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Eventi

blogtour/ Eventi/ Primi piatti/ Salato

Piccoli cannelloni con Asparagi Bianchi di Cimadolmo IGP e fiori di zucchina

Stagione meravigliosa la Primavera.

Qui in Veneto è tempo di erbe spontanee e altri preziosi germogli che arrivano a colorare ed arricchire i nostri piatti.

Per l’11° anno torna una importante Rassegna enogastronomica che, tra le altre delizie di stagione, celebra gli Asparagi ad Indicazione Geografica Protetta, per la precisione l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP e l’Asparago di Badoere IGP.

È infatti in queste terre, tra il fiume Sile ed il Piave, in terreni alluvionali fertili e ricchi di minerali, che da secoli si coltivano gli asparagi.

Imperdibili tre appuntamenti della Rassegna, la 50ª Mostra dell’Asparago di Badoere IGP, la 42ª Festa dell’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP (entrambe fino al 7 Maggio 2017) e la 15ª Mostra dell’Asparago IGP e delle Erbe Spontanee a Preganziol (TV) il 6 e 7 Maggio.

Numerosi saranno gli asparagicoltori presenti e tantissimi gli appuntamenti in programma, laboratori, artisti di strada, stand gastronomici, tutto all’insegna della tradizione e del folklore locali e della buona cucina.

Nei prossimi giorni andrò alla scoperta delle terre dove si coltiva l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP insieme ad un gruppo di blogger e instragrammer.

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Diario/ Eventi/ Travel

Blogtour #MarcaTrevisoInRosso Parte seconda – Treviso è sempre una buona idea.

 

Quante cose ci sono da scoprire. Senza andare distante, proprio vicino a noi, nella città dove abitiamo.

Voi penserete, ma partecipare a un blogtour nella città dove risiedi ha senso? Certo che si!

#MarcaTrevisoInRosso ci ha portate per tre giorni a spasso nella Marca Trevigiana, ho avuto l’opportunità di visitare luoghi nuovi per me e appreso tante cose che ancora non conoscevo. Ma partiamo dall’inizio, vi racconto tutto. Venite con me?

Treviso è una città piena di grazia, di acque e di verde.

E’ attraversata dal Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, e dal Cagnan, citati da Dante nella Divina Commedia “dove Sile e Cagnan s’accompagna“. L’acqua a Treviso fu elemento vitale, strettamente collegata allo sviluppo delle innumerevoli attività che prosperarono nella città, quali ad esempio la pesca, la stampa, la concia dei pellami, i mulini. L’isola della Pescheria (qui sotto), creata dal fiume Cagnan proprio per ospitare il mercato del pesce, racconta lo stretto legame della città alle sue acque.

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Il Medioevo le portò lustro e prosperità, oltre ad una innata propensione all’arte che si sviluppò in particolar modo con la pittura, vennero affrescate case, edifici pubblici e chiese, tanto da far diventare Treviso una delle urbs picta (città dipinta) più belle d’Italia.

Lo sviluppo del suo impianto urbano è stato fortemente condizionato dalla natura del terreno e dai tanti canali che confluiscono nei due fiumi. Le colorate vie medievali seguono l’andamento delle rogge e dei canali, portici e palazzi creano degli scorci caratteristici e pieni di fascino.

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A Treviso è bello passeggiare senza una meta precisa, percorrere i vicoli, alzare lo sguardo per ammirare uno dei tanti affreschi che ancora decorano i palazzi medievali, fermarsi in una delle numerose e storiche osterie per assaggiare qualche cicchetto tipico accompagnato da uno spritz, il tipico aperitivo locale, o uno dei buoni vini del territorio, ad esempio con le bollicine di Valdobbiadene, il Prosecco.Treviso_collage_2

Una delle tappe che non possono mancare nella visita a Treviso è il Museo Civico Luigi Bailo, a 12 anni dalla sua chiusura e 3 anni di restauri, è stato da poco riaperto, completamente ristrutturato e rinnovato sia nell’architettura che negli allestimenti.
Si articola negli spazi dell’antico convento dei Padri Gesuati, tracce di questa antica architettura sopravvivono nei due chiostri interni, dove un tempo sorgeva la chiesa ora ha sede la Biblioteca Comunale.

Un vero gioiello architettonico che presenta al pubblico oltre 300 opere esposte che spaziano tra ‘800 ed il ‘900, tra queste la collezione di Alberto Martini, grande scultore italiano del ‘900 e precursore del movimento surrealista, Gino Rossi, uno dei più grandi pittori veneziani della prima metà del ‘900, oltre a ritratti e paesaggi di fine ‘800

L’impressione che la struttura dà al visitatore è quella di essere stato creato intorno alle opere stesse inoltre, le grandi aperture verso l’esterno, non solo riempiono le sale di luce ma creano uno stretto legame con quanto sta fuori, con la città.

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Una delle mostre da vedere in questo momento, è quella dedicata a Doménikos Theotokópoulos, meglio conosciuto come El Greco, geniale artista del ‘500, considerato l’inventore della pittura moderna.

Attraverso le opere esposte, la mostra illustra il percorso artistico dell’artista, definito dalla critica moderna un “genio visionario“, che ispirò artisti del calibro di Cézanne, Manet, Pollock e Picasso.  Una trentina le opere giovanili dell’artista, oltre alla rarissima icona, la più integra delle uniche tre ricoducibili all’artista, raffigurante San Demetrio.

“El Greco in Italia, metamorfosi di un genio”  Casa dei Carraresi 24 ottobre 2015 – 10 aprile 2016

El Greco

Altra mostra assolutamente imperdibile, è quella dedicata alla magia illusionistica di Escher.

Maurits Cornelis Escher, grande incisore olandese, appartiene a quella categoria di artisti che la maggior parte delle persone non conosce tanto per il suo nome, piuttosto per le sue opere affascinanti, come ad esempio Metamorfosi II, Casa di scale e Mano con sfera riflettente, riprodotte nei modi più svariati, molto probabile che vi sia capitato di indossarle ad esempio su una t-shirt!

Dalla sua visuale su tutta la cultura art nouveau, dai suoi studi sulla perfezione dei cristalli a quello dei paradossi geometrici, nascono opere che catturano, seducono e che sono entrate nell’immaginario collettivo. Un’esposizione davvero unica ed entusiasmante per grandi e piccini. Da non perdere!

Escher  Museo di Santa Caterina 31 ottobre 2015 – 3 aprile 2016

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Potevamo forse evitare di rifletterci nella sfera?

Durante il percorso sarete letteralmente catturati dagli spazi sconfinati del mondo di Escher, potrete entrare fisicamente nei suoi giochi di specchi ed esplorazioni infinite, dove la fantasia gioca senza fine con le geometrie e la cristallografia.

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Ma parliamo di cose buone! A Treviso la buona tavola è un elemento imprescindibile, le offerte per coccolare il palato sono innumerevoli.

