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Piatti unici/ Salato

Shakshuka

 

 

“Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati.

Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare.”

Jack Kerouac

Shakshuka, o Shakshouka, nome difficile da pronunciare, nel tentare di farlo la lingua mi si attorciglia.

Posso solo dirvi che adoro questa ricetta! Mi è piaciuta troppiSSimo!

Ho visto alcune foto su Pinterest, social che per me è una droga... eh si, quando ci entro, finisce che rimango lì a scorrere e pinnare foto come se non ci fosse un domani.

È partito tutto così insomma, ho visto alcune foto, piccola ricerca di storia e ricetta ed ecco qui, fatta, fotografata velocemente e sbafata subito ché è buona calda calda e con l’ovetto cotto al punto giusto, né troppo, né troppo poco.

Di versioni sul web ne ho trovate parecchie, io alla fine mi sono fermata da loro, ché sono bravi e a me piacciono molto, anche se confesso che qualche piccola modifica/aggiunta l’ho fatta.

La shakshuka è probabilmente di origine nord africana (in berbero infatti significa ‘mistura’), importata successivamente nella cucina israeliana dagli ebrei tunisini immigrati in Israele, viene servita di solito a colazione o cena accompagnata da un’insalata e, necessariamente dal pane, ché qui la scarpetta è assolutamente d’obbligo.

Potete decidere di prepararla in una unica padella e poi servirla nei piatti, oppure presentarla direttamente in piccole padelline monoporzione.

Io ho preferito la seconda possibilità (adoro ‘sto padellino e appena ne ho la possibilità lo uso!).

Ricettina?

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SHAKSHUKA 

 

Ingredienti (Dosi per 4 persone)

4 uova

600 g polpa di pomodoro

1 spicchio d’aglio

½ cipolla dorata

2 pomodori

4 friggitelli

½ peperone

1 peperoncino piccante fresco (o secco)

1 cucchiaino ca. di cumino

paprika qb

olio evo qb

Preparazione

In una padella dal fondo spesso e sufficientemente capiente, fate rosolare con poco olio evo la cipolla tritata finemente e lo spicchio d’aglio intero e schiacciato.

Unite i pomodori tagliati a dadini e i peperoni privati dei semi e filamenti e tagliati a piccole listarelle, fate cuocere qualche minuto.

Unite la polpa di pomodoro, poca acqua, una presa di zucchero per regolare l’acidità, il sale, il cumino e la paprica, eliminate lo spicchio d’aglio ed unite il peperoncino piccante tagliato a pezzetti.

Ponete all’interno anche i friggitelli a cui avrete eliminato il picciolo e i semi interni, lasciate cuocere a fiamma bassa, fino a quando si saranno cotte le verdure ed il sugo ristretto.

Una volta pronto unite le uova, ben distanziate tra loro, facendo attenzione a non rompere il tuorlo, e cercando di farle rimanere in superficie.

Continuate la cottura fino a quando l’albume sarà rassodato ed il tuorlo leggermente velato.

Servite ben caldo.

 

Accompagnare con taaaanto pane per la ‘scarpetta’!

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Buona settimana gente!

 

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Piatti unici/ Primi piatti/ Salato

Cous cous mediterraneo di mare e di terra

Una pietanza che amo preparare spesso, variandola con ingredienti diversi.

Ricetta che nasce in collaborazione con Territori Coop.

Piatto di origine araba e simbolo della convivialità, una pietanza che fa da legante, accomunando culture e popoli diversi.

Il cous cous è un piatto che evoca l’Oriente, notti sahariane di luna e cieli stellati, le carovane tra le dune, il tè nel deserto, non a caso è una preparazione originaria e tipica del Nord Africa, in particolare delle popolazioni berbere del Maghreb. Il cous cous è un piatto antico, la sua storia è paragonabile solo a quella del pane o del riso, una leggenda ne narra la nascita addirittura tra il 970 e il 930 prima di Cristo.

