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Treviso e dintorni

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I Germogli di Primavera di Badoere e Cimadolmo, gli Asparagi IGP

Mi stupisco sempre di più della vastità di cose e luoghi da scoprire nella mia regione e nella provincia in cui risiedo.

Per questo sono sempre felicissima quando ho l’opportunità di visitare e promuovere il territorio, scoprire le eccellenze e specialità locali, la storia, cultura e le tradizioni.

Vi avevo già raccontato del radicchio e delle stupende colline dove nascono le bollicine dorate del Prosecco, ma non ancora del forse meno noto Asparago.

E pensare che, nell’area tra il fiume Piave ed il Sile, sono ben due i prodotti a indicazione geografica protetta, l’Asparago di Cimadolmo e l’Asparago di Badoere.

Come vi avevo anticipato qui insieme ad un gruppo di blogger ed instragrammer, divisi in due diverse giornate, siamo andati alla scoperta di questi territori.

Io ho preso parte alla seconda giornata di questa piacevolissima staffetta e oggi vi racconto un po’ di  Cimadolmo e dell’Asparago Bianco IGP.

Il cibo e la buona tavola sono elemento imprescindibile nel decidere l’itinerario di un viaggio e, se sono accompagnati anche da luoghi di interesse naturalistico, storico ed artistico direi che il connubio è perfetto, che dite?

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blogtour/ Eventi/ Primi piatti/ Salato

Piccoli cannelloni con Asparagi Bianchi di Cimadolmo IGP e fiori di zucchina

Stagione meravigliosa la Primavera.

Qui in Veneto è tempo di erbe spontanee e altri preziosi germogli che arrivano a colorare ed arricchire i nostri piatti.

Per l’11° anno torna una importante Rassegna enogastronomica che, tra le altre delizie di stagione, celebra gli Asparagi ad Indicazione Geografica Protetta, per la precisione l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP e l’Asparago di Badoere IGP.

È infatti in queste terre, tra il fiume Sile ed il Piave, in terreni alluvionali fertili e ricchi di minerali, che da secoli si coltivano gli asparagi.

Imperdibili tre appuntamenti della Rassegna, la 50ª Mostra dell’Asparago di Badoere IGP, la 42ª Festa dell’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP (entrambe fino al 7 Maggio 2017) e la 15ª Mostra dell’Asparago IGP e delle Erbe Spontanee a Preganziol (TV) il 6 e 7 Maggio.

Numerosi saranno gli asparagicoltori presenti e tantissimi gli appuntamenti in programma, laboratori, artisti di strada, stand gastronomici, tutto all’insegna della tradizione e del folklore locali e della buona cucina.

Nei prossimi giorni andrò alla scoperta delle terre dove si coltiva l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP insieme ad un gruppo di blogger e instragrammer.

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Diario/ Travel

Metti una domenica a Combai, passeggiando nel bosco e raccogliendo Marroni IGP

 

Di queste meravigliose colline, famose per la produzione del Prosecco DOCG, vi ho parlato poco tempo fa su IFOOD.

Ma l’articolo non è bastato per raccontarvi tutto di questi luoghi.

Tantissimi sono i borghi da visitare, ricchi di storia, cultura e tradizioni, e numerosi i prodotti tipici da scoprire e assaporare.

Uno di questi piccoli borghi è Combai, piccola frazione di Miane (l’antica Combajo, ‘in cima alla valle’), arroccata in una zona collinare della verdissima Valsana e nota per un prodotto speciale, il Marrone di Combai IGP , eccellenza locale a cui è dedicata una festa che dura un intero mese, trasformando  il paese in un vero e proprio spettacolo a cielo aperto.

In passato, per le popolazioni locali, i castagneti rappresentavano una vera e propria risorsa e fonte di sostentamento. Furono qui introdotti nel Medioevo e, recentemente, questa coltivazione è stata valorizzata con il riconoscimento del marchio IGP al Marrone di Combai.

L’atmosfera del paese durante la Festa è molto suggestiva e lo scenario tutto attorno da favola.

Spettacoli, passeggiate naturalistiche nei boschi castagneti, bancarelle di prodotti locali e di artigianato lungo le strade del paese, mostre di arti e mestieri e la possibilità di degustare tante delizie locali a base di marroni, dalle lasagne al gelato, dallo spezzatino alla Combaiota, la birra di Marroni.

La mia domenica a Combai, insieme ad altri blogger e instagrammer, è iniziata con una meravigliosa escursione nel bosco tra i castagneti, accompagnati da una guida locale.

Un sentiero a dir poco ‘incantato’.

