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Diario

Aria di primavera nell’aria! #iFoodStyle nr 3 è online!

“Questo mi dice un campo luminoso di primavera:

semina la gentilezza, cogli il rispetto, coltiva la serenità.”

(Fabrizio Caramagna)

Primavera è desiderio di rinnovarsi, di cambiamento, di aria nuova!

Voi non ne sentite ogni volta il bisogno?

Io si tantissimo, è come se all’arrivo della Primavera avessi necessità di uscire dal torpore del fare le solite cose e affrontare il nuovo.

Mi assale il desiderio di rinnovare un po’ tutto, l’abbigliamento, la casa, il colore e il taglio dei capelli!

E il bisogno di colore!

Addosso, intorno a me e in cucina!

La redazione di #iFoodStyle dà il suo benvenuto alla Primavera ormai alle porte

con un numero dai toni e sapori delicati,

nell’attesa del rifiorire della natura in tutto il suo splendore.

Nella rubrica “LASAGNE” trovate anche una mia ricetta,

Le LASAGNE ALLA CURCUMA CON CECI E GAMBERI

Io posso solo consigliarvi di andarlo a sfogliare subito!

IFOODSTYLE Dal web alla tavola nr 3

Ciao gente a presto!

Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Carrot cake

 

Una delle cose che mi viene subito in mente quando penso alle vacanze fatte negli Stati Uniti sono le torte.

Certe fettone di torte altissime che ti ‘guardano‘ dai banconi dei locali, tutte in fila, perfette e super golose.

Una di quelle che da sempre maggiormente mi stuzzica, e che da tanto tempo volevo preparare è la Carrot Cake, la torta di carote.

Al suo interno tante carote grattugiate (ottimo sistema per far mangiare le verdure ai figli è metterle dentro ai dolci!), noci tritate e diverse spezie a profumare l’impasto.

Per ottenere buoni risultati in cucina, ed in particolar modo in pasticceria, una cosa importantissima è utilizzare farine di ottima qualità.

Per preparare questa torta (e chi mi segue sa che le uso da tanto tempo nella mia cucina!) ho utilizzato la farina PETRA 5 di Molino Quaglia, una farina macinata a pietra specifica per biscotti e torte.

Si, perché Molino Quaglia, oltre a selezionare i grani teneri più pregiati, con una lavorazione che recupera dal chicco del grano tutte le parti nutrienti e gustose, non macina tutto quello che capita, ma soltanto il grano più adatto a ciascun prodotto da forno.

Nella linea di farine Petra potrete infatti trovare farine macinate a pietra specifiche per ciascun tipo di preparazione.

Otterrete dolci dalla giusta consistenza, al cui assaggio si percepisce nettamente il profumo e sapore del grano e, al tempo stesso, utilizzando farine macinate a pietra ne trarrà beneficio la vostra salute, proprio grazie alla loro ricchezza di sali minerali, fibre alimentari e crusca.

Andiamo a vedere come ho preparato questa Carrot Cake?

 

CARROT CAKE

Ingredienti:

250 ml di olio di semi (io di girasole)

300 g di zucchero di canna

4 uova medie biologiche (a temperatura ambiente)

300 g di farina macinata a pietra PETRA 5 Molino Quaglia

1 bustina di lievito per dolci

1/2 cucchiaino di bicarbonato

1 e 1/2 cucchiaino di cannella

1/2 cucchiaino di noce moscata (facoltativo)

380 g di carote grattugiate finemente

120 g di noci tritate

1 pizzico di sale

450 g di formaggio cremoso (mascarpone o robiola)

100 g di burro morbido

180 g di zucchero a velo

1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere

qb carotine in pasta di zucchero o marzapane

Preparazione:

  1. Nella planetaria (o con le fruste elettriche in un contenitore capiente) con la frusta montate l’olio con lo zucchero di canna. Continuate per alcuni minuti poi aggiungete le uova, una alla volta, unendo la successiva solo quando la precedente sarà ben amalgamata. Montate fino a quando otterrete un composto gonfio e spumoso.
  2. Setacciate insieme la farina e le altre polveri, le spezie, il lievito ed il bicarbonato. Unitele al composto montato poco per volta, mescolando bene ad ogni aggiunta. Per ultimi aggiungete il sale, le carote grattugiate e le noci tritate.
  3. Foderate con carta forno due stampi con diametro 20 cm e versare metà impasto per ciascuno stampo. Cuocere entrambi in forno ben caldo a 170 – 175° per circa 50 minuti. Verificate la cottura infilando uno stecchino al centro, dovrà uscire bello asciutto.
  4. Preparate la crema al formaggio. Montate con la frusta il burro morbido con lo zucchero a velo setacciato. Montate separatamente il formaggio (io ho utilizzato metà mascarpone e metà robiola) fino ad ottenere una consistenza cremosa, quindi unitelo al composto di burro. Spalmate la crema di formaggio sulla torta aiutandovi con una spatola per dolci. Decorate a piacere con ciuffetti di panna e carotine di marzapane o pasta di zucchero.

