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Piatti unici/ Primi piatti/ Salato

Grano saraceno con verdure al forno, mandorle e pistacchi tostati

 

Non riesco a programmare ed alternare le ricette come dovrebbe fare una brava FUDbloggAH, #sapevatelo. 🙂

Si, intendo il creare una giusta alternanza di pubblicazioni, tra ricette dolci (burrosissime e caloricissimeeeeeee) e ricette salate, magari pure un po’ salutari.

Finisce quindi che spesso, in questo mio spazio, si susseguono tante ricette dolci e molte meno salate.

Ecco, volevo rassicurarvi sul fatto che non ‘tiro su la famiglia‘ solo con i dolci…

E infatti oggi vi beccate una ricetta tutta salute!

Sono riuscita (al volo) a fotografare questa ricetta molto invernale, molto profumata e molto salutare, oltre che gustosa!

Il grano saraceno con tante verdure invernali al forno, finito con un mix di mandorle e pistacchi tostati leggermente.

Potete anche prepararla con un altro tipo di cereale, o simil cereale se non amate il grano saraceno, ad esempio con l’orzo o il farro.

Se volete arricchirla un po’, aggiungete del formaggio a vostro piacere, ottima con della feta sbriciolata, ma anche con delle scaglie di Parmigiano Reggiano.

Insomma, un piatto facile e comodo anche da preparare in anticipo, e scaldare leggermente quando si ha poco tempo per pranzare.

Ricettina?

GRANO SARACENO CON VERDURE AL FORNO, MANDORLE E PISTACCHI TOSTATI

Ingredienti (per 4 persone)

200 g grano saraceno decorticato

1/2 zucca di media grandezza

2 porri

250 g funghi champignon

300 g cavoletti di Bruxelles

2 spicchi d’aglio

qb rosmarino fresco

qb mandorle a lamelle

qb pistacchi

qb olio extravergine di oliva

qb sale

qb pepe

1 limone

Preparazione

Pulite la zucca, eliminate scorza, semi e filamenti, tagliatela in fette di circa 1 cm di spessore. Disponete le fette su una teglia ricoperta di carta forno. Pulite anche i porri e tagliateli a fette abbastanza spesse, fate la stessa cosa con i cavoletti di Bruxelles, eliminate le foglie esterne e tagliateli a metà. Lavate bene i funghi champignon, eliminate la parte dura e terrosa del gambo e tagliateli a fettone spesse.

Distribuite tutte le verdure sopra le fette di zucca, condite con l’aglio a fettine, il rosmarino fresco, regolate di sale, pepe e cospargete con olio extravergine di oliva. Cuocete in forno ventilato e preriscaldato a 200°C per circa 20 minuti. Controllate la cottura verificando la morbidezza della zucca con una forchetta.

Mentre cuociono le verdure, lavate bene sotto l’acqua corrente il grano saraceno decorticato. Tuffatelo in abbondante acqua bollente leggermente salata in cui avrete messo una fettina di scorza di limone (a piacere), e lasciatelo cuocere per circa 30 minuti. Scolatelo bene, versatelo in una boule e conditelo con dell’olio extravergine, regolate di sale e pepe a piacere.

Sgusciate i pistacchi, tritateli in modo grossolano e tostateli leggemente in una padella antiaderente insieme alle mandorle a lamelle. Assemblate il piatto, disponendo un po’ di verdure al forno, del grano saraceno lessato e finite con mandorle e pistacchi tostati ed un giro di olio extravergine ‘buono’.

NOTE

Io faccio bollire il grano saraceno (ma anche altri cereali) con della scorza di limone perché toglie il tipico odore di ‘sacco’ che hanno alcuni cereali e dona al tempo stesso una piacevole nota fresca.

Qualora vi dovessero avanzare delle verdure, potete conservarle in frigorifero e scaldarle leggermente in forno per servirle come contorno.

 

Buona settimana gente!

Antipasti/ Pane & co/ Salato

Swirlbread o Girandole di pane aromatiche

 

 

“La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti.”
Soren Kierkegaard

 

E avanti ci andiamo di corsa in questo periodo.

Ormai passare qui a postare qualche ricetta è diventato quasi un lusso.

Il tempo è molto poco e le settimane passano davvero veloci.

Sono successe tante cose bellissime da quando ho scritto l’ultimo post.

Tre giorni in trasferta a Verona a Esperienze Gustose, e la settimana successiva la presentazione del libro Le Fluffose delle mie amiche Monica Zacchia e Valentina Cappiello al Salone Int.le del Libro di Torino, dove purtroppo non ho potuto esserci se non con il pensiero e con il cuore.

Vi lascio qualche foto a fine post, e andiamo (correndo…eh portate pazienza) alla ricettina di oggi!

Girandole di pane aromatiche (o Swirlbread), io le adoro!

Super morbide e profumate, le trovo anche divertenti da preparare. Sarà perchè si utilizza lo stampo dei muffin?

 

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SWIRLBREAD O GIRANDOLE DI PANE AROMATICHE

 

Ingredienti

250 g farina macinata a pietra tipo 1 (Petra 9)

250 g farina manitoba

300 ml acqua tiepida

10 g lievito di birra

1 cucchiaino zucchero

1 cucchiaino sale

3 cucchiai olio EVO

80 g Parmigiano Reggiano

50 g mandorle

origano fresco qb

rosmarino fresco qb

olio EVO qb

Preparazione

Preparate il pesto inserendo nel cutter (robot con lame) le mandorle, le aromatiche, il Parmigiano Reggiano e tritate tutto insieme, aggiungete poi olio a filo, quanto basta per ottenere un composto con la consistenza del pesto.

