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vellutate e zuppe

Piatti unici/ Primi piatti/ Salato

Zuppa di merluzzo, fagiolini, taccole e ceci

 

 

Oggi una ricetta che potete trovare anche su Territori Coop.

Una zuppa gustosissima, nutriente e sana.

Perché le zuppe non hanno davvero stagione, almeno per me!

Buon inizio di settimana a tutti!

Non so per voi, ma per me le zuppe non hanno davvero stagione.

Comfort food per eccellenza, quando arriva la stagione fredda, un bel piatto di zuppa è un ottimo modo per affrontarla e ristorarsi, sia fisicamente che psicologicamente.
Il sobbollire lento, gli aromi ed il profumo che si sprigionano ed avvolgono la casa, e una bella scodella di zuppa calda servita con del pane raffermo ed abbrustolito.
Ma, lasciatemelo dire, è un vero peccato vederle scomparire dalle nostre tavole con l’arrivo della stagione calda.

Io le trovo perfette anche in primavera ed in estate, magari servite tiepide o addirittura fredde, con del pane tostato condito con poco olio, e profumato con aglio ed altre aromatiche.
La nascita della zuppa è strettamente legata all’esigenza di utilizzare un alimento molto importante, il pane.

Infatti, il nome zuppa risale al gotico suppa, il cui significato è fetta di pane inzuppato, nome molto simile nelle altre lingue europee, soupe in francese, Suppe in tedesco e sopa in spagnolo. Durante il Medioevo infatti il pane aveva la funzione di piatto, veniva servita una larga fetta di pane sopra la quale si appoggiavano le altre pietanze, come la carne o il pesce. Alla fine del pasto questo pane era intriso dei liquidi e condimenti e veniva donato alla servitù che lo cuoceva con acqua e verdure ottenendo una zuppa calda e profumata.

Se in origine preparare una zuppa significava mettere nella pentola ciò che c’era in dispensa per necessità, oggi può davvero diventare un’arte culinaria divertente e semplice, spaziando tra le infinite possibilità e combinazioni che ci permette l’enorme assortimento di prodotti stagionali, spezie ed aromi a nostra disposizione.

Spesso sono dei piccoli capolavori di gusto, create con tecniche ed ingredienti semplici. Grazie poi alle influenze etniche, è possibile arricchirle di sapori e profumi nuovi, creando accostamenti insoliti e straordinari che vanno ad aggiungersi alle ricette della tradizione regionale italiana.

L’ideale è sempre utilizzare prodotti che la stagione ci offre, per sfruttarne al meglio le proprietà benefiche e nutrizionali. In questo caso fagiolini e taccole poveri di proteine ma ricchi di fibra e minerali si sposano molto bene con i ceci, chiamati anche la carne dei poveri, che di carboidrati e proteine sono invece molto ricchi.

Altro alimento molto importante da inserire nella propria alimentazione per una dieta sana è certamente il pesce; il merluzzo nello specifico ha carni con un bassissimo contenuto di grassi, ma con un buon apporto di grassi Omega 3, quelli che aiutano a ridurre il colesterolo cattivo e ad aumentare quello buono, è inoltre molto ricco di proteine e vitamine del gruppo B, oltre che di importanti minerali quali fosforo, iodio, ferro e calcio.

Insomma, utilizzando con un po’ di creatività e fantasia ed i prodotti che la stagione ci offre, possiamo racchiudere in una zuppa un vero concentrato di sapori e proprietà benefiche per il nostro organismo.

 

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ZUPPA DI MERLUZZO, FAGIOLINI, TACCOLE E CECI

 

Ingredienti

Ingredienti per 4 persone

500 g merluzzo

350 g fagiolini

350 g taccole

300 g ceci (precotti)

1 patata media

½ cipolla

1 lt brodo vegetale (preparato con carota, sedano e cipolla)

1 spicchio d’aglio

Pomodori pelati qb

Olio evo qb

Sale integrale qb

Pepe bianco qb

Basilico fresco qb

Prezzemolo fresco qb

Preparazione

Lavate e spuntate i fagiolini e le taccole, eliminate eventuali filamenti e tagliateli a pezzetti (leggermente obliqui).

