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Radicchio di Treviso

Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Canederli al radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

 

Dopo avervi raccontato tutto quello che ho imparato sul Radicchio rosso di Treviso durante il blogtour #MarcaTrevisoInRosso, non potevo che tornare con una ricetta a lui dedicata.

Che dirvi dei canederli? Io li adoro.

Sono uno dei piatti di famiglia, nonostante io sia cresciuta a Venezia.

Mio papà era gondoliere quindi le vacanze tutti insieme d’estate non esistevano, le trascorrevamo per lo più al Lido di Venezia, la capanna in comune con gli amici di famiglia al Des Bains, tavolate, baldoria…quanti bei ricordi.

Le nostre vacanze vere le facevamo in inverno, quasi sempre sulla neve, cambiando località praticamente ogni anno, e questo era il piatto che prendevo spesso, i canederli. In brodo oppure asciutti con il burro, tradizionali con lo speck, ai formaggi o agli spinaci, mi piacciono tutti.

Mia mamma poi li preparava anche a casa, ché sono un meraviglioso modo di recuperare il pane raffermo e il pane non si butta mai. Peccato mortale.

Mi è sembrato così logico e naturale prepararli al Radicchio, dato che siamo nel pieno della sua stagione.

Insomma, oggi Canederli al radicchio rosso di Treviso tardivo I.G.P.!

Ricettina?

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CANEDERLI AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO I.G.P.

 

Ingredienti

Dose per 12 canederli

300 g pane raffermo (senza crosta)

200 ml di latte tiepido

2 uova biologiche

300 g radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

1 scalogno

40 g Grana Padano grattugiato

200 g speck trentino

1 cucchiaio di farina di riso biologica (più altra)

2 cucchiai di pane grattugiato

noce moscata qb

sale qb

pepe qb

Parmigiano Reggiano

burro qb

noci qb

Preparazione

Tagliate il pane a piccoli dadini, ponetelo in un recipiente e versate sopra il latte tiepido, mescolate bene e lasciate riposare per una mezz’ora.

Lavate il radicchio e tagliatelo finemente, tritate anche lo scalogno e fatelo appassire in una padella con poco olio insieme al radicchio, salate e pepate e tenete da parte.

Prendete il pane e unite le uova, il grana padano, lo speck tagliato a piccoli dadini, il sale il pepe e la noce moscata mescolate bene.

Unite anche il radicchio, la farina e il pangrattato, lavorate e compattate bene, l’impasto dovrà essere ben sodo ma leggermente appiccicoso.

Inumiditevi le mani e formate i canederli rotolando e pressando una cucchiaiata di impasto tra i palmi, quindi rotolateli nella farina.

Fateli bollire lentamente in acqua salata per circa 15 minuti.

Serviteli con del radicchio tagliato a brunoise e mescolato con Parmigiano grattugiato e noci tritate. Versate sopra il burro sciolto e dorato e servite subito.

 

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Io ora corro a preparare il trolley ché domani si parte.

Netaddiction ON THE ROCK ci attende!

A presto gente!

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Diario/ Eventi/ Radicchio di Treviso

Blogtour #MarcaTrevisoInRosso parte prima – Sua Maestà il Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

 

Il blogtour #MarcaTrevisoInRosso che si è svolto a fine novembre (di cui vi ho parlato qui), tra le tantissime cose interessanti in programma, ci ha portate e a scoprire un prodotto di eccellenza dell’agroalimentare italiano, il Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP.

In origine una cicoria amara, che quando si trova nel campo di coltivazione appare scura, infangata e con le foglie accartocciate dal gelo ma che, grazie a un lungo processo di lavorazione, tutto svolto rigorosamente a mano, e con il silenzioso e fondamentale apporto delle acque di risorgiva, si trasforma in un vero e proprio fiore invernale da portare in tavola, dalla foggia slanciata, pulita e regale.

Ad accoglierci e spiegarci tutto sul Fiore d’Inverno, Paolo Manzan, che insieme alla moglie Sonia conduce Nonno Andrea, azienda certificata Biodiversity Friendly, nella convinzione che la qualità dei prodotti ortofrutticoli è strettamente legata alla qualità di suolo, aria e acqua.

Paolo è anche Presidente del Consorzio Tutela Radicchio rosso di Treviso IGP e variegato di Castelfranco, “Il Radicchio Rosso Tardivo IGP è l’unica cicoria che non lascia il campo e arriva in tavola, ma che ha bisogno ancora di un lungo procedimento di lavorazione. Sui mercati si trovano tante imitazioni, purtroppo realizzate con procedimenti meno onerosi e più rapidi ma che non hanno le caratteristiche organolettiche del vero Radicchio. Per questo è importante per il consumatore cercare il vero prodotto con il marchio IGP del Consorzio”.

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Il disciplinare UE prevede che la coltivazione del Radicchio rosso di Treviso IGP sia possibile soltanto nelle campagne di 24 comuni del Veneto, 17 in provincia di Treviso, 5 in provincia di Venezia e 2 in quella di Padova. E’ proprio in questa parte della campagna veneta che il radicchio può lasciare la terra per essere immerso nell’acqua pura della risorgiva e rinascere. E’ infatti tra queste tre province che il fiume di risorgiva più importante d’Europa, il Sile, riemerge dalle falde profonde, dando vita all’omonimo Parco.

I radicchi appartengono tutti alla stessa specie botanica, il Cichorium Intybus Silvestre, una comune cicoria che spontaneamente cresce nei prati e lungo i fossi della Marca Trevigiana, diventato ortaggio ricercato e pregiato grazie al sapere e al lavoro dell’uomo.

Le ipotesi su quando e per merito di chi sono le più disparate, la più semplice è quella che  riporta alle difficili condizioni di vita dei contadini durante i gelidi inverni nella campagna veneta.

