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Antipasti/ Pane & co/ Salato

Grissini con pesto di pomodorini secchi (con esubero di lievito madre)

 

 

“Troppa gente si occupa dei sensi unici e dei sensi vietati,

senza mai mettersi in cammino.”

(Fabrizio Caramagna)

Eh, che sono testarda è un dato di fatto.

Non ci piove proprio.

Ma l’ho sempre considerato un pregio, non un difetto.

Ci ho provato più volte con il lievito madre, e qualche esperimento l’ho fatto già in passato (qui e qui ) però, soprattutto per mancanza di tempo, il lievito era passato a miglior vita.

Una specie di killer di lievito madre direte voi.

Eh succede…

Ma non ci si arrende, non si deve.

È così che, grazie al gentile spaccio di Monica ho ripreso ad occuparmene e, rinfresca e rinfresca, l’esubero devi pure gestirlo in qualche modo no?

Ché non si butta via niente. Sacrilegio!

Ed è così che sono nati questi grissini attorcigliati.

Dei grissini con pesto di pomodorini secchi con esubero di lievito madre, preparati ispirandomi alla ricetta di Monica del blog Fotocibiamo, e da me leggermente modificata.

Occhio che uno tira l’altro!

GRISSINI (attorcigliati) CON PESTO DI POMODORINI SECCHI (con esubero di lievito madre)

Ingredienti

Per i grissini

350 g lievito madre

110 g farina tipo 0

75 g farina macinata a pietra semi integrale

1 cucchiaino di miele

35 g acqua

70 g olio extravergine di oliva

10 g sale

Per il pesto di pomodorini secchi

1 manciata di pomodorini ciliegino essiccati

1 manciata di mandorle

olio extravergine qb

origano qb (secco o fresco)

Lui si ‘blobbizza’ e voi fate grissini!

Preparazione

Preparate il pesto di pomodorini. Fate bollire poca acqua in un pentolino, tuffate i pomodorini secchi e sbollentateli per circa 5 minuti.

Scolateli, e frullateli nel cutter con le mandorle, l’origano e olio quanto basta per avere una sorta di cremina. Tenete da parte.

Nel contenitore della planetaria, con il gancio, impastate il lievito madre non rinfrescato spezzettato, con le due farine ed il miele.

Aggiungete poi anche acqua e olio poco per volta, continuando ad impastare per circa 5 minuti.

Accendete il forno a 180°, statico.

Prendete l’impasto e ponetelo sul piano di lavoro infarinato. Stendetelo con il matterello in una sfoglia abbastanza sottile.

Tagliate tante strisce larghe circa 1,5 cm, spalmate una metà delle strisce con la crema di pomodorini secchi.

Accoppiate ciascuna con una striscia non spalmata, appoggiandola sopra, quindi attorcigliatele ottenendo in questo modo i grissini.

Disponeteli su di una placca foderata di carta forno e cospargeteli con poco sale.

Cuoceteli una decina di minuti in forno ben caldo, 180°, comunque fino a quando saranno belli dorati e croccanti.

 

Buon fine settimana gente!

 

Antipasti/ Contorni/ Salato

Pomodori ripieni gratinati alla provenzale

 

 

“HARD  IS NOT

IMPOSSIBLE”

In questi giorni di gran caldo e tante cose da fare, accendere il forno non è la migliore delle cose…

Ma, tra insalate di cereali, legumi, pasta e  gran insalatone, ogni tanto trasgredisco a questa regola e parto di forno.

I pomodori al gratin sono uno dei miei comfort food estivi preferiti. Li prepara spesso mia mamma e, insieme alle verdure ripiene, sono a mio avviso un piatto estivo perfetto.

Ottimi anche freddi, sia come antipasto che come contorno o addirittura piatto unico se serviti con una bella insalata.

Vi avevo già proposto dei pomodori ripieni al gratin, questi sono un po’ più semplici e molto simili a come li prepara mia mamma, ricetta sbirciata nel libro “Pomodori gourmet” di Jenny Linford e da me leggermente rivisitata.

Non sono ancora riuscita a fare un post sul raduno IFOOD di cui vi ho parlato qui, spero di riuscirci nei prossimi giorni 🙂

Intanto auguro buona settimana a chi è ancora al lavoro, buone vacanze a chi è in partenza e a me buoni scatoloni… ché il trasloco dovrebbe essere prossimo.

Ricettina?