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Lungo il percorso, nel silenzio del bosco, abbiamo imparato cose interessantissime.

Il castagno è una pianta secolare che può arrivare a 30 mt. di altezza.

Arrivato a 80 anni, il castagno inizia a ‘scavarsi’ e fessurarsi al suo interno,

non ha molte radici pertanto, diventato molto pesante, tende a cadere.

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Tanti i personaggi, folletti e leggende ad animare questo bosco.

Al Mazharol è un folletto magico, si racconta che chi calpesta per errore le sue impronte

rischia di perdersi nei boschi, e che si diverta a far imbizzarrire i cavalli.

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Ma voi sapete distinguere una castagna da un marrone?

Il marrone è leggermente più grosso e schiacciato ed è facilmente riconoscibile

osservando la forma della ‘cicatrice’ che rimane sulla sua parte inferiore.

Nel marrone è più grande e rettangolare, mentre quello della castagna è più piccola e tondeggiante.

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Il marrone è una varietà creata dall’uomo. È un innesto fatto sull’albero di castagna.

Si presta molto bene all’utilizzo in cucina, si sbuccia più facilmente e ha un sapore più dolce.

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Lungo il percorso, nel cuore del bosco, il piccolissimo borgo medievale di Colmellere.

Il primo insediamento qui risale a prima dell’anno mille.

Si possono ammirare la case con le caratteristiche terrazze in legno, i pioi, che venivano utilizzate per

seccare le castagne al sole, il forno esterno e il grande gelso nel mezzo del borgo,

albero benaugurante, sotto il quale si predevano importanti decisioni.

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La vista da borgo Colmellere è meravigliosa.

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Lungo la passeggiata non ci siamo fatti mancare qualche sosta per fotografare

angoli deliziosi e particolari della vita rurale molto suggestivi.

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Il protagonista della Festa. Il Marrone di Combai IGP.

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Bellissima e da non perdere la passeggiata e visita al parco didattico dedicato ai più piccoli, Comby.

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Tornando al paese il paesaggio intorno a noi è meraviglioso.

Vigneti ordinati, colline verdeggianti e una splendida vista su Combai.

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Arrivati all’ora di pranzo, ci accoglie un paese festoso ed affollato.

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Tante le bancarelle di prodotti locali ed artigianali, salumi, formaggi tipici,

frutta, verdura, eccellenze locali e artigianato.

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A pranzo avrete l’imbarazzo della scelta. Un menu completo a base di marroni.

Il pasticcio, gli gnocchi, tortelli, il rotolo, lo spezzatino con marroni e polenta, il mondoi,

una minestra di castagne secche accompagnata dalle sbrise (funghi pleurotus), tipica di questa zona.

Non può mancare poi un sacchettino di marroni!

Le rostidore giganti sono un vero spettacolo, durante i giorni della festa

arrostiscono circa 70 quintali di marroni.

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Ma il gelato ai Marroni?

No, non si può spiegare, va assaggiato!

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Il programma è ricchissimo, tanti anche gli itinerari sportivi e storici, tra questi vi segnalo il sentiero ‘La strada del la fan’ (fame), che racconta le vicende della prima guerra mondiale quando gli austriaci constrinsero donne e bambini a costruirla per poter trasportare i cannoni con cui sparare agli italiani barricati oltre il fiume Piave.

Tra le tante cose in programma, venerdì 28 ottobre, vi suggerisco anche Spettacoli di mistero.

Note, canti e racconti nella quiete dei boschi di Combai. La notte si illuminerà di storie e parole tra i sentieri accompagnata da echi di personaggi fantastici, streghe e fate, Bazhalis e Mazharol, Barba Zhucon e l’oscuro Babau.

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E quindi?

Cosa state aspettando?

#VisitCombai

La 72^ Festa dei Marroni IGP di Combai

dal 7 ottobre al 1 novembre 2016

Voi non perdetevela, QUI tutto il programma della Festa!

Ringrazio

Pro Loco di Combai  Pro Loco Unpli Veneto e l’Associazione Marroni di Combai IGP

per questa bellissima giornata.

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credits @zetagroupcomunicazione

 

Per Info e prenotazioni:
Pro Loco Combai
Tel. e Fax 0438 960056
Cell. 347 9544623
e-mail: proloco@combai.it
www.combai.it

 

 

A presto gente!

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Diario/ Eventi/ Travel

Blogtour #MarcaTrevisoInRosso Parte seconda – Treviso è sempre una buona idea.

 

Quante cose ci sono da scoprire. Senza andare distante, proprio vicino a noi, nella città dove abitiamo.