Per l’impasto delle girandole: sciogliete il lievito nell’acqua tiepida insieme allo zucchero e lasciatelo riposare per 5 minuti.

Versate nel bicchiere della planetaria (con il gancio), le due farine, l’olio il sale e il lievito, azionate per almeno 5 minuti fino a quando avrete ottenuto un impasto liscio ed elastico (se non disponete della planetaria, potete tranquillamente impastare a mano disponendo le farine a fontana sulla spianatoia, formate un buco al centro dove versare tutti gli ingredienti e impastare energicamente).

Mettete l’impasto in un contenitore leggermente infarinato, coprite con un canovaccio e fate lievitare per almeno un’ora e mezza, dovrà raddoppiare di volume.

Trascorso il tempo, prendete l’impasto e sgonfiatelo con le mani.

Dividetelo in due parti, stendete la prima metà in un rettangolo, cospargetela con metà del pesto aromatico ed arrotolatelo dal lato lungo.

Otterrete un cilindro, tenendo la chiusura rivolta verso il basso, tagliatelo in modo da ottenere 8 – 10 fette, a seconda di quanto alte vorrete diventino le vostre girandole.

Ripetete questo passaggio con la seconda metà di impasto.

Ungete ed infarinate le cavità dello stampo per muffin e sistemate all’interno le girandole.

Coprite con un canovaccio e fate riposare e lievitare per un’ora e mezza, fino al raddoppio di volume.

Accendete il forno a 200°.

Spennellate le girandole con poco olio e infornate (forno ben caldo) per circa 15 – 20′, dovranno essere belle dorate in superficie.

 

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Ma secondo voi,

poter presentare il tuo ‘Pizzaricercatore Mito’

quanto può rendere felici?

Ecco, per me Renato Bosco di Saporè è un mito vero!

Se non siete mai stati nel suo locale dovete assolutamente rimediare!

Trattasi di vera esperienza sensoriale sulla pizza!

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Ed eccole le mie amiche

Monica e Valentina che presentano

Le Fluffose!

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Libro da avere, ve lo assicuro!

Ricette meravigliose e foto da urlo della bravissima Agnese Gambini!

Presto disponibile nelle librerie, da subito a questo link

Buon fine settimana gente!

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Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Gelato al panettone e ricotta, senza gelatiera.

 

 

Ebbene si.

Altra ricetta con recupero del panettone.

Che ci volete fare? Quest’anno ne avevo parecchi ed anche molto buoni e mi è presa così ‘sta cosa delle ricette con il panettone.

Giuro che con quella di oggi finisco, anche se ne ho fatte altre che mi sono piaciute parecchio, ma le terrò in memoria per il prossimo anno!

La gelatiera è uno di quegli elettrodomestici che mi piacerebbe avere ma che nella mia cucina attuale, purtroppo, non saprei dove mettere, oltre al fatto che dal punto di vista economico avrebbero priorità d’acquisto altre cose.

In ogni caso una volta scoperto che potevo preparare il gelato in modo furbetto anche senza la gelatiera, e che oltre tutto è più buono e sano della maggior parte dei gelati che si trovano in commercio, dentro ai quali non so cosa ci mettono dentro, mi sono dilettata a provare e sperimentare gusti diversi.

Tanto panettone a casa, buono peraltro, insomma qualche fetta è finita anche in questo gelato che, giovedì scorso, divanata durante la puntata di Masterchef, tra un tweet e l’altro, mi stavo comodamente gustando.

Vi lascio alla ricettina del gelato al panettone e ricotta!

 

 

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GELATO AL PANETTONE E RICOTTA, SENZA GELATIERA

 

Ingredienti

Dose per 6 persone

350 g latte condensato

400 g panna fresca

100 g ricotta morbida (io di bufala)

2 tuorli (uova biologiche

2 cucchiai zucchero

50 g acqua

½ cucchiaino polvere di vaniglia (o i semini di ½ bacca)

3 cucchiai rum (più altro per ammorbidire i mirtilli)

1 manciata di mirtilli secchi

1 fetta di panettone con canditi e uvetta

Preparazione

Montate la panna molto soda e tenete da parte.

Mettete i mirtilli in una ciotolina con poco rum e lasciate che si ammorbidiscano.

Preparate la base semifreddo montando i tuorli nel bicchierone della planetaria (o con le fruste elettriche), portate a 121° l’acqua con lo zucchero e versate questo sciroppo sui tuorli, a filo, continuando a montare alla massima velocità, fino a completo raffreddamento.

In un altro recipiente lavorate il latte condensato con la ricotta, il rum e la vaniglia, unite alla base semifreddo di tuorli e zucchero, mescolate bene con una spatola.

Unite anche la panna montata, incorporandola delicatamente, mescolando dall’alto verso il basso per non smontare il composto.

Aggiungete infine il panettone sbriciolato e i mirtilli ben strizzati.