 

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POMODORI RIPIENI GRATINATI ALLA PROVENZALE

 

Ingredienti

Per 6 persone

1 kg di pomodori a grappolo o cuore di bue

1 scalogno

2 spicchi d’aglio

150 g pane grattugiato

1 limone non trattato (buccia)

Parmigiano Reggiano grattugiato qb

timo fresco qb

basilico fresco qb

erba cipollina fresca qb

olio EVO qb

sale, pepe qb

Preparazione

Accendete il forno a 200°.

Lavate i pomodori e tagliatene la sommità. Con un coltello scavate la polpa, creando dei gusci.

Cospargete l’interno con poco sale e capovolgeteli su un piatto, lasciando che scolino un po’ i liquidi.

In una padella antiaderente dal fondo spesso, scaldate poco olio e fate rosolare scalogno e aglio tritati finemente.

Aggiungete il pane grattugiato e mescolando bene fate soffriggere per un paio di minuti. Togliete dal fuoco ed unite le erbe aromatiche tritate, precedentemente sciacquate sotto l’acqua corrente, e la buccia di limone.

Mescolate ed unite anche in Parmigiano grattugiato e parte della polpa di pomodoro tagliata a piccoli dadini.

Salate, pepate e mescolate bene.

Sistemate i pomodori su una pirofila cosparsa d’olio e riempiteli bene con il composto di pane aromatico.

Infornate per circa 30° fino a quando comunque saranno belli gratinati in superficie.

Serviteli caldi o a temperatura ambiente.

 

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Buona settimana gente!

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Diario/ Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Colomba al cucchiaio con mango e crema mascarpone

 

Arrivo da settimane un filino stressanti.

Sono fatta così purtroppo, dalle cose mi faccio prendere e mi arrabbio, e tanto.

Vivo la scuola delle mie bimbe in prima persona, non sono di quelle mamme che alle riunioni e consigli di classe non va mai, che quando c’è da eleggere il nuovo rappresentante “No guardate sono davvero troppo impegnata, non posso…”.

No, nonostante il tempo sia sempre poco e la vita decisamente troppo di corsa, quello che posso lo faccio e ascolto, ho sempre cercato di collaborare con gli altri genitori e con gli insegnanti.

Ma ora sono un po’ stanca.

Sicuramente non siamo state molto fortunate io e le mie bambine, che peraltro sono bravissime entrambe a scuola e non mi hanno mai dato nessun tipo di preoccupazione o problema.

Sono più che convinta che di bravi insegnanti ce ne sono, e di buone scuole pubbliche anche, eccome se ce ne sono.

Ma quando ti capita per anni di sentire sempre lo stesso ‘disco‘, che sia alla scuola primaria o secondaria, allora c’è qualcosa che non va.

Quando ti ripetono per anni, in generale, che “la classe è troppo difficile, i ragazzi sono maleducati, sono distratti, non portano rispetto, non fanno gruppo…” e via dicendo, ché di aggettivi negativi ne ho dovuti sentire tanti in 8 anni…

Vedi però che con il passare degli anni le azioni svolte dagli insegnanti sono inesistenti o non consone, oppure ancora peggio sono ingiuste, parziali, assolutamente non meritocratiche, allora qualche domanda te la fai.

Sicuramente non ci sono più i bambini né i ragazzi di una volta, probabilmente nemmeno i genitori di una volta, ma è anche più che certo che non ci sono nemmeno più gli insegnanti di una volta.

Io li ricordo ancora oggi i miei professori delle medie (ché io preferisco chiamarle così), severi, anche bruschi nei modi alcuni ma, cavolo, bravi.

Erano persone carismatiche, appassionate, che il rispetto se lo guadagnavano, non potevi proprio fare a meno di ascoltarli.

Ho letto proprio pochi giorni fa un interessante articolo su questo blog, vi riporto qui un passaggio.

 

“Un bravo insegnante ha bisogno di essere “attraente”,

di intrattenere e tenere alta l’attenzione e la curiosità,

di avere quella passione che tenga incollate le persone e quel carisma che le spinga

a darsi da fare e applicare fuori dall’aula ciò che hanno imparato.

Domanda secca: sono veramente i giovani non motivati oppure alcune persone non sono motivanti da ascoltare?

Ho qualche ricordo scolastico in mente…
La verità è che come in ogni generazione non ci sono più i giovani di una volta.

Quando andavo a scuola io non eravamo più come quelli della generazione prima

(che non rispondeva mai all’insegnante).
E quelli della generazione prima non erano più come quella precedente alla loro

(che prendevano bacchettate sulle dita o si inginocchiavano sui ceci).