Voi penserete, ma partecipare a un blogtour nella città dove risiedi ha senso? Certo che si!

#MarcaTrevisoInRosso ci ha portate per tre giorni a spasso nella Marca Trevigiana, ho avuto l’opportunità di visitare luoghi nuovi per me e appreso tante cose che ancora non conoscevo. Ma partiamo dall’inizio, vi racconto tutto. Venite con me?

Treviso è una città piena di grazia, di acque e di verde.

E’ attraversata dal Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, e dal Cagnan, citati da Dante nella Divina Commedia “dove Sile e Cagnan s’accompagna“. L’acqua a Treviso fu elemento vitale, strettamente collegata allo sviluppo delle innumerevoli attività che prosperarono nella città, quali ad esempio la pesca, la stampa, la concia dei pellami, i mulini. L’isola della Pescheria (qui sotto), creata dal fiume Cagnan proprio per ospitare il mercato del pesce, racconta lo stretto legame della città alle sue acque.

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Il Medioevo le portò lustro e prosperità, oltre ad una innata propensione all’arte che si sviluppò in particolar modo con la pittura, vennero affrescate case, edifici pubblici e chiese, tanto da far diventare Treviso una delle urbs picta (città dipinta) più belle d’Italia.

Lo sviluppo del suo impianto urbano è stato fortemente condizionato dalla natura del terreno e dai tanti canali che confluiscono nei due fiumi. Le colorate vie medievali seguono l’andamento delle rogge e dei canali, portici e palazzi creano degli scorci caratteristici e pieni di fascino.

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A Treviso è bello passeggiare senza una meta precisa, percorrere i vicoli, alzare lo sguardo per ammirare uno dei tanti affreschi che ancora decorano i palazzi medievali, fermarsi in una delle numerose e storiche osterie per assaggiare qualche cicchetto tipico accompagnato da uno spritz, il tipico aperitivo locale, o uno dei buoni vini del territorio, ad esempio con le bollicine di Valdobbiadene, il Prosecco.Treviso_collage_2

Una delle tappe che non possono mancare nella visita a Treviso è il Museo Civico Luigi Bailo, a 12 anni dalla sua chiusura e 3 anni di restauri, è stato da poco riaperto, completamente ristrutturato e rinnovato sia nell’architettura che negli allestimenti.
Si articola negli spazi dell’antico convento dei Padri Gesuati, tracce di questa antica architettura sopravvivono nei due chiostri interni, dove un tempo sorgeva la chiesa ora ha sede la Biblioteca Comunale.

Un vero gioiello architettonico che presenta al pubblico oltre 300 opere esposte che spaziano tra ‘800 ed il ‘900, tra queste la collezione di Alberto Martini, grande scultore italiano del ‘900 e precursore del movimento surrealista, Gino Rossi, uno dei più grandi pittori veneziani della prima metà del ‘900, oltre a ritratti e paesaggi di fine ‘800

L’impressione che la struttura dà al visitatore è quella di essere stato creato intorno alle opere stesse inoltre, le grandi aperture verso l’esterno, non solo riempiono le sale di luce ma creano uno stretto legame con quanto sta fuori, con la città.

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Una delle mostre da vedere in questo momento, è quella dedicata a Doménikos Theotokópoulos, meglio conosciuto come El Greco, geniale artista del ‘500, considerato l’inventore della pittura moderna.

Attraverso le opere esposte, la mostra illustra il percorso artistico dell’artista, definito dalla critica moderna un “genio visionario“, che ispirò artisti del calibro di Cézanne, Manet, Pollock e Picasso.  Una trentina le opere giovanili dell’artista, oltre alla rarissima icona, la più integra delle uniche tre ricoducibili all’artista, raffigurante San Demetrio.

“El Greco in Italia, metamorfosi di un genio”  Casa dei Carraresi 24 ottobre 2015 – 10 aprile 2016

El Greco

Altra mostra assolutamente imperdibile, è quella dedicata alla magia illusionistica di Escher.

Maurits Cornelis Escher, grande incisore olandese, appartiene a quella categoria di artisti che la maggior parte delle persone non conosce tanto per il suo nome, piuttosto per le sue opere affascinanti, come ad esempio Metamorfosi II, Casa di scale e Mano con sfera riflettente, riprodotte nei modi più svariati, molto probabile che vi sia capitato di indossarle ad esempio su una t-shirt!