Lo sapete ad esempio che il Tiramisù è nato a Treviso? Ebbene si, nel 1962, Alle Beccherie, ristorante di Treviso. Noi abbiamo potuto assistere alla sua preparazione (e assaggiarlo oviamente!) presso il Ristorante Hotel Al Fogher, al termine di una deliziosa cena. Da notare che nella ricetta veneta originale va utilizzata una piccola quantità di liquore tipo Marsala.tiramisu_1

Accoglienza speciale quella che abbiamo avuto a Villa Braida, villa veneta dell’800, situata strategicamente tra Venezia e Treviso, è immersa nella campagna trevigiana e circondata da uno splendido parco. Cibo delizioso (una vera scorpacciata di Radicchio di Treviso tardivo in tempura, buonissimo!), una stanza super accogliente e raffinata dove riposarci dopo le lunghe camminate e visite della giornata, uno sguardo al bellissimo parco illuminato dai colori del mattino, colazione e si parte.

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Lasciata Villa Braida ci siamo diretti presso l’Azienda Agricola Biodiversa Nonno Andrea, della cui visita vi avevo già raccontato nel post precedente .

Paolo Manzan, il titolare e Presidente del Consorzio tutela ci ha raccontato tutto sul Radicchio rosso di Treviso I.G.P.

Abbiamo seguito ogni passaggio e lavorazione, dal campo alla tavola, e con lo Chef Martino Beria, collaboratore di Nonno Andrea, nel laboratorio di trasformazione dell’azienda, lo abbiamo anche cucinato e mangiato! Esperienza indimenticabile.Radicchio_1

Ma il Radicchio può finire dentro alla birra? Certo che si!

Mastro Ivan Borsato ci ha accolti nel suo Microbirrificio Casa Veccia, raccontato la storia del microbirrificio e come nasce la sua birra artigianale, dagli ingredienti al confezionamento e packaging.

Appassionato di materie prime e di cibo, Ivan pensa e crea le birre non fini a se stesse ma sempre abbinate al cibo stesso. Utilizzando materie prime eccellenti, ha da poco creato 3 nuove birre, “SìSìLì” con grani antichi siciliani, “Radicchio” con il Radicchio rosso di Treviso essiccato, ideata in collaborazione con Paolo Manzan di Nonno Andrea, e “Biancoperla” con Mais Biancoperla dell’Azienda Agricola Borgoluce. Buonissima anche la birra nataliziaBabbo”, (che il marito a casa ha molto apprezzato!) con miele di castagno e spezie.

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Nota distintiva, caratterizzante e assolutamente divertente, le particolarissime etichette in stile cartoon, disegnate da una giovane azienda di creativi di Pamplona, ognuna con la sua storia da raccontare.

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Ad attenderci dopo la visita un brunch delizioso sul quale ci siamo letteralmente tuffate. Atmosfera intima e familiare, prodotti eccellenti: affettati, formaggi DOP, verdure marinate e insalate al cucchiaio, crostate, tutto accompagnato da chiacchiere, risate, convivialità pura e semplice, e innaffiato dalle ottime birre artigianali.

Ci siamo separate a malincuore dalla simpatia e deliziosa accoglienza di Ivan e di sua moglie Alida.

Ma è tempo di ripartire, #MarcaTrevisoInRosso non si ferma un attimo!Casa Veccia_3

Al tramonto arriviamo a Villa Emo, una delle più compiute ville palladiane, commissionata intorno al 1558 al grande architetto Andrea Palladio, da un facoltoso proprietario terriero, Leonardo Emo, appartenente ad una nobile famiglia veneziana.

Il modello architettonico è quello della villa-fattoria, un corpo centrale riservato alla residenza patrizia e le barchesse laterali con lunghi porticati di  11 archi ciascuno, destinate all’epoca a contenere la cantine, i granai, le stalle. Gli interni del corpo centrale sono stati affrescati da Gianbattista Zelotti, collaboratore del Veronese, un bellissimo ciclo di affreschi raffiguranti episodi tratti dalla mitologia e dalla storia romana. Nei festoni decorativi sono raffigurate anche delle spighe di granoturco, la coltura del mais infatti fu un cambiamento radicale ed innovativo che segnò la storia del territorio e delle popolazioni locali.

Dovete accontentarvi di vedere l’esterno, le foto dei bellissimi interni erano davvero troppo buie. Siete costretti a pianificare un week end a Treviso e venire a visitarla! 🙂

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La sala che ci accoglie per la cena all’Hotel Ristorante Fior di Castelfranco Veneto è un incanto.

Raffinata, ed elegante, il colore filo conduttore di questo blogtour, il rosso, è ovunque. La cena, deliziosa, ha come protagonista il Radicchio, di Treviso tardivo e variegato di Castelfranco, dall’antipasto al dolce.

Tutto curato nei minimi particolari dallo staff dell’Albergo e da Ortoromi, Società e Cooperativa Agricola, unica in Italia a proporre il Radicchio Rosso di Treviso I.G.P. di IV gamma, ovvero ortaggi freschi e naturali, lavati, tagliati e pronti all’uso.

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L’ultima giornata del tour inizia a Castelfranco Veneto.

La prima cosa che colpisce arrivando a Castelfranco Veneto sono le alte mura del castello Medievale (Castrum Francum), tra le meglio conservate in Italia, da cui la cittadina ha preso il nome. Passeggiando lungo le stradine e vicoli che si srotolano all’interno del centro storico, si percepisce il passato ricco di storia.

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La splendida Torre Civica, porta d’entrata nella città, il Duomo all’interno del quale è conservata la splendida Madonna con il bambino, conosciuta ai più come la Pala del Giorgione, incredibile artista del Rinascimento e genio misterioso della luce e del colore, a cui Castelfranco Veneto ha dato i natali.Castelfranco_1

Visita che mi ha incantata è stata quella al Teatro Accademico, opera dell’Architetto Francesco Maria Preti, un piccolo gioiello del ‘700. Dal di fuori nulla fa pensare alla bellezza contenuta, decori stupendi e perfettamente conservati, acustica ottima. L’originalità di questo teatro sta nel fatto di avere una duplice funzione, teatro diurno per le riunioni degli accademici (da notare le finestre, cosa inusuale per un teatro), e notturno per le rappresentazioni teatrali.Teatro_accademico

Una mostra davvero bella, di cui noi abbiamo potuto vedere parte delle opere in anteprima, è quella dedicata alle Ceramiche della collezione Varo.

Esposti per la prima volta in una nuova sezione del Museo casa Giorgione, si tratta di una collezione di ceramiche umbro-campane e abruzzesi molto importante, creata nell’arco di un ventennio dal Dottor Renzo Varo. Importante non soltanto per la consistenza dei pezzi (ben 170) ma anche per la rarità, la varietà e per l’arco temporale che copre la collezione.

