Browsing Category

Diario

Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Crostata con confettura di mirtilli rossi e crema di ricotta

“La bellezza salverà il mondo”

Fëdor Dostoevskij

 

Già la bellezza.

La bellezza della frutta fresca ti può salvare da una settimana di freddo e pioggia continua.

Il meteo nell’ultima settimana è stato davvero impietoso qui al Nordest, e non sarà migliore a quanto pare nel fine settimana.

Io, da buona meteoropatica, mi salvo anche così.

Qualche vaschetta di frutta bella, fotogenica e succulenta, mani in pasta e forno acceso.

Non serve poi molto.

Fare un dolce è terapeutico e aiuta a risollevare l’umore, a me in modo esagerato.

Continue Reading…

blogtour/ Diario/ Travel

I Germogli di Primavera di Badoere e Cimadolmo, gli Asparagi IGP

Mi stupisco sempre di più della vastità di cose e luoghi da scoprire nella mia regione e nella provincia in cui risiedo.

Per questo sono sempre felicissima quando ho l’opportunità di visitare e promuovere il territorio, scoprire le eccellenze e specialità locali, la storia, cultura e le tradizioni.

Vi avevo già raccontato del radicchio e delle stupende colline dove nascono le bollicine dorate del Prosecco, ma non ancora del forse meno noto Asparago.

E pensare che, nell’area tra il fiume Piave ed il Sile, sono ben due i prodotti a indicazione geografica protetta, l’Asparago di Cimadolmo e l’Asparago di Badoere.

Come vi avevo anticipato qui insieme ad un gruppo di blogger ed instragrammer, divisi in due diverse giornate, siamo andati alla scoperta di questi territori.

Io ho preso parte alla seconda giornata di questa piacevolissima staffetta e oggi vi racconto un po’ di  Cimadolmo e dell’Asparago Bianco IGP.

Il cibo e la buona tavola sono elemento imprescindibile nel decidere l’itinerario di un viaggio e, se sono accompagnati anche da luoghi di interesse naturalistico, storico ed artistico direi che il connubio è perfetto, che dite?

Continue Reading…

Diario

Aria di primavera nell’aria! #iFoodStyle nr 3 è online!

“Questo mi dice un campo luminoso di primavera:

semina la gentilezza, cogli il rispetto, coltiva la serenità.”

(Fabrizio Caramagna)

Primavera è desiderio di rinnovarsi, di cambiamento, di aria nuova!

Voi non ne sentite ogni volta il bisogno?

Io si tantissimo, è come se all’arrivo della Primavera avessi necessità di uscire dal torpore del fare le solite cose e affrontare il nuovo.

Mi assale il desiderio di rinnovare un po’ tutto, l’abbigliamento, la casa, il colore e il taglio dei capelli!

E il bisogno di colore!

Addosso, intorno a me e in cucina!

La redazione di #iFoodStyle dà il suo benvenuto alla Primavera ormai alle porte

con un numero dai toni e sapori delicati,

nell’attesa del rifiorire della natura in tutto il suo splendore.

Nella rubrica “LASAGNE” trovate anche una mia ricetta,

Le LASAGNE ALLA CURCUMA CON CECI E GAMBERI

Io posso solo consigliarvi di andarlo a sfogliare subito!

IFOODSTYLE Dal web alla tavola nr 3

Ciao gente a presto!

Colazione e merenda/ Diario/ Dolce/ Qualcosa di rosso

Confettura di lamponi e vaniglia

 

Ecco, lo sapevo che sarebbe successo.

Mi succede ogni anno.

Dovrei mettermi la scadenza nel calendario, proprio come faccio con le persone.

Si, per ricordarmi del compleanno del blog!

Il 12 settembre ben 4 anni.

E io non me ne ricordo mai.

MannaggiaMMè!

Sono immersa in una marea di scatoloni, pulizie e chi più ne ha…ché domani ci trasferiamo nella nuova casa, quindi nessun dolce per festeggiare.

Non ne ho avuto davvero il tempo.

Mi tocca fare l’alternativa e usare una ricetta che avevo pronta nell’archivio.

Va bene lo stesso vero?

Io vi lascio e scappo via.

Dicono che il trasloco sia una delle cose più stressanti in assoluto.

Beh. Hanno davvero ragione!

 

“Chiunque a un certo punto della vita mette su casa.

La parte difficile è costruire una casa del cuore.

Un posto non soltanto per dormire, ma anche per sognare.

Un posto dove crescere una famiglia con amore, un posto non per trovare riparo dal freddo,

ma un angolino tutto nostro da cui ammirare il cambiamento delle stagioni;

un posto non semplicemente dove far passare il tempo,

ma dove provare gioia per il resto della vita.”