Dalla sua visuale su tutta la cultura art nouveau, dai suoi studi sulla perfezione dei cristalli a quello dei paradossi geometrici, nascono opere che catturano, seducono e che sono entrate nell’immaginario collettivo. Un’esposizione davvero unica ed entusiasmante per grandi e piccini. Da non perdere!

Escher  Museo di Santa Caterina 31 ottobre 2015 – 3 aprile 2016

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Potevamo forse evitare di rifletterci nella sfera?

Durante il percorso sarete letteralmente catturati dagli spazi sconfinati del mondo di Escher, potrete entrare fisicamente nei suoi giochi di specchi ed esplorazioni infinite, dove la fantasia gioca senza fine con le geometrie e la cristallografia.

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Ma parliamo di cose buone! A Treviso la buona tavola è un elemento imprescindibile, le offerte per coccolare il palato sono innumerevoli.

Lo sapete ad esempio che il Tiramisù è nato a Treviso? Ebbene si, nel 1962, Alle Beccherie, ristorante di Treviso. Noi abbiamo potuto assistere alla sua preparazione (e assaggiarlo oviamente!) presso il Ristorante Hotel Al Fogher, al termine di una deliziosa cena. Da notare che nella ricetta veneta originale va utilizzata una piccola quantità di liquore tipo Marsala.tiramisu_1

Accoglienza speciale quella che abbiamo avuto a Villa Braida, villa veneta dell’800, situata strategicamente tra Venezia e Treviso, è immersa nella campagna trevigiana e circondata da uno splendido parco. Cibo delizioso (una vera scorpacciata di Radicchio di Treviso tardivo in tempura, buonissimo!), una stanza super accogliente e raffinata dove riposarci dopo le lunghe camminate e visite della giornata, uno sguardo al bellissimo parco illuminato dai colori del mattino, colazione e si parte.

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Lasciata Villa Braida ci siamo diretti presso l’Azienda Agricola Biodiversa Nonno Andrea, della cui visita vi avevo già raccontato nel post precedente .

Paolo Manzan, il titolare e Presidente del Consorzio tutela ci ha raccontato tutto sul Radicchio rosso di Treviso I.G.P.

Abbiamo seguito ogni passaggio e lavorazione, dal campo alla tavola, e con lo Chef Martino Beria, collaboratore di Nonno Andrea, nel laboratorio di trasformazione dell’azienda, lo abbiamo anche cucinato e mangiato! Esperienza indimenticabile.Radicchio_1

Ma il Radicchio può finire dentro alla birra? Certo che si!

Mastro Ivan Borsato ci ha accolti nel suo Microbirrificio Casa Veccia, raccontato la storia del microbirrificio e come nasce la sua birra artigianale, dagli ingredienti al confezionamento e packaging.

Appassionato di materie prime e di cibo, Ivan pensa e crea le birre non fini a se stesse ma sempre abbinate al cibo stesso. Utilizzando materie prime eccellenti, ha da poco creato 3 nuove birre, “SìSìLì” con grani antichi siciliani, “Radicchio” con il Radicchio rosso di Treviso essiccato, ideata in collaborazione con Paolo Manzan di Nonno Andrea, e “Biancoperla” con Mais Biancoperla dell’Azienda Agricola Borgoluce. Buonissima anche la birra nataliziaBabbo”, (che il marito a casa ha molto apprezzato!) con miele di castagno e spezie.

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Nota distintiva, caratterizzante e assolutamente divertente, le particolarissime etichette in stile cartoon, disegnate da una giovane azienda di creativi di Pamplona, ognuna con la sua storia da raccontare.

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Ad attenderci dopo la visita un brunch delizioso sul quale ci siamo letteralmente tuffate. Atmosfera intima e familiare, prodotti eccellenti: affettati, formaggi DOP, verdure marinate e insalate al cucchiaio, crostate, tutto accompagnato da chiacchiere, risate, convivialità pura e semplice, e innaffiato dalle ottime birre artigianali.

Ci siamo separate a malincuore dalla simpatia e deliziosa accoglienza di Ivan e di sua moglie Alida.

Ma è tempo di ripartire, #MarcaTrevisoInRosso non si ferma un attimo!Casa Veccia_3

Al tramonto arriviamo a Villa Emo, una delle più compiute ville palladiane, commissionata intorno al 1558 al grande architetto Andrea Palladio, da un facoltoso proprietario terriero, Leonardo Emo, appartenente ad una nobile famiglia veneziana.