Lessateli in acqua bollente salata per circa 15 minuti, scolateli al dente e teneteli da parte.

Lavate le patate, sbucciatele, tagliatele in 4 e cuocetele a vapore.

In una padella con poco olio evo fate soffriggere l’aglio privato dell’anima e tritato (oppure schiacciato nel caso preferiate dare solo sapore e toglierlo), tagliate il cuore di merluzzo a cubotti e fatelo dorare ed insaporire per alcuni minuti. Spegnete e tenete da parte.

In una casseruola abbastanza capiente, fate soffriggere i ceci con poca cipolla tritata, unite qualche mestolo di brodo e fate insaporire. Unite anche i pelati tagliati grossolanamente, i fagiolini e le taccole lessati precedentemente, e le patate cotte al vapore e tagliate a dadini.

Salate unite altro brodo, i pezzettoni di merluzzo e lasciate insaporire bene.

Verso fine cottura unite le erbe aromatiche spezzettate e pepate.

Servite con un filo d’olio ed una fetta di pane tostato, meglio se insaporito strofinandolo con uno spicchio d’aglio.

 

 

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Potete leggerla anche su

 

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Primi piatti/ Salato

Zuppa di cannellini, calamari e merluzzo al timo

 

Eccomi a scrivere a tarda sera.

Preparo il post in velocità dopo aver docciato e messo a nanna le mie ragazze.

Durante il giorno le cose da fare sono tantissime, siamo state travolte letteralmente da questo grande e bellissimo progetto che è IFOOD.

Dietro a questo progetto, negli ultimi mesi, davvero tanto lavoro. Una squadra grandiosa ed affiatata che non si è fermata un attimo.

Io sono ancora incredula. Di tanto in tanto mi fermo ad ammirarlo, le foto bellissime, le ricette, i racconti…

E mi sento grata.

Enormemente grata e onorata per aver potuto partecipare e contribuire a tutto questo.

GRAZIE a tutti!

So che ho stalkerato un po’ di persone nelle ultime settimane ma, dite la verità, non è bellissimo?

 

Voi dite comfort food e io penso ad una zuppa.

Cosa c’è di meglio per coccolarsi di una zuppa calda e profumata?

Questa, con fagioli cannellini, profumatissimi calamaretti e morbido merluzzo, vi assicuro, è una delizia.

Dai, dai, ricettina!

 

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ZUPPA DI CANNELLINI, CALAMARETTI E MERLUZZO AL TIMO

Ingredienti

Per 4 persone

200 g di fagioli cannellini secchi

700 g di calamaretti

200 g cuore di merluzzo

1 scalogno

2 spicchi d’aglio

alga kombu un pezzetto

½ bicchiere di vino bianco qb

sale integrale qb

pepe bianco qb

olio evo qb

timo fresco qb

trito di ( peperoncino, pomodoro secco)

 

Preparazione

Mettete i fagioli cannellini in ammollo in acqua fredda seguendo le indicazioni sulla confezione (io 12 ore e con 2-3 cm di alga kombu). Trascorso il tempo di ammollo, eliminate l’acqua e risciacquateli bene. Metteteli in una pentola, copriteli con acqua fredda, portate a bollore e lasciateli cuocere per circa 50-60 minuti (lasciate cuocere con l’alga, la potete eliminare a fine cottura).

Nel frattempo pulite i calamaretti e tagliateli a striscioline. Tritate aglio e scalogno, fateli appassire in una casseruola con poco olio evo, unite anche i calamaretti, poi sfumate con il vino bianco, salate e fate evaporare.

Tagliate il cuore di merluzzo a pezzettoni e passatelo in una padella antiaderente con pochissimo olio e uno spicchio d’aglio, fatelo rosolare velocemente.

Eliminate l’alga kombu dai fagioli ed uniteli ai calamaretti, aggiungete anche il merluzzo, poco brodo vegetale, il trito di peperoncino e pomodoro secco (a piacere) regolate di sale e lasciate insaporire a fuoco medio.

A fine cottura unite il timo fresco ed il pepe.

Servite con un ‘giro’ d’olio e fette di pane tostato aromatizzato all’aglio.