Sergio Bambarén (Il guardiano del faro  2002)

 

DSC_0587_confettura_lamponi_vaniglia

 

CONFETTURA DI LAMPONI E VANIGLIA

Ingredienti:

1 kg lamponi

800 g zucchero

1 limone (il succo)

1 cucchiaino raso di polvere di vaniglia (o i semini di un baccello)

1 cucchiaino raso di agar agar

Preparate i barattoli (vedi note).

 

Preparazione:

Lavate velocemente i lamponi sotto l’acqua corrente fredda e tamponateli delicatamente.

Poneteli in un tegame da confettura insieme allo zucchero, il succo del limone e la polvere di vaniglia.

Poertate ad ebollizione a fiamma vivace, avendo cura di seguire la cottura mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.

Eliminate l’eventuale schiuma che si potrebbe formare sulla sueprficie aiutandovi con una schiumarola.

Sciogliete l’agar agar in una tazza mescolandolo con poca confettura calda quindi unitelo alla confettura sul fuoco e mescolate bene.

Togliete dal fuoco e versate nei barattoli (con questa quantità di frutta io ne ho ottenuti 4 di medi).

 

Preparazione dei barattoli:

Scaldate il forno a 110° per una ventina di minuti, mettete dentor i barattoli puliti e lasciateli dentro per almeno 5 minuti. Toglieteli a fateli raffreddare su uno strofinaccio.

Versate quindi la confettura o marmellata nei barattoli avendo cura di riempirli fino al bordo (aiutatevi con un piccolo mestolo per evitare di sporcare il bordo). Avvitate i coperchi e girate i barattoli sottosopra posizionandoli in un luogo buio (o coperti da uno strofinaccio), lasciandoli raffreddare completamente.

DSC_0571_confettura_lamponi_vaniglia

Il prossimo post dalla casetta nuova!

A presto (speriamo!) gente!

 

roby-antracite-300x75

Diario

IFoodStyle dal Web alla Tavola – il numero zero!

Era da tempo che aleggiava nell’aria questo piccolo, grande progetto.

Era lì, in paziente attesa, fino a quando è arrivato il momento giusto.

Facciamolo.

Detto fatto. Redazione creata, primo gruppo di foodblogger contributor e via, si inizia!

Il nuovo grande progetto che nasce dalla meravigliosa community di foodblogger di IFOOD!

IFOODSTYLE dal WEB alla TAVOLA il numero zero è online!

Grande l’emozione di aver potuto partecipare al primo numero!

Un GRAZIE speciale a tutta la redazione (non li elenco tutti, andate di corsa a leggere chi sono!) che si sono fatti in quattro per portare a termine questo progetto, alle ‘colleghe’ contibutor di questo numero e a tutte quelle che lo saranno per i prossimi!

Troverete non solo ricette e foto di piatti di stagione, ma anche recensioni, interviste, viaggi suggestivi nei borghi d’Italia più belli, lo speciale dedicato alla colazione e … beh, direi basta anticipazioni…

Di seguito un paio di foto della mia ricetta, le CIAMBELLINE di FARRO all’UVA CARAMELLATA, e ora andate di corsa a scoprirlo voi!  :))

DSC_0342_ciambelline_farro_uva_caramellata

 

DSC_0334_ciambelline_farro_uva_caramellata

 

I sogni diventano realtà quando ci sono la passione

e la volontà di realizzarli.

E noi continuiamo a sognare!

“Se puoi sognarlo, puoi farlo.”

Walt Disney

Cliccate sull’immagine e correte a sfogliarlo!

iFoodStyle n°0 - prova copertina 1_598x900

Keep on dreamin’ gente!

 

roby-antracite-300x75

 

 

Diario/ Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Panna cotta alla liquirizia, ganache fondente e chantilly alla menta

 

“Non lasciare tracce che il vento non possa cancellare,

non adagiarti sui passi compiuti,

non lasciarti trattenere,

divaga per altri sentieri,

rimettiti in cammino per cercare ancora.”

(Bruce Chatwin)

Tappe della vita. Traguardi e passaggi.

Sei arrivata ai tuoi primi esami, le tue prime prove importanti.

Non sono stati facili questi tre anni. Per niente.

Classe ‘difficile’ l’hanno definita.

Quando si incappa in professori senza carisma ed incapaci di gestire dei ragazzini spesso è questa la risposta che sanno dare.

Non ti rimarrà un gran ricordo di questi anni, sicuramente non come è successo a me, che i prof delle medie me li ricordo quasi tutti con affetto e stima.

Ma sei arrivata alla fine.

Sei cresciuta tanto.

La bambina timida che temeva di alzare la mano in classe è diventata coraggiosa ed autonoma.

Non hai chiesto aiuto in nulla. Hai fatto tutto da sola.

Sono tanto orgogliosa di questo.