Si può immaginare che nel tentativo di proteggere le piante dalle gelate, qualche contadino molto previdente le abbia raccolte in un luogo riparato, scoprendo poi che il radicchio non marciva ma tornava a crescere, formando un nuovo germoglio croccante e gustoso.

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Il radicchio è una pianta biennale, significa che soltanto nel secondo anno completa il suo ciclo vegetativo, producendo il seme.

La semina e successiva piantumazione avvengono tra luglio e agosto, mentre la raccolta del radicchio dai campi può iniziare soltanto a novembre, non prima che le cicorie abbiano subìto due brinate. Il gelo brucia le foglie esterne, bloccando il processo vegetativo della pianta.

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La raccolta viene svolta rigorosamente a mano, le piante di cicoria vengono colte insieme alla loro radice e alla zolla di terra, legate e collocate in ambienti con poca luce all’interno di vasche dove scorre acqua corrente ad una temperatura costante non inferiore a 10-12 C°, l’acqua dovrà toccare le radici ma non le foglie.

Questo processo, detto di imbianchimento, dura circa 15 giorni. Con il tepore dell’acqua il cespo di radicchio, grazie alla sua radice ancora viva, si risveglia e viene così forzato a sviluppare nuove foglie, un nuovo bocciolo che nascerà croccante, succulento, e bianco e rosso per l’assenza di luce  (il buio impedisce la fotosintesi).

La lunga immersione in acqua corrente permette inoltre alle piante di purificarsi eliminando eventuali tracce di antiparassitari utilizzati nei campi.

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Prima di passare al confezionamento ed arrivare sulle nostre tavole, dovrà subire l’ultimo processo, sempre rigorosamente manuale ed eseguito da mani esperte, la toelettatura.

Ripulito da tutte le foglie esterne, rimarranno soltanto il cuore e una parte del fittone (la radice), commestibile anch’esso.

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Ora, dopo queste lunghe, manuali, e faticose lavorazioni, è pronto per essere confezionato.

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Anche il cugino, il Radicchio Variegato di Castelfranco I.G.P., che nasce verso fine ‘800 dall’incrocio tra il radicchio Rosso di Treviso tardivo e la Scarola, subisce un trattamento laborioso e la forzatura.

Qui sotto, al lavaggio e alla sapiente toelettatura, prima di essere anch’esso confezionato.

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Nonno Andrea è fornitore di Ortoromi, società Cooperativa agricola con uno stabilimento in Veneto ed uno in Campania, che è anche l’unica azienda italiana a proporre il Radicchio Rosso di Treviso I.G.P. di IV gamma.

E’ infatti possibile trovarlo in vendita nei principali punti vendita GDO in comode vaschette, con il brand Insalarte, lavato, tagliato e pronto per essere consumato, sia crudo che cotto.

collage ortoromiDalla produzione siamo passati direttamente alla cucina, dove ad attenderci c’era lo Chef vegano Martino Beria che collabora con Nonno Andrea, ideando le ricette che vengono poi realizzate nel laboratorio di trasformazione.

Prodotti deliziosi che si possono acquistare nel punto vendita dell’azienda.

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Protagonista lui, il Radicchio.

Chef Beria lo ha RACCONTATO.

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E’ stato poi LAVATO.

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COTTO.

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VALORIZZATO.

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FOTOGRAFATO.

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GUSTATO.

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Personalmente non credo di conoscere prodotto più versatile del Radicchio Rosso di Treviso Tardivo I.G.P., crudo o cotto, dall’antipasto fino al dolce, trova molteplici impieghi in cucina.

Se vi capita di passare da queste parti non perdetevi una visita da Nonno Andrea, immersa nella campagna trevigiana, in questa azienda agricola l’accoglienza è sempre calorosa, il negozio bellissimo (fare la spesa con i cestoni di vimini per me non ha prezzo!) e i prodotti che potrete acquistare deliziosi.

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Le cose imparate e scoperte nei tre giorni del blogtour sono state davvero tante,

arte, cultura, enogastronomia, territorio

…ma questo è un altro post, dovete portare pazienza, io torno presto a raccontarvi il resto!  🙂

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GRAZIE A

 

NONNO ANDREA – Azienda Agricola Biodiversa

ORTOROMI –  Società Cooperativa Agricola

MARCA TREVISO

CONSORZIO TUTELA RADICCHIO ROSSO DI TREVISO I.G.P. E RADICCHIO VARIEGATO CASTELFRANCO I.G.P.


…e grazie
ai miei compagni di avventura

Agnese Gambini, Chiara Caruso, Cristina Lionetti, Elisabetta Gavasso, Ileana Conti

Monica De Martini, Monica Giustina, Romina Troncone, Silvia Bettiol

Victoriya Litvinchuk, Vitaly Yarosh

Il mio racconto di #MarcaTrevisoInRosso continua!

STAY TUNED!

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Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Ravioli di patate e ricotta con radicchio rosso di Treviso tardivo IGP e pastin

La mia ricetta per Territori Coop questo mese è una pasta fresca ripiena.

Un  primo piatto perfetto per il menu delle feste, con un prodotto di stagione,

vera eccellenza tutta italiana, il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP.

Con questa ricetta ringrazio e saluto Territori Coop. Per ora. Insomma io mi auguro sia soltanto un arrivederci.

Nel frattempo seguirò il portale, come ho sempre fatto!

A volte è necessario rallentare il ritmo, ridurre gli impegni, ed in questo momento per me è necessario.

Quindi GRAZIE a tutto lo staff di Territori per la bella esperienza e…

ARRIVEDERCI!

La ricetta anche qui su Territori Coop

 

Un primo piatto tradizionale e semplice arricchito dal sapore particolare del ‘Fiore rosso d’inverno’

In generale, la pasta ripiena conta innumerevoli declinazioni e varietà, ogni Regione e addirittura provincia possiede la sua tradizione ed un proprio tipo di pasta ripiena.
Basti pensare al tortellino conteso da Bologna e Mantova, agli anolini nel Parmense, gli agnolotti Piemontesi, i pansoti Liguri, i cialzons in Carnia, i tortelli in Emilia e Lombardia, i ravaioli nelle Marche, ai culurgiones della Sardegna. Diversi nella forma, nella tecnica di preparazione e nel ripieno, questi sono solo alcuni tipi di pasta ripiena della tradizione gastronomica regionale italiana.

