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Secondi di pesce

Antipasti/ Salato/ Secondi di pesce

Polpette di merluzzo e zucchine con salsa allo yogurt e patate con buccia

 

“Impara a cucinare, prova nuove ricette,

impara dai tuoi errori, non avere paura,

ma soprattutto divertiti.”

(Julia Child)

Ecco, “soprattutto divertiti”!

Io mi diverto molto in cucina e, nello specifico, tantissimo nel produrre polpette!

Chi non ama le polpette?

Una preparazione così versatile da poterla declinare in ogni modo, utilizzando ogni tipo di prodotto, verdure, carne, pesce, cereali, legumi.

Permette di recuperare avanzi e non buttare nulla, ché è sacrilegio!

Queste polpette di merluzzo e zucchine hanno fatto felici tutti qui a casa!

La salsa allo yogurt è assolutamente perfetta per accompagnare le polpettine appena fritte e ancora fumanti.

Le patate con la buccia poi, semplicissime da preparare e buonissime, finiscono in un attimo!

Ricettina?

POLPETTE DI MERLUZZO E ZUCCHINE CON SALSA ALLO YOGURT E PATATE CON BUCCIA

Ingredienti:

Per le polpette

600 g merluzzo (cuore o filetto)

2 patate medie (lessate o cotte al vapore)

1 zucchina

3 uova (io biologiche)

1/2 spicchio d’aglio

prezzemolo qb

sale qb

pepe qb

2 cucchiai Grana Padano grattugiato

pane grattugiato qb

olio per friggere (io di arachidi)

Per le patate con la buccia

patate con la buccia sottile

fior di sale

rosmarino

olio extra vergine di oliva

1 spicchio d’aglio

Per la salsa allo yogurt

400 ml yogurt intero naturale

1 limone non trattato

menta fresca qb (o prezzemolo a seconda dei vostri gusti)

olio extra vergine di oliva qb

sale qb

pepe qb

Preparazione polpette

Tritate nel cutter la zucchina, unite le patate, il merluzzo, lo spicchio d’aglio privato dell’anima, il Grana Padano e un uovo. Regolate di sale e pepe.

Alla fine unite anche il prezzemolo fresco tritato e mescolate bene.

Iniziate a  formare le polpette con le mani umide, passatele prima nelle uova sbattute e poi nel pane grattugiato. Se desiderate una crosticina più croccante fate una doppia panatura, passando nuovamente nell’uovo e poi nel pangrattato.

Fate riposare le polpette per una mezz’ora in frigorifero.

Scaldate abbondante olio in una padella capiente e verificate la giusta temperatura, immergete uno stecchino, se si formeranno delle bollicine tutto attorno al temperatura è raggiunta.

Friggete poche polpette per volta, facendole dorare su tutti i lati, fino a quando avranno raggiunto la giusta doratura e un bel colore nocciola.

Scolatele dall’olio in eccesso ponendole su un foglio di carta assorbente.

Preparazione patate con la buccia.

Accendete il forno a 180°.

Lavate accuratamente le patate, utilizzando anche una spazzolino al bisogno per eliminare tutte le impurità.

Tagliatele in grossi spicchi e disponetele su una teglia rivestita di carta forno, distribuite l’aglio privato dell’anima a fettine (o tritato), il rosmarino, il sale e cospargete con un filo d’olio extra vergine di oliva.

Cuocete in forno ben caldo per circa 30 minuti, comunque fino a quando avranno una bella doratura.

Preparazione salsa allo yogurt

Unite allo yogurt la buccia del limone non trattato (precedentemente lavato accuratamente), il succo di metà limone, la menta spezzettata, poco olio, regolate di sale e pepe e mescolate bene.

 

NOTE:

La salsa allo yogurt si può preparare anche con altre aromatiche, erba cipollina o prezzemolo ad esempio. Si può accompagnare a diversi tipi di polpette, se preparata con la menta ad esempio si accompagna benissimo con le polpette di melanzane o di ceci.

 

Buon fine settimana gente!

 

Antipasti/ Salato/ Secondi di pesce

Polpette di sardine e pecorino al pomodoro

 

Una domenica bellissima, trascorsa all’aria aperta con la mia famiglia.

Ma soprattutto nella mia città, Venezia.

C’è forse città più bella al mondo?

Non voletemene, ok ok io sono un po’ di parte, ma credo che Venezia sia davvero unica, di una bellezza che toglie il fiato, ed in modo particolar in giornate terse e soleggiate.

La cosa più bella è passeggiare e perdersi tra calli, ponti e campielli, allontanandosi magari un po’ dalle zone più turistiche, si possono scoprire angoli della città davvero incantevoli.

Quello che non si può mancare di fare a Venezia è una sosta in qualche bacaro (piccola osteria) e assaggiare le tante delizie che si possono trovare, quelli che noi veneziani chiamiamo cicchetti.

I cicchetti sono spesso crostini di vario tipo, polenta abbrustolita a baccalà, fritturine, sarde in saor, seppioline grigliate, uova sode con l’acciuga (le amoooo) e poi non possono mai mancare le polpette!