Il mondo si apre davanti a te ora.

I primi segni di indipendenza.

Le uscite con le amiche in centro.

Il liceo che hai tanto desiderato.

Le lingue straniere, scrivere, la musica.

Spero tu possa sempre percorrere la tua strada con passione e felicità.

Ti voglio bene piccola.

 

Dolcetto al volo vi va?

Dolce al cucchiaio velocissimo da preparare la panna cotta. Unica scocciatura il tempo di riposo e raffreddamento. Io neanche quello perchè le caccio nell’abbattitore!

Pochi ingredienti freschi e avete velocemente un dessert fresco e pure molto carino da presentare.

Su iFood ne trovate anche altre, tra cui anche la mia Panna cotta allo yogurt limone e fragole.

 

DSC_0708_panna_cotta_liquirizia_ganache_panna

 

PANNA COTTA ALLA LIQUIRIZIA, GANACHE FONDENTE E CHANTILLY ALLA MENTA

 

Ingredienti (dosi per 6 porzioni)

Per la panna cotta

300 g panna fresca

200 g yogurt alla liquirizia (naturale o yogurt greco)

1 cucchiaino di liquirizia in polvere biologica

70 g zucchero

3 g di agar agar (1 cucchiaino da caffè raso )

Per la ganache

150 g cioccolato fondente al 70%

100 g panna fresca

Per la chantilly alla menta

200 g panna fresca

30 g zucchero a velo

3-4 foglioline di menta fresca qb

Preparazione

Per la panna cotta alla liquirizia

Versare la panna in una casseruola, unite l’agar agar e mescolate bene per farlo sciogliere, unite anche lo zucchero e la polvere di liqurizia, mescolate bene e mettete sul fuoco.

Fate scaldare bene il composto continuando a mescolare, non appena raggiunge il bollore togliete dal fuoco e fate raffreddare leggermente a temperatura ambiente, unite lo yogurt, mescolate bene e versate nei bicchieri.

Riponete in frigorifero a raffreddare e solidificare bene (io ho raffreddato velocemente nell’abbattitore e poi riposto in frigorifero fino al momento di servirla).

Per la ganache morbida

Scaldate la panna in una casseruola, quindi unite il cioccolato tritato finemente. Mescolate fino a quando avrete un composto omogeneo.

Per la chantilly alla menta

Montate la panna a neve ferma, insieme allo zucchero e alle foglioline di menta tritate.

Assemblaggio

Versate della ganache su ciascun bicchiere di panna cotta e poi una cucchiaiata di chantilly alla menta. Decorate con alcune foglioline di mente fresca.

Se non trovate la liquirizia in polvere potete anche utilizzare delle caramelle di liquirizia (quelle dure, non quelle gommose) e scioglierle in una piccola padella con pochissima acqua.

 

 

DSC_0698_panna_cotta_liquirizia_ganache_panna

 

DSC_0713_panna_cotta_liquirizia_ganache_panna

 

DSC_0700_panna_cotta_liquirizia_ganache_panna

Buon fine settimana gente!

 

 

roby-antracite-300x75

 

 

Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Qualcosa di rosso/ Torte

Naked Fluffosa con fragole, mirtilli e lamponi

 

La Fluffosa è una torta così versatile da essere al tempo stesso la classica torta per l’inzuppo a colazione o da servire con il tè, ma anche la base per stupende torte decorate, da addobbare nei modi più svariati.

Fluffosa è una sorta di movimento che unisce amiche blogger ed amanti dei dolci, che spinge alla condivisione e ad azionare la fantasia, per declinare una ricetta classica nei modi più diversi ed originali.

Talmente semplice e buona da creare dipendenza.

Per festeggiare una cena in famiglia ho preparato la semplicissima Fluffosa al limone trasformandola poi, con chantilly e frutta fresca, in una colorata e fresca Naked Cake.

PUF! Sparita in un battibaleno.

Questa torta non poteva che riempire un bellissimo libro.

Voi andate a sfogliarvelo in libreria, sono certa che non potrete uscire senza aver acquistato Le Fluffose!

DSC_0130_naked_fluffosa

 

NAKED FLUFFOSA CON FRAGOLE, MIRTILLI E LAMPONI

Da ‘Le Fluffose’ di Monica Zacchia

 

Ingredienti

Per la Fluffosa al limone (stampo da chiffon cake da 26 cm)

300 g zucchero

185 farina macinata a pietra tipo 1

100 g farina autolievitante

7 uova biologiche

170 g di succo di limone biologico

buccia di 1 limone non trattato

120 g olio di riso (o di girasole)

1 bustina di lievito per dolci

½ cucchiaino di bicarbonato di sodio

½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

Per Farcire

500 g panna liquida fresca

150 g zucchero a velo

400 g fragole

100 g mirtilli

100 g lamponi

menta fresca per decorare

Preparazione

Fluffosa al limone

Dividete i tuorli dagli albumi.