NOTE:

Per preparare il ‘cream cheese frosting’ io ho utilizzato metà mascarpone e metà robiola.

La torta contiene olio, pertanto conservandola in frigorifero non si indurirà come succede alle torte preparate con il burro.

Potete anche cuocere la torta in un unico stampo alto e poi tagliarla a metà. In questo caso verificate bene la cottura al centro e fate sempre raffreddare bene la torta prima di tagliarla.

 

 

 

Enjoy!

Seguendo in rete l’hastag #futuropetra

troverete tante, tante ricette

con queste ottime farine!

 

#sponsorizzato Molino Quaglia

 

Cioccolato/ Colazione e merenda/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Fluffosa marmorizzata al cappuccino e vaniglia

 

“Il mondo è una torta piena di dolcezza.”

Charles Baudelaire

Post veloce, anzi velocissimo.

Devo ancora prepararmi il trolley ché oggi (tra poco) si parte ed è tardi, anzi no è tardissimo.

Mi aspettano Bologna, il Cioccoshow, le amiche e colleghe e la presentazione di un bellissimo libro Le Fluffose.

Passo al volo insomma e vi lascio, cosa vi lascio?

Ma una fluffosa, claro que si!

Questa è marmorizzata, con due impasti che si mescolano, al cappuccino e vaniglia.

Per evitare l’uso di latticini ho utilizzato una bevanda di riso, che voi potete tranquillamente sostituire con altro tipo di bevanda, di avena o di soia ad esempio.

Ottima da inzuppo, anche senza nessuna guarnizione sopra.

Ma con la panna, eh con la panna…

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FLUFFOSA MARMORIZZATA AL CAPPUCCINO E VANIGLIA

Ingredienti:

300 g di farina macinata a pietra per dolci lievitati

300 g di zucchero semolato

6 uova biologiche

130 g di olio di semi di girasole

180 g di latte di riso (o altro tipo, ad es. avena)

1 bustina di lievito per dolci

1 bustina di cremor tartaro

1/2 cucchiaino di polvere di vaniglia biologica (o i semi di mezza bacca)

4 cucchiaini di caffè liofilizzato

1 presa di sale

250 ml di panna fresca

2 cucchiai di zucchero a velo

qb cacao amaro

Preparazione:

  1. Separate i tuorli dagli albumi. Setacciate insieme in una grande ciotola la farina, il lievito ed il sale. Dividete il composto a metà e versatene una parte in una seconda ciotola. Scaldate leggermente il latte di riso e dividetelo in due bicchieri. Fate un buco al centro nella prima ciotola, versate nell’ordine 3 tuorli, la vaniglia, 65 g di olio di semi emulsionato con metà latte di riso leggermente tiepido. Fate un buco al centro anche nella seconda ciotola e versate 3 tuorli, 65 g di olio di semi emulsionato con il latte di riso tipeido in cui avrete sciolto precedentemente il caffè liofilizzato.
  2. Montate gli albumi insieme al cremor tartaro. Mescolate entrambi i composti con la frusta (prima quello chiaro e poi quello al caffè per non macchiarlo). Versate metà albumi in ciascuna ciotola e mescolate delicatamente con una frusta per non smontare gli impasti. Versateli in modo alternato in uno stampo da chiffon cake (con i piedini), senza imburrarlo né infarinarlo, in modo tale da formare l’effetto marmorizzato. Infornate a 160° (forno ben caldo) per 1 ora e 15 minuti. Sfornate e capovolgete a testa in giù. Fate raffreddare bene la torta prima di sformarla. Montate la panna con lo zucchero a velo e decorate la torta utilizzando una sac à poche con bocchetta a vostro piacere (io a stella), cospargete infine con cacao amaro e servite.

NOTE:

Dose per uno stampo da chiffon cake da 26 cm.

Potete tranquillamente utilizzare anche la farina 00.

 

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Se vi trovate dalle parti di Bologna

sabato 19 Novembre dalle 12.00 alle 13.00

non perdetevi la presentazione de

Le Fluffose con Monica e Valentina.

Buon fine settimana gente!

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È stagione di/ Primi piatti/ Salato/ Senza categoria

Lasagnette al cacao con zucca e mazzancolle alla salsa di soia Kikkoman

 

 

Non so a voi, ma a me l’intrigante sapore della salsa di soia piace tantissimo.

Certo è perfetta se utilizzata nei piatti asiatici ma, credetemi, va assolutamente provata anche in altre preparazioni!

Per il contest #Kikkomania ho voluto sperimentare, preparando una ricetta un po’ fusion.

 

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Il cioccolato  si sposa bene con la salsa di soia.