Domenica, durante una di queste piacevoli soste ho assaggiato delle polpettine deliziose e sono stata assalita dalla voglia di replicarle subito a casa!

Insomma, mi sono subito procurata delle sardine freschissime e mi sono messa al lavoro.

Quindi oggi polpette!

Ma di sardine e pecorino con un sughetto di pomodoro dove affondare una bella fetta di pane ché la scarpetta non può mancare!

 

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POLPETTE DI SARDINE E PECORINO AL POMODORO 

Ingredienti 

600 g sardine

2 uova biologiche

50 g pecorino romano

400 g pane grattugiato

1 manciata di mandorle tritate

sale e pepe qb

600 g pomodori pelati

1 spicchio d’aglio

olio EVO

olio di arachidi (per friggere)

prezzemolo, menta qb

Preparazione

Per prima cosa pulite le sardine, tagliate la testa ed eliminate le interiora, la lisca e la coda. Lavate bene i filetti sotto l’acqua corrente, quindi asciugateli e tritateli con il coltello.

In una boule mescolate il trito di sardine con le uova, unite il pecorino romano tritato o grattugiato e circa 300 g di pane grattugiato. Salate, pepate e, a piacere, unite delle aromatiche, prezzemolo o menta, e mescolate bene.

Con le mani bagnate prendete piccole porzioni di composto e formate delle polpettine rotonde (dimensione approssimativa di di una noce o poco più grandi) o leggermente schiacciate, a vostro piacere.

Rotolatele nel restante pane grattugiato e fatele riposare una mezz’ora in frigorifero.

Mettete a scaldare l’olio di arachidi e una volta a temperatura (inserite uno stecchino, se si formeranno delle bollicine attorno l’olio è pronto) mettere a cuocere 5-6 polpettine alla volta, avendo cura di girarle per farle dorare da tutti i lati.

Fatele asciugare su un piatto rivestito di carta assorbente.

Preparate il sugo di pomodoro, fate soffriggere lo spicchio d’aglio con qualche cucchiaio di olio EVO in una padella capiente, tagliate i pomodori pelati e versateli nella padella, salate, pepate e lasciate cuocere per 10-15′.

Unite le polpettine e lasciate insaporire con il sugo, facendo cuocere per altri 10′, finite unendo delle aromatiche, prezzemolo fresco o menta e servite ben calde.

 

 

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Sul pesce azzurro. Si chiamano così quei pesci generalmente di piccola pezzatura il cui costo è anche abbastanza ridotto per la grande quantità di pescato.

Aguglia, alice, sgombro, sardina, sciabola, sugarello, sono alcune specie che fanno parte di questa categoria.

Ha tantissimi pregi il pesce azzurro, oltre ad essere molto economico, fa bene ed è decisamente versatile in cucina.

La cosa in assoluto più fastidiosa, diciamocelo, è pulirlo, in particolar modo i pesci più piccoli, quali ad esempio le alici e le sardine.

Non è un’operazione difficile, richiede soltanto un po’ di manualità e soprattutto pazienza.

Importante utilizzare un coltello affilato ed appoggiarsi su un tagliere.

Tagliate per prima cosa la testa, con questa operazione, trascinando il coltello sul tagliere, toglierete già buona parte delle viscere.

Poi, con il coltello (ma potete farlo anche con le dita) seguendo la lisca del pesce fino alla coda, aprite la sardina separando in due i filetti, sollevate quindi la lisca e staccatela.

Se il pesce è molto fresco farete un po’ più fatica a separare i filetti dalla lisca, quindi sarà più pratico utilizzare la lama del coltello per staccare bene tutta la polpa.

Lavateli accuratamente sotto l’acqua corrente e infine tamponateli, prima di procedere alle vostre preparazioni.

 

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LEI

La mia città.

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Sosta cicchetti a L’Aciugheta

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Io inizio a preparare il trolley ché mi attende un fine settimana nella Capitale!

Buon fine settimana gente!

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Piatti unici/ Salato/ Secondi di pesce

Calamari ripieni con pomodori datterino confit

 

Oggi vi propongo la mia ricetta, pubblicata nel mese di agosto su Territori Coop.

Adoro pesce molluschi e crostacei, in particolar modo i calamari.

Mi piace presentarli in modo diverso ed abbinarli ai prodotti che la stagione offre, in questo caso dei datterino profumatissimi.

Un secondo piatto molto estivo, leggero e profumato e, a mio avviso, davvero irresistibile.

 

Da dove iniziamo? Dai calamari?
Fanno parte della famiglia dei molluschi cefalopodi (dal greco kephale e podos , ovvero testa con piedi), trovano ampio utilizzo nelle ricette di mare, sono molto versatili e si prestano a diversi tipi di preparazione.
I calamari qualche volta vengono confusi con i totani, la principale differenza tra loro sta nelle pinne, che nel calamaro coprono circa metà della lunghezza della sacca, mentre nel totano sono inserite nell’estremità inferiore.