In una ciotola capiente setacciate le farine, lo zucchero, il lievito ed il bicarbonato. Fate un buco al centro e versate in questo ordine e senza mescolare: l’olio, i tuorli, il succo di limone, la buccia di limone grattugiata e la polvere di vaniglia (o i semini di mezza bacca).

Mescolate tutti gli ingredienti con una frusta (a mano) fino ad ottenere un composto omogeneo.

Montate e neve ferma gli albumi con poche gocce di limone.

Uniteli all’impasto mescolando delicatamente dall’alto verso il basso.

Versate in uno stampo da chiffon cake (senza imburrarlo né infarinarlo). Se diversamente utilizzate uno stampo tradizionale da ciambella, procedete ad imburrarlo ed infarinarlo.

Infornate e cuocete (forno ben caldo) a 165° per circa 55 minuti, quindi a 175° per altri 10 minuti. fate comunque la prova stecchino per verificarne la cottura.

Fate raffreddare il dolce capovolto sui piedini, se non dovesse ‘scendere’ da solo raffreddandosi, passate delicatamente la lama di un coltello lungo il bordo.

Chantilly e assemblaggio dolce

Montate la panna con lo zucchero a velo a neve ben ferma.

Tagliate la torta in tre strati dello stesso spessore.

Spalmate il primo con della chantilly, e distribuite sottili fettine di fragole, quindi coprite con il secondo strato e ripetete l’operazione.

Una volta coperta con il terzo strato, aiutandovi con una spatola di metallo, spalmate la torta con la restante chantilly, senza preoccuparvi di coprire tutto alla perfezione. Lisciate bene il bordo quindi disponete sopra alla torta la frutta lavata e tamponata, decorate con qualche fogliolina di menta.

Conservate in frigorifero fino al momento di servire.

 

NOTA:

Non preoccupatevi di spalmarla alla perfezione, la Naked cake , proprio come indica il suo nome torta nuda, prevede che si veda o si intraveda la base della torta e la sua farcitura.

Quindi potete semplicemente farcire gli strati e la parte superiore, oppure spalmare leggermente anche il bordo, ma senza coprirlo alla perfezione ed in modo omogeneo.

 

DSC_0132_naked_fluffosa

DSC_0125Naked_fluffosa

LE FLUFFOSE

Disponibile nelle migliori librerie, oppure

comodamente ordinabile online QUI.

734686_623495177804694_5440645306629312756_n_copertina_le_fluffose

 

A presto!

roby-antracite-300x75

Diario/ Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Colomba al cucchiaio con mango e crema mascarpone

 

Arrivo da settimane un filino stressanti.

Sono fatta così purtroppo, dalle cose mi faccio prendere e mi arrabbio, e tanto.

Vivo la scuola delle mie bimbe in prima persona, non sono di quelle mamme che alle riunioni e consigli di classe non va mai, che quando c’è da eleggere il nuovo rappresentante “No guardate sono davvero troppo impegnata, non posso…”.

No, nonostante il tempo sia sempre poco e la vita decisamente troppo di corsa, quello che posso lo faccio e ascolto, ho sempre cercato di collaborare con gli altri genitori e con gli insegnanti.

Ma ora sono un po’ stanca.

Sicuramente non siamo state molto fortunate io e le mie bambine, che peraltro sono bravissime entrambe a scuola e non mi hanno mai dato nessun tipo di preoccupazione o problema.

Sono più che convinta che di bravi insegnanti ce ne sono, e di buone scuole pubbliche anche, eccome se ce ne sono.

Ma quando ti capita per anni di sentire sempre lo stesso ‘disco‘, che sia alla scuola primaria o secondaria, allora c’è qualcosa che non va.

Quando ti ripetono per anni, in generale, che “la classe è troppo difficile, i ragazzi sono maleducati, sono distratti, non portano rispetto, non fanno gruppo…” e via dicendo, ché di aggettivi negativi ne ho dovuti sentire tanti in 8 anni…

Vedi però che con il passare degli anni le azioni svolte dagli insegnanti sono inesistenti o non consone, oppure ancora peggio sono ingiuste, parziali, assolutamente non meritocratiche, allora qualche domanda te la fai.

Sicuramente non ci sono più i bambini né i ragazzi di una volta, probabilmente nemmeno i genitori di una volta, ma è anche più che certo che non ci sono nemmeno più gli insegnanti di una volta.

Io li ricordo ancora oggi i miei professori delle medie (ché io preferisco chiamarle così), severi, anche bruschi nei modi alcuni ma, cavolo, bravi.

Erano persone carismatiche, appassionate, che il rispetto se lo guadagnavano, non potevi proprio fare a meno di ascoltarli.