Ovviamente da visitare l’importante Museo Giorgione, tutto dedicato al Maestro di Castelfranco Veneto.

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Meraviglioso questo orcio in maiolica dalla scritta che fa chiaramente intuire quello che era destinato a contenere. 🙂

 Ceramiche della collezione Varo dal 16° al 20° secolo 20 Dicembre 2015 – 25 Aprile 2016

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Ogni angolo di Castelfranco Veneto è pieno di fascino e ricco di storia. Perdersi tra le viuzze del centro è davvero piacevole e riserva tante scoperte, se avete la fortuna di incappare nel mercato, sarete accolti da festose bancarelle di prodotti tipici del territorio.

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La nostra tappa finale e cornice del nostro pranzo è stata Villa Cornér della Regina.

Villa di stile palladiano del 1500, è stata completamente restaurata ed è ora un Hotel Resort, luogo ideale per soggiorni indimenticabili, matrimoni, congressi.  Circondata da uno splendido parco, è situata in una posizione strategica per partire alla scoperta dei luoghi più belli della Marca Trevigiana.

Un luogo che definirei semplicemente ed in modo molto sintetico così: ‘WAW’!

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Villa_Corner_1Non poteva che concludersi in un luogo così bello ed elegante questo indimenticabile blogtour.

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Esperienza bellissima per noi tutte, venete e non.

#MarcaTrevisoInRosso si è conclusa con la certezza che quello che abbiamo potuto vedere è solo una piccola parte delle bellezze che questo territorio racchiude.

Millenni di storia hanno lasciato segni indelebili, strade romane, chiese, castelli, ville venete, città murate, oasi naturalistiche.  La Marca Trevigiana è una terra ricca di storia e di cultura, con un patrimonio artistico e culturale inestimabile, oltre ad avere una grande quantità di eccellenze gastronomiche offrendo dei veri e propri itinerari del gusto.

Non mi rimane altro da fare che consigliarvi di pianificare una visita al più presto. Ogni stagione è perfetta e gli itinerari a vostra disposizione sono davvero tantissimi!

Per informazioni su Treviso e la sua Marca, Arte, Cultura ed Enogastronimia cliccate QUI

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GRAZIE A

Marca Treviso

Società Cooperativa Agricola Ortoromi

Azienda Agricola Biodiversa Nonno Andrea

Microbirrificio Casa Veccia di Ivan Borsato

Villa Braida

Hotel Ristorante Fior

Villa Corner della Regina

e a tutti i miei compagni di viaggio che ho citato nel post precedente.

A presto gente!

 

 

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Diario/ Eventi/ Radicchio di Treviso

Blogtour #MarcaTrevisoInRosso parte prima – Sua Maestà il Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

 

Il blogtour #MarcaTrevisoInRosso che si è svolto a fine novembre (di cui vi ho parlato qui), tra le tantissime cose interessanti in programma, ci ha portate e a scoprire un prodotto di eccellenza dell’agroalimentare italiano, il Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP.

In origine una cicoria amara, che quando si trova nel campo di coltivazione appare scura, infangata e con le foglie accartocciate dal gelo ma che, grazie a un lungo processo di lavorazione, tutto svolto rigorosamente a mano, e con il silenzioso e fondamentale apporto delle acque di risorgiva, si trasforma in un vero e proprio fiore invernale da portare in tavola, dalla foggia slanciata, pulita e regale.

Ad accoglierci e spiegarci tutto sul Fiore d’Inverno, Paolo Manzan, che insieme alla moglie Sonia conduce Nonno Andrea, azienda certificata Biodiversity Friendly, nella convinzione che la qualità dei prodotti ortofrutticoli è strettamente legata alla qualità di suolo, aria e acqua.

Paolo è anche Presidente del Consorzio Tutela Radicchio rosso di Treviso IGP e variegato di Castelfranco, “Il Radicchio Rosso Tardivo IGP è l’unica cicoria che non lascia il campo e arriva in tavola, ma che ha bisogno ancora di un lungo procedimento di lavorazione. Sui mercati si trovano tante imitazioni, purtroppo realizzate con procedimenti meno onerosi e più rapidi ma che non hanno le caratteristiche organolettiche del vero Radicchio. Per questo è importante per il consumatore cercare il vero prodotto con il marchio IGP del Consorzio”.

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Il disciplinare UE prevede che la coltivazione del Radicchio rosso di Treviso IGP sia possibile soltanto nelle campagne di 24 comuni del Veneto, 17 in provincia di Treviso, 5 in provincia di Venezia e 2 in quella di Padova. E’ proprio in questa parte della campagna veneta che il radicchio può lasciare la terra per essere immerso nell’acqua pura della risorgiva e rinascere. E’ infatti tra queste tre province che il fiume di risorgiva più importante d’Europa, il Sile, riemerge dalle falde profonde, dando vita all’omonimo Parco.

I radicchi appartengono tutti alla stessa specie botanica, il Cichorium Intybus Silvestre, una comune cicoria che spontaneamente cresce nei prati e lungo i fossi della Marca Trevigiana, diventato ortaggio ricercato e pregiato grazie al sapere e al lavoro dell’uomo.

Le ipotesi su quando e per merito di chi sono le più disparate, la più semplice è quella che  riporta alle difficili condizioni di vita dei contadini durante i gelidi inverni nella campagna veneta.

Si può immaginare che nel tentativo di proteggere le piante dalle gelate, qualche contadino molto previdente le abbia raccolte in un luogo riparato, scoprendo poi che il radicchio non marciva ma tornava a crescere, formando un nuovo germoglio croccante e gustoso.

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Il radicchio è una pianta biennale, significa che soltanto nel secondo anno completa il suo ciclo vegetativo, producendo il seme.

La semina e successiva piantumazione avvengono tra luglio e agosto, mentre la raccolta del radicchio dai campi può iniziare soltanto a novembre, non prima che le cicorie abbiano subìto due brinate. Il gelo brucia le foglie esterne, bloccando il processo vegetativo della pianta.

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La raccolta viene svolta rigorosamente a mano, le piante di cicoria vengono colte insieme alla loro radice e alla zolla di terra, legate e collocate in ambienti con poca luce all’interno di vasche dove scorre acqua corrente ad una temperatura costante non inferiore a 10-12 C°, l’acqua dovrà toccare le radici ma non le foglie.

Questo processo, detto di imbianchimento, dura circa 15 giorni. Con il tepore dell’acqua il cespo di radicchio, grazie alla sua radice ancora viva, si risveglia e viene così forzato a sviluppare nuove foglie, un nuovo bocciolo che nascerà croccante, succulento, e bianco e rosso per l’assenza di luce  (il buio impedisce la fotosintesi).

La lunga immersione in acqua corrente permette inoltre alle piante di purificarsi eliminando eventuali tracce di antiparassitari utilizzati nei campi.

