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Antipasti/ Greenery mood/ Salato

Soufflé agli spinaci e curcuma

 

È ufficiale.

Mi sono innamorata dei soufflé!

Ci ho messo un po’ prima di trovare il coraggio e cimentarmi in questa preparazione, lo confesso.

Un po’ di timore ce l’avevo, eccome.

Si insomma, che una volta tirato fuori dal forno si spatasciasse tutto sgonfiandosi immediatamente ed irrimediabilmente.

Invece vi posso assicurare che il soufflé dà grandi soddisfazioni!

L’importante è seguire alcuni importanti e tutto sommato semplici accorgimenti, una volta appresi questi potrete sbizzarrirvi in preparazioni sia dolci che salate!

La prima cosa a cui fare molta attenzione è la temperatura del forno, fate in modo che sia ben caldo, alla giusta temperatura ed evitate di aprire lo sportello durante la cottura, il soufflé non ama le correnti d’aria.

È inoltre consigliabile utilizzare delle cocotte o stampini in ceramica o vetro, dai bordi lisci e diritti così da facilitare il gonfiarsi del soufflé nel forno.

Altra cosa molto importante gli albumi, non dovranno essere freddi e non vanno montati troppo. Come suggerisce il Maestro Ernst Knam, lasciandoli leggermente più morbidi, potranno continuare a gonfiare in forno.

Ultima cosa ma non meno importante gli ingredienti, nel soufflé sono pochi e proprio per questo, per un buon risultato, a mio avviso, devono essere di ottima qualità.

Io ad esempio utilizzo sempre e solo uova di tipo ‘0’, biologiche.

In questo caso poi, per preparare questi soufflé agli spinaci e curcuma, ho utilizzato degli spinaci già lavati e pronti da cuocere Insal’Arte della Società Cooperativa Agricola OrtoRomi.

OrtoRomi si avvale di una vasta superficie produttiva, sia a campo aperto che in serra coperto, il punto di forza della Società Cooperativa sono la produzione e coltivazione di insalate e radicchi di alta qualità, raccolti e distribuiti in tempi brevissimi al fine di garantire la massima freschezza. In poche parole ‘dal campo allo scaffale del supermercato in 24 ore, pronte per essere consumate’.

Andiamo a vedere la ricetta?

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SOUFFLÉ AGLI SPINACI E CURCUMA

 

Ingredienti

50 g burro biologico

50 g farina tipo 1 macinata a pietra

300 ml latte

4 uova biologiche

150 g spinaci (cotti)

60 g Parmigiano Reggiano

curcuma qb

sale qb

noce moscata qb

pepe nero qb

Preparazione

Lavate gli spinaci e cuoceteli in una pentola con poca acqua, lasciateli appassire a fuoco dolce, quindi strizzateli bene e tritateli finemente con un coltello.

Fate sciogliere il burro in un tegame, unite la farina e, mescolando con una frusta, lasciate rosolare leggeremente il roux. Unite il latte, la noce moscata, ed il sale, e continuate a mescolare la besciamella fino a quando non sarà addensata. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare leggermente.

Dividete i tuorli dagli albumi. Sbattete leggermente i tuorli ed uniteli alla besciamella ormai tiepida insieme al Parmigiano Reggiano grattugiato, la curcuma, il pepe e gli spinaci, amalgamate bene.

Montate a neve gli albumi (non troppo ferma) ed uniteli delicatamente al composto, mescolando dal basso verso l’alto per non smontarlo.

Imburrate gli stampini e cospargeteli con poco Parmigiano grattugiato, versate quindi il composto fino a circa 1 cm dal bordo.

Infornate a 200° (forno ben caldo) per circa 5′, abbassate la temperatura 180° e continuate la cottura per altri 15 minuti, comunque fino a quando saranno ben dorati in superficie.

Serviteli immediatamente, sgonfiano subito.

 

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Se vi va di provare un soufflé dolce, trovate il mio soufflé al cioccolato su IFOOD.

Buon fine settimana gente!

 

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Diario/ Primi piatti/ Salato/ Travel

Bloggalline in Laguna e il Risotto alle ortiche e pancetta

 



Cosa succede quando parte una piccola idea nel gruppo LE BLOGGALLINE?
Avevamo pensato che sarebbe stato bello farci un giretto a Venezia una mattina, passando al mercato del pesce e fermarci poi a pranzo in qualche bàcaro.