 

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Io oggi di corsissima finisco di preparare la torta per la mia amica Stefania

che questa settimana ha compiuto gli anni, stasera si festeggia!

Domani mattina alzataccia e partenza per Milano!

Mi incontro con le amiche blogger di Bloggalline ed IFOOD

ad un evento di cui vi racconterò la prossima settimana, ma che nel frattempo potrete seguire nei social!

Buon fine settimana gente!

 

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Primi piatti/ Salato

Vellutata di broccolo Fiolaro di Creazzo … e si parte

Ok, eccomi di nuovo in partenza.

Trolley quasi pronto, ora finisco questo post e chiudo tutto.

Destinazione Roma, amiche, progetti, #solocosebelle.

Quello che vorrei trovare pronto domani sera al mio ritorno?

Una zuppetta calda calda.

Questa era in archivio, pronta da pubblicare.

Nelle sere di queste giornate fredde ed umide non c’è niente di meglio di una zuppa calda, di una vellutata, preparate con verdure di stagione.

Una delle verdure che ho scoperto negli ultimi anni è il Broccolo Fiolaro di Creazzo.

Si tratta di una varietà di broccolo inserita nell’elenco dei prodotti tipici veneti.

Viene coltivato sulle colline di Creazzo, a poca distanza da Vicenza.

Il suo nome, Fiolaro, deriva da i fioi (figli), cioè le cimette, i germogli lungo il fusto della pianta, che insieme alle foglie più giovani sono la parte più gustosa da utilizzare in cucina.

Questi broccoli vanno raccolti dopo le prime gelate, questo perché la pianta, per difendersi dal gelo limita i processi biologici, aumentando così la concentrazione di sali e zuccheri, che ne esaltano il sapore e li rendono teneri.

Hanno tantissime proprietà, non ve le sto ad elencare, se vi va di scoprirle potete visitare il sito della Cooperativa dei produttori.

Ricettina dai!

 

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VELLUTATA DI BROCCOLO FIOLARO DI CREAZZO

Ingredienti per 4 persone

1 broccolo fiolaro di Creazzo (ca 600 g)

2 patate di media grandezza

1 cipolla

750 ml brodo vegetale (carota, sedano e cipolla)

1 spicchio d’aglio

timo fresco (a piacere)

olio EVO qb

sale integrale qb

pepe bianco qb

 

Mondate il broccolo, eliminando le parti più dure e coriacee, lavateli bene quindi lessateli in acqua bollente salata per 5 minuti.

Scolateli e metteteli subito in un contenitore con acqua e ghiaccio al fine di preservarne il colore brillante (si evita in questo modo l’ossidazione della clorofilla), alternativa a questo procedimento è l’abbattitore, io li ho messi subito a raffreddare all’interno ed ottengo il medesimo risultato.

Tritate la cipolla finemente e fatela soffriggere in un tegame con poco olio, unite il broccolo Fiolaro lessato, saltate velocemente per insaporire quindi unite il brodo vegetale, e fate cuocere per una decina di minuti.

Frullate tutto con il mixer ad immersione, regolate di sale e pepe e servite nei piatti con crostini caldi e abbondante Grana Padano.

 

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Buon fine settimana gente!!!

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Primi piatti/ Salato

Zuppa di verza, patate e speck alla curcuma

 

Riflettevo oggi che forse sarò una delle poche foodblogger a non pubblicare ricette di panettoni e pandori prima del Natale. Macché!

E chi ha il tempo in questo momento per lunghe lievitazioni da coccolare e seguire con l’orologio in mano???

Portate pazienza ma io non ce l’ho.

Quindi andiamo di zuppa.

Non so voi, ma io ne mangio tantissime in questa stagione.

Non potrei vivere senza.

Le verdure a disposizione per prepararle poi in questo periodo sono davvero tante, molto gustose e piene zeppe di proprietà benefiche per l’organismo che tra l’altro, con il freddo arrivato all’improvviso, viene messo a dura prova.

Io lo ripeto sempre, la natura lo sa.

Ogni frutto o ortaggio ha la sua stagione ed il suo ruolo ben preciso nel nostro organismo.