Difficile stabilire le origini della pasta ripiena. Le prime tracce sembra risalgano al 1100, ma è soltanto intorno al 1300 che compare a Bologna una preparazione simile a quella che conosciamo oggi, ovvero un involucro di pasta, tirata sottile, ad avvolgere un ripieno.
Il nome ‘raviolo’ potrebbe derivare dal latino ‘rabiola’ (piccola rapa) e non è chiaro se si trattasse effettivamente di pasta ripiena o di una sorta di gnocchetti nel cui impasto venivano utilizzati ricotta e foglie di rapa.

In ogni caso, quando parliamo di ravioli, sembra essere opinione consolidata, che il ripieno debba essere di magro, formaggi e verdure.
Come quelli che vi propongo, per il cui ripieno ho utilizzato ricotta e patate, un raviolo delicato che ben si sposa con un condimento saporito e particolare preparato utilizzando il radicchio di Treviso tardivo ed il Pastin.

Qui a Treviso viene chiamato ‘fiore rosso d’inverno’.
E’ il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP, una raffinatezza gastronomica, l’unica cicoria che non arriva in tavola direttamente dalla terra, ma che deve subire un trattamento laborioso, abilmente ‘forzato’ e al tempo stesso naturale.
Leggermente amarognolo, squisito e croccante, si raccoglie a novembre, generalmente dopo due gelate.
Il freddo ne blocca la crescita e grazie al successivo ‘imbianchimento’, ovvero l’immersione delle radici in acqua corrente ad una temperatura costante tra i 10 e i 12 gradi ed al buio, la pianta si risveglia e si rigenera, sviluppando un nuovo ‘cuore’ di foglie che, in assenza di luce, crescono prive di clorofilla, con il tipico colore rossastro.

Il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP non è una semplice insalata da contorno, trova innumerevoli utilizzi in cucina, addirittura nei dolci.

Nel condimento di questi ravioli, al radicchio ho abbinato il Pastin, una specie di grossa salsiccia preparata con carne di maiale, speziata e salata, preparazione antica e tipica del Bellunese, nel caso vi sia impossibile reperirlo, potete sostituirlo con una salsiccia di buona qualità.

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RAVIOLI DI PATATE E RICOTTA CON RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO IGP e PASTIN

 

Ingredienti

Dose per 4 persone

Per la pasta

300 g farina per pasta tipo 00

3 uova biologiche medie

Per il ripieno

300 g di patate (di montagna) cotte al vapore

150 g ricotta morbida

50 g Grana Padano grattugiato

Noce moscata qb

Sale qb

Per il condimento

1 cespo grande di radicchio di Treviso tardivo IGP

1 scalogno

150 g di pastin (o salsiccia di buona qualità)

Sale qb

Pepe bianco qb

Olio evo qb

Grana Padano qb

Preparazione

Per i ravioli:

Setacciate la farina e formate una fontana, rompete le uova, uno alla volta, in una ciotola e versatele al centro della fontana. Iniziate ad amalgamare le uova sbattendole con una forchetta e incorporando la farina poco per volta.

Una volta assorbite, iniziate a lavorare l’impasto con le mani, fino a quando otterrete una pasta omogenea e liscia. Copritela con della pellicola trasparente e fatela riposare per 30 minuti.

Trascorso il tempo di riposo, tagliatela ricavandone dei panetti. Passateli nell’apposita macchina sfogliatrice, senza ripassarla più volte né ripiegarla su se stessa, infarinandola ad ogni passaggio e diminuendo lo spazio tra i rulli fino allo spessore desiderato ( io la penultima posizione).

Se non disponete della macchina sfogliatrice, potete anche stenderla con il matterello, ponete il panetto sul piano accuratamente infarinato e tiratela, ruotando la sfoglia, fino ad avere un disco dallo spessore uniforme e sottile.

Preparate il ripieno, schiacciando le patate con l’apposito schiacciapatate direttamente dentro ad una terrina, unite la ricotta, la noce moscata, il sale ed il Grana Padano grattugiato. Mescolate bene amalgamando il composto.

Ricavate delle strisce di sfoglia, disponetele sul piano di lavoro infarinato e, aiutandovi con un cucchiaino, distribuite dei mucchietti di ripieno, in fila e distanziati tra loro.

Inumidite la sfoglia spennellandola delicatamente con poca acqua, appoggiate sopra un’altra striscia, premete tutto intorno ai mucchietti per fare uscire tutta l’aria, quindi sigillate facendo una leggera pressione.

Tagliate i ravioli utilizzando uno stampino oppure una rotella dentellata. Trasferiteli man mano in una teglia infarinata.

Per il condimento.

Lavate accuratamente il radicchio di Treviso tardivo e tagliatelo in piccoli pezzi. Sbucciate e tritate lo scalogno e fatelo rosolare con poco olio evo in una padella capiente. Unite il pastin (o la salsiccia) sbriciolato e lasciate cuocere per alcuni minuti, quindi aggiungete il radicchio, regolate di sale e portate a cottura.

Lessate i ravioli, in abbondante acqua salata, per circa 10 minuti.

Scolateli e trasferiteli nella padella con il condimento, unite Grana Padano grattugiato, il pepe e saltate velocemente affinché si insaporiscano bene (se necessario unite poca acqua di cottura), quindi servite.

NOTE:

Setacciate sempre la farina quando preparate la pasta fresca, otterrete un impasto più morbido
Non mettete sale nell’impasto, i granelli potrebbero ‘stracciare’ la pasta mentre la tirate, sarà sufficiente salare l’acqua di cottura.
Infarinate leggermente la rotella dentellata o lo stampino che utilizzerete per ritagliare i ravioli, eviterete che si attacchino alla sfoglia.