Nato come alimento ‘povero’, viene ottenuto dal grano duro, Triticum durum, (in alcune regioni anche da orzo o miglio), che viene macinato grossolanamente. La semola ottenuta viene cosparsa d’acqua e lavorata a lungo con le mani fino ad ottenere tante piccole pallottoline, queste vengono poi passate al setaccio al fine di ottenere piccoli granelli del diametro di un millimetro circa. Vengono poi fatti essiccare al sole e successivamente cotti in speciali pentole di terracotta, formate da due tegami sovrapposti dove, nella parte inferiore vengono cotte le verdure e/o la carne, e nella parte superiore forata, cuoce la semola, che in questo modo assorbe tutti i profumi ed aromi che provengono dal brodo sottostante.

La preparazione originaria della semola e della successiva cottura è abbastanza lunga e laboriosa, oggi la sua produzione è in gran parte meccanizzata e la semola viene ormai commercializzata in tutto il mondo; solitamente la si trova in commercio precotta, viene infatti essiccata dopo essere stata cotta al vapore, così da rendere davvero veloce la sua preparazione, con la sola aggiunta di acqua o brodo bollente per farla rinvenire.

Piatto davvero mutevole, ogni paese ha la sua tradizione. In Marocco viene preparato con i 7 ortaggi (numero magico che evoca molte credenze tra il popolo berbero) o con carne di montone, ceci ed anche uvetta, in Tunisia viene servito con il pesce oppure con agnello o pollo ed accompagnato da una salsa piccante, la harissa, a base di peperoncini piccanti pestati con aglio e spezie, tra le quali il coriandolo e il carvi, e non manca la versione dolce, il mestuf, in cui la semola viene servita con miele, frutta fresca e secca e spezie profumate.
Pellegrino Artusi scriveva ”E’ un piatto di origine araba che i discendenti di Mose’ e di Giacobbe hanno, nelle loro peregrinazioni, portato in giro per il mondo”.

La diffusione di questa pietanza nei paesi del Mediterraneo avvenne soprattutto grazie agli ‘uomini di mare’, per primi gli arabi, ma anche i mercanti di spezie ed i pescatori, che giunsero in Spagna, Francia ed in Italia. In alcune regioni italiane il suo consumo è molto radicato. In Sardegna, a Carloforte troviamo il cascà, preparato con verdure di stagione, legumi e spezie, la cui tradizione deriva dai pescatori di corallo liguri che, in arrivo dall’isoletta tunisina di Tabarca, si stabilirono sull’Isola di san Pietro. Troviamo il cous cous anche nella cucina pantesca sempre grazie agli scambi culturali con la vicina Tunisia, qui preparato con pesce, molluschi ed ortaggi, ma anche a Livorno dove viene invece preparato con verdure e polpettine di carne. In Sicilia, in particolare nei territori tra Favignana, Marsala, Mazara del Vallo, Trapani e San Vito lo Capo, è un piatto tradizionale, il cuscussù trapanese ad esempio viene condito con una zuppa di pesce misto, con aggiunta di pomodoro e mandorle.

Da 18 anni¸ a San Vito lo Capo, durante il mese di Settembre, ha luogo un importante Festival che vede protagonista questa pietanza. Il Cous Cous Fest promuove la conoscenza, lo scambio e l’integrazione culturale tra i popoli del Mediterraneo, molto diversi tra loro per tradizioni, cultura e religioni, ma accomunati dalla passione per il cibo e da questa pietanza speciale.
La ricetta che vi propongo è una mia versione, a metà strada tra il cuscusù trapanese e il cous cous alla pantesca. Piatto unico un po’ laborioso ma, vi assicuro, di sicuro successo!

