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I Germogli di Primavera di Badoere e Cimadolmo, gli Asparagi IGP

Mi stupisco sempre di più della vastità di cose e luoghi da scoprire nella mia regione e nella provincia in cui risiedo.

Per questo sono sempre felicissima quando ho l’opportunità di visitare e promuovere il territorio, scoprire le eccellenze e specialità locali, la storia, cultura e le tradizioni.

Vi avevo già raccontato del radicchio e delle stupende colline dove nascono le bollicine dorate del Prosecco, ma non ancora del forse meno noto Asparago.

E pensare che, nell’area tra il fiume Piave ed il Sile, sono ben due i prodotti a indicazione geografica protetta, l’Asparago di Cimadolmo e l’Asparago di Badoere.

Come vi avevo anticipato qui insieme ad un gruppo di blogger ed instragrammer, divisi in due diverse giornate, siamo andati alla scoperta di questi territori.

Io ho preso parte alla seconda giornata di questa piacevolissima staffetta e oggi vi racconto un po’ di  Cimadolmo e dell’Asparago Bianco IGP.

Il cibo e la buona tavola sono elemento imprescindibile nel decidere l’itinerario di un viaggio e, se sono accompagnati anche da luoghi di interesse naturalistico, storico ed artistico direi che il connubio è perfetto, che dite?

Cimadolmo è un piccolo paese nel trevigiano da cui prende il nome l’asparago, primo in Europa ad ottenere il marchio IGP.

E proprio qui, dal simbolico km 0, che inizia la Strada dell’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP, strada che si snoda per circa 90 km ed attraversa ben 11 comuni della provincia di Treviso.

Infilati gli stivali di gomma, eccoci nel campo di asparagi, accolti da Daniela della Soc. Agricola La Negrisia.

La raccolta dei turioni (così si chiama il germoglio dell’asparago) si fa a mano, quotidianamente e di mattina presto. Questi prelibati asparagi vengono coltivati coperti da teloni scuri che servono sia per proteggere il terreno del cumulo dalla pioggia, ma anche per tenere al riparo da luce e calore i turioni e preservarne in tal modo il pregiato colore alabastrino.

Il disciplinare che regola la sua produzione è molto ristretto, nessuna lavorazione né metodi di lunga conservazione, l’asparago bianco di Cimadolmo IGP dopo pochi passaggi arriva direttamente sulle nostre tavole. Il prodotto IGP deve rispettare alcune caratteristiche, due di queste sono la punta chiusa dei turioni e la lunghezza di 22 cm.

Prelevati dal campo vengono immersi in acqua e lavati, quindi sottoposti ad un primo taglio e selezione. Successivamente, divisi nei diversi spessori, vengono sottoposti all’ultimo taglio e al confezionamento, ed eccoli già pronti per essere distribuiti e consumati!

Lo sapete come si chiama la radice dell’Asparago? Io non lo sapevo proprio, lo confesso.  Si chiama ‘zampa’, e una di queste radici può produrre fino a 100 asparagi.

La coltivazione dell’asparago nell’alveo del Piave ha origini molto antiche ed è radicata profondamente nella storia e nella cultura di queste terre. La passione dell’uomo unita al clima ed al terreno reso fertile dal limo lasciato dal fiume Piave nel suo percorso verso il mare, sono la combinazione perfetta per la coltivazione di un prodotto d’eccellenza.

Il Piave, fiume sacro alla Patria e testimone di dure battaglie durante la fine della Prima Guerra Mondiale, riserva scenari molto belli, percorsi naturalistici e storici che meritano senz’altro una tappa. La Grande Guerra ha segnato profondamente questo territorio e confesso, fa un certo effetto visitare le trincee da cui i soldati contrastavano l’avanzata del nemico.

“Il Piave mormorò non passa lo straniero”

Tanti sono i luoghi che ricordano la Grande Guerra e il tragico periodo dell’occupazione austro-ungarica. Il Sacrario Militare di Fagarè, il Molino della Sega in ricordo dei Ragazzi del ’99, allora appena maggiorenni, arruolati e subito condotti alla battaglia decisiva tra il 16 e 17 novembre 1917 per contrastare l’avanzata nemica, il Cimitero Militare Inglese di Tezze che custodisce le spoglie di 356 soldati britannici che persero la vita durante il conflitto.

