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Spuma di Mortadella I.G.P. con pistacchi

 

E’ così, lo confesso.

Adoro la Mortadella.

Del pane fresco, possibilmente tiepido, e due fette di Mortadella Bologna I.G.P., cosa c’è di più semplice e buono?

Oggi, come sempre nell’ultimo periodo (sob), passo davvero di corsa.

Il tempo è poco, il lavoro, le cose da fare e seguire tante, le mie giornate e settimane corrono via veloci, succede anche a voi?

Per fortuna è venerdì e c’è anche il sole, prevedo quindi un fine settimana all’insegna soltanto della famiglia, ché ce n’è bisogno!

Poi lunedì alzataccia e partenza per a Milano.

Ricettina dai!

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SPUMA DI MORTADELLA I.G.P. CON PISTACCHI

 

Ingredienti

300 g Mortadella Bologna I.G.P.

150 g ricotta di bufala

100 ml panna liquida

1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano grattugiato

½ cucchiaino di semi di senape tritati

sale qb.

pepe qb

pistacchi qb

Preparazione

Tritate la mortadella finemente, mettetela nel cutter (o mixer) insieme alla ricotta ben scolata dal siero, la panna da cucina e i semini di senape pestati nel mortaio.

Frullate tutto insieme fino ad ottenere un composto omogeneo.

Mettetelo in una ciotola o nel bicchiere del mixer, e frullate con il mixer ad immersione affinché il composto acquisti maggiore leggerezza.

Regolate di sale e pepe, mescolate e ponetelo in frigorifero a riposare coperto con della pellicola per alimenti.

Cospargete di pistacchi tritati grossolanamente e servite con delle fette di pane casereccio tostato leggermente.

 

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Il mio ultimo fine settimana l’ho passato a Venezia con Elisabetta, a Gusto in Scena 2016, in missione per iFood, se vi va di leggere la nostra avventura  cliccate qui.

gusto_in_scena_1La suggestiva Cena di Gala a Ca’ Sagredo, splendido palazzo del XV secolo che conserva dipinti dei più autorevoli artisti veneziani del XVII e XVIII secolo, quali Sebastiano Ricci, Gianbattista Tiepolo, Nicolò Bambini e Pietro Longhi.gusto_in_scena_2La foto, che non poteva mancare, con il meraviglioso, simpatico, gentile…insomma persona speciale davvero, Pastry Chef Luigi Biasetto.

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Dal 6 all’8 Marzo iFood sarà presente a Identità Golose in qualità di Media Partner, tanti i nomi illustri dell’Alta Cucina!

Seguiteci sui social!  ‪#‎ifoodit‬ ‪#‎iGm16‬ 🙂

Buon fine settimana gente!

 

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Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Canederli al radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

 

Dopo avervi raccontato tutto quello che ho imparato sul Radicchio rosso di Treviso durante il blogtour #MarcaTrevisoInRosso, non potevo che tornare con una ricetta a lui dedicata.

Che dirvi dei canederli? Io li adoro.

Sono uno dei piatti di famiglia, nonostante io sia cresciuta a Venezia.

Mio papà era gondoliere quindi le vacanze tutti insieme d’estate non esistevano, le trascorrevamo per lo più al Lido di Venezia, la capanna in comune con gli amici di famiglia al Des Bains, tavolate, baldoria…quanti bei ricordi.

Le nostre vacanze vere le facevamo in inverno, quasi sempre sulla neve, cambiando località praticamente ogni anno, e questo era il piatto che prendevo spesso, i canederli. In brodo oppure asciutti con il burro, tradizionali con lo speck, ai formaggi o agli spinaci, mi piacciono tutti.

Mia mamma poi li preparava anche a casa, ché sono un meraviglioso modo di recuperare il pane raffermo e il pane non si butta mai. Peccato mortale.

Mi è sembrato così logico e naturale prepararli al Radicchio, dato che siamo nel pieno della sua stagione.

Insomma, oggi Canederli al radicchio rosso di Treviso tardivo I.G.P.!

Ricettina?