Appurato questo, la scelta di due ingredienti che amo molto e che sono abbastanza dolci per essere abbinati alla sapidità della salsa di soia, zucca e mazzancolle.

Et voilà.

E’ uscito questo primo piatto.

La ricetta completa delle mie LASAGNETTE AL CACAO CON ZUCCA, MAZZANCOLLE E SALSA DI SOIA la trovate su IFOOD cliccando QUI.

Con questo post io partecipo al premio speciale food photography del Contest #Kikkomania.

 

 

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Ciao gente, a presto!

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Diario

IFoodStyle dal Web alla Tavola – il numero zero!

Era da tempo che aleggiava nell’aria questo piccolo, grande progetto.

Era lì, in paziente attesa, fino a quando è arrivato il momento giusto.

Facciamolo.

Detto fatto. Redazione creata, primo gruppo di foodblogger contributor e via, si inizia!

Il nuovo grande progetto che nasce dalla meravigliosa community di foodblogger di IFOOD!

IFOODSTYLE dal WEB alla TAVOLA il numero zero è online!

Grande l’emozione di aver potuto partecipare al primo numero!

Un GRAZIE speciale a tutta la redazione (non li elenco tutti, andate di corsa a leggere chi sono!) che si sono fatti in quattro per portare a termine questo progetto, alle ‘colleghe’ contibutor di questo numero e a tutte quelle che lo saranno per i prossimi!

Troverete non solo ricette e foto di piatti di stagione, ma anche recensioni, interviste, viaggi suggestivi nei borghi d’Italia più belli, lo speciale dedicato alla colazione e … beh, direi basta anticipazioni…

Di seguito un paio di foto della mia ricetta, le CIAMBELLINE di FARRO all’UVA CARAMELLATA, e ora andate di corsa a scoprirlo voi!  :))

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I sogni diventano realtà quando ci sono la passione

e la volontà di realizzarli.

E noi continuiamo a sognare!

“Se puoi sognarlo, puoi farlo.”

Walt Disney

Cliccate sull’immagine e correte a sfogliarlo!

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Keep on dreamin’ gente!

 

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Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Qualcosa di rosso/ Torte

Naked Fluffosa con fragole, mirtilli e lamponi

 

La Fluffosa è una torta così versatile da essere al tempo stesso la classica torta per l’inzuppo a colazione o da servire con il tè, ma anche la base per stupende torte decorate, da addobbare nei modi più svariati.

Fluffosa è una sorta di movimento che unisce amiche blogger ed amanti dei dolci, che spinge alla condivisione e ad azionare la fantasia, per declinare una ricetta classica nei modi più diversi ed originali.

Talmente semplice e buona da creare dipendenza.

Per festeggiare una cena in famiglia ho preparato la semplicissima Fluffosa al limone trasformandola poi, con chantilly e frutta fresca, in una colorata e fresca Naked Cake.

PUF! Sparita in un battibaleno.

Questa torta non poteva che riempire un bellissimo libro.

Voi andate a sfogliarvelo in libreria, sono certa che non potrete uscire senza aver acquistato Le Fluffose!

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NAKED FLUFFOSA CON FRAGOLE, MIRTILLI E LAMPONI

Da ‘Le Fluffose’ di Monica Zacchia

 

Ingredienti

Per la Fluffosa al limone (stampo da chiffon cake da 26 cm)

300 g zucchero

185 farina macinata a pietra tipo 1

100 g farina autolievitante

7 uova biologiche

170 g di succo di limone biologico

buccia di 1 limone non trattato

120 g olio di riso (o di girasole)

1 bustina di lievito per dolci

½ cucchiaino di bicarbonato di sodio

½ cucchiaino di polvere di vaniglia biologica

Per Farcire

500 g panna liquida fresca

150 g zucchero a velo

400 g fragole

100 g mirtilli

100 g lamponi

menta fresca per decorare

Preparazione

Fluffosa al limone

Dividete i tuorli dagli albumi.

In una ciotola capiente setacciate le farine, lo zucchero, il lievito ed il bicarbonato. Fate un buco al centro e versate in questo ordine e senza mescolare: l’olio, i tuorli, il succo di limone, la buccia di limone grattugiata e la polvere di vaniglia (o i semini di mezza bacca).

Mescolate tutti gli ingredienti con una frusta (a mano) fino ad ottenere un composto omogeneo.

Montate e neve ferma gli albumi con poche gocce di limone.

Uniteli all’impasto mescolando delicatamente dall’alto verso il basso.

Versate in uno stampo da chiffon cake (senza imburrarlo né infarinarlo). Se diversamente utilizzate uno stampo tradizionale da ciambella, procedete ad imburrarlo ed infarinarlo.

Infornate e cuocete (forno ben caldo) a 165° per circa 55 minuti, quindi a 175° per altri 10 minuti. fate comunque la prova stecchino per verificarne la cottura.