Il modello architettonico è quello della villa-fattoria, un corpo centrale riservato alla residenza patrizia e le barchesse laterali con lunghi porticati di  11 archi ciascuno, destinate all’epoca a contenere la cantine, i granai, le stalle. Gli interni del corpo centrale sono stati affrescati da Gianbattista Zelotti, collaboratore del Veronese, un bellissimo ciclo di affreschi raffiguranti episodi tratti dalla mitologia e dalla storia romana. Nei festoni decorativi sono raffigurate anche delle spighe di granoturco, la coltura del mais infatti fu un cambiamento radicale ed innovativo che segnò la storia del territorio e delle popolazioni locali.

Dovete accontentarvi di vedere l’esterno, le foto dei bellissimi interni erano davvero troppo buie. Siete costretti a pianificare un week end a Treviso e venire a visitarla! 🙂

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La sala che ci accoglie per la cena all’Hotel Ristorante Fior di Castelfranco Veneto è un incanto.

Raffinata, ed elegante, il colore filo conduttore di questo blogtour, il rosso, è ovunque. La cena, deliziosa, ha come protagonista il Radicchio, di Treviso tardivo e variegato di Castelfranco, dall’antipasto al dolce.

Tutto curato nei minimi particolari dallo staff dell’Albergo e da Ortoromi, Società e Cooperativa Agricola, unica in Italia a proporre il Radicchio Rosso di Treviso I.G.P. di IV gamma, ovvero ortaggi freschi e naturali, lavati, tagliati e pronti all’uso.

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L’ultima giornata del tour inizia a Castelfranco Veneto.

La prima cosa che colpisce arrivando a Castelfranco Veneto sono le alte mura del castello Medievale (Castrum Francum), tra le meglio conservate in Italia, da cui la cittadina ha preso il nome. Passeggiando lungo le stradine e vicoli che si srotolano all’interno del centro storico, si percepisce il passato ricco di storia.

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La splendida Torre Civica, porta d’entrata nella città, il Duomo all’interno del quale è conservata la splendida Madonna con il bambino, conosciuta ai più come la Pala del Giorgione, incredibile artista del Rinascimento e genio misterioso della luce e del colore, a cui Castelfranco Veneto ha dato i natali.Castelfranco_1

Visita che mi ha incantata è stata quella al Teatro Accademico, opera dell’Architetto Francesco Maria Preti, un piccolo gioiello del ‘700. Dal di fuori nulla fa pensare alla bellezza contenuta, decori stupendi e perfettamente conservati, acustica ottima. L’originalità di questo teatro sta nel fatto di avere una duplice funzione, teatro diurno per le riunioni degli accademici (da notare le finestre, cosa inusuale per un teatro), e notturno per le rappresentazioni teatrali.Teatro_accademico

Una mostra davvero bella, di cui noi abbiamo potuto vedere parte delle opere in anteprima, è quella dedicata alle Ceramiche della collezione Varo.

Esposti per la prima volta in una nuova sezione del Museo casa Giorgione, si tratta di una collezione di ceramiche umbro-campane e abruzzesi molto importante, creata nell’arco di un ventennio dal Dottor Renzo Varo. Importante non soltanto per la consistenza dei pezzi (ben 170) ma anche per la rarità, la varietà e per l’arco temporale che copre la collezione.

Ovviamente da visitare l’importante Museo Giorgione, tutto dedicato al Maestro di Castelfranco Veneto.

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Meraviglioso questo orcio in maiolica dalla scritta che fa chiaramente intuire quello che era destinato a contenere. 🙂

 Ceramiche della collezione Varo dal 16° al 20° secolo 20 Dicembre 2015 – 25 Aprile 2016

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Ogni angolo di Castelfranco Veneto è pieno di fascino e ricco di storia. Perdersi tra le viuzze del centro è davvero piacevole e riserva tante scoperte, se avete la fortuna di incappare nel mercato, sarete accolti da festose bancarelle di prodotti tipici del territorio.

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La nostra tappa finale e cornice del nostro pranzo è stata Villa Cornér della Regina.

Villa di stile palladiano del 1500, è stata completamente restaurata ed è ora un Hotel Resort, luogo ideale per soggiorni indimenticabili, matrimoni, congressi.  Circondata da uno splendido parco, è situata in una posizione strategica per partire alla scoperta dei luoghi più belli della Marca Trevigiana.

Un luogo che definirei semplicemente ed in modo molto sintetico così: ‘WAW’!

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Villa_Corner_1Non poteva che concludersi in un luogo così bello ed elegante questo indimenticabile blogtour.

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Esperienza bellissima per noi tutte, venete e non.

#MarcaTrevisoInRosso si è conclusa con la certezza che quello che abbiamo potuto vedere è solo una piccola parte delle bellezze che questo territorio racchiude.