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CANEDERLI AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO I.G.P.

 

Ingredienti

Dose per 12 canederli

300 g pane raffermo (senza crosta)

200 ml di latte tiepido

2 uova biologiche

300 g radicchio rosso di Treviso tardivo IGP

1 scalogno

40 g Grana Padano grattugiato

200 g speck trentino

1 cucchiaio di farina di riso biologica (più altra)

2 cucchiai di pane grattugiato

noce moscata qb

sale qb

pepe qb

Parmigiano Reggiano

burro qb

noci qb

Preparazione

Tagliate il pane a piccoli dadini, ponetelo in un recipiente e versate sopra il latte tiepido, mescolate bene e lasciate riposare per una mezz’ora.

Lavate il radicchio e tagliatelo finemente, tritate anche lo scalogno e fatelo appassire in una padella con poco olio insieme al radicchio, salate e pepate e tenete da parte.

Prendete il pane e unite le uova, il grana padano, lo speck tagliato a piccoli dadini, il sale il pepe e la noce moscata mescolate bene.

Unite anche il radicchio, la farina e il pangrattato, lavorate e compattate bene, l’impasto dovrà essere ben sodo ma leggermente appiccicoso.

Inumiditevi le mani e formate i canederli rotolando e pressando una cucchiaiata di impasto tra i palmi, quindi rotolateli nella farina.

Fateli bollire lentamente in acqua salata per circa 15 minuti.

Serviteli con del radicchio tagliato a brunoise e mescolato con Parmigiano grattugiato e noci tritate. Versate sopra il burro sciolto e dorato e servite subito.

 

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Io ora corro a preparare il trolley ché domani si parte.

Netaddiction ON THE ROCK ci attende!

A presto gente!

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Primi piatti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Ravioli di patate e ricotta con radicchio rosso di Treviso tardivo IGP e pastin

La mia ricetta per Territori Coop questo mese è una pasta fresca ripiena.

Un  primo piatto perfetto per il menu delle feste, con un prodotto di stagione,

vera eccellenza tutta italiana, il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP.

Con questa ricetta ringrazio e saluto Territori Coop. Per ora. Insomma io mi auguro sia soltanto un arrivederci.

Nel frattempo seguirò il portale, come ho sempre fatto!

A volte è necessario rallentare il ritmo, ridurre gli impegni, ed in questo momento per me è necessario.

Quindi GRAZIE a tutto lo staff di Territori per la bella esperienza e…

ARRIVEDERCI!

La ricetta anche qui su Territori Coop

 

Un primo piatto tradizionale e semplice arricchito dal sapore particolare del ‘Fiore rosso d’inverno’

In generale, la pasta ripiena conta innumerevoli declinazioni e varietà, ogni Regione e addirittura provincia possiede la sua tradizione ed un proprio tipo di pasta ripiena.
Basti pensare al tortellino conteso da Bologna e Mantova, agli anolini nel Parmense, gli agnolotti Piemontesi, i pansoti Liguri, i cialzons in Carnia, i tortelli in Emilia e Lombardia, i ravaioli nelle Marche, ai culurgiones della Sardegna. Diversi nella forma, nella tecnica di preparazione e nel ripieno, questi sono solo alcuni tipi di pasta ripiena della tradizione gastronomica regionale italiana.

Difficile stabilire le origini della pasta ripiena. Le prime tracce sembra risalgano al 1100, ma è soltanto intorno al 1300 che compare a Bologna una preparazione simile a quella che conosciamo oggi, ovvero un involucro di pasta, tirata sottile, ad avvolgere un ripieno.
Il nome ‘raviolo’ potrebbe derivare dal latino ‘rabiola’ (piccola rapa) e non è chiaro se si trattasse effettivamente di pasta ripiena o di una sorta di gnocchetti nel cui impasto venivano utilizzati ricotta e foglie di rapa.

In ogni caso, quando parliamo di ravioli, sembra essere opinione consolidata, che il ripieno debba essere di magro, formaggi e verdure.
Come quelli che vi propongo, per il cui ripieno ho utilizzato ricotta e patate, un raviolo delicato che ben si sposa con un condimento saporito e particolare preparato utilizzando il radicchio di Treviso tardivo ed il Pastin.