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Trovate la mia ricetta su Territori Coop, cliccando qui

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A presto!

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Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Radicchio di Treviso

La Fluffosa (Chiffon Cake) al radicchio rosso di Treviso tardivo IGP e amaretti

 

 

Vi ho già spiegato perchè la Chiffon Cake per noi è ‘La Fluffosa‘.

Torta morbidissima, alta alta, che dà tanta soddisfazione vedere gonfiare nel forno…

Ormai è la nostra torta, ci divertiamo un sacco a prepararla e provarla in mille modi diversi.

La scorsa settimana l’ho fatta con la zucca ed il cioccolato. Non sono riuscita a difenderla per fotografarla… Giuro che la rifaccio per poterla mettere qui sul blog.

Ispirata dal blogtour che mi vedrà coinvolta con altre #ifoodies questo fine settimana, alla scoperta delle bellezze della Marca Trevigiana, cosa mai avrei potuto mettere dentro a questo dolce?

Il Radicchio rosso di Treviso IGP, lo avevo già messo dentro ai biscotti e il risultato mi era piaciuto tantissimo, vi posso assicurare che anche qui dentro ci sta davvero bene!

Chi mi segue sa che io sono veneziana, ma risiedo a Treviso da diversi anni ormai.

Beh, sono davvero felice di partire insieme ad altre amiche blogger alla scoperta del bellissimo territorio che mi ha accolta.

Visiteremo mostre, Ville Venete, città Medievali, e protagonisti di questo percorso saranno il Radicchio rosso di Treviso IGP e il variegato di Castelfranco IGP.

Un bellissimo programma quello di #MarcaTrevisoInRosso un tour tra gusto, arte e cultura, promosso dal Marca Treviso e Insalarte di Ortoromi con il Consorzio tutela Radicchio Rosso di Treviso IGP e Radicchio variegato di Castelfranco IGP.

Se vi va di seguirci, alla fine del post tutti gli hastag da cercare sui social!

Io ora vi lascio alla ricetta, fidatevi e provate…ché il radicchio mica si mangia soltanto in insalata! 🙂

 

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CHIFFON CAKE (FLUFFOSA) AL RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO IGP E AMARETTI

 

Ingredienti

Dose per uno stampo da 25 cm) .

180 g farina autolievitante

60 g farina tipo 1 macinata a pietra

6 uova biologiche

260 g zucchero semolato

130 g olio di semi di girasole biologico

130 g acqua tiepida

150 g radicchio di Treviso tardivo IGP

100 g amaretti

1 busta di cremor tartaro

1 bacca di vaniglia

1 presa di sale

2 cucchiai zucchero di canna (per caramellare)

Zucchero a velo per finire

Preparazione

Lavate il radicchio e tagliatelo a pezzettini piccoli, mettetelo insieme a due cucchiai di zucchero di canna in un pentolino antiaderente, e lasciatelo appassire e leggermente caramellare. Versatelo nel cutter insieme agli amaretti e tritate tutto insieme.

Setacciate le due farine insieme allo zucchero, i semini della bacca di vaniglia ed il sale. Mescolate acqua tiepida e olio e uniteli alle farine, mescolate con un cucchiaio.

Separate i tuorli dagli albumi e unite i tuorli al composto di farina, mescolate quindi unite anche il composto di amaretti e radicchio.

Montate a neve ferma gli albumi insieme al cremor tartaro quindi uniteli all’impasto poco per volta, e mescolando delicatamente dall’alto verso il basso .

Versate nello stampo da chiffon cake (dotato di piedini) imburrato ed infarinato, quindi cuocete in forno (preriscaldato) a 150° per 1 ora e 15 minuti (non aprite mai il forno durante la cottura).

Fate comunque la prova stecchino al centro per verificare la cottura.

Capovolgete su un piatto e lasciate che si raffreddi e si stacchi da sola dallo stampo.

Cospargete di zucchero a velo e servite.

 

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Io corro a preparare il trolley,

se vi va di venire con noi, vi basterà seguire sui vari social

gli hastag #MarcaTrevisoInRosso #iFoodit  e #Insalarte

 

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Biscotti e Frolle/ Colazione e merenda/ Dolce/ Radicchio di Treviso

Biscotti al radicchio rosso di Treviso Tardivo IGP caramellato

 

Non so se succede anche a voi.

Se assaggio una cosa che mi piace, non c’è niente da fare, io devo provare a farla a casa.

Questi biscotti non sono una mia invenzione.

Li ho mangiati in una pasticceria in centro a Treviso.

Non potevo chiedere la ricetta al titolare, ovviamente…non era il caso.

Non rimaneva quindi che mettersi all’opera, e provare a rifarli.

Devo dire che al primo tentativo sono arrivata ad un ottimo risultato, erano praticamente identici a quelli assaggiati.

Fortuna. Logica. O tutte e due insieme.

Ho pensato che avrei dovuto partire da una ricetta base, quindi la mia partenza è stata la ricetta dei frollini al caramello dalle dispense del corso di Pasticceria.

Seguita quasi alla lettera, ho aggiunto  solo il radicchio nella fase iniziale e dei cristalli di zucchero insieme allo zucchero di canna che, a mio avviso, aumentano l’effetto scronch di questi biscotti.

Qui a Treviso il radicchio viene utilizzato anche nei dolci quindi, non siate prevenuti, perché sono buonissimi!

Buona settimana gente!

 

BISCOTTI AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO IGP CARAMELLATO

Ingredienti (per ca 30 biscotti)

100 g di zucchero semolato

50 g radicchio di Treviso tardivo IGP

25 g di panna

200 g burro biologico

250 g farina integrale macinata a pietra

15 g zucchero di canna integrale

10 g cristalli di zucchero*

1/2 cucchiaino di polvere di vaniglia biologica (o i semini di 1/2 bacca)

*oppure 25 g in tutto solo di zucchero di canna

per finire

1 uovo biologico

zucchero di canna

 

 

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Lavate e asciugate il radicchio tamponandolo leggermente. Tagliatelo a brunoise (piccolo piccolo).