Consumare frutta ed ortaggi di stagione aumenta le nostre difese immunitarie e, cosa non meno importante, riducendo il trasporto delle merci e l’utilizzo delle serre, si riduce anche l’inquinamento.

La verza, insieme ad altri ortaggi di stagione, possiede eccellenti proprietà benefiche per l’organismo, io non ve le sto ad elencare tutte ché sennò divento noiosa, se siete curiosi di scoprirle tutte vi basterà googlare ‘proprietà verza’.

Sappiate però che, siccome la natura non fa davvero nulla a casaccio, la verza ci viene in aiuto con le sue proprietà protettive contro infiammazioni alle vie respiratorie e malanni di stagione in genere, oltre ad essere un ottimo supporto contro la spossatezza.

Insomma, ve la preparate questa zuppetta comfort?

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Zuppa di verza, patate e speck alla curcuma

Ingredienti per 4 persone

1/2 verza (grande)

2 patate medie

1 cipolla dorata

1 spicchio d’aglio

1 lt di brodo vegetale (1 costa di sedano, 1 carota, 1 cipolla)

80 g speck Alto Adige IGP ( in una unica fetta)

olio EVO qb

curcuma qb

sale integrale qb

pepe bianco qb

Grana Padano qb

Pane di grano duro o a i cereali per accompagnare

 

Mondate, lavate e tagliate la verza a listarelle.

Sbucciate le patate e tagliatele a dadini.

Tritate la cipolla finemente e fatela soffriggere in un tegame abbastanza capiente con poco olio EVO.

Unite le patate e successivamente anche la verza, fate cuocere per alcuni minuti sempre mescolando, quindi unite un mestolo di brodo vegetale (*), lasciate cuocere fino a che si sarà consumato, regolate di sale ed aggiungete il restante brodo.

Lasciate cuocere a fuoco lento coperta per circa 40 minuti ca.

Solo a fine cottura aggiungete la curcuma e pepate.

Tagliate lo speck a listarelle o dadini e passatelo in una padella antiaderente fino a farlo diventare bello croccante.

Eliminate il grasso in eccesso ed unitelo alla zuppa.

Servite con abbondante Grana padano e fettine di pane tostate in forno.

 

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È stagione di/ Eventi/ Primi piatti/ Salato

Vellutata di zucca e patate con quenelle di ricotta gratinate … Milano arrivoooo





Non so voi, ma io faccio una fatica immensa ad abituarmi all’autunno, alle giornate che si accorciano, alla nebbiolina la mattina, al grigio, alle maglie e giacche, ché fa freddino…
Ho ancora voglia di sole, di cielo azzurro, di giornate lunghe e luce, del potersi vestire con due cose
…poi mi passa, poco per volta mi abituo ed apprezzo anche la stagione fredda in arrivo. 
La prima zucca della stagione l’ho presa che faceva ancora caldo, in una fattoria biologica, dove polpettina ha fatto anche i centri estivi.
Mi sono davvero scatenata, e in un paio di giorni l’ho finita, utilizzandola in diverse ricette.
Quindi siate pronti alla saga della zucca nei prossimi post! 
Poi non dite che non vi avevo avvertiti ;-).
Quest’ultima settimana è stata intensa e piena di emozioni.
Una delle mie cugine americane è venuta a trovarci, non la vedevo da quando io sono stata ospite da loro, circa 25 anni fa…
Non mettetevi a fare i conti sulla mia età, ché non è carino.
Poi detto tra di noi cosa importa? Tanto non li dimostro …  eh eh eh
E’ bello sapere di avere un’altra famiglia in un altro continente, a S. Francisco, e dei legami che, nonostante la distanza ed il tempo che passa, rimangono.
Ora vi lascio e finisco di preparare il trolley. Domani si parte, destinazione Milano.
Domani sera, presso l’Hotel Enterprise di Corso Sempione, si terrà il gran finale, la serata di premiazione de “La Cucina Italiana nel Mondo verso l’EXPO 2015” contest promosso da Le Bloggalline  in collaborazione con Informacibo, il patrocinio di Expo Milano ed in collaborazione con il Consorzio del Prosciutto di Parma, Consorzio del Parmigiano Reggiano e Amarena Fabbri.
Io vi saluto, quando torno vi racconto tutto!