Fate raffreddare il dolce capovolto sui piedini, se non dovesse ‘scendere’ da solo raffreddandosi, passate delicatamente la lama di un coltello lungo il bordo.

Chantilly e assemblaggio dolce

Montate la panna con lo zucchero a velo a neve ben ferma.

Tagliate la torta in tre strati dello stesso spessore.

Spalmate il primo con della chantilly, e distribuite sottili fettine di fragole, quindi coprite con il secondo strato e ripetete l’operazione.

Una volta coperta con il terzo strato, aiutandovi con una spatola di metallo, spalmate la torta con la restante chantilly, senza preoccuparvi di coprire tutto alla perfezione. Lisciate bene il bordo quindi disponete sopra alla torta la frutta lavata e tamponata, decorate con qualche fogliolina di menta.

Conservate in frigorifero fino al momento di servire.

 

NOTA:

Non preoccupatevi di spalmarla alla perfezione, la Naked cake , proprio come indica il suo nome torta nuda, prevede che si veda o si intraveda la base della torta e la sua farcitura.

Quindi potete semplicemente farcire gli strati e la parte superiore, oppure spalmare leggermente anche il bordo, ma senza coprirlo alla perfezione ed in modo omogeneo.

 

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LE FLUFFOSE

Disponibile nelle migliori librerie, oppure

comodamente ordinabile online QUI.

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A presto!

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Biscotti e Frolle/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Greenery mood/ Qualcosa di rosso

Crostatine con kiwi curd, crema mascarpone e lamponi

 

Eh niente…

Proprio nel periodo in cui uno dovrebbe prepararsi per la prova costume, alimentazione sana, tanta verdura e pochi dolci e zuccheri, sport, massaggi, estratti e centrifughe drenanti e depurativi come se non ci fosse un domani…

Quell’uno, cioè io, cosa fa invece?

Dolci, dolci e ancora dolci. E se li mangia pure in abbondanza!

Che vi devo dire?

Per prima cosa, sono golosa. Si, e pure parecchio.

Secondo in questo momento c’è un’esplosione di frutta colorata che mi invoglia ancor di più a sfornare frolle, crostate ed affini.

Alcune non riesco nemmeno a fotografarle per poterne fare un post.

Infatti mi toccherà pure rifare la crostata con le fragole che avete visto passare su Instagram, era deliziosa ed è sparita nel giro di un nanosecondo.

Vabbè, intanto beccatevi queste crostatine và!

Frolla + kiwi curd + crema mascarpone + lamponi = omammamia! (si insomma, ‘esperimento riuscito’)

Vi avanzerà del kiwi curd, ma non preoccupatevi, è buono spalmato anche su una fetta biscottata!

Ricettina?

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CROSTATINE CON KIWI CURD, CREMA MASCARPONE E LAMPONI

 

Ingredienti

Pasta sablée

150 g burro salato (o burro normale + 2 g di sale)

150 g zucchero semolato

80 g tuorlo (ca 4 tuorli uova bio) a temperatura ambiente

200 g farina macinata a pietra tipo 1

5 g lievito

½ bacca vaniglia (o ½ cucchiaino vaniglia in polvere)

Kiwi curd

300 g kiwi (circa 4)

2 cucchiai succo di limone

190 g zucchero

3 uova biologiche

100 g burro biologico morbido

1 cucchiaino di amido di mais

1 presa sale

Crema di mascarpone

250 g mascarpone

200 g panna fresca

100 g zucchero a velo

Lamponi per finire

Preparazione

Kiwi curd

Sbucciate i kiwi e riduceteli a fettine, frullate tutto con un mixer ad immersione.

In una casseruola mettete la polpa dei kiwi, il succo di limone, lo zucchero, le uova, l’amido di mais ed il sale.

Quando il composto inizia a bollire unite anche il burro a dadini e sbattete con una frusta fino a quando il composto inizierà ad addensarsi.

Versate il curd in un contenitore ermetico sterilizzato e fate raffreddare. Fatelo riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore prima di utilizzarlo. (Si conserva in frigorifero per circa 3 settimane)

Pasta sablée

Lavorate il burro morbido a crema insieme allo zucchero e la vaniglia (o i semini estratti dalla bacca o la polvere).

Unite i tuorli e amalgamate bene. Aggiungete anche la farina setacciata con il lievito e lavorate velocemente per non far scaldare troppo l’impasto.

Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola per alimenti e fatelo riposare in frigorifero per almeno 2 ore.

Crema mascarpone

Lavorate il mascarpone a crema. Montate la panna con lo zucchero e unitela delicatamente al mascarpone.

Assemblaggio crostatine

Stendete la pasta sablée su un piano di lavoro infarinato, ritagliate la pasta leggermente più larga rispetto al diametro degli stampini che utlizzerete, sarà il vostro bordo.

