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La piadina romagnola (con l’olio EVO). Cose che si imparano a Bellaria-Igea Marina

 

“Mamma, guarda! Lo squacquerone!”

Eh niente! Davanti al banco della gastronomia la piccola Serena ha deciso cosa avremmo dovuto preparare per pranzo il giorno successivo.

La piadina romagnola!

Mettere le mani in pasta le piace troppo.

Il corso di cucina che abbiamo fatto tutti insieme a Bellaria-Igea Marina all’Azienda Agricola Collina dei Poeti, durante il blog tour #BIMFORKIDS, (di cui vi ho parlato nel post precedente) ha riscosso un enorme successo con le mie ragazze.

La piadina, forse la più classica delle specialità romagnole, ha origini davvero antiche, ci sono tracce di questa forma di pane fin dall’epoca romana.

Un impasto semplicissimo, acqua, farina, sale e strutto (nella ricetta tradizionale), ‘pane povero’ che fa parte della cultura contadina di queste terre.

La ricetta della piadina, è bene saperlo, non è una sola. Tra le due varianti principali, la riminese molto grande e sottile e quella forlivese più piccola e spessa, esistono tante varianti, ogni paese della Romagna ha la sua piadina, ogni casa e famiglia ha la sua ricetta.

Io ho imparato a prepararla a scuola, con la ricetta tradizionale che prevede lo strutto (magari pubblicherò qui nel blog anche quella ricetta più avanti) ma ho apprezzato tantissimo questa che ci hanno insegnato Barbara e nonna Mariula de La Collina dei Poeti, stupenda Azienda Agricola di Santarcangelo di Romagna.

Una ottima piadina preparata con l’olio Extravergine di oliva (di loro produzione!).

 

 

“Il mio povero mucchio arde e già brilla:

pian piano appoggio sopra due mattoni

il nero testo di porosa argilla…

…Ma tu, Maria, con le tue mani blande

domi la pasta e poi l’allarghi e spiani;

ed ecco è liscia come un foglio e grande

come la luna; e sulle aperte mani

tu me l’arrechi, e me l’adagi molle

sul testo caldo, e quindi t’allontani.

Io la giro, e le attizzo con le molle

il fuoco sotto, finché stride invasa

dal calore mite, e si rigonfia in bolle:

e l’odore del pane empie la casa.”

Giovanni Pascoli “La piada”

 

Pjida, pieda, pida, comunque venga chiamata va cotta tradizionalmente sul testo di argilla (una teglia di terracotta, tradizione artigiana del piccolo e vicino borgo Montetiffi di Sogliano, prodotta tuttora e disponibile anche online) o su una padella o piastra di ghisa.

A settembre alla piadina viene dedicata una festa durante la quale è possibile gustarla nelle più svariate versioni e con prodotti tipici del territorio, e qui di prodotti eccellenti ce ne sono davvero molti.

Nella pianura, tra mare e collina, è un susseguirsi di campi coltivati, orti, vigneti e frutteti, prodotti della terra (tra cui molti che vantano il marchio Igp) a cui si aggiungono i prodotti caseari tipici come ad esempio il Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone, la Robiola di Castel San Giovanni e lo Squacquerone di Romagna DOP e tutto il pescato del mare Adriatico, triglie, sgombri, sarde e sardoncini, ma anche seppie, calamari, vongole e cozze.

Tutti ingredienti perfetti per essere accompagnati a questo pane della tradizione contadina.

 

 

 

LA PIADINA ROMAGNOLA (con olio Extravergine di oliva)

Ingredienti: (per 4 piadine)

400 g farina (io macinata a pietra tipo 1 per pane e focacce)

80 g olio Extravergine di oliva

6 g sale (io Sale di Cervia alle alghe)

3 prese di bicarbonato di sodio (ca. 3-4 g)

acqua qb

PREPARAZIONE

Versate la farina sul piano di lavoro, con le dita formate al centro un cratere abbastanza largo.

Versate dentro l’olio, il sale, il bicarbonato e poca acqua ed iniziate a lavorare con una forchetta. Mescolate con la forchetta cercando di prendere la farina ai lati poco per volta e aggiungere pochissima acqua al bisogno fino a quando avrete unito quasi tutta la farina.

Iniziate poi a lavorare con le mani impastando energicamente fino ad ottenere un composto liscio e sodo.

Dividete l’impasto in 4, formate delle palline, copritele con un canovaccio e fare riposare per almeno 30 minuti.

Trascorso il tempo prendete ciascun impasto e tiratelo con il mattarello fino a dargli una forma tonda (io di ca. 22-23 cm di diametro).

Scaldate una padella con fondo spesso (io di ghisa) e cuocete una piadina alla volta per pochi minuti, girandola da entrambi i lati (dovrebbe fare delle bolle in superficie).

Servitela calda e farcita a piacere, potete davvero sbizzarrirvi!

Noi l’abbiamo preparata nel modo più classico, con Squacquerone di Romagna DOP, Prosciutto di Parma e rucola.

NOTA:

Lo squacquerone di Romagna DOP è un formaggio a pasta molle prodotto esclusivamente con latte vaccino, nell’area che comprende le province di Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna e in parte nel territorio di Ferrara.

Appartiene alla tradizione casearia romagnola e la sua consistenza morbida e cremosa e il sapore leggermente acidulo lo rendono perfetto per essere accompagnato alla piadina romagnola insieme ad affettati e verdure. Altro formaggio morbido che si sposa alla perfezione è la Robiola.

Provate la piadina anche nella versione dolce, con creme dolci spalmabili o confetture di frutta. Una merenda ottima!

 

 

Manine ‘in pasta’!

 

 

 

Bellaria-Igea Marina, credo sia abbastanza evidente che

ci sei piaciuta proprio tanto!

A presto!

 

Per INFO su #BellariaIgeaMarina : 

Bellaria Igea Marina

Turism Hotels – Bellaria Igea Marina

 

 

 

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5 Comments

  • Reply
    Annalisa
    17 luglio 2017 at 16:49

    Ciao Roberta, approdo per la prima volta solo oggi sul tuo blog, ho subito notato la presenza costante delle tue figlie è la condivisione dell amore per la cucina con loro, tutto ciò mi mette tanta gioia ma per me significa dover attendere tanti anni….
    Grazie per i dettagli così chiari della preparazione di un must della nostra cultura culinaria italiana!
    Ti seguirò con piacere, a presto!

    • Reply
      Roberta Morasco
      17 luglio 2017 at 17:06

      Ciao Annalisa!
      Si quando posso cerco di condividere con loro passione per la cucina e per le ‘cose buone’. Imparano a distinguere i sapori, da dove ‘arrivano’ i prodotti e come nascono certe preparazioni 😀
      Ti ringrazio, a presto!

      • Reply
        Annalisa
        17 luglio 2017 at 20:16

        Questo significa davvero essere tanto presenti coi figli..Ti fa onore, un giorno ti renderanno tutto!!!

  • Reply
    Elisa
    18 luglio 2017 at 12:59

    Da bellaria oltre che con la ricetta della piadina non ho potuto non portarmi a casa la “teglia” di terracotta!
    ora devo iniziare a provarla!!

    • Reply
      Roberta Morasco
      18 luglio 2017 at 13:48

      Davvero Elisa? Poi quando l’hai provata mi dici com’è che vorrei ordinarla anche io! ^_^ SUPER!

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