VELLUTATA di ZUCCA e PATATE con QUENELLE DI RICOTTA GRATINATE
Ingredienti:
Vellutata di zucca e patate
2 patate di media grandezza
500 g polpa di zucca
½ cipolla
1 lt di brodo vegetale (1 carota, 1 cipolla, 1 costa sedano)
Rosmarino fresco
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
Olio EVO qb
Quenelle di ricotta
300 g ricotta biologica di mucca (soda)
2 cucchiai di Grana Padano grattugiato
Sale integrale qb
Pepe bianco qb
Olio EVO qb
Salvia e rosmarino freschi qb
mandorle a lamelle qb
Tritate la cipolla e fatela soffriggere in una pentola capiente con un paio di cucchiai di olio EVO.
Lavate e sbucciate le patate e tagliatele a dadini, fate la stessa cosa anche con la zucca.
Alla cipolla unite sia le patate che la zucca e lasciate cuocere alcuni minuti, quindi aggiungete il brodo vegetale (che avrete preparato mettendo a bollire in acqua leggermente salata le verdure lavate e tagliate a pezzettoni, lasciandole cucinare a fuoco basso per circa 30-45 minuti, filtrando poi il tutto a fine cottura), il rosmarino fresco, e continuate la cottura a fuoco medio.
Quando le verdure saranno ben cotte, regolate di sale e pepe e frullate con il mixer ad immersione fino a ridurre ad una crema.
Per le quenelle, scaldate il forno a 190°, quindi lavorate la ricotta con il Grana Padano grattugiato, un cucchiaio di olio EVO, poco sale e pepe.
Aiutandovi con due cucchiai formate 4 quenelle e disponetele su una teglia coperta di carta forno.
Preparate  un trito di salvia e rosmarino, con il quale cospargerete le quenelle.
Finite con poche mandorle a lamelle e infornate per una decina di minuti, comunque fino a quando saranno leggermente gratinate.
Servite la vellutata disponendo in ogni piatto una quenelle ancora tiepida, un giro d’olio, una grattugiata di pepe e, a piacere, dei piccoli dadini di pane raffermo (io li ho saltati in padella con poco olio EVO ed uno spicchio d’aglio schiacciato).
Primi piatti/ Salato

Sgraniamo? Vellutata di piselli alle mandorle

 
Piselli.
Adesso è davvero il loro momento, che mi piacciono freschi e che sgusciarli mi ricorda bei momenti, ve l’avevo già detto qui e qui.
Le vellutate e le zuppe a me piacciono estate e inverno, sempre.
Questa è di una facilità ed immediatezza estrema, lo spunto viene da un Sale & Pepe di Maggio 2004.
Io ho fatto delle modifiche come al solito, la ricetta originale prevedeva yogurt greco e ravanelli affettati sottili per guarnire.
Io l’ho fatta così per esigenze di dispensa!
Buona? Di più!
Qui tutto procede, freneticamente purtroppo, ma procede.
Ormai tra due settimane si trasloca ed il corso prosegue.
Arrivo al venerdì che sono stremata, e non posso riposarmi perché nel week end  approfittiamo per sbrigare tanti lavori che durante la settimana non riusciamo a fare.
Il corso all’Alberghiero è bellissimo, e mi sta dando tanto, davvero tanto.
Io già lo sapevo, ma ne ho avuto la conferma, e sapete che vi dico?
Che in cucina bisogna arrivare con tantissima umiltà, perché le cose da imparare sono davvero un sacco.
Chi crede che per dire di saper cucinare basta riuscire a fare una pastasciutta più o meno al dente o due muffin, si sbaglia di grosso.
Saper cucinare bene, con competenza, conoscenza vera delle tecniche e della materia, è cosa che si deve acquisire.
Con il tempo, tanto tempo.
E poi, anche riuscire ad afferrare un trinciante e tagliare abbastanza velocemente e finemente una cavolo di carota, senza affettarsi le unghie e/o le falangi diventa un’enorme soddisfazione!