Qui a Treviso viene chiamato ‘fiore rosso d’inverno’.
E’ il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP, una raffinatezza gastronomica, l’unica cicoria che non arriva in tavola direttamente dalla terra, ma che deve subire un trattamento laborioso, abilmente ‘forzato’ e al tempo stesso naturale.
Leggermente amarognolo, squisito e croccante, si raccoglie a novembre, generalmente dopo due gelate.
Il freddo ne blocca la crescita e grazie al successivo ‘imbianchimento’, ovvero l’immersione delle radici in acqua corrente ad una temperatura costante tra i 10 e i 12 gradi ed al buio, la pianta si risveglia e si rigenera, sviluppando un nuovo ‘cuore’ di foglie che, in assenza di luce, crescono prive di clorofilla, con il tipico colore rossastro.

Il radicchio rosso di Treviso tardivo IGP non è una semplice insalata da contorno, trova innumerevoli utilizzi in cucina, addirittura nei dolci.

Nel condimento di questi ravioli, al radicchio ho abbinato il Pastin, una specie di grossa salsiccia preparata con carne di maiale, speziata e salata, preparazione antica e tipica del Bellunese, nel caso vi sia impossibile reperirlo, potete sostituirlo con una salsiccia di buona qualità.

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RAVIOLI DI PATATE E RICOTTA CON RADICCHIO ROSSO DI TREVISO TARDIVO IGP e PASTIN

 

Ingredienti

Dose per 4 persone

Per la pasta

300 g farina per pasta tipo 00

3 uova biologiche medie

Per il ripieno

300 g di patate (di montagna) cotte al vapore

150 g ricotta morbida

50 g Grana Padano grattugiato

Noce moscata qb

Sale qb

Per il condimento

1 cespo grande di radicchio di Treviso tardivo IGP

1 scalogno

150 g di pastin (o salsiccia di buona qualità)

Sale qb

Pepe bianco qb

Olio evo qb

Grana Padano qb

Preparazione

Per i ravioli:

Setacciate la farina e formate una fontana, rompete le uova, uno alla volta, in una ciotola e versatele al centro della fontana. Iniziate ad amalgamare le uova sbattendole con una forchetta e incorporando la farina poco per volta.

Una volta assorbite, iniziate a lavorare l’impasto con le mani, fino a quando otterrete una pasta omogenea e liscia. Copritela con della pellicola trasparente e fatela riposare per 30 minuti.

Trascorso il tempo di riposo, tagliatela ricavandone dei panetti. Passateli nell’apposita macchina sfogliatrice, senza ripassarla più volte né ripiegarla su se stessa, infarinandola ad ogni passaggio e diminuendo lo spazio tra i rulli fino allo spessore desiderato ( io la penultima posizione).

Se non disponete della macchina sfogliatrice, potete anche stenderla con il matterello, ponete il panetto sul piano accuratamente infarinato e tiratela, ruotando la sfoglia, fino ad avere un disco dallo spessore uniforme e sottile.

Preparate il ripieno, schiacciando le patate con l’apposito schiacciapatate direttamente dentro ad una terrina, unite la ricotta, la noce moscata, il sale ed il Grana Padano grattugiato. Mescolate bene amalgamando il composto.

Ricavate delle strisce di sfoglia, disponetele sul piano di lavoro infarinato e, aiutandovi con un cucchiaino, distribuite dei mucchietti di ripieno, in fila e distanziati tra loro.

Inumidite la sfoglia spennellandola delicatamente con poca acqua, appoggiate sopra un’altra striscia, premete tutto intorno ai mucchietti per fare uscire tutta l’aria, quindi sigillate facendo una leggera pressione.

Tagliate i ravioli utilizzando uno stampino oppure una rotella dentellata. Trasferiteli man mano in una teglia infarinata.

Per il condimento.