Millenni di storia hanno lasciato segni indelebili, strade romane, chiese, castelli, ville venete, città murate, oasi naturalistiche.  La Marca Trevigiana è una terra ricca di storia e di cultura, con un patrimonio artistico e culturale inestimabile, oltre ad avere una grande quantità di eccellenze gastronomiche offrendo dei veri e propri itinerari del gusto.

Non mi rimane altro da fare che consigliarvi di pianificare una visita al più presto. Ogni stagione è perfetta e gli itinerari a vostra disposizione sono davvero tantissimi!

Per informazioni su Treviso e la sua Marca, Arte, Cultura ed Enogastronimia cliccate QUI

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GRAZIE A

Marca Treviso

Società Cooperativa Agricola Ortoromi

Azienda Agricola Biodiversa Nonno Andrea

Microbirrificio Casa Veccia di Ivan Borsato

Villa Braida

Hotel Ristorante Fior

Villa Corner della Regina

e a tutti i miei compagni di viaggio che ho citato nel post precedente.

A presto gente!

 

 

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Salato

IL MONTELLO….E GRATIN DI TORTIGLIONI DI KAMUT CON RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO, CASATELLA TREVIGIANA DOP E NOCI

 
Daniela…ma quanto mi piace questa pirofila!!! 
Oggi un luogo simbolo della Provincia di Treviso, ed un prodotto tipico, DOP.
 
Il Montello è una lunga e strana collina di terra rossa che si eleva poco oltre i 300 metri, un polmone verde che sorge a sud del corso del fiume Piave.
 
La sua forma in lontananza appare perfettamente regolare, è poco boscoso e non molto abitato. Caratteristica principale sono le strade di accesso, dette prese, 21 in tutto, delle stradine che lo affettano in senso longitudinale da nord a sud, mentre da ovest ad est è attraversato da una strada dorsale.  
 
Il Montello è il luogo dove si trovano tante aziende agrituristiche, dove poter dormire, mangiare, fare escursioni a cavallo, trovare bellissimi percorsi per cicloturisti. Alcune info le potete trovare qui.
 
A noi piace tantissimo farci dei giretti sul Montello, in ogni stagione. 
D’estate si trova un briciolo di refrigerio essendo leggermente più alto rispetto a Treviso ed è piacevole cenare all’aperto con prodotti semplici e genuini nei vari agriturismo della zona, l’autunno è un tripudio di colori, spesso le temperature sono miti e si può ancora pranzare all’aperto, d’inverno è fantastico trovare un camino acceso e pranzare dopo aver fatto una bella passeggiata, in primavera, che dire, è una meraviglia di profumi e colori! 
 
Il primo giorno dell’anno siamo andati a farci una passeggiata e con l’occasione siamo passati a trovare un amico che ha un agriturismo, si chiama Busa dea Messa (info anche qui).
Un saluto ai cavalli, ed a tutti gli altri animali da parte delle bambine, che ogni volta portano loro l’ennesima razione di cibo…
Poi un caffè con Dario ed assaggi dei suoi dolci…niente di più perché ci siamo alzati abbastanza tardi e di pranzare non se ne parlava davvero. 
Ma ci torneremo presto. 
Vi lascio qualche foto della giornata e del luogo, molto bello.
 
Fateci un giro sul Montello se capitate da queste parti ;-).
 
Oggi vi propongo un piatto con due prodotti tipici della Marca Trevigiana, il radicchio tardivo ormai lo conoscete già…e vi verrà pure fuori dagli occhi ormai…lo so che non avete il coraggio di dirmi basta!!! 😀 ….e la Casatella Trevigiana DOP, un formaggio a pasta morbida che a me piace molto e che è davvero versatile in cucina.
 
Insomma oggi un tributo alla città e Provincia dove vivo ;-).
 
Buon giovedì!!!

GRATIN DI TORTIGLIONI DI KAMUT CON RADICCHIO DI TREVISO TARDIVO IGP, CASATELLA TREVIGIANA DOP E NOCI
 
Ingredienti per 4 persone:
 
340 g tortiglioni di grano khorasan KAMUT biologico
1 spicchio aglio
2 cespi radicchio di Treviso tardivo IGP
200 g formaggio Casatella trevigiana DOP
Parmigiano Reggiano 3-4 cucchiai
olio evo qb
sale rosa dell’Himalaya qb
pepe qb
7-8 noci 



 
 




Lessate la pasta in acqua salata bollente. Scolate bene al dente.
 
Tritate l’aglio privato dell’anima e rosolatelo in poco olio evo, aggiungete anche il radicchio, lavato e tagliato a listarelle. 
Stufate e regolate di sale e pepe.
 

