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Antipasti/ Pane & co/ Salato

Swirlbread o Girandole di pane aromatiche

 

 

“La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti.”
Soren Kierkegaard

 

E avanti ci andiamo di corsa in questo periodo.

Ormai passare qui a postare qualche ricetta è diventato quasi un lusso.

Il tempo è molto poco e le settimane passano davvero veloci.

Sono successe tante cose bellissime da quando ho scritto l’ultimo post.

Tre giorni in trasferta a Verona a Esperienze Gustose, e la settimana successiva la presentazione del libro Le Fluffose delle mie amiche Monica Zacchia e Valentina Cappiello al Salone Int.le del Libro di Torino, dove purtroppo non ho potuto esserci se non con il pensiero e con il cuore.

Vi lascio qualche foto a fine post, e andiamo (correndo…eh portate pazienza) alla ricettina di oggi!

Girandole di pane aromatiche (o Swirlbread), io le adoro!

Super morbide e profumate, le trovo anche divertenti da preparare. Sarà perchè si utilizza lo stampo dei muffin?

 

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SWIRLBREAD O GIRANDOLE DI PANE AROMATICHE

 

Ingredienti

250 g farina macinata a pietra tipo 1 (Petra 9)

250 g farina manitoba

300 ml acqua tiepida

10 g lievito di birra

1 cucchiaino zucchero

1 cucchiaino sale

3 cucchiai olio EVO

80 g Parmigiano Reggiano

50 g mandorle

origano fresco qb

rosmarino fresco qb

olio EVO qb

Preparazione

Preparate il pesto inserendo nel cutter (robot con lame) le mandorle, le aromatiche, il Parmigiano Reggiano e tritate tutto insieme, aggiungete poi olio a filo, quanto basta per ottenere un composto con la consistenza del pesto.

Per l’impasto delle girandole: sciogliete il lievito nell’acqua tiepida insieme allo zucchero e lasciatelo riposare per 5 minuti.

Versate nel bicchiere della planetaria (con il gancio), le due farine, l’olio il sale e il lievito, azionate per almeno 5 minuti fino a quando avrete ottenuto un impasto liscio ed elastico (se non disponete della planetaria, potete tranquillamente impastare a mano disponendo le farine a fontana sulla spianatoia, formate un buco al centro dove versare tutti gli ingredienti e impastare energicamente).

Mettete l’impasto in un contenitore leggermente infarinato, coprite con un canovaccio e fate lievitare per almeno un’ora e mezza, dovrà raddoppiare di volume.

Trascorso il tempo, prendete l’impasto e sgonfiatelo con le mani.

Dividetelo in due parti, stendete la prima metà in un rettangolo, cospargetela con metà del pesto aromatico ed arrotolatelo dal lato lungo.

Otterrete un cilindro, tenendo la chiusura rivolta verso il basso, tagliatelo in modo da ottenere 8 – 10 fette, a seconda di quanto alte vorrete diventino le vostre girandole.

Ripetete questo passaggio con la seconda metà di impasto.

Ungete ed infarinate le cavità dello stampo per muffin e sistemate all’interno le girandole.

Coprite con un canovaccio e fate riposare e lievitare per un’ora e mezza, fino al raddoppio di volume.

Accendete il forno a 200°.

Spennellate le girandole con poco olio e infornate (forno ben caldo) per circa 15 – 20′, dovranno essere belle dorate in superficie.

 

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Ma secondo voi,

poter presentare il tuo ‘Pizzaricercatore Mito’

quanto può rendere felici?

Ecco, per me Renato Bosco di Saporè è un mito vero!

Se non siete mai stati nel suo locale dovete assolutamente rimediare!

Trattasi di vera esperienza sensoriale sulla pizza!

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Ed eccole le mie amiche

Monica e Valentina che presentano

Le Fluffose!

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Libro da avere, ve lo assicuro!

Ricette meravigliose e foto da urlo della bravissima Agnese Gambini!

Presto disponibile nelle librerie, da subito a questo link

Buon fine settimana gente!

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Pane & co/ Salato

Grissini con lievito madre

 

 

Allora. E’ ufficiale.

Quando si parte con il lievito madre, non se ne esce più.

Lui cresce, lo devi rinfrescare, si blobbizza bene e tu lo devi utilizzare, metterlo al lavoro.

Non ho fatto cose troppo elaborate fino ad ora, ma quelle che ho fatto mi hanno dato tanta soddisfazione.

Questi grissini li ho fatti e rifatti un sacco di volte.

Primo perché le foto non mi piacevano mai, secondo perché la famiglia li ha graditi un sacco e proprio per questo ne faccio sempre una dose doppia rispetto agli ingredienti indicati nella ricetta qui sotto.

Quindi se riuscite a farvi spacciare un po’ di lievito madre provateli!

Ovviamente non utilizzate il lievito subito, lui deve adattarsi a voi e va rinfrescato per qualche settimana prima di metterlo in uso.

Cosiderate che, una volta rinfrescato, dovrebbe raddoppiare nel giro di 3/4 ore.

A questo punto lo potrete utilizzare, e vi darà tante soddisfazioni!

Magari non arriveranno subito, e non sarete subito soddisfatti dei risultati ottenuti, ma non demordete e riprovate!

Questi grissini ad esempio sono semplicissimi e potrebbero essere una delle prime cose da provare a fare!

Poi sono anche buonissimi quindi…

Ricettina dai!

 

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GRISSINI CON LIEVITO MADRE

Ricetta tratta dal libro “Come si fa il pane” di Emmanuel Hadjiandreou

Ingredienti

Dose per 15-20 grissini:

200 g farina macinata a pietra tipo 1

4 g di sale integrale (3/4 di cucchiaino)

100 g di lievito madre rinfrescato

110 ml acqua calda

20 ml olio evo

Fior di sale di Cervia qb

Preparazione

In una ciotola piccola mescolate la farina ed il sale. Questi sono gli ingredienti secchi.

In una ciotola più grande, mescolate il lievito madre con l’acqua, amalgamateli bene quindi aggiungete anche l’olio evo. Questi sono gli ingredienti umidi.

Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi e mescolate bene, fino a quando il composto sta insieme.

Coprite con la ciotola più piccola e fate riposare per 10 minuti.

Trascorsi i 10 minuti, lasciando l’impasto nella ciotola, tirate un pezzo di impasto da un lato e premetelo al centro. Continuate girando la ciotola e facendo la stessa operazione lungo tutto il bordo dell’impasto. Dovreste impiegare circa 10 secondi, vedrete che l’impasto inizia a fare resistenza.