 

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COUS COUS MEDITERRANEO DI MARE E DI TERRA

 

Ingredienti

Dosi per 4-6 persone

300 g cous cous integrale

2 zucchine

1 melanzana

4 pomodori maturi

1 cipolla di Tropea

3 spicchi d’aglio

1kg cozze

300 g gamberi

250 g calamari (circa 4 di media grandezza)

500 g pesce (filetto di San Pietro, scorfano, gallinella)

Vino bianco secco

Passata di pomodoro qb

Brodo vegetale qb

Prezzemolo fresco qb

Basilico fresco qb

Olio evo qb

Sale qb

Pepe bianco qb

Peperoncino (a piacere)

Preparazione

Per prima cosa procedete alla pulizia delle cozze. Eliminate le cozze rotte o semiaperte, quindi spazzolatele sotto l’acqua corrente una ad una utilizzando una spazzolina dura di saggina (o una paglietta da cucina), se dovessero presentare incrostazioni potrete eliminarle facilmente con la lama di un coltello.

Lasciatele a bagno in una bacinella piena d’acqua salata per una mezz’ora affinché eliminino eventuali impurità.

Eliminate la barbetta che fuoriesce dalla conchiglia (il bisso che permette alla cozza di rimanere ancorata agli scogli), sciacquatele un’ultima volta sotto l’acqua corrente quindi riponetele in una casseruola con poco olio evo ed uno spicchio d’aglio schiacciato. Mettetele sul fuoco, non appena inizierà a sfrigolare, sfumate con pochissimo vino bianco, fate evaporare quindi coprite con un coperchio e lasciatele aprire completamente, ci vorranno 6-7 minuti.

Toglietele dal fuoco, sgusciatele in un piatto e conservatene una decina con la conchiglia per decorare il piatto. Filtrate il liquido delle cozze con un colino a fori ben stretti per eliminare tutte le impurità, tenete da parte.

Pulite e sfilettate il pesce, riducendo la polpa in piccoli pezzi. Lavate i calamari, puliteli eliminando la pelle, le interiora, gli occhi e la bocca, tagliateli a listarelle, lavate e pulite anche i gamberi.

Fate soffriggere in una padella capiente poco olio evo ed uno spicchio d’aglio schiacciato, unite la polpa di pesce, i calamari ed i gamberi. Salate e fate cuocere a fuoco vivace, unite il prezzemolo fresco lavato e spezzettato con le mani, quindi togliete dal fuoco e tenete da parte.

Lavate le verdure e riducetele in piccoli dadini, ad eccezione della cipolla che taglierete a fettine sottili.

Eliminate la buccia dei pomodori e tagliateli a cubotti.

Fate soffriggere tutte le verdure in un’altra padella con olio e uno spicchio d’aglio schiacciato, unite per ultimi la cipolla ed il pomodoro tagliato a cubetti. Unite della salsa di pomodoro (quantità a vostro piacere a seconda di quanto rosso volete il vostro cous cous).

Regolate di sale, pepe (o peperoncino, a piacere, se lo preferite un po’ più piccante) e lasciate cuocere ancora per una decina di minuti. Unite il basilico fresco lavato e tenete da parte.

Procedete alla preparazione del cous cous seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.

Il metodo base è il seguente: sciacquate la semola sotto l’acqua corrente, versatela in una casseruola, unite poco olio e sgranate bene i chicchi con una forchetta.

Aggiungete il liquido/brodo bollente (composto in questo caso dal liquido di cottura delle cozze precedentemente filtrato, mescolato con dell’altro brodo vegetale) quantità pari al volume del cous cous, mescolate bene, coprite e lasciate riposare e gonfiare per una decina di minuti.

Trascorso il tempo, unite qualche cucchiaio d’olio e sgranatelo con una forchetta (o con le mani) affinché i chicchi rimangano ben separati, quindi mescolatelo alla verdure tenendo da parte un po’ di salsa di pomodoro con cui finirete il piatto.

Unite anche il pesce e parte delle cozze. Versate in un ampio piatto di portata, completate finendo il piatto con le rimanenti cozze e la salsa di cottura delle verdure tenuta da parte.

 

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Trovate la ricetta anche su

logo territori

 

A presto!