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Prima di passare al confezionamento ed arrivare sulle nostre tavole, dovrà subire l’ultimo processo, sempre rigorosamente manuale ed eseguito da mani esperte, la toelettatura.

Ripulito da tutte le foglie esterne, rimarranno soltanto il cuore e una parte del fittone (la radice), commestibile anch’esso.

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Ora, dopo queste lunghe, manuali, e faticose lavorazioni, è pronto per essere confezionato.

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Anche il cugino, il Radicchio Variegato di Castelfranco I.G.P., che nasce verso fine ‘800 dall’incrocio tra il radicchio Rosso di Treviso tardivo e la Scarola, subisce un trattamento laborioso e la forzatura.

Qui sotto, al lavaggio e alla sapiente toelettatura, prima di essere anch’esso confezionato.

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Nonno Andrea è fornitore di Ortoromi, società Cooperativa agricola con uno stabilimento in Veneto ed uno in Campania, che è anche l’unica azienda italiana a proporre il Radicchio Rosso di Treviso I.G.P. di IV gamma.

E’ infatti possibile trovarlo in vendita nei principali punti vendita GDO in comode vaschette, con il brand Insalarte, lavato, tagliato e pronto per essere consumato, sia crudo che cotto.

collage ortoromiDalla produzione siamo passati direttamente alla cucina, dove ad attenderci c’era lo Chef vegano Martino Beria che collabora con Nonno Andrea, ideando le ricette che vengono poi realizzate nel laboratorio di trasformazione.

Prodotti deliziosi che si possono acquistare nel punto vendita dell’azienda.

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Protagonista lui, il Radicchio.

Chef Beria lo ha RACCONTATO.

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E’ stato poi LAVATO.

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COTTO.

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VALORIZZATO.

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FOTOGRAFATO.

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GUSTATO.

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Personalmente non credo di conoscere prodotto più versatile del Radicchio Rosso di Treviso Tardivo I.G.P., crudo o cotto, dall’antipasto fino al dolce, trova molteplici impieghi in cucina.

Se vi capita di passare da queste parti non perdetevi una visita da Nonno Andrea, immersa nella campagna trevigiana, in questa azienda agricola l’accoglienza è sempre calorosa, il negozio bellissimo (fare la spesa con i cestoni di vimini per me non ha prezzo!) e i prodotti che potrete acquistare deliziosi.

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Le cose imparate e scoperte nei tre giorni del blogtour sono state davvero tante,

arte, cultura, enogastronomia, territorio

…ma questo è un altro post, dovete portare pazienza, io torno presto a raccontarvi il resto!  🙂

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GRAZIE A

 

NONNO ANDREA – Azienda Agricola Biodiversa

ORTOROMI –  Società Cooperativa Agricola

MARCA TREVISO

CONSORZIO TUTELA RADICCHIO ROSSO DI TREVISO I.G.P. E RADICCHIO VARIEGATO CASTELFRANCO I.G.P.


…e grazie
ai miei compagni di avventura

Agnese Gambini, Chiara Caruso, Cristina Lionetti, Elisabetta Gavasso, Ileana Conti

Monica De Martini, Monica Giustina, Romina Troncone, Silvia Bettiol

Victoriya Litvinchuk, Vitaly Yarosh

Il mio racconto di #MarcaTrevisoInRosso continua!

STAY TUNED!

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Diario/ Eventi

‘Il gusto della terra’ ha il sapore dell’amicizia

 

 

Avrei voluto scriverlo subito questo post, il giorno dopo il mio ritorno da Torino.

Ma come accade spesso dopo i nostri raduni ed incontri, in questo caso molto, molto di più, sono stata travolta dalle emozioni, tanto da rendermi difficile mettere insieme ricordi, fotografie e pensieri…

Eccomi qui, una settimana dopo questa intensa e meravigliosa esperienza.

La storia di questo libro ve l’ho già raccontata nel post precedente, oggi vorrei solo lasciare traccia del mare di emozioni in cui ci siamo trovate scaraventate dentro.

Rivedere tante carissime amiche, la commozione, gli abbracci, i sorrisi ed anche le lacrime, di gioia ovviamente.

Poter finalmente toccare, sfogliare, ammirare, raccontare quel libro al quale si è creduto tanto, al quale si ha lavorato per mesi e mesi, con passione e dedizione e soprattutto in totale condivisone ed amicizia.

Si, Il Gusto della Terra ha un sapore buono, il sapore dell’amicizia.

Lo trovate in tutte le librerie, e se non avete voglia di muovervi da casa, cliccate QUI ed acquistatelo online, farete anche una buona azione ché di questi tempi c’è tanto bisogno, i diritti sono interamente devoluti alla Fondazione Banco Alimentare.

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Giusto il tempo di tornare in  hotel,

prepararsi e volare alla bella ed indimenticabile festa presso Spazio Docks.

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Vi lascio al video racconto di Cristina e Lina

N.B. parte delle foto sono della sottoscritta, e parte di altri amici ed amiche presenti all’evento.

Scusate se non vi cito, ma in tutta onestà nel marasma dei tag non capisco più di chi sono le foto!

Buona domenica gente!

n.b. Giuro che la prossima volta torno con una ricetta!

 

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Diario/ Eventi/ Travel

13-14 DICEMBRE 2014 VILLA IL POGGIALE … #SOLOCOSEBELLE

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Vi avevo accennato che ero nuovamente in partenza.

Destinazione Toscana, con il gruppo foodblogger più giusto del web, le #bloggalline…e anche con qualcun’altro!

Io in questo gruppo ci sono dall’inizio.

Era un 8 Marzo, di pomeriggio, una chat come altre tra amiche.

E poi le risate, la voglia di vedersi finalmente ché non ci bastavano più le telefonate e i messaggi.

Di cose da allora ne sono accadute molte, e guarda un po’ in poco tempo dove ci hanno portato.

L’entusiasmo muove le montagne.

Ed è contagioso.

Io ci credo.

Mi è capitato spesso che qualcuno mi chiedesse ‘Ma chi ve lo fa fare?

Il lavoro nel gruppo intendo, con il blog, gestire le richieste, i raduni, le proposte e anche le difficoltà…ché quelle non sono certo mancate da quel lontano 8 Marzo 2013.

Nonostante tutto, noi non abbiamo mai avuto tentennamenti né dubbi, ci abbiamo sempre creduto.

Nell’amicizia, nella sincerità, nella condivisione, nel fatto che l’umiltà e la semplicità pagano sempre, e animate dalla nostra instancabile passione, che ci fa andare avanti insieme.

Ogni volta che ci ritroviamo, veniamo travolte tutte da una secchiata di emozioni, e ogni volta che il raduno finisce stiamo già pensando al successivo…ché ormai le #bloggalline sono una vera dipendenza.

Ma questa volta era diverso.

C’era qualcosa di più.