Coprite nuovamente a lasciate riposare altri 10 minuti.

Ripetete due volte le fasi 5 e 6. Quindi ancora la fase 5 e lasciate riposare per 1 ora.

Cospargete il piano di lavoro con della farina e trasferitevi sopra l’impasto.

Appiattitelo con le dita fino ad ottenere un rettangolo spesso circa 5 mm.

Coprite con della pellicola e lasciate riposare per 15 minuti.

Trascorso il tempo, tagliate il rettangolo con un coltello affilato, a striscie larghe ca 1 cm.

Tirate ogni grissino per allungarlo leggermente e disponetelo su una teglia rivestita di carta forno.

Fate lievitare in luogo fresco per circa 2 ore.

Mezz’ora prima di infornare, accendete il forno alla massima temperatura (240°). Fate scaldare una teglia sul fondo e tenete da parte una tazza di acqua.

Infornate i grissini, versate la tazza di acqua nella teglia sul fondo ed abbassate la temparatura a 180°.

Cuocete per circa 20 minuti, comunque fino a quando saranno belli dorati.

Fate raffreddare su una griglia.

NOTE:

Io di solito ne preparo il doppio di questa dose.
Potete prepararli al naturale, cosparsi di sale come in questa ricetta, oppure mescolare all’impasto dei semi tipo sesamo o papavero.
Serviteli insieme a delle salse, al posto del pane…in ogni modo li servirete finiranno in un nanosecondo!

 

 

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 Buon S. Valentino e buon fine settimana gente!

Tanto LOVE per tutti!

 

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Dolce/ Torte

Tarte Tropézienne alla chantilly

 

 

Se me la ricordo quella vacanza.

Sono passati diversi anni, ma la ricordo bene.

Costa Azzurra, viaggio itinerante. Luoghi bellissimi e….una settimana intera di pioggia.

Ma tanta-tanta pioggia, per giornate intere, senza tregua.

Cosa fai a Saint-Tropez tutto il santo giorno?

Si, dico, dopo aver passeggiato, osservato con curiosità le persone del posto (prevalentemente anziani) che giocano a  pétanque (leggasi bocce…oh, questi erano equipaggiatissimi…avevano pure un attrezzino per raccogliere pétanque senza doversi chinare a terra), se non hai i miliardi da spendere per lanciarti nello shopping compulsivo nei negozi del centro, che fai?

Ma ti butti sul cibo, è ovvio!

Io di queste cose qui, ne ho mangiate parecchie, anzi parecchissime!

Troppo bello poterle riprodurre a casa, aggiungerei anche pericoloso, dato che sono finite nel giro di mezza giornata.

A voi piace conoscere la storia dei dolci, come sono nati? A me un sacco.

Il pasticcere Alexandre Micka si innamorò di questo piccolo villaggio della Provenza, ed aprì a Saint-Tropez la sua Pasticceria nel 1955 dove, ispirato da una ricetta della nonna, vendeva queste brioche farcite di crema.

La leggenda vuole che nel 1956, durante le riprese del film ‘Et Dieux créa la femme’, il cui set era proprio vicino alla pasticceria di Micka, Brigitte Bardot abbia assaggiato queste deliziose brioche e abbia addirittura dato loro questo nome.

Ricetta gelosamente custodita da Micka, esiste anche il sito ufficiale de La Tarte Tropézienne, dolce ormai simbolo di Saint-Tropez.

Io ho provato questa ricetta e devo dire che il risultato è decisamente soddisfacente.

Ciò non toglie che io con la Costa Azzurra ho decisamente un conto in sospeso…

Pertanto a breve urge vacanza da quelle parti…così, giusto per vedere com’è con il sole!

 

 

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TARTE TROPÉZIENNE alla CHANTILLY

Ingredienti  per 8 Tarte Tropézienne

300 g farina (io macinata a pietra, Petra 1)

125 g latte (+ poco per spennellare)

75 g burro biologico

50 g zucchero semolato

12 g lievito di birra (in estate bastano 8-10 g)

1 uovo biologico (+ un tuorlo per spennellare)

1 presa di sale

1 cucchiaio di estratto di vaniglia (la ricetta originale prevede acqua di fiori d’arancio)

zucchero in granella qb

Chantilly

400 g panna fresca

60 g zucchero a velo

Preparazione

 

Fate sciogliere il burro sul fuoco e lasciatelo raffreddare leggermente. Versatelo nel contenitore della planetaria insieme all’uovo, lo zucchero, il sale e l’estratto di vaniglia. Unite anche la farina setacciata ed azionate la planetaria per alcuni minuti.

A parte fate sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido, mescolate bene quindi unitelo all’impasto e continuate a lavorare con la planetaria.

Lasciate l’impasto nel contenitore a lievitare per almeno un’ora, coperto con della pellicola per alimenti.

Infarinate il piano di lavoro e disponete sopra l’impasto. Lavoratelo per alcuni minuti e dategli la forma di un filone, quindi tagliatelo in 8 pezzi. Dategli ad ogni pezzo la forma rotonda, lavorandolo e ruotandolo nel palmo della mano, quindi sitemateli su una teglia rivestita di carta forno, ben distanziati tra loro.

Coprite le tarte con un canovaccio pulito e lasciatele lievitare per un’ora e mezza.

Accendete il forno a 180°C.

Una volta lievitate, sbattete il tuorlo con un cucchiaio di latte, spennellate accuratamente tutte le tarte e cospargetele con la granella di zucchero.

Una volta raggiunta la temperatura del forno, infornate e cuocete a 180°C per circa 20 minuti. Dovranno essere belle dorate in superficie.

Sfornatele e fatele raffreddare.

Preparate la Chantilly montando la panna ben fredda insieme allo zucchero a velo nella planetaria. Riempite una sac à poche con bocchetta media a stella.

Tagliate a metà le tarte e farcitele con la panna montata e servite subito.

NOTE:

La ricetta originale prevede nell’impasto acqua di fiori d’arancio e farcitura con la crema Chiboust, che altro non è se non una crema pasticcera a cui vanno uniti la gelatina e successivamente della meringa.
In realtà possono essere farcite in molti modi come si può anche vedere nel sito ufficiale.

 

 

Pane & co/ Salato

Pane ‘semplice’ bianco con lievito madre

 

 

 “Cercando l’impossibile,

l’uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile,

e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile

non sono mai avanzati di un sol passo”

M. A. Bakunin

Non a caso apro il nuovo anno con un  lievitato.

E non un lievitato normale, con il lievito di birra intendo.