Il calamaro ha carni di colore bianco rosato, con una pelle rosso violacea (dev’essere di questo colore se volete un prodotto fresco), due larghe pinne lungo il corpo e 10 tentacoli, di cui due più lunghi. La loro carne è delicata, magra e gustosa, ricca di sali minerali quali sodio, potassio, fosforo e magnesio, una discreta dose di proteine e pochi grassi, è ottima cotta al forno ed in umido, ma anche fritta e alla piastra.

Grazie al loro corpo conico, si prestano in modo particolare ad essere farciti, in questo caso sarà necessario procurarsi dei calamari medio/grandi, vi sarà più semplice riempirli. Dalla Spagna alla Grecia, ma ovviamente anche in Italia, i calamari ripieni sono un vero classico della cucina di mare, ne troviamo innumerevoli versioni e ricette.
Che siano cotti al forno, in tegame, con il pomodoro o in bianco mettono sempre tutti d’accordo.

Ogni Paese, Regione, ha le sue ricette e modo di prepararli, ed anche più di uno. A me piacciono tantissimo anche ‘in umido’ ed un po’ piccanti, come li ho mangiati in Spagna diversi anni fa, presentati in un tegame di coccio super mega bollente e accompagnati da tante fette di pane abbrustolito!

Nella ricetta che vi propongo, accompagnati con i datterino confit, vanno cotti rigorosamente in bianco e con un ripieno sapido, aromatico ma molto semplice.
Sapete da cosa deriva la parola confit? Dal francese confire, candire, conservare.

Si tratta di una tecnica di conservazione abbastanza antica, che ha le sue origini nel Medioevo, in Francia. Una cottura a bassa temperatura, inizialmente utilizzata per conservare la carne principalmente di anatra e di oca, carni che diversamente si sarebbero rovinate in brevissimo tempo.

Il principio di questo metodo è quello di eliminare il più possibile l’acqua contenuta nel prodotto, causa principale del deterioramento degli alimenti. Alla cottura a bassa temperatura venivano abbinati o zucchero o aceto o grassi animali, che aiutavano nel preservare gli alimenti.

Solo successivamente questo metodo è stato utilizzato anche per verdure ed ortaggi, con risultati peraltro ottimi, perché questo tipo di cottura esalta molto il sapore naturale, mantenendo intatta la struttura dell’ingrediente.
Potete utilizzare i pomodori che preferite, normalmente vengono utilizzati i pomodori ciliegino, molto buoni, io ve la propongo con i datterino, leggermente più dolci, ai quali in cottura, oltre allo zucchero ed agli aromi, aggiungo anche la buccia del limone che crea un piacevolissimo contrasto.

Vi consiglio di prepararne una dose abbondante dato che è necessario tenere acceso il forno per svariate ore, per questo motivo ho indicato ingredienti per 1 kg di pomodori, una volta cotti e raffreddati potrete tranquillamente conservarli in frigorifero per alcuni giorni.
Sono perfetti da soli come antipasto, su una fetta di pane abbrustolito, ma anche come condimento della pasta o del riso (sia caldi che freddi), su pizze e focacce e, ovviamente, per accompagnare secondi di carne o di pesce.

Insomma, io li considero un goloso passe-partout!

 

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CALAMARI RIPIENI CON POMODORI DATTERINO CONFIT

 

Ingredienti

Calamari ripieni

8 calamari medio/grandi

2 uova biologiche

Pane grattugiato qb

2 spicchi d’aglio

4-5 cucchiai di Grana Padano grattugiato

3-4 acciughe

Prezzemolo fresco qb

Basilico fresco qb

2-3 pomodori secchi

1 peperoncino

Olio evo qb

Sale integrale qb

Pepe bianco qb

Vino bianco secco qb (per sfumare)

Pomodori datterino confit

1 kg pomodorini datterino (o ciliegino)

3 cucchiai di zucchero

3 spicchi d’aglio

2 limoni biologici (buccia)

Timo fresco qb (meglio se limonato)

Sale qb

Pepe bianco qb

Olio evo qb

Preparazione

Per i pomodori datterino confit

Lavate ed asciugate accuratamente i pomodori datterino (o ciliegino). Tagliateli a metà nel senso della lunghezza e disponeteli su una teglia rivestita di carta forno (per 1 kg di pomodori ve ne servirà più di una), uno accanto all’altro e con la parte tagliata rivolta verso l’alto.

Tritate finemente l’aglio (privato dell’anima), grattugiate la buccia del limone e lavate le foglioline di timo sotto l’acqua corrente.

Cospargete i pomodorini con lo zucchero in modo uniforme, poi anche con l’aglio tritato e la buccia del limone. Distribuite sopra le foglioline di timo, salate e pepate e cospargete con un filo d’olio evo, quindi infornate a 100° per circa 3 ore (è anche possibile ridurre il tempo di cottura a un’ora e mezza/due aumentando la temperatura a 130-140°, ma il risultato è migliore con la temperatura a 100°).