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Diario/ Salato/ Secondi di carne

Pollo Tandoori, il Garam Masala … i piatti sono memoria

 

“I piatti sono memoria”

da “Cucina, amore e curry”

 

Più di un mese fa compiva gli anni la mia pre-adolescente dodicenne.

La richiesta per festeggiare il compleanno è stata, cena-con-due-amichette-più-cinema-più-pigiama-party.

Organizzo tutto con le mamme delle altre due pischelle, e la sera in questione partiamo tutte e quattro con mini sacher  (si, aveva chiesto anche quella..) al seguito.

Dopo aver cenato insieme, decido che al cinema è meglio dividerci.

Numero uno, loro volevano vedere “Hunger Games”, e a me quel genere di film…ma anche no.

Numero due, che cavolo di festa di compleanno è se la mamma ti segue anche in sala? Insomma non volevo essere di troppo

Quindi, tutte-le-dovute-raccomandazioni-del-mondo, e ci siamo divise (tanto il loro film durava una mezza eternità, quindi sarei stata fuori ad attenderle alla fine della proiezione).

Confesso che non amo andare al cinema da sola, ma quella sera non mi è pesato affatto.

La sala era piccola e affollata, la proiezione faceva parte di un Cineforum, quindi erano previsti una presentazione ed un dibattito alla fine del film.

Il film in questione è Amore, Cucina e Curry.

Un delizioso film prodotto dal premio Oscar Steven Spielberg, da Oprah Winfrey e da Juliet Blake, la cui sceneggiatura è tratta dal romanzo “The Hundred-Foot Journey (Madame Mallory e il piccolo chef indiano)” di Richard C. Morais. Tra gli interpreti la meravigliosa Hellen Mirren.

Lasse Hallström, il regista, ha diretto anche Chocolat (confessate su, quante volte lo avete visto??) e, cosa curiosa di cui non ero a conoscenza, sua la direzione della maggior parte dei videoclip degli ABBA, indimenticato gruppo Pop, nonchè del Movie a loro dedicato.

 

“Mi sono innamorata della storia e della sua splendida ambientazione,

dell’idea che permea il libro secondo cui il cibo unisce le persone.

Mi piaceva il confronto fra il classico ristorante francese

e la vivace e variopinta cucina indiana.

In un locale i clienti ascoltavano Mozart,

mentre nell’altro rimbomba la fragorosa musica di Bollywood:

è uno scontro culturale di proporzioni epiche.”

Juliet Blake – produttrice

Un film di “integrazione e fornelli“, mi sono ritrovata immersa in colori, atmosfere, profumi e in una storia che racconta un vero e proprio scontro culturale a suon di prelibatezze, padelle, forni tandoor, zuppe di pesce, cucina molecolare e spezie.

Il film è una successione di emozioni, risate, commozione, pianto, ma il lieto fine che unisce cuore e palato è assicurato.

Se non lo avete visto ve lo consiglio vivamente!

Uscita dal cinema, la voglia di preparare il pollo tandoori era grande…

I profumi mi sembrava di averli sotto al naso.

Non avevo il Garam Masala pronto, ma avevo praticamente tutte le spezie a casa per poterlo preparare, e non ho resistito a lungo.

Masala, secondo la tradizione indiana, è una miscela di spezie sapientemente combinate, e diverse a seconda della pietanza alla quale sono destinate.

Una tra queste è il Garam Masala, dove Garam sta a significare “piccante” e Masala per l’appunto significa “spezia”.

Pollo Tandoori perché cotto in origine all’interno di un forno in terracotta cilindrico, il forno tandoor per l’appunto.

In India viene utilizzato un pollo intero ma, senza il forno tandoor, diventa più difficoltosa la cottura, quindi optare per delle cosce è molto più comodo con il forno tradizionale.

Il colore della salsa viene dato dalla paprika, la quantità a vostro piacimento, a seconda di quanto lo volete colorato.

Vi assicuro che è facilissimo e che il profumo che si sprigionerà a fine cottura per tutta la cucina vi conquisterà!