Era davvero da tantissimo tempo che desideravo cimentarmi con il lievito madre.

Il primo che ho avuto, alcuni mesi fa, credo di averlo fatto morire…o forse no.

Michela mi ha spiegato che uccidere un lievito madre è cosa davvero difficile.

La cosa certa è che nonostante io abbia seguito le indicazioni che mi avevano dato, quel lievito non cresceva a dovere dopo i rinfreschi, non si blobbizzava come mi aveva spiegato Patrizia.

Insomma, vuoi per la delusione, vuoi per la mancanza di tempo in quel momento, e forse anche per la poca determinazione, avevo accantonato la faccenda a data da destinarsi…

Poi, complice il raduno a Firenze , la gentilissima Stefania mi ha spacciato un po’ del suo lievito (Rosy anni 4) e tutte le necessarie indicazioni e consigli per pendermene cura.

Per alcune settimane mi sono occupata solo dei suoi bagnetti e nutrimenti, poi mi sono decisa.

Ho tirato fuori questo libro, che ho da tantissimo tempo, e mi sono detta: ‘Ok, partiamo con quello che mi sembra più semplice’.

Il libro in questione è “Come si fa il pane” di Emmanuel Hadjiandreou, se vi piacciono i lievitati salati e dolci, sia con lievito di birra che con lievito madre, questo è un ottimo libro. Le fotografie di Steve Painter poi sono davvero belle e suggestive.

Insomma, com’è andata direte voi?

Il primo già mi piaceva, anche se nel tagliarlo aveva un buco all’interno, cosa che dipende dalla formatura, mi ha detto Stefania. Il gusto comunque era ottimo ed è stato spazzolato nel giro di pochissimo tempo.

Il secondo, preparato il giorno successivo, era molto meglio, ed è quello che vedete nelle foto.

Che dirvi? Un profumo incredibile ed una grande soddisfazione.

Il fascino e la magia che stanno dentro al mondo dei lievitati mi costringono a studiare e capirne di più, quindi via agli esperimenti durante questo nuovo anno!

A proposito di lievitati e lievito madre, qualche giorno fa mi trovavo a Verona con famiglia ed amici e, grazie alla segnalazione di Marianna, ho pranzato da Saporè a San Martino Buonalbergo, locale di Renato Bosco che nel 2013 ha ricevuto il massimo riconoscimento (tre spicchi) dalla guida alle pizzerie d’Italia del Gambero Rosso.

Renato Bosco è un pizzaricercatore, sceglie materie prime di qualità, segue la stagionalità, ci mette passione vera.

Qui potrete degustare le diverse forme della pizza, scegliere tra i numerosi tipi di impasto per un vero viaggio intorno al mondo della pizza. Ma non solo, Saporè è anche cucina.

“Un prodotto lievitato è la massima espressione di ciò che posso realizzare”

Insomma, se vi trovate nei dintorni di Verona, telefonate e prenotate un tavolo!

Questa è un’esperienza da non perdere, a pochi minuti di macchina dal centro storico.

sapore verona

 

Buon 2015!

 

PANE ‘SEMPLICE’ BIANCO CON LIEVITO MADRE

Ricetta tratta da “Come si fa il pane” di Emmanuel Hadjiandreou

Ingredienti (per un pane piccolo):

250 g farina macinata a pietra tipo 1 (io Petra 1)

4 g sale integrale (3/4 di cucchiaino)

150 ml acqua calda

75 g di lievito madre (rinfrescato)

 

pane bianco con lievito madre

DSCN1989 pane bianco con lievito madre

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  1. In una ciotola piccola mescolate la farina ed il sale. Questi sono gli ingredienti secchi
  2. In un’altra ciotola (più grande), mettete l’acqua (pesata) ed il lievito madre. Mescolate bene con un cucchiaio di legno. Questi sono gli ingredienti umidi.
  3. Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi. Mescolate bene con un cucchiaio di legno, poi lavorate con le mani, fino a formare un impasto. Usate un raschiapasta per pulire le pareti della ciotola e assicuratevi che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati.
  4. Coprite con la ciotola piccola e fate riposare per 10 minuti.
  5. Trascorso il tempo, lasciando l’impasto nella ciotola, tirate un pezzo di impasto da un lato e premetelo al centro. Girate leggermente la ciotola e ripetete l’operazione con un’altra piccola porzione di impasto. Continuate tutto intorno per altre 8 volte. L’intera operazione dovrebbe richiedervi circa 10 secondi e l’impasto dovrebbe iniziare a fare resistenza.
  6. Coprite ancora e fate riposare altri 10 minuti.
  7. Ripetete due volte le fasi 5 e 6, poi nuovamente la 5 e fate lievitare per 1 ora.
  8. Cospargete di farina il piano di lavoro (pulito) e trasferitevi  l’impasto.
  9. Formate un disco liscio.
  10. Foderate un cestino per la lievitazione oppure uno scolapasta coperto con un canovaccio pulito. Cospargete generosamente di farina e adagiate l’impasto all’interno.
  11. Cospargete anche sopra (l’impasto) di farina.
  12. Lasciate lievitare tra le 3 e 6 ore, deve raddoppiare di volume.
  13. Circa 20 minuti prima di infornare, accendete il forno a 240°. Scaldate una teglia sul fondo del forno. Riempite una tazza d’acqua e tenetela da parte.
  14. Prendete l’impasto ormai lievitato, rovesciate il cestino sulla teglia.
  15. Con un paio di forbici da cucina, fate dei piccoli tagli sulla superficie tracciando un disegno circolare.
  16. Infornate il pane sulla teglia (o su pietra refrattaria, in questo caso fatelo scivolare sopra). Versate l’acqua nella teglia sul fondo del forno (per formare vapore) ed abbassate la temperatura a 220°.
  17. Cuocete per circa 30 minuti, comunque fino a quando sarà bello dorato.
  18. Per controllare se è ben cotto, rovesciatelo e dategli un colpetto sul fondo, dovrebbe suonare vuoto.
  19. Non dovesse essere pronto rimettetelo in forno per qualche altro minuto. Fatelo raffreddare su una griglia.