In comunicazione la responsabilità della comunicazione è bene che se la tenga chi comunica

(se vuole influenzare in qualche modo il processo).

I gggiovani d’oggi hanno semplicemente motivazioni diverse,

banalmente perché hanno strumenti, tecnologia, conoscenze, ambienti e stimoli diversi.”

Alessandro Mora

 

Cari insegnanti, insomma, dato che in classe ci siete voi, io un esamino di coscienza me lo farei ogni tanto eh…

 

Oggi una ricetta davvero facilissima con cui io ho riutilizzato della colomba avanzata (se devo dirla tutta l’ho fatta avanzare apposta per fare questo dolcetto..).

In realtà potete prepararla anche con il panettone, pan brioche o della focaccia, provatela anche con tipi diversi di frutta, ad esempio con il passion fruit è buoneRRima!

Ricettina dai!

 

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COLOMBA AL CUCCHIAIO CON MANGO E CREMA MASCARPONE 

 

Ingredienti

Per la crema mascarpone

3 tuorli (di uova biologiche)

150 g zucchero semolato

½ bicchierino rum (o marsala, se preferite)

50 g acqua

500 g mascarpone

Per completare i bicchierini

Colomba qb (pan brioche o focaccia)

1 mango maturo

zucchero a velo

alchermes qb

Preparazione

Montate i tuorli con 50 g di zucchero, fino a quando saranno chiari e spumosi.

Versate i restanti 100 g di zucchero e l’acqua in un pentolino e mettetelo sul fuoco, a fiamma media, dovrebbe raggiungere i 121°. Se non disponete di un termometro controllate lo sciroppo, quando inizierà a fare delle bolle grosse spegnete, significa che la temperatura è raggiunta.

Versate lo sciroppo a filo sui tuorli montati e continuate a sbattere con la frusta elettrica fino a quando otterrete una crema gonfia e ormai raffreddata.

Lavorate il mascarpone con una spatola fino a renderlo cremoso, quindi unitelo al composto di uova ed amalgamate bene.

Mettete poca crema di mascarpone sul fondo dei bicchieri, coppate dei dischetti di colomba e disponeteli sopra alla crema, bagnate la colomba con poco alchermes quindi fate uno strato con dei cubetti di mango e coprite con altra crema.

In una padella antiaderente tostate delle fette sottili di colomba (oppure potete tostarle in forno) in forno), fatele raffreddare e sbriciolatele.

Cospargete le briciole sopra ciascun bicchiere e finite con abbondante zucchero a velo.

 

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Buon fine settimana gente!

 

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Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Gelato al panettone e ricotta, senza gelatiera.

 

 

Ebbene si.

Altra ricetta con recupero del panettone.

Che ci volete fare? Quest’anno ne avevo parecchi ed anche molto buoni e mi è presa così ‘sta cosa delle ricette con il panettone.

Giuro che con quella di oggi finisco, anche se ne ho fatte altre che mi sono piaciute parecchio, ma le terrò in memoria per il prossimo anno!

La gelatiera è uno di quegli elettrodomestici che mi piacerebbe avere ma che nella mia cucina attuale, purtroppo, non saprei dove mettere, oltre al fatto che dal punto di vista economico avrebbero priorità d’acquisto altre cose.

In ogni caso una volta scoperto che potevo preparare il gelato in modo furbetto anche senza la gelatiera, e che oltre tutto è più buono e sano della maggior parte dei gelati che si trovano in commercio, dentro ai quali non so cosa ci mettono dentro, mi sono dilettata a provare e sperimentare gusti diversi.

Tanto panettone a casa, buono peraltro, insomma qualche fetta è finita anche in questo gelato che, giovedì scorso, divanata durante la puntata di Masterchef, tra un tweet e l’altro, mi stavo comodamente gustando.

Vi lascio alla ricettina del gelato al panettone e ricotta!

 

 

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GELATO AL PANETTONE E RICOTTA, SENZA GELATIERA

 

Ingredienti

Dose per 6 persone

350 g latte condensato

400 g panna fresca

100 g ricotta morbida (io di bufala)

2 tuorli (uova biologiche

2 cucchiai zucchero

50 g acqua

½ cucchiaino polvere di vaniglia (o i semini di ½ bacca)

3 cucchiai rum (più altro per ammorbidire i mirtilli)

1 manciata di mirtilli secchi

1 fetta di panettone con canditi e uvetta

Preparazione

Montate la panna molto soda e tenete da parte.

Mettete i mirtilli in una ciotolina con poco rum e lasciate che si ammorbidiscano.