Lavate accuratamente il radicchio di Treviso tardivo e tagliatelo in piccoli pezzi. Sbucciate e tritate lo scalogno e fatelo rosolare con poco olio evo in una padella capiente. Unite il pastin (o la salsiccia) sbriciolato e lasciate cuocere per alcuni minuti, quindi aggiungete il radicchio, regolate di sale e portate a cottura.

Lessate i ravioli, in abbondante acqua salata, per circa 10 minuti.

Scolateli e trasferiteli nella padella con il condimento, unite Grana Padano grattugiato, il pepe e saltate velocemente affinché si insaporiscano bene (se necessario unite poca acqua di cottura), quindi servite.

NOTE:

Setacciate sempre la farina quando preparate la pasta fresca, otterrete un impasto più morbido
Non mettete sale nell’impasto, i granelli potrebbero ‘stracciare’ la pasta mentre la tirate, sarà sufficiente salare l’acqua di cottura.
Infarinate leggermente la rotella dentellata o lo stampino che utilizzerete per ritagliare i ravioli, eviterete che si attacchino alla sfoglia.

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Trovate la mia ricetta su Territori Coop, cliccando qui

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A presto!

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Diario/ Primi piatti/ Salato/ Travel

Bloggalline in Laguna e il Risotto alle ortiche e pancetta

 



Cosa succede quando parte una piccola idea nel gruppo LE BLOGGALLINE?
Avevamo pensato che sarebbe stato bello farci un giretto a Venezia una mattina, passando al mercato del pesce e fermarci poi a pranzo in qualche bàcaro.

Ma perché non chiedere nel gruppo se qualche altra gallinella veneta voleva unirsi a noi??

Ed ecco materializzarsi una giornata piacevolissima, trascorsa con alcune amiche già conosciute ai precedenti raduni di Milano e Tuscania, altre invece conosciute proprio in questa occasione, Genny, Silvia; Elisa; Marianna, Sandra, Cinzia, Lara e io.

La cosa bella è che la sensazione è quella di sentirsi completamente a proprio agio, come se ci conoscesse già da tempo…e forse è anche un po’ vero dato che ogni giorno ci si trova, ci si saluta, si scherza, e molto altro nel gruppo facebook.

Abbiamo iniziato la mattinata con una tappa in pasticceria, da Tonolo, quella dove i miei genitori comperavano la millefoglie (quella di cui parlo qui) per poi mangiarci un ottimo fritto take away da Acqua e Mais (Campiello dei Meloni, vicino a Campo S. Polo).
Sulla strada per raggiungere il Mercato del pesce, tappa in drogheria per scorte di spezie, golden syrup, acqua di rose…
E poi il mercato del pesce e della frutta di Rialto.
Peccato non aver potuto comperare del pesce, non sarebbe sopravvissuto fino al pomeriggio purtroppo..
Ma le ortiche si! Le ortiche le ho comperate, e sono arrivate a casa anche abbastanza in forma (..e sono finite nel risotto che vi propongo oggi!)
Poi il pranzo delizioso e piacevolissimo al Ristorante dell’Hotel Savoia & Jolanda in Riva degli Schiavoni, offerto dall’amico di Marianna, lo Chef Pasticcere Molin.
Insomma vi lascio tutte le foto della bellissima giornata, da rifare al più presto ragazze, vero?
Ci siamo troppo divertite!
 
 

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Primi piatti/ Salato

Risotto al topinambur, crescenza e pancetta croccante


Beh?

Siete ritornati in ufficio?
O siete alle prese con l’albero di Natale da disfare?
Con la dieta da iniziare? (…o quanto meno con la riduzione di calorie, evitando di trangugiare panettoni e torroni vari?)
Con i figli che brontolano perché le vacanze sono finite?
Con l’influenza che gira?
Io con alcune di queste cose, e questa mattina il tempo non aiuta.
La nebbia avvolge tutto ed io la detesto.
Non sono di molte parole oggi, troppe cose da fare, e bimbetta in giro per casa…
Oggi siamo di tagliando dal pediatra e speriamo che ‘sto cavolo di catarro se ne vada…
So che ho già postato un risotto con i topinambur.
Ma se poi nel corso dell’anno se ne fa uno che riesce meglio, che si fa?
Si posta pure questo, giusto?
Quindi oggi vi lascio così.
Vi lascio al vostro ritorno, qualunque esso sia.
Al vostro lavoro.
Allo studio.
A scuola.
Da un’avventura.
A casa (se tornate dalle vacanze).
Dal vostro amore.
O semplicemente alla routine.
Buon ritorno.
A volte ritornano. Ecco a voi, sotto nuova veste, un risottino delizioso.
 