Ho letto proprio pochi giorni fa un interessante articolo su questo blog, vi riporto qui un passaggio.

 

“Un bravo insegnante ha bisogno di essere “attraente”,

di intrattenere e tenere alta l’attenzione e la curiosità,

di avere quella passione che tenga incollate le persone e quel carisma che le spinga

a darsi da fare e applicare fuori dall’aula ciò che hanno imparato.

Domanda secca: sono veramente i giovani non motivati oppure alcune persone non sono motivanti da ascoltare?

Ho qualche ricordo scolastico in mente…
La verità è che come in ogni generazione non ci sono più i giovani di una volta.

Quando andavo a scuola io non eravamo più come quelli della generazione prima

(che non rispondeva mai all’insegnante).
E quelli della generazione prima non erano più come quella precedente alla loro

(che prendevano bacchettate sulle dita o si inginocchiavano sui ceci).

In comunicazione la responsabilità della comunicazione è bene che se la tenga chi comunica

(se vuole influenzare in qualche modo il processo).

I gggiovani d’oggi hanno semplicemente motivazioni diverse,

banalmente perché hanno strumenti, tecnologia, conoscenze, ambienti e stimoli diversi.”

Alessandro Mora

 

Cari insegnanti, insomma, dato che in classe ci siete voi, io un esamino di coscienza me lo farei ogni tanto eh…

 

Oggi una ricetta davvero facilissima con cui io ho riutilizzato della colomba avanzata (se devo dirla tutta l’ho fatta avanzare apposta per fare questo dolcetto..).

In realtà potete prepararla anche con il panettone, pan brioche o della focaccia, provatela anche con tipi diversi di frutta, ad esempio con il passion fruit è buoneRRima!

Ricettina dai!

 

DSC_0148_colomba_nel_bicchiere

 

COLOMBA AL CUCCHIAIO CON MANGO E CREMA MASCARPONE 

 

Ingredienti

Per la crema mascarpone

3 tuorli (di uova biologiche)

150 g zucchero semolato

½ bicchierino rum (o marsala, se preferite)

50 g acqua

500 g mascarpone

Per completare i bicchierini

Colomba qb (pan brioche o focaccia)

1 mango maturo

zucchero a velo

alchermes qb

Preparazione

Montate i tuorli con 50 g di zucchero, fino a quando saranno chiari e spumosi.

Versate i restanti 100 g di zucchero e l’acqua in un pentolino e mettetelo sul fuoco, a fiamma media, dovrebbe raggiungere i 121°. Se non disponete di un termometro controllate lo sciroppo, quando inizierà a fare delle bolle grosse spegnete, significa che la temperatura è raggiunta.

Versate lo sciroppo a filo sui tuorli montati e continuate a sbattere con la frusta elettrica fino a quando otterrete una crema gonfia e ormai raffreddata.

Lavorate il mascarpone con una spatola fino a renderlo cremoso, quindi unitelo al composto di uova ed amalgamate bene.

Mettete poca crema di mascarpone sul fondo dei bicchieri, coppate dei dischetti di colomba e disponeteli sopra alla crema, bagnate la colomba con poco alchermes quindi fate uno strato con dei cubetti di mango e coprite con altra crema.

In una padella antiaderente tostate delle fette sottili di colomba (oppure potete tostarle in forno) in forno), fatele raffreddare e sbriciolatele.

Cospargete le briciole sopra ciascun bicchiere e finite con abbondante zucchero a velo.

 

DSC_0145_colomba_nel_bicchiere

Buon fine settimana gente!

 

roby-antracite-300x75

Cioccolato/ Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

1 anno di IFOOD e la Fluffosa cioccolato e caffè con toffee alle noci

23 Marzo 2015. Un anno da quando IFOOD è online.

Strano quanto un anno possa passare in fretta e al tempo stesso darti la sensazione di molto, molto più tempo trascorso anziché soli 12 mesi.

C’è stato tanto lavoro per dare vita a questo progetto, abbiamo lavorato sodo, sempre con tanta carica ed entusiasmo, raggiungendo risultati importanti inaspettati in così pochi mesi.

Quante cose realizzate e fatte, un sito bellissimo di cui andiamo molto orgogliosi e che curiamo con enorme passione, un network di food blogger entusiasti che ci mettono la faccia e che cresce di continuo, la partecipazione a tante importanti manifestazioni ed eventi, un libro già pubblicato, Il Gusto della terra, e uno, meraviglioso, in arrivo.

Si, si, perchè tra poche settimane, al Salone Internazionale del libro di Torino, Monica Zacchia presenterà il Libro LE FLUFFOSE.

Monica è la nostra Mrs Fluffy, colei che ha iniziato a chiamare così queste torte in modo del tutto giocoso.