Versate in uno stampo idoneo al freezer, riponete nel congelatore ed estraete ogni 20 minuti per mescolare bene. Ripetete questa operazione almento 4-5 volte, questo per ottenere un prodotto morbido e cremoso.

Fate riposare almeno 8 ore in freezer prima di consumarlo.

 

NOTA:

Io ho utilizzato l’abbattitore di temperatura, ho utilizzato la funzione ‘surgelazione rapida’, estraendo ogni 10 minuti la vaschetta e mescolando il gelato per qualche minuto con una spatola. Potete tranquillamente fare la stessa cosa inserendo il gelato in freezer allungando ovviamente i tempi di raffreddamento a 20-30 minuti.
Questo gelato comunque non diventa mai troppo duro. Tiratelo fuori dal freezer poco prima di servirlo.
E’ perfetto anche per i bambini, il liquore non si sente affatto, serve soltanto a non farlo ghiacciare. Io ho utilizzato il rum bourbon e si percepisce solo l’aroma della vaniglia.

 

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Giuro che la prossima volta torno con qualcosa di salato!

Buona settimana gente!

 

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Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ È stagione di/ Torte

Plum cake alla zucca, zenzero e frutta secca

Adoro la zucca!

In questa stagione a casa mia non manca mai.

E’ perfetta per sperimentare nuove ricette, dolci e salate.

Oggi vi propongo un cake velocissimo da preparare, speziato e ricco,

una ricetta in collaborazione con Territori Coop.

Un dolce che vede protagonista l’ortaggio simbolo dell’autunno,

arricchito e profumato da frutta e spezie.

 

La zucca è davvero il simbolo della stagione autunnale. E’ uno degli ortaggi più antichi ed uno dei primi che furono importati dopo la scoperta del continente americano.
Può essere di svariate forme e dimensioni, dalle zucche giganti che vengono intagliate durante la festa di Halloween, alle piccole zucche decorative. Ne esistono tantissime varietà ed ognuna ha le sue caratteristiche, la più famosa e pregiata è forse la zucca Mantovana, molto rinomata anche la zucca di Chioggia varietà molto diffusa in Veneto, quella lunga di Napoli dalla polpa dolce, la zucca Violina chiamata così per la sua particolare forma che ricorda la custodia di un violino e dal sapore delicato, la zucca Delica, varietà molto diffusa, dalla polpa dolce e poco filamentosa. Ma sono solo alcune.

La zucca è un ortaggio che trova molti impieghi, e non solo in cucina, spesso utilizzata anche come contenitore o come decorazione. Il suo sapore dolce la rende ideale per tante preparazioni , dall’antipasto fino al dolce; perfetta per vellutate, minestroni, nella pasta ripiena e negli gnocchi, nel purè, cotta al forno, in umido o alla piastra, e anche in tantissime preparazioni dolci.
Confesso che io la utilizzo molto e molto spesso per preparare dolci e dessert.

Il Plum Cake è un dolce che mi piace molto, semplice, veloce, versatile, lo si può preparare in tantissimi modi diversi, sia dolce che salato, basta lasciare libera la fantasia e la voglia di sperimentare.
Il nome che ormai comunemente utilizziamo, ‘plum cake’, non sarebbe molto corretto. Letteralmente in inglese significa ‘torta di prugne’, per l’appunto si fa riferimento ad una torta tedesca, la Pflaumenkuchen o in inglese la German Plum Cake, generalmente una base di frolla o pasta leggermente lievitata sulla cui superficie vengono affondate le fette di prugna.

La ricetta del Plum Cake, di cui peraltro attualmente esistono diverse dosi e varianti, ricorda invece la Pound Cake anglosassone, ovvero la ‘Torta della libbra’, nome che deriva dal dosaggio degli ingredienti, la ricetta originale prevede infatti l’utilizzo dello stesso dosaggio, una libbra, per ciascuno dei cinque ingredienti necessari, farina, burro, zucchero, uova e frutta secca o candita.
Simile la preparazione francese del ‘Quatre-Quarts’, stessa dose per tutti e quattro gli ingredienti utilizzati, senza utilizzo di frutta candita.

Non è ben chiaro come mai nel tempo si sia arrivati a definire con Plum Cake un intero genere di preparazioni, sia dolci che salate. Sono cambiati dosaggi e ingredienti, ne troviamo tantissime varianti e ormai con questa definizione si comprende una intera categoria di preparazioni, accomunate dalla tipica forma rettangolare di questo dolce, data dall’utilizzo dell’omonimo stampo a cassetta.

In questa versione che vi propongo la polpa della zucca colora e addolcisce naturalmente l’impasto, il tutto è arricchito e profumato dalla frutta secca ammollata nel rum, dallo zenzero che dona una nota piccantina e fresca, e dalle spezie, che potrete tranquillamente variare, e aumentando o diminuendo la quantità a seconda dei vostri gusti.

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PLUM CAKE ALLA ZUCCA, ZENZERO E FRUTTA SECCA

 

Ingredienti

100 g farina di avena biologica

160 g farina di riso biologica

250 g zucca cotta al vapore

150 g burro biologico

160 g zucchero a velo

4 uova biologiche (medie)

10 g lievito in polvere

80 g uvetta mista (sultanina, cilena)

130 g prugne secche

50 g zenzero candito

1 limone naturale (buccia)

1 cucchiaio di cannella in polvere

½ cucchiaino di polvere di vaniglia (o i semini di mezza bacca)

Mandorle a lamelle qb

Zucchero di canna qb

Rum qb

1 presa di sale

Preparazione

Schiacciate la polpa di zucca cotta al vapore con una forchetta; ponete l’uvetta mista e le prugne (precedentemente tagliate a pezzetti) in una ciotola con mezza tazza di rum, e lasciatela ammorbidire fino al momento di utilizzarle.

Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente, quindi lavoratelo con una frusta insieme allo zucchero a velo fino a farlo diventare cremoso.

Aggiungete un uovo per volta, aggiungendo il successivo solo quando il precedente sarà ben amalgamato. Lavorate accuratamente ma con delicatezza, per evitare di dividere i due ingredienti.

Setacciate le due farine con il lievito ed unitele al composto umido mescolando accuratamente con una spatola fino a che sarà tutto omogeneo e ben amalgamato.

Unite la polpa di zucca, la cannella e la vaniglia, e mescolate bene.

Aggiungete anche lo zenzero candito e tagliato a listarelle, la scorza del limone grattugiata, scolate e strizzate la frutta secca, tenendo da parte il rum, passatela in poca farina, eliminatene l’eccesso in caso aiutandovi con un passino, ed unitela all’impasto, questo eviterà che finisca sul fondo durante la cottura.

Unite anche parte del rum, mezza tazzina circa, e mescolate.

Bagnate un foglio di carta forno della giusta misura per lo stampo da plum cake, strizzatelo bene e tamponatelo con della carta cucina. Foderate lo stampo con la carta forno facendola sporgere dai bordi, versate l’impasto, livellatelo bene, quindi bagnate una spatola e affondatela leggermente al centro, facendo una sorta di taglio sulla superficie del dolce. Durante la cottura si formerà il taglio tipico del plum cake.

Cospargete con mandorle a lamelle e con dello zucchero di canna.

Cuocete nella parte bassa del forno, per 10 minuti in forno (già ben caldo) a 200°, poi abbassate la temperatura a 180° per altri 35-40 minuti circa. Fate sempre la prova stecchino per verificare la cottura, infilandolo al centro del dolce, se fuoriesce asciutto il dolce è cotto.

Lasciatelo raffreddare nello stampo, quindi sformatelo e servitelo.

 

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Potete leggere la ricetta anche su

logo territori

 

A presto!

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Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Crumble di albicocche con zenzero, mandorle e pistacchi

 

 

Non sarebbe fantastico se diventando mamme, si si, proprio prima della dimissione dall’ospedale, insieme a quel fagottino bello e coccoloso, ci dessero anche un manuale d’istruzioni?

Si, un bel manualetto che ci spiegasse come affrontare le tappe di crescita dei figli.

Se la fase dei NO e dei perché sono difficili, l’adolescenza è un bel casino.

Una tempesta.

E il manuale non c’è. Ognuno se lo deve scrivere da solo il manuale.

Un proprio, personale manuale, fatto di regole, strategie, ramanzine ma anche incoraggiamenti.

Un manuale per riuscire a stare accanto in questo percorso non facile, ma senza invadenza, accompagnandoli lungo la strada, abbastanza in salita, del diventare adulti.

Gestire i conflitti, i silenzi, le risate di gioia ma anche gli umori nerissimi, l’aggressività e subito dopo gli slanci smisurati di affetto.

Accogliere e lasciare andare, dando però al tempo stesso regole ed argini rassicuranti.

Insegnare a desiderare le cose prima di ottenerle, trasferire amore, passione e rispetto per ciò che ci circonda.

 

“L’adolescenza, la più delicata delle transizioni”

Victor Hugo

 Andiamo di crumble và!

Questo vi assicuro che è delizioso! Se non vi piace lo zenzero potete anche evitare di utilizzarlo (io amo la sua nota esotica e pungente!)

Io ho un albero generosissimo in giardino, e parte del raccolto è finito in questa ricetta!

Perfetto da servire con il gelato alla vaniglia, se ne avete voglia potete anche prepararlo a casa, la ricetta furbissima la trovate  QUI.

 

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CRUMBLE DI ALBICOCCHE CON ZENZERO, MANDORLE E PISTACCHI

 

Ingredienti

800 g di albicocche mature

130 g di zucchero di canna integrale

130 g di farina di riso biologica

100 g di burro morbido biologico

2 cm di radice di zenzero

1 presa sale

⅓ di cucchiaino di polvere di vaniglia

60 g mandorle a lamelle

30 g pistacchi

Preparazione

Lavate ed asciugate le albicocche, eliminate il nocciolo e tagliatele in piccole fettine.

Imburrate una pirofila e distribuite le fettine di albicocca coprendo bene tutta la superficie.

Tritate la metà delle mandorle e metà dei pistacchi nel cutter.

Versate la farina in un contenitore insieme allo zucchero, il burro morbido a pezzetti, la polvere di vaniglia, il trito di mandorle e pistacchi ed il sale.

Lavorate con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto sbriciolato, per l’appunto il ‘crumble’.

Grattugiate la radice di zenzero sopra le albicocche e distibuite sopra il composto sbriciolato.

Finite cospargendo la superficie con mandorle e pistacchi rimasti 8tritati grossolanamente con il coltello).