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Antipasti/ Radicchio di Treviso/ Salato

Radicchio rosso tardivo al forno con pancetta, lenticchie e cialde di Parmigiano e sesamo

 

Ed eccoci arrivati a fine anno.
Non so a voi, ma a me quest’anno è volato.
Sono accadute tante cose.
Cavolo se ne sono successe di cose.
Per me è stato un anno di crescita, di nuove amicizie e di cambiamenti.
Non mi piacciono in genere i bilanci, ma posso solo dire che è stato un anno positivo.
Che dirvi?
Solo che io ho capito che non bisogna temere i cambiamenti.
“Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano.
Si distacchino.
Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno
sta giocando con carte truccate:
a volte, si vince; a volte, si perde.
Non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio,
che capiscano il tuo amore.
Bisogna chiudere i cieli. Non per orgoglio, per incapacità o superbia.
Semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.
Chiudi la porta, cambia musica, rimuovi la polvere.
Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.”
da  “Lo Zahir”   Paulo Coelho
La ricetta è una semplice e veloce idea per un antipasto del cenone.
 
BUON ANNO!!!
Ci rileggiamo nel 2014!!!
 

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Primi piatti/ Salato

Fileja c’’a ‘nduja, melanzane, peperoni e cipolla di Tropea

Ho portato a casa poche cose dalla Calabria.
Quasi tutte da mangiare.
La cipolla di Tropea, (ben due trecce, ché di più in macchina non ce ne stavano…), la treccia di aglio, la treccia di peperoncini piccanti, l’origano secco, marmellate, sottoli, la ‘nduja di Spilinga e questa pasta.
La Fileja è una pasta tipica calabrese, ottenuta con il semplice impasto di farina di grano duro e acqua.
Non manca mai nel menu dei ristoranti, e la potrete trovare servita con vari condimenti.
Si produce nella provincia di Vibo Valentia, ma per tradizione locale si prepara in casa.
Gli ingredienti sono farina, acqua e sale.
La forma di questo tipo di pasta è avvitata ed allungata, lunghezza di circa 8-10 cm, la sua superficie ruvida, cosa tipica della pasta lavorata a mano, che permette al sugo di legarsi perfettamente.
La ricetta sembra semplice, e mi piacerebbe provare a farla.
Si setaccia la farina di grano duro sul tavolo e si aggiunge acqua poco per volta, finché l’impasto risulta liscio e morbido. Poi viene diviso in pezzi e si ricavano dei piccoli rotolini della lunghezza di circa 10 cm, si infarinano e si attorcigliano in una sorta di bastoncino detto dinaculu, molto simile ai comuni bastoncini di legno per gli spiedini, e con una piccola pressione si fanno rotolare sul piano di lavoro, una volta avanti ed un’altra indietro.
Si sfilano dal bastoncino e, prima di procedere alla cottura, vanno lasciati asciugare su un piano coperto da un canovaccio infarinato o su un cesto di vimini.
Questa, già pronta all’uso, ho pensato di condirla con tutti i sapori che mi ricordano la mia Calabria, cioè le melanzane, i peperoni piccolini e dolci che vedete nella foto, la cipolla di Tropea e la ‘nduja.
Per chi non la conoscesse, la ‘nduja è una sorta di salume tipico del paese di Spilinga in provincia di Vibo Valentia.
Viene preparata con carne di maiale, sale e peperoncino.
Nasce come prodotto povero, in origine infatti veniva prodotta dai contadini per poter utilizzare le parti di scarto del maiale, si univa il peperoncino per insaporire ed il sale per conservare.
Era un ottimo condimento per insaporire piatti poveri, come verdure, pane e pasta.
Insomma, un piccolo tributo alla regione che mi ha ospitata e dove ho passato una bellissima vacanza..
Fileja c’’a ‘nduja, a modo mio!
Buon fine settimana!