Ma perché non chiedere nel gruppo se qualche altra gallinella veneta voleva unirsi a noi??

Ed ecco materializzarsi una giornata piacevolissima, trascorsa con alcune amiche già conosciute ai precedenti raduni di Milano e Tuscania, altre invece conosciute proprio in questa occasione, Genny, Silvia; Elisa; Marianna, Sandra, Cinzia, Lara e io.

La cosa bella è che la sensazione è quella di sentirsi completamente a proprio agio, come se ci conoscesse già da tempo…e forse è anche un po’ vero dato che ogni giorno ci si trova, ci si saluta, si scherza, e molto altro nel gruppo facebook.

Abbiamo iniziato la mattinata con una tappa in pasticceria, da Tonolo, quella dove i miei genitori comperavano la millefoglie (quella di cui parlo qui) per poi mangiarci un ottimo fritto take away da Acqua e Mais (Campiello dei Meloni, vicino a Campo S. Polo).
Sulla strada per raggiungere il Mercato del pesce, tappa in drogheria per scorte di spezie, golden syrup, acqua di rose…
E poi il mercato del pesce e della frutta di Rialto.
Peccato non aver potuto comperare del pesce, non sarebbe sopravvissuto fino al pomeriggio purtroppo..
Ma le ortiche si! Le ortiche le ho comperate, e sono arrivate a casa anche abbastanza in forma (..e sono finite nel risotto che vi propongo oggi!)
Poi il pranzo delizioso e piacevolissimo al Ristorante dell’Hotel Savoia & Jolanda in Riva degli Schiavoni, offerto dall’amico di Marianna, lo Chef Pasticcere Molin.
Insomma vi lascio tutte le foto della bellissima giornata, da rifare al più presto ragazze, vero?
Ci siamo troppo divertite!
 
 

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Antipasti/ Piatti unici/ Salato

Di previsioni meteo e … Quiche al farro con sciopeti (carletti) e fiori di zucchina

 

Ieri abbiamo aperto ufficialmente la stagione estiva!
Giornata intensa.
In barba alle previsioni meteorologiche, che ultimamente mi sembra siano davvero poco attendibili, ci siamo svegliati con un bellissimo sole.
Un cielo terso e luminoso che ci ha fatto preparare in super velocità le borse per la spiaggia.
Mi chiedo, ma i meteorologi, ci sono o ci fanno?
Possibile che non ne becchino una di giusta?
Mah?
Comunque, noi siamo letteralmente fuggiti…così velocemente da dimenticarci la borsa con i giochi per le  bimbe…
Era una di quelle giornate che si contano sulle dita di una mano, di quelle che sei a Jesolo, ma ti sembra di trovarti a Miami per i colori del cielo e del mare..davvero bella.
Siamo rientrati nel pomeriggio perché la sera, dopo una doccia super veloce, siamo andati alla festa di matrimonio di una coppia di amici!
Adesso è tardi e sto scrivendo il post…ormai è la mia consuetudine postare in orari notturni, purtroppo, viste le tante cose da fare o così o…
Ricetta?
Prima che sparissero, la scorsa settimana, ho fatto questa torta salata con i carletti di cui vi avevo già parlato qui.
Mi sembrava perfetta per partecipare al contest di Ambra, erbette spontanee e fiori (questi ultimi però li ho comperati…quest’anno niente orto visto il trasloco imminente…).
Oggi sono a scuola tutto il giorno, ma questa sera devo assolutamente trovare il tempo per venirvi a trovare amiche!
Buona settimana!
 

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Primi piatti/ Salato

Di erbe spontanee, contest e raduni. Carbonara vegetariana ai bruscandoli e curcuma

 