Caramellate a secco lo zucchero: scaldate una padella antiaderente con il fondo spesso, versate poco zucchero per volta e mescolatelo con un cucchiaio di legno pochissimo e solo se necessario.

Unite il radicchio e lasciate caramellare per alcuni minuti.

Trasferite in una casseruola, unite la panna (portata quasi a bollore) e mescolate velocemente con un cucchiaio, unite anche il burro e fate sciogliere bene, lasciate raffreddare.

 

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Unite lo zucchero di canna, poi anche la farina e la vaniglia, impastate solo il tempo necessario per far amalgamare gli ingredienti. Coprite con della pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno 3-4 ore (io ho utilizzato l’abbattitore riducendo i tempi).

Trascorso il tempo del riposo, prendete l’impasto e fate dei rotolini (io ne ho fatti 2) del diametro di 3-4 cm, cercate di dargli una forma più regolare possibile, otterrete dei biscotti quasi tutti uguali.

Fate riposare ancora in frigorifero (almeno un’ora).

Accendete il forno a 180°.

Sbattete l’uovo e spennellate i rotolini, quindi versate lo zucchero di canna su un piatto e rotolate sopra affinché aderisca bene.

Tagliate delle fettine dello spessore di ca. 1 cm, disponeteli sulle teglie foderate di carta forno e teneteli in frigorifero fino a quando il forno non sarà ben caldo.

Cuocete per circa 15 minuti, comunque fino a quando saranno dorati in superficie.

Lasciare raffreddare prima di spostarli dalla teglia, appena estratti dal forno sono ancora morbidi, raffreddando diventeranno croccanti.

Se non li finite prima, potete conservarli in una scatola di latta.

 

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La campagna trevigiana e il suo fiore più bello.

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Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

‘SE NON TROVI OSTACOLI…’… e RISOTTO al RADICCHIO VARIEGATO DI CASTELFRANCO IGP E MANDORLE TOSTATE









“SE NON TROVI OSTACOLI, 
VUOL DIRE CHE HAI SBAGLIATO STRADA”
 
 
Oggi un aforisma.
 
Lo sapete ormai vero che io spesso mi appoggio alle pillole di saggezza….
 
Onestamente non so chi l’abbia scritto, lo confesso.
 
Trovato in rete, Pinterest.
 
Aiuta a non mollare, a crederci.
 
Perché qualunque situazione ci si trova ad affrontare.
 
Qualunque problema, scelta, o svolta.
 
Ecco, io credo (o forse voglio credere…), che se risulta complicato, difficile, tortuoso….un bel casino insomma.
 
Ecco, allora forse è la strada giusta.
 
Perché nessuno ci regala niente…ed i colpi di chiulo, certo esistono, ma sono davvero rari.
 
Il resto uno se lo deve guadagnare, non credete?
 
Ok…accantonato il momento ‘riflessione’, possiamo passare alla ricetta, vi va?  ^_^
 
Un piatto di una semplicità unica.
 
Perché il solo ed unico protagonista è un prodotto di stagione meraviglioso.
 
Questo radicchio oltre ad essere bellissimo (non sembra un fiore???) ha proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative.
 
Facilita la digestione, la funzione epatica e stimola la secrezione biliare.
 
Quando lo acquistate fatte attenzione che le foglie non siano appassite o troppo bagnate, il contenuto vitaminico è strettamente collegato alla sua freschezza. 
 
E’ ottimo sia cotto che crudo, è importante però che la cottura sia veloce, al fine di salvaguardare le vitamine ed i sali che contiene.
 
Si, il piatto è un pochino monocromatico ma, dal punto di vista del sapore, non ha bisogno assolutamente di nessuna ulteriore aggiunta, quindi io l’ho lasciato così, nella sua meravigliosa semplicità.
 

 

Buon fine settimana!



 



 

RISOTTO al RADICCHIO VARIEGATO DI CASTELFRANCO IGP E MANDORLE TOSTATE
 
Ingredienti (per 4 persone):
 
340 g riso Carnaroli
1 cespo di Radicchio Variegato di Castelfranco IGP
1 scalogno
1 lt brodo vegetale ca (1 carota, 1 costa sedano, 1 cipolla)
1 noce di burro biologico
Olio EVO qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
mandorle sfilettate qb
Parmigiano Reggiano qb


 




Lavate il radicchio di Castelfranco e riducetelo in piccoli pezzetti.
 
Fatelo appassire in una padella con poco olio EVO, spegnete e tenete da parte.
 
Tritate lo scalogno e soffriggetelo in una pentola con poco olio EVO, unite il riso e fatelo tostare per alcuni minuti.
 
Iniziate ad unire il brodo, poco per volta, mescolando di tanto in tanto.
 
A metà cottura aggiungete poco radicchio stufato (il rimanente lo aggiungo alla fine così da non fargli perdere le sue proprietà, sali e vitamine), salate e lasciate cucinare, aggiungendo il brodo fino a cottura ultimata.*
 
A fine cottura unite il rimanente radicchio, il burro, il Parmigiano grattugiato, e mantecate bene.
 
Servite subito finendo con le mandorle precedentemente tostate (in un padellino antiaderente) ed una grattugiata di pepe.
*Fate attenzione a non fare asciugare troppo il riso, deve rimanere morbido e all’onda
 
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Diario/ Radicchio di Treviso/ Salato

CHE DIRE SE NON GRAZIE e……RISO VENERE AL RADICCHIO TARDIVO, CALAMARI E GAMBERI ‘IMPACCHETTATI’

 




Non posso che iniziare questo post con dei ringraziamenti.
 