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Diario/ Piatti unici/ Salato

Il colloquio ideale…Insalata Lollapalooza

Ometto le presentazioni di rito, passiamo al sodo.
“Allora guardi, qui il lavoro è molto semplice, segreteria generale, un po’ di contabilità, statistiche…”
“Beh, io non ho esperienza di contabilità, mi sono sempre occupata di vendite…commerciale e marketing, ma posso imparare..”
“Bene, dicevo, il contratto è part-time e l’orario di lavoro dalle 13.30 alle 17.30…”
“Beh, avrei preferito lavorare la mattina, sa avendo le bambine a scuola, ma posso organizzarmi.”
“Bisogna essere chiari fin dall’inizio, quindi sarò un po’ brutale, qui lo stipendio è questo, non c’è da essere ambiziosi, vede? Saremmo in due, pertanto non sono previsti aumenti ad esclusione di quelli contrattuali.”
“No, no, certo…non è mica il caso di avere delle ambizioni al giorno d’oggi…O_O” (…inizia a sollevarmisi il sopracciglio….)
“Qui BISOGNA esserci, semplicemente, ogni pomeriggio e se necessario potremmo chiederle anche di venire qualche mattina…”
“Beh, io ho sempre cercato di non mancare dal lavoro, godo di buona salute, insomma solo se ho 40 di febbre…”
“Ah, le ferie. L’azienda ha stabilito delle ferie aziendali fisse, quindi ferie e permessi sono conglobati lì, se dovesse mancare in altri giorni li dovremo considerare assenza.”
“Ah…?!???!!!”
“Quanti figli ha?”
“Due bambine, di 4 e 10 anni..”
“Ha intenzione di averne altri?”
“No, direi di no ormai (…) ho 45 anni e non essendo Monica Bellucci, credo davvero di no…”
“Ma con chi starebbero le bambine il pomeriggio?”
“Con i nonni, i miei genitori…”
“E sono in gamba?”
E qui non ce l’ho più fatta! IN GAMBA???
MA CHE CAVOLO SIGNIFICA SONO IN GAMBA?
Noooooooo, qui non ce l’ho più fatta!

“Mi scusi, ma credo di dover essere brutale anch’io! Che domanda è ‘sono in gamba’, mi scusi, che senso ha fare una domanda del genere?
Cosa significa?
Uno può essere in gamba oggi e schiattare domani, ché non c’entra mica l’età!”
MAVA’VA’VA’VA’VA’VA’… devo specificare dove?

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Primi piatti/ Salato

Sgraniamo? Vellutata di piselli alle mandorle

 
Piselli.
Adesso è davvero il loro momento, che mi piacciono freschi e che sgusciarli mi ricorda bei momenti, ve l’avevo già detto qui e qui.
Le vellutate e le zuppe a me piacciono estate e inverno, sempre.
Questa è di una facilità ed immediatezza estrema, lo spunto viene da un Sale & Pepe di Maggio 2004.
Io ho fatto delle modifiche come al solito, la ricetta originale prevedeva yogurt greco e ravanelli affettati sottili per guarnire.
Io l’ho fatta così per esigenze di dispensa!
Buona? Di più!
Qui tutto procede, freneticamente purtroppo, ma procede.
Ormai tra due settimane si trasloca ed il corso prosegue.
Arrivo al venerdì che sono stremata, e non posso riposarmi perché nel week end  approfittiamo per sbrigare tanti lavori che durante la settimana non riusciamo a fare.
Il corso all’Alberghiero è bellissimo, e mi sta dando tanto, davvero tanto.
Io già lo sapevo, ma ne ho avuto la conferma, e sapete che vi dico?
Che in cucina bisogna arrivare con tantissima umiltà, perché le cose da imparare sono davvero un sacco.
Chi crede che per dire di saper cucinare basta riuscire a fare una pastasciutta più o meno al dente o due muffin, si sbaglia di grosso.
Saper cucinare bene, con competenza, conoscenza vera delle tecniche e della materia, è cosa che si deve acquisire.
Con il tempo, tanto tempo.
E poi, anche riuscire ad afferrare un trinciante e tagliare abbastanza velocemente e finemente una cavolo di carota, senza affettarsi le unghie e/o le falangi diventa un’enorme soddisfazione!