Fluffosa è un nome nato per scherzo e diventato poco a poco il simbolo di amicizia e condivisione di un gruppo di blogger un po’ pazzo.

La Fluffosa è una torta, altissima, sofficissima, per l’appunto fluffy!

Ma non è soltanto questo.

È una passione condivisa, è unione, umiltà, impegno e lavoro, è ‘sogni che si realizzano‘.

 

“La Fluffosa è uno stato mentale, un segnale di fumo,

una mano tesa, lo scambio di una ricetta 

replicata mille volte, è amicizia.”

 

Insomma, LE FLUFFOSE è un libro che non potete davvero perdervi.

Tante le ricette e varianti proposte da Monica e una bellissima sezione di fluffose decorate da Valentina Cappiello, oltre alle foto stupende di Agnese Gambini e al cameo di Vatinee Suvimol.

Se volete prenotare la vostra copia, potete già farlo cliccando qui.

Voi continuate a seguire IFOOD#thebestisyettocome

 

734686_623495177804694_5440645306629312756_n_copertina_le_fluffose

Il compleanno di IFOOD lo festeggio con una golosissima

Fluffosa al cioccolato e caffè con toffee alle noci.

DSC_0166_fluffosa_cioccolato_caffe

Fluffosa cioccolato e caffè con toffee alle noci
Author: Roberta Morasco
Ingredients
  • Per la Fluffosa
  • 250 g farina macinata a pietra tipo 1
  • 260 g zucchero semolato
  • 50 g cacao amaro
  • 50 g sciroppo di riso
  • 120 ml caffè di moka tiepido
  • 2 cucchiai di caffè solubile
  • 6 uova biologiche
  • 120 ml olio semi di girasole
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 1 bustina cremor tartaro
  • 1 presa sale
  • Per il toffee alle noci
  • 170 g zucchero semolato
  • 100 ml acqua
  • 15 g burro
  • 100 ml panna fresca
  • 80 g misto noci, noci pecan e mandorle a lamelle
Instructions
  1. Per la Fluffosa: setacciate la farina insieme allo zucchero, il cacao amaro, il lievito, il caffè solubile e il sale. Mescolate il caffè tiepido e olio, uniteli agli ingredienti secchi insieme allo sciroppo di riso e mescolate con un cucchiaio.
  2. Separate i tuorli dagli albumi, unite i tuorli al composto di farina, mescolate bene.
  3. Montate a neve ferma gli albumi insieme al cremor tartaro quindi uniteli all’impasto poco per volta, e mescolando delicatamente dal basso verso l’alto con una frusta.
  4. Versate nello stampo da chiffon cake (dotato di piedini) imburrato ed infarinato, quindi cuocete in forno (preriscaldato) a 150° per 1 ora e 15 minuti (non aprite mai il forno durante la cottura).
  5. Fate comunque la prova stecchino al centro per verificare la cottura.
  6. Capovolgete su un piatto e lasciate che si raffreddi e si stacchi da sola dallo stampo.
  7. Per il toffee: Versate lo zucchero e l’acqua in un pentolino dal fondo spesso. Portate a ebollizione a fuoco medio.
  8. Una volta sciolto lo zucchero lasciate cuocere per circa 8′, comunque fino a quando avrà il bel colore ambrato tipico del caramello.
  9. Togliete dal fuoco, unite il burro e fatelo sciogliere mescolando con un cucchiaio di legno, unite la panna delicatamente (Fate attenzione! Quando il caramello è molto caldo potrebbe schizzare e voi scottarvi). Mescolate bene quindi unite anche il miz di noci e mandorle.
  10. Versate sulla torta e servite.

 

DSC_0151_fluffosa_cioccolato_caffe

DSC_0156_fluffosa_cioccolato_caffe

DSC_0171_fluffosa_cioccolato_caffe

DSC_0160_fluffosa_cioccolato_caffe

DSC_0177_fluffosa_cioccolato_caffe

FLUFFATE gente!

Distribuite dolcezza e felicità nel mondo!

 

roby-antracite-300x75

 

 

blogtour/ Diario/ Eventi/ Travel

Blogtour #MarcaTrevisoInRosso Parte seconda – Treviso è sempre una buona idea.

 

Quante cose ci sono da scoprire. Senza andare distante, proprio vicino a noi, nella città dove abitiamo.

Voi penserete, ma partecipare a un blogtour nella città dove risiedi ha senso? Certo che si!

#MarcaTrevisoInRosso ci ha portate per tre giorni a spasso nella Marca Trevigiana, ho avuto l’opportunità di visitare luoghi nuovi per me e appreso tante cose che ancora non conoscevo. Ma partiamo dall’inizio, vi racconto tutto. Venite con me?