Per i calamari ripieni

Pulite i calamari, staccate i tentacoli dalle sacche, eliminate la bocca, gli occhi, la pelle che riveste le sacche, la cartilagine interna e le interiora, quindi lavateli bene sotto l’acqua corrente.

Tagliate i tentacoli in piccoli pezzetti.

Fate rosolare uno spicchio d’aglio tritato con un filo d’olio evo in una padella dal fondo spesso, unite le acciughe spezzettate ed i trito di tentacoli, lasciate saltare alcuni minuti.

Versate il composto in una ciotola ed unite le uova, basilico e prezzemolo lavati e tritati ed il Grana Padano grattugiato.

Mescolate bene, regolate di sale e pepe ed unite anche il pane grattugiato, tanto quanto ve ne chiederà il composto, dovrà rimanere abbastanza morbido.

Aiutandovi con un cucchiaino, riempite le sacche dei calamari con il composto preparato, chiudetele con uno stecchino. Fate attenzione a non riempirli troppo, in cottura le sacche si ritireranno leggermente e potrebbe fuoriuscire il ripieno.

Tritate i pomodori secchi insieme al peperoncino.

Fate rosolare i calamari in una padella dal fondo spesso (anche la stessa usata precedentemente per cuocere i tentacoli) con olio, lo spicchio d’aglio schiacciato e il trito di pomodori secchi e peperoncino, salate.

Una volta rosolati bene su tutti i lati, sfumate con poco vino bianco, fate evaporare e, se necessario, unite poca acqua e fate cuocere a fiamma vivace per 15-20 minuti, comunque fino a quando saranno ben rosolati.

Eliminate gli stecchini e servite interi o affettati insieme ai pomodorini confit.

 

 

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Ovviamente la ricetta la potete trovare anche su

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A presto!

 

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Salato/ Secondi di pesce

Baccalà alla vicentina, la ricetta della mamma

 

 

Il Baccalà.

Da precisare intanto che qui in Veneto, quando parliamo di baccalà, intendiamo lo stoccafisso, ovvero un merluzzo nordico e, precisamente, il Merluzzo Artico Norvegese che anzichè salato, viene seccato ai venti del Nord.

E’ interessante sapere che lo stoccafisso è un’importante voce delle esportazioni di diversi paesi, in particolare della Norvegia ma, soprattutto, che i due terzi delle suddette esportazioni sono verso l’Italia.

Ricette del baccalà alla vicentina ne troverete tantissime e leggermente diverse tra loro, se volete quella originale andate sul sito della Confraternita del Bacalà.

Il titolo del loro articolo incipit della ricetta a me fa morire dal ridere‘Una mummia commestibile? Il baccalà’.

Ecco, a mio avviso, rende davvero bene l’idea.

Un pesce legnoso, duro e stopposo, grazie a queste ricette tradizionali, viene tramutato in piatti meravigliosi.

Varianti insomma ne troverete tante.

C’è chi lo lascia in pezzi grossi e consiglia quindi di non romperlo, chi mette meno acciuga e cipolla, chi mette l’aglio e chi no, chi la farina non la mette, insomma di tutto e di più.

Su alcune cose però non si transige. Il pesce dev’essere di eccellente qualità (la Ragno delle Isole Lofoten è considerata la qualità migliore), così come l’olio, di cui il piatto abbonda.

Infine, per quanto riguarda la preparazione, durante la cottura il pesce non si deve muovererimestare.

Io vi propongo la ricetta che fa da sempre mia mamma.

Nella ricetta originale la cottura dovrebbe essere sul fuoco, lenta e molto lunga, intorno alle 4 ore.

Per praticità mia mamma lo cuoce al forno e, con il suo sistema (pratico, veloce ed economico), secondo me viene perfetto.

Morbido, ma con una crosticina spettacolare in superficie.

 

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BACCALA’ ALLA VICENTINA

Ingredienti

Dose per 6 persone

600 g di stoccafisso secco

250 g di cipolle bianche

4-5 acciughe

5 dl ca di latte

40 g Grana Padano grattugiato

farina qb

prezzemolo fresco tritato qb

olio evo qb (ca 200- 250 ml)

sale qb

pepe qb

Preparazione

Ammollate lo stoccafisso in acqua per 48 ore, cambiando l’acqua frequentemente (ca ogni 4 ore). Eliminate la pelle e le spine, quindi tagliate la polpa del baccalà a pezzetti.

Tritate le cipolle. Scaldate poco olio in una padella antiaderente e fate sciogliere le acciughe, unite le cipolle tritate e lasciate cuocere per una decina di minuti. A cottura ultimata, a fuoco spento, unite anche il prezzemolo tritato.

Infarinate leggermente i pezzi di baccalà (che devono essere belli asciutti), avendo cura di eliminare la farina in eccesso. In una pirofila fate uno strato con qualche cucchiaiata di soffritto, quindi disponete sopra tutti i pezzi di baccalà infarinato. Versate sopra le cipolle, l’olio EVO, quindi anche il latte (deve coprire tutto a filo), il Grana Padano grattugiato, salate e pepate.