Preparate la base semifreddo montando i tuorli nel bicchierone della planetaria (o con le fruste elettriche), portate a 121° l’acqua con lo zucchero e versate questo sciroppo sui tuorli, a filo, continuando a montare alla massima velocità, fino a completo raffreddamento.

In un altro recipiente lavorate il latte condensato con la ricotta, il rum e la vaniglia, unite alla base semifreddo di tuorli e zucchero, mescolate bene con una spatola.

Unite anche la panna montata, incorporandola delicatamente, mescolando dall’alto verso il basso per non smontare il composto.

Aggiungete infine il panettone sbriciolato e i mirtilli ben strizzati.

Versate in uno stampo idoneo al freezer, riponete nel congelatore ed estraete ogni 20 minuti per mescolare bene. Ripetete questa operazione almento 4-5 volte, questo per ottenere un prodotto morbido e cremoso.

Fate riposare almeno 8 ore in freezer prima di consumarlo.

 

NOTA:

Io ho utilizzato l’abbattitore di temperatura, ho utilizzato la funzione ‘surgelazione rapida’, estraendo ogni 10 minuti la vaschetta e mescolando il gelato per qualche minuto con una spatola. Potete tranquillamente fare la stessa cosa inserendo il gelato in freezer allungando ovviamente i tempi di raffreddamento a 20-30 minuti.
Questo gelato comunque non diventa mai troppo duro. Tiratelo fuori dal freezer poco prima di servirlo.
E’ perfetto anche per i bambini, il liquore non si sente affatto, serve soltanto a non farlo ghiacciare. Io ho utilizzato il rum bourbon e si percepisce solo l’aroma della vaniglia.

 

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Giuro che la prossima volta torno con qualcosa di salato!

Buona settimana gente!

 

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Diario/ Dolce/ Dolci al cucchiaio e semifreddi

Panna cotta al mascarpone e panettone. Inizi.

 

 

Ho iniziato il nuovo anno facendo pulizia. Si, buttando cose inutili, abiti, oggetti, giornali. Cose che si conservano pensando che ci possano servire, che le potremo riutilizzare, ma che in realtà a pensarci bene, riempiono solo la casa, angoli utili, bloccando le energie ed il loro fluire.

Non è che tutto va buttato, sia chiaro. Alcuni oggetti, abiti, libri, sono talmente belli che vanno conservati, con la loro storia, il loro fascino. Quello si chiama vintage, ma il resto no, il resto è solo roba vecchia, e va eliminata.

Ho iniziato l’anno andando al cinema. Non cine-panettoni ed il voler ridere-per-forza ché a Natale si fa così, non l’ho mai fatto del resto… ma con una favola bella, con la poesia che fa salire la risata ma al tempo stesso le lacrime, che fa riflettere e impone di guardare oltre, e di guardarsi dentro, perché ‘l’essenziale è invisibile agli occhi‘.

Ho iniziato il 2016 sentendo addosso tutta la stanchezza dell’anno appena passato. Tante cose fatte, lavoro, impegno, energie, e la necessità di staccare almeno qualche giorno (il mio povero blog lo sa..), sapendo che l’anno nuovo non sarà meno impegnativo, anzi. Il lavoro da conciliare con la nuova casa, mobili da vendere ed altri da acquistare, il trasloco, nuovi passaggi importanti per le mie ragazze, insomma energie, nuove energie per caricarsi e ripartire!

Ho iniziato l’anno facendo ordine tra i pensieri, con la consapevolezza che i rami secchi vanno tagliati senza indugi, che le chiacchiere sterili e le invidie non fanno per me, che il pessimismo va evitato, e che i bicchieri voglio continuare a vederli mezzi pieni, sempre.

E soprattutto certa che, che chi se ne va, FA SEMPLICEMENTE SPAZIO. E non è una cosa negativa.

Ho iniziato l’anno nuovo mangiando e facendo dolci, ché mi piace un sacco e mi rilassa.

Ma soprattutto l’ho fatto recuperando, si perché se le cose vecchie vanno buttate, in cucina invece non si butta nulla!

Al cibo si dà nuova forma e vita, utilizzando un po’ di fantasia e creatività.

Siete pronti per il recupero del panettone?

Alé, andiamo! Panna cotta al mascarpone e panettone!

 

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PANNA COTTA AL MASCARPONE E PANETTONE 

 

Ingredienti (per 6 porzioni)

Per la panna cotta al panettone

400 g panna fresca

100 g mascarpone

100 gr zucchero

3 g di agar agar (1 cucchiaino raso ca)

½ cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon biologica

zenzero candito (facoltativo)

1 fetta sottile di panettone

Per finire

Panettone qb

rum qb

mandorle a lamelle qb

lamponi qb (o ribes)

zucchero a velo qb

Preparazione

In un pentolino versate la panna, la polvere di vaniglia, lo zucchero e l’agar agar (a freddo), mescolate bene con la frusta e mettete a scaldare sul fuoco.

Portate ad ebollizione continuando a mescolare, quindi togliete dal fuoco.

Unite il mascarpone precedentemente lavorato ed ammorbidito, mescolate bene fino ad ottenere un composto senza grumi.

In una padella antiaderente tostate la fetta di panettone, poi sbriciolatela ed unitela al composto mescolando bene.

Se amate una nota piccante tritate un pezzetto di zenzero candito ed aggiungetelo al composto di panna insieme al panettone.

Versate negli stampini e fate raffreddare, quindi riponete in frigorifero per alcune ore.

Tagliate a fettine sottili il panettone e ricavate dei dischi utilizzando un coppapasta.

Mettete un disco di panettone su ciascun piattino e bagnatelo con poco rum.

Disponete sopra ciascun dischetto una panna cotta, finite con alcune mandorle leggermente tostate in un padellino antiaderente, un lampone e cospargete leggermente di zucchero a velo.

 

NOTA:

Se con l’anno nuovo avete in mente di investire soldini in qualche elettrodomestico, io vi consiglio spassionatamente l’abbattitore di temperatura. Lo adoro ed è utilissimo in cucina, fare la panna cotta poi è un attimo con lui, si mettono gli stampini bollenti dentro e PUF!

Pronta in un battibaleno!

 

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Buon 2016 gente!

Che sia come lo volete voi!

 

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Cioccolato/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate/ Torte

Ricicliamo? La torta di pane al cioccolato, cardamomo e torrone (che si credeva un Brownie)



Ma voi, come avete passato il fine settimana?
Il tempo qui da noi, nel week end, è stato una disperazione.
Acqua, acqua e ancora acqua…

Sono giorni che piove.

Per carità ci sono cose peggiori nella vita.
A volte poi ci sta pure di rimanere a casa a riposarsi, magari a fare le cose che di solito non abbiamo il tempo di fare…ma anche a non fare un bel niente.
Che ogni tanto ci vuole.

Ma un temporale, tuoni e lampi, a gennaio, non è tanto normale.

Noi ci siamo rifugiati nell’ordine, all’IKEA sabato nel pomeriggio, e in libreria domenica.

La cosa buffa è che si parte alla volta dell’IKEA, con lo scopo principale di prendere un supporto per l’asta di un armadio già acquistato e montato (supporto che non era nella confezione acquistata in precedenza…) e torni con tutto e di più…fuorché il supporto dell’asta dell’armadio (…anche il sevizio ed assistenza clienti IKEA lasciano, e non poco, a desiderare….).
In libreria poi, domenica, mi sono saltati addosso due libri.
Giuro. Non è stata colpa mia.
Mio marito alla cassa mi ha chiesto “Ma perché tu due libri?” ed io angelica “Perché io mi occupo della vostra alimentazione, lo faccio per la famiglia.” Non ho forse ragione?
Parliamo di riciclo?
Sapete che detesto buttare il cibo, e vi avevo già detto qui che avevo fatto due torte con il pane raffermo.
Succede che mi sono trovata in dispensa anche del torrone che non avevamo finito, ed ecco che è finito qui dentro anche lui, vi assicuro che ci stava davvero bene!
Insomma, il risultato è una torta di pane che si traveste da brownie.
A noi è piaciuta un sacco, cubotto dopo cubotto è finita in un nanosecondo.
Buona settimana!


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Colazione e merenda/ Diario/ Dolce/ Dolci da credenza e crostate

Buoni proposti e Torta di pane delle Feste

 


Allora, mi chiedevo come avrei iniziato questo nuovo anno.
Nel blog intendo.
Cosa avrei scritto nel primo post.
Avevo già deciso che avrei parlato del riutilizzo, e del riciclo del pane, con questa torta di pane buonissima.
E sui propositi?
Mah, c’è chi sostiene che è meglio non averne e lasciare che le cose accadano, se devono accadere…
Ma io non sono proprio così d’accordo.
Uno, letto ieri girando nel web e l’ho fatto mio,  è questo.
“Lascia andare le persone che solo condividono lamentele,
problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri.
 Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia,
fa sì che non sia la  tua mente.”
(Dalai Lama ” I dieci ladri della tua energia”)
Ecco.
Io questo proposito lo terrò presente nel corso del prossimo anno…ed anche di quelli a venire!
Invece sul pane, che dirvi?
RICICLARE, RICICLARE, RICICLARE!
Io detesto buttare il cibo, e faccio quanto posso per riciclare, e riutilizzare.
Il pane NON BISOGNA BUTTARLO MAI, sulla dignità del cibo avevo scritto anche qui.
Modi per riutilizzarlo ce ne sono davvero tantissimi.
Potete fare dei dadini e farli tostare al forno o in padella (anche aromatizzati con aglio o altre spezie) e servirli con le zuppe, potete preparare i canederli, il semplice pane grattugiato, dei crumble sia salati che dolci…e poi le torte.
Sulle torte potete sbizzarrirvi.
Siccome di pane avanzato, dopo i vari compleanni di dicembre, ne avevo abbastanza, io ne ho fatte due. Una è questa.
E’ ricchissima di profumi, spezie e frutta secca.
Tanto ricca da assomigliare alla pinza, è per questo che io la chiamo torta delle feste.
Che dite? Vediamo la ricetta?
 

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Dolce

‘VUOI CHE MUORO?’…..CUPCAKE AL CIOCCOLATO E PANNA CON FROSTING AL MASCARPONE E TORRONE

 




AH!AH!AH!…Scusate, sto guardando Crozza che imita i giudici di Masterchef…anzi BastardChef…è fantastico!!! 

Per poco non cado dalla sedia con l’imitazione finale di Joe Bastianich…ah!ah!ah!…’Vuoi che muoro?’…

Non riesco ancora a caricare il video, non so perché….andatevelo a riguardare sul sito de La7 qui, giusto per sganasciare un pochino…ché ridere fa tanto bene alla salute!



In questo periodo muffin e cupcake li farei di continuo…mi danno troppa soddisfazione, ‘sti dolcetti! 
 
Di solito non ci vado sempre così pesante con i dolci, nel senso che cerco di evitare i frosting al burro, un po’ troppo americani e ciccionissimi… certo sono buoni, ma esageratamente calorici…
 
..è che avevo questo torrone, residuo delle ceste natalizie.
 
Nessuno qui a casa intendeva mangiarlo così, e di buttarlo non se ne parla davvero…
 
Di solito se mi avanza del torrone, lo utilizzo per preparare un semifreddo ma, siccome avevo una confezione di mascarpone nel frigorifero che attendeva giusta collocazione, e dato che avevo programmato di fare dei muffin…insomma ecco che sono usciti questi cupcake!
 
Se siete a dieta, lasciate perdere! Perché qui di calorie non so quente, ma ce ne sono ‘na botta…anche perché, mangiato uno non sarete soddisfatti, ne vorrete subito un altro!
 
Vi auguro un felice week end!!!

CUPCAKE AL CIOCCOLATO E PANNA CON FROSTING AL MASCARPONE E TORRONE
 
Ingredienti (per 12 cupcake):
 
Cupcake

180 gr farina di farro biologica
20 gr farina di riso biologica
2 uova biologiche
100 gr cioccolato fondente al 70%
100 ml panna fresca
150 gr zucchero di canna integrale
80 gr burro biologico
1 cucchiaino lievito in polvere
½ cucchiaino bicarbonato
1 pizzico sale rosa dell’Himalaya
 
Frosting

120 gr mascarpone
100 ml panna fresca
100 gr torrone morbido ( più qualche pezzetto per decorare)
2 cucchiai zucchero a velo


 



Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, una volta sciolto aggiungete la panna e tenete da parte.
 
In una terrina mescolate il burro ammorbidito con lo zucchero, montatelo bene con la frusta elettrica, poi aggiungete le uova, una per volta sempre continuando a  mescolare.
 
Setacciate le farine con il lievito, il bicarbonato, il sale ed aggiungete al composto di burro e uova, poco per volta.
 
Mescolate bene, poi aggiungete anche il cioccolato con la panna e versate con un cucchiaio (o con il dosa-gelato) il composto nella teglia per muffin già preparata con i pirottini di carta.
 
Riempite solo per ¾, altrimenti in cottura deborderanno.
 
Cuocete in forno, già caldo, a 180° per circa 20-25 minuti.
 
Fate la prova stecchino al centro di un cupcake, dovrà uscire asciutto.
Per il frosting, montate la panna, poi aggiungete il mascarpone, lo zucchero e per ultimo il torrone passato al mixer e tritato finemente.
 
Mettete il frosting in una sac à poche e decorate i cupcake. 
 
Io ho messo come decoro finale un pezzettino di torrone sopra ogni cupcake.


Dolce

RICICLO ‘VENEZIANO’ E….TORTA NICOLOTTA (DI PANE)








Oggi vi propongo un dolce tipico veneziano, di riciclo, povero.
 
Prende il nome dalla Parrocchia di San Nicolò dei Mendicoli (mendicanti), una delle più antiche chiese di Venezia (VII sec.), con campanile duecentesco e dipinti della scuola del Veronese, nella cui antica comunità, fatta per lo più di gente umile (pescatori e artigiani), era usanza fare questo dolce.
 

Questa torta veniva preparata per la festa di San Nicolò, parrocchia dei Nicolotti, antichi rivali degli abitanti di Castello, i Castellani.

A base di pane raffermo, è un dolce povero, un riciclo del pane raffermo.

Si dice che, nei tempi passati, la Nicolotta fosse distribuita al venerdì mattina presso tutti i conventi di Venezia, ai poveri della città.

Dolce povero si, ma ricco di sapore grazie agli aromi, ai semi di finocchio e alla grappa che non manca quasi mai nei dolci tradizionali veneti.

Io alla ricetta originale faccio diverse aggiunte a seconda della frutta secca che ho in dispensa…in questo caso ho aggiunto anche le gocce di cioccolato ed il cardamomo…

..lo so, avete ragione, non è più una torta Nicolotta, è più una Torta dei Dogi adesso…ma, facciamo così, vi lascio la ricetta originale e le mie aggiunte / modifiche, poi fate un po’ voi ;-)!


Buon giovedì! ^_^

 


TORTA NICOLOTTA (DI PANE)
 
Ingredienti:
 
400 g pane raffermo (io di cereali e integrale)
½ lt latte (ricetta originale 1 lt latte, no acqua)
½ lt acqua
3 uova biologiche (ricetta originale 5)
40 g burro (ricetta originale 100 gr)
120 g zucchero di canna (ricetta originale 220 gr zucchero semolato)
120 g uvetta (ricetta originale 200 gr)
Scorza grattugiata 1 limone(io no)
1 dl rum
pane grattugiato per spolverare (io no)
 
Mie aggiunte
2 cucchiai zucchero integrale Mascobado
100 g albicocche secche
2 manciate mandorle a lamelle
2 cucchiai gocce di cioccolato
3 bacche cardamomo
 




Versate il rum in una ciotola e mettete ad ammollare sia l’uvetta che le albicocche secche tagliate a pezzetti.
 
Tagliate il pane a pezzetti piccolissimi e mettetelo in una terrina capiente. Fate bollire il latte mescolato con l’acqua, spegnete il fuoco e scioglietevi lo zucchero ed il burro, quindi versatelo sul pane raffermo.
 
Quando il latte sarà assorbito completamente (dopo circa ½ ora), unitevi anche le uova leggermente sbattute, e la frutta secca ammollata e strizzata. Unite anche le gocce di cioccolato, le mandorle e le bacche di cardamomo di cui avrete polverizzato i semini.
 
Mescolate bene e versate in una tortiera foderata di carta forno (io 24 cm).
Io non ho utilizzato il pane grattugiato, ma ho cosparso la superficie con zucchero di canna.
 
Infornate a 180° per circa 1 ora.
 
E’ ottima fredda.


[Foto: Chiesa di San Nicolò - piantina]
San Nicolò dei Mendicoli, Campo San Nicolò, 1907 Dorsoduro  – Venezia
Venezia - San Nicolò
Germano Manganaro – Flickr

                                        Foto dall’album di Germano Manganaro

Vorrei segnalarvi un blog di cui ha parlato Ely.

Non appena ho letto la presentazione di Ely sono corsa a trovare Elisabetta e Chiara, perché ho conosciuto alcune famiglie con il problema dell’autismo e so che non è certo semplice affrontare questa realtà. 


Il loro blog è davvero speciale, e vi riporto solo un passaggio della loro presentazione, è meglio di qualsiasi presentazione che io potrei fare:

“Perché questo non è un blog che parla solo di moda, ricette di cucina, libri, musica e tutto ciò che può essere legato al turismo.

E’ un blog che sempre, in qualsiasi istante, non dimentica cosa vuol dire vivere giorno dopo giorno con una persona autistica; sa quanta fatica, quanto impegno e quanto sacrificio siano necessari.

E’ un blog che, fra una ricetta e l’altra, fra un rossetto ed un trucco all’ultima moda, vi parlerà anche di scene di ordinaria vita quotidiana con un ragazzino autistico di 12 anni, Luca, il figlio di Elisabetta.”

Vi invito a visitare ed a far conoscere Turismo, autismo & dintorni by Wisteria Blue.



Grazie!

 

Salato

DI RICICLO E…QUICHE DI PANE CARASAU CON INDIVIA BELGA E SALMONE AFFUMICATO

 





Inizio il post ringraziandovi per ieri.
 
Siete arrivate qui in tante a lasciare commenti entusiasti per il tiramisù ed i savoiardi.
 
Mi ha fatto davvero piacere, soprattutto perché si tratta di una ricetta e di un dolce che adoro davvero.
 
E’ stato il primo dolce che ho preparato quand’ero ragazzina, sono affezionata a questa ricetta. Oltre al fatto che mi piace davvero ed il solo vederne una fetta mi provoca la bavetta immediata
 
Non finirò mai di scriverlo, un blog può essere fatto con tutto l’amore e la passione del mondo ma se non è letto, non è seguito, non è vivo…quindi se io sono ancora qui, se faccio i salti carpiati per cucinare, e fotografare, e scrivere, e postare il tutto, facendo anche le ore piccole, è perché ci siete voi.
 
E quante cose ho imparato, e provato in questi mesi. 
 
La condivisione con voi è preziosa. La stessa ricetta del tiramisù è frutto della condivisione con amiche blogger, la pastorizzazione delle uova l’ho letta sul blog di Monica, poi su altri e mi sono incuriosita.
La curiosità. Lo scambio. E’ questo il bello. 
 
Il blog per me si è rivelato essere una scuola, una scuola di cucina, di tradizioni, italiane e non, di culture, di caratteri, di amicizia e di vita. 
 
Quindi GRAZIE.
 
E mi scuso se in questi ultimi giorno sono stata meno presente sui vostri di blog. Ho avuto davvero poco tempo, e prometto che mi rifarò in settimana. Mi mancano i miei giretti, i miei copia e incolla nella cartella delle ‘ricette da fare’….
 
 
Oggi vi propongo una ricetta riciclona, a dirvi la verità non è che il salmone mi fosse avanzato, a noi piace anche semplicemente su una fetta di pane tostato con una fettina di limone…ma è interessante provare, sperimentare…
 
A dirla tutta quello che avevo in abbondanza era il pane carasau, che quando lo comperi ti vendono certe confezioni enormi…
 
Insomma, ecco qui una sorta di quiche, ma fatta con il pane carasau. 
Le dosi onestamente sono approssimative perché in questi casi vado un pochino a occhio.
 
Io con queste dosi ho preparato due cocottine piccole ed una piccola pirofila (15×15 cm).
 
Piaciute tanto. Un antipasto veloce e d’effetto.
 
Se vi piace il curry, abbondate, ci sta davvero bene, e FA bene.
 
Buona giornata!!!  

QUICHE DI PANE CARASAU CON INDIVIA BELGA E SALMONE AFFUMICATO
 
Ingredienti per 4 persone:
 
Pane carasau qb
Salmone affumicato qb (io circa 80 gr)
2 piccoli cespi di indivia belga
200 g Ricotta biologica
1 uovo
olio evo qb
Parmigiano Reggiano 3-4 cucchiai
Curry qb
sale rosa dell’Himalaya qb
pepe bianco qb




Ammorbidite il pane carasau con poca acqua (io lo spruzzo con le dita, non va immerso altrimenti si spappola..)) , ungete  con pochissimo olio evo
le cocottine o la pirofila e foderatela con il pane carasau, anche con due strati.
 
Tagliate e lavate l’indivia, fatela appassire in un tegame con poco olio evo. 
 
Lavorate la ricotta in una ciotola, unite l’uovo leggermente sbattuto, regolate di sale e pepe. 
 
Unite l’indivia ed il salmone tagliato a tocchetti.
 
Unite anche il curry ed il parmigiano Reggiano, mescolate bene.
 
Versate il composto nelle cocotte foderate di pane carasau e passate in forno a 180° per circa 15-20 minuti.
 
Siccome la maggior parte delle spezie perde le proprietà durante la cottura, io ho spolverizzato ogni cocotte con altro curry e poco Parmigiano una volta sfornate. 





Con questa ricetta partecipo alla raccolta di 
Dauliana del blog Cucchiaio e Pentolone
la nuova raccolta
 
CONSIGLIA Fusilli con tonno fresco e peperoni