In questi ultimi mesi ho lavorato a questo piccolo ed entusiasmante progetto insieme a delle amiche.
 
Ci sentivamo quotidianamente, a tutte le ore del giorno….ed anche a notte inoltrata…
 
Per decidere su questo o quello, passarci il testimone su una cosa da finire, o da decidere..
 
La cosa bella è che eravamo sempre d’accordo, nonostante non fossimo poche…
 
E allora sapete che vi dico?
 
Che è bello lavorare con donne così!
 
E che non è vero che le donne non fanno squadra, a volte la fanno e si divertono pure!
 
Quindi GRAZIE!
 
Grazie alle mie compagne di avventura, e a tutte le bloggalline che hanno deciso di seguirci in questo progetto.
 
Sulla ricetta non vi dico molto, solo che io adoro sia i calamari che i gamberi e che insieme al riso venere secondo me ci stanno benissimo!
 
Scappo, e di corsa!….sperando che il maltempo ci dia un po’ di tregua, vi auguro un sereno fine settimana!
😉




RISO VENERE AL RADICCHIO TARDIVO, CALAMARI E GAMBERI ‘IMPACCHETTATI’
 
Ingredienti:
 
200 gr riso nero venere
350 gr calamari freschi
150 gr code di gambero (3 a porzione)
1 cespo di radicchio di Treviso tardivo IGP
alcune fette di pancetta stufata (tipo bacon)
 2 spicchi aglio
Olio EVO qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Curcuma qb
 
 
 
 
 
 
 
Fate bollire il riso in acqua salata secondo i tempi di cottura indicati nella confezione.
Scolatelo e tenetelo da parte.
 
Pulite i calamari, eliminando la pelle, il becco, le interiora e gli occhi, lavateli con cura sotto l’acqua corrente e tagliateli ad anelli.
 
Fate rosolare uno spicchio d’aglio schiacciato in poco olio EVO, unite i calamari e fateli cucinare per una decina di minuti (facoltativo, sfumateli con poco vino bianco e fate evaporare).
 
In un’altra padella fate soffriggere uno spicchio d’aglio tritato (io elimino l’anima dell’aglio) in poco olio EVO, unite il radicchio tardivo tagliato a pezzettini piccoli e fatelo stufare, salate e pepate. Tenete da parte.
 
Sgusciate le code di gambero, lavatele ed avvolgetele nelle fettine di pancetta stufata (io le ho divise a metà perché erano troppo alte), disponetele su di una teglia coperta di carta forno e cucinatele in forno a 180° per una decina di minuti.
Usate la funzione grill per gli ultimi minuti di cottura, dovranno essere belli dorati e croccanti.
 
In una padella capiente o in un wok, saltate velocemente il riso insieme al radicchio stufato ed i calamari (tenendone da parte alcuni per la decorazione del piatto, io tengo i tentatoli e qualche anello), solo a fine cottura pepate e unite della curcuma (quantità a vostro piacere).
 
Se vi va di presentare il piatto in modo diverso, utilizzate un coppa-pasta per dare una forma elegante al riso. 
Infine decorate con i calamari e con i gamberi ‘impacchettati’.
 
 
 
Radicchio di Treviso/ Salato

ECCOCI ARRIVATI A FINE ANNO…RADICCHIO TARDIVO AL FORNO CON PANCETTA, LENTICCHIE e CIALDE DI PARMIGIANO E SESAMO


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Ed eccoci arrivati a fine anno….
Non so a voi, ma a me quest’anno è volato.
Sono accadute tante cose.
Cavolo se ne sono successe di cose….
Per me è stato un anno di crescita, di nuove amicizie e di cambiamenti.
Non mi piacciono in genere i bilanci, ma posso solo dire che è stato un anno positivo. 
Che dirvi? 
Solo che io ho capito che non bisogna temere i cambiamenti

“Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano.
Si distacchino.

Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno 
sta giocando con carte truccate:
a volte, si vince; a volte, si perde.
Non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, 
che capiscano il tuo amore.
Bisogna chiudere i cieli. Non per orgoglio, per incapacità o superbia.
Semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.

Chiudi la porta, cambia musica, rimuovi la polvere.

Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.”
 da  “Lo Zahir”   Paulo Coelho
La ricetta è una semplice e veloce idea per un antipasto del cenone.

BUON ANNO!!!

Ci rileggiamo nel 2014!!!

RADICCHIO TARDIVO AL FORNO CON PANCETTA, LENTICCHIE e CIALDE DI PARMIGIANO E SESAMO
Non vi lascio dosi, credo non servano.

Ingredienti:
Radicchio al forno
Radicchio di Treviso tardivo
aglio
Olio EVO qb
Qb
Sale qb
Pepe qb
Pancetta arrotolata (fette non troppo sottili)

Lenticchie
Lenticchie biologiche
Sedano
Carota
Cipolla
Olio EVO
concentrato pomodoro qb
prezzemolo
Sale qb
Pepe qb
Acqua qb

Cialda di Parmigiano e sesamo
Parmigiano Reggiano
Semi di sesamo

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

Lavate il radicchio sono l’acqua corrente, non eliminate il gambo e tagliatelo in 4 spicchi, disponeteli in una pirofila con uno spicchio d’aglio schiacciato, cospargete di olio, salate e infornate per circa 20 minuti in forno (180°).
Preparate le cialde di Parmigiano. In una padella antiaderente bella calda, mettete alcune cucchiaiate di Parmigiano Reggiano mescolato con dei semi di sesamo, lasciatelo sciogliere e scurire un po’, poi girate delicatamente, togliete dalla padella e fate raffreddare.
Avvolgete il radicchio con una fetta di pancetta e servite con delle lenticchie (ricetta qui) e con le cialde di Parmigiano. 

CIAO 2013! ^_^
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


Raduno LE BLOGGALLINE – ROMA Aprile 2013…

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

Raduno LE BLOGGALLINE – MILANO Aprile 2013…

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Giovanna Hoang LIKE EAT

Io ti aspetto 2014!
…cerca di essere all’altezza del tuo predecessore eh?