Infornate la pirofila a 170° C per un’ora coperta con un foglio di alluminio. passato il tempo, togliete l’alluminio e continuate la cottura per altri 20-30 minuti. Dovrà asciugare e fare una bella crosticina sopra.

E’ consigliabile farlo riposare una notte prima di servirlo.

Servitelo caldo, accompagnato con della polenta a fette passata sulla griglia.

 

Il baccalà alla vicentina nella versione di mamma Anna.

 

 

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Buona settimana!

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Eventi/ Salato/ Secondi di pesce

FILETTO DI SCORFANO GRATINATO agli ANACARDI…per #VENTURATOPBLOGGER2014


“ La qualità non è mai casuale;
è sempre il risultato di uno sforzo intelligente” 
John Ruskin
Sono di corsa questa settimana.
Trolley in fase cosacavolocimettodentro  e tante cose da fare prima della partenza.
Si, perché sono in partenza giovedì mattina…
Il 27 e 28 Novembre sarò ospite di Ventura presso il Casta Diva Resort & Spa, prestigioso hotel sul Lago di Como.
Non sarò sola ovviamente, con me ci saranno altre blogger.
La location è davvero da sogno e, nel pomeriggio di giovedì, ci attende una lezione con il Maestro Luca Montersino.
Che dire? Posso essere un filino emozionata secondo voi?
Io al mio ritorno vi racconto tutto…
Voi intanto potete seguire la nostra avventura sui social seguendo l’hastag #VenturaTopBlogger2014!  ^_^.
Qualità.
La qualità non è casuale.
E’ frutto di competenza, di impegno.
Ventura da oltre 70 anni sceglie la frutta là dove le migliori condizioni ambientali e climatiche incontrano la più qualificata competenza agroalimentare, frutto di tradizioni millenarie e delle tecniche di coltivazione più avanzate e rispettose della natura.
L’Azienda dedica estrema attenzione a tutto il processo produttivo, garantendo prodotti con la massima integrità e freschezza. 
Quindi eccomi ancora con una ricetta dove protagonista è la frutta secca Ventura, altre ricette con i loro prodotti potete trovarle qui e qui.
Per me frutta secca non sono solo ricette dolci.
Amo utilizzarla anche (e tanto!) nelle preparazioni salate.
A dire il vero la frutta secca è quasi sempre presente nella mia cucina (se qui potesse scrivere mio marito direbbe che ho ‘sacchettini dappertutto’…)
Questa ricetta è veloce, semplice, sana e fa anche la sua bella figura nel piatto.
Che fate la provate? 
 
Io vi racconto tutto appena torno!
Buona settimana gente!

FILETTO DI SCORFANO GRATINATO agli ANACARDI
Ingredienti (per 4 persone)
4 filetti di scorfano
2 patate grandi
70 g di anacardi Ventura
1 spicchio d’aglio
prezzemolo fresco qb
olio EVO qb
sale qb
pepe bianco qb
Lavate, sbucciate ed affettate le patate molto sottili.
Disponete le fettine su una teglia coperta di carta forno, sovrapponendole leggermente in modo da formare una base per ciascun filetto di pesce.
Infornate a 190° per ca 6-7 minuti, quindi estraete dal forno.
 
Utilizzando il cutter (o tritatutto), preparate un trito grossolano con gli anacardi, il prezzemolo, l’aglio e poco olio EVO.
Disponete sopra al ogni base di patate un filetto di scorfano e coprite ciascun filetto con il trito di anacardi e prezzemolo.
Salate, pepate, condite con un filo d’olio EVO ed infornate a 190° per circa 20 minuti.
Diario/ Salato/ Secondi di pesce

POLPETTE DI SEPPIA con SALSA ALLO YOGURT …. e TANTE COSE BELLE


La settimana è quasi passata, e per noi è stata abbastanza frenetica.
La prima settimana di scuola è sempre così, se poi è moltiplicata per due diventa una settimana di corsa.
Respirando profondamente e ripetendo ‘OHMMMM’mentalmente, mattinate passate in coda per acquistare il materiale scolastico, i libri, per fare i vari pagamenti in banca (contributo volontario…ne vogliamo parlare? No, meglio di no và, ché sennò ci viene mal di stomaco di prima mattina…), per acquistare i buoni mensa (ovviamente in un’altra banca…mica vorremmo semplificare le cose, naaaaaaa),  per consegnare documenti vari in direzione, le alzatacce e le vestizionifrenetiche da metabolizzare…insomma non è stato semplice ma siamo sopravvissuti! ^_^
La cosa che però ci rende felici è che Polpettinaha avuto un approccio perfetto, è contenta, carica e si sveglia volentieri per andare a scuola, cosa chiedere di più?
Si sente grande, ed è davvero cresciuta tanto, soprattutto caratterialmente.
Come crescono in fretta…
Lei non vorrebbe più essere chiamata così.  
Polpettinaintendo.
….ma la chiamo in questo modo da quando è nata, mi viene così spontaneo mannaggia!
Capisco però che ormai è grande, quindi abbiamo trattato sulla faccenda.
Mi ha concesso di chiamarla Polpettina solo tra le mura domestiche, fuori no, fuori è Serena e basta. ^_^
A proposito di polpette, io con queste l’ho ingannata per bene, che le seppie non le vuole vedere neanche da lontano, ma che sotto forma di polpetta mangerebbe qualsiasi cosa.
Provatele, sono ottime! 
La salsina secondo me ci sta troppo bene, ed è ottima per accompagnare anche carni bianche ed in particolar modo quelle alla griglia!