Treviso è una città piena di grazia, di acque e di verde.

E’ attraversata dal Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, e dal Cagnan, citati da Dante nella Divina Commedia “dove Sile e Cagnan s’accompagna“. L’acqua a Treviso fu elemento vitale, strettamente collegata allo sviluppo delle innumerevoli attività che prosperarono nella città, quali ad esempio la pesca, la stampa, la concia dei pellami, i mulini. L’isola della Pescheria (qui sotto), creata dal fiume Cagnan proprio per ospitare il mercato del pesce, racconta lo stretto legame della città alle sue acque.

Continue Reading…

Diario/ Eventi/ Radicchio di Treviso

Blogtour #MarcaTrevisoInRosso parte prima – Sua Maestà il Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

 

Il blogtour #MarcaTrevisoInRosso che si è svolto a fine novembre (di cui vi ho parlato qui), tra le tantissime cose interessanti in programma, ci ha portate e a scoprire un prodotto di eccellenza dell’agroalimentare italiano, il Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP.

In origine una cicoria amara, che quando si trova nel campo di coltivazione appare scura, infangata e con le foglie accartocciate dal gelo ma che, grazie a un lungo processo di lavorazione, tutto svolto rigorosamente a mano, e con il silenzioso e fondamentale apporto delle acque di risorgiva, si trasforma in un vero e proprio fiore invernale da portare in tavola, dalla foggia slanciata, pulita e regale.

Ad accoglierci e spiegarci tutto sul Fiore d’Inverno, Paolo Manzan, che insieme alla moglie Sonia conduce Nonno Andrea, azienda certificata Biodiversity Friendly, nella convinzione che la qualità dei prodotti ortofrutticoli è strettamente legata alla qualità di suolo, aria e acqua.

Paolo è anche Presidente del Consorzio Tutela Radicchio rosso di Treviso IGP e variegato di Castelfranco, “Il Radicchio Rosso Tardivo IGP è l’unica cicoria che non lascia il campo e arriva in tavola, ma che ha bisogno ancora di un lungo procedimento di lavorazione. Sui mercati si trovano tante imitazioni, purtroppo realizzate con procedimenti meno onerosi e più rapidi ma che non hanno le caratteristiche organolettiche del vero Radicchio. Per questo è importante per il consumatore cercare il vero prodotto con il marchio IGP del Consorzio”.

IMAG8561_Paolo_campo_radicchio

DSC_0274_radicchio_campo

Il disciplinare UE prevede che la coltivazione del Radicchio rosso di Treviso IGP sia possibile soltanto nelle campagne di 24 comuni del Veneto, 17 in provincia di Treviso, 5 in provincia di Venezia e 2 in quella di Padova. E’ proprio in questa parte della campagna veneta che il radicchio può lasciare la terra per essere immerso nell’acqua pura della risorgiva e rinascere. E’ infatti tra queste tre province che il fiume di risorgiva più importante d’Europa, il Sile, riemerge dalle falde profonde, dando vita all’omonimo Parco.

I radicchi appartengono tutti alla stessa specie botanica, il Cichorium Intybus Silvestre, una comune cicoria che spontaneamente cresce nei prati e lungo i fossi della Marca Trevigiana, diventato ortaggio ricercato e pregiato grazie al sapere e al lavoro dell’uomo.

Le ipotesi su quando e per merito di chi sono le più disparate, la più semplice è quella che  riporta alle difficili condizioni di vita dei contadini durante i gelidi inverni nella campagna veneta.

Si può immaginare che nel tentativo di proteggere le piante dalle gelate, qualche contadino molto previdente le abbia raccolte in un luogo riparato, scoprendo poi che il radicchio non marciva ma tornava a crescere, formando un nuovo germoglio croccante e gustoso.

DSC_0286_campo_radicchio

Il radicchio è una pianta biennale, significa che soltanto nel secondo anno completa il suo ciclo vegetativo, producendo il seme.

La semina e successiva piantumazione avvengono tra luglio e agosto, mentre la raccolta del radicchio dai campi può iniziare soltanto a novembre, non prima che le cicorie abbiano subìto due brinate. Il gelo brucia le foglie esterne, bloccando il processo vegetativo della pianta.

IMAG8557_radicchio_campo

La raccolta viene svolta rigorosamente a mano, le piante di cicoria vengono colte insieme alla loro radice e alla zolla di terra, legate e collocate in ambienti con poca luce all’interno di vasche dove scorre acqua corrente ad una temperatura costante non inferiore a 10-12 C°, l’acqua dovrà toccare le radici ma non le foglie.

Questo processo, detto di imbianchimento, dura circa 15 giorni. Con il tepore dell’acqua il cespo di radicchio, grazie alla sua radice ancora viva, si risveglia e viene così forzato a sviluppare nuove foglie, un nuovo bocciolo che nascerà croccante, succulento, e bianco e rosso per l’assenza di luce  (il buio impedisce la fotosintesi).