Adagiatela sugli stampini precedentemente imburrati ed infarinati, fate aderire bene e ritagliate la pasta in eccesso sui bordi. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e coprite con della carta forno e pesi (o legumi) per la cottura in bianco.

Cuocete a 180° per circa 20 minuti.

Sfornate e fate raffreddare.

Una volta raffreddate, farcite con il kiwi curd e successivamente coprite con la crema mascarpone.

Finite con i lamponi freschi.

Conservate in frigorifero fino al momento di servire.

 

Il KIWI CURD, una delizia!

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Un piccolo omaggio alla nuovissima fan page di Pomikaki Store di Jesolo e a Giorgia,

la mia spacciatrice di borse belle e colorate!

Colori, colori, colori!

Questo portachiavi – gelato è troppo carino!

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Io ora vi saluto e corro a preparare il trolley!

Sono in partenza per Verona,

dove IFOOD è media partner di ESPERIENZE GUSTOSE

a Villa La Mattarana, Verona, dal 6 all’8 Maggio 2016.

Non perdetevelo!

 … e seguite gli hastag #ifoodit #LeFluffose #esperienzegustose #EGV16

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Ciao gente!

 

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Cioccolato/ Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

1 anno di IFOOD e la Fluffosa cioccolato e caffè con toffee alle noci

23 Marzo 2015. Un anno da quando IFOOD è online.

Strano quanto un anno possa passare in fretta e al tempo stesso darti la sensazione di molto, molto più tempo trascorso anziché soli 12 mesi.

C’è stato tanto lavoro per dare vita a questo progetto, abbiamo lavorato sodo, sempre con tanta carica ed entusiasmo, raggiungendo risultati importanti inaspettati in così pochi mesi.

Quante cose realizzate e fatte, un sito bellissimo di cui andiamo molto orgogliosi e che curiamo con enorme passione, un network di food blogger entusiasti che ci mettono la faccia e che cresce di continuo, la partecipazione a tante importanti manifestazioni ed eventi, un libro già pubblicato, Il Gusto della terra, e uno, meraviglioso, in arrivo.

Si, si, perchè tra poche settimane, al Salone Internazionale del libro di Torino, Monica Zacchia presenterà il Libro LE FLUFFOSE.

Monica è la nostra Mrs Fluffy, colei che ha iniziato a chiamare così queste torte in modo del tutto giocoso.

Fluffosa è un nome nato per scherzo e diventato poco a poco il simbolo di amicizia e condivisione di un gruppo di blogger un po’ pazzo.

La Fluffosa è una torta, altissima, sofficissima, per l’appunto fluffy!

Ma non è soltanto questo.

È una passione condivisa, è unione, umiltà, impegno e lavoro, è ‘sogni che si realizzano‘.

 

“La Fluffosa è uno stato mentale, un segnale di fumo,

una mano tesa, lo scambio di una ricetta 

replicata mille volte, è amicizia.”

 

Insomma, LE FLUFFOSE è un libro che non potete davvero perdervi.

Tante le ricette e varianti proposte da Monica e una bellissima sezione di fluffose decorate da Valentina Cappiello, oltre alle foto stupende di Agnese Gambini e al cameo di Vatinee Suvimol.

Se volete prenotare la vostra copia, potete già farlo cliccando qui.

Voi continuate a seguire IFOOD#thebestisyettocome

 

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Il compleanno di IFOOD lo festeggio con una golosissima

Fluffosa al cioccolato e caffè con toffee alle noci.

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Fluffosa cioccolato e caffè con toffee alle noci
Author: Roberta Morasco
Ingredients
  • Per la Fluffosa
  • 250 g farina macinata a pietra tipo 1
  • 260 g zucchero semolato
  • 50 g cacao amaro
  • 50 g sciroppo di riso
  • 120 ml caffè di moka tiepido
  • 2 cucchiai di caffè solubile
  • 6 uova biologiche
  • 120 ml olio semi di girasole
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 1 bustina cremor tartaro
  • 1 presa sale
  • Per il toffee alle noci
  • 170 g zucchero semolato
  • 100 ml acqua
  • 15 g burro
  • 100 ml panna fresca
  • 80 g misto noci, noci pecan e mandorle a lamelle
Instructions
  1. Per la Fluffosa: setacciate la farina insieme allo zucchero, il cacao amaro, il lievito, il caffè solubile e il sale. Mescolate il caffè tiepido e olio, uniteli agli ingredienti secchi insieme allo sciroppo di riso e mescolate con un cucchiaio.
  2. Separate i tuorli dagli albumi, unite i tuorli al composto di farina, mescolate bene.
  3. Montate a neve ferma gli albumi insieme al cremor tartaro quindi uniteli all’impasto poco per volta, e mescolando delicatamente dal basso verso l’alto con una frusta.
  4. Versate nello stampo da chiffon cake (dotato di piedini) imburrato ed infarinato, quindi cuocete in forno (preriscaldato) a 150° per 1 ora e 15 minuti (non aprite mai il forno durante la cottura).
  5. Fate comunque la prova stecchino al centro per verificare la cottura.
  6. Capovolgete su un piatto e lasciate che si raffreddi e si stacchi da sola dallo stampo.
  7. Per il toffee: Versate lo zucchero e l’acqua in un pentolino dal fondo spesso. Portate a ebollizione a fuoco medio.
  8. Una volta sciolto lo zucchero lasciate cuocere per circa 8′, comunque fino a quando avrà il bel colore ambrato tipico del caramello.
  9. Togliete dal fuoco, unite il burro e fatelo sciogliere mescolando con un cucchiaio di legno, unite la panna delicatamente (Fate attenzione! Quando il caramello è molto caldo potrebbe schizzare e voi scottarvi). Mescolate bene quindi unite anche il miz di noci e mandorle.
  10. Versate sulla torta e servite.