Che fate? Lo provate?

 

 

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POLLO TANDOORI

Ingredienti ( per  6 persone)

6 cosce di pollo (grandi)

150 g yogurt (preferibilmente greco)

3-4 spicchi d’aglio

4-5 cm di zenzero fresco (grattugiato)

1/2 limone(succo)

paprika dolce qb

olio EVO (la ricetta originale prevede olio di senape)

sale integrale qb

pepe nero qb

peperoncino qb (facoltativo)

Garam Masala*

 

Ingredienti Garam Masala*

1/2 tazza di semi di cumino

2 cucchiai di semi di coriandolo

2 cucchiai cannella in polvere

8 bacche di cardamomo (io verde)

6 chiodi di garofano (o polvere)

1/2 noce moscata grattugiata

2 pezzi macis

1 cucchiaio di pepe nero in grani

4 anice stellato

4 foglie alloro

 

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GARAM MASALA home made

Per prima cosa prepariamo il mix di spezie che ci serve per preparare questo piatto.

Le spezie vanno scaldate in una padella antiaderente (non tostate, ma solo scaldate, affinché sprigionino le loro essenze e profumi). Muovetele con un cucchiaio di legno, appena ben calde, trasferitele su un piatto e fatele raffreddare.

Se avete a disposizione un mortaio, pestatele bene tutte insieme, oppure tritatele utilizzando un semplice mixer.

Siccome le spezie macinate, anche se conservate in vasetti ermetici ed al riparo della luce, tendono a perdere profumo e fragranza rispetto a quelle intere, io preferisco prepararlo di volta in volta nella quantità necessaria per il piatto.

 

Preparazione

Prima marinatura:

Tritate gli spicchi d’aglio (privato dell’anima) finemente insieme allo zenzero grattugiato.

Se disponete di un mortaio pestateli bene insieme con il pestello.

Mescolate il composto ottenuto con il succo di mezzo limone e poco olio all’interno di una pirofila, adagiatevi le cosce di pollo,  massaggiatele bene per fare assorbire, coprite con della pellicola alimentare e fate riposare per mezz’ora in frigorifero.

Seconda marinatura:

Mescolate lo yogurt con il Garam Masala precedentemente preparato, in un contenitore abbastanza capiente, aggiungete la paprika, il sale, il pepe ed il peperoncino (facoltativo) qb, e mescolate bene.

Incidete con un coltello affilato le cosce di pollo. Vanno incise fino all’osso più volte da entrambi i lati, affinché possano assorbire bene gli aromi e cuocersi bene. Immergetele nella salsa di yogurt preparata e massaggiate a lungo con le mani per far assorbire bene le essenze.

Lasciatele riposare nella salsa, coperto, in frigorifero per almeno due ore (ho trovato ricette dove consigliano il riposo per una notte intera, ma anche con due ore il pollo era profumatissimo).

 

 

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Trascorso il tempo di marinatura, accendete il forno alla massima temperatura.

Trasferite le cosce di pollo in una teglia (ma va bene anche la pirofila) e copritele con la salsa.

Cuocetele in forno ben caldo, 220°, per circa 40 minuti, avendo cura di girarle durante la cottura, gli utlimi 5-10 minuti usate la funzione grill, si formerà una bella crosticina in superficie.

Ottimo servito con del riso bianco (pilaf) e dell’insalata di stagione.

 

 

 

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Eventi/ Pane & co/ Salato/ Secondi di carne

Hamburger di pollo con ananas grigliato e panini home made … e Bloggalline alla festa della vendemmia

Avete presente quando vi capita di mangiare fuori qualcosa di buono, che vi stuzzica il palato, e il desiderio di riprovare a farlo a casa vi assale?