😉


Radicchio di Treviso/ Salato

UN ANNO IN PIU’……e SFORMATINI DI RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO IGP ALLE NOCCIOLE e FONDUTA DI CASATELLA



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Oggi è il mio compleanno, ormai sono 39….da diversi anni! ^_^

Ma niente torte.

Non perché non voglia festeggiare…macché, mica per questo…

Ma essendoci ben tre compleanni concentrati in una decina di giorni, ormai il mio passa in secondo piano…

Una torta poi l’ho già postata la scorsa settimana, quella preparata per i miei due regali più belli.

Le mie due ragazze!

I figli ci fanno impazzire a volte, ma sono davvero la cosa più grande ed importante…

Almeno per me…..e mi danno tante soddisfazioni.

Mi ritengo fortunata, davvero, sono loro il mio regalo più bello.

Quindi, oggi, cosa posti direte voi?


E’ iniziato il freddo, componente essenziale, ed eccolo.

Io sono rimasta a dir poco estasiata dal post della mia carissima amica Gabila.

Le sue parole, le foto…se non lo avete ancora fatto, vi invito ad andare da lei. Andate da Gabila a leggere il suo personale tributo al Fiore d’Inverno.

Io personalmente lo adoro.

Cotto, crudo. Ed amo sperimentarne l’utilizzo in cucina in tutti i modi possibili.

L’ho messo anche in una crostata, e ci stava pure bene.

A tale proposito vi parlo brevemente di una mostra che ho visto sabato.


Iniziativa di Steve Bisson-Urbanautica Fondazione Benetton Studi e ricerche, la mostra si può ammirare negli spazi Bomben a Treviso.

L’esposizione racconta il lavoro svolto, a fine 2012, da dieci professionisti, di cui sette fotografi italiani, un inglese, un canadese, un belga ed un ricercatore spagnolo, riuniti per un progetto originale, trascorrere una settimana nella campagna di Zero Branco ed indagarne il paesaggio agrario limitrofo.

A fotografare distese di radicchio rosso, mucche nelle stalle, contadini al lavoro, curiosi di passaggio.

Soli per i campi di giorno con la macchina fotografica in mano perché “lo scatto è un atto solitario: vedi, capisci, scegli”.

Gli scatti trasmettono l’attenzione alle persone, ai volti, alla fatica, alle storie di vita.

La scoperta che la produzione del radicchio è davvero difficile, faticosa, complessa. 

Tante sono le persone coinvolte, molte di queste vengono da lontano, lavoratori marocchini o del Bangladesh, che lavorano fianco a fianco con i trevigiani specialisti nella lavorazione del “fiore d’inverno”.
Oggi quindi una ricetta con questa meraviglia, creata dalla natura e dal duro e sapiente lavoro umano, uno sformatino

Idea presa e liberamente modificata dal libro “Un fiore d’inverno nel piatto” ed. Terra Ferma.

Non mi rimane che augurarvi buon inizio settimana!!!

Io con un anno in più…ma sempre 39 me ne sento! 

ECCHECEDEVOFFA’? 😉

SFORMATINI DI RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO, ALLE NOCCIOLE e FONDUTA DI CASATELLA

Ingredienti ( per 4 persone):

200 gr radicchio di Treviso tardivo
300 gr ricotta biologica
2 tuorli (uova biologiche)
Parmigiano Reggiano qb
Nocciole tostate qb
1 spicchio aglio
½ cipolla
50 gr Casatella 
70 gr panna fresca
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Olio EVO qb



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


Tritate le nocciole.

Ungete le cocotte con del burro fuso e fate aderire bene la granella di nocciole.
Lavate il radicchio e tagliatelo a piccoli pezzettini.
Tritate la cipolla e lo spicchio d’aglio, fateli rosolare in una padella con poco olio EVO, unite il radicchio e fate cucinare a fuoco vivo per alcuni minuti.



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Salate, pepate e fate raffreddare.

In una terrina lavorate bene la ricotta, unite il Parmigiano Reggiano (io un cucchiaio a porzione), i tuorli d’uovo, il sale ed il pepe, amalgamate bene ed aggiungete anche il radicchio stufato.

Versate il composto nelle cocotte, livellate bene, finite con un sottile strato di granella di nocciole ed infornate a 180° per circa 20-25 minuti.

Togliete dal forno e fate raffreddare leggermente (va servito tiepido).

Preparate la salsina, facendo sciogliere in un pentolino la Casatella con la panna.

Servite gli sformatini con alcune cucchiaiate di salsina alla Casatella, finite con poco pepe, delle nocciole tostate spezzettate e del radicchio di Treviso tardivo fresco.




Radicchio Rosso di Treviso Tardivo IGP 
al mercatino di Natale di Cison di Valmarino

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




“ZERO FOTOGRAFIA” – Spazi Bomben – Treviso

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


Radicchio di Treviso/ Salato

RISUCCHIATA DAL PC?!…..SFOGLIA DI CARASAU CON RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO E FORMAGGIO CASATELLA DOP

 

 





Vi chiederete com’è andata la notte delle pischelle
 
…beh, a mezzanotte ancora non dormivano ed ho dovuto andare a dargli ‘na ‘tiratina di orecchie’…poi le ho trovate alle 5,30 che facevano colazione…’Ma che vi siete impazzite?…cosa fate in piedi a quest’ora ragazze?’…insomma non è che ho riposato tantissimo, per l’emozione le ragazze non riuscivano nemmeno a prendere sonno…quanta energia a quest’età…si, ma sono io oggi che sono crepata
 
Bene, ho imparato una cosa…la prossima volta una bella ½ tanica di camomilla prima di mandarle a dormire…ah!ah!ah!….
 
