sfondo

nelle mie foto, saprete che sto fotografando i piatti in bagno, nel box doccia. 😉

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E con questo post misto gelato/piastrelle vi saluto!

A presto gente!

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CONSIGLIA Torta panna e limone