Ieri sera la mia amica Roberta mi ha avvisata via facebook di questo bellissimo contest di Ambra del blog  Il Gatto Ghiotto.
Sapendo della nostra comune passione per la raccolta di erbe spontanee, mi ha scritto proprio così: “Un contest per noi Roby!” allegandomi il link del contest, le amiche!!!
In questo periodo in cui non riesco proprio a stare molto al PC, purtroppo mi sfuggono parecchie cose interessanti che girano in rete, e senza di lei probabilmente me lo sarei pure perso. Grazie Roby!
Siccome il bruscandolo, o luppolo, di cui vi ho già parlato qui e qui non lo devo andare a cercare molto lontano, perché ce l’ho in giardino, ecco fatta nell’immediato questa ricetta!
La carbonara non è un piatto tipico del Veneto, lo so, ma lo è di casa nostra!
Alle mie bambine piace moltissimo e spesso la preparo con le verdure, anziché la classica con il guanciale…piccole astuzie di mamma per far mangiare un po’ più di verdura alla prole.
Questa pianta alimurgica (piante di cui vi ho parlato anche qui) è presente nel Nord Italia, ed è forse la più conosciuta ed utilizzata.
Il nome comune è Luppolo, mentre in dialetto veneto vengono chiamati Bruscandoli.
I germogli primaverili possono essere lessati in acqua e conditi, oppure si possono passare in padella con olio e cipolla come base per risotti e frittate, ma anche nella pasta hanno un loro perché, credetemi!
Le inflorescenze femminili, presenti a settembre, si usano per aromatizzare birra, liquori e grappe.
Insomma oggi, tra i vari preparativi per la partenza di domani mattina (per il raduno de Le BLOGGALLINE!!!
Andate a leggere il post di Roberta, è bellissimo!) ho preparato questa carbonara che ci è piaciuta moltissimo.
La soddisfazione di preparare un piatto con delle erbette che si possono cogliere personalmente in un prato è davvero impagabile!

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Antipasti/ Piatti unici/ Salato/ Secondi vegetariani

Ancora erbette e … Frittata al forno con sciopeti, fave e cipollotto

 

E con questa erbetta io completo (ma solo per ora!)  la mia conoscenza di erbette spontanee…purtroppo il corso non sono riuscita a beccarlo in tempo, inoltre la domenica in cui lo tenevano…provate un po’ a immaginare? Pioveva mannaggia!
In italiano si chiama Strigolo (Silene Inflata), ma qui in Veneto li chiamiamo Carletti o Sciopeti, per la consuetudine dei bambini di schiacciarli violentemente contro il dorso della mano facendoli, appunto, scoppiare.
Questa piantina spontanea molto diffusa, appartiene alle Cariofillacee, fiorisce durante tutta la bella stagione e si può facilmente trovare in campagna, lungo gli argini, ma anche in prossimità delle abitazioni.
Bisogna saperla riconoscere, e se ne raccolgono le foglie più tenere.
E’ ottima per preparare risotti, frittate, ripieni, zuppe e torte rustiche.
Nella frittata è perfetta, secondo me, e l’aggiunta delle fave e del cipollotto gli ha conferito un gusto speciale e deciso.
E’ una ricetta veloce, con prodotti di stagione, a Km0, potevo non donarla alla mia amica Roberta ??
Tutta per te Roby!
E un piccolo e profumato omaggio floreale, direttamente dal nostro lillà per tutti voi!
E mancano soltanto 3 giorni al raduno a Roma!


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Salato/ Secondi di carne

“Happiness is homemade” e … Involtini di pollo e asparagi allo zafferano con pesto di nocciole e bruscandoli

 