 

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DSCN1994 pane bianco con lievito madre

 

 Con questa ricetta partecipo alla raccolta

PANISSIMO della cara amica Sandra

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Diario/ Dolce/ È stagione di/ Pane & co

PANINI ALLA ZUCCA E UVETTA – PAN COA SUCA … UNA MERENDA E TANTI RICORDI


 
Non capita anche a voi? 
Collegare un cibo, un piatto ad un momento o un periodo della vostra vita?
Ecco, i panini con la zucca, mi scaraventanoindietro di tantissimi anni, a quando andavo alle elementari ed abitavo a Venezia.
Ricordo la strada a piedi la mattina per raggiungere la scuola, la tappa in panificio, il profumo di questi panini, e l’attesa della campanella della ricreazione per mangiarli, finalmente.
A casa mia non arrivavano molte merendine, aggiungerei per fortuna, anche se  all’epoca magari a noi bimbi facevano gola, ma un po’ per risparmio un po’ per l’attenzione alle cose fresche e buone, mia mamma comperava più merende di questo tipo che confezionate.
A Venezia, durante la stagione della zucca, si trovano facilmente nei panifici, con o senza uvetta.
Farli a casa è semplicissimo.
La semplicità delle cose, e tanti bei ricordi.
Buon fine settimana gente! ^_^

PANINI ALLA ZUCCA E UVETTA – PAN COA SUCA
Ingredienti (per 8-9 panini):
180 g. polpa di zucca (cotta al vapore o lessata)
200 g. farina macinata a pietra tipo 1
50 g. farina di farro biologica
1 uovo biologico
45 g. zucchero semolato
18 g. lievito di birra
15 g. burro biologico sciolto (freddo o tiepido)
1 manciata abbondante di uvetta sultanina
5 g. sale (io integrale)
Sciogliete il lievito in poca acqua tiepida, quindi unitelo alla polpa di zucca, schiacciata con i rebbi di una forchetta. 
Lavorate bene (io ho fatto tutto questo passaggio con la planetaria ed il gancio), quindi unite l’uovo, lo zucchero, le due farine, il sale ed il burro.
Infarinate il piano di lavoro e continuate a lavorare l’impasto per una decina di minuti, affinché  il lievito si attivi, poi coprite con un panno pulito, bagnato e strizzato, e lasciate lievitare per almeno 2 ore in un luogo caldo.

 

Trascorso il tempo, prendete l’impasto e sgonfiatelo, aggiungete l’uvetta precedentemente bagnata e strizzata, e lavorate ancora un po’ la pasta. 
Formate 8-9 palline e disponetele su una teglia coperta di carta forno.

  

Lasciate lievitare coperte per altri 30 minuti, quindi infornate (forno ben caldo) a 180° per circa 20 minuti, e comunque fino a quando saranno belli dorati.
Diario/ Dolce

A TUTTE LE EVELYN DEL MONDO…PAN BRIOCHE SEMINTEGRALE al CARDAMOMO e SEMI DI SESAMO



“Evelyn Couch era arrabbiata.

Era arrabbiata con se stessa per aver avuto paura. Ma, ben presto, tutta questa collera cominciò a esprimersi in un modo molto particolare…..

….così nel suo quarantottesimo anno di vita, Evelyn Couch di Birmingham, Alabama, cominciò ad avere una doppia vita segreta.

Evelyn si era persino scelta un nome in codice, un nome temuto in tutto il mondo: TOWANDA LA VENDICATRICE!

Mentre Evelyn svolgeva con il sorriso sulle labbra i compiti quotidiani, Towanda andava a caccia dei molestatori di bambini…

Towanda poteva fare tutto ciò che voleva. Andava indietro nel tempo e pestava l’apostolo Paolo per avere scritto che le donne dovevano tenere il becco chiuso. Andava a Roma, spodestava il papa e lo sostituiva con una suora, contornata di preti che cucinavano e pulivano per lei.

…Dava in pasto ai topi tutti i prepotenti e inviava cibo ed anticoncezionali, per uomini e donne, a tutti i popoli bisognosi del mondo.

Towanda ordinava che: un ugual numero di uomini e donne entrasse a far parte del governo e partecipasse a sedute di pace; gli scienziati trovassero una cura contro il cancro e inventassero una pillola che permettesse di mangiare quanto si voleva senza ingrassare; chiunque volesse avere figli si procurasse prima un permesso, che veniva concesso in base alle condizioni mentali e finanziarie dei genitori. Basta con i bambini affamati e maltrattati!

…Chi scriveva graffiti sui muri sarebbe stato immerso in una vasca di inchiostro indelebile…

Towanda andava in Madison Avenue e assumeva il controllo di tutte le riviste di moda. Tutte le modelle che pesavano meno di sessanta chili sarebbero state licenziate e le rughe sarebbero diventate sessualmente attraenti.
I formaggi magri sarebbero stati messi fuori commercio e così pure i bastoncini di carota.

Il giorno prima Towanda era andata al Pentagono, aveva preso tutte le bombe ed i missili e li aveva sostituiti con dei giocattoli. Poi era andata al notiziario delle sei e aveva devoluto il budget militare a tutti i pensionati degli Stati Uniti.

Towanda aveva delle giornate talmente piene che, all’ora di andare a letto, Evelyn era letteralmente distrutta.

Non c’era da stupirsene.
Quella sera, mentre lei preparava la cena, Towandaaveva messo a morte qualche decina di produttori di film pornografici con i bambini per protagonisti. 

E più tardi, mentre lavava i piatti…quando Ed gridò dallo studio che voleva un’altra birra, prima che Evelyn potesse impedirlo Towanda rispose: “VAI A FARTI FOTTERE ED!”

Lui si alzò in silenzio dalla sua poltrona e andò in cucina.

“Evelyn, ti senti bene?”




Ultimamente compero pochi quotidiani.

Accendo di rado la tivù e ancora più di rado ascolto il tiggì

Troppo spesso notizie nefaste, violenze, abusi…

Donne maltrattate, donne sottopagate rispetto ai colleghi maschi, donne uccise…e bambine, ragazzine che in ogni parte del mondo subiscono ogni sorta di violenza ed abuso…

Quando mi capita di sentire o leggere queste cose, mi assale un senso di impotenza e di rabbia…

E mi viene in mente lei, Towanda la vendicatrice.Un film ed un libro che ho amato tanto, che ogni volta mi fa sorridere, mi fa divertire, mi fa sperare.
Io ogni tanto (e anche più di ‘ogni tanto’…) vorrei essere Towanda…voi no?


Oggi una ricetta che ho letto parecchio tempo fa su un quotidiano (guarda caso…).

Ritagliata al volo, ma non ricordo chi fosse l’autore (o l’autrice)…è parecchio vecchio questo ritaglio di giornale. Nel tempo poi la ricetta ha subito diverse modifiche, insomma ormai è la mia versione di una specie di challa o pan brioche.

Profumata con il cardamomo, secondo me perfetta per la merenda o la colazione con della confettura fatta in casa.