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Primi piatti/ Salato

Quick & Easy … Zuppa di cicerchie e porri

 


Settimana pesantissima. Davvero.
Non vedevo l’ora finisse.

Finalmente è sabato, e c’è pure il sole!
Oggi una ricetta con i legumi.
Io li ho sempre amati i legumi, e li mangio estate ed inverno.
Da quando però ho frequentato il corso di cucina naturale ho imparato a conoscerli meglio, ne ho scoperti di nuovi ed anche nuovi modi di impiego in cucina.
Per chi non consuma molta carne, come me ad esempio, i legumi sono molto preziosi.
Ma lo sono per tutti.
Bisogna ricordare che le proteine contenute nei legumi, a differenza di quelle contenute nella carne e nei formaggi, sono associate a bassi quantitativi di grassi e soprattutto non contengono colesterolo.
Prima o poi devo inserire nel blog una pagina dedicata solo a legumi, cereali e spezie, sono davvero ingredienti fondamentali in cucina per il nostro benessere e per la nostra salute.
Le cicerchie già le conoscevo, ma le utilizzavo davvero poco.
E’ un antico legume ricco di proteine, di amido, di vitamine B1, B2, PP, di calcio e di fosforo ed una buona quantità di fibre.
Si abbinano a tutte le verdure ma, anche per il loro sapore dolciastro, stanno bene insieme in particolare modo alle cipolle, al cavolo, ai porri e tutte le aromatiche.
Per partecipare al contest di Simona, mi sembravano perfette nella zuppa.
Veloce da preparare, molto gustosa, sanissima e profumata.
Poi con gli steli di erba cipollina e la spolverata di curcuma questa zuppa è anche bellina da vedere, non trovate?
Vi auguro uno splendido fine settimana!
 

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Primi piatti/ Salato

Fa freddo quindi … Pasta e fagioli alla trevisana




Si lo so, il calendario dice che è primavera.
Ma qui al Nord fa ancora parecchio freddo. Vento pioggia e temperature decisamente bassine, quindi.
Dai, ci sta. Ci sta ancora, la pasta e fagioli!
E siccome mi stavo dimenticando di postarla prima che finisca la stagione fredda e non si trovi più il radicchio di Treviso tardivo, eccola qui.
Questo secondo me è il piatto unico per eccellenza.
Ed è forse l’unico piatto che si trova un po’ in tutta Italia, in tutte le tradizioni regionali.
A Venezia si serve in semplicità, aromatizzata con un rametto di rosmarino.
Qui a Treviso invece, in stagione (di radicchio), si serve così, su un fondo di radicchio di Treviso tardivo.
Io preferisco prepararla con i borlotti e, come dice Allan Bay (l’ho letto in un suo articolo..), anche secondo me viene meglio con i fagioli secchi piuttosto che con quelli freschi.
Sui legumi.
Sono alimenti che dovremmo mettere in tavola almeno tre volte la settimana, i vegetariani dovrebbero farlo anche tutti i giorni.
Contengono carboidrati complessi, proteine ad alto valore biologico, acidi grassi insaturi (omega 3 e omega 6) utili per controllare il colesterolo, minerali e fibre alimentari.
Sono molto ricchi di calcio, ferro, potassio e vitamine del complesso B.
Se li consumate poco a causa della scarsa digeribilità, provate ad utilizzare l’alga kombu per ammollo e cottura, elimina questi inconvenienti e dona anche un ottimo sapore.
Buon inizio settimana!!!

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Diario/ Primi piatti/ Salato

Di programmi mancati e … Crema di baccalà

 

Mai fare dei programmi quando si hanno dei bambini per casa.