Quando ho letto il suo post ho pensato: “Questo è davvero il titolo del suo contest”.
E mi è piaciuto tantissimo, lei lo sa.
Con questa amica ho parecchie cose in comune, non soltanto il nome.
Non ci siamo ancora incontrate di persona (anche se manca davvero pocoooo), ma abbiamo imparato a conoscerci ugualmente, attraverso i nostri blog, comunicazioni via facebook, telefono.
A entrambe piace fare la spesa al mercato o direttamente dai produttori, entrambe amiamo seguire la stagionalità dei prodotti, entrambe odiamo gli sprechi ed amiamo invece il riciclo.
Mi è capitato spesso di vedere nel suo blog ricette simili a piatti che preparo anch’io, a volte abbiamo creduto di essere separate alla nascita. Cosa assolutamente non possibile, ché io ho qualche annetto più di lei!
Ci piacciono le erbe spontanee, a lei piace andare in collina per cercare asparagi selvatici, io vado a campi per raccogliere rosolacci.
Le piacciono gli stivaletti con le borchie, come a me!
Insomma, due anime rock che però amano la semplicità  in cucina, vero Roby?
E per semplice non intendo l’aprire una busta di prodotti surgelati e versarla in una padella per alcuni minuti come indicato sulla confezione. Naaaaa….
Per semplice intendo una cucina a base di prodotti di stagione, possibilmente locali, meno elaborati ed industrializzati possibile.
Nel post di presentazione del suo contest, Roberta lo spiega molto bene.
Abbiamo perso il piacere di stare in cucina, ci sembra tempo sprecato.
E’ vero, per preparare certe pietanze, certi prodotti, si lavora un pochino di più, ma pensiamo che lo facciamo per curare il nostro benessere, la nostra salute.
E poi oltre a sapere esattamente cosa abbiamo nel piatto, volete mettere la soddisfazione nel preparare qualcosa con le nostre mani, per noi e per i nostri cari???
Essendo una assidua lettrice della rivista La Cucina Naturale, sono davvero contenta che il giudice del suo contest sia lo chef Giuseppe Capano, collaboratore della rivista, e del quale, grazie a Roberta, ho scoperto il blog.
E, se non lo avete ancora fatto, andate a leggere il post che ha suggerito Roby,  “L’artigianalità della cucina”, io l’ho letto, riletto e riletto…
Robyyyyy!
Sono diventata matta per stare dentro ai 30 minuti, stavano per crescermi altre due braccia, e mi sembrava di essere a Masterchef, solo che ero io da sola in cucina con l’orologio!
Eh eh eh … insomma, di corsa, ma ci sono riuscita.
Poi sui prodotti di stagione dovremmo esserci,  e sulla filiera corta, beh, i bruscandoli li ho bruscati nel mio giardino! Più corta di così!
E’ tutta per te amica!
E dato che non hai posto limiti alla quantità di ricette, conto di partecipare anche con altre!
Ciao!

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Salato

BUONA PASQUA!!!……RISOTTO CAPESANTE E BRUSCANDOLI …. e CAPESANTE GRATINATE



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Avrei voluto provare a fare la colomba…ma con i lievitati in questo periodo mi è stato, non difficile, ma IMPOSSIBILE, anche solo azzardare qualche esperimento…ho ammirato i lavori di tante amiche blogger. 
Letto con assoluta venerazione e stima ad esempio il post con il resoconto del lavoro di Michela, assolutamente fantastica. 

Io i suoi post li prendo sul serio, so che con i lievitati ci vuole dedizione, tempo..cose che io in questo periodo davvero non ho. 
Quindi niente focacce né colombe questa Pasqua.

E allora un bel risotto!
Di quelli pasquali, con prodotti di stagione, sia del mare che della terra.

E di quelli stra- buoni (come direbbe la mia figliola pre-adolescente..), di quelli che vi fanno fare una gran figura, ché le capesante hanno un gusto davvero speciale!

L’idea era di fare il risotto con gli asparagi e le capesante (o coquilles Saint Jacques).

Poi però, rientrando a casa, mi viene in mente di dare uno sguardo in giardino, nei soliti posti dove solitamente sbucano..ed eccoli!

Eccoli che sono spuntati! Timidamente hanno già messo la testa fuori

I bruscandoli! E io che faccio? Li lascio lì? Ma certo che no!

Forse molte di voi non li conoscono, perché ho scoperto che questa pianta alimurgica (piante di cui vi ho parlato anche qui) è presente nel Nord Italia, ed è forse la più conosciuta ed utilizzata.

Il nome comune è Luppolo, mentre in dialetto veneto si chiamano Bruscandoli (o Bruscandoi).

I germogli primaverili possono essere lessati in acqua e conditi, oppure si possono passare in padella con olio e cipolla come base per risotti e frittate.
Le inflorescenze femminili, presenti a settembre, si usano per aromatizzare birra, liquori e grappe.

Una nota interessante che ho trovato riguarda le proprietà medicinali di questa pianta.
Nei tempi antichi si consigliava, a chi soffrisse di insonnia, di riempire il cuscino del letto con le infruttescenze secche del Luppolo che contengono sostanze che hanno proprietà calmanti e ormoni vegetali simili agli estrogeni.
Posandovi la testa, infatti, l’insonne avrebbe trovato presto sollievo.
Presenta inoltre proprietà calmanti del sistema neuro-gastrico.


Ovviamente se non potete reperire i bruscandoli, questo risotto è ottimo con gli asparagi, sia bianchi che verdi. Garantito!

E poi una ricettina sciué-sciué, le capesante gratinate

 BUONA PASQUA!