Buona settimana a tutti. ^_^


PAN BRIOCHE SEMINTEGRALE al CARDAMOMO e SEMI DI SESAMO

Ingredienti:

400 gr farina macinata a pietra tipo 1 (Petra 1)
300 gr farina di grano khorasan
100 gr farina macinata a pietra integrale (Petra 9)
1 cubetto lievito di birra
2 uova biologiche (+ una per spennellare)
2 tazze d’acqua tiepida
1/3 tazza olio EVO
3 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale rosa dell’Himalaya
4 bacche di cardamomo (a piacere)
Semi di sesami bianco qb










Mescolate in un contenitore abbastanza grande l’acqua con il lievito sbriciolato e lo zucchero. Lasciate riposare dieci minuti circa poi (se lo lavorate a mano) aggiungete le uova leggermente sbattute, il sale, l’olio, i semini di cardamomo tritati e le farine precedentemente mescolate in un recipiente.

Impastate, poi trasferite su una piano di lavoro infarinato e lavorate bene  per almeno dieci minuti.
Io ho fatto questa operazione con la planetaria (gancio), l’ho lavorata per circa 5 minuti poi ho estratto l’impasto e ho lavorato con le mani sul piano di lavoro altri 5 minuti.
Coprite con un panno e lasciate riposare per circa un’ora e mezza. Dovrà raddoppiare di volume.








Trascorso il tempo, prendete la pasta, ponetela su un piano infarinato e dividetela in 4 o 6 pezzi.

Potete creare la forma che più desiderate, a ciambella oppure a treccia a 3 o 6 fili.
Mettetela su una teglia rivestita di carta forno e lasciatela lievitare per altri 45 minuti circa.








Spennellate la superficie con un uovo intero sbattuto e cospargete a piacere con semi di sesamo o papavero.

Infornate (in forno già caldo) a 220° per circa 20 minuti.
Colazione e merenda/ Diario/ Dolce

“QUALUNQUE COSA TU POSSA FARE…INCOMINCIALA!”…..FOCACCIA DOLCE CON L’UVA NERA

 
 
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



“QUALUNQUE COSA TU POSSA FARE,
O SOGNARE DI FARE,
INCOMINCIALA.
L’AUDACIA HA IN SE’ GENIO, POTERE E MAGIA.
INCOMINCIALA ADESSO.”   
 
J. W. GOETHE
 


Sapete vero che io ogni tanto vado di aforismi…
 
Se mi piacciono gli aforismi!!….ne ho pure attaccati alle pareti di casa…
..ma questo forse ve lo avevo già detto..!?
 
Ci sono delle frasi a cui sono molto legata, che sono come dei mantra, e che viaggiano con me, nella mia borsa, appuntate nella mia vissutissima Moleskine.
 
Rileggerle mi piace, mi dà carica, sicurezza, serenità, allegria.
 
Oggi, mi è capitata in mano questa, e spero che leggendola qualcuno di voi faccia quella cosa che vorrebbe fare ma ancora non si è deciso, o faccia quella telefonata ché non è mai il momento giusto, o faccia quel viaggio che aveva posticipato…
 
…insomma vi auguro con tutto il cuore di INCOMINCIARE quello che sognate o semplicemente desiderate fare.
 
Non rimandate, INCOMINCIATELA.
 
 
E una ricetta di una semplicità estrema.
 
Ho utilizzato una farina di tipo 1, macinata a pietra, ho provato anche con la farina integrale ma il risultato non è stato granché (in poche parole non lievita ‘na cippalippa!), con questa il risultato invece è ottimo e, per me che non utilizzo farine di tipo 0 o 00, si tratta di un un buon compromesso. 
 
Sofficissima e fragrante, con una bella crosticina in superficie!
 
Vi auguro un felice settimana.
 
Un pensiero va alle mie amiche VatyGabilaMonicaPatriziaGianlySandra, che insieme ad altre blogger sono in viaggio per Cagliari al MED DIET CAMP “Mediterranean Diet and enhancement of traditional foodstuff – MedDiet” 
 
WE ARE WHAT WE EAT – SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO.
 
Buon divertimento ragazze!!!
 
Ascoltate bene che poi diffondete!
 

FOCACCIA DOLCE CON L’UVA NERA
 
Ingredienti:
 
500 g di farina tipo 1 (macinata a pietra)
15 g di  lievito di birra
250 g di acqua tiepida
100 g di zucchero di canna (più poco per finire)
450 – 500 g di uva nera
50 g burro biologico 
1 presa di sale rosa dell’Himalaya
 
 
 
 
Disponete la farina mescolata con lo zucchero in una terrina, fate un buco al centro con le dita e versateci  dentro il lievito sciolto in poca acqua tiepida.
 
Iniziate a lavorare con le mani, aggiungendo la restante acqua poco per volta.
 
Impastate bene, poi aggiungete anche il burro ammorbidito e tagliato a tocchetti, la presa di sale, e portate l’impasto su una spianatoia. 
 
Impastate energicamente per almeno 10 minuti affinché il lievito si attivi.
 
Lasciate lievitare per almeno 2 ore in una terrina, coperto con un canovaccio.
 
Riprendete l’impasto e stendetelo sulla spianatoia allargandolo prima con le mani e poi con l’aiuto del matterello. 
 
Dategli la forma di un rettangolo, della dimensione della teglia che utilizzerete. 
 
Adagiatelo sulla teglia rivestita di carta forno.
 
Lavate ed asciugate bene i chicchi d’uva, disponeteli sull’impasto facendo una piccola pressione.
 
Lasciate lievitare per un’altra ora coperto.
 
Tracorso il tempo spennellate con il burro fuso rimasto e cospargete con lo zucchero di canna.
Cucinate in forno già caldo a 220 ° per circa 20 minuti.
La superficie dovrà dorare bene e diventerà bella croccante.
 
 
 
 
 
 
 
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Dolce

SEGNI, FORSE E….CIAMBELLA DI ROSE NATALIZIA





Non so com’è andata la vostra giornata di ieri…
 
Parlavamo di numeri nel mio post, di una data speciale che poteva portare con sé una ventata di novità e cambiamenti.
 
Io in effetti un segno di cambiamento forse ce l’ho avuto.
 
Dico forse perché si tratta di una telefonata inaspettata, la comunicazione di una cosa, che se verrà confermata nei prossimi giorni, ci cambierà abbastanza la vita, migliorandola.
 
Non posso dirvi niente ora.
Non appena e se, ne avremo conferma, ve ne parlerò.
 