 

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FLUFFATE gente!

Distribuite dolcezza e felicità nel mondo!

 

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blogtour/ Diario/ Eventi/ Travel

Blogtour #MarcaTrevisoInRosso Parte seconda – Treviso è sempre una buona idea.

 

Quante cose ci sono da scoprire. Senza andare distante, proprio vicino a noi, nella città dove abitiamo.

Voi penserete, ma partecipare a un blogtour nella città dove risiedi ha senso? Certo che si!

#MarcaTrevisoInRosso ci ha portate per tre giorni a spasso nella Marca Trevigiana, ho avuto l’opportunità di visitare luoghi nuovi per me e appreso tante cose che ancora non conoscevo. Ma partiamo dall’inizio, vi racconto tutto. Venite con me?

Treviso è una città piena di grazia, di acque e di verde.

E’ attraversata dal Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, e dal Cagnan, citati da Dante nella Divina Commedia “dove Sile e Cagnan s’accompagna“. L’acqua a Treviso fu elemento vitale, strettamente collegata allo sviluppo delle innumerevoli attività che prosperarono nella città, quali ad esempio la pesca, la stampa, la concia dei pellami, i mulini. L’isola della Pescheria (qui sotto), creata dal fiume Cagnan proprio per ospitare il mercato del pesce, racconta lo stretto legame della città alle sue acque.

Continue Reading…

Diario/ Eventi/ Radicchio di Treviso

Blogtour #MarcaTrevisoInRosso parte prima – Sua Maestà il Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

 

Il blogtour #MarcaTrevisoInRosso che si è svolto a fine novembre (di cui vi ho parlato qui), tra le tantissime cose interessanti in programma, ci ha portate e a scoprire un prodotto di eccellenza dell’agroalimentare italiano, il Radicchio rosso di Treviso tardivo IGP.

In origine una cicoria amara, che quando si trova nel campo di coltivazione appare scura, infangata e con le foglie accartocciate dal gelo ma che, grazie a un lungo processo di lavorazione, tutto svolto rigorosamente a mano, e con il silenzioso e fondamentale apporto delle acque di risorgiva, si trasforma in un vero e proprio fiore invernale da portare in tavola, dalla foggia slanciata, pulita e regale.

Ad accoglierci e spiegarci tutto sul Fiore d’Inverno, Paolo Manzan, che insieme alla moglie Sonia conduce Nonno Andrea, azienda certificata Biodiversity Friendly, nella convinzione che la qualità dei prodotti ortofrutticoli è strettamente legata alla qualità di suolo, aria e acqua.

Paolo è anche Presidente del Consorzio Tutela Radicchio rosso di Treviso IGP e variegato di Castelfranco, “Il Radicchio Rosso Tardivo IGP è l’unica cicoria che non lascia il campo e arriva in tavola, ma che ha bisogno ancora di un lungo procedimento di lavorazione. Sui mercati si trovano tante imitazioni, purtroppo realizzate con procedimenti meno onerosi e più rapidi ma che non hanno le caratteristiche organolettiche del vero Radicchio. Per questo è importante per il consumatore cercare il vero prodotto con il marchio IGP del Consorzio”.

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Il disciplinare UE prevede che la coltivazione del Radicchio rosso di Treviso IGP sia possibile soltanto nelle campagne di 24 comuni del Veneto, 17 in provincia di Treviso, 5 in provincia di Venezia e 2 in quella di Padova. E’ proprio in questa parte della campagna veneta che il radicchio può lasciare la terra per essere immerso nell’acqua pura della risorgiva e rinascere. E’ infatti tra queste tre province che il fiume di risorgiva più importante d’Europa, il Sile, riemerge dalle falde profonde, dando vita all’omonimo Parco.

I radicchi appartengono tutti alla stessa specie botanica, il Cichorium Intybus Silvestre, una comune cicoria che spontaneamente cresce nei prati e lungo i fossi della Marca Trevigiana, diventato ortaggio ricercato e pregiato grazie al sapere e al lavoro dell’uomo.