 

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foto Elisa Di Rienzo

 

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foto Elisa Di Rienzo – le mie mani…

 

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foto Monica Zacchia

 

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foto Andrea Pucci

 

Grandi progetti nell’aria, incontri fortunati e felici, un’iniezione di adrenalina che da mesi non ci fa dormire.

Così, nella cornice meravigliosa di Villa Il Poggiale, storica dimora rinascimentale a San Casciano Val di Pesa, circondate da #solocosebelle, buon cibo e tanta amicizia, da pazze e sanamente drogate di entusiasmo quali siamo, abbiamo dato il via a qualcosa di grande.

Voi non potete far altro che aspettare novità…perché ce ne saranno, e tante!!!

 

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Eventi

UN SOGNO IN RIVA AL LAGO. AL CASTA DIVA RESORT & SPA con il MAESTRO MONTERSINO per #VENTURATOPBLOGGER2014

Notate nulla di nuovo?
Eh si! Nuova piattaforma, nuovi progetti, #solocosebelle!
Vi avevo anticipato che avrei partecipato a questo evento organizzato da Ventura – solo la frutta più buona, marca che da oltre 70 anni opera con passione nel settore della frutta secca.
Ricevere il loro invito un enorme privilegio.
Soprattutto per il significato importante di tutto questo.
#TopChef, e #TopBlogger.
L’incontro di due mondi molto diversi, ma che possono finalmente incontrarsi, con il fine ultimo di diffondere la cultura del buon cibo, la conoscenza delle tecniche per cucinare bene e, ultima ma non meno importante, la conoscenza dei prodotti e delle eccellenze italiane.
Ma eccomi qui per raccontarvi tutto.

Non sarà facile riuscire a spiegare quanta BELLEZZA abbiamo vissuto, tutta concentrata in due giorni.
Lascerò parlare molto le foto.

Ma iniziamo dal viaggio per raggiungere Como.

Ritrovo a Milano Centrale (arrivavamo davvero da ogni dove dello stivale) e poi via di corsa (ma davvero di corsa perché i tempi erano strettissimi per la coincidenza…) verso il treno che ci avrebbe portate a Como.

E l’abbiamo perso. Ebbene si, e per un solo minuto…
Ne passava un altro di lì a poco per nostra fortuna.

Ad attenderci a Como la navetta che ci avrebbe portate direttamente dentro al sogno.

Il Casta Diva Resort & Spa è uno splendido hotel cinque stelle lusso situato sulla riva orientale del Lago di Como, nel suggestivo villaggio di Blevio.
La tenuta dove sorge il Casta Diva Resort & Spa fu di proprietà della famosa soprano Giuditta Pasta, musa ispiratrice di Vincenzo Bellini, e prima interprete della Norma.
Tra il 1827 ed il 1829 acquistò e fece restaurare Villa Roda, che divenne presto luogo d’incontro e convegno di artisti, scrittori, cantanti e compositori, tra cui lo stesso Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti.

Il Resort è composto da diverse ville ed è circondato da un rigoglioso parco botanico che si sviluppa su una superficie di circa 26.000 mq, dove ancora si respira la storia, e da dove si possono godere panorami suggestivi e romantici del lago.


Gli arredi sono meravigliosi, ogni oggetto sprigiona un fascino speciale, tutto è curatissimo.

Quello che mi ha colpita in modo particolare è l’accoglienza speciale.
Il personale è caloroso, attento, ogni dettaglio curato per coccolare l’ospite.
La musica rimane protagonista al Casta Diva Resort, che propone un ricchissimo calendario di eventi, resi ancor più suggestivi dalla cornice romantica e speciale del Lago di Como.

Il tempo purtroppo non è stato molto clemente, ha sempre piovuto, ma il fascino e la bellezza incredibile di questo luogo hanno comunque avuto la meglio, anche sulla pioggia.

Io ho ancora negli occhi tutto questo.

Le camere sono davvero belle. Grandissime, luminose.
La mia, al quinto piano in posizione panoramica, e davanti al letto una vetrata enorme, con terrazza e vista sul lago.
Il nostro pomeriggio è iniziato con la cooking class dello Chef Luca Montersino
Non ha smesso un attimo di parlare, sorridere e scherzare mentre lavorava alla preparazione delle due torte, generoso di dettagli, spiegazioni e risposte.
Un uomo sorprendente e davvero disponibile.
Ma come fa a non sporcarsi mentre armeggia cioccolato, sac à poche, creme e mousse?
Maestro ma nemmeno una macchietta piccolapiccola?
Vederlo creare sotto i nostri occhi due torte spettacolari è stato un enorme privilegio.

Protagonista nelle due preparazioni la qualità della frutta secca Ventura.

torta Rosa D’Oriente

preparazione petali ROSA D'ORIENTE

 rosa d'oriente petali
 rosa d'oriente petali
IMAG5557 rosa d'orientePIC
torta Dolce tramonto
 
Terminata la cooking class è toccato a noi mettere le mani in pasta!
Divise in quattro squadre abbiamo preparato quattro diversi tipi di biscotti (ricette tratte dal libro “La mia dolce vita” di Luca Montersino uscito proprio in questi giorni).
Ingrediente fondamentale in tutte le preparazioni la frutta secca di Ventura – solo la frutta più buona.
E’ stato molto divertente lavorare tutte insieme attorno ad un grande tavolo attrezzatissimo, sotto lo sguardo attento e critico della simpaticissima Roberta Schira, scrittrice e giornalista, nonché gourmet.

 

 
Foto di rito, omaggi…tra cui il libro del Maestro in regalo con tanto di dedica ed autografo, ed una splendida serigrafia del pittore Marcello Scuffi.
    
Doccia, trucco e parrucco velocissimi, ed eccoci all’aperitivo, cui poi è seguita la cena di gala!
Preparata dal Maestro Luca Montersino, la cena chiudeva l’edizione 2014 del Simposio del Gusto, rassegna enograstronomica promossa da Casta Diva Resort & Spa.
Gli eventi gourmand in programma hanno visto la partecipazione di alcuni tra i cuochi migliori del panorama culinario italiano e mondiale.
La cena è stata perfetta, il menu eccellente.
 
Il menu
Polpo croccante in carpione di frutta secca e morbida
 
 
Risotto gamberi e lime mantecato al butto di mandorle
Filetto di fassona piemontese alle nocciole
con salsa allo zenzero e crema bianca di melanzane
Filetto di fassona
Le torte di Luca Montersino
Dolce tramonto
Rosa D’Oriente
e Vini della Cantina Terlano (Alto Adige)
 
 
La mattina successiva una colazione meravigliosa con una vista spettacolare.

foto Fedora D’Orazio


Un passaggio veloce alla Spa del Resort…

 

E pronte per la partenza.

Ritorno dal sogno … ma era tutto vero!