Infornate (forno già caldo) a 180° per circa 40-45 minuti. Fino a quando comunque la superficie sarà bella dorata.

NOTE:

Potete preparare il crumble in anticipo e conservarlo in frigo.
Poco prima di servirlo potrete scaldarlo per 15 minuti in forno e servirlo poi con del gelato alla vaniglia.

 

 

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Buona vita gente!

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Antipasti/ Greenery mood/ Salato

Uovo in crosta su insalatina, avocado, mela verde, bacon e mandorle

 

“Rispetto l’uovo per il genio che dimostra in tutti i tipi di cottura.

Mi sembra che sia un alimento sottovalutato,

invariabilmente messo in ombra da ingredienti costosi e di lusso.”

Michel Roux

Amo le uova, credo di averlo già detto tante volte.

Nella mia cucina ci sono sempre. Rigorosamente biologiche.

Perché biologiche?

Perché sono uova di galline felici. Galline che possono stare all’aperto, libere di muoversi e razzolare; alimentate in modo naturale senza impiego di antibiotici.

Sono uova sane.

Quando acquistate le uova, controllate il codice identificativo.

Lo ‘0’ identifica le uova biologiche, niente cure antibiotiche e densità nel pollaio accettabile ed etica.

Poi man man o che il numero aumenta, da ‘1’ a ‘3’, peggiorano le condizioni di vita delle galline, e di conseguenza anche la qualità del prodotto finale, l’uovo.

Si, costano un po’ di più,è vero. Ma in tutta onestà io risparmio su altre cose, non sulla salute.

Ricordate che il guscio è una barriera naturale contro germi e batteri; non utilizzate uova con il guscio danneggiato.

Le uova vanno controllate, quindi sgusciate in una ciotolina per verificare che siano fresche, poi unitele al vostro composto, impasto o altro.

Le uova vanno tenute in un posto fresco, ma andrebbero tolte dal frigorifero un paio d’ore prima del loro utilizzo per consumarle al meglio.

Gli albumi si possono conservare per qualche giorno in frigorifero e per alcune settimane in congelatore; gli albumi vecchi di qualche giorno sono perfetti per preparare meringhe, pavlova e macaron.

Questa ricetta l’ho sbirciata in libreria, in un libro sfogliato che non ho acquistato e di cui non ricordo il titolo…

L’ho ovviamente modificata perché sono andata a memoria.

Antipasto? Secondo? Piatto unico?

Quello che preferite, cambierete le quantità di conseguenza.

Dai, ricetta!

 

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UOVO IN CROSTA SU INSALATINA, AVOCADO, MELA VERDE, BACON E MANDORLE

Ingredienti

Dose per 4 persone

Per le uova in crosta

4 uova biologiche (+ 1 per la panatura)

4 cucchiai di pane grattugiato

2 cucchiai di farina di riso

3 cucchiai di mandorle a lamelle

olio di semi di arachide per friggere

sale e pepe qb

Per l’insalata

insalatina mista (misticanza, rucola..)

1 avocado

1 mela Granny Smith

70 g pancetta stufata (tipo bacon)

mandorle a lamelle qb

sale integrale qbpepe bianco qb

olio evo qb

1 lime

Preparazione

Per le uova in crosta

Preparate le uova sode. Mettete le 4 uova in una pentola sui fuoco medio coperte con abbondante acqua fredda. Appena l’acqua bolle, abbassate la fiamma (cuocendo in acqua in forte bollizione gli albumi diventano grumosi) e continuate la cottura per 6 minuti (dopo che l’acqua ha iniziato a bollire). Trasferitele in acqua fredda e sgusciatele.

Tritate nel mixer le mandorle insieme al pane grattugiato.

Sbattete l’uovo rimasto in un piatto fondo con sale e pepe, versate la farina di riso in un piatto e il pane grattugiato con le mandorle in un altro. Passate le uova prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel mix di pane grattugiato e mandorle.

Scaldate bene l’olio (quando è pronto, immergendo uno stecchino di legno si formeranno delle bollicine tutto attorno) quindi friggete le uova per un paio di minuti, avendo cura di girarle per farle dorare da tutti i lati. Scolatele e fatele asciugare su della carta per fritti.

Per l’insalata

Lavate accuratamente le insalatine e la rucola. Sbucciate l’avocado, eliminate il nocciolo e tagliatelo a fettine. Lavate bene la mela, eliminate il torsolo e tagliatela a fettine sottili. Uniteli all’insalata.

Fate rosolare la pancetta in una padella antiaderente (o al forno) fino a farla diventare bella croccante; tostate le mandorle a lamelle in un altro padellino antiaerente.

Condite l’insalatina con sale, pepe ed un’emulsione di olio evo e lime.

Presentazione del piatto

Servite con un fondo di insalata un uovo in crosta tagliato a metà, finite con del bacon croccante e mandorle tostate.

 

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Buon fine settimana gente!

 

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Biscotti e Frolle/ Dolce

Torta fregolotta

 

 

La torta Fregolotta è un dolce tipico della Marca Trevigiana, e più precisamente di Castelfranco Veneto.

E’ simile alla Sbrisolona di Mantova, ma da non confondere con quest’ultima perché gli ingredienti sono un po’ diversi.

Il nome deriva dalla sua consistenza decisamente friabile, fregola in Veneto significa infatti briciola.