Ecco.
A me capita spesso.
Questo forse non è un piatto così strano e particolare, in fondo è un hamburger…
Ma mi è piaciuto così tanto che ho voluto provare a farlo praticamente subito, appena tornati da Londra.
Potete servirlo a mò di hamburger con tutti gli ingredienti stratificati, ma vi servirà un ananas più piccolino, diversamente le fette deborderanno dal panino…
Io ho preferito lasciarlo destrutturato, esattamente come l’ho mangiato a Londra.
Poi volete mettere la soddisfazione di farsi anche i panini?
Si ok, si lavora un pochino, ma vedere tutta la famiglia concorde sulla bontà, che ripulisce allegramente il piatto, ripaga del tempo impiegato a prepararlo!
Alla fine del post, un piccolo reportage fotografico del mini-raduno de Le Bloggalline alla Festa della Vendemmia 2014, presso le Tenute Tomasella in quel di Portobuffolé.
Vi saluto, buon fine settimana gente!
 

HAMBURGER di POLLO con ANANAS GRIGLIATO e PANINI HOME MADE
Ingredienti ( per 4 hamburger e 4 panini):
Panini per hamburger  (ricetta tratta da “Come si fa il pane” di E. Hadjiandreou)
200 g di farina macinata a pietra tipo 1
¾ cucchiaino di sale integrale
6 g di lievito di birra fresco (o 3 gr di lievito secco attivo)
130 ml acqua calda
Hamburger di pollo
500 g di petto di pollo
1 uovo biologico
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 spicchio d’aglio (a piacere)
Salvia e prezzemolo freschi qb
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
3 grani di pepe di Sichuan (tritato o pestato nel mortaio)
Per completare
1 ananas fresco
2 cipolle di Tropea
Insalata a piacere (a foglia grande)
mandorle a lamelle una manciata
olio EVO
sale qb
pepe qb
Panini per hamburger
1) In una piccola ciotola, mescolate la farina e il sale, tenete da parte. Questi sono gli ingredienti secchi.
2) In un’altra ciotola (più grande), mescolate il lievito con l’acqua calda fino a che sarà sciolto. Questi sono gli ingredienti umidi.
3) Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi.
4) Mescolate i due composti con un cucchiaio di legno (io ho eseguito questa operazione con la planetaria, gancio) e lavorateli con le mani finché si formerà un impasto.

5) Usate un raschia-pasta per pulire le pareti della ciotola (o della planetaria) ed assicurarvi che gli ingredienti siano ben mescolati.

 

6) Coprite l’impasto con una ciotola e fatelo riposare per 10 minuti.
7) Trascorso il tempo l’impasto è pronto da lavorare. Lasciandolo nella ciotola, tirate una parte dell’impasto dal lato e premetelo al centro. Girate leggermente la ciotola e ripetete l’operazione con un’altra porzione di impasto. Ripetete altre 8 volte. L’intero processo dovrebbe durare circa 10 secondi e l’impasto dovrebbe iniziare a fare resistenza.
8) Coprite nuovamente e lasciate riposare per 10 minuti.
9) Ripetete due volte le fasi 7 e 8. Dopo la terza lavorazione, l’impasto dovrebbe essere liscio.
10) Ripetete la fase 7 un’ultima volta. Dopo questa lavorazione, capovolgendo l’impasto nella ciotola dovreste avere una palla liscia.
11) Coprite nuovamente e fate lievitare per 1 ora.
 

 

12) Trascorso il tempo l’impasto dovrebbe essere raddoppiato di volume, schiacciatelo delicatamente con il pugno per sgonfiarlo e fare uscire l’aria.
13) Trasferite l’impasto su un piano di lavoro infarinato e dividetelo in 4 porzioni  uguali (da ca. 80 gr ciascuna) utilizzando un raschia-pasta di metallo o un coltello.
14) Prendete una porzione di impasto e rotolatela tra le mani fino ad ottenere una pallina liscia perfettamente rotonda. Appiattitela leggermente da un lato ed appoggiatela su una teglia coperta di carta forno, con il lato schiacciato in basso.
Formate in questo modo i 4 panini.
15) Coprite e fate lievitare per circa 15-20 minuti, fino a quando saranno quasi raddoppiati di volume.
16) Nel frattempo accendete il forno a 240° (ventilato) o alla massima temperatura.
Mettete a scaldare una teglia sul fondo del forno e tenete da parte una tazza piena d’acqua.
17) Mettete i panini lievitati nel forno ben caldo, versate l’acqua tenuta da parte nella teglia sul fondo per formare il vapore e abbassate la temperatura a 220°.
Cuocete i panini per circa 15 minuti, comunque fino a che saranno belli dorati.
Per verificare la cottura, rigiratene uno e dategli un colpetto sul fondo, dovrebbe suonare vuoto.
Fateli raffreddare su una griglia.