Condite la pasta insieme al radicchio stufato, versate nella pirofila, aggiungete la Casatella a cucchiaiate, distribuendola bene su tutta la superficie, cospargete con il parmigiano e le noci tritate grossolanamente. 

 
Passate in forno ben caldo a 180° per circa 20 minuti, gli ultimi minuti con funzione grill.

nota: Pirofila acquistata presso la mia ‘spacciatrice di cocotte’, Daniela del Negozio GAGNO GIOVANNI – Fontane di Villorba (TV)




 I MIEI ‘BAMBINI’….
 
 


 
Partecipo al Giveaway di Chiara del blog La Cucina dello Stivale
 
 
partecipa al mio giveaway!
 
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Dolce

MERCATINI E…..DOUBLE (anzi TRIPLE) CHOCOLATE COOKIES di DONNA HAY

Sto scrivendo questo post che è davvero tardi…quasi mezzanotte.
 
Lo voglio iniziare ringraziando tutte le amiche ed amici che poco fa ho trovato ad attendermi con i loro auguri nella mia pagina facebook…mi ha fatto davvero piacere e vi ringrazio tantissimo.
 
Domenica passata senza grandi festeggiamenti, abbiamo dormito un po’ più del solito perché eravamo tutti abbastanza provati dalla settimana passata e dall’influenza. 
 
In tarda mattinata abbiamo deciso di andare a Cison di Valmarino per pranzo, e per approfittare dell’ultima giornata dell’evento Stella di Natale.
 
Ve ne ho già parlato, Cison di Valmarino è una graziosa località (qualche cenno storico qui) dove durante l’estate si svolge una bella manifestazione che si chiama Artigianato Vivo, che porta espositori di ogni sorta lungo le strade del paese, già bello e affascinante di suo, e per due week end prima di Natale anche questa, che si chiama Stella di Natale…potevo mancare??? 
Certo che no!
 
Quindi pranzo a base di pasta e fagioli e spiedo (che digerirò a Pasqua…) e giro di bancarelle.
Mi sono portata a casa un sacchettino di anice stellato, polvere di liquirizia biologica ed un bellissimo paio di orecchini. J 
Le bimbe invece una bambola in legno da creare con stoffe, lana per i capelli e colori…molto, molto bella e creativa!
 
Ma c’era da acquistare davvero di tutto, prodotti alimentari e non. 
Rimango sempre sbalordita ed ammirata dalla bravura e dalla creatività di alcune persone, e mi porterei a casa di tutto, davvero.
 
Purtroppo polpettina, che non si fa mancare nulla ed aveva già un bel raffreddore, ad un certo punto ha detto ‘Papino, non mi tengono più le gambe..’. Aveva la febbre, e siamo dovuti scappare via e tornare a casa velocemente. 
Morale: 39,5 di febbre…ma si può???
 
Adesso è davvero tardissimo e vi lascio con la ricetta ed un po’ di foto di oggi (poche purtroppo causa questo malessere imprevisto di piccoletta..).
 
Della ricetta c’è poco da dire, è una ricetta di Donna Hay, che ho già visto in molti altri blog, ma che amo molto e non potevo non proporre anche io, troppo buoni questi biscotti.
 
Io ho variato il tipo di farine ed ho aggiunto anche le gocce di cioccolato bianco (riducendo la dose di cioccolato fondente tritato), quindi è diventato un triple chocolate cookie…insomma se non li avete ancora fatti, provateli, a vostro rischio e pericolo, perché non si riesce a smettere di mangiarli finché non sono finiti!
 
Buona inizio settimana a tutte/i! J

DOUBLE (anzi TRIPLE) CHOCOLATE COOKIES di DONNA HAY
Ingredienti:
 
110 g burro ammorbidito
130 g zucchero di canna
1 uovo biologico
1 cucchiaio polvere di vaniglia bourbon
100 g farina integrale biologica
50 g farina di riso biologica
30 g cacao in polvere amaro
1 cucchiaino bicarbonato
125 g cioccolato fondente fuso
100 g cioccolato fondente tritato
80 g gocce di cioccolato bianco




Adoro quel cuoricino fatto con le palline di carta crespa…made by Carola.


 
Lavorate burro e zucchero con le fruste elettriche per circa 8  minuti, unite l’uovo e la vaniglia e lavorate ancora. 

Poi incorporate la farina setacciata con il cacao ed il bicarbonato, mescolate bene per amalgamare gli ingredienti,  aggiungete anche il cioccolato fuso, mescolate e infine quello spezzettato e le gocce di cioccolato bianco.
 