La lunga immersione in acqua corrente permette inoltre alle piante di purificarsi eliminando eventuali tracce di antiparassitari utilizzati nei campi.

DSC_0291_serre_radicchio

DSC_0297_imbianchimento

IMAG8576_radicchio_imbianchimento

 

DSC_0311_radicchio_camion

DSC_0313_radicchio_camion

Prima di passare al confezionamento ed arrivare sulle nostre tavole, dovrà subire l’ultimo processo, sempre rigorosamente manuale ed eseguito da mani esperte, la toelettatura.

Ripulito da tutte le foglie esterne, rimarranno soltanto il cuore e una parte del fittone (la radice), commestibile anch’esso.

DSC_0325_toelettatura

DSC_0328_toelettatura

DSC_0331_toelettatura

DSC_0332_lavaggio

Ora, dopo queste lunghe, manuali, e faticose lavorazioni, è pronto per essere confezionato.

DSC_0339_radicchio_confezionato

Anche il cugino, il Radicchio Variegato di Castelfranco I.G.P., che nasce verso fine ‘800 dall’incrocio tra il radicchio Rosso di Treviso tardivo e la Scarola, subisce un trattamento laborioso e la forzatura.

Qui sotto, al lavaggio e alla sapiente toelettatura, prima di essere anch’esso confezionato.

DSC_0335_lavaggio_radicchio_variegato

DSC_0341_variegato_lavorazione

 

Nonno Andrea è fornitore di Ortoromi, società Cooperativa agricola con uno stabilimento in Veneto ed uno in Campania, che è anche l’unica azienda italiana a proporre il Radicchio Rosso di Treviso I.G.P. di IV gamma.

E’ infatti possibile trovarlo in vendita nei principali punti vendita GDO in comode vaschette, con il brand Insalarte, lavato, tagliato e pronto per essere consumato, sia crudo che cotto.

collage ortoromiDalla produzione siamo passati direttamente alla cucina, dove ad attenderci c’era lo Chef vegano Martino Beria che collabora con Nonno Andrea, ideando le ricette che vengono poi realizzate nel laboratorio di trasformazione.

Prodotti deliziosi che si possono acquistare nel punto vendita dell’azienda.

IMAG8608_Chef Beria

DSC_0343_cesti_radicchio

Protagonista lui, il Radicchio.

Chef Beria lo ha RACCONTATO.

DSC_0349_cesto_radicchio

E’ stato poi LAVATO.

IMAG8626_lavaggio_cucina

COTTO.

DSC_0352_padella_radicchio

DSC_0350_Chef_Beria_padella

VALORIZZATO.

DSC_0374_radicchio_preparazioni

DSC_0384_piatto_preparazione

DSC_0396_piatto_finito

FOTOGRAFATO.

DSC_0393_shooting

GUSTATO.

DSC_0406_Monica_piatto_radicchio

Personalmente non credo di conoscere prodotto più versatile del Radicchio Rosso di Treviso Tardivo I.G.P., crudo o cotto, dall’antipasto fino al dolce, trova molteplici impieghi in cucina.

Se vi capita di passare da queste parti non perdetevi una visita da Nonno Andrea, immersa nella campagna trevigiana, in questa azienda agricola l’accoglienza è sempre calorosa, il negozio bellissimo (fare la spesa con i cestoni di vimini per me non ha prezzo!) e i prodotti che potrete acquistare deliziosi.

foto gruppo radicchio_marca trevisofoto credits Marca Treviso

Le cose imparate e scoperte nei tre giorni del blogtour sono state davvero tante,

arte, cultura, enogastronomia, territorio

…ma questo è un altro post, dovete portare pazienza, io torno presto a raccontarvi il resto!  🙂

collage_blogger_sponsor_marca_in_rosso_12250135_1481939458781478_7769254967863285353_n

GRAZIE A

 

NONNO ANDREA – Azienda Agricola Biodiversa

ORTOROMI –  Società Cooperativa Agricola

MARCA TREVISO

CONSORZIO TUTELA RADICCHIO ROSSO DI TREVISO I.G.P. E RADICCHIO VARIEGATO CASTELFRANCO I.G.P.


…e grazie
ai miei compagni di avventura

Agnese Gambini, Chiara Caruso, Cristina Lionetti, Elisabetta Gavasso, Ileana Conti

Monica De Martini, Monica Giustina, Romina Troncone, Silvia Bettiol

Victoriya Litvinchuk, Vitaly Yarosh

Il mio racconto di #MarcaTrevisoInRosso continua!

STAY TUNED!

roby-antracite-300x75

CONSIGLIA Torta di mais