Non immaginatevi cose dell’altro mondo, non mi trasferisco anch’io in Nuova Zelanda come la mia amica Alessandra…almeno non per ora. 
…non che non ci si faccia un pensierino ogni tanto di emigrare altrove, ma no, per ora rimaniamo qui.
 
Insomma, incrocio le dita e aspetto che arrivino (se arriveranno..) conferme.
In ogni caso, se anche la cosa sfumasse, questa telefonata ci ha dato una sferzata di speranza e fiducia! 
 
mazza però ‘sti numerologi!!!
Io non sono decisamente una persona che crede a queste cose….ma dico questa telefonata arriva proprio il 12.12.12???…
 
Ricettina? E’ la stessa della torta di rose, che io faccio abbastanza spesso.
 
Mi piace tantissimo.
 
Perché è la classica torta che va bene da sola, è buona inzuppata, non è troppo dolce ma allo stesso tempo golosissima.
 
Per la farcitura potete davvero sbizzarrirvi, al posto della crema al burro si può mettere la marmellata, una crema di nocciole, anche solo del miele, ho visto metterci sia la crema al burro che la marmellata, per non parlare poi di frutta secca e addirittura fresca…insomma, potete farla ogni volta diversa.
 
Devo confessare che a seconda della farina utilizzata cambia tantissimo.
 
Se utilizzate farine bianche, tipo 00 o Manitoba l’impasto quasi triplica e diventa una briochiona sofficissima.  
 
Con la farina di grano khorasan è molto buona ma decisamente meno sofficiosa, questa di oggi con la farina integrale è lievitata meno ed il risultato è una brioche più compatta e molto rustica.
A Natale la preparo spesso, per l’occasione ho deciso di trasformarla in una ciambella e profumarla con quello che a me ricorda le feste di Natale, la cannella, la vaniglia, l’arancia candita e lo zucchero, sia in granella che a velo, non ho voluto farmi mancare niente!!!
 



CIAMBELLA DI ROSE NATALIZIA
 
Ingredienti:
 
Impasto
150 ml latte
3 tuorli (uova biologiche)
30 ml olio evo
1 cucchiaio di zucchero di canna
scorza di 1 limone biologico
1 cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon
350 g farina integrale
1 cubetto di lievito fresco (io 1 bustina di lievito di birra secco)
Sale qb
 
Farcia
100 g zucchero di canna integrale Mascobado
80 g burro biologico
2 cucchiai miele acacia
Cannella qb (io 1 cucchiaino)
Arancia candita qb (io una manciata abbondante)
Granella di zucchero




 




Setacciate la farina in una ciotola capiente e fate un buco al centro. 
 
Versatevi l’olio, i tuorli, lo zucchero, la scorza di limone, la presa di sale, poi aggiungere il lievito ed il latte tiepido poco per volta mescolando con una forchetta per amalgamare tutti gli ingredienti.
 
Poi trasferite l’impasto sul piano di lavoro e lavoratelo energicamente per almeno 10 minuti per far attivare il lievito. 
 
Riponetelo nel contenitore e copritelo con uno strofinaccio umido, deve lievitare almeno 1 ora e raddoppiare di volume.
 
Preparate la crema lavorando il burro morbido con lo zucchero, la cannella ed il miele. Tenete da parte.
 
Riprendete l’impasto e, con il matterello sul piano di lavoro infarinato, stendetelo in un rettangolo (ca. 35×50 cm).
 
Spalmate la superficie con la crema e poi distribuite sopra l’arancia candita, arrotolatelo dal lato più lungo.
Tagliate il rotolo a fette, circa 12 e posizionatele in una tortiera (cm 26) coperta di carta forno.
 
Lasciate lievitare ancora un’ora, poi distribuite della granella di zucchero ed infornate a 180° per 30 minuti.
 
Una volta sfornata spolverate con lo zucchero a velo.
 
Nota: se avete l’impastatrice otterrete senz’altro risultati migliori di quelli che ottengo io con gli impasti lievitati…con l’olio di gomito si arriva fin lì! 😉




 
Con questa ricetta partecipo al Contest “Dolci sotto il vischio”
di Imma del blog Dolci a gogo per la categoria dei dolci natalizi italiani.


 
 


E al Contest  ‘Gold & Red’ di Valentina 
del blog My Taste for Food

Salato

TEMPO TIRANNO E…PANE DI KAMUT AI SEMI DI LINO





Vedere  tutti i vostri esperimenti con i lievitati fa crescere in me la voglia di sperimentare.
 
Mi sento lontana anni luce dai risultati che alcune di voi hanno raggiunto…come la mia amica Michela del blog Menta e Rosmarino che sta diventando bravissima. 
Ormai è una panificatrice provetta!
Guardate un po’ qui cosa combina la ragazza!
 
Comunque, questo filoncino mi ha dato tanta soddisfazione…bellino, bellino e taaanto buono.
Onestamente, non sono ancora certa se è lievitato correttamente, proprio il doppio non mi sembrava a dire il vero, ma era davvero morbido e buono.
 
Vi consiglio di utilizzare i semi di lino, perché hanno ottime proprietà antitumorali, protettivi soprattutto per noi donne, quindi una manciatina qui e una lì…! 
 
 
Mi permetto di segnalarvi un’artista che ho conosciuto grazie a Berry (a proposito andate nel blog di Berry e votatela linkando sul logo di Grazia in alto a destra…bastano un paio di click!).
 
Si chiama Francesca Lancisi, fa degli acquerelli meravigliosi, vi invito a visitare il suo blog potete trovare un bellissimo link-regalo, un calendario 2013 con i suoi bellissimi acquerelli.
 
 
Oggi poche chiacchiere ragazze…il tempo è tiranno, a voi la ricetta e le foto!!!
 
Buona giornata gente!
 

PANE DI KAMUT AI SEMI DI LINO
 
Ingredienti:
 
400 g farina di grano khorasan KAMUT biologica
300 g acqua
40 g lievito madre secco (o lievito di birra fresco circa 9 gr)
10 g sale rosa dell’Himalaya
1 cucchiaino miele acacia biologico
1 manciata di semi di lino biologici (vedi nota sotto!!!)



 
 



Sciogliete in una ciotola il lievito con l’acqua tiepida, aggiungete la farina e mescolate. Aggiungete il sale e i semi di lino (tritati finemente!!! vedi nota sotto!) e lavorate ancora. 
 
Poi trasferite l’impasto sulla spianatoia e lavoratelo per almeno 10 minuti finché non risulti liscio ed omogeneo, formate una palla, copritela con la pellicola trasparente e lasciatela riposare per 45 minuti circa.
 