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Greenery mood/ Salato

FINALMENTE IL SOLE E DUE INSALATE…SPINACINO, UOVO SODO, PANCETTA CROCCANTE E CARCIOFINI, SCAGLIE DI PARMIGIANO REGGIANO E SESAMO

foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 




Ieri c’era il sole.
Anche oggi in realtà ce n’è un poco. 
Va e viene, ma non piove ed è già qualcosa.

E questa mattina presa dall’entusiasmo, nonostante il mal di gola ed altri piccoli acciacchi, ho pensato di andare ad erbette con mamma, figlia grande e cane.

Il raccolto consisteva in due borse belle piene…il ‘poi’ è stato un po’ un lavoraccio… 
Si, perché raccoglierle è pure divertente, ma il lavoro più ingrato consiste nel pulirle bene dalle radici e terra, lavarle accuratamente, cucinarle etc..

Però la soddisfazione alla fine è tanta.

Nei prossimi giorni qualche spiegazione in più e ricettina in tema.

Oggi passo qui davvero velocemente e vi lascio due insalate semplicissime ma di stagione.

Non le ho ideate io.

Me le hanno servite come antipasto in due ristoranti diversi (anzi un agriturismo ed una trattoria…sapete che a me piacciono i posti ruspanti..), e mi sono piaciute entrambe moltissimo.

Non c’è modo migliore di aprire un pasto, secondo me, se non con un’insalata di stagione.
Non ho indicato delle dosi, mi sembrava un po’ assurdo, ma soltanto il procedimento, anche se è davvero molto semplice e magari non ce n’era bisogno.

Nota: le mie foto non sono uno spettacolo, le faccio ancora con la compattina...ma ho catturato  il sole, una bellissima e rigenerante luce!
Primavera in arrivoooooo….

Ciao! J




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 

INSALATA CON SPINACINO, UOVO SODO E PANCETTA CROCCANTE

Ingredienti:

spinacino da crudo
uovo sodo
una fetta di pancetta tipo bacon (spessa)
aceto balsamico (facoltativo)
sale rosa dell’Himalaya qb
pepe bianco qb
foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Lavate bene gli spinacini.

Tagliate l’uovo grossolanamente e tenete da parte.

Tagliate la pancetta a dadini e saltatela in una padella antiaderente fino a farla diventare bella croccante.

Mescolate insieme lo spinacino, l’uovo e la pancetta.

Condite a piacere e servite.

INSALATA DI CARCIOFINI, SCAGLIE DI PARMIGIANO REGGIANO E SESAMO

Ingredienti:

Carciofi piccoli dolci
Parmigiano reggiano
Prezzemolo fresco
Semi di sesamo o gomasio qb
Sale rosa dell’Himalaya qb
Olio evo qb
2 limoni biologici




foto di Roberta Morasco © Facciamocheerolacuoca? 



Eliminate le foglie esterne dei carciofi e le punte, tagliateli a metà e metteteli in ammollo una decina di minuti almeno con dell’acqua acidulata con il succo di un limone.  

Tagliateli a fettine abbastanza sottili, conditeli con le scaglie di Parmigiano Reggiano, le zeste ed il succo del limone, il gomasio (o i semi di sesamo tostati precedentemente), il prezzemolo, poco sale ed olio evo.


Salato

PASSIONE, EMOZIONI E…WHOOPIE PIE RICOTTA E SALAME




Roberta Morasco ©…facciamocheerolacuoca? 