Prendete un po’ di impasto con un cucchiaio e formate delle palline sulla teglia coperta di carta forno, posizionandole ben distanziate tra loro, perché si allargheranno in cottura.
 
Cucinate a 170° per circa 10-12 minuti, saranno pronti quando si saranno formate delle crepe in superficie. Fateli raffreddare un po’ prima di toglierli dalla teglia perché sono molto fragili e rischiate di romperli.



 
Diario/ Travel

UN SABATO A CONEGLIANO…EAT’S

Vista dalle scale del Bistrot
So che a voi magari sembrerà un posticino, probabilmente abitate a Roma, Milano, Torino, Bologna ed avete Eataly, Fiere di ogni tipo…ma dovete capire che Treviso è una cittadina tanto carina, pulita, ordinata…ma piccola.
 
E non è che le altre località nei dintorni siano più grandi…
 
Ovviamente ci sono i pro e i contro in tutte le cose…io spesso invidio chi abita nelle grandi città per la scelta enorme di cose da fare e vedere.
 
Spettacoli teatrali, mostre, concerti, ristoranti, locali innovativi, negozi all’avanguardia e di tendenza, fiere di ogni sorta, mercatini e quant’altro…di contro non invidio per niente il traffico, doversi passare delle ore in macchina per spostarsi da qui a lì, lo smog esagerato, le periferie che a volte non sono proprio una bellezza, a volte la mancanza di pulizia (nelle strade) e di verde pubblico…si, ci sono davvero i pro ed i contro, non si può avere tutto…le grandi città offrono alcune cose e le cittadine piccine ne offrono altre…
 
Treviso è una cittadina graziosa, e merita una visita. 
Nei dintorni poi ci sono luoghi davvero belli ed interessanti, c’è l’imbarazzo della scelta. 
Ville venete, tipo Villa Emo a Fanzolo , Villa Barbaro a Maser nei dintorni di Asolo, poi la Strada del Prosecco, gioiellini tipo Follina o Cison di Valmarino con il suo Castello e di cui vi ricordo la rassegna Stelle di Natale che si svolgerà dal 7 al 9 Dicembre e dal 15 al 16.
Insomma, tornando al discorso iniziale, io vorrei tanto visitare uno degli Eataly o la Fiera dell’artigianato in corso questa settimana a Milano….per ora, quando ho bisogno di trovare qualche ingrediente particolare o ricercato, di mangiare un ottimo club sandwich e gustare un meraviglioso cioccolatino…vado da Eat’s, a Conegliano.

 





 
Avevo bisogno di rifarmi gli occhi con scaffali super-forniti di spezie, zuccheri, farine, cioccolato, pasta di ottima qualità, assortimento di ottimi vini e liquori (contento anche il maritino..)..insomma davvero un mondo fatto di golosità rare e pregiate.




CHOCOLAT….
Sale con alghe aromatizzato alla lavanda o…???
La cantina che ‘desidera’ mio marito… 😉
Prima di fare i nostri acquisti abbiamo pranzato al bar di Eat’s. 
La prole aveva voglia di panini, club-sandwich e quindi!




 
 
Ho mangiato uno dei migliori club sandwich della mia vita, buonissimo e poi non ho potuto resistere al banco di Rizzati….ho acquistato diversi cioccolatini, alcuni consumati immediatamente insieme al caffè, ed alcuni che abbiamo portato a casa con noi dentro ad un bel sacchettino 😉 …




 
E con la mia borsetta di leccornie, spezie, farine etc sono tornata a casa felice. ;-)))




 
 




Non prima però di aver fatto una passeggiata al Castello di Conegliano, di cui vi lascio alcune foto.
Insomma, qui è tutto piccolino ragazzi, ma se vi va di farvi un giretto da queste parti, credo che non vi annoierete!





Vista del Castello di Conegliano 
Lo vedete quell’edificio tutto verde? Eat’s dall’alto! 
E a casa con il caffè….buonissimi!!!…
 



Buona domenica a tutte/i!  ;-)))
 
 
 
So che le piacciono le foto, spero anche queste,
che non sono speciali come tecnica fotografica :-/,
ma hanno come soggetto dei bei luoghi.
 
Con questo post partecipo al Giveaway della carissima Vaty.

Buon compli-blog Vaty, la blog sfera non sarebbe la stessa senza di te,
sei una persona speciale!
 
Io da super golosa non posso che partecipare per i Macarons ;-)) ….


 
CONSIGLIA Torta panna e limone