Riprendete l’impasto e sgonfiatelo fino ad ottenere un rettangolo. 
Piegate i lati, uno sull’altro. Dategli la forma del filoncino e riponetelo a lievitare ancora su un canovaccio infarinato e coperto da un altro canovaccio per 1 ora e ½, durante questo tempo dovrebbe raddoppiare.
 
Sistemate il filoncino su una teglia rivestita di carta forno, fate dei tagli obliqui su tutta la lunghezza del pane ed infornate in forno già caldo, a 220° per i primi 10 minuti e a 200° per altri 20-30 minuti.
 
Lasciare raffreddare su una griglia.



Nota del 11.12.2012:
Ringrazio per la segnalazione la mia amica Monique del blog La Cucina di Monique, che mi ha spiegato qualcosa che io non sapevo.

Grazie ad un corso di cucina naturale da lei frequentato (…che anch’io dovrei fare da gennaio 2013… :-))  ha potuto scoprire che i semi di lino sono molto duri ed il nostro corpo non riesce ad assimilarli se non vengono triturati finemente. La polvere poi ottenuta si può utilizzare come si preferisce, possibilmente subito. Sono ricchissimi di omega 3, quindi fanno davvero molto bene.
Pensare che nel pane in vendita anche nei negozi di cibi biologici li vedo sempre interi…vedi quante cose si imparano con le amiche dei blog??? 
Grazie Monique!




 
 
 
Salato

OGNI PROMESSA E’ DEBITO! … CRACKERS CROCCANTI DI KAMUT E SEMI DI ZUCCA

 





Allora…dove eravamo rimasti?
 
Ah si, ecco!
 
Vi ho già anticipato ieri che domenica mattina, causa giornata davvero infelice, meteorologicamente parlando, ci siamo recati in libreria dove abbiamo passato un paio d’ore…e tra laboratori per le bambine, seconda colazione al caffè della libreria, alla fine siamo usciti tutti con un libro….a dire il vero io con due.
 
Quando l’ho visto sullo scaffale, ancora prima di aprirlo, ho pensato “E’ mio!”…forse è superficiale averlo pensato senza valutarne il contenuto, ma mi piaceva già dalla copertina…prometteva bene.
 
Ammetto che non conoscevo l’autrice e nemmeno il suo blog, mi perdonerà, ma ce ne sono talmente tanti ed nel suo ancora non ci ero capitata…comunque adesso che l’ho scoperta non la mollo più! 😉
 
Lei è Antonella Scialdone del blog  Pappa-reale.net ed il libro che ho acquistato è il suo secondo libro “KAMUT 60 ricette per conoscerlo e utilizzarlo al meglio”.
 
Io la farina di grano khorasan KAMUT già la utilizzo da parecchi anni, da quando ancora non si trovava nei supermercati ma si doveva acquistare in negozi di alimenti naturali e sfusa, ormai da circa 15 anni.
 
Ma un libro che mi insegnasse così tante ricette, che mi indicasse come preparare la pasta madre oppure il seitan home-made, davvero mi mancava.
 
Non ho iniziato con la ricetta più difficile, anzi. 
Questi crackers sono semplicissimi da eseguire ma danno una soddisfazione enorme.
 
Li ho già fatti tre volte da domenica…appena li faccio, altro che conservarli nelle scatole di alluminio…se li fumano tutti in un attimo qua dentro!!!
 
La prima volta non ne ero molto soddisfatta. Non tanto per il gusto o la cottura, perfetta. Semplicemente perché avevo tagliato la sfoglia a occhio ed alla fine non ce n’era uno uguale all’altro..
 
Erano carini lo stesso, rustici, ma li volevo più perfetti.
Li volevo bellini bellini per le foto…
 
Soluzione: ho preparato una sagoma di cartoncino ed al secondo round li ho tagliati tutti uguali. Fantastici.
 
Con la zuppa di sedano rapa di ieri ci stavano benissimo.
 
…del secondo libro vi parlerò in un altro post!
 
Buona giornata amici!
 
P.S. Alcune di voi mi hanno detto che non trovano il sedano rapa…bene io non trovo le carote viola che stanno impazzando sul web…VOGLIO LE CAROTE VIOLA! 

SUBITO! 

Me le sto sognando anche di notte, vedo zuppe viola ovunque…mi sto ammalando anch’io cara Monica…mutazione in corso…



CRACKERS CROCCANTI DI KAMUT E SEMI DI ZUCCA
 
Ingredienti:
 
280 g di farina di grano khorasan Kamut
160 g acqua
7 g lievito di birra fresco (io 25 gr di lievito madre secco)*
7 g sale (io 7 gr sale rosa dell’Himalaya)
35 g olio evo
20 g semi di zucca
 
Finitura:
 
fior di sale (io sale rosa dell’Himalaya)
olio evo

*20 g se li volete ancora più croccanti.


 
 



Sciogliete il lievito in una ciotola con l’acqua tiepida, aggiungete la farina e mescolate, aggiungete anche l’olio, il sale ed i semi di zucca e mescolate ancora.
 
Mettete l’impasto sulla spianatoia infarinata e lavorate per almeno 10 minuti fino a che non risulti liscio ed omogeneo.
 
Dividetelo in tre pezzi e stendetelo una pezzo per volta con il matterello in una sfoglia sottile direttamente su un foglio di carta forno.
 
Tagliate i crackers con una rotella o con un coltello, fate dei buchi con i rebbi di una forchetta, spennellate di olio evo e spolverateli di sale.
 
Trasferite le sfoglie nella teglia e lasciate riposare per 30 minuti, poi infornate in forno già caldo a 190° per circa 20 minuti o comunque fino a che prendano un bel colore dorato.
 
Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella prima di servire…se riuscite a resistere senza addentarne uno subito… 😉

Nota: con questo impasto dovrebbero venirne circa 30 pezzi.


Salato

‘CIELO! MIO MARITO!’…..PANE AL FARRO E FARINA INTEGRALE CON AGLIO E PREZZEMOLO





Vi è mai capitato di essere assorbite completamente da qualcosa che state facendo, guardare distrattamente l’orologio ed esclamare, strabuzzando gli occhi, “Cielo! Mezzogiorno! Mio marito sta arrivando per pranzo!”…io a dire il vero, ho detto un’altra parola, inizia sempre con la “C”, ma è un’altra, decisamente…

No, so che state già pensando male…non mi stavo intrattenendo con nessuno…maliziose che siete!