Ora vi saluto e mi riposo un po’…ché il fine settimana sarà abbastanza pieno ^_^

Domani vado in gita in un bel posto con la mia cara amica Lara

Domenica invece saremo in tante ad una bella festa, presso le Tenute Tomasella, info qui!
 
Le Bloggalline alla vendemmia!

Insomma fine settimana intenso, vi auguro buon week end gente! 
Poi quando torno vi racconto!!! 😉

POLPETTE DI SEPPIA con SALSA ALLO YOGURT

Ingredienti:

Polpette di seppia

500 g. di seppie
40 g. Parmigiano Reggiano grattugiato
90 g. pane grattugiato (più altro per panare le polpette)
2 uova biologiche
1 spicchio d’aglio (facoltativo)
la scorza di mezzo limone biologico
Prezzemolo fresco qb
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
Salsa allo yogurt

200 g. yogurt greco
1 spicchio d’aglio
½ cucchiaino di curry
buccia di ½ limone biologico o non trattato
1 cucchiaio di olio EVO
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
menta fresca (facoltativa)
Lavate bene le seppie sotto l’acqua corrente (le mie erano già state pulite, diversamente eliminate pelle, osso, becco ed occhi), tagliatele a pezzettoni e tritatele finemente nel cutter (robot da cucina) con lo spicchio d’aglio privato dell’anima, unite le uova, il Parmigiano ed il pane grattugiato.   

Per ultimo unite il prezzemolo fresco, mescolate bene, quindi con le mani bagnate per evitare vi si appiccichi il composto, formate delle palline e passatele nel pane grattugiato.

Scaldate l’olio nella padella (verificate se è pronto facendo la prova stecchino, immergete uno stecchino, se si formano delle bollicine tutto intorno l’olio è alla giusta temperatura), fate cucinare poche polpette per volta (3-4 a seconda della dimensione della padella), giratele durante la cottura e toglietele appena le vedrete belle colorate.

Servite calde (potete tenerle al caldo nel forno, a bassa temperatura) con la salsa allo yogurt.

Antipastino? ^_^

Salsa allo yogurt

Tritate l’aglio ed unitelo allo yogurt, mescolate bene quindi unite anche gli altri ingredienti. 
Menta fresca sminuzzata se vi piace, ma è buona anche senza.
Regolate di sale e pepe e conservate in frigorifero fino al momento di servirla.

Inizia l’avventura cucciolotta!

Salato/ Secondi di pesce

PANZANELLA ALL’ACQUA DI MARE…L’ESTATE MICA E’ FINITA!


 
Ci sono dei piatti che per me rappresentano l’estate, le vacanze, il sole.
Uno di questi piatti è la panzanella.
Da quando l’ho scoperta, diversi anni fa, non l’ho più lasciata.
E’ un piatto unico che risolve in modo semplice ed elegante sia pranzo che cena.
Piatto povero della tradizione contadina, permette di creare un pasto delizioso e profumato partendo da del semplice pane raffermo.
Dalla ricetta base, con pomodoro, cipolla, cetrioli e basilico, è divertente spaziare, sperimentando nuove versioni con l’utilizzo di altri ingredienti (mai provato a fare la panzanella svuota dispensa?).
Questa versione di mare arriva dalla lettura di un quotidiano mentre facevo colazione in pasticceria.
Non potevo strappare la pagina (mammamia quante volte leggo cose interessanti e mi verrebbe da fare STRAAAAPP…a voi no? ^_^), quindi ho letto bene, preso nota e una volta a casa, cercato sul web.
La ricetta originale la trovate qui, io ho fatto le mie (solite… ^_^ ) piccole modifiche.
Oggi qui piove e la temperatura si è anche abbassata…(pensare che ieri al mare si stava benissimo), ma l’estate mica è finita!
Quindi vi propongo un bel piatto super estivo, sperando in un settembre soleggiato e caldo!
Buon inizio settimana gente!
 