 

Hamburger di pollo
Tritate la carne di pollo nel cutter (robot da cucina), trasferitela in una terrina ed unite l’uovo, il Parmigiano, l’aglio tritato (privato dell’anima) e mescolate bene con un cucchiaio di legno.
Unite anche sale, pepe bianco, pepe di Sichuan tritato e le erbe aromatiche lavate e tritate.
Mescolate bene e, con le mani bagnate, prelevate una parte di prodotto e formate delle palline con i palmi delle mani, disponetele su un piatto coperto di pellicola trasparente, appiattendole un po’ per dare loro la forma dell’hamburger.
Fate riposare gli hamburger in frigorifero per almeno una mezz’ora affinché si compattino (io li ho passati in abbattitore in modalità surgelazione per una decina di minuti).
Scaldate una padella antiaderente dal fondo spesso e cuoceteli a fiamma media  per circa 3-4 minuti per lato.
Io ho finito la cottura in forno caldo, li ho trasferiti su una teglia rivestita di carta forno e li ho lasciati a 180° per circa 6-7 minuti.
Per completare il piatto
Tagliate le cipolle a fette spesse e grigliatele da entrambi i lati, salate e pepate.
Preparate le fette di ananas e grigliate anche queste da entrambi i lati.
Tostate le mandorle in una padella antiaderente.
Servite il piatto con le foglie di insalata sul fondo (lavate ed asciugate), disponete sopra l’ananas e la cipolla grigliati, hamburger ed il panino.
Regolate di sale e pepe, finite il piatto con poco olio EVO e le mandorle tostate.
LE BLOGGALLINE alla FESTA DELLA VENDEMMIA
Tenute Tomasella – Portobuffolé
Una domenica tra le vigne.

 

 

 

Piedini al lavoro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foto Miky Pisanu

 

Grazie a tutte le ragazze che hanno partecipato!
E’ sempre un piacere stare insieme!
La bloggallinite dà dipendenza!

 

Contorni/ Diario/ Salato/ Secondi vegetariani

Imam Bayildi – Melanzane stufate … ricordi d’estate

 

Ricordi d’estate.
Ne ho mangiate a montagne in vacanza.
Ma anche una volta tornata a casa a dire il vero.
Quest’anno poi erano particolarmente buone, forse perché ha piovuto così tanto?
In Grecia, insieme a pomodori e cetrioli, le melanzane le trovate in ogni dove.
Nonostante io ci fossi già stata diverse volte (in Grecia intendo..) questo piatto non l’avevo mai assaggiato.
Sembra che questa ricetta in realtà sia di origine turca, quella originale prevede l’utilizzo del prezzemolo e le melanzane precedentemente fritte.

Continue Reading…

Salato

Tacos di ceci e mais con chili bianco di tacchino e guacamole






Ho provato per la prima volta la cucina messicana tanti anni fa.

Ero poco più che una ragazzina, 20 anni, partita da sola alla volta degli Stati Uniti.

Più precisamente, il viaggio l’ho fatto da sola…laggiù mi aspettavano dei parenti.

Ve ne ho parlato qui.

In California la cucina messicana e la lingua spagnola sono ovviamente di casa.

Io la cucina messicana l’ho subito adorata!
Amo il piccante, si capisce??