RISOTTO CON BRUSCANDOLI E CAPESANTE

Ingredienti (per 4 persone):

320 gr riso Carnaroli
6 Capesante o coquille Saint Jaques (comunque almeno 1 a porzione)
bruscandoli una generosa manciata (o asparagi bianchi o verdi)
1 scalogno (grosso, altrimenti 2)
1 spicchio aglio
olio evo qb
sale rosa dell’Himalaya qb
1 lt brodo vegetale
pepe nero qb
Parmigiano Reggiano qb (facoltativo, non tutti lo amano con il pesce..io si!)
Burro biologico una noce per mantecare




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
Bruscandoli 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



In una padella a parte fate cuocere con poco olio evo e lo spicchio d’aglio schiacciato, le capesante precedentemente lavate bene e tagliate a listarelle. 

Cucinatele per pochissimi minuti, tenetele da parte.

Lavate accuratamente i bruscandoli e tagliateli a pezzetti piccoli. 
Tritate lo scalogno e mettetelo a rosolare con poco olio evo, aggiungete anche i bruscandoli, fateli appassire ed aggiungete il riso. 

Fatelo tostare per alcuni minuti e regolate di sale.

Aggiungete il brodo, e continuate ad  aggiungerne fino a cottura ultimata, facendo attenzione a non fare asciugare troppo il riso, per mantenerlo bello all’onda.

A fine cottura aggiungete il Parmigiano il burro e le capesante, mantecate bene e servite con una grattugiata di pepe nero.




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



CAPESANTE GRATINATE

In una terrina mescolate del pane grattugiato, del prezzemolo tritato, del Parmigiano Reggiano grattugiato, dell’aglio tritato (privato dell’anima), regolate di pepe e sale. Aggiungete  un po’ d’olio e mescolate bene.

Lavate le capesante sotto l’acqua corrente per rimuovere eventuali residui di sabbia.

Disponetele su una teglia e ricopritele con la farcia preparata, versate sopra ciascuna un filo d’olio.
Infornate a 200° (forno ben caldo) e fate cuocere per 10-15 minuti.
La farcia dovrà essere bella dorata.

Nota: è necessario avere a disposizione una fetta di pane per la scarpettanon è permesso lasciare nemmeno un goccino di sugo nella conchiglia! 🙂

Antipasti/ Primi piatti/ Salato

ANDARE AD ERBETTE E….TORTA SALATA INTEGRALE CON ROSOLACCE, FETA e RICOTTA


foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Ve ne avevo accennato sabato (qui) della mia scorribanda nei campi…

Era qualche giorno che lo volevo fare, anzi temevo fosse pure tardi, ormai.

Già da una settimana, dalla finestra di casa, vedevo gruppetti di donnine chinate con borse belle piene che si dedicavano alla raccolta, invece.

Invece ce n’erano ancora tantissime.

Sto parlando delle piante alimurgiche, o meglio conosciute come erbe spontanee.

L’utilizzo alimentare delle piante spontanee è stato definito infatti fitoalimurgia, dal greco phytón, ovvero pianta e dal latino alimenta urgentia, cioè alimentazione in caso di necessità, urgenza alimentare.

A me piacciono molto e trovo che sia molto importante preservare la conoscenza di queste erbe spontanee ed il loro utilizzo in cucina.  

Un tempo era normale utilizzare queste erbe, anzi erano una componente essenziale ed insostituibile per il sostentamento delle popolazioni, soprattutto per quelle rurali.

Purtroppo la loro conoscenza è legata ad antichi saperi, che venivano tramandati dagli anziani e che si rischiano di perdere in questo mondo ormai davvero troppo globalizzato, secondo me.

Io, purtroppo, non ne conosco molte, solo alcune, quelle che mi ha insegnato a riconoscere mia mamma, forse le più comuni.

Ogni anno mi ripropongo di frequentare un corso sul tema, quest’anno l’avevo pure trovato, ma purtroppo si svolgeva un po’ troppo distante da casa mia…un vero peccato.

Anche perché saper riconoscere le specie non è cosa da poco, è assolutamente sconsigliato improvvisare, esattamente come per i funghi.
Raccogliere la pianta sbagliata può creare seri problemi, potrebbe essere tossica. Inoltre è importante raccoglierle in luoghi possibilmente lontani da aree trafficate o in campi coltivati dove si conoscono le operazioni che vengono effettuate.

Il Papaver rhoeas L. il cui nome comune è Rosolaccio, in Veneto viene chiamato Rosoe o Rosoline. 
E’ un infestante dei cereali, ed è una pianta diffusa in tutta Italia.