Ne sapete qualcosa?
Allora, venerdì sera avevo programmato di andare in centro a Treviso per ascoltare Beppe Grillo, ore 21.00 Piazza dei Signori.
Forse me la sentivo che sarebbe successo qualcosa perché nel pomeriggio avevo accennato questa cosa su FB ad alcune amiche blogger…e avevo scritto ‘Vorrei andarci stasera…bambine permettendo..’
Carola dormiva fuori perché era stata invitata da un’amica a passare la notte da lei,  Serena si pensava di portarla a dormire dai nonni, noi due liberi di andare in centro, mangiare qualcosa di veloce ed ascoltare il Beppe Nazionale.
Ma.
Nel tardo pomeriggio mi chiama mia mamma, ‘Roberta, a scuola c’è stato un allarme pediculosi e mi sembra di aver visto qualcosa in testa a Serena..’…’Noooooo, i pidocchi noooo!’…
Uscita di corsa, direzione farmacia, speso ben 40 euro tra shampoo vari e pettinino apposito, preleva la prole dai nonni e corri a casa.
Morale: altro che Beppe Grillo … ho passato la serata a ‘spidocchiare’ Serena…
Fortunatamente era stata appena colonizzata…trovate solo due bestiole e qualche ovetto. Che schifo!
Ovviamente al trattamento è stata sottoposta tutta la famiglia, me compresa, con esito fortunatamente negativo.
Una domanda.
Ma un tempo i pidocchi non comparivano solo con il caldo, ad inizio o fine scuola?…mi sa che questi nuovi tipi di pidocchi geneticamente modificati (io era dai tempi in cui andavo alle elementari che non ne vedevo, ma sono microscopici gente…ci vuole davvero la lente di ingrandimento per vederli…) li sguinzagliano le case farmaceutiche, e noi giù a spendere una ‘botta di soldi per eliminarli…40 euro!
Giusto per ricordarlo,ché io ci sono ancora attaccata affettivamente alle lire…trattasi di 80.000 lire.
Ma come faccio adesso a proporvi una zuppa dopo avervi fatto venir voglia di grattarvi in testa?
Dovete scusarmi, ma ormai lo sapete che sono così, qui si parla della vita reale, di quello che accade in una famiglia ogni giorno…che c’è un sacco di gente che mai confesserebbe che i loro figli si sono beccati i pidocchi, manco fosse una vergogna…
Vabbè, ricetta dai!
Insomma vi propongo una zuppa-crema buonissima.
Adoro il baccalà ed adoro le zuppe, quindi questa è una vera coccola per me.
La cosa più difficile è lavare bene il baccalà e portare pazienza con l’ammollo e il cambio dell’acqua. Se non lo farete rimarrà davvero troppo salata.
La provate?
L’ho già fatto qualche post fa un giochino simile, ma Giu del blog Mela Cannella mi ha girato queste domande e mi fa piacere rispondere.
1.Ti consideri di più un genio della cucina o casalinga/o disperata/o
Naaa, casalinga disperata no.
Però credo che ogni donna che è in grado di preparare dei piatti gustosi e belli con quello che ha a disposizione in dispensa sia un vero genio della cucina.
2.Qual’è la tua ricetta migliore?
Le lasagne, in tutte le versioni, con la pasta fatta il casa.
3.La ricetta che ti riporta all’infanzia?
La frittura di pesce. Fatta con il pesce acquistato al mercato del pesce di Rialto, a Venezia.
4.Qual’è il tuo prossimo acquisto per la cucina?
La cucina!!!!
Ah!Ah!Ah!…e dopo la cucina la planetaria.
5.Il miglior dolce che hai mai mangiato?
Sarò anche banale, ma…il tiramisù.
6.Una ricetta della nonna che vorresti condividere?
Della zia va bene lo stesso? Mia zia Carla, la mia zia più amata, faceva un ragù buonissimo, almeno così io me lo ricordo…ma non ho la sua ricetta purtroppo.
7.Come coinvolgeresti un bambino nella cucina?
Mani in pasta. Frolla e biscotti! Ma è anche molto bello, potendo, far loro raccogliere la verdura nell’orto e poi cucinarla insieme, per abituarli al cibo sano.
8.Miglior associazione libro-cibo
Joanne Harris ‘Chocolat’…
“C’è un alone di stregoneria in tutta la cucina: la scelta degli ingredienti, il modo in cui vengono mescolati, grattugiati, sciolti, le infusioni e come si insaporiscono, le ricette prese da vecchi libri, gli utensili tradizionali – il pestello e il mortaio – gli stessi con cui mia madre preparava l’incenso, adibiti a uno scopo più domestico, le spezie e gli aromi che perdono la loro raffinatezza e lasciano il posto a una magia più primitiva e sensuale. E’ quella specie di fugacità di tutto questo ciò che mi delizia: tanta cura amorevole, tanta abilità ed esperienza riposte in un piacere che dura solo un momento, e che pochi apprezzeranno davvero.”
 9.Miglior associazione film-cibo
‘Le fate ignoranti’ di Ferzan Ozpetek
La scena del pranzo…