Non so da voi, ma qui c’è un tempaccio…
Voglia di uscire davvero poca, mi sa che oggi sono costretta a dedicarmi a pulizie, panni da stirare e chi più ne ha più ne metta, non ho davvero scuse oggi…
 
Ho anche un ‘aiuto’ in cucina arrivato questa settimana di cui vi parlerò presto, che in settimana non ho potuto provare molto e che devo sperimentare!!! (….strofinatina di mani)
 
Lo so che state pensando ‘Ma quanto cavolo di pane carasau aveva comperato questa?…non l’ha ancora finito?’…è che sono davvero grandi le confezioni in vendita, se chiuso bene in un sacchetto rimane bello croccante e, complice il fatto che sono davvero di corsa in questo periodo, mi escono questi piatti velocissimi.
 
Il risultato è stato ottimo, è molto buono e anche in caso di ospiti, farete senz’altro bella figura, perché secondo me si presenta davvero bene.
Non indico delle quantità precise, perché onestamente si va davvero ‘a occhio’ con questo piatto.
 
Adesso vi lascio, ché mi metto a fare qualcosa…
….ma lo sapete cos’ha detto Carola al papà qualche sera fa vedendomi al PC? ‘Papà, la mamma è stata risucchiata dal computer’ e si sono messi a sghignazzare…ma a voi contano le ore che passate davanti al PC?…UFF!
 
Vi abbraccio e vi auguro un buon week end! 


SFOGLIA DI CARASAU CON RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO E FORMAGGIO CASATELLA DOP
 
Ingredienti:

Pane carasau qb
Radicchio di Treviso tardivo IGP
Formaggio Casatella DOP (o stracchino)
Parmigiano Reggiano
Olio evo qb
1 spicchio aglio
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb




 
 
 



Lavate e tagliate a listarelle il radicchio, fatelo appassire in padella con poco olio evo, l’aglio tritato, precedentemente privato dell’anima (oppure schiacciato intero), salate, pepate e tenete da parte.
 
Preparare delle ‘sfoglie’ di pane carasau, rompendolo delicatamente con le mani nella forma desiderata.

Componete le ‘sfoglie’ in una teglia foderata di carta forno, disponendo due fogli di carasau sovrapposti, poi del radicchio stufato e poca Casatella, altro pane carasau ed altro radicchio e Casatella.
 
Terminate con un foglio di pane e cospargete con del Parmigiano.
 
Infornate con funzione grill per pochi minuti. Finché la Casatella sarà leggermente sciolta ed il pane dorato.

 

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Radicchio di Treviso/ Salato

RADICCHIO, E ANCORA RADICCHIO……LASAGNE AL RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO, CODE DI GAMBERO E CURRY

 




Per fortuna è arrivato il fine settimana, non so voi ma io ne avevo davvero un gran bisogno….è tutta di corsa questa vita, per carità così non ci si annoia, ma i nostri ritmi biologici vanno in pappa gente, non credete???
 
Se poi polpettina decide anche di svegliarsi, per ben due notti di seguito, alle 4 di mattina giusto perché sogna di litigare con la sorella, e poi non si riesce più a dormire decentemente…la giornata uno la inizia già leggermente crepato
 
Insomma, mi scuserete se scrivo un post sintetico, ma è venerdì sera e sono stanchissima…l’età avanza (…sigh!!) e mi rendo conto che non ho più la resistenza di un tempo, in cui facevo le seratone ed il giorno dopo ero fresca come una rosa…adesso basta perdere un’ora di sonno causa prole per essere in catalessi…non c’ho più il fisico…
Vabbè, passiamo alla ricetta che sennò mi deprimo.
 
Si, lo so che ho già postato una ricetta con le lasagne al radicchio, ma primo: era ottobre ed il radicchio era il tipo precoce, secondo: questa versione con i gamberi e la besciamella al curry è speciale, troppo buona e non potevo non postarla.
 
Poi, siccome qualcuno mi ha detto un giorno che non sapeva come preparare il radicchio se non crudo, vi lascio anche la ricetta del radicchio al forno, che è facilissima e ottima per accompagnare carne e pesce.
 
Adesso vi lascio ai piatti e vado a recuperare le energie…

Vi auguro buon fine settimana!!


LASAGNE AL RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO, CODE DI GAMBERO E CURRY
 
Ingredienti:
 
Pasta integrale (200 g farina integrale + 2 uova, sale – vedi ricetta qui)
400 g Radicchio di Treviso tardivo
500 g code di gambero
2 spicchi d’aglio
Olio evo qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe qb
 
Besciamella al curry
40 g burro biologico
40 g farina di riso biologica
2 dl latte
2 dl acqua
Sale rosa dell’Himalaya qb
Curry qb
Parmigiano Reggiano qb
 
 
Preparate la pasta e la besciamella seguendo le indicazioni qui.
 
Lavate e tagliate a listarelle il radicchio di Treviso, tritate anche uno spicchio d’aglio privato dell’anima e fate stufare in una padella con poco olio evo, regolate di sale e pepe.
 
Togliete il guscio ai gamberi ed incideteli sul dorso per toglier loro il budello, poi cucinateli in una padella per pochi minuti facendoli insaporire con uno spicchio d’aglio schiacciato.
 
Componete le lasagne con un po’ di besciamella sul fondo della pirofila, poi uno strato di pasta, del radicchio, un po’ di gamberi, poca besciamella e così via fino a terminare con uno strato di pasta che coprirete bene con la besciamella rimasta e infine con il Parmigiano Reggiano.
 
Cucinate in forno a 180° per circa 33-40 minuti. Deve fare una bella crosticina!!



RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO AL FORNO
 

 

Lavate il radicchio, sbucciate leggermente il gambo senza tagliarlo di netto, tagliate ogni cespo in 4 spicchi, adagiateli in una pirofila, cospargeteli di sale, pepe ed un filo d’olio, infornate a 170° per circa 20 minuti.
 
CONSIGLIA Crostata salata di carote