Avete presente la deliziosa Mami di ‘Via col vento’?  Ecco io ero conciata circa così, fazzoletto in testa, grembiule e via! Immersa nella pulizia/cambio dell’armadio (atto finale!)….no, sto scherzando, e che credete…io le pulizie le faccio come la Parodi circola in cucina, tacco 10 e gonna strizza-ginocchia…

Vabbè, basta con le scemenze…stavo davvero facendo le pulizie dell’armadio e davvero non mi ero accorta che fosse già mezzogiorno…
”Cosa faccio? Cosa faccio?”… melanzane, in 5 minuti le griglio, nel frattempo scaldo l’acqua e faccio rinvenire il cous cous e nel frattempo taglio anche i pomodori, scaldo la passata e taglio la burrata…
Insomma un piatto fatto in 10 minuti, giuro. E buono, buono davvero.

Non è bello da vedere perché, scusatemi, ma il coppa pasta per renderlo chic non avevo nemmeno il tempo di cercarlo…però, anche se non era la ricetta prevista per oggi, meritava di essere condivisa…10 minuti, giuro…come la Dea Kali ai fornelli 😉

Comunque la ricetta originale era un’altra…questi panini profumatissimi (se vi piace l’aglio..) che io ho fatto con le mie farine, alternative alla 00 e/o manitoba e che sono spariti in un nanosecondo….
Semplici e buoni, anche da soli.


Oggi devo ringraziare alcune amiche che nei giorni scorsi hanno pensato di assegnarmi dei premi.

La carissima Alessia del delizioso blog Tacchi e Polpette che mi ha assegnato il premio ‘Dardos’.



E Patty del blog Il Castello di Patti Patti che ha pensato a me per il Premio ‘Grazie a te’.


Vi ringrazio tantissimo, davvero. 

Mi emoziona sapere che ci sono amiche, conosciute da così poco tempo che pensano io mi meriti questi premi. 
Grazie.

Mi sono resa anche conto però del motivo per cui altre blogger preferiscono non ritirare premi.  

Per il premio Dardos dovrei a mia volta nominare 15 blog meritevoli, ma molti di quelli che nominerei probabilmente il premio non lo ritirerebbero o lo hanno già ricevuto,  non da meno è anche difficile decidere e sceglierne alcuni a discapito di altri…lo è stato, e molto, ri-assegnare il premio ‘Blog 100% affidabile’.

Spero non vi offenderete amiche, ma ho deciso anch’io di accettarli solo con il cuore, senza rispettarne le regole e doverli passarli ad altri.


Anzi, condivido pienamente quello che ha  scritto Ely nel suo post di ringraziamento e vorrei dedicarlo anch’io a tutte/i voi che mi avete supportato fin dai primi giorni del mio arrivo in rete, che mi venite a trovare con i vostri commenti, che mi fate compagnia ogni giorno, chi con le sue ricette, chi raccontando storie meravigliose, chi con dei fumetti deliziosi, chi con racconti esilaranti, chi con pensieri, chi con bellissime foto, chi anche con bellissimi abiti. 

Nella vostra diversità vi sento tutte/i vicine/i.

Non vi arrabbiate vero? 😉 






Ricetta ‘ufficiale’:

PANE AL FARRO E FARINA INTEGRALE CON AGLIO E PREZZEMOLO

Ingredienti:

400 gr farina di farro biologica
100 gr farina integrale biologica
50 gr lievito madre secco
1 cucchiaino di sale
6 cucchiai olio evo
1 cucchiaio prezzemolo tritato
2 spicchi aglio






Sbucciate gli spicchi d’aglio, schiacciateli con l’apposito attrezzo e lasciate a macerare in una ciotola con l’olio evo.

Setacciate le farine in una terrina con il lievito sciolto in poca acqua tiepida, il sale ed una parte dell’olio aromatizzato (circa metà).

Mescolate bene ed iniziate ad impastare. Lavorate per circa 10 minuti per attivare il lievito, poi coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa 1 ora.

Riprendete l’impasto, lavoratelo nuovamente sulla spianatoia infarinata, formate i panini o, se preferite, dei filoncini, poi riponeteli su una teglia coperta di carta forno e lasciateli lievitare coperti altri 40 minuti (io anche 1 ora).

Scaldate il forno a 240°.
Spennellate i panini (o filoncini) con l’olio aromatizzato, spolverateli di farina integrale e cuocete a 240° per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e cucinate per altri 20 minuti circa.

La ricetta prevedeva un’irrorata di olio anche dopo la cottura con tanto di spolverata di prezzemolo tritato…a me sembrava esagerato e mi piacciono già così. 



Ricetta ‘non ufficiale’, con ingredienti incompleti, ma che merita almeno pubblicata la sua foto:


COUS COUS AL POMODORO, MELANZANE GRIGLIATE, POMODORO DATTERINO E MOZZARELLA DI BUFALA

Ingredienti (senza dosi complete, considerata la situazione…):

Melanzane grigliate
Cous cous precotto
1 Mozzarella di bufala
1 spicchio aglio
Passata di pomodoro
Pomodoro datterino
Basilico qb
Origano fresco qb
Parmigiano Reggiano qb
Olio evo qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe qb





Ho semplicemente grigliato le melanzane, preparato la passata di pomodoro facendola consumare un po’ (io pochissimo..) con olio evo, aglio, basilico ed origano.

Ho fatto rinvenire il cous cous in una terrina, versando prima un paio di cucchiai di olio e mescolando con una forchetta, poi aggiungendo acqua calda e lasciandolo riposare (io poco anche qui). 
Una volta pronto (il mio ha dovuto esserlo quasi subito..) ho aggiunto la passata, il parmigiano reggiano grattugiato ed ho mescolato bene.

Poi ho tagliato le melanzane a pezzetti e le ho mescolate con i datterino, sempre tagliati piccoli, ho regolato di sale e pepe, aggiunto ancora basilico e origano ed ho iniziato a comporre il piatto.

Se avete tempo sarebbe carino fare delle monoporzioni con il coppa-pasta, io non potevo…infatti è tutto ‘sbilenco’…

Sul fondo ho messo delle melanzane grigliate intere, poi ho fatto uno strato di cous cous, la burrata tagliata a fettine ed infine melanzane e pomodori datterino.

Avrei voluto passarlo sotto il grill pochissimi minuti per far sciogliere la mozza, ma l’ho composto in un piatto che nel forno non ci poteva andare (scema!)..devo dirvi però che, siccome gli ingredienti erano tutti ancora caldi, la mozzarella non si è sciolta, ma era buono comunque.

CONSIGLIA Crostata salata di carote