Oggi poche parole. Vi propongo una ricettina che mi ha dato un sacco di soddisfazione..

Dei dolcetti vi avevo già parlato qui, ma nel libro che ho a casa non ci sono solo ricette dolci…certo sono la maggioranza, ma ce ne sono anche di salate…
Una è questa, e sono buonissimi!

Credetemi, sono davvero facili da preparare, non serve nemmeno lo stampo, io ho seguito le indicazioni del libretto (che vi riporto sotto), niente di più semplice!

Per farcirli dovete solo sbizzarrirvi!!!


Vi lascio alcune immagini del nostro giretto a Venezia durante il week end.
Sabato abbiamo visitato la Scuola Grande di S. Rocco, per chi non la conoscesse, qualche info qui la cui intera decorazione pittorica è opera di Jacopo Robusti, detto Tintoretto. Un’impresa pittorica immensa, durata circa 25 anni.

Visita davvero interessantissima, soprattutto perché ci ha accompagnati una bravissima guida, Monica, mamma di un compagno di Carola.

I bambini (gruppo del catechismo) erano affascinati dalle sue spiegazioni, a conferma del fatto che per avere l’attenzione dei bambini bisogna anzitutto trasmettere passione ed emozioni.

Capacità che alcune (forse troppe…) insegnanti purtroppo hanno perduto…se così non fosse le loro proteste contro i tagli alla scuola pubblica non andrebbero a danneggiare direttamente i bambini.

E invece, il nostro corpo docente ha deciso di protestare sospendendo, tra le altre cose, i viaggi di istruzione e le uscite didattiche programmate ad inizio anno scolastico.
I miei complimenti per il messaggio che passate ai bambini.
Sarebbe quanto meno opportuno trovaste il coraggio di spiegarglielo voi il vostro nobile gesto.

Chiedo scusa per questa parentesi, ma quando mi frullano, mi frullano...

Buon inizio settimana!


WHOOPIE PIE RICOTTA E SALAME

Ingredienti per (24 basi medio-piccole):

Whoopie

1 uovo a temperatura ambiente
70 gr burro biologico
180 gr farina di grano khorasan KAMUT
30 gr Parmigiano Reggiano grattugiato
120 ml latte
1 cucchiaino lievito istantaneo in polvere per preparazioni salate
½ cucchiaino bicarbonato
1 pizzico pepe bianco
½ cucchiaino sale rosa dell’Himalaya
1 cucchiaio semi di papavero

Per farcire

125 gr ricotta biologica
12 fette salame
Una decina di steli di erba cipollina
Sale rosa dell’Himalaya qb
Pepe nero qb
Roberta Morasco ©…facciamocheerolacuoca? 

Roberta Morasco ©…facciamocheerolacuoca? 



Lavorate con le fruste elettriche il burro morbido, aggiungete l’uovo e lavorate ancora.

Abbassate la velocità al minimo ed aggiungete la farina setacciata con lievito, bicarbonato e poi anche il parmigiano grattugiato, alternateli con il latte, poco per volta.

Salate e pepate a piacere.

Mettete il composto in una sac à poche con la bocchetta liscia di circa 1,5 cm e distribuitelo su una teglia foderata di carta forno, formando tanti mucchietti regolari ben distanziati tra loro (perché si allargheranno durante la cottura). *

Cospargeteli con i semi di papavero ed  infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti.

Fate raffreddare prima di farcire.

Condite la ricotta con poco sale, pepe e l’erba cipollina sminuzzata.
Mescolate bene.

Farcite ogni whoopie con un cucchiaio di crema di ricotta ed una fettina di salame.
Utilizzate uno stecchino per tenere fermo il whoopie!

*Nota: Nel libro viene suggerito di disegnare sul retro del foglio di carta forno dei cerchietti della dimensione desiderata dei whoopie (io circa 7 cm). 
I cerchi devono essere ben distanziati tra loro affinché non si uniscano uno con l’altro durante la cottura.

Al centro di ciascun cerchietto disporre una pallina di impasto (con la sac à poche).















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