 

TopChef – TopBlogger

Il video

 

GRAZIE A
 

 

 
 
 
…e alle mie compagne di avventura 
#bloggalline e non!
 
Angela Fujiko De Marco La ricetta della felicità
Berenice Boncioli Mirtillo e Lampone  
Fedora D’Orazio   Cappuccino e Cornetto
Monica Zacchia Dolci Gusti
Silvia Macedonio Perle ai Porchy 
Valentina Cappiello La Ricetta che Vale
Vatinee Suvimol A Thai Pianist


#solocosebelle
 FOTO DIPLOMA E LIBRO_
Eventi/ Salato/ Secondi di pesce

FILETTO DI SCORFANO GRATINATO agli ANACARDI…per #VENTURATOPBLOGGER2014


“ La qualità non è mai casuale;
è sempre il risultato di uno sforzo intelligente” 
John Ruskin
Sono di corsa questa settimana.
Trolley in fase cosacavolocimettodentro  e tante cose da fare prima della partenza.
Si, perché sono in partenza giovedì mattina…
Il 27 e 28 Novembre sarò ospite di Ventura presso il Casta Diva Resort & Spa, prestigioso hotel sul Lago di Como.
Non sarò sola ovviamente, con me ci saranno altre blogger.
La location è davvero da sogno e, nel pomeriggio di giovedì, ci attende una lezione con il Maestro Luca Montersino.
Che dire? Posso essere un filino emozionata secondo voi?
Io al mio ritorno vi racconto tutto…
Voi intanto potete seguire la nostra avventura sui social seguendo l’hastag #VenturaTopBlogger2014!  ^_^.
Qualità.
La qualità non è casuale.
E’ frutto di competenza, di impegno.
Ventura da oltre 70 anni sceglie la frutta là dove le migliori condizioni ambientali e climatiche incontrano la più qualificata competenza agroalimentare, frutto di tradizioni millenarie e delle tecniche di coltivazione più avanzate e rispettose della natura.
L’Azienda dedica estrema attenzione a tutto il processo produttivo, garantendo prodotti con la massima integrità e freschezza. 
Quindi eccomi ancora con una ricetta dove protagonista è la frutta secca Ventura, altre ricette con i loro prodotti potete trovarle qui e qui.
Per me frutta secca non sono solo ricette dolci.
Amo utilizzarla anche (e tanto!) nelle preparazioni salate.
A dire il vero la frutta secca è quasi sempre presente nella mia cucina (se qui potesse scrivere mio marito direbbe che ho ‘sacchettini dappertutto’…)
Questa ricetta è veloce, semplice, sana e fa anche la sua bella figura nel piatto.
Che fate la provate? 
 
Io vi racconto tutto appena torno!
Buona settimana gente!

FILETTO DI SCORFANO GRATINATO agli ANACARDI
Ingredienti (per 4 persone)
4 filetti di scorfano
2 patate grandi
70 g di anacardi Ventura
1 spicchio d’aglio
prezzemolo fresco qb
olio EVO qb
sale qb
pepe bianco qb
Lavate, sbucciate ed affettate le patate molto sottili.
Disponete le fettine su una teglia coperta di carta forno, sovrapponendole leggermente in modo da formare una base per ciascun filetto di pesce.
Infornate a 190° per ca 6-7 minuti, quindi estraete dal forno.
 
Utilizzando il cutter (o tritatutto), preparate un trito grossolano con gli anacardi, il prezzemolo, l’aglio e poco olio EVO.
Disponete sopra al ogni base di patate un filetto di scorfano e coprite ciascun filetto con il trito di anacardi e prezzemolo.
Salate, pepate, condite con un filo d’olio EVO ed infornate a 190° per circa 20 minuti.
Biscotti e Frolle/ Dolce/ Eventi

BISCOTTINI d’ORZO alla VANIGLIA e CRANBERRY … PER #VENTURA #TOPBLOGGER2014


 “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.”
Eleanor  Roosevelt
Sono giorni molto pieni.
Frenetici.
Agitati.
Ma anche molto felici.
Strano a volte come le cose capitano tutte insieme…
Così, improvvise … davvero quando meno te lo aspetti.
E allora non resta che rimboccarsi le maniche e andare.
Fare, scrivere, progettare, pianificare…
La testa scoppia, l’agitazione toglie il sonno, ti tocca prendere due pasticchette di valeriana per riuscire a dormire senza svegliarti di soprassalto sul letto come ‘na cavalletta…
Ma ne vale la pena, questo è quello che conta.
E soprattutto vale sempre la pena sognare.
Ancora una ricetta con i prodotti Ventura di cui vi ho parlato anche qui.
Che ci volete fare io AMO la frutta secca, quindi ci ho dato dentro di brutto con questi prodotti!
Una ricetta facilefacile.
La potete trovare nel libro “Golosi di salute” di Luca Montersino nella versione  cioccolatosa.  
Io l’ho modificata in questa versione.
Dei biscottini profumatissimi per accompagnare tè o caffè…
Ah! Vi avviso … uno tira l’altro!
Buon fine settimana gente!

BISCOTTINI d’ORZO alla VANIGLIA e CRANBERRY
Ingredienti:
225 g burro biologico
125 g zucchero a velo
30 g tuorli
270 g farina di orzo biologica
½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica (o i semini di mezza bacca)
70 g di cranberry (Ventura)
Per finire
70 g di zucchero semolato
Impastate, con la planetaria e la ‘foglia’, il burro morbido (tenuto almeno un’ora prima a temperatura ambiente) con lo zucchero, poi aggiungete i tuorli, e successivamente la farina e la vaniglia.
Unite per ultimi i cranberry e lavorate bene fino ad ottenere un impasto sodo.
Fate riposare e raffreddare in frigorifero per un’oretta (io velocemente con l’abbattitore). Trascorso il tempo prendete l’impasto e formate due filoncini del diametro di ca 5 cm, raffreddateli nuovamente in frigorifero per circa 1 ora (io una decina di minuti in abbattitore).
Con un coltello liscio tagliate dei dischetti alti ca 2 cm, quindi passateli nello zucchero semolato e disponeteli su una teglia coperta di carta forno e cucinate a 180° per circa 15 minuti.
Proud to be Bloggallina! 
È stagione di/ Eventi/ Primi piatti/ Salato

RICCIOLI GRATINATI alla ZUCCA, SCAMORZA, BACON e ANACARDI #VENTURA…per #TOPBLOGGER2014


 
La voglia di cucinare la zucca in millemila modi si è impossessata di me.
Ve lo avevo detto anche qui… e devo dire che ho anche iniziato presto, ché faceva ancora caldo quando ho preso la prima….zucca intendo.

Ma tant’è! 
Vista in fattoria e portata subito a casa!