 10.Il piatto d’eccellenza per sedurre
Risotto con le capesante.
11.Di un ti voglio bene a qualcuno di speciale
A mio marito, che da buon cancerino ha il suo caratterino, ma che ha anche molta pazienza con una sagittario rompiscatole come me.
Grazie perché assaggi fiducioso tutto quello che ti presento, perché attendi con calma che io finisca di fare le foto ai piatti prima di poter pranzare, perché resisti alla golosità quando ti lascio i messaggi sopra alle torte ‘Non toccare!
Devo fotografarla!’…scherzi a parte, grazie. TI LOVVO!

 

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Primi piatti/ Salato

Una giornata davvero piena. Vellutata di piselli secchi al rosmarino

 

Ieri (anzi oggi ché sto scrivendo il post di sera e ne programmo la pubblicazione…) è stata una giornata decisamente intensa.
Ho fatto tante cose, conosciuto persone, è stata una giornata davvero ‘piena’.
Devo dire che ho anche mangiato un buonissimo panettone preparato da un food blogger, che già conoscevo (via blog), ma che ho avuto il piacere di conoscere di persona.
Poi, la sera, il corso sulle spezie che sto terminando, e che mi sta entusiasmando tanto.
Non mi dilungherò molto con il post, ma vi lascio qualche utile indicazione sul rosmarino, spezia locale dalle proprietà davvero importanti.
Il nostro insegnante l’ha definito ‘il ginseng nostrano’.
E’ una pianta molto solare, maschile, che fiorisce tutto l’anno. Una delle piante aromatiche più antiche, già Greci ed Egizi conoscevano le sue proprietà.
E’ un ottimo tonico generale, esercita un’azione stimolante e fortificante,  risulta quindi perfetto nei casi di affaticamento fisico e mentale.
Svolge un’azione antibatterica ed antinfiammatoria.
E’ un ottimo depuratore del fegato (fluidifica i succhi biliari), organo che risente moltissimo di tutti gli effetti dovuti allo stress, ha inoltre spiccate proprietà digestive e carminative, che favoriscono l’eliminazione dei gas intestinali.

E’ perfetto abbinato ai legumi.

Ed eccolo qui, in una vellutata che mi fa molto casa.
Perché ho imparato a farla da mia mamma, fatta proprio così.
Semplice, nutriente, buona.
Fa freddo e la sera cosa c’è di meglio di un buon piatto di zuppa o vellutata calda per coccolarsi?
Ciao!

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Primi piatti/ Salato

Neve, freddo. Vellutata di funghi pleurotus e patate al profumo di curcuma



Ieri nevicava in montagna, se nevicava!
Carola ha fatto le sue tre ore di corso, ma noi abbiamo rinunciato a sciare.
Un po’ per le pessime previsioni meteo, un po’ perché a Cortina c’era pure la coppa del mondo di sci femminile, quindi piste affollate e parzialmente chiuse, quindi meglio un giretto in centro!
La strada che dalle piste porta al centro città è di poco passaggio e molto suggestiva.
Tutte casette molto graziose ed una chiesetta che si confondeva con il paesaggio.
Tutto bianco.
E che fatica ritornare indietro in salita ragazzi!
Comunque con la neve che mi sono beccata ieri la voglia di zuppe e vellutate non può che aumentare quindi, ecco quella che ho fatto un paio di giorni fa.
Seguendo i consigli del mio insegnante erborista, pepe e curcuma alla fine.
E’ davvero semplice e gustosa.
Un ottimo modo per utilizzare i funghi pleurotus (da noi in Veneto chiamati ‘sbrise’) che, secondo me, sono un pochino sottovalutati.
Felice lunedì a tutti!

 

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