Le ipotesi su quando e per merito di chi sono le più disparate, la più semplice è quella che  riporta alle difficili condizioni di vita dei contadini durante i gelidi inverni nella campagna veneta.

Si può immaginare che nel tentativo di proteggere le piante dalle gelate, qualche contadino molto previdente le abbia raccolte in un luogo riparato, scoprendo poi che il radicchio non marciva ma tornava a crescere, formando un nuovo germoglio croccante e gustoso.

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Il radicchio è una pianta biennale, significa che soltanto nel secondo anno completa il suo ciclo vegetativo, producendo il seme.

La semina e successiva piantumazione avvengono tra luglio e agosto, mentre la raccolta del radicchio dai campi può iniziare soltanto a novembre, non prima che le cicorie abbiano subìto due brinate. Il gelo brucia le foglie esterne, bloccando il processo vegetativo della pianta.

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La raccolta viene svolta rigorosamente a mano, le piante di cicoria vengono colte insieme alla loro radice e alla zolla di terra, legate e collocate in ambienti con poca luce all’interno di vasche dove scorre acqua corrente ad una temperatura costante non inferiore a 10-12 C°, l’acqua dovrà toccare le radici ma non le foglie.

Questo processo, detto di imbianchimento, dura circa 15 giorni. Con il tepore dell’acqua il cespo di radicchio, grazie alla sua radice ancora viva, si risveglia e viene così forzato a sviluppare nuove foglie, un nuovo bocciolo che nascerà croccante, succulento, e bianco e rosso per l’assenza di luce  (il buio impedisce la fotosintesi).

La lunga immersione in acqua corrente permette inoltre alle piante di purificarsi eliminando eventuali tracce di antiparassitari utilizzati nei campi.

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Prima di passare al confezionamento ed arrivare sulle nostre tavole, dovrà subire l’ultimo processo, sempre rigorosamente manuale ed eseguito da mani esperte, la toelettatura.

Ripulito da tutte le foglie esterne, rimarranno soltanto il cuore e una parte del fittone (la radice), commestibile anch’esso.

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Ora, dopo queste lunghe, manuali, e faticose lavorazioni, è pronto per essere confezionato.

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Anche il cugino, il Radicchio Variegato di Castelfranco I.G.P., che nasce verso fine ‘800 dall’incrocio tra il radicchio Rosso di Treviso tardivo e la Scarola, subisce un trattamento laborioso e la forzatura.

Qui sotto, al lavaggio e alla sapiente toelettatura, prima di essere anch’esso confezionato.

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Nonno Andrea è fornitore di Ortoromi, società Cooperativa agricola con uno stabilimento in Veneto ed uno in Campania, che è anche l’unica azienda italiana a proporre il Radicchio Rosso di Treviso I.G.P. di IV gamma.

E’ infatti possibile trovarlo in vendita nei principali punti vendita GDO in comode vaschette, con il brand Insalarte, lavato, tagliato e pronto per essere consumato, sia crudo che cotto.

collage ortoromiDalla produzione siamo passati direttamente alla cucina, dove ad attenderci c’era lo Chef vegano Martino Beria che collabora con Nonno Andrea, ideando le ricette che vengono poi realizzate nel laboratorio di trasformazione.

Prodotti deliziosi che si possono acquistare nel punto vendita dell’azienda.

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Protagonista lui, il Radicchio.

Chef Beria lo ha RACCONTATO.

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E’ stato poi LAVATO.

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COTTO.

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VALORIZZATO.

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FOTOGRAFATO.

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GUSTATO.

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Personalmente non credo di conoscere prodotto più versatile del Radicchio Rosso di Treviso Tardivo I.G.P., crudo o cotto, dall’antipasto fino al dolce, trova molteplici impieghi in cucina.

Se vi capita di passare da queste parti non perdetevi una visita da Nonno Andrea, immersa nella campagna trevigiana, in questa azienda agricola l’accoglienza è sempre calorosa, il negozio bellissimo (fare la spesa con i cestoni di vimini per me non ha prezzo!) e i prodotti che potrete acquistare deliziosi.

foto gruppo radicchio_marca trevisofoto credits Marca Treviso

Le cose imparate e scoperte nei tre giorni del blogtour sono state davvero tante,

arte, cultura, enogastronomia, territorio

…ma questo è un altro post, dovete portare pazienza, io torno presto a raccontarvi il resto!  🙂

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GRAZIE A

 

NONNO ANDREA – Azienda Agricola Biodiversa

ORTOROMI –  Società Cooperativa Agricola

MARCA TREVISO

CONSORZIO TUTELA RADICCHIO ROSSO DI TREVISO I.G.P. E RADICCHIO VARIEGATO CASTELFRANCO I.G.P.