La storia di questo dolce risale ai primi del ‘900, quando iniziò ad essere preparata e venduta nel forno della famiglia Zizzola, che ancora oggi la produce in un moderno stabilimento.

Ma il suo ideatore rimane misterioso, si sa soltanto che zia Evelina, sorella del fondatore Angelo Zizzola, ebbe la ricetta di questa frolla particolare da un’amica, cuoca presso una nobile famiglia di Treviso.

Esiste una versione priva di burro (che non ho ancora provato…), nella quale si aggiungono tre o quattro cucchiai di panna liquida.

 

Dedico questo dolce alle mandorle a Ventura la mia frutta secca, 

avete visitato il loro bellissimo sito appena rinnovato?

Un ringraziamento speciale per la pagina dedicata a noi foodblogger,

insieme ad altre amiche, ci sono anch’io.

Grazie Ventura la mia frutta secca! …solo la frutta più buona!

Se non lo avete ancora fatto, correte a farvi un giretto nel sito!

Tante informazioni utili sulla frutta secca (che fa benissimo!) e tante ricette!

 

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TORTA FREGOLOTTA

Ingredienti

Dose per uno stampo da 28 cm di diametro

300 g mandorle

250 g zucchero

150 g farina di riso biologica

150 g farina macinata a pietra tipo 1

200 g burro biologico (ammorbidito)

2 uova + 2 tuorli (biologiche)

un pizzico di sale integrale

½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon (o buccia di limone)

burro e farina per la teglia

zucchero per cospargere la torta (io anche zucchero in cristalli)

Preparazione

Fate bollire dell’acqua in un pentolino, raggiunto il bollore tuffate le mandorle per un minuto. Scolatele, asciugatele un po’ e spellatele. Distribuitele su una teglia e fatele asciugare per un po’ nel forno ben caldo. Tritatele nel mixer, ma non troppo finemente.

Mescolate la mandorle tritate alle due farine, allo zucchero, la vaniglia ed il sale.

Fate una fontana sul piano di lavoro, mettete al centro il burro ammorbidito ed a pezzetti e le uova. Con le mani amalgamante gli ingredienti poco per volta, ma non troppo acuratamente, cercate di formare dei grossi ‘bricoloni’ di impasto.

Imburrate e infarinate uno stampo (preferibilmente a cerniera) e versate poco impasto. Pressatelo leggermente sul fondo poi sbriciolate sopra il rimanente distibuendolo in modo uniforme. Cospargete con lo zucchero (io anche con dei cristalli di zucchero) ed infornate a 180° per circa 40 minuti.

Fate raffreddare e cospargete a piacere con zucchero a velo. Raffreddandosi diventa croccante e friabile, e difficile da tagliare con il coltello. Va quindi tagliata, anzi spezzata in modo irregolare.

 

Qui nella Marca Trevigiana si trova in commercio anche la versione al Radicchio di Treviso tardivo IGP

 

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Buona settimana gente!

 

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Biscotti e Frolle/ Dolce

Rose del deserto ai mirtilli e cioccolato bianco

 

 

Questi biscotti sono forse tra i primi che ho provato a fare taaaanti anni fa.

Sono tanto facili quanto buoni.

Si chiamano Rose del deserto proprio perché nell’aspetto ricordano la formazione minerale dalla forma curiosa, tipica del deserto.

Sono sempre perfetti.

Per la colazione, per il tè del pomeriggio, per la merenda a scuola delle bimbe.

Io mi diverto a provare la stessa ricetta utilizzando ingredienti un po’ diversi.

Cambio tipo di farina, ché io la 00 anche no, poi faccio abbinamenti diversi, in questo caso mirtilli e cioccolato bianco.

Si conservano bene in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.

Io non vi ripeto la solita storia, che non ho tempo, che sono di corsa e bla bla bla, non voglio diventare pesante e noiosa.

In realtà è davvero così.

Settimane frenetiche, tante ore davanti al pc e poche davanti ai fornelli.

Un po’ mi pesa non avere molto tempo per cucinare.

Ma ne vale la pena.

Quello che bolle in pentola è davvero grandioso.

Insomma, voi leggetevi la ricetta dei biscotti intanto, presto potrò raccontare tutto!

 

 

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ROSE DEL DESERTO AI MIRTILLI E CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti

Dose per circa 15 biscotti grandi

150 g farina di avena biologica

100 g farina di mais biologica tipo fioretto

150 g burro biologico

2 uova biologiche

100 g zucchero di canna

50 g zucchero mascobado

½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

1 cucchiaino di cremor tartaro

1 manciata di mirtilli disidratati

1 manciata di gocce di cioccolato bianco

corn flakes qb

zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione

Accendete il forno a 180°C.

Nella planetaria con la frusta, lavorate il burro morbido con lo zucchero di canna ed il mascobado. Aggiungete le uova e continuate a impastare, unite le farine, la vaniglia ed il cremor tartaro e lavorate bene. Unite anche le gocce di cioccolato e i mirtilli.

Foderate due teglie con la carta forno. Versate dei corn flakes in un piatto e, con l’aiuto di un cucchiaio (o di un cucchiaino se volete farli più piccoli), prendete poco impasto (sarà abbastanza morbido) formando delle palline che farete rotolare sui cork flakes. Sistemate le ‘palline’ sulla teglia ben distanziate tra loro, perché si allargheranno in cottura.