PANZANELLA ALL’ACQUA DI MARE
Ingredienti (per 4 persone):
350-450 g di pane raffermo (preferibilmente Toscano)
1,400 Kg di cozze
1 kg di vongole veraci
400 g di calamari
1 cipolla di Tropea grande
350-400 g pomodoro ciliegino (o datterino)
2 cetrioli
2 coste di sedano verde
Vino bianco qb
1 limone biologico
Prezzemolo qb
Basilico fresco qb
Aglio qb
Olio EVO qb
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
 
Per prima cosa fate spurgare le vongole. Lavatele sotto l’acqua corrente e poi mettetele a bagno in una terrina immerse in acqua e sale fino (circa 2 cucchiaini ogni litro). Lasciatele in ammollo per almeno un’ora. Passato il tempo, buttate l’acqua e la sabbia depositata quindi ripetete l’operazione almeno un’altra volta (meglio se 3 volte in tutto, questo per essere certi che sputino fuori tutta la sabbia).
Pulite bene le cozze sotto l’acqua corrente, spazzolatele (potete utilizzare una spazzola dura di saggina oppure la paglietta) ed eliminate eventuali incrostazioni con un coltello. Eliminate la barbetta (bisso che fuoriesce dalla conchiglia) strappandola, quindi mettetele in una padella grande con un paio di cucchiai di olio EVO, uno spicchio d’aglio schiacciato, un mezzo limone tagliato a fette, regolate di sale e pepe. 
Lasciatele cuocere (coperte) per circa 5 minuti, comunque fino a quando saranno aperte.
Sgusciatele (buttate quelle chiuse) e filtrate il liquido di cottura, tenete da parte.
Fate rosolare in una padella capiente con alcuni cucchiai di olio uno spicchio d’aglio, quindi buttate le vongole, mezzo limone tagliato fette (precedentemente lavato bene) sfumate con poco vino bianco, salate, pepate  e lasciate cuocere (coperte) per 5 minuti circa.
Quindi, come per le cozze, sgusciate e filtrate il liquido di cottura. Tenete da parte.
Pulite i calamari. Staccate la testa dal resto del corpo, si staccheranno anche le viscere, che sono attaccate alla testa. 
Con un coltello, tagliate le viscere, eliminate il becco facendo una leggera pressione con le dita, ed eliminate gli occhi. 
Infine sfilate la cartilagine interna e la pelle, sciacquateli bene sotto l’acqua corrente e tagliateli a rondelle.
Scaldate una padella con poco olio ed uno spicchio d’aglio, unite i calamari, sfumate con pochissimo vino bianco, e lasciate cuocere per circa 10-15 minuti.
Regolate di sale e pepe e tenete da parte.
 
 
Tagliate il pane raffermo a piccoli dadini, versatelo in una terrina capiente, quindi bagnatelo con il liquido di cottura filtrato di cozze e vongole, quanto basta per farlo ammorbidire bene.
Unite le cozze e le vongole sgusciate, i calamari, le verdure (pomodori, sedano, cipolla, cetrioli) lavate e tagliate in piccoli pezzi. 
Aggiungete le erbe aromatiche (basilico e prezzemolo freschi), altro olio EVO se necessario e mescolate bene.
Non dovrebbe servire altro sale né pepe, il liquido di cottura di cozze e vongole dovrebbe essere sapido e piccante al punto giusto!
E’ consigliabile farla riposare (coperta con della pellicola) in frigorifero prima di consumarla, consigliati almeno 30 minuti di riposo. 
Voilà!  Piatto unico meraviglioso!
ieri il mare era davvero bello…^_^
BYE!
Greenery mood/ Salato/ Secondi di pesce

ASPETTANDO PAZIENTEMENTE. SEPPIE ARROSTITE su CREMA di PISELLI FRESCHI

 




A volte anche andare dal medico ha un suo perché.Tu telefoni per prendere appuntamento e te lo dà una settimana dopo “Signora, non ho posto, le fisso l’appuntamento per venerdì..”, cavolo! Ma cheè?? Sono tutti malati??Comunque, arriva il fatidico giorno e ti rechi dal medico.

Arrivi con il tuo solito dieci minuti di anticipo, ché mi hanno insegnato che arrivare in ritardo è maleducazione….

Trovi l’invasione.

Telefoni che squillano senza tregua, segretarie agitate ché non funziona l’adsl, persone gocciolanti (ché quel giorno pioveva..), tutti di fretta, raffreddati e nervosi.

Capisci che nonostante l’appuntamento dovrai aspettare un bel po’, e un pochino ti girano…

Ma poi ti siedi e ti rassegni.

Ok prendiamoci ‘sto giornale e facciamo passare il tempo.

Rovistando tra le riviste (non c’era granché, non è come dal parrucchiere.…) mi capita in mano l’inserto del Corriere della Sera, “Io Donna”  e, sfogliando,  ecco questa ricetta.

Colpo di fulmine, tiro fuori il cellulare, CLIC faccio la foto (poi mi è venuto a mente che le ricette ci sono anche online…ma tanté).

Il giorno successivo compero le seppie ed i piselli freschi.

Uno spettacolo! Semplice e buonissima.

Io forse non potevo nemmeno mangiarle le seppie, ma ho trasgredito….

Tanto il mio medico non lo sa che ho un blog, quindi spero che non lo venga a sapere!

Buon fine settimana!