…e grazie
ai miei compagni di avventura

Agnese Gambini, Chiara Caruso, Cristina Lionetti, Elisabetta Gavasso, Ileana Conti

Monica De Martini, Monica Giustina, Romina Troncone, Silvia Bettiol

Victoriya Litvinchuk, Vitaly Yarosh

Il mio racconto di #MarcaTrevisoInRosso continua!

STAY TUNED!

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È stagione di/ Primi piatti/ Salato

Gnocchi di ricotta con funghi chiodini e porcini e Food & Book ’15

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A distanza di oltre una settimana da Food & Book eccomi qui.

Un fine settimana bellissimo. Tante amiche e amici riabbracciati. Un sole meraviglioso. Luoghi bellissimi. Persone accoglienti.

…e tutta la mia famiglia con me. Cosa volere di più?

La presentazione del nostro libro, Il Gusto della Terra, e diversi showcooking.

Io e Monica, sabato 24 presso il Teatro le Maschere a Montecatini Alto, abbiamo presentato due piatti, utilizzando le erbe spontanee raccolte insieme a Graziella Picchi, autrice del libro ‘Atlante dei prodotti tipici: Le Erbe’, degli gnocchetti di ricotta allo zafferano con una salsa di Silene Bianca e mandorle tostate, ed una insalata di erbe spontanee miste con primosale, arancia, anacardi tostati e crostini speziati alla curcuma. Nella stessa location, Alessandra ha invece presentato una deliziosa torta salata, ricetta ispirata al Medioevo. Piatti molto graditi dal pubblico!

Poi domenica presso le Terme Tettuccio, la presentazione del libro con Cristina e Lina e showcooking, con ricette tratte dal libro, a cura di Fedora e Tiziana, tutto molto buono e spazzolato dai presenti in sala!

 

Gli stessi gnocchi di ricotta, profumati allo zafferano, ve li propongo oggi abbinati a dei funghi.

Gli gnocchi di ricotta sono davvero facili e molto veloci da preparare.

Al posto dello zafferano potrete unire all’impasto anche spezie diverse oppure delle erbe aromatiche, come ad esempio erba cipollina o basilico, servendoli poi semplicemente con del burro fuso e formaggio grattugiato o salse di diverso tipo. Sono ottimi anche leggermente gratinati al forno.

Vi lascio alla ricetta! 🙂

 

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GNOCCHI DI RICOTTA CON FUNGHI CHIODINI E PORCINI

 

Ingredienti

Dose per 4 persone

Per gli gnocchi

500 g ricotta di bufala (o ricotta di mucca)

150 g di farina di riso biologica (circa)

50 g Parmigiano Reggiano grattugiato

1 uovo biologico

1 bustina di zafferano

sale qb

pepe qb

Per il condimento

300 g di funghi chiodini

2 funghi porcini

1 spicchio d’aglio

prezzemolo

olio evo qb

sale qb

pepe bianco qb

Ricotta affumicata qb

Preparazione

Per gli gnocchi

Lavorate bene la ricotta, unite l’uovo, il Parmigiano grattugiato, il sale e lo zafferano sciolto in pochissima acqua.

Aggiungete la farina, poca per volta, e quanta ‘ve ne chiede’ l’impasto; quando sarà omogeneo e non attaccherà più tanto alle mani potete procedere alla preparazione degli gnocchi.

Cospargete di farina il piano di lavoro, prendete un pezzo di impasto e formate un cordoncino. Tagliate tanti piccoli pezzetti con un coltello pulito.

Fate rotolare ciascun pezzetto tra i palmi delle mani, fino a formare delle piccole palline. Disponetele su una teglia foderata di carta forno.

Per il condimento

Pulite bene i funghi, eliminando la parte terrosa e lavandoli velocemente sotto l’acqua corrente. In un tegame, fate rosolare uno spicchio d’aglio sbucciato e schiacciato con poco olio evo, poi unite i chiodini e lasciate cuocere a fuoCo medio per una decina di minuti.

Verso fine cottura unite anche i porcini tagliati e fettine, regolate di sale e pepe, continuate la cottura per qualche minuto, finite con prezzemolo fresco e tenete da parte.

Tuffate gli gnocchi in acqua bollente salata, una volta venuti a galla potete scolarli e passarli nel tegame ad insaporire con i funghi.

Servite ben caldi cospargendo di altro prezzemolo fresco e ricotta affumicata grattugiata.

 

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Food & Book 2015 – 23/25 Ottobre – Montecatini

Festival del libro & della Cultura Gastronomica

Istanti di un bellissimo fine settimana….

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collage credits Alessandra Giovanile

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Food&Book_Montecatini_2015credits foto Cristina Panizzuti –  Stefania StoraiVatinee Suvimol

Grazie all’ Hotel Cappelli Croce di Savoia per la splendida e calorosa accoglienza!

A presto!

 

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CONSIGLIA Torta di mais