Cuocete a 180°C per circa 20 minuti.

Sfornate a fate raffreddare bene. Appena sfornati sono molto fragili, diventeranno croccanti raffreddandosi.

Cospargete a piacere con zucchero a velo (io no in questo caso)

NOTE:

Si conservano bene in una scatola di latta.

 

 

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Buona settimana gente!

 

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Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Ciambella con la panna montata (dentro) – Whipped cream cake

 

 

Voi non ci crederete, ma questa torta con la panna montata dentro, ricetta furbissima trovata nel blog di Stefania, L’araba più famosa del web, è da un anno che l’ho fatta…

No, non questa nelle foto.

Questa l’ho fatta un paio di settimane fa.

Da quando l’ho provata, l’ho rifatta un sacco di volte.

E’ buonissima, oltre che davvero velocissima da preparare.

Senza farcitura diventa un perfetto dolce da colazione e da inzuppo.

Se la volete rendere più golosa e bella, la potete farcire così, con una cascata di ganache al cioccolato.

La cosa più laboriosa di questa torta è il pralinato alle mandorle e nocciole, ricetta della bravissima Simona Piccolini del blog Tè e Cioccolato.

Lo avevo preparato per la torta di compleanno del mio papà, il mese scorso, ovviamente non lo avevo utilizzato tutto. Lui era lì, buono buono nel suo vasetto.

Insomma, vi lascio in dolcezza.

Provatela non ve ne pentirete!

Stefania, Simona, grazie per le ricette!

 

“GIVE ME THE CHOCOLATE

AND NOBODY GETS HURT”

cit.

 

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CIAMBELLA CON LA PANNA MONTATA (DENTRO) – WHIPPED CREAM CAKE

Da una ricetta di Martha Stewart ‘scovata’ nel blog di Stefania ‘Arabafelice in cucina’ – ‘Pralinato alle mandorle’ dal blog Tè e cioccolato di Simona Piccolini

Ingredienti

Ciambella con la panna montata

100 g farina autolievitante

170 g farina macinata a pietra

375 ml panna fresca

180 g zucchero

3 uova biologiche

1 cucchiaino cremor tartaro

1 presa sale integrale

½ cucchiaino polvere di vaniglia biologica

gocce di cioccolato fondente qb

Ganache fondente

250 g cioccolato fondente

100 g panna fresca

1 noce burro biologico

Pralinato alle mandorle e nocciole

150 g mandorle

150 g nocciole (già sgusciate)

200 g zucchero semolato

50 g acqua

Preparazione

Ciambella con la panna montata

Accendete il forno a 185°C.

Montate la panna fino a quando sarà bella soda. Aggiungete (planetaria con frusta in funzione o con sbattitore) un uovo alla volta e continuate a montare per brevissimo tempo. Solo fino a quando sarà amalgamato.

A parte mescolate tutti gli ingredienti secchi, vaniglia compresa, e setacciateli tutti insieme. Uniteli poco per volta alla panna montata, mescolando delicatamente a mano con una spatola (dall’alto verso il basso) per non smontare il tutto. Unite anche le gocce di cioccolato, e mescolate bene.

Versate il composto in uno stampo da ciambella precedentemente imburrato ed infarinato. Cuocete in forno ben caldo (185°C) per 25-30 minuti. Fate sempre la prova ‘stecchino’ per verificare la cottura. Fate raffreddare e poi sformate.

Ganache al cioccolato

Tritate il cioccolato con un coltello. Scaldate la panna in un pentolino su fuoco medio, una volta calda unite il burro ed il cioccolato, mescolate bene fino a quando sarà sciolto e ben amalgamato.

Pralinato alle mandorle e nocciole

Portate a bollore dell’acqua su un pentolino, tuffate le mandorle per un minuto, quindi scolatele e pelatele. Asciugatele bene e tenete da parte.

Accendete il forno a 150-160°, disponete mandorle e nocciole su una teglia coperta di carta forno e tostatele in forno ben caldo per circa 15 minuti.

Versate lo zucchero in una casseruola, aggiungete l’acqua e portate a 116°C (lo zucchero diventerà chiaro e farà delle bollicine piccole e regolari), aggiungete le mandorle e le nocciole ancora tiepide e mescolate. Tenete sul fuoco basso per circa 15-20 minuti, lentamente vedrete lo zucchero sciogliersi nuovamente e diventare di un colore ambrato. Togliete la pentola dal fuoco e versate tutto su una teglia coperta di carta forno (oppure un tappetino di silpat). Fate raffreddare.

Una volta raffreddato, tritate finemente (io non troppo finemente) nel cutter e versate in un vaso se desiderate conservarlo.

 

Versate generosamente la ganache sulla ciambella e cospargete con pralinato alle mandorle.

ATTENZIONE:  il pralinato di Simona crea dipendenza.

 

 

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Buon fine settimana gente!

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Antipasti/ Contorni/ Salato

Sformatini di sedano rapa, patate e noci pecan

 

 

Giornata tersa, fredda ma con un sole meraviglioso, oggi.

Dopo aver portato le ragazze a scuola, ho fatto shopping mattutino nell’Azienda Agricola preferita, e fatto la mia scorta settimanale di prodotti di stagione.