Mentre studio il programma militare che avremo la prossima settimana a Londra (pochi giorni e troppissime cose da vedere-fare-visitare-assaggiare…), appunto indirizzi di locali e ristoranti che vorrei provare…

La cucina etnica avrà sicuramente la priorità su tutto, cucina messicana compresa!
Io per ora torno a studiare e vi lascio una ricettina facile e veloce!

Idea presa da La cucina naturale, adattata e modificata secondo i miei gusti.

Più lunga da descrivere che da eseguire, quindi provatela!!

Se vi avanza impasto (a me ne è avanzato…) ricavate tanti triangolini, cucinateli come i tacos e serviteli come chips per il guacamole.

Se riesco passo per un’altra ricettina prima della partenza! ^_^

Buon fine settimana!








TACOS di CECI e MAIS con CHILI BIANCO di TACCHINO e GUACAMOLE

Ingredienti:

Tacos (per 8 tacos)

140 g. farina di ceci
60 g. farina di mais fumetto 
6 cucchiai olio EVO
Sale integrale qb
Pepe qb
Acqua qb

Chili bianco di tacchino

500 g. fesa di tacchino
1 cipolla rossa
1 spicchio aglio
½ peperone rosso
½ peperone giallo/verde
1 cucchiaino di semi di coriandolo macinati
1 cucchiaino di cumino in polvere
Paprica dolce qb
½ peperoncino (sbriciolato o in polvere)
Sale integrale qb
Olio EVO qb
Prezzemolo fresco qb

Salsa Guacamole

2 avocado maturi
1 pomodoro maturo
1 peperoncino jalapeno o altro (a piacere)
1/2 cipolla (io rossa)
1 spicchio aglio
1 lime (o limone non trattato)
Sale e pepe qb
e … del cipollotto affettato per finire (facoltativo)






Tacos

In un contenitore mescolate le due farine, unite una presa di sale, il pepe e l’olio.
Unite dell’acqua poco per volta, fino a quando otterrete un impasto abbastanza consistente (simile alla pasta frolla). 
Formate una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e fatela riposare in frigorifero per una mezz’ora.

Trascorso il tempo, dividete l’impasto in 8 parti e stendetele con il matterello una per volta su un ripiano leggermente infarinato.

Dovete ricavare dei dischi del diametro di circa 10 cm ciascuno.

Scaldate una padella antiaderente e possibilmente dal fondo abbastanza pesante.

Cucinate i dischi un minuto per ciascun lato, quindi disponeteli ancora caldi su un matterello (io l’ho tenuto sospeso appoggiando le estremità a due ciotole) perché possano prendere la forma tipica dei tacos.

Chili bianco di tacchino

Tagliate la carne a piccole listarelle; lavate e tagliate a dadini i peperoni, tritate la cipolla e l’aglio.

Fate scaldare dell’olio EVO in una padella antiaderente, soffriggete cipolla ed aglio, quindi unite la carne e fatela cucinare a fuoco vivace.

Aggiungete anche i peperoni e le spezie, regolate di sale e pepe e lasciate cucinare, aggiungendo pochissima acqua se necessario.

A fine cottura aggiungete il prezzemolo fresco spezzettato con le dita.









Salsa Guacamole

Sbucciate gli avocado, eliminate il nocciolo e schiacciate la polpa grossolanamente con i rebbi di una forchetta.

Lavate e tagliate a piccoli dadini il pomodoro, tritate la cipolla, l’aglio ed il peperoncino, uniteli alla polpa di avocado e mescolate bene.

Lavate bene il lime (o il limone), grattugiate la buccia e spremetene il succo.
Uniteli alla salsa, regolate di sale e pepe, mescolate e conservate in frigorifero fino al momento di servire.

Quindi…

Riempite i tacos con il chili di tacchino ben caldo, della salsa guacamole e, a piacere, con dei cipollotti affettati.












Io studio un po’ prima della partenza…^_^

CONSIGLIA Frittata di zucchine