Come si fa a resistere ai prodotti biologici e Km0?
Che io ami molto la frutta secca non è un segreto…
La utilizzo tantissimo in cucina, il blog è pienozeppo di ricette dolci e salate…
Quindi avere a disposizione dei prodotti Ventura, azienda leader nel settore della frutta secca, per me è stato un enorme piacere!
Ma la cosa non finisce qui…eh no!

A fine Novembre parteciperò, insieme ad altre blogger, all’evento Top Blogger 2014, che si svolgerà nella meravigliosa cornice del CastaDiva Resort & SPA sul Lago di Como.

Saremo ospiti di questa struttura da sogno, e non bastasse, avremo l’onore di partecipare ad una lezione di cucina con il Maestro Luca Montersino!

Altri dettagli? Naaaaaaa…..
Tocca aspettare fine Novembre…
 
Poi torno a raccontarvi tutto eh! ^_^

RICCIOLI GRATINATI alla ZUCCA, SCAMORZA, BACON e ANACARDI
Ingredienti (per 4 persone)
350 g riccioli di grano duro trafilati al bronzo
300 g zucca
½ cipolla dorata
100 di scamorza
100 g pancetta stufata (tipo bacon) tagliata sottile
Brodo vegetale qb (carota, sedano, cipolla)
Olio EVO qb
Sale integrale qb
Pepe nero qb
Salvia fresca qb
3 cucchiai di Grana Padano
Burro biologico qb
  tegamino Pentole Agnelli
Tritate finemente la cipolla e fatela soffriggere con poco olio EVO in una padella capiente.
Appena sarà ben cotta, unite anche la zucca tagliata a dadini, poco brodo vegetale, salate e lasciate cucinare a fuoco dolce.
Passate il bacon in una padella antiaderente ben calda, cucinate ogni fetta da entrambi i lati fino a che diventerà leggermente croccante, quindi tenete da parte.
Tritate insieme gli anacardi, la salvia ed il Grana Padano.
Nel frattempo lessate la pasta in abbondante acqua salata.
Scolatela bene al dente e spadellatela velocemente nella padella con la zucca, ormai morbida.
Unite la scamorza a dadini, il pepe ed il bacon (tenete da parte alcune fette per decorare ciascun piatto).
Versate in una pirofila, cospargete con il trito di anacardi, salvia fresca e Grana Padano,  qualche fiocchetto di burro e fate gratinare in forno ben caldo (180°)modalità grill, per una decina di minuti.
Finite ogni piatto decorando con una fettina di bacon croccante. 
Frutta secca Ventura

Prossimamente altre ricette con i prodotti Ventura La mia frutta secca.

 Stay tuned!
Diario/ Dolce/ Eventi/ Torte

CHIFFON CAKE ‘LA FLUFFOSA’ al LIMONE e LIME … UNA SERATA CHE NON SI PUO’ DIMENTICARE!


 
 

“CHE COSA CI IMPORTA SE CI PRENDONO PER SOGNATORI”   
M. Gandhi
Si, lo so.
Sono un po’ in ritardo, lo so.
Ma tutte le emozioni che abbiamo vissuto lo scorso fine settimana sono state davvero tante…e io avevo bisogno di metabolizzarle.
Di riprendermi un po’…
Quale dolce migliore per festeggiare se non La Fluffosa
Il dolce della nostra community di blogger.
No, non l’ha inventata nessuna di noi…con buona pace delle malelingue (ma quanta acidità c’è in giro?…).
Monica, la Chiffon Cake, (che lei chiama La Fluffosa), l’ha presentata molte volte, in diverse (golose) versioni, nel suo blog e, poco per volta, è stata seguita a ruota dalle altre amiche della community,  un tripudio di torte altissime e sofficissime, fluffosissime insomma … per questo motivo è diventata giorno dopo giorno il nostro dolce.
La mia era lì che aspettava di essere pubblicata da diverso tempo, e non ci poteva essere momento migliore di questo.
Io non so da dove iniziare a raccontarvi la serata e le emozioni di giovedì 2 Ottobre 2014 a Milano.
Un’emozione enorme, la bocca incollata causa salivazione interrotta, il sorriso stampato in faccia e le lacrime che salivano agli occhi. 

La bravura di tutte le partecipanti, l’emozione delle finaliste e delle vincitrici.

Il racconto completo della serata lo trovate nel nostro blog, io vi lascio alcune foto e tante belle parole.
#solocosebelle
GRAZIE

“Queste foodbloggers sono fantascienza: si, sono fantascienza, perché sono in grado di trasmettere entusiasmo, passione e ottimismo, cose che in Italia mancano, ormai da troppo tempo. E questa è l’altra faccia dell’Italia che dobbiamo tutti assolutamente diffondere.”




 

Savino Vurchio e Donato Troiano


Donato Troiano, direttore di Informacibo

“Questa bella serata dimostra con chiarezza che non esiste solo l’Italia del malaffare, ma c’è ed è viva anche una Buona Italia, rappresentata dalla passione e dall’entusiasmo delle bloggalline e da tanti italiani di buona volontà”.


Raffaele D’Angelo, redattore di Informacibo e Weekend di gusto  
 
“Il vostro è un successo strameritato.
Coloro con i quali ci siamo interfacciati, da subito, vi hanno fatto i complimenti, in poche parole, siete state e siete professionali e formidabili.
Avete, o meglio, abbiamo, scritto una pagina memorabile nella storia della cucina italiana e forse mondiale.
Da oggi, le Bloggalline sono oramai protagoniste indiscusse non solo nella comunicazione ma anche nell’innovazione e nella diffusione
del miglior made in Italy nel mondo.
E tutto ciò grazie ad un arma incredibile: l’entusiasmo”


foto Rebecka Sendroiu


foto Cristina Panizzuti



…e un bel TOWANDAAAA? …ci sta, ci sta…
foto Rebecka Sendroiu

Grazie a tutti quelli che hanno scritto di noi ^_^
  1. http://www.informacibo.it/Sommario/Eventi-e-Manifestazioni/successo-di-entusiasmo-e-qualit-al-gran-finale-de-la-cucina-italiana-nel-mondo-verso-lexpo-2015
  2. http://weekenddigusto.blogspot.it
  3. http://www.affaritaliani.it/rubriche/cibo_vino/ad-affaritaliani-it-premio-consorzio-di-parma.html
  4. http://www.saporie.com/it/doc-s-31-23106-1-la_cucina_italiana_nel_mondo_premia_la_passione_delle_bloggalline.aspx
  5. http://www.primapaginanews.it/dettaglio_articolo.asp?id=256146&ctg=9
  6. http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/fiereeventi/2014/10/01/al-traguardo-la-cucina-italiana-nel-mondo-verso-lexpo-2015_736d1741-3c6f-43e3-a063-0b788617ea7e.html
  7. http://www.zonalocale.it/2014/10/01/sfogliatella-e-taralluccio-alla-conquista-di-expo-2015-milano/12388
  8. http://www.chietitoday.it/economia/cucina-italiana-expo-2015-sfogliatelle-tarallucci-milano.html
  9. http://www.affaritaliani.it/rubriche/cibo_vino/un-panino-da-re-quando-il-parma-e-reggiano-si-sposano-con-seppie-o-mascarpone.html
  10. http://www.chietitoday.it/economia/cucina-italiana-expo-2015-sfogliatelle-tarallucci-milano.html
foto Raffaele D’Angelo
 