Tra questi c’è anche lui, il sedano rapa. Quanto mi piace.

Lo metto davvero un po’ dappertutto, e lo uso nei modi più disparati questo ortaggio ‘da radice’.

Conosciuto anche come Sedano di Verona, si coltiva qui nel nord Italia e si raccoglie da metà agosto fino a novembre ma, conservandosi circa quattro mesi, lo si può trovare in vendita anche in questo periodo.

Ha pochissime calorie, ma tanta fibra, vitamine e sali.

Perfetto nelle frittate, nella pasta, nel riso, nelle insalate anche crudo, ma anche fritto, al vapore, impanato, al forno…

Oggi ve lo propongo sotto forma di sformatino.

Buono, sano e pure carino da presentare.

Che dite, andiamo alla ricetta?

 

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SFORMATINI DI SEDANO RAPA, PATATE E NOCI PECAN

Ingredienti

300 g sedano rapa (cotto al vapore)

300 g patate (cotte al vapore)

50 g Grana Padano

1 uovo biologico

1 manciata abbondante di noci pecan

prezzemolo fresco

20 g burro

sale integrale qb

pepe bianco qb

pane grattugiato qb

 

 

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Accendete il forno a 200°.

Nel robot da cucina frullate il sedano rapa e le patate, precedentemente cotti al vapore.

Unite l’uovo, il Grana Padano, il burro (tenetene poco per ungere gli stampini) poco prezzemolo, un po’ di noci pecan e frullate ancora.

Spennellate di burro 4 stampini in alluminio, cospargeteli di pane grattugiato e disponete sul fondo alcune noci tritate grossolanamente.

Versate il composto dentro agli stampini pressando leggermente e livellandolo.

Infornate a 200° per circa 20-25 minuti.

Fate raffreddare leggermente, quindi sformate aiutandovi con un coltello.

Servite ancora caldo decorando con foglie di prezzemolo o noci pecan.

Se li preparate in anticipo, una volta sformati potete riscaldarli in forno per alcuni minuti.

NOTE:

Può essere servito come antipasto, ad esempio con una fondutina di formaggio, oppure come contorno, ad accompagnare dei secondi, sia di carne che di pesce.

 

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Bye!

 

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Eventi/ Salato/ Secondi di pesce

Filetto di scorfano gratinato agli anacardi per #VENTURATOPBLOGGER2014

 
“ La qualità non è mai casuale;
è sempre il risultato di uno sforzo intelligente” 
 
John Ruskin
Sono di corsa questa settimana.
Trolley in fase cosacavolocimettodentro  e tante cose da fare prima della partenza.
Si, perché sono in partenza giovedì mattina.
Il 27 e 28 Novembre sarò ospite di Ventura presso il Casta Diva Resort & Spa, prestigioso hotel sul Lago di Como.
Non sarò sola ovviamente, con me ci saranno altre blogger.
La location è davvero da sogno e, nel pomeriggio di giovedì, ci attende una lezione con il Maestro Luca Montersino.
Che dire? Posso essere un filino emozionata secondo voi?
Io al mio ritorno vi racconto tutto!
Voi intanto potete seguire la nostra avventura sui social seguendo l’hastag #VenturaTopBlogger2014!
Qualità.
La qualità non è casuale.
E’ frutto di competenza, di impegno.
Ventura da oltre 70 anni sceglie la frutta là dove le migliori condizioni ambientali e climatiche incontrano la più qualificata competenza agroalimentare, frutto di tradizioni millenarie e delle tecniche di coltivazione più avanzate e rispettose della natura.
L’Azienda dedica estrema attenzione a tutto il processo produttivo, garantendo prodotti con la massima integrità e freschezza.
Quindi eccomi ancora con una ricetta dove protagonista è la frutta secca Ventura, altre ricette con i loro prodotti potete trovarle qui e qui.
Per me frutta secca non sono solo ricette dolci.
Amo utilizzarla anche (e tanto!) nelle preparazioni salate.
A dire il vero la frutta secca è quasi sempre presente nella mia cucina (se qui potesse scrivere mio marito direbbe che ho ‘sacchettini dappertutto’…)
Questa ricetta è veloce, semplice, sana e fa anche la sua bella figura nel piatto.
Che fate la provate?
Io vi racconto tutto appena torno!
Buona settimana gente!

FILETTO DI SCORFANO GRATINATO agli ANACARDI
Ingredienti (per 4 persone)
4 filetti di scorfano
2 patate grandi
70 g di anacardi Ventura
1 spicchio d’aglio
prezzemolo fresco qb
olio EVO qb
sale qb
pepe bianco qb
Lavate, sbucciate ed affettate le patate molto sottili.
Disponete le fettine su una teglia coperta di carta forno, sovrapponendole leggermente in modo da formare una base per ciascun filetto di pesce.
Infornate a 190° per ca 6-7 minuti, quindi estraete dal forno.
 
Utilizzando il cutter (o tritatutto), preparate un trito grossolano con gli anacardi, il prezzemolo, l’aglio e poco olio EVO.
Disponete sopra al ogni base di patate un filetto di scorfano e coprite ciascun filetto con il trito di anacardi e prezzemolo.
Salate, pepate, condite con un filo d’olio EVO ed infornate a 190° per circa 20 minuti.
CONSIGLIA Frullato energetico