A fine inverno e primavera si possono facilmente trovare le rosette basali che sono belle croccanti.

Qui in Veneto normalmente viene utilizzata cotta, da sola o mescolata ad altre erbe, e si utilizza per la preparazione di torte salate, risotti, minestre o semplicemente come contorno.

Vi lascio un passaggio che ho trovato in rete e che mi piace molto.

“Chi conosce le erbe spontanee le considera una risorsa perché arricchiscono la tavola di “nuovi sapori” da riscoprire. Queste piante danno al palato sensazioni rustiche e arcaiche dimenticate dalla selezione operata dall’uomo che ha privilegiato altri aspetti (la resa, il gusto standardizzato, le qualità estrinseche, ecc.) appiattendo e omologando le caratteristiche organolettiche dei cibi, creando una sorta di “addomesticamento dei gusti.
La natura ci mette a disposizione queste verdure nei campi, sul ciglio delle strade di campagna, nei boschi e negli incolti, in gran quantità nella bella stagione, ma anche durante i mesi invernali. Un tempo presenza abituale sulle tavole, sono oggi meno diffuse ed è un peccato visto che le erbe spontanee, oltre a essere buone, sono spesso ricche di sostanze nutraceutiche.”

Con parte del raccolto ho fatto la più classica delle preparazioni, vuoi perché siamo prossimi a Pasqua, vuoi perché ci stanno davvero bene, eccole qui dentro ad una torta salata, una simil-torta Pasqualina!

Se rustico è l’interno, rustico è anche il guscio perché adoro la brisée integrale!

Ciao!

TORTA SALATA INTEGRALE CON ROSOLACCE, FETA e RICOTTA

Ingredienti:

Pasta brisée
250 gr farina integrale biologica
120 gr burro biologico
70 gr acqua ghiacciata
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya

Farcia
500 gr rosolacce lessate
100 gr feta
100 gr ricotta biologica
1 uovo biologico
1 cipollotto di tropea
Sale rosa qb
Pepe qb
Pane grattugiato qb
Semi di sesamo per decorare
Olio evo qb



foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 


Pasta Brisée – metodo tradizionale
Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, mettete al centro una presa di sale ed il burro freddo tagliato a pezzettini. Amalgamate insieme burro e farina lavorando con le dita velocemente, aggiungete anche l’acqua fredda al centro ed impastate fino ad ottenere un composto bello omogeneo. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e riponetela in frigorifero almeno per un’ora. (Io la faccio il giorno prima se posso).

Pasta Brisée – metodo furbo/veloce
Mettete tutti gli ingredienti dentro al robot da cucina.
Azionatelo alla massima velocità. Quando si sarà formata una palla, estraetela, avvolgetela nella pellicola e riponetela in frigorifero almeno per un’ora.
Accendete il forno a 180°.

Prendete la pasta e stendetela con il matterello (spessore di circa 3 mm). 

Considerate la larghezza della teglia che utilizzerete e fate in modo che il vostro cerchio sia largo abbastanza per ripiegarla sopra la farcia.

Sistemate la pasta all’interno della teglia foderata di carta forno.

Fate appassire in una padella, con poco olio evo, lo speck tagliato a cubetti ed il cipollotto tritato grossolanamente.

Aggiungete anche le rosolacce precedentemente lessate e tagliuzzate, e fate insaporire.

In una terrina mescolate la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, regolate di sale e pepe. 
Aggiungete anche le rosolacce con il soffritto di cipollotto e pancetta ed amalgamate bene.

Cospargete sul fondo della torta poco pane grattugiato (così la brisée rimarrà bella croccante) e sopra il composto di rosolacce.

Ripiegate la pasta eccedente verso l’interno.

Io ho utilizzato i ritagli di pasta per creare alcune decorazioni.

(Se preferite lucidarla spennellate con dell’uovo sbattuto, io non l’ho fatto perché a me la brisée integrale piace abbia un aspetto ruvido e rustico)

Cospargete con i semi di sesamo ed infornate per circa 40-45 minuti a 180°.


 Area di ‘scorribanda’….

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

Rosolaccio o ‘Rosolina’
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

parte del raccolto…
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
lessate e fumanti….
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

...dentro all’abbattitore!
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 
CONSIGLIA Frittata di zucchine