 

 

SEPPIE ARROSTITE SU CREMA DI PISELLI FRESCHI

Ingredienti (per 4 persone):

800 g di seppie

350 g di piselli sgranati

Brodo vegetale qb (1/2 costa di sedano, 1 carota, ½ cipolla)

Erbe aromatiche a piacere (io origano fresco ed erba cipollina, fiore compreso 😉  )

Olio EVO qb (io aromatizzato all’aglio)

Sale rosa dell’Himalaya qb

Pepe bianco qb

 
 

Lessate i piselli tuffandoli in acqua bollente leggermente salata.

Scolateli e raffreddateli in acqua ghiacciata (affinché mantengano il colore verde vivo), io li ho raffreddati velocemente nell’abbattitore.

Poi metteteli in un piccolo pentolino, avendo cura di tenerne da parte pochi per finire il piatto, unite del brodo vegetale, e frullateli con il mixer ad immersione.

Scaldate leggermente la crema, regolate di sale e pepe e tenete da parte.

Arrostite le seppie a fuoco vivace in una padella antiaderente bella calda.

Tagliatele a striscioline, salatele e passate un filo d’olio (io all’aglio).

Distribuite  la crema di piselli nei piatti e adagiate sopra le striscioline di seppia.

Finite con i piselli interi tenuti da parte, delle erbe aromatiche (io origano ed erba cipollina) ed un filo d’olio.

 
 
 
 
  
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Salato/ Secondi di pesce

DI SARDE, FINITE…MOSCARDINI IN UMIDO CON LENTICCHIE MIGNON

 
 





Questa è davvero bella.Mi sono recata in pescheria perché volevo acquistare delle sarde fresche e, dopo aver fatto una bella fila con il mio bel numerino tra le dita, arriva il mio turno e le sardine?
Finite.
Un signore anziano, prima di me, non so quanti cavolo di chili ne ha acquistate e sono finite… 

Vabbè. Vedo il cartello “Polpi pescati nel Mar Mediterraneo”.
Ok! Perfetto, faccio la ricetta di mia mamma con le lenticchie.

 

Arrivo a casa e di cosa mi accorgo?…sono dei moscardini, belli grossi, ma sono moscardini.

 

Chiariamo subito le cose, perché conoscere le materie prime non è cosa scontata evidentemente: il polpo (non polipo, se lo chiamano così sbagliano, il polipo è un’altra cosa) ha 8 tentacoli e 2 file di ventose simmetriche (attenzione, simmetriche!), mentre il moscardino ha solo una fila di ventose…

 

Il polpo è parente di seppie e calamari (…che però hanno 10 tentacoli!), poi c’è anche da sapere che i polpi più grandi vengono chiamati piovre….sono la stessa identica cosa, ma sono più grossi.

 

Mi chiedo, ma in una pescheria non le dovrebbero sapere ‘ste cose?…mah?

 

A me è andata bene anche così, per carità, perché i moscardini vanno anche meglio ha detto mia mamma, però…

 

Torniamo ai folpeti…a Venezia li chiamiamo così!

 

Se vi capita di farvi un giro nella città a forma di pesce, recatevi in un’osteria (bàcaro) e troverete tra i tanti cicheti, i folpeti lesi (moscardini lessi).

 

Vengono lessati esattamente come nella ricetta sotto (se vi va ci sta bene dell’alloro nell’acqua di cottura) ma senza privarli delle interiora…si avete capito, si mangia tutto, tutto.

 

Questa ricetta, che a me piace davvero tanto, non credo sia veneziana onestamente…devo ricordare di chiederlo a mia mamma, perché l’ho rubata a lei.

 

Ha davvero un suo perché abbinarci una buona polenta morbida.Ciao amici!

 

 

 

MOSCARDINI IN UMIDO CON LENTICCHIE MIGNON

Ingredienti:

600 – 700 g moscardini freschi

250 g lenticchie mignon biologiche

1 carota grande

2-3 costole di sedano

½ cipolla

Olio evo

Peperoncino qb

Passata di pomodoro qb

Sale rosa dell’Himalaya qb

Pepe qb

Prezzemolo qb

 
 
 

Lavate e tagliate le verdure, sedano, carota e cipolla e mettetele a rosolare con poco olio evo in un tegame.

Lavate le lenticchie ed aggiungetele alle verdure, regolate di sale e pepe, aggiungete dell’acqua e lasciate cuocere seguendo le indicazioni di cottura, per questo tipo che ho utilizzato non serve l’ammollo e si cucinano abbastanza velocemente, circa 15-20 minuti.

Lavate i moscardini, svuotateli dalle interiora ed eliminate con un coltello il ‘becco’ e gli occhi.

Immergeteli per 3 volte nell’acqua salata a bollore fino a fare arricciare i tentacoli.

Lasciateli cuocere circa  20 minuti. Con la schiumarola eliminate la schiuma che si forma durante la cottura.

Scolateli e tagliateli a pezzettoni.

Aggiungeteli alle lenticchie, con la passata di pomodoro, il peperoncino e lasciate cuocere tutto insieme per altri 10-15 minuti, aggiungendo poca acqua di cottura dei moscardini (schiumata!).

Solo alla fine aggiungete il prezzemolo.

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CONSIGLIA Crostata salata di carote