Ovviamente non ci siamo fatti mancare una tappa allo stand gastronomico della 42ª  Festa dell’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP, tanti i piatti nel menu a base di asparago e accanto ai più tradizionali risotto e lasagne agli asparagi e al classico uova e asparagi, ho trovato delizioso il piatto ‘Fantasia di Sapori’ composto da tanti piccoli ottimi assaggi, la millefoglie di bue con asparagi e mele verdi, la mozzarella in carrozza di Cimadolmo con la sua salsa, il crostino  con salsa d’uovo e asparagi insalata, la caciotta di capra agli asparagi con punte marinate e il biscotto di pane con asparagi crudi e maiale affumicato.

Vi ho fatto venire fame vero?

photo@credits GermogliDiPrimavera

L’ultima tappa della nostra giornata è Borgo Malanotte a Tezze di Piave, un luogo speciale che non avevo mai visitato. Una meravigliosa scoperta per me.

Borgo Malanotte è un pittoresco borgo, tra i più caratteristici e ben preservati del Veneto. Un piccolo gruppo di case risalenti al ‘600 raccolto attorno alla Villa padronale, Villa Dirce, oggi ristorante e splendida location per matrimoni e banchetti.

Passeggiare lungo le vie del borgo, tra cortili, piccoli orti e portici, dove si percepisce la storia che ogni singola pietra e mattone hanno da raccontare, è davvero suggestivo.

La signora Clara, che abita qui da 50 anni e che, sorridente e festosa sull’uscio di casa, ci accoglie condividendo con noi ricordi del tempo passato. I suoi limoni in fiore sono una meraviglia!

Nel mese di giugno l’Associazione Culturale Borgo Malanotte, organizza da quasi 30 anni l’evento “Cose d’altri tempi”, durante il quale antichi mestieri vengono rievocati lungo le stradine e nei cortili del borgo, non manca ovviamente l’offerta enogastronomica durante la manifestazione, Borgo Malanotte è uno dei Borghi Europei del Gusto! In questa occasione è possibile assaggiare specialità del territorio nonché degustare il vino Raboso Malanotte DOCG, eccellenza dei vini del Piave.

Nota interessante è che qualche anno fa Borgo Malanotte si è trasformato nel set cinematografico di un film in un costume, “Il Leone di vetro” di Salvatore Chiosi del 2013, film storico ambientato tra Venezia e le terre del Piave, ovviamente mi sono ripromessa di vederlo quanto prima!

La conclusione perfetta di questa bella giornata non poteva che essere facendo merenda con un bel piatto di uova e asparagi bianchi e ottimi affettati, l’Osteria Al Cortivo a Borgo Malanotte è una tappa che vi consiglio vivamente se passate da queste parti!

Insomma che vi devo dire in conclusione?

Maggio è il mese giusto per gustare questi due meravigliosi prodotti, l’Asparago di Badoere IGP e l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP, dei veri e propri capolavori della natura e del lavoro meticoloso e sapiente dell’uomo.

L’Asparago bianco di Cimadolmo IGP in particolar modo poi, è disponibile sul mercato soltanto per un brevissimo periodo, nei mesi tra aprile e maggio, pertanto vale la pena approfittarne e farsi un giretto da queste parti, l’offerta turistica non manca, città d’arte, percorsi storici e naturalistici, avete davvero l’imbarazzo della scelta nel comporre il vostro itinerario.

Qui tutte le info sulla rassegna Germogli di Primavera!

GRAZIE

per la piacevole giornata ai miei compagni di tour,

Elisabetta, Federico, Cristina e Lara,

alla Pro Loco di Cimadolmo,

alle UNPLI Treviso, UNPLI Veneto

a Lara, Manuela e Valentina di Zeta Group per la perfetta organizzazione.

 

A presto!

 

#sponsorizzato Germogli di Primavera

 

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