CHIFFON CAKE ‘LA FLUFFOSA’ al LIMONE e LIME
(ricetta tratta e leggermente modificata da Dolci gusti
Ingredienti:
200 g. farina macinata a pietra (tipo 1)
90 g. farina d’orzo
280 g. zucchero semolato
7 uova medie biologiche
120 g. olio di semi di girasole biologico
120 g. succo di limone biologico filtrato
20 g. succo di lime filtrato
buccia grattugiata di un limone
15 g. cremor tartaro (o lievito in polvere)
½ cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di polvere di vaniglia di vaniglia biologica (o i semini di una bacca)
zucchero a velo per finire 







Accendete il forno a 170°.
Separate i tuorli dagli albumi, e montate gli albumi a neve ferma con poche gocce di limone.
Riunite tutti gli ingredienti secchi in un contenitore capiente, farina, lievito e bicarbonato setacciati,  insieme con lo zucchero.
Fate un buco al centro e versate  gli altri ingredienti seguendo questo ordine, senza mescolare: l’olio, i tuorli, il succo di limone e lime, la scorza del limone grattugiata, i semi della bacca di vaniglia (o la polvere).
Mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo e da ultimo inserite gli albumi montati a neve, amalgamandoli delicatamente mescolando dall’altro verso il basso per non smontarli.

  
Versate il composto nello stampo da chiffon cake, senza ungerlo né infarinarlo.
Potete anche utilizzare uno stampo tradizionale (da ciambella), in questo caso però dovrete imburrarlo ed infarinarlo. 
Infornate e cucinate sul ripiano più basso del forno a 165° per 55 minuti, quindi alzate la temperatura a 175° e continuate la cottura per altri 10 minuti.







Ogni forno è diverso, pertanto è sempre consigliabile verificare la cottura facendo la prova stecchino, dovrà uscire bello asciutto.
Estraete dal forno, capovolgete lo stampo (quello da chiffon cake dispone dei piedini appositi che permettono all’aria di passare sotto) e lasciate raffreddare per una decina di ore prima di toglierla dallo stampo.
Cospargete di zucchero a velo e servite.
È stagione di/ Eventi/ Primi piatti/ Salato

VELLUTATA di ZUCCA e PATATE con QUENELLE DI RICOTTA GRATINATE … MILANO ARRIVOOOO!





Non so voi, ma io faccio una fatica immensa ad abituarmi all’autunno, alle giornate che si accorciano, alla nebbiolina la mattina, al grigio, alle maglie e giacche, ché fa freddino…
Ho ancora voglia di sole, di cielo azzurro, di giornate lunghe e luce, del potersi vestire con due cose
…poi mi passa, poco per volta mi abituo ed apprezzo anche la stagione fredda in arrivo. 
La prima zucca della stagione l’ho presa che faceva ancora caldo, in una fattoria biologica, dove polpettina ha fatto anche i centri estivi.
Mi sono davvero scatenata, e in un paio di giorni l’ho finita, utilizzandola in diverse ricette.
Quindi siate pronti alla saga della zucca nei prossimi post! 
Poi non dite che non vi avevo avvertiti ;-).
Quest’ultima settimana è stata intensa e piena di emozioni.
Una delle mie cugine americane è venuta a trovarci, non la vedevo da quando io sono stata ospite da loro, circa 25 anni fa…
Non mettetevi a fare i conti sulla mia età, ché non è carino. 
Poi detto tra di noi cosa importa? Tanto non li dimostro ^_^ …
E’ bello sapere di avere un’altra famiglia in un altro continente, a S. Francisco, e dei legami che, nonostante la distanza ed il tempo che passa, rimangono. 
Ora vi lascio e finisco di preparare il trolley. Domani si parte, destinazione Milano.
Domani sera, presso l’Hotel Enterprise di Corso Sempione, si terrà il gran finale, la serata di premiazione de “La Cucina Italiana nel Mondo verso l’EXPO 2015” contest promosso da Le Bloggalline  in collaborazione con Informacibo, il patrocinio di Expo Milano ed in collaborazione con il Consorzio del Prosciutto di Parma, Consorzio del Parmigiano Reggiano e Amarena Fabbri.  
Io vi saluto, quando torno vi racconto tutto!  ^_^


VELLUTATA di ZUCCA e PATATE con QUENELLE DI RICOTTA GRATINATE
Ingredienti:
Vellutata di zucca e patate
2 patate di media grandezza
500 g. polpa di zucca
½ cipolla
1 lt di brodo vegetale (1 carota, 1 cipolla, 1 costa sedano)
Rosmarino fresco
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
Olio EVO qb
Quenelle di ricotta
300 g. ricotta biologica di mucca (soda)
2 cucchiai di Grana Padano grattugiato
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
Olio EVO qb
Salvia e rosmarino freschi qb
mandorle a lamelle qb
Tritate la cipolla e fatela soffriggere in una pentola capiente con un paio di cucchiai di olio EVO.
Lavate e sbucciate le patate e tagliatele a dadini, fate la stessa cosa anche con la zucca.
Alla cipolla unite sia le patate che la zucca e lasciate cucinare alcuni minuti, quindi aggiungete il brodo vegetale (che avrete preparato mettendo a bollire in acqua leggermente salata le verdure lavate e tagliate a pezzettoni, lasciandole cucinare a fuoco basso per circa 30-45 minuti, filtrando poi il tutto a fine cottura), il rosmarino fresco, e continuate la cottura a fuoco medio.
Quando le verdure saranno ben cotte, regolate di sale e pepe e frullate con il mixer ad immersione fino a ridurre ad una crema.
Per le quenelle, scaldate il forno a 190°, quindi lavorate la ricotta con il Grana Padano grattugiato, un cucchiaio di olio EVO, poco sale e pepe.
Aiutandovi con due cucchiai formate 4 quenelle e disponetele su una teglia coperta di carta forno.
Preparate  un trito di salvia e rosmarino, con il quale cospargerete le quenelle.
Finite con poche mandorle a lamelle e infornate per una decina di minuti, comunque fino a quando saranno leggermente gratinate.
Servite la vellutata disponendo in ogni piatto una quenelle ancora tiepida, un giro d’olio, una grattugiata di pepe e, a piacere, dei piccoli dadini di pane raffermo (io li ho saltati in padella con poco olio EVO ed uno spicchio d’aglio schiacciato).
CONSIGLIA Crostata salata di carote