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Primi piatti/ Salato

Risotto alla salsiccia, topinambur e chips

 

A me questo tubero piace tantissimo.

Sarà perché ha questo sapore delicato di carciofo (non a caso è conosciuto anche con il nome di ‘carciofo di Gerusalemme’), perché è molto versatile in cucina, e ha un sacco di proprietà benefiche (chevelodicoaFFà?), insomma mi piace un sacco e lo uso spesso.

Crudo o cotto, il topinambur si può preparare in tanti modi diversi. Quando poi ho scoperto di poterne trovare proprio davanti alla nostra nuova casa, beh, capirete l’enorme soddisfazione!

Se in autunno, nel momento della fioritura, vi trovate a passeggiare in campagna, lungo gli argini di un fossato, vi potrebbe capitare di vedere una pianta dal fusto abbastanza alto, con un fiore giallo simile alla margherita.

Ecco, li sotto nasce questo tubero commestibile, il topinambur.

Oggi ve lo propongo in un risotto. Forse il mio comfort food per eccellenza, il risotto.

Le chips, per dare un po’ di croccantezza e rendere anche un po’ più fighetto il risotto, le ho preparate al forno, ma vi consiglio di provarle anche fritte (la ricetta magari prossimamente), otterrete delle chips profumatissime che finiranno in un attimo!

Ok, andiamo con la ricetta del risotto alla salsiccia, topinambur e chips, che dite?

RISOTTO ALLA SALSICCIA, TOPINAMBUR E CHIPS

Ingredienti per 4 persone

360 g di riso Carnaroli di buona qualità

1 scalogno

1 salsiccia di buona qualità

500 g topinambur

1 spicchio di aglio

1,5 lt brodo vegetale

qb Parmigiano Reggiano

una noce di burro biologico

qb olio extravergine di oliva

qb sale, pepe

qb prezzemolo fresco

Preparazione

Per prima cosa preparate le chips di topinambur.

Accendete il forno a 190°. Sbucciate alcuni topinambur (io ne ho utilizzati 3 di medie dimensioni) e riduceteli in fettine abbastanza sottili.

Sbucciate l’aglio e tagliatelo a fettine, disponetelo su una teglia rivestita di carta forno e sopra le fettine di topinambur (tagliatele appena prima di infornarle perchè tendono ad annerire), cospargete di sale ed olio extravergine ed infornate a 190° per circa 20-25′ comunque fino a quando saranno abbastanza croccanti. Una volta pronte, tenete da parte.

Sbucciate i restanti topinambur e tagliateli a piccoli dadini. Tritate finemente lo scalogno e fatelo appassire in poco olio extravergine di oliva, unite la salsiccia sbriciolata, fatela rosolare bene e poi aggiuntete anche i topinambur, lasciando stufare qualche minuto, giusto il tempo per tostare il riso a parte.

In una pentola a parte, con poco olio extravergine di oliva, tostate il riso per un paio di minuti.

Al riso tostato unite scalogno, salsiccia e topinambur, mescolate e iniziate a bagnare con il brodo vegetale ben caldo.

Regolate di sale e continuate ad aggiungere il brodo poco per volta fino a cottura ultimata, senza mescolare troppo, ed avendo cura di non farlo asciugare troppo, così da ottenere un risotto morbido e all’onda.

Una volta cotto, unite il prezzemolo fresco tritato, il pepe, il burro ed il Parmigiano Reggiano grattugiato.

Mantecate bene scuotendo la pentola e servite subito nei piatti decorando con altro prezzemolo a piacere e le chips di topinambur.

 

Bon appétit!

Buon fine settimana!

 

Primi piatti/ Salato

Risotto ai topinambur e funghi porcini

Lo ammetto, adoro il risotto.

Ingrediente versatile il riso e preparazione che si sposa con ogni prodotto di stagione.

Questo abbinamento che vi propongo per Territori Coop, mi piace in modo particolare.

Il topinambur ha un sapore delicato e delizioso, abbinato al sapore deciso dei funghi porcini, beh…ha un suo perchè.

Un ingrediente antico, una tecnica di cottura particolare, un primo piatto versatile e sempre ‘confortante’.

Il riso, pianta dalla storia millenaria, ha origini ancora controverse. L’unica cosa certa è che la patria del riso è l’Estremo Oriente dove, oltre a costituire il 90 % dell’alimentazione, si è sviluppata una vera e propria ‘cultura del riso’, che ha caratterizzato ogni aspetto della vita delle popolazioni.

Dopo il grano, il riso è il cereale più consumato al mondo, nel complesso rappresenta l’alimento principale per i ¾ della popolazione mondiale.
Arrivato in Occidente in epoca cristiana, ma utilizzato da Greci e Romani soltanto come ornamento e medicinale, trovò diffusione in Italia attraverso la Sicilia, grazie agli Arabi e ai mercanti della Repubblica di Venezia.

Restò a lungo un prodotto ‘esotico’ e carissimo, venduto nei negozi degli speziali insieme a zucchero e spezie. In cucina veniva utilizzato macinato, sotto forma di farina e per la preparazione di dolci. Si ritiene che furono gli aragonesi ad introdurlo nel nostro paese come cibo e piatto a sé, tra il XIV e il XV secolo. Trovò poi al Nord, le condizioni ideali per essere coltivato, un territorio pianeggiante, clima regolare e fiumi alimentati da sorgenti perenni.

Pochi alimenti sono così versatili in cucina, con il riso si possono preparare pietanze che vanno dall’antipasto al dolce, a patto di scegliere il giusto tipo di riso per ogni piatto.
Di varietà e qualità di riso ne esistono molte, quelle coltivate in Italia sono tutte sottovarietà della Japonica, dal chicco tondeggiante e ricco di amidi. In Italia è suddiviso e classificato in quattro gruppi, in base alla dimensione del chicco, all’aspetto e al comportamento durante la cottura: comune o originario, semifino, fino e superfino.

Il riso che io preferisco per la preparazione dei risotti è Il Carnaroli, considerato il ‘re dei risi’, il più pregiato e il più utilizzato nella cucina italiana. Ottenuto nel 1945 da un incrocio tra il Vialone Nano e il Lencino, grazie alla particolare composizione del suo amido (molto ricco di amilosio), non scuoce e non si disgrega, risulta pertanto ideale per la preparazione dei risotti.

Quando parliamo di risotto, oltre che al piatto, ci riferiamo ad una particolare tecnica di cottura, per l’appunto ‘a risotto’. Fondamentale nella ‘cottura a risotto’ è la tostatura dei chicchi, che forma sulla superficie di ciascuno uno strato protettivo, permettendo di mantenere al loro interno aromi e consistenza. La successiva e lenta aggiunta del brodo, consente al riso di arrivare a fine cottura morbido e cremoso ma al tempo stesso di mantenere la sua struttura e compattezza.

La varietà degli ingredienti con cui poter realizzare un buon risotto è davvero ampia, ortaggi, legumi, molluschi, pesce e carne, formaggi, spezie ed aromatiche, addirittura con la frutta, anche con pochi e semplici ingredienti è sempre una vera bontà. Ingrediente della cucina povera e di recente riscoperto, il topinambur è il tubero commestibile di una pianta erbacea perenne simile alla margherita, ma dal fusto alto come il girasole. Ha innumerevoli proprietà benefiche per l’organismo, ed un sapore delicato che ricorda quello del carciofo e che, a mio avviso, ben si sposa con quello deciso ed intenso dei funghi porcini.

 

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IL RISOTTO AI TOPINAMBUR E FUNGHI PORCINI

 

Ingredienti

Ingredienti (per 4 persone)

340 g riso Carnaroli

400 g topinambur

5-6 funghi porcini

2 scalogni

2 spicchi d’aglio

1,5 lt brodo vegetale *

3-4 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato

1 noce di burro

Olio evo qb

Sale qb

Pepe bianco qb

Prezzemolo fresco qb

*Per 1,5 lt di brodo vegetale

100 g carote,

100 g sedano,

1 cipolla,

100 g porro

Sale qb

Preparazione

Per il brodo vegetale

*Per il brodo, pelate, pulite e lavate tutte le verdure. Tagliate a metà la cipolla e rosolatela su una padella antiaderente oppure su una piastra.

Versate tutte le verdure in una pentola capiente e copritele con l’acqua fredda. Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione ed eliminate con una schiumarola le impurità che vengono a galla.

Proseguite la cottura a fuoco dolce per circa mezz’ora, salate leggermente. Filtrate con un colino.

Per il risotto

Sbucciate i topinambur, lavateli bene sotto l’acqua corrente e riduceteli a dadini, stufateli per una decina di minuti in una padella con poco olio ed uno spicchio d’aglio schiacciato. Salate eliminate lo spicchio d’aglio e tenete da parte.

Sbucciate lo scalogno e tritatelo finemente, fatelo appassire in una casseruola capiente con un paio di cucchiai di olio EVO.

Unite il riso e fatelo tostare bene per un paio di minuti, quindi aggiungete un po’ di brodo caldo, regolate di sale e unite i topinambur stufati. Mescolate di tanto in tanto e portate a cottura aggiungendo poco brodo alla volta e solo quando il precedente sarà completamente assorbito.

Nel frattempo pulite i porcini eliminando la parte terrosa finale e pulendoli dalle impurità con un telo inumidito. Tagliateli a fettine non troppo sottili e cuoceteli per una decina di minuti in una padella con poco olio evo ed uno spicchio d’aglio schiacciato. Salate pepate, unite del prezzemolo fresco e tenete da parte.

Fate attenzione a non fare asciugare troppo il riso, a fine cottura dovrà risultare morbido e all’onda.

A fine cottura unite il burro, il Parmigiano grattugiato, il pepe ed il prezzemolo e mantecate bene .

Servitelo subito nei piatti con una cucchiaiata di funghi porcini e del prezzemolo fresco.

 

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Trovate la ricetta anche su

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Buon fine settimana!

 

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Primi piatti/ Salato

Risotto con fave e seppie

 

Che sia un caso?

Certo che no. La natura non fa nulla ‘a caso‘.

Il fatto che fave, piselli e fagioli siano tra i prodotti di stagione in primavera…

Lo sapevate che contengono L.Dopa, precursore dell’adrenalina, l’ormone che ci rende più reattivi e con tanta voglia di fare?

…e in primavera ci sentiamo sempre tutti un po’ stanchi e giù di tono.

Le fave sono molto ricche di proteine e povere di grassi. Grande fonte di ferro e di acido folico, contengono anche elementi che aiutano ad abbassare il colesterolo.

Insomma, non resta che approfittare di questo periodo in cui si possono trovare fresche e sbizzarrirsi con tante diverse preparazioni.

Oggi io vi propongo un risotto sbirciato su Sale & Pepe.

Ricettina suvvia!

 

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RISOTTO CON FAVE E SEPPIE

Ingredienti

Dose per 4 persone

340 g di riso Carnaroli

800 g fave fresche (da sgusciare)

400 g seppie (medie)

1 cipolla

½ bicchiere di vino bianco (secco)

prezzemolo e menta freschi qb

olio evo qb

1 lt brodo vegetale (1 carota, e costa sedano, ½ cipolla)*

1 noce di burro per mantecare

1 spicchio d’aglio

sale integrale qb

pepe bianco qb

farina di riso qb

olio di semi di arachide qb

 

Preparazione

Sgusciate le fave e lessatele in acqua bollente salata per 5-6 minuti. Scolatele ed eliminate la buccia; riducete metà delle fave in purea utilizzando il mixer ad immersione o anche i rebbi di una forchetta.

Lavate le seppie, pulitele eliminando gli occhi, il becco e l’osso. Separate i tentacoli dal corpo e riducete quest’ultimo a striscioline.

Saltate le striscioline di seppia in una padella antiaderente con pocho olio evo ed uno spicchio d’aglio schiacciato, cuocete brevemente, salate e pepate.

Tritate finemente la cipolla e fatela appassire in una pentola con alcuni cucchiai di olio evo; aggiungete il riso e fatelo tostare bene per un paio di minuti mescolando. Sfumatelo con il vino bianco e fatelo evaporare bene; unite la purea di fave, salate ed iniziate a bagnare il riso con il brodo, poco per volta, portandolo a cottura mescolando e non facendolo asciugare troppo.

Arrivato a cottura, mantecate con il burro, unite prezzemolo e menta spezzettati e le seppie saltate in padella.

Passate velocemente i tentacoli nella farina di riso e friggeteli in abbondante olio di arachidi.

Servite il riso con una macinata di pepe, prezzemolo e menta freschi ed i tentacoli di seppia fritti.

 

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Buon inizio settimana gente!

 

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Greenery mood/ Primi piatti/ Salato

Risi e bisi

 

 

Un piatto che adoro. Riso e Piselli.

Io sono di parte.

Si, perché il riso lo amo tanto.

Questo poi è un piatto che, confesso, preparo anche in inverno con i piselli surgelati.

Non è la stessa cosa, ok…ma anche se non utilizzate i baccelli nella preparazione, viene buonissimo comunque.

Risi e bisi è una ricetta della tradizione veneta, se ne trovano diverse varianti soprattutto nelle zone di Venezia e Vicenza.

Tipico piatto primaverile ed estivo, proprio perché la ricetta originale prevede l’utilizzo dei piselli freschi e delle bucce. Non si butta nulla.

Tradizionalmente questo piatto veniva offerto al Doge il 25 Aprile, giorno della Festa di San Marco, ed è ancora diffuso nei territori anticamente dominati dalla Serenissima, Grecia, Turchia e Libano.

La cosa curiosa è che potrebbe anche essere un piatto di origine bizantina. La Serenissima aveva infatti intensi scambi commerciali con l’Oriente, dove il riso viene solitamente abbinato alle verdure.

Io di solito prediligo il Carnaroli per i risotti, in questa ricetta però, a metà strada tra la minestra ed il risotto, è consigliato l’utilizzo del Vialone nano, proprio per la sua caratteristica di assorbire bene il condimento.

Dovrete pertanto fare attenzione alla preparazione, portando il riso a fine cottura alla giusta consistenza, né troppo asciutto, né troppo brodoso.

Ricettina?

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RISI E BISI

Ingredienti

Dose per 4 persone

1 kg di piselli freschi (con i baccelli)

1 lt ca di brodo vegetale (carota sedano e cipolla)

1 cipolla dorata

350 g riso (preferibilmente Vialone nano)

40 g burro biologico

60 g pancetta in una sola fetta

prezzemolo fresco qb

50 g Grana Padano grattugiato

olio evo qb

sale qb

pepe bianco qb

Preparazione

Preparate un brodo vegetale con una carota, una costa di sedano e una cipolla.

Sgranate i piselli e metteteli da parte. Lavate bene i baccelli (bucce dei piselli) e lessatele per circa mezz’ora in acqua salata; scolateli, frullateli a passate la purea ottenuta al setaccio. Aggiungete questa purea al brodo vegetale che avete preparato (io ne metto solo una parte).

In una pentola dal fondo spesso fate rosolare la cipolla tritata con poco olio evo. Unite la pancetta tagliata a dadini, fate rosolare per qualche istante e poi unite il riso. Fatelo tostare bene, quindi aggiungete anche i piselli sgranati. Iniziate a bagnare con il brodo caldo, un mestolo alla volta.

Portate il riso a cottura, aggiungendo il brodo poco per volta, man mano che quello aggiunto in precedenza sarà ben assorbito. Toglietelo dal fuoco al dente e non asciutto, deve rimanere bello morbido.

Mantecate con il burro ed il Grana Padano, unite il prezzemolo fresco, una grattugiata di pepe e servite subito.

NOTE:

La ricetta originale prevede l’utilizzo di vino bianco secco per sfumare il riso. Io non amo molto il vino in questo risotto e non lo utilizzo.

 

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A presto gente!

 

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Primi piatti/ Salato

Risotto alla menta e Casatella DOP … prima che la mia menta vada in letargo

“Non puoi pensare di vivere
senza prenderti cura di te”
cit.
Il tempo non è dei migliori qui nel Nordest dello stivale.
Il sole ha lasciato posto alla pioggia e alle nebbie mattutine, tanto frequenti in questa parte d’Italia.
Ma non è ancora arrivato il freddo, anzi.
La mia aiuola di aromatiche è ancora bella rigogliosa.
L’idea della menta nel risotto mi è venuta alcuni giorni fa chiacchierando con un’amica, Viviana, davanti ad un caffè ed una brioche…belle le mattinate a chiacchierare con le amiche ^_^.
Così prima che la mia menta se ne vada in letargo, eccola finire dentro ad un piattino caldo dal profumo avvolgente.
Quello che per me è davvero comfort food.
La Casatella Trevigiana Dop, formaggio fresco e morbido tipico della provincia in cui abito, dal sapore dolce caratteristico del latte, si presta a molteplici utilizzi in cucina, e nel risotto secondo me è perfetta.
Gli dona la giusta cremosità e consente di ottenere una mantecatura perfetta anche senza utilizzare il burro.
E’ un formaggio fresco di fattoria, che in origine veniva preparato nelle case dei contadini.
Molto probabile che anche il nome derivi da questo, il termine dialettale casada è stato probabilmente trasformato in casadea, da qui il passaggio all’italiano, Casatella.
La produzione ovviamente è poi passata dalle case ai caseifici, e nel 2008 il riconoscimento comunitario della Denominazione di Origine Protetta (Dop).
Cosa dirvi?
Quello che ha detto mia figlia mettendo in bocca il primo cucchiaio di questo risotto.
‘MOJITO?’
Nooooooo giuro che la mia undicenne ancora non beve il mojito!
Ma avendone visti preparare tanti durante le nostre estati, ha solo associato il sapore della menta a quello del limone e questa è stata la sua impressione!
Comunque sbafato ed approvato dalla famiglia.
Buon fine settimana gente!

RISOTTO alla MENTA e CASATELLA DOP
Ingredienti:
360 g risotto Carnaroli (di buona qualità)*
1 cipolla
1 mazzetto di menta fresca
100 g Casatella Trevigiana Dop (o stracchino)
1 noce burro biologico (facoltativo)
Olio EVO qb
40 g Grana Padano grattugiato
la buccia grattugiata di ½ limone biologico
Sale integrale qb
Pepe nero qb
1 lt brodo vegetale (1 carota, 1 costa sedano, 1 cipolla)

*la qualità del riso fa davvero la differenza per la buona riuscita di un risotto.

 

Preparate il brodo vegetale mettendo a bollire in acqua leggermente salata le verdure lavate e tagliate a pezzettoni, lasciandole cuocere a fuoco basso per circa 30-45 minuti, filtrando poi il tutto a fine cottura.
Sbucciate e tritate finemente la cipolla, e fatela appassire in una casseruola con un paio di cucchiai di olio EVO.
Unite il riso e fatelo tostare bene, continuando a mescolare per un paio di minuti.
Quindi iniziate ad aggiungere il brodo poco per volta, continuando a mescolare ed unendone dell’altro solo quando il precedente sarà stato assorbito completamente.
Lavate (molto brevemente sotto l’acqua corrente, le piante che contengono olii essenziali non andrebbero lavate) e tritate le foglie di menta fresca, unitele al riso a metà cottura (una lunga cottura farebbe perdere tutte le proprietà).
Continuate a mescolare durante la cottura e non fate mai asciugare troppo il risotto, che deve rimanere morbido e ‘all’onda’.
Verso fine cottura unite la Casatella (oppure dello stracchino), il Grana Padano grattugiato, la buccia del mezzo limone, regolate di sale e pepe, e mescolate bene scuotando la pentola per mantecare bene il risotto (unite il burro solo a piacere, l’utilizzo del formaggio morbido rende già il risotto bello cremoso).

Servite con una grattugiata di pepe.

Con questa ricetta partecipo al
 
che in questo caso è particolarmente speciale perché sostiene la
Giornata Mondiale dell’Alimentazione#GMA2014#WDF2014#GFFD

 

Diario/ Piatti unici/ Salato/ Secondi di pesce

Polpo e riso basmati al limone e sedano

“Dietro di noi si stendeva la baia, liscia come una lastra, 

tutta permeata di quell’azzurro incredibile…”

“Che gioia avere una barca tutta per sé! 
La gradevole sensazione di potenza mentre spingi i remi e senti la barca filare avanti 
con quel fruscio d’acqua saettante come quando si taglia la seta; 
il sole che ti scalda dolcemente la schiena 
e frantuma la superficie del mare in cento colori diversi..”
La buganvillea che ricopriva rigogliosa il balconcino sulla facciata era tutta adorna,
come per una festa di carnevale, dei suoi violacei fiori a forma di lanterna.”
 
 

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Diario/ Primi piatti/ Salato/ Travel

Bloggalline in Laguna e il Risotto alle ortiche e pancetta

 



Cosa succede quando parte una piccola idea nel gruppo LE BLOGGALLINE?
Avevamo pensato che sarebbe stato bello farci un giretto a Venezia una mattina, passando al mercato del pesce e fermarci poi a pranzo in qualche bàcaro.

Ma perché non chiedere nel gruppo se qualche altra gallinella veneta voleva unirsi a noi??

Ed ecco materializzarsi una giornata piacevolissima, trascorsa con alcune amiche già conosciute ai precedenti raduni di Milano e Tuscania, altre invece conosciute proprio in questa occasione, Genny, Silvia; Elisa; Marianna, Sandra, Cinzia, Lara e io.

La cosa bella è che la sensazione è quella di sentirsi completamente a proprio agio, come se ci conoscesse già da tempo…e forse è anche un po’ vero dato che ogni giorno ci si trova, ci si saluta, si scherza, e molto altro nel gruppo facebook.

Abbiamo iniziato la mattinata con una tappa in pasticceria, da Tonolo, quella dove i miei genitori comperavano la millefoglie (quella di cui parlo qui) per poi mangiarci un ottimo fritto take away da Acqua e Mais (Campiello dei Meloni, vicino a Campo S. Polo).
Sulla strada per raggiungere il Mercato del pesce, tappa in drogheria per scorte di spezie, golden syrup, acqua di rose…
E poi il mercato del pesce e della frutta di Rialto.
Peccato non aver potuto comperare del pesce, non sarebbe sopravvissuto fino al pomeriggio purtroppo..
Ma le ortiche si! Le ortiche le ho comperate, e sono arrivate a casa anche abbastanza in forma (..e sono finite nel risotto che vi propongo oggi!)
Poi il pranzo delizioso e piacevolissimo al Ristorante dell’Hotel Savoia & Jolanda in Riva degli Schiavoni, offerto dall’amico di Marianna, lo Chef Pasticcere Molin.
Insomma vi lascio tutte le foto della bellissima giornata, da rifare al più presto ragazze, vero?
Ci siamo troppo divertite!
 
 

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Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Risotto al Radicchio variegato di Castelfranco IGP e mandorle tostate



“SE NON TROVI OSTACOLI, 
VUOL DIRE CHE HAI SBAGLIATO STRADA”
 
 
Oggi un aforisma.
Lo sapete ormai vero che io spesso mi appoggio alle pillole di saggezza.
Onestamente non so chi l’abbia scritto, lo confesso.
Aiuta a non mollare, a crederci.
Perché qualunque situazione ci si trova ad affrontare.
Qualunque problema, scelta, o svolta.
Ecco, io credo (o forse voglio credere), che se risulta complicato, difficile, tortuoso, un bel casino insomma.
Ecco, allora forse è la strada giusta.
Perché nessuno ci regala niente, e i colpi di chiulo, certo esistono, ma sono davvero rari.
Il resto uno se lo deve guadagnare, non credete?
Ok…accantonato il momento ‘riflessione’, possiamo passare alla ricetta, vi va?
Un piatto di una semplicità unica.
Perché il solo ed unico protagonista è un prodotto di stagione meraviglioso.
Questo radicchio oltre ad essere bellissimo (non sembra un fiore?) ha proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative.
Facilita la digestione, la funzione epatica e stimola la secrezione biliare.
Quando lo acquistate fatte attenzione che le foglie non siano appassite o troppo bagnate, il contenuto vitaminico è strettamente collegato alla sua freschezza.
E’ ottimo sia cotto che crudo, è importante però che la cottura sia veloce, al fine di salvaguardare le vitamine ed i sali che contiene.
Si, il piatto è un pochino monocromatico ma, dal punto di vista del sapore, non ha bisogno assolutamente di nessuna ulteriore aggiunta, quindi io l’ho lasciato così, nella sua meravigliosa semplicità.
Buon fine settimana!



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Diario/ Piatti unici/ Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Riso venere al Radicchio tardivo, calamari e gamberi ‘impacchettati’

 

Non posso che iniziare questo post con dei ringraziamenti.
In questi ultimi mesi ho lavorato a questo piccolo ed entusiasmante progetto insieme a delle amiche.
Ci sentivamo quotidianamente, a tutte le ore del giorno….ed anche a notte inoltrata…
Per decidere su questo o quello, passarci il testimone su una cosa da finire, o da decidere..
La cosa bella è che eravamo sempre d’accordo, nonostante non fossimo poche…
E allora sapete che vi dico?
Che è bello lavorare con donne così!
E che non è vero che le donne non fanno squadra, a volte la fanno e si divertono pure!
Quindi GRAZIE!
Grazie alle mie compagne di avventura, e a tutte le bloggalline che hanno deciso di seguirci in questo progetto.
Sulla ricetta non vi dico molto, solo che io adoro sia i calamari che i gamberi e che insieme al riso venere secondo me ci stanno benissimo!
Scappo, e di corsa! Sperando che il maltempo ci dia un po’ di tregua, vi auguro un sereno fine settimana!


RISO VENERE AL RADICCHIO TARDIVO, CALAMARI E GAMBERI ‘IMPACCHETTATI’
Ingredienti:
200 g riso nero venere
350 g calamari freschi
150 g code di gambero (3 a porzione)
1 cespo di radicchio di Treviso tardivo IGP
alcune fette di pancetta stufata (tipo bacon)
 2 spicchi aglio
Olio EVO qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe bianco qb
Curcuma qb
 
 
 
 
 
 
 
Fate bollire il riso in acqua salata secondo i tempi di cottura indicati nella confezione.
Scolatelo e tenetelo da parte.
Pulite i calamari, eliminando la pelle, il becco, le interiora e gli occhi, lavateli con cura sotto l’acqua corrente e tagliateli ad anelli.
Fate rosolare uno spicchio d’aglio schiacciato in poco olio EVO, unite i calamari e fateli cuocere per una decina di minuti (facoltativo, sfumateli con poco vino bianco e fate evaporare).
In un’altra padella fate soffriggere uno spicchio d’aglio tritato (io elimino l’anima dell’aglio) in poco olio EVO, unite il radicchio tardivo tagliato a pezzettini piccoli e fatelo stufare, salate e pepate. Tenete da parte.
Sgusciate le code di gambero, lavatele ed avvolgetele nelle fettine di pancetta stufata (io le ho divise a metà perché erano troppo alte), disponetele su di una teglia coperta di carta forno e cuocetele in forno a 180° per una decina di minuti.
Usate la funzione grill per gli ultimi minuti di cottura, dovranno essere belli dorati e croccanti.
In una padella capiente o in un wok, saltate velocemente il riso insieme al radicchio stufato ed i calamari (tenendone da parte alcuni per la decorazione del piatto, io tengo i tentatoli e qualche anello), solo a fine cottura pepate e unite della curcuma (quantità a vostro piacere).
Se vi va di presentare il piatto in modo diverso, utilizzate un coppa-pasta per dare una forma elegante al riso.
Infine decorate con i calamari e con i gamberi ‘impacchettati’.
 
 
 
Primi piatti/ Salato

Risotto al topinambur, crescenza e pancetta croccante


Beh?

Siete ritornati in ufficio?
O siete alle prese con l’albero di Natale da disfare?
Con la dieta da iniziare? (…o quanto meno con la riduzione di calorie, evitando di trangugiare panettoni e torroni vari?)
Con i figli che brontolano perché le vacanze sono finite?
Con l’influenza che gira?
Io con alcune di queste cose, e questa mattina il tempo non aiuta.
La nebbia avvolge tutto ed io la detesto.
Non sono di molte parole oggi, troppe cose da fare, e bimbetta in giro per casa…
Oggi siamo di tagliando dal pediatra e speriamo che ‘sto cavolo di catarro se ne vada…
So che ho già postato un risotto con i topinambur.
Ma se poi nel corso dell’anno se ne fa uno che riesce meglio, che si fa?
Si posta pure questo, giusto?
Quindi oggi vi lascio così.
Vi lascio al vostro ritorno, qualunque esso sia.
Al vostro lavoro.
Allo studio.
A scuola.
Da un’avventura.
A casa (se tornate dalle vacanze).
Dal vostro amore.
O semplicemente alla routine.
Buon ritorno.
A volte ritornano. Ecco a voi, sotto nuova veste, un risottino delizioso.
 

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Antipasti/ Primi piatti/ Salato

Risotto capesante e bruscandoli … e Capesante gratinate

 



Avrei voluto provare a fare la colomba, ma con i lievitati in questo periodo mi è stato, non difficile, ma IMPOSSIBILE, anche solo azzardare qualche esperimento.
Ho ammirato i lavori di tante amiche blogger.
Letto con assoluta venerazione e stima ad esempio il post con il resoconto del lavoro di Michela, assolutamente fantastica.
Io i suoi post li prendo sul serio, so che con i lievitati ci vuole dedizione, tempo..cose che io in questo periodo davvero non ho.
Quindi niente focacce né colombe questa Pasqua.
E allora un bel risotto!
Di quelli pasquali, con prodotti di stagione, sia del mare che della terra.
E di quelli stra- buoni (come direbbe la mia figliola pre-adolescente..), di quelli che vi fanno fare una gran figura, ché le capesante hanno un gusto davvero speciale!
L’idea era di fare il risotto con gli asparagi e le capesante (o coquilles Saint Jacques).
Poi però, rientrando a casa, mi viene in mente di dare uno sguardo in giardino, nei soliti posti dove solitamente sbucano..ed eccoli!
Eccoli che sono spuntati! Timidamente hanno già messo la testa fuori…
I bruscandoli! E io che faccio? Li lascio lì? Ma certo che no!
Forse molte di voi non li conoscono, perché ho scoperto che questa pianta alimurgica (piante di cui vi ho parlato anche qui) è presente nel Nord Italia, ed è forse la più conosciuta ed utilizzata.
Il nome comune è Luppolo, mentre in dialetto veneto si chiamano Bruscandoli (o Bruscandoi).
I germogli primaverili possono essere lessati in acqua e conditi, oppure si possono passare in padella con olio e cipolla come base per risotti e frittate.
Le inflorescenze femminili, presenti a settembre, si usano per aromatizzare birra, liquori e grappe.
Una nota interessante che ho trovato riguarda le proprietà medicinali di questa pianta.
Nei tempi antichi si consigliava, a chi soffrisse di insonnia, di riempire il cuscino del letto con le infruttescenze secche del Luppolo che contengono sostanze che hanno proprietà calmanti e ormoni vegetali simili agli estrogeni.
Posandovi la testa, infatti, l’insonne avrebbe trovato presto sollievo.
Presenta inoltre proprietà calmanti del sistema neuro-gastrico.
Ovviamente se non potete reperire i bruscandoli, questo risotto è ottimo con gli asparagi, sia bianchi che verdi.
Garantito!
E poi una ricettina sciué-sciué, le capesante gratinate